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FIFA Women’s World Cup 2023™: solo tre proposte, il Brasile si ritira

A seguito di una valutazione dettagliata delle proposte per FIFA Women’s World Cup 2023™ e delle visite nei paesi candidati, la FIFA ha confermato che tre progetti saranno presentate al Consiglio FIFA durante la riunione del 25 giugno 2020.

Le tre proposte valide sono:

  • presentazione congiunta di Football Federation Australia e New Zealand Football
  • presentazione da parte della Colombian Football Association
  • presentazione da parte della Japan Football Association

La Brazilian Football Association ha informato la FIFA lunedì 8 giugno della sua decisione di ritirare la sua offerta.

“Un anno dopo l’ottava edizione da record della Coppa del Mondo femminile FIFA in Francia, il Consiglio FIFA deciderà gli ospiti per la nona edizione del torneo del 2023, che speriamo sarà ancora più grande e migliore. La qualità delle offerte è la testimonianza dell’enorme slancio che il calcio femminile ha generato e non vediamo l’ora di fare affidamento su questo per portare il calcio femminile al prossimo livello la FIFA Women’s World Cup 2023™”, ha dichiarato la segretaria generale della FIFA Fatma Samoura.

La FIFA ha sviluppato un solido modello di valutazione per la procedura di gara per la FIFA Women’s World Cup 2023™ che comprende i seguenti componenti chiave: 

  • valutazione tecnica: una valutazione delle principali infrastrutture e criteri commerciali, applicando un sistema di valutazione istituito dalla FIFA;
  • valutazione del rischio: una valutazione dei rischi associati a determinati criteri, inclusi, a titolo esemplificativo, i diritti umani e la sostenibilità, applicando un rating specifico;
  • descrizione: un riepilogo delle informazioni pertinenti fornite nell’offerta, come la visione e la strategia di hosting, evidenziando potenziali problemi (senza una valutazione tecnica o una valutazione del rischio).

Il rapporto di valutazione è ora disponibile qui.
La metodologia e l’applicazione del sistema di punteggio utilizzato per la valutazione tecnica sono specificate nella Panoramica del sistema di punteggio per la valutazione tecnica delle proposte.

La procedura di gara vedrà la nomina dell’ospite o degli ospiti dell’edizione 2023 a seguito di una procedura di voto aperto da parte del Consiglio FIFA, in cui il risultato di ogni scrutinio e i relativi voti dai membri del Consiglio saranno resi pubblici su FIFA.com.

Una panoramica completa della procedura di offerta è disponibile nella Guida alla procedura di proposta per la FIFA Women’s World Cup 2023 ™.

Credit Photo: Pagina Facebook di FIFA Women’s World Cup

Mattia Martini: “Il professionismo penso che servirà a dare un impulso forte al nostro movimento e ne cambierà la faccia”

Abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare Mattia Martini, uno dei Direttori Sportivi più promettenti del panorama europeo ed orgoglio italiano, parlando dei progressi della Serie A femminile, dell’esperienza all’Atletico Madrid e del suo futuro.

Il calcio femminile in Italia da diversi anni combatte per una battaglia principalmente: il professionismo. Come credi possa cambiare il movimento italiano con l’introduzione del professionismo?
“Il professionismo penso che servirà a dare un impulso forte al nostro movimento e ne cambierà la faccia. Per arrivare a ciò però  serve strutturare, creare delle basi, un sistema che da solo si possa autofinanziare e sorreggere con le proprie forze.”

Con il blocco del campionato sono uscite varie indiscrezioni di una possibile Serie A a 14 squadre. Come giudicheresti questo possibile scenario?
“Un format con una estensione del numero di squadre a 14 la reputo una scelta oculata, se finalizzata a proporre a livello mediatico e non solo un prodotto “calcio femminile” spendibile e pensato per offrire partite con cadenza settimanale e senza gli stop lunghissimi e periodici vissuti nelle ultime stagioni. Inoltre, ciò appetirebbe pure i restanti grandi club del maschile ad entrare nel nostro mondo.”

La figura del consulente di calciomercato negli anni si è evoluta.
Quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato rispetto al passato?

“Ho sempre avuto un rapporto strettissimo e sentito con tutti i Direttori con i quali ho lavorato, con coinvolgimento ed un importante tasso di decisionalità. Ho notato che fuori, per la grandezza della struttura dei club, il Ds fa più da DG, mentre la mia figura subisce di paripasso uno scivolamento verso quella del Ds. Ad esempio organizzando pure partite amichevoli: in Italia mi informai di una possibilità con Milan e Roma quando ero a Madrid, o in Olanda con l’Ajax.”

Nella tua carriera hai avuto la fortuna di lavorare con squadre di altissimo livello dal Verona al Brescia fino ad arrivare all’Atletico Madrid. Qual è stata l’esperienza che più ti ha formato?
“Ogni piazza mi ha lasciato un qualcosa dentro, ogni città da Firenze a Verona, da Brescia a Madrid mi ha catturato per passionalità e calore con cui si viveva il club. Vincere comunque la Liga a Madrid, con l’Atletico Madrid, penso comunque che sia e rimarrà il trionfo più bello.  Festeggiata, non dimentichiamocelo, al Wanda Metropolitano con la festa congiunta dell’addio di Godin.”

Rimanendo in tema Colchonero, come hai vissuto quell’ambiente fantastico che contraddistingue l’Atletico Madrid?
“Non si lavora o non si gioca per l’Atletico Madrid, ma si è  l’Atletico Madrid. In maglia colchonera l’appartenenza ti pervade e tu non puoi che vivere con coinvolgimento ogni momento, ogni aspetto, ogni singola piccolezza. Il lunedì o già la domenica sera, per esempio, mi mettevo a leggere i risultati e chiedere info di tutte le nostre piccole squadre della cantera. Oppure, la cosa mi ha colpito ma ciò fa capire cosa trasmettono quei colori, ogni tifoso é  tifoso e segue dalla più piccola squadra delle giovanili alla prima squadra, sia a livello maschile sia a livello femminile.”

Alcune voci circolate negli ultimi giorni danno per certo un tuo ritorno in Italia.
Ti piacerebbe ritornare in patria?

“Mi piacerebbe tornare per una esperienza in Italia, a patto che alla base vi sia un progetto vero: la programmazione è ciò che pone solide basi per vincere nel futuro.  Inoltre, se tornassi, mi piacerebbe farlo per una crescita sportiva a lungo termine, fatta con ed assieme al club con il quale mi potrei legare.”

Quale sarebbe il campionato in cui sogneresti di lavorare?
“Avevo avuto proposte dalla Premier League, tra l’aprile ed il maggio passati. Sicuramente è il campionato più competitivo del mondo e più vicino al calcio vero, fatto di concetti. Inoltre vanta tantissimi top club maschili: United, City, Chelsea, Liverpool…”

Essendo ancora molto giovane hai la possibilità di puntare ancora più in alto, quali sono i tuoi obiettivi futuri?
“Non mi pongo obiettivi, mi impongo solo una crescita: calcistica ed umana. Per il resto sono convinto che i risultati, a livello prettamente  sportivo, siano la logica conseguenza di ciò. Serve serenità e tranquillità.”

Ringraziando Mattia Martini per la disponibilità elenchiamo di seguito i record e i successi conquistati nell’arco della sua carriera da dirigente:
Più giovane dirigente del Calcio Italiano Femminile ad avere debuttato in Champions League: 21 anni, 5 ottobre 2016, a Shymkent (Kazakistan), in occasione dei 16esimi di Finale di Champions League, Kazigurt-Verona.
– Unico dirigente del Calcio Italiano Femminile ad aver disputato la Champions League con 3 Club diversi: Verona, Brescia e Atletico Madrid (in ordine cronologico).
– Unico dirigente  del Calcio Italiano Femminile ad aver disputato la Champions League con  Club di  2 nazioni differenti:  Verona-Brescia (Italia) – Atletico Madrid (Spagna).
– Più giovane dirigente del Calcio Italiano Femminile ad aver vinto un titolo nazionale di prima serie: 22 anni, 23 Settembre 2017, Supercoppa Italiana, Fiorentina-Brescia 1-4.
– Più giovane dirigente del Calcio Italiano Femminile ad  essere andato a lavorare per un Club estero di prima serie:  23 anni, 23 luglio 2018, per l’Atletico Madrid.
– Più giovane dirigente del Calcio Italiano Femminile ad aver vinto un titolo nazionale con un Club estero di prima serie:  23 anni, 5 Maggio 2019, Liga 2018/2019, con l’Atletico Madrid.
– Primo dirigente del Calcio Italiano Femminile ad aver vinto un titolo nazionale con un Club spagnolo:  23 anni, 5 Maggio 2019, Liga 2018/2019, con l’Atletico Madrid.
– Unico dirigente del Calcio Italiano Femminile ad aver vinto titoli nazionali con Club di prima serie di 2 nazioni differenti:   22 anni, 23 Settembre 2017, Supercoppa Italiana, Fiorentina-Brescia 1-4 /  23 anni, 5 Maggio 2019, Liga 2018/2019.
– Dirigente U25 più vincente del Calcio Italiano Femminile:  22 anni, 23 Settembre 2017, Supercoppa Italiana, Fiorentina-Brescia 1-4 / 23 anni, 5 Maggio 2019, Liga 2018/2019.

