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Dieci mancati rinnovi per il Valencia Femenino

Il Valencia ha annunciato che dieci giocatrici non faranno parte del progetto Valencia cf Femenino per il 2020-21. Tra queste giocatrici ci sono diverse sorprese: Maria Pi, 24 anni, era al Valencia da diverse stagioni e lascia la squadra con un messaggio molto emotivo.

Gli addii riguardano diverse giocatrici titolari della parte difensiva: l’olandese Mandy Van den Berg, Paula Nicart e Monica Flores, rispettivamente numero 2,3 e 4 quest’anno nella rosa delle murcielagas.

A centrocampo rivoluzione con gli addi di Carol Férez,  Gio Carreras, Natalia Gaitán e Naiara Beristain. Davanti addio alle bomber con la 10 Mari Paz Vilas e alla namibiana Zenatha Coleman. I commenti dei tifosi non si sono fatti aspettare e fanno notare la delusione per l’addio di molte tra le beniamine della squadra.

In questa rivoluzione il Valencia ha confermato la centrocampista Paula Guerrero e il laterale sinistro Bea Beltrán. L’allenatore potrà contare anche con le ragazze con contratto fino al giugno 2021: il portiere  Enith Salón, i difensori  Berta Pujadas, Cristina Cubedo, María Ortiz, María Jiménez, le centrocampiste  Marta Carro e Sandra Hernández, in attacco  Flor Bonsegundo, Alejandra Serrano e Asun Martínez.

Ha un’offerta per il rinnovo Viola Calligaris e si sta valutando anche la statunitense Cara Curtin.

Il Valencia dovrebbe confermare ad ore l’acquisto dell’attaccante olandese Ellen Jansen e della centrocampista finlandese Iina Salmi.
Andrea Esteban, infine, sarà secondo allenatore con José Bargues. Sarà un anno importante per le murcielagas, il penultimo posto è diventato amaro per la società che ambisce a posizioni di maggior prestigio per il club della Capital del Turia.

Trento Clarentia: concluso il rapporto di collaborazione tecnica con Libero Pavan e Davide Trenti

Il Trento Calcio Femminile comunica che si è concluso il rapporto di collaborazione tecnica con Libero Pavan e Davide Trenti rispettivamente primo e secondo allenatore della prima squadra. Dopo un percorso durato tre anni la società ha dunque deciso di cambiare la conduzione tecnica per la nuova stagione sportiva e che verrà definita prossimamente nel nuovo assetto.

Tre anni di crescita, di maturazione continua, di qualità tecnica ed organizzativa, di buone relazioni, di successi e sconfitte che hanno contribuito a far crescere il nostro movimento e tutti noi. Un percorso tracciato che ci permetterà di poter continuare su punti fermi e consolidati verso nuovi ed ancor più ambiziosi traguardi.

Ai due tecnici va il sentito ringraziamento per l’impegno profuso, la professionalità dimostrata ed il senso di appartenenza, per essere stati parte integrante del progetto ed aver contribuito in maniera puntuale, propositiva e continua al suo sviluppo anche fuori dal campo di gioco.

Una presenza pacata ma efficiente e concreta.

A Libero e Davide un sincero augurio per altre soddisfazioni sportive oltre che personali.

Un arrivederci se ci potranno essere in futuro le condizioni per voler contribuire ancora al nostro progetto sportivo.

Photo Credit: Trento Calcio Femminile

Fiorentina Women’s è record; quarta qualificazione consecutiva in Champions League

La Fiorentina Women’s, a seguito della sospensione definitiva del campionato di Serie A pervenuto nel corso del vertice FIGC, approda in Europa per la quarta volta consecutiva. Il Covid-19 ha interrotto la cavalcata sul più bello ma la classifica ha parlato. Se pensiamo che la squadra viola è nata cinque anni fa (2015) ci rendiamo conto della grandezza dell’impresa. Nel corso della prima stagione, la qualificazioni sfilò via all’ultima giornata. Nel secondo anno della loro storia le viola hanno vinto scudetto, Coppa Italia e hanno raggiunto la posizione europea in classifica mantenendola anche nelle stagioni successive.

Non c’è dubbio che la formazione di Antonio Cincotta abbia ormai maturato un’esperienza europea di tutto rispetto. Nonostante non sia mai arrivata oltre gli ottavi di finale, Alia Guagni e compagne hanno avuto la possibilità di misurarsi contro le più grandi corazzate del mondo. Chelsea e Wolfsburg sono due delle squadre con le quali si sono confrontate le ragazze in viola. L’Arsenal è stata infatti l’ultima squadra ad aver affrontato la Fiorentina nella corsa europea. Proprio il tecnico viola nei giorni scorsi sperava in una qualificazione europea da dedicare al Presidente Rocco Commisso.

Antonio Cincotta avrebbe preferito ottenerla sul campo e non tramite algoritmo. Così non è stato ma per il tecnico è un vero e proprio record. Ha ottenuto quattro qualificazioni europee in cinque anni sulla panchina gigliata (due assieme a Sauro Fattori, due da solista). L’allenatore però non esulta e anzi, rende onore a tutti i caduti a causa del coronavirus: “Le troppe persone venute a mancare, il disagio vissuto quotidianamente e le innumerevoli difficoltà del nostro Paese mi portano a non commentare alcuna decisione relativa al mondo dello sport, per un senso di profondo rispetto verso tutte le persone colpite dalla pandemia”.

Vicenza Calcio Femminile: “Abbiamo preso subito la vetta e non l’abbiamo più lasciata”

Abbiamo preso subito la vetta e non l’abbiamo più lasciata.
Partita dopo partita, vittoria dopo vittoria, siamo diventate protagoniste.

Avremmo voluto concludere la stagione sul campo, per dimostrare che il primo posto non era per caso.
Abbiamo sudato, abbiamo lottato e alla fine ci siamo riuscite: abbiamo riportato il Vicenza Femminile in Serie B.

E l’abbiamo fatto in un anno speciale per i colori Biancorossi, sia per il maschile sia per il femminile, una stagione calcistica che sicuramente non si scorderà.

Ora è ufficiale

❤️

Credit Photo: Vicenza Calcio Femminile

Bertolini all’attacco: “Non ha più senso implorare per avere cose che ci spettano. Il calcio femminile merita, e basta”

Ferrea critica da parte del ct Milena Bertolini per quanto riguarda la gestione di alcune squadre durante questo periodo. L’intervista è stata rilasciata sulle colonne del Corriere della Sera e non lascia spazio ad obiezioni.

L’ex allenatrice del Brescia inizia parlando dello stato d’animo suo e delle sue ragazze demoralizzato subito dopo la decisione sul campionato del Consiglio Federale: “Sono triste, delusa, arrabbiata. Avevo preparato una sorpresa per le ragazze. Appuntamento su Zoom alle 13, orario d’inizio della partita d’esordio in Francia per ricordi, aneddoti e un quiz sul nostro Mondiale. Invece ci siamo ritrovate volentieri ma con molta amarezza di fondo. Visi tristi, soprattutto di chi ha patito di più l’annullamento del campionato: le juventine, che non hanno avuto lo scudetto, le milaniste, che in Champions vedranno andare la Fiorentina. E pensare che Juve e Milan sono i due soli club che dopo il lockdown avevano permesso alle calciatrici di tornare ad allenarsi. Un paradosso”.

Con le scelte prese in questi giorni si sono sempre più evidenziate le differenze tra calcio maschile e femminile e le discriminazioni continue che subisce quest’ultimo: “Saremmo tornati a parlare di calcio femminile e così, con tutte nelle stesse condizioni, il torneo sarebbe potuto ricominciare. Ci sono state squadre, invece, che mentre facevano allenare gli uomini non trovavano un campo per le donne. E’ accettabile? Non è discriminazione? La verità è che c’è ancora qualcuno che si rifiuta di capire che queste ragazze sono un patrimonio del calcio italiano.” tuona Bertolini. “Giudichiamo i fatti. Su 12 squadre, due, Juve e Milan, hanno considerato le atlete un valore, dando loro dignità. Io capisco le difficoltà dei quattro club dilettantistici, ma i restanti sei? Sono rimasti fermi, e questo dice tanto. Ci dice che avere la sezione femminile per alcune società è un investimento importante, per altre è solo una questione di immagine, priva di sostanza”.

Si è passato dall’estasi dell’ultimo Mondiale fino alla crisi che si è abbattuta su tutto il movimento: “Quella Nazionale veniva da due stagioni di lavoro durissimo” spiega Bertolini. “Purtroppo oggi si è perso di vista il bene generale, a favore degli interessi particolari. In Italia manca una visione più ampia del calcio femminile: non si possono lasciare le calciatrici senza allenamenti per sei mesi. Le altre nazioni vanno più veloci, non ci aspettano”.

Il tecnico spera anche in un inizio di stagione anticipato rispetto al solito: “Entro la prima quindicina di giorni di agosto, per poter arrivare a giocare con almeno un mese di partite nelle gambe e con una preparazione adeguata, sennò non saremo in grado di affrontare alla pari le avversarie. Ma nel futuro ci deve essere una progettualità, servono investimenti forti e non di facciata. Fin qui, invece, ho visto molte chiacchiere e pochissimi fatti”.

Un pericolo importante per il campionato è quello del trasferimento delle migliori giocatrici all’estero: “Se non mettiamo le ragazze in condizioni di parità, rischiamo di perderle. E arriviamo al professionismo: culturalmente in Italia siamo ancora indietro ma non ha più senso implorare per avere cose che ci spettano. Il calcio femminile merita, e basta”.

 

Arrivata la conferma di Mister Galletti

Archiviato ormai definitivamente il campionato di questa assurda stagione, la Roma calcio femminile può  programmare il futuro.

Si parte subito col confermare mister Galletti alla guida della prima squadra anche per la prossima stagione di serie B.  La società è lieta di darne l’annuncio.

“Che la Roma Calcio Femminile era la mia priorità non l’ho mai nascosto – le dichiarazioni del mister – il fatto che la società mi ha chiamato dicendomi che oltre ad essere confermato mi dava la possibilità di continuare con la prima squadra non poteva che farmi piacere…..già da ora testa bassa e ricominciamo a lavorare!”

Credit Photo: Roma Calcio Femminile

Galliani al veleno: “Il Milan femminile non verrà più al Brianteo”

Dichiarazioni a dir poco scioccanti quelle rilasciate da Adriano Galliani, ad del Monza, che vedono il Milan femminile fuori dal Brianteo per la prossima stagione.

L’ex dirigente rossonero è intervenuto alla conferenza stampa per il ritorno in Serie B del Monza ed ha riservato qualche parola anche al Milan femminile: “Il Milan femminile non verrà più al Brianteo”, afferma Galliani. “Noi non siamo la prima squadra di Milano, ma siamo la prima squadra di Monza”. Parole che non lasciano spazio ad ambiguità con le rossonere costrette a trovare un altro stadio per le partite casalinghe.

Credit Photo: Federico Fenzi

Serie B rivoluzionata tra promozioni, algoritmo e allargamento a 14 squadre

La Serie B 2019/20 nel giro di una giornata è stata completamente rivoluzionata.

Lunedì il Consiglio Federale della FIGC ha sancito la salita in Serie A del Napoli e la retrocessione in cadetteria dell’Orobica. Decisione giusta, e fin qui tutto bene. Poi il primo colpo di scena: dopo 19 anni il Tavagnacco è declassato in B, che non l’ha presa bene e sta valutando se fare ricorso, e la Lazio in massima serie. La cosa ha fatto storcere il naso, poiché le aquilotte hanno sì chiuso al secondo posto, ma hanno giocato una partita in più rispetto alla terza classificata San Marino Academy. E nella notte arriva il secondo colpo di teatro. La FIGC ha deciso di applicare anche per la Serie B femminile il temuto algoritmo: quindi in A ci vanno le titane, mentre le biancocelesti restano in cadetteria.

Se partenopee e sanmarinesi hanno ottenuto il risultato con merito, grazie alle prestazioni sul campo, in casa laziale vi è amarezza per l’epilogo beffardo, ma crediamo che questo possa avere quello stimolo necessario per salire in A il prossimo anno.

Ma non finisce qui perché per via dell’impossibilità di disputare gli spareggi incrociati tra le squadre di B e di C, il campionato cadetto 2020/21 sarà a 14 squadre. Un cambiamento importante, perché potrebbe rappresentare un’opportunità in più per qualche giocatrice di matutare esperienza nella seconda serie. Perciò salutiamo le ultime due classificate della B Novese e Perugia, dando il benvenuto alle squadre che hanno vinto i rispettivi gironi della terza categoria: l’ACF Como (A), il Vicenza CF (B), il Pontedera (C) e il Pomigliano (D).

Quindi possiamo dire tranquillamente che andremo incontro ad una nuova Serie B che potrebbe creare nuove scintille e storie interessanti. Non vediamo l’ora che arrivi la data di inizio del campionato.

Ada Hegerberg: “Non ho ancora raggiunto il mio massimo potenziale”

“Il calcio è ciò che mi piace di più. Spetta a me lavorare il più duramente possibile sperando di guadagnarci da vivere e giocare per molto tempo al più alto livello.”

Le parole, che Ada Hegerberg ha raccontato durante la FIFA Women’s World Cup Japan 2012™ quando era la più giovane nella rosa della squadra Norvegese – mostrava che, anche allora, sapeva esattamente dove voleva andare e come ci sarebbe arrivato.

Otto anni dopo e ormai una professionista d’élite dell’Olympique Lyonnais, ha già raggiunto il suo primo obiettivo. Inoltre, è attualmente una delle migliori giocatrici del calcio femminile. Non sorprende che la sua filosofia non abbia cambiato una virgola. L’attaccante del Lione continua a dimostrare una formidabile determinazione e un’invidiabile etica del lavoro per rimanere ai massimi livelli stagione dopo stagione.

È questa mentalità che sta permettendo a Hegerberg di superare la prima grave battuta d’arresto della sua carriera, una lesione del legamento crociato al ginocchio destro subita lo scorso gennaio. Combinata con l’isolamento forzato dovuto alla pandemia di COVID-19, la situazione scoraggerebbe la maggior parte delle persone. Il 24enne, tuttavia, lo sta usando come ulteriore fonte di motivazione.

“La mia ambizione è di tornare ancora più forte”, ha detto in un’intervista, in cui ha anche parlato degli sforzi vitali richiesti da ciascuna giocatrice per sviluppare il calcio femminile.

Ada, dove sei ora in termini di recupero? La sospensione del calcio competitivo ti ha portato a modificare il tuo programma e a concedere più tempo per la tua ripresa?
Ada Hegerberg: Al momento sta andando tutto molto bene. Ci atteniamo al programma e il ginocchio sta andando molto bene. Ho girato un angolo dopo i primi due mesi e mezzo perché mi è stato detto che sarebbe stato il periodo più complicato, quindi ora sono molto fiducioso. Ma la situazione non ha cambiato nulla e il mio programma di recupero rimane lo stesso. La mia filosofia è quella di impiegare il tempo necessario per riprendermi, così quando torno, lo faccio al 100% delle mie capacità. Devi lavorare per tornare a suonare, ma anche per tornare ancora più forte, che è la mia ambizione. È una sfida mentale e fisica che mi sta facendo crescere.

Questa pausa obbligatoria ti ha permesso di prenderti del tempo, di fare un passo indietro e considerare ciò che hai già realizzato?
Con la situazione attuale, siamo tutti un po ‘ostacolati nelle nostre vite – abbiamo messo da parte alcune delle nostre libertà per il bene della società nel suo insieme. Questo ci dà il tempo di pensare diversamente. Con tutto quello che ho passato con la mia famiglia, i miei amici e tutti quelli che mi circondano, mi considero molto privilegiato nella vita. La salute mentale è estremamente importante in questo scenario. Con l’infortunio, ma anche con COVID, ho fatto un passo indietro rispetto al calcio. Mi sono presa il tempo di riflettere su ciò che ho passato negli ultimi anni, ma anche su ciò che voglio fare in futuro. Questa situazione è una grande sfida per me, ma allo stesso tempo mi sta permettendo di entrare in una nuova fase della mia carriera per andare avanti e raggiungere tutto ciò che voglio ancora fare.

