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Primera Divisiòn: Natalia Arroyo è la nuova allenatrice della Real Sociedad

È arrivata l’ufficialità dell’assegnazione della panchina vagante del Real Sociedad a Natalia Arroyo. L’ex Barcellona ed Espanyol abbandona momentaneamente la carriera da opinionista televisiva e subentra sulla panchine che fino a poco tempo fa era di Gonzalo Arconada, tecnico dimissionario che già prima del blocco aveva annunciato di non voler rinnovare il contratto. L’ex ct della selezione femminile della Catalogna ha firmato un contratto annuale con opzione per la stagione successiva

Jokin Aperribay, presidente della sezione femminile delle Txuri-urdin, ha promosso a pieni voti la scelta di Natalia Arroyo: ”Le diamo il benvenuto, i suoi successi saranno quelli del club. La squadra femminile ci ha regalato molte gioie negli ultimi tempi e vogliamo professionalizzarci sempre di più.”

Arroyo anche si dice entusiasta del suo nuovo incarico: “Sono molto felice. È tutto eccitante. È stata una giornata entusiasmante, qualcosa che ho desiderato a lungo, l’ho fantasticato e l’ho fantasticato in un club con l’ambizione che porto con me e in cui posso continuare a crescere. È una gioia essere qui e immaginare cosa può essere costruito qui.”

Natalia Arroyo dovrà fare un gran lavoro soprattutto sul piano dell’identità di squadra, grande mancanza che si è vista durante la gestione Arconada in cui le ragazze, nonostante l’euforia per il successo della Copa de Reina, hanno disputato un campionato anonimo non imponendo quasi mai il proprio gioco.

Credit Photo:Profilo Instagram Real Sociedad

Il programma degli allenamenti delle neroverdi

Proseguono con entusiasmo gli allenamenti delle calciatrici della Prima Squadra che dallo scorso mercoledì, dopo essere state sottoposte a visita medica e al test sierologico, possono alternarsi sul campo sportivo San Prospero di Reggio Emilia con sedute individuali e facoltative.

Il programma della settimana prevede sessioni di allenamento quotidiane da lunedì 1 Giugno a venerdì 5 Giugno.

Alle atlete rimane consentito esclusivamente l’accesso al campo per svolgere attività di corsa e di recupero della condizione fisica, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e in condizioni di assoluta sicurezza, senza, per il momento, utilizzare gli spogliatoi e le docce dell’impianto sportivo, che in ogni caso sono stati sottoposti a trattamento di sanificazione.

Credit Photo: Sassuolo Calcio Femminile

Silvia Chiellini firma per il Livorno

Venditti cantava “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”; ed è questa la storia di Silvia Chiellini, sorella del pilastro difensivo del nostro calcio Giorgio. Questa volta l’amore per il Livorno si è tramandato da fratello in sorella.

Proprio Chiellini senior aveva iniziato la sua carriera al Livorno, mettendosi subito in mostra e ricevendo la chiamata della Juventus andando a scrivere un pezzo importante della storia juventina. La famiglia Chiellini è molto legata alla città ed alla squadra di Livorno, e Silvia ne è l’esempio. E chissà che Livorno non si possa innamorare di una nuova Chiellini: stesso ruolo, stessa rocciosità e stessa mentalità. Silvia arriva dalla selezione femminile del Murcia con cui in quattro anni è arrivata alla Lega Nazionale.

Queste le sue dichiarazioni sulla nuova esperienza della giocatrice classe 97: “Sono stati quattro anni bellissimi in Spagna dove mi sono tolta molte soddisfazioni sia a livello sportivo che a livello universitario. A Murcia ho potuto realizzare il sogno di giocare in Liga nazionale, ora il mio obiettivo è quello di arrivarci con il Livorno, con il club che mi ha cresciuta e che ritengo la mia casa”, dice Silvia.”Quando ho chiamato Flavio Carola, il mister, già avevo deciso che avrei vestito la maglia amaranto e sono contenta di aver fatto questa scelta! Ringrazio la società per questa opportunità, specialmente il mister e la presidente Giada Bellandi. Finalmente sono tornata a casa”.