 

Empoli Ladies, Alessandro Spugna si presenta: “non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura”

Alessandro Spugna, neo allenatore dell’Empoli Ladies, ha rilasciato alcune dichiarazioni al media ufficiale del club. Il tecnico ex Juventus Women Primavera è pronto per iniziare la sua nuova esperienza: “mi sento carico. Ho trovato una società forte e ben organizzata, vogliosa di costruire qualcosa di grande”. Il piemontese è contento di aver raggiunto la Serie A“arrivo da un settore giovanile. Ora guido una squadra nella massima serie; sono contento. Debbo ringraziare la Juventus Women, in particolare Stefano Braghin e Rita Guarino”.

Il nuovo coach ha poi esposto i suoi obiettivi: “voglio far crescere il gruppo per arrivare a dei risultati concreti. L’Empoli Ladies è una società che crede molto nei giovani. Possediamo una rosa con calciatrici molto talentuose; il mio compito sarà quello di farle maturare”. Spugna ha già in testa il percorso che seguirà in Toscana, una strada già delineata dal suo predecessore Alessandro Pistolesi, mai citato.

In chiusura, il tecnico ha parlato della situazione legata al Covid-19 che ha portato allo stop del campionato: “abbiamo passato un brutto periodo. Ora non vedo l’ora di tornare ad allenare e a giocare. Presto ci riuniremo per preparare la nuova stagione”. Chiosa finale sul Mondiale ad un anno dall’avvio: “ci ha dato un impulso notevole come movimento. E anche la presenza sempre più numerosa di club professionistici aiuta la crescita di questo sistema”, ha concluso il nuovo allenatore azzurro.

Quando ricomincerà la Women’s Champions League?

La pandemia mondiale di COVID-19 ha costretto la UEFA a rinviare la maggior parte delle partite delle sue competizioni.

Non si sono più giocate partite di UEFA Women’s Champions League da ottobre, ovvero dalla conclusione degli ottavi di finale. I quarti di finale dovevano iniziare mercoledì 25 marzo.

Il 17 marzo la UEFA ha creato due gruppi di lavoro e successivamente sono state presentate diverse opzioni per la ripresa delle partite che comprendono sia le gare delle nazionali che quelle delle competizioni per club. Non è stato ancora comunicato il calendario con la riprogrammazione delle partite.

Il Comitato Esecutivo UEFA si riunirà mercoledì 17 giugno per annunciare le nuove date e tutte le altre decisioni non appena saranno confermate.

Credit Photo: Pagina Facebook di Olympique Lyonnais Féminin

Napoli Femminile, Carlino a CM24: “Non vendo a De Laurentiis. In Serie A per vincere”

Lo stop al calcio femminile ha decretato anche le promozioni e le retrocessioni da e per la Serie B. Il Napoli del presidente Raffaele Carlino, primo a +4 dalla seconda in classifica e con una partita da recuperare, è stato promosso in Serie A. Obiettivi importanti per la prossima stagione e voglia di crescere sono le parole chiave della società azzurra che è una delle poche blasonate a non ricevere ancora l’appoggio del calcio maschile.

Raffaele Carlino, presidente del Napoli Femminile, ai microfoni di Calciomercato24.com ha parlato della felicità per la bellissima stagione conclusasi con la promozione in Serie A.

“Sono felicissimo per quanto è stato annunciato ieri. Anche con l’algoritmo saremmo stati primi e siamo sereni e tranquilli da tempo. Credo sia stata fatta anche giustizia perché eravamo primi a pieno merito: abbiamo vinto gli scontri diretti, eravamo primi per differenza reti con quattro punti di vantaggio sulla terza con una partita in meno, quindi ce la siamo meritata sul campo la Serie A”.