Il tuo infortunio e riabilitazione, generalmente un momento in cui il supporto è maggiormente necessario, ha coinciso con l’introduzione di misure di quarantena. Come hai gestito il parto?
La parte più difficile è stata quella di separarmi dal mio team, non potendo vivere l’atmosfera dello spogliatoio e le nostre ambizioni condivise. Quello è il calcio: un minuto stai condividendo gli stessi obiettivi di tutti i membri della squadra e stai lavorando duramente collettivamente per raggiungerli, poi improvvisamente ti ritrovi un po’ alla periferia. È stata una sfida, ma quando ti metti sempre di più nel lavoro e nella riabilitazione, migliora. Detto questo, non vedo l’ora di tornare dalle ragazze e dal team.

Sei qualcuno che preferisce obiettivi a breve termine o un piano a lungo termine?
Rimango sempre concentrata sulla preparazione. Se sai di essere ben preparato, i risultati arriveranno naturalmente: questa è sempre stata la mia filosofia. È necessario avere obiettivi a breve termine, ad esempio, per migliorare il gioco sul gioco valutando le prestazioni dopo ogni partita, ma anche avere grandi sogni e un obiettivo che si lavora ogni giorno per raggiungere. Ma non dobbiamo dimenticare di rimanere nel presente. Ho imparato molto rimanendo concentrato sul qui e ora e godendo il momento presente, piuttosto che correre verso ciò che verrà dopo. Devi trovare un equilibrio tra aspirazioni a breve e lungo termine, e ho bisogno di entrambi per lavorare bene e avere successo.

Pensi di poter ancora migliorare o il tuo obiettivo ora è semplicemente rimanere a questo livello il più a lungo possibile?
La più grande motivazione della mia carriera è raggiungere il mio massimo potenziale. E non l’ho ancora fatto! Se posso farlo, sarò felice il giorno in cui andrò in pensione. Questo è ciò che mi motiva ogni giorno. Spero di rimanere al più alto livello il più a lungo possibile e di sfruttarlo al massimo, perché tutto succede velocemente. Questo è quello che ho sempre sentito dalle compagne di squadra più anziane: la carriera di uno passa così in fretta che devi fare tutto il possibile per raggiungere il tuo pieno potenziale. L’obiettivo ora è raggiungere la fase successiva. Non credo che sarò la stessa giocatrice quando tornerò, perché sto attraversando un periodo diverso, mentalmente e fisicamente. Non vedo l’ora con entusiasmo e motivazione.

La domanda vale anche per il Lione: la squadra può fare ancora meglio quando sta già vincendo tutto l’anno dopo l’anno? È frustrante pensare di non poter andare più in alto?
Ma è un risultato ancora più grande quando lo fai una seconda, terza o quarta volta. Questa è la parte più difficile del gioco: rimanere ai vertici e ripetere tutto da capo. I più grandi sportivi sono quelli che sono rimasti in cima più a lungo. Come squadra, è quello che siamo riusciti a fare. È magnifico, anche se sempre più difficile vincere ancora e ancora. È una sfida ancora più grande. Devi goderti il ​​lavoro, essere intelligente e analizzare ogni stagione per vedere cosa hai fatto bene, cosa puoi fare meglio, cosa devi sviluppare e cosa devi cambiare. Ci vuole molto carattere, molto lavoro. E la gente può smettere di dire che è noioso vederci vincere sempre. Di tanto in tanto sentiamo che è necessario qualcosa di nuovo. A Lione, siamo in grado di vincere tutto, anno dopo anno, ma richiede molto lavoro e carattere e ci pone grandi richieste.

Con il calcio femminile in costante sviluppo, pensi che abbia bisogno di una promozione costante per garantire che la sua popolarità non diminuisca improvvisamente?
La sfida più grande è mantenere l’interesse per un’intera stagione. Ci sono grandi partite di club, grandi squadre, grandi giocatori e lo standard della Champions League è davvero buono. L’obiettivo è di richiamare l’attenzione delle persone ogni fine settimana. Vediamo dopo ogni grande torneo che l’interesse diminuisce quando le ragazze tornano nei loro club. Questo è il prossimo passo: dobbiamo mantenere questo interesse. Tutti i giocatori hanno la responsabilità di esibirsi ogni giorno, allenarsi sempre di più in modo da creare un buon livello. Ma abbiamo anche bisogno dell’aiuto di club, federazioni, UEFA e FIFA per continuare a promuovere il calcio femminile. Non lo stiamo facendo solo per noi stessi come individui; lo stiamo facendo per lo sport. Adoriamo così tanto questo sport e sappiamo che ci sono ragazze e donne che verranno dopo di noi, proprio come c’erano pionieri prima di noi. Abbiamo l’opportunità di cambiare le cose in modo che le cose si muovano nella giusta direzione.

Le star del calcio maschile devono solo concentrarsi sul lato giocante delle cose, ma nel calcio femminile non è sufficiente essere una buona giocatrice. Le migliori giocatrici devono anche essere ambasciatori per lo sport e lottare per farlo fuori dal campo…
Se le donne potessero parlare, allora tanto meglio. Lo fanno per responsabilità del loro sport, poiché ha bisogno di donne che possano fare la differenza. Quando questi giocatori si presentano, hanno l’obbligo di mettersi in mostra, e questa è forse la cosa più importante. Se non ti mettessi in mostra, le tue parole non avrebbero lo stesso peso. Le performance devono sempre venire al primo posto. Dopodiché, siamo in grado di poter dire qualcosa. E se avessi l’opportunità di esprimerti attraverso buone performance   sarebbe uno spreco non farlo. Non stai solo giocando per te stesso, stiamo giocando per un mondo in cui tutte le ragazze avrebbero le stesse opportunità. Penso sia positivo che sempre più giocatrici stiano facendo sentire la propria voce, perché può davvero avere un impatto sullo sviluppo del gioco.

Molti giocatori carismatici che si stanno sforzando di sviluppare il calcio femminile sono quasi alla fine della loro carriera – persone come Megan Rapinoe e Marta. Sei ancora giovane. Sei pronta a prendere la torcia?
Sì, ma prima di tutto e soprattutto, devo tornare, giocare a calcio ed essere un artista. Deve sempre derivare dal gioco, quindi prima voglio dare il massimo in campo. Detto questo, è quasi impossibile essere un calciatore oggi senza lottare anche fuori dal campo. C’è così tanto da fare e vogliamo che le cose migliorino e che siano presenti le giuste condizioni. Il fatto che molte delle voci che portano peso siano giocatrici più esperti alla fine della loro carriera dimostra anche che non è sempre facile essere ascoltati. Ci sono molte critiche e giudizi sia nella società che nello sport. Forse quando sei più grande hai più esperienza, più sicurezza in te stesso. È molto importante avere figure di spicco che aprano la strada.

Lo standard della Coppa del Mondo femminile FIFA France 2019™ è una buona misura dell’efficacia di questi sforzi per sviluppare il calcio femminile?
Questa è l’impressione che ho avuto in Francia. La Coppa del Mondo mi ha aperto gli occhi, è stato uno spettacolo bellissimo. Ovviamente, abbiamo visto una squadra americana che ha dato una lezione alle squadre europee, ma nel complesso è stato un bel torneo e un’ottima pubblicità per il calcio femminile. Ora, però, deve continuare quotidianamente nei club, perché c’è molto lavoro in corso durante tutta la stagione. Questa è la vera sfida: mantenere per tutto l’anno il livello di interesse generato durante una Coppa del Mondo.

Di tutti gli onori che hai vinto, collettivo o individuale, quale ti ha reso più orgogliosa?
Lascerò questa domanda fino alla fine della mia carriera, perché ho ancora molti obiettivi da raggiungere. Tuttavia, vincere la Champions League quattro volte sono i miei ricordi più belli finora. A livello individuale, vorrei menzionare il Pallone d’Oro. Sto solo arrivando a patti con l’essere la prima a vincerlo. Non lo elabori al momento, perché vuoi solo continuare ad esibirti giorno dopo giorno. Ma avendo preso del tempo per riflettere su tutto ciò che mi è successo finora, questo trofeo, il primo Pallone d’Oro femminile assegnato, è stato un grande momento sia per me che per il nostro sport.

Credit Photo: Pagina Facebook di Ada Stolsmo Hegerberg

Sospeso definitivamente il Campionato di Serie A Femminile

Sospeso in maniera definitiva il Campionato di Serie A Femminile, le neroverdi continueranno comunque ad allenarsi con sessioni individuali e facoltative presso il campo sportivo San Prospero di Reggio Emilia.

Ecco il comunicato stampa ufficiale della FIGC:

Il presidente federale ha relazionato i consiglieri circa le indicazioni emerse da parte dei club e delle calciatrici sulla ripresa del campionato di Serie A. Constatata la dichiarata impossibilità a riprendere l’attività, così come anche emerso nell’Assemblea delle società della Divisione Calcio Femminile di giovedì scorso, il Consiglio ha deciso per la chiusura delle competizioni sportive 2019/2020.
Per la definizione della graduatoria finale, la Divisione dovrà applicare gli stessi criteri correttivi validi per i campionati professionistici maschili.

CRISTALLIZZAZIONE DELLA CLASSIFICA CON APPLICAZIONE DI COEFFICIENTI CORRETTIVI AI SENSI DELL’ART. 6 DEL CU FIGC N. 196/A DEL 20 MAGGIO 2020

1) ad ogni società partecipante al Campionato o al girone (in caso di Campionato articolato su più gironi) viene attribuito un punteggio finale determinato dalla somma dei seguenti tre addendi: (i) punti totali accumulati in classifica fino al momento della sospensione definitiva (PT); (ii) punti risultanti dalla moltiplicazione della media punti realizzati nelle gare disputate in casa fino al momento della sospensione definitiva (MPc) per il numero di partite rimanenti da giocare in casa secondo il calendario ordinario (NPc); (iii) punti risultanti dalla moltiplicazione della media punti realizzati nelle gare disputate in trasferta fino al momento della sospensione definitiva (MPt) per il numero di partite rimanenti da giocare in trasferta secondo il calendario ordinario (NPt);

2) la proiezione del punteggio che determina l’ordine finale in classifica è pertanto individuata dalla formula:
PUNTEGGIO FINALE SOCIETÀ = PT + (MPc x NPc) + (MPt x NPt)

3) nel caso in cui, una volta attribuite le diverse posizioni finali in classifica utilizzando i punteggi come sopra determinati, si dovessero registrare situazioni di parità di punteggio tra due o più squadre, l’ordine finale in classifica delle stesse viene determinato mediante la compilazione di una graduatoria (cd “classifica avulsa”) fra le squadre interessate, tenendo conto nell’ordine:

a) dei punti conseguiti negli incontri diretti (solo se tutte le squadre coinvolte li hanno disputati entrambi);
b) a parità di punti, della differenza tra le reti segnate e quelle subite negli stessi incontri (solo se tutte le squadre coinvolte li hanno disputati entrambi);
c) della differenza fra reti segnate e subite negli incontri diretti fra le squadre interessate (solo se tutte le squadre coinvolte li hanno disputati entrambi);
d) della differenza fra la media a partita delle reti segnate e la media a partita delle reti subite nelle partite disputate fino alla sospensione definitiva del Campionato o del girone;
e) del maggior numero di reti segnate in media a partita nelle partite disputate fino alla sospensione definitiva del Campionato o del girone;
f) del minor numero di reti subite in media a partita nelle partite disputate fino alla sospensione definitiva del Campionato o del girone;
g) del sorteggio.

Credit Photo: Arnaldo Cavallotti

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