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Calciomercato Sassuolo Femminile: Heleen Jaques al Gent. E’ ufficiale

Spazio anche al calciomercato femminile. Primi movimenti in casa Sassuolo Femminile dopo l’interruzione del campionato, divenuta ormai officiale, tra mille polemiche. Il difensore belga Heleen Jacque saluta ufficialmente la famiglia neroverde e si accasa al Gent. Il trasferimento è ufficiale ed è stato reso noto dalla stessa società belga.

La calciatrice che prima di arrivare a Sassuolo aveva disputato il Campionato di Serie A con la Fiorentina in passato ha giocato in Belgio e Germania vestendo le maglie di Anderlecht, Club Brugge, Turbine Potsdam, Herforder SV Borussia Friedenstal e Sint-Truiden. In particolare con il Sint-Truiden ha vinto il Campionato belga nella Stagione 09/10, con l’Anderlecht lo scudetto nella Stagione 17/18 e con la Fiorentina si è aggiudicata la Supercoppa.

Credit Photo: Sassuolo Calcio Femminile

Carolina Morace: “Stop Serie A? Anche l’Inghilterra si è fermata. Ora pensiamo al futuro”

L’ex calciatrice Carolina Morace intervistata da Il Mattino ha parlato della sospensione della Serie A femminile spiegando che ora bisogna voltare pagina, guardare avanti e progettare al meglio la prossima stagione: “Anche in Inghilterra, dove si gioca il campionato più importante d’Europa, si sono fermati assegnando lo scudetto al Chelsea. Questo stop non deve essere un alibi, ma una spinta per il futuro e ora servono idee per le riforme. Il calcio maschile va avanti, non dobbiamo dimenticarcelo, perché ci sono altri interessi, mentre per quello femminile non è così. E se pensiamo che quasi tutti i campionati professionistici, e più strutturati del nostro, si sono fermati vuol dire che la situazione era complessa. Anche se non deve essere un alibi questo. – continua Morace – Il problema del calcio femminile è sempre stato che si diceva no al professionismo perché non c’era sostenibilità, però questa pandemia ha fatto vedere che la sostenibilità è ridotta ovunque e se Sky non paga l’ultima rata dei diritti tv ci sono squadre della A maschile che rischiano di fallire. Per questo ora è il momento giusto per fare le riforme e di pensare alla Nazionale per prepararsi al meglio, con un bel programma e qualche amichevole, alle gare di qualificazione europea di settembre”.

Credit Photo: Fabrizio Brioschi

Il Chelsea Women donerà il premio della FWSL alla campagna contro gli abusi domestici

Un cuore a forma di pallone non sempre implica un cuore non solidale; l’esempio lampante è quello del Chelsea Women. La dirigenza Blues ha deciso di devolvere il premio in denaro ottenuto con la vittoria del campionato all’associazione Refuge, organizzazione che aiuta donne e bambine che subiscono degli abusi domestici, eventi che hanno subito una vomitevole impennata in questo periodo di quarantena. La cifra è pari a £100.000 e sarà interamente donata a questa associazione.

Su questa iniziativa è intervenuta la coach del Chelsea Women Emma Hayes, da sempre vicina alle azioni di beneficienza: “Refuge è un’organizzazione benefica vicina ai cuori e alle menti della squadra femminile”, ha affermato l’allenatrice. “Fino ad ora, il nostro coinvolgimento riguardava il sostegno pubblico della campagna con un invito all’azione, ma tutti volevamo fare di più e se donare il nostro premio in denaro può alleviare alcune delle preoccupazioni e delle preoccupazioni delle persone, allora è il minimo che possiamo fare. È un messaggio importante. È una campagna che ci è davvero cara e il modo migliore per dimostrare ulteriormente il nostro sostegno è impegnare il nostro premio in denaro e aiutare chi ne ha bisogno”.

Anche Sandra Horley, amministratore delegato di Refuge, ha voluto aggiungere qualche parola sulla splendida idea:“Refuge ha visto un enorme aumento della domanda per i suoi servizi di assistenza e durante la pandemia, che ha fatto luce sulle migliaia di donne che hanno bisogno del nostro supporto in tutto il paese in questo momento. Siamo incredibilmente grati al Chelsea Women non solo per aver fatto luce sugli abusi domestici, ma anche per averci supportato con un significativo impegno finanziario,questo è un gesto incredibile”.

Credit Photo: Profilo Instagram Chelsea Women

Renzo Ulivieri: “L’AIA ha messo a disposizione qualsiasi cosa per rivedere in campo la Serie A donne”

Continua il tornado di opinioni riguardo il blocco definitivo del campionato. Ora è la volta di Renzo Ulivieri, presidente dell’AIA (Associazione Italiana Allenatori) ed allenatore del Pontedera femminile (appena promosso in Serie B), che in un’intervista rilasciata sulle colonne de Il Mattino ha riservato qualche commento anche per la Serie A femminile discostandosi dalle accuse di non aver fatto abbastanza:

“Non è colpa nostra. Abbiamo messo a disposizione qualsiasi cosa, anche sotto il profilo economico per rivedere in campo la serie A donne. Sarebbe stato un grande passo in avanti. Non so perché non sia stata sfruttata questa occasione.”

Chiara Groff, Napoli Femminile: “Il mio sogno? Vincere a Napoli”

Più facile scalare l’Everest che farsi strada nel bunker impenetrabile del Napoli, capace di costruire una linea difensiva che dà forza e sicurezza all’intera squadra. La cima più elevata dell’Himalaya va per assonanza con le maestose alpi del Trentino che han dato i natali a Chiara Groff, baluardo difensivo del roster partenopeo capolista in Serie B prima dello stop forzato. Le nuove sfide non la scalfiscono, e non a caso soltanto 2 stagioni fa Groff ha percorso circa 900 km per alzare l’asticella passando dalla comfort zone dell’Isera (Serie C) alla massima serie con la Pink Bari, esordendo con nonchalance sul terreno della Fiorentina campione d’Italia. 6 clean sheets, intelligenza tattica ed all’occorrenza quella ruvidezza propria del Vesuvio che le ricorda l’aria di casa. Chiara Groff si è ambientata alla perfezione in città diventando a tutti gli effetti una napoletana acquisita, e con la maglia azzurra ha deciso di vincere e consacrarsi.

Com’è nata la tua passione per il calcio, e a che età hai iniziato a giocare?

“Devo dire che noi calciatrici siamo accomunate da un background piuttosto simile. Son partita giocando con mio fratello nel piazzale di casa, e quando lui ha iniziato a frequentare la scuola calcio non potevo non seguire le sue orme, perché dovevo ripercorrere esattamente il suo percorso. A 8 anni ero già su un rettangolo verde, ma dopo due stagioni con i maschietti, mia mamma mi impose un aut aut: o una squadra femminile o un altro sport. Per fortuna non è stato un problema trovare una società, ed ho così potuto continuare il mio percorso”.

Da Trento al Sud: due stagioni fa tappa a Bari in Serie A, e quest’anno a Napoli per riconquistarla. È stato semplice ambientarti in città?

“Mi reputo una ragazza che sa adattarsi molto facilmente, per cui ho impiegato davvero pochissimo ad inserirmi giù a Napoli. È inutile negare che ci sono differenze abissali nei tempi e ritmi di vita, ma l’accoglienza della gente del Sud è qualcosa che ti lascia a bocca aperta. Mi son trovata subito benissimo: l’esperienza lontano da casa in quel di Bari nel 2017 mi ha aiutato tantissimo, ma devo ammettere che il calore e l’ospitalità del popolo napoletano non hanno eguali”.

Hai avuto modo di girare la città e la provincia? Quali i posti che ti son piaciuti di più o ti son rimasti nel cuore?

“Da amante della montagna e da buona trentina, il posto più bello che ho visitato è senz’altro il Vesuvio, anche perché mi ha fatto un po’ rivivere l’aria di casa. Mi piace viaggiare, per cui cerco di sfruttare il tempo libero per conoscere quanto più possibile il territorio: ho avuto modo di ammirare tantissime zone di Napoli, quindi Pompei, Ercolano ed un’escursione a Capri seppur d’inverno. Ho avuto modo di apprezzare anche la Penisola Sorrentina, caratterizzata da una strada fantastica e ideale da percorrere in moto, che è una tra le mie più grandi passioni”.

Questione cibo: quale ti manca di più della tua terra, e quali le tue specialità campane preferite?

“Ovviamente la pizza. Credo che adesso sarà molto difficile mangiarne una simile lontano da Napoli, visto che l’asticella si è alzata tantissimo! Allo stesso tempo ho avuto nostalgia dei piatti tipici trentini che preparava a casa mia mamma, ed ogni tanto provavo a replicarli qui a Napoli anche se con risultati diversi!”

Da Mozzecane con Gelmetti, poi vi ha raggiunto anche Pavana. Quanto è importante avere un feeling già consolidato, e quanto è stato semplice integrarti nel gruppo azzurro?

“Poter contare su qualcuno con cui hai già un certo feeling, è sicuramente importante qualora ti trovassi ad affrontare anche una piccola difficoltà sul piano fisico. Tuttavia son rimasta subito colpita in positivo dal grande gruppo che si è formato qui al Napoli. Pur essendo un organico quasi completamente diverso rispetto alla stagione precedente, siamo riuscite a superare immediatamente qualche piccola diffidenza iniziale, creando pian piano quel giusto amalgama in grado di fare la differenza. Poi vincere aiuta a vincere, forgiando sempre più la tempra di ognuna di noi”.

Hai giocato quasi tutte le gare in coppia con Di Marino: grande intesa, 6 clean sheets e soli 13 gol subiti per la seconda miglior difesa del campionato. Quanto conta l’affiatamento per ottenere risultati ambiziosi?

“Tantissimo. Ma l’aspetto più importante è che ogni qualvolta la linea difensiva presentava qualche piccola variazione sul tema, riuscivamo sempre a compattarci senza alcuna difficoltà. Con Paola mi son sempre trovata benissimo. Calcisticamente abbiamo caratteristiche differenti: lei è più istintiva mentre io son più metodica, per cui riusciamo a compensarci e completarci alla perfezione. Va dato inoltre grande merito al mister, poiché il gran lavoro tattico sulla fase difensiva ha pagato portando ad ottimi risultati”.

Ti piace ragionare, senza mai buttar via il pallone. In che modo il mister Marino ha fatto evolvere il tuo modo di giocare?

“Insieme al mister ho svolto un lavoro finalizzato ad affinare alcuni aspetti del mio gioco: ad esempio essere più furba e scaltra in alcune situazioni, così come mettere talvolta la mente da parte, ed essere più istintiva quando le circostanze lo richiedono.Per migliorarsi è fondamentale focalizzarsi sui punti deboli, senza mai trascurare il proprio bagaglio tecnico-tattico che va allenato costantemente per essere sempre al top”.

Qual è stata la partita più bella, e quale l’avversario che ti ha creato più grattacapi?

“Bella domanda. Vista dall’esterno è stata probabilmente molto sofferta, ma da calciatrice credo che la partita più bella sia stata quella in trasferta sul campo della Riozzese. Eravamo sotto di due reti, ma siamo riusciti a recuperare nella ripresa con grande forza di volontà. È stata una rimonta ottenuta con personalità e carattere, ovvero quelle caratteristiche che ci hanno poi permesso di assestarci in vetta alla classifica. Il match che mi ha invece lasciato più amaro in bocca è stato quello che ci ha viste incassare l’unico ko stagionale a Ravenna. È stata la classica partita storta. Abbiamo tenuto costantemente in mano il pallino del gioco, creato tante occasioni senza concretizzarle, ma alla fine il risultato ci ha viste soccombere su una ripartenza delle nostre rivali sull’unica sortita offensiva verso la nostra porta. Il roster romagnolo ha fatto valere tutta la propria esperienza avendo anche diversi campionati di Serie A alle spalle, e per noi è stata un’autentica beffa poiché il fattore sfortuna ha giocato un ruolo decisivo”.

A 7 giornate dalla fine, leadership del girone e 10 punti su 12 conquistati con le dirette inseguitrici. Non si è potuto chiudere sul campo, ma credi che la promozione sarebbe l’epilogo più giusto?

“Io e le mie compagne avremmo senza alcun dubbio preferito festeggiare la Serie A sul campo, però abbiam dovuto prendere atto che non sussistevano le condizioni per proseguire. Lo stop è giunto con più di metà campionato ormai alle spalle, la nostra squadra era in vetta alla classifica con una gara in meno, e considerando anche il rendimento complessivo credo che sul campo abbiamo mostrato tutta la nostra forza. Bloccare promozioni e retrocessioni non sarebbe giusto, perché vorrebbe dire vanificare un lavoro durato ben 10 mesi mentre iniziava già ad intravedersi la linea del traguardo”.

Il lockdown ha tenuto tutti a casa per un tempo lunghissimo: quali le passioni che hai coltivato nel corso della sosta forzata?

“Mi piace fare un po’ di tutto. Dalla lettura, passando per la preparazione di gustosi dolci in cucina, fino allo studio perché ritengo sia sempre necessario mantenere la mente allenata ed imparare nuove cose. Non avevo esattamente un hobby specifico, ma cercavo di impegnare le giornate in diversi modi. Non nascondo che il calcio è sempre stato il mio centro di gravità, guardando partite oppure semplicemente scendendo ad allenarmi in garage”.  

Qual è stato o qual è il tuo modello calcistico di riferimento?

“Per quanto riguarda i colleghi di reparto, ho sempre ammirato Fabio Cannavaro, e da interista Walter Samuel, che è stato tra gli eroi del triplete nerazzurro. Come uomo metto Javier Zanetti un gradino sopra tutti. Sono loro i punti di riferimento da cui cerco di trarre ispirazione”.

Sogno sportivo nel cassetto?

“Il mio sogno sportivo doveva avverarsi quest’anno. Non ho ancora vinto nulla in carriera, e mi sarebbe piaciuto iniziare proprio a Napoli. Mi son guadagnata una salvezza a Bari in Serie A che vale quasi quanto una vittoria, però è normale che l’ebbrezza di un trionfo resta il mio chiodo fisso”.

Com’è stato esordire in massima serie?

“Emozionante. La mia “prima” è stata a Firenze, sul campo della squadra campione d’Italia in carica. Fu una partita combattuta e sofferta, giocata tutta in difesa, che perdemmo di misura rischiando di strappare anche il pareggio nel finale. Provai una sensazione stranissima. Ero super concentrata per quella partita, avevo un livello di adrenalina tale da non sentire alcuna paura o tensione, e soltanto a fine gara ho realizzato l’importanza di quel che avevo appena vissuto. Pochissime volte in carriera mi è capitato qualcosa di simile. Tra l’altro si è trattato per me di un doppio salto visto che venivo dalla Serie C. Sul piano fisico è stato un cambiamento abissale, visto che son passata da 2 allenamenti a settimana più la partita, a lavorare sul terreno di gioco tutti i giorni in maniera metodica. Si può dire che a Bari il calcio è passato dall’essere una semplice passione a un lavoro a tutti gli effetti”.

Napoli sarebbe per te il primo campionato vinto: hai avuto modo di conoscere la piazza. Quanto sarebbe bello trionfare in una tra le piazze più calorose?

“Siamo sempre rimaste con i piedi per terra, ma allo stesso tempo consapevoli di poter raggiungere obiettivi importanti. Credo che tutte noi stavamo iniziando ad immaginare la vittoria del campionato e come sarebbe stata la festa promozione. Abbiamo la fortuna di vivere una piazza calorosa, e ritengo che il nostro presidente avrebbe meritato il doppio salto di categoria per il forte impegno che ha messo nel riportare Napoli nell’elite del calcio nazionale. Sarebbe stato ancora più bello avere la disponibilità di un campo più vicino a Napoli per avvicinare un numero sempre maggiore di tifosi alla nostra squadra ed al nostro movimento”.

Photo Credit: Stabia Channel

OL Reign: senza possibilità di allenarsi a Washington, si vola nel Montana

La National Women’s Soccer League ha dichiarato a più step la ripresa di allenamenti e recentemente ha annunciato la Challenge Cup 2020 per il mese di luglio. Ma come si fa ad allenarsi, fare preparazione atletica, riprendere il ritmo di squadra quando nello stato in cui giochi vi è ancora l’ordinanza Covid-19 che vieta lo svolgimento di attività sportive?

L’OL Reign può darci questa risposta.

Esattamente nello stato di Washington, stato dove l’OL Reign è di casa, vigeva questa norma “stay home”. Di conseguenza il direttore generale Reign Brynn Sebring ha dovuto trovare una soluzione, ma altrove.

“Stavo cercando gli stati più vicini a noi che consentissero un allenamento completo della squadra”, ha detto Sebring. “Ho iniziato con Washington e sono uscito da lì”.

Le ipotesi emerse erano:
– Utah, sito del prossimo torneo ma poche strutture adeguate
– Arizona, vicino ma troppo caldo
Montana, esattamente a Missuola con un clima favorevole, altitudine simile a Salt Lake City (Utah) e strutture adeguate

“Abbiamo chiesto loro se sarebbero stati disposti a lavorare su un’idea assolutamente folle con me e entro 48 ore da quella prima e-mail, abbiamo avuto ogni singolo aspetto del nostro viaggio inchiodato: il nostro alloggio, i nostri fornitori medici, il nostro campo, la nostra palestra , auto a noleggio, tutto. Si è unito molto rapidamente con un sacco di incredibile supporto da parte dall’University of Montana“.

Inoltre, il direttore atletico dell’università, Kent Haslam, ha offerto la possibilità di iniettare entusiasmo nella comunità intorno al calcio femminile.

“Siamo entusiasti di ospitare OL Reign presso l’Università del Montana e condividere le nostre strutture eccezionali”, ha detto Haslam. “Porta entusiasmo alla nostra comunità e grande visibilità per il nostro programma atletico e l’università. Siamo orgogliosi del nostro programma di calcio femminile nel Montana e apprezziamo l’opportunità di attirare maggiormente l’attenzione su questo sport ospitando una squadra di professionisti nel nostro campus “.

Detto e fatto, domenica 31 maggio il team è salito a bordo di un volo charter per Missoula.

Credit Photo: https://www.olreign.com/

Daniele Diana, Juventus Women Under 17: «È stato un cammino positivo per le ragazze»

L’allenatore della Juventus Women Under 17, Daniele Diana, ha parlato ai microfoni di Juventus TV della stagione delle sue ragazze. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

LA STAGIONE
«Fino a quando si è potuto giocare è stata estremamente positivo. Le Under 17, che arrivano da un percorso di calcio a 9, sono un gruppo che deve riadattarsi e formarsi per giocare un calcio diverso, anche in termini di occupazione degli spazi. È stato un cammino positivo: nella prima parte di stagione, per questo lavoro di adattamento, ci sono stati dei risultati altalenanti, bene invece nella seconda parte. Quest’anno era un campionato inter-regionale fin da subito, peccato perché mancavano tre partite del girone di ritorno poi, ahimè per il Covid, abbiamo dovuto sospendere tutto. Eravamo prime in classifica e aspettavamo le fasi finali»

LO STOP
«Tutta la situazione è stata gestita seguendo i protocolli dettati dalla società. Inizialmente, quando abbiamo capito che c’era qualcosa di particolare, abbiamo ridotto gli allenamenti, ritrovandoci un paio di volte contro i quattro/cinque abituali. Quando è scoppiato il tutto, si è messa in piedi una struttura di lezioni online, di scambi a cui non eravamo abituati».

Credit Photo: Juventusnews24

Fara Williams contro Neville: “Sono stata ferita dai suoi commenti sulla Nazionale”

Continua il polverone mediatico nei confronti di Phil Neville, ct dimissionario della Nazionale inglese, che nelle ultime settimane ha scatenato l’ira di molte persone vicino alla Nazionale con le sue dichiarazioni non proprio felici riguardo la sua esperienza con la selezione inglese (“la vita da ct per un 42enne è frustrante…”).Già la scelta dell’allenatore nel 2018 fu molto criticata data la sua esperienza nulla nel calcio femminile ed il sorvolamento ai danni di altri ct molto più qualificati. Molte furono le persone che non condivisero questa scelta ed altrettante saranno quelle che lo ricorderanno con sensazioni ancora peggiori.

Molte le figure storiche del calcio femminile inglese che sono scese in campo per difendere le Lionesses, una su tutte Hope Powell che si è dimostrata delusa dalle parole dell’ex Manchester United. Al suo fianco è intervenuta anche Fara Williams, calciatrice che ha fatto la storia della Nazionale inglese ed attuale centrocampista del Reading.

La Williams è una delle giocatrici più rappresentative del movimento inglese con 172 presenze e 40 reti al servizio di Sua Maestà. Con le Leonesse Fara ha raggiunto il terzo posto ai Mondiali del 2015 ed il secondo agli Europei del 2009 con la partecipazione storica alle Olimpiadi del 2012.

La centrocampista ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di Sky Sports riguardo le parole di Phil Neville: “Per i commenti sono rimasta deluso. Il fatto che tu possa venire fuori e dire che stavi usando la nostra squadra nazionale come trampolino di lancio, mi ha delusa.” ha affermato Fara.

“Sono stato ferita da quei commenti. Non faccio più parte con quella squadra, ma certamente so cosa significa per me giocare per l’Inghilterra. So cosa significa per le ragazze lì attualmente, il personale che è lì attualmente e che erano lì prima. Penso solo che dovrebbe mostrare un po ‘di rispetto per il nostro gioco.”

L’inchiesta nell’inchiesta: non è la prima dichiarazione di Phil Neville un po’ goffa e fuori dalle righe, più di una volta è stato attaccato per le sue interviste poco piacevoli non contando che le sua reputazione all’interno del panorama femminile non era mai stata delle migliori. A mettere la ciliegina su questa torta di disprezzo è stata la location dove queste dichiarazioni sono state rilasciate, ovvero al talk show di Andy Gray e Richard Keys sul canale Bein Sports. I due conduttori erano già stati licenziati da Sky Sports EN per aver fatto commenti offensivi nei confronti delle donne, sia giocatrici che non.

Rosalia Pipitone, Roma Femminile: “Le ragazze non devono mollare mai”

Rosalia Pipitone, portiere della Roma Femminile, ha risposto in videochat ad alcune domande delle ragazze dell’Under 17 del club giallorosso:

Qual è l’aspetto migliore di essere una calciatrice?
“La passione per questo sport perché viene prima di tutto. Per me non c’erano prospettive lavorative, non c’erano soldi. Al di là del talento, serve tantissima passione che ti aiuterà a raggiungere obiettivi importanti. Bisogna anche ascoltare gli allenatori”.

Qual è stata l’emozione più forte del Mondiale?
“La prima partita, con lo stadio pieno. Prima del fischio d’inizio, c’era una specie di countdown e penso che quel momento lo ricorderemo con i brividi tutte noi. Quello è stato il momento più significativo per me e per tante altre”.

Qual è il modo migliore per le ragazze per dimostrate che il calcio femminile sia uguale a quello maschile?
“Bisogna portare rispetto per questo sport, per chi ce lo insegna, a noi stesse e alle nostre compagne. Soprattutto, non dobbiamo mollare mai. Perché ci saranno sempre persone che diranno che questo non è uno sport per donne. Ci saranno persone che diranno ‘Ma chi ve lo fa fare?’, che non ci sarà futuro ma non ci credete. Lavorate per portare avanti questo sport”

https://twitter.com/ASRomaFemminile/status/1270394631025577985

Credit Photo: Claudio Bosco, LivePhotoSport

Katja Schroffenegger, Florentia: “La Florentia ha un progetto molto valido e una rosa di qualità… Alisson e Ter Stegen i miei idoli”

Katja Schroffenegger, portiere e simbolo della Florentia, è intervenuta sulle nostre colonne parlando della sua esperienza in Germania, del progetto della squadra neroverde e del suo futuro nel mondo del calcio.

Ciao Katja. Sembra che finalmente si stia arrivando al tanto agognato professionismo. Come credi che cambierà se cambierà il movimento calcistico femminile italiano?
“Negli ultimi mesi sono stati fatti dei passi importanti, ma bisognerà farne altri per arrivare al professionismo. Noi calciatrici già ci stiamo comportando come delle professioniste, anche se non lo siamo sulla carta. Il professionismo alzerebbe il livello delle Serie A e ci permetterebbe di fare della nostra passione un lavoro.”

Nella tua carriera hai avuto la possibilità di indossare maglie importanti come quella del Bayern Monaco e del Bayer Leverkusen; tutte esperienze estere che hanno avuto una grande influenza sul tuo percorso calcistico. Quali sono le maggiori differenze che hai notato tra il nostro calcio e quello tedesco?
“Secondo me le due maggiori differenze sono le infrastrutture,  i contratti e le tutele che hanno le calciatrici in Germania. Questi due punti sono fondamentali per alzare il livello del campionato. “

Il Bayern Monaco è contraddistinto in tutta Europa per la sua politica ferrea. Che tipo di mentalità ha la squadra bavarese? E come l’hai vissuta?
“Quando entri a far parte in un grande club come lo è il Bayern ti rendi conto perchè è vittorioso da anni: hanno una mentalità professionale, non lasciano nulla al caso, le infrastrutture sono di altissimo livello, ti responsabilizzano e c’è una mentalità vincente dei giocatori, dello staff e di tutte le persone che lavorano lì. Il loro detto “Mia san Mia” (“Noi siamo noi”) racchiude tutto questo.”

Nella scorsa stagione sei stata una delle maggiori artefici delle “Invincibili” con la maglia nerazzurra dell’Inter conquistando la promozione in Serie B senza perdere una partita. Quali emozioni ti ha trasmesso quella stagione?
“È stata una bella stagione, giocata bene dalla prima all’ultima partita con una squadra che aveva tanta qualità. Essere stati applauditi da un San Siro pieno è stato un momento da brividi che ricorderò per sempre.”

Il progetto della Florentia è un programma ambizioso ed intrigante che ha attirato su di sè le doverose attenzioni per la sua solidità progettuale. Qual è stato l’aspetto che ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida?
“Volevo assolutamente tornare a giocare in Serie A. La Florentia San Gimignano ha un progetto molto valido e una rosa di qualità. Poi la Toscana è davvero bella, a Firenze venivo spesso. Quindi la scelta di venire qui è stata facile. Ringrazio la società per la fiducia.”

Questo tuo ritorno nella massima serie italiana ti ha riservato molte soddisfazioni facendo vedere a tutti di che pasta sei fatta. Quali sono le tue considerazione sulla stagione?
“Per me questa stagione era una sfida con me stessa. Volevo riprendermi una maglia da titolare in Serie A, fare bene con la squadra e vedere se potevo ancora entrare nel giro azzurro. È sempre stato un mio desiderio. E poi nessuno si aspettava che avremmo fatto così bene con la Florentia San Gimignano in campionato. E’ stato bellissimo fermare le big al Santa Lucia: il Milan, la Roma e la Juve.”

Stagione che ha riservato anche il ritorno della maglia azzurra tornando ad indossarla all’Algarve Cup 2019 parando subito un rigore. Quali sensazioni provoca indossare quella maglia?
“Indossare la maglia azzurra è speciale, ti regala emozioni che non puoi vivere con nessun’altra maglia. Aver potuto giocare all’Algarve Cup è stato un bellissimo ritorno in Nazionale per me. Spero di farne parte ancora in futuro.”

Hai qualche idolo calcistico a cui ti ispiri?
“Attualmente mi piacciono molto Alisson e Ter Stegen. Alisson perchè fa sembrare tutto così semplice e Ter Stegen perché oltre ad essere forte sulla linea ha una capacità di giocare con i piedi che è unica al mondo. In questo periodo a casa ho guardato molti video di loro. Sono fortissimi.”

Concludendo, sperando accada il più tardi possibile, cosa vorresti fare quando attaccherai le scarpette al chiodo?
“Mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio, sarebbe bello allenare i portieri e trasmettere a loro la mia passione. O altrimenti mi vedo nel reparto Marketing o Comunicazione di un club.”

Credit Photo: Florentia S.G.

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Katja Schroffenegger e la Florentia San Gimignano per la loro disponibilità.

 

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