Avrebbe preferito vincere e festeggiare sul campo?
Sinceramente sì, è più bello vincere in campo che in Federazione. Il Napoli è partito per vincere il campionato, abbiamo fatto investimenti importanti, un direttore sportivo (D’Ingeo) di grande competenza che già l’anno scorso ha fatto benissimo con l’Inter, un allenatore (Marino) che si riconferma vincente. Già ha fatto la Serie A con noi in tempi non sospetti e credo che è stata una miscela perfetta per vincere. A questi nomi si aggiungerà, nella prossima stagione, un volto storico che è quello di Rambone e ci prepariamo alla Serie A con tutte le caratteristiche per fare bene“.

Ci sono club storici e molto importanti. Crede che il suo Napoli possa inserirsi subito tra le prime o c’è bisogno di rodaggio? 
Il calcio femminile è bello anche per questo. Le donne sono imprevedibili quando giocano a calcio. Non partiamo sicuramente battuti né per retrocedere.

Il nostro sogno è quello di vincere ma sarà difficilissimo perché ci sono grandi club che hanno anche il maschile. Però io sono un presidente atipico, voglio solo vincere. Lo sanno sia il mio allenatore che il direttore D’Ingeo. Il nostro obiettivo è quello di tenere questo organico perché hanno fatto benissimo e se lo meritano. La nostra rosa era anche tra le più giovani tra le prime quattro. Abbiamo un futuro roseo per queste ragazze. Poi se ci affianchiamo quattro o cinque calciatrici di categoria, possiamo fare bene. Servirà anche la fortuna e cerchiamo di essere positivi. Stiamo allestendo una squadra forte, poi se la Juve e le altre faranno meglio di noi, non possiamo saperlo. Vogliamo essere protagonisti anche in Serie A”.

C’è ancora tanta distanza dal maschile?
“Nel Femminile si può sognare. Mentre nel maschile ci sono budget che fanno la differenza, nel Femminile ad oggi è ancora auspicabile che resti questo calcio pulito e non fatto di soldi sproporzionati rispetto a quello che è anche una pandemia economica senza precedenti. Però con un settore giovanile forte e con un’ottima organizzazione societaria, grazie alle strutture messe a disposizione dal Comune di Pozzuoli, credo che ci sono tutte le motivazioni per fare bene anche l’anno prossimo

Continua a leggere la news sul sito: https://www.calciomercato24.com/

Credit Photo: Facebook Napoli Femminile

Agente Agard: “Il Milan femminile è molto interessato”

Nonostante le voci su Laura Agard come prossimo colpo del Milan femminile in difesa in vista della prossima stagione 2020/2021, l’agente della giocatrice francese non ha voluto troppo sbottonarsi in merito alla possibile operazione. Ecco le sue parole raccolte in esclusiva dai nostri microfoni di Milannews24.com.

Innanzitutto volevo chiederle come la sua assistita ha vissuto questi momenti delicati legati al coronavirus
«Come tutti gli altri, Laura ha affrontato questa situazione nel miglior modo possibile e come tutti i giocatori professionisti, non vede l’ora di poter ricominciare. Naturalmente, l’incertezza sul suo contratto non ha reso le cose facili, ma siamo lì per proteggere i suoi interessi e penso che si sia fidata delle nostre capacità in modo da non doversi preoccupare del suo futuro».

Agard è una giocatrice di grande esperienza, oltre che di qualità. Alla Fiorentina è stata una dei punti cardine nella formazione di Antonio Cincotta. Ora, però, si è parlato di un non possibile rinnovo, può confermare?
«Si, Laura non rinnoverà con la Fiorentina. Voleva rimanere nel club, ha molto rispetto verso la società viola, ma la proposta fatta non soddisfava le sue aspettative, dato il suo status nella squadra. A queste condizioni non è stato possibile estendere il contratto».

Diverse voci parlano di un possibile approdo al Milan femminile nella prossima stagione. Anche in questo caso può confermare?
«L’AC Milan femminile è il club che ha mostrato più interesse verso la mia assistita, ma ci sono anche altri club italiani e francesi che mi hanno contattato».

Agard è difensore centrale. Il Milan di Ganz ha come riferimento un reparto difensivo a quattro. Qualora fosse il club rossonero la prossima sua squadra e il tecnico decidesse di cambiare modulo, passando al 3-5-2, Laura avrebbe le caratteristiche per poter far bene anche in tale schieramento?
«È troppo presto per parlare di tattiche, Laura non ha ancora deciso il suo club. Quel che è certo è che Agard ha molta esperienza ed è una vera giocatrice, può giocare in qualsiasi top club europeo. Qualunque squadra la assuma, sarà disponibile per l’allenatore e farà quanto possibile per aiutare la squadra a vincere i titoli».

Credit Photo: Vanni Caputo

Katia Serra, AIC: “Calcio femminile? Mancano potere decisionale, budget ed autonomia organizzativa”

Così Katia Serra, responsabile AIC calcio femminile, ex giocatrice, ai microfoni di Radio Sportiva: “Stop calcio femminile? Con quanto emerso in questo periodo di emergenza penso che i verdetti siano l’ultimo dei problemi. Impossibile trovare un verdetto che accontenti tutti senza calcio giocato. Per terminare il campionato la volontà non mancava, ma nella realtà dei fatti solo 3 club su 12 avevano portato le giocatrici ad allenarsi ed era inevitabile che nascessero dubbi e domande. Il calcio femminile manca di una cosa fondamentale: chi se ne occupa deve avere potere decisionale, budget ed una autonomia organizzativa. Bisogna correre e non aspettare che certe decisioni dipendano dalle dinamiche del calcio maschile. Grazie a finanziamenti internazionali dell’Uefa le prospettive sono interessanti. Sono positiva perché bisogna continuare a crederci, abbiamo fatto un grande percorso ma servono anche strutture e uno scatto di mentalità”.

Credit Photo: Facebook Katia Serra

Il Trento Clarentia a caccia di giovani calciatrici per la stagione 2020/2021

Il coronavirus e tutto quello che ne deriva potrebbero far perdere le speranze ad un movimento sportivo ancora giovane come il calcio femminile, ma in Trentino si tiene duro e il Trento calcio femminile non si fa spaventare. Come affermato dal direttivo in una bella lettera alle sue giocatrici “In noi c’è tutta la voglia di riprendere da dove abbiamo dovuto interrompere. Vogliamo andare avanti nel percorso iniziato. La stagione 2020-2021 ci aspetta e deve iniziare sullo slancio di questa”.

L’intenzione di volersi sempre migliorare e di proseguire sulla strada intrapresa è accompagnata da una consapevolezza rispetto alle difficoltà del momento “anche se, obbiettivamente, esistono incognite che oggi non trovano risposte e soluzioni certe”.

Pur consapevole delle difficoltà, il Trento calcio femminile ha da pochi giorni iniziato il suo cammino verso la stagione 2020/2021. Il successo della squadra esordienti, unito al consolidamento delle giovani calciatrici under 19 e alla professionalità dimostrata dalle calciatrici della prima squadra hanno dato nuova energia e motivazione a tutto lo staff, che in cantiere ha nuovi progetti “il progetto degli open day, un camp estivo riservato al calcio femminile e, magari, una squadra under 17”.

Uno dei progetti più ambiziosi è sicuramente quello di promuovere e ampliare la scuola calcio gialloblù. “Vedere il campo prima del nostro allenamento pieno di giovani calciatrici alle prime armi è bellissimo, ne siamo davvero orgogliose” affermano le calciatrici della prima squadra. Sono dello stesso parere i membri del direttivo che puntano a creare una squadra under 17 e a proseguire con il progetto pulcini interrotto da questo stop forzato.

Si può dire quindi ufficialmente iniziata la campagna di reclutamento per il settore giovanile. Come recita il post sui social, il Trento è a caccia di giovani ragazze pronte a mettersi alla prova sul rettangolo verde. “Hai tra gli 11 e i 17 anni? Ti piace giocare a calcio?”: questi sono i requisiti per fare parte del settore giovanile del Trento calcio femminile. Il talento esiste, ma senza la voglia di fare non è sufficiente, e al Trento attendono a braccia aperte qualsiasi ragazza che ama il calcio e che abbia la voglia di allenarsi, crescere e diventare calciatrice assieme alle sue compagne.

Il futuro è adesso e questa è un bella occasione, chi fosse interessata può contattare Luca (+39 335 7193297) o anche completare un semplice questionario https://forms.gle/SR7T8DTd7knQbkLN8 per essere ricontattata.

Ragazze, cosa state aspettando? Il Trento calcio femminile non vede l’ora di conoscervi.

Photo Credit: ACF Trento Clarentia

Women’s Super League: Fran Kitching non rinnoverà con il Liverpool

Con una nota ufficiale dei Reds, è stata annunciata la volontà di non proseguire il rapporto professionale tra il Liverpool e Fran Kitching, portiere classe 98 con alle spalle esperienze al Chelsea, allo Sheffield United ed al Watford.

In un messaggio di addio, Kitching ha dichiarato: “Dopo 2 anni a LFCW non tornerò la prossima stagione. In quella che è stata la stagione più impegnativa per me fino ad oggi per molte ragioni diverse, non vedo l’ora di godermi il gioco che amo di nuovo ed essere veramente felice. La mia esperienza con il Liverpool mi ha insegnato molto. Vorrei ringraziare i fan per il loro costante supporto e le mie compagne di squadra per essere sempre lì per me. Ho stretto amicizia per la vita.”

Il coach Vicky Jepson ha ringraziato la giocatrice per il suo contributo: “Io e lo staff del backroom vorremmo ringraziare Fran per i due anni nel nostro club. Durante questo periodo, l’abbiamo vista fare un passo avanti e fare dei grandi salvataggi durante momenti importanti delle partite. Vorremmo augurarle buona fortuna con il resto della sua carriera calcistica e sono sicuro che i nostri fan LFC si uniranno a me per dire i nostri addii.”

Credit Photo: Profilo Instagram Frances Kitching

Zsanett Jakabfi: bisogna portare in Ungheria la mentalità tedesca del calcio

Uno delle giocatrici più longevi del VfL Wolfsburg, la centrocampista ungherese Zsanett Jakabfi ha esteso il suo contratto di un altro anno all’inizio del 2020 per assicurarsi che giocherà la sua dodicesima stagione per le She-Wolves.

Jakabfi aveva appena 19 anni quando si trasferì in Germania e nella Frauen-Bundesliga nel 2009. Quando le fu chiesto perché fosse rimasta così fedele a Wolfsburg, la sua risposta fu chiara: “È l’atmosfera all’interno di questa squadra, ma anche la professionalità e il viaggio che molti di noi hanno intrapreso con il club, forse non tutte le giocatrici, ma alcune di noi. Questo lo rende un posto molto speciale per me e spiega anche perché sono stata qui per così lungo”.

È un viaggio che ha portato a 13 titoli:
– 2 UEFA Women’s Champions League
– 5 Campionati Frauen-Bundesliga
– 6 DFB Cup

Nel frattempo le She-Wolves sono ancora in lizza in tutte le maggiori competizioni e non sembrano essere state colpite dalla pausa dovuta al coronavirus.

Abbiamo molte ambizioni e obiettivi chiari e non abbiamo mai perso di vista questi obiettivi nonostante le circostanze eccezionali. Questo è esattamente ciò che distingue la nostra squadra”, ha spiegato la otto volte calciatrice dell’anno d’Ungheria, “Abbiamo avuto il tempo di rallentare, per così dire, il tempo di pensare a tutti i tipi di cose o il tempo da trascorrere con i nostri partner. Sono sempre cose che cerchi di fare meglio quando senti quante cose terribili stanno accadendo nel mondo. Diventi automaticamente più contemplativo, e penso anche che questo periodo porterà a un cambiamento e che impareremo ad apprezzare di più le cose“.

Jakabfi apprezza anche il know-how acquisito in Germania. Questa esperienza ha anche giovato alla squadra Nazionale Ungherese, per la quale ha fatto il suo debutto internazionale nel 2007. La squadra è attualmente 43° nel FIFA/Coca-Cola Women’s World Ranking ed occupa il terzo posto nel Gruppo F delle qualificazioni per UEFA Women’s EURO.

“Ci sono stati sicuramente progressi, anche se forse non nella misura in cui abbiamo immaginato in Ungheria, in particolare per quanto riguarda la squadra nazionale”, ha detto Jakabfi quando gli è stato chiesto dove si sta dirigendo il calcio femminile ungherese. “La lega e la nazionale sono sicuramente diventate molto più professionali. Ora abbiamo allenatori che svolgono il lavoro a tempo pieno. Questi sono passi che aiutano a migliorare il calcio femminile in Ungheria. Tuttavia, abbiamo ancora del lavoro da fare prima di diventare di classe mondiale”.

Avendo raggiunto la maggiore età in termini di calcio in Germania, la trentenne vuole fare la sua parte nel portare avanti questo processo. “Sto cercando di trasmettere ciò che ho imparato, sperimentato e raccolto qui, in particolare a Wolfsburg, in Ungheria”, ha spiegato, “Sto anche provando a trasmettere un po ‘di quella mentalità tedesca, che ha a che fare con uno spirito combattivo e non mollare mai, si tratta di robustezza e determinazione totale”.

Credit Photo: Pagina Instagram di @zsanettjakabfi

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