Parole che sicuramente fanno piacere al Livorno e ai livornesi. Che sia una dinastia Chiellini parte seconda?

Lily Parr, una stella pioniera

“Sono state presentate denunce in merito al calcio giocato dalle donne, il Consiglio si sente spinto a esprimere la loro forte opinione che il gioco del calcio è abbastanza inadatto per le donne e non dovrebbe essere incoraggiato”.

Era il 1921 quando la FA (The Football Association) vietava al calcio femminile di essere giocato su campi affiliati in Inghilterra per bloccare lo sviluppo di un gioco che stava crescendo in popolarità, con enormi folle che erano interessate a vedere le donne giocare a calcio. Quell’aumento di popolarità dipendeva in parte dalle prime superstar del calcio femminile, una delle quali era probabilmente la giocatrice femminile più eccezionale dell’inizio del XX secolo: Lily Parr.

Lily Parr è stata davvero uno spettacolo e un personaggio straordinario che ha condotto una vita incredibile. Alto quasi un metro e ottanta, fumatrice incallita, capelli neri e un piede sinistro letale. La sua carriera calcistica iniziò nel 1919, a soli 14 anni giocando per St Helens Ladies. Venne poi notata dal manager di Dick, Kerr’s Ladies, Alfred Frankland che la invitò ad unirsi a loro. Si trasferì a Preston e presto diventò una delle marcatrici più prolifici nella storia del calcio femminile: aveva trovato la sua casa perfetta.

Prima del divieto del 1921, Dick, Kerr’s Ladies (fondato come gruppo di lavoro dell’era della prima guerra mondiale per la società Preston Dick, Kerr & Co.), era un gruppo di beneficenza, che svolgeva partite per raccogliere fondi per la National Association of Discharged and Disabled Soldiers and Sailors.
Una squadra francese in tournée visitò l’Inghilterra nel 1920 dove Dick, Kerr giocò le partite vincendo due volte e perdendone una, raccogliendo quasi £3.000 per beneficenza nelle partite, equivalenti a oltre £100.000 oggi. Ci furono anche le partite in trasferta in Francia, dove a seguito di esse e altri incontri la squadra di Parr aveva ottenuto un grande successo raccogliendo ben oltre £5.000 (£200.000 oggi).
Parr divenne un’icona fenomenale segnando 5 goal contro ‘Best of Britain’ e vincendo 9-1, mentre contro la Francia 5-1, segnando sempre lei tutti i 5 goal.

GIOCARE NONOSTANTE LA POLITICA
Tuttavia, con la crescente popolarità di Parr, della società Dick, Kerr, del calcio femminile e le enormi quantità di denaro raccolte, tutto è stato coinvolto in una battaglia politica.
Di conseguenza la FA si è mossa per reprimere il calcio femminile affermando: “Il calcio non è abbastanza adatto alle donne…Il Consiglio è inoltre dell’opinione che una percentuale eccessiva delle entrate sia assorbita nelle spese e una percentuale inadeguata dedicata agli oggetti di beneficenza”.

Kerr ha continuato a giocare per cause benefiche, ma senza giocare più in luoghi grandi e senza così raccogliere gli ingenti importi di beneficenza che avevano prima della sentenza della FA. Parr ha continuato a giocare e ha continuato a segnare. Dick, Kerr & Co. è stato infine rilevato da English Electric, che ha proceduto al licenziamento dei membri del team, tra cui Parr.
Trovò lavoro presso Whittingham Hospital e Lunatic Asylum, ma Frankland aprì un negozio di alimentari a Preston e continuò a gestire la squadra. Mentre lavorava all’ospedale, Parr incontrò la sua compagna Mary, e insieme comprarono una casa a Preston, rifiutando di nascondere la loro relazione come molti omosessuali dell’epoca sono stati costretti a fare.

Nonostante la mancanza di sostegno di cui avevano goduto da Dick, Kerr e Co., Preston Ladies continuò a essere la squadra migliore in Inghilterra, battendo Blackpool Ladies 11-2 nel 1927, con Parr, naturalmente, sul referto. Mentre alcuni dei suoi compagni di squadra si sposarono o emigrarono e lasciarono la squadra, Parr continuò e la sua reputazione si stava diffondendo in tutto il paese.

CAMPIONE DEL MONDO
Nel 1937, Preston Ladies lasciò Edimburgo Ladies 5-1 per rivendicare il “championship of Great Britain and the World”, con Parr e un Whalley di 15 anni sul referto.

“Fin dall’inizio abbiamo giocato 437 partite, vinto 424, perso 7 e pareggiato 6, segnato 2.863 gol e solo 207 segnato contro”, disse Frankland. “Abbiamo raccolto oltre £ 100.000 in questo paese e in terre straniere per beneficenza”.

Se le stime sulla raccolta fondi di Frankland sono corrette, ciò significa che Dick, Kerr, Preston Ladies e il loro protagonista, Parr, hanno contribuito a raccogliere l’equivalente di diversi milioni di sterline per beneficenza.

Dopo 26 anni di servizio, e dopo che la squadra giocò solo un piccolo numero di partite durante la Seconda Guerra Mondiale a causa del razionamento della benzina e Frankland che lavorava come Guardiano dell’Air Raid, Parr fu nominata capitano nel 1946. Giocò la sua ultima partita su 12 agosto 1950, 45 anni, segnando una vittoria per 11-1 sulla Scozia. Stime educate hanno portato i suoi gol di carriera a oltre 900.

Dopo essersi ritirata nei primi anni ’60 dal suo lavoro in ospedale, sviluppò il cancro nel 1967, cedendo infine alla malattia nel 1978. Era giusto che Parr vivesse per vedere la FA abrogare la loro sentenza del 1921 che proibiva alle donne di giocare per motivi affiliati, facendo così nel 1971.

Dalla sua morte, Parr è diventata un’icona del calcio femminile e dei diritti dei gay. È stata l’unica donna inaugurale nella Hall of Fame del calcio inglese al National Football Museum nel 2002, e dal 2007-09, il Lily Parr Exhibition Trophy è stato giocato tra le squadre di calcio LGBT provenienti da Inghilterra, Francia e Stati Uniti, in omaggio a Parr e Dick, i tour delle donne di Kerr all’inizio del XX secolo.

Il Ministro dello Sport Alison McGovern spinge la FA Women’s Super League a far ripartire il campionato

Maggio ha visto la chiusura di molti campionati, tra questi spicca quella della FA Women’s Super League, una delle sospensioni più celebri. Fu fondamentale il volere dei club che in larghissima maggioranza (solo il Liverpool era favorevole a ripartire) aveva dichiarato il suo dissenso nei confronti della ripartenza. E ciò ha indotto la FA a dichiarare il campionato chiuso.

L’uscita dell’Inghilterra dall’emergenza del coronavirus è ancora distante ed un’eventuale ripresa appare un grande azzardo, ma il ministro dello sport “in ombra” Alison McGovern ha inviato all’amministratore delegato della FA Mark Bullingham una lettera per esortare il consiglio federale a far ripartire il campionato per non perdere questa grande occasione di acquisire sempre più pubblico criticando la decisione di bloccare il normale svolgimento della stagione. A differenza della Premier League che punta a ritornare per il 17 giugno andando a giocare le restanti giornate del campionato.

Per quest’ultimo pretesto Alison McGovern è intervenuta: “Quali sono le misure che la Federcalcio sta adottando per garantire che questo genere e il progresso sportivo non vengano sprecati e come può il calcio femminile trarre vantaggio dai milioni di persone in tutto il paese che vogliono guardare lo sport in questo momento difficile? Non possiamo lasciare che la crisi diventi una questione dell’esistenza dello sport per donne e ragazze in tutto il paese. Ora deve garantire che massimizzi le opportunità della prossima stagione per la partecipazione allo sport”.

In un’altra dichiarazione sempre sull’argomento si è espressa così: “Non far ripartire il calcio femminile in questa stagione senza un piano più ampio per proteggere i guadagni che abbiamo fatto di recente è un enorme errore”, spiega McGovern. “Le persone inizieranno ora ad occuparsi della prossima stagione. Dobbiamo essere ascoltati con urgenza dalla FA e dai club della Premier League quali sono le loro intenzioni? Le donne continueranno a pagare il prezzo per un divieto tra 99 anni, che ancora oggi mette in ombra le donne nel calcio ? O c’è una strada per l’uguaglianza? Le giocatrici e le sostenitrici meritano le risposte. “

Difficilmente le richieste del Ministro dello Sport “in ombra” verranno accolte dato il parere dei diretti interessati delle squadre, in prima linea Gavin Makel, responsabile della squadra femminile del Manchester City, che ha dichiarato che di “opportunità in futuro ce ne saranno altrettante”.

Credit Photo: Profilo Instagram Chelsea Women

Eleonora Goldoni, Inter: “Stati Uniti esperienza pazzesca, per migliorare nel calcio bisogna essere umile”

Rimanere in sintonia con i propri follower e sostenitori è fondamentale specialmente in questo periodo ancora senza calcio. Per questo Eleonora Goldoni, promettente punta dell’Inter, ha dato la possibilità ai suoi seguaci di porle delle domande a cui lei ha prontamente risposto.

Inizia subito esprimendo la sua tremenda voglia di tornare in campo:
“Non vedo l’ora. Speriamo si possa effettivamente riprendere!”

Goldoni che ha realizzato anche il suo sogno da grande interista quale è.
Alla domanda se tifava la squadra nerazzurra già da piccola lei risponde postando una foto da piccola nella sala stampa dell’Inter, più chiaro di così.

Parlando poi di Javier Zanetti, sua guida:
“Più che idolo, un grande esempio. L’ho sempre visto come vera e propria icona per il suo stile di vita.”

Una domanda riguarda anche il suo numero 16 e sul perché ha scelto questo numero per lei speciale: “È il giorno della mia nascita ed il numero di esordio in nazionale maggiore.”

La sua esperienza negli Stati Uniti l’ha fatta affermare come uno dei migliori prospetti del nostro calcio, ed è proprio durante questa esperienza che secondo lei ha giocato la sua miglior partita:
“East Tennessee State University vs University of North Carolina; partita più bella ed emozionante dei miei quattro anni negli Stati Uniti: perdavamo 1-0 e siamo andate a vincere 2-1 all’ultimo minuto. Doppietta e record di gol della storia del campionato NCAA. I miei genitori erano presenti, mi avevano fatto una sorpresa venendomi a trovare al college per la prima volta. Ho ancora i brividi.”

Componente famiglia che per lei è molto importante, basti guardare i suoi social. Specialmente il papà:
“Da lui ho preso la passione per il calcio. Abbiamo sempre avuto un rapporto speciale e mi ha trasmesso questa sua passione.”

Tornando al tema USA: “Penso spesso a tornare negli Stati Uniti a trovare tutti gli amici e le persone conosciute. Esperienza pazzesca!”

Chi meglio di una calciatrice può dare consigli sul come migliorare nel giocare a calcio: “Sii umile e disposto ad imparare, allenati, tratta bene il tuo corpo, credi in testa e sappi che potrai continuare ad imparare sempre, a qualsiasi età.”

Credit Photo: Andrea Amato

Alia Guagni, Fiorentina Women: “Batistuta il mio idolo da piccola, per dove sono arrivata devo ringraziare mio padre.”

Nel profilo instagram della FIGC Femminile è intervenuta Alia Guagni, terzino e bandiera della Fiorentina Women, con l’hashtag #AskGuagni, dove i fan hanno avuto la possibilità di fare delle domande a cui Alia ha risposto. Ecco le sue dichiarazioni:

Come ti sei appassionata al calcio?
“Quando ero piccola ho fatto un sacco di sport, pallavolo, karate ecc. però nessuno mi prendeva così tanto. Poi ho seguito le orme di mio cugino che giocava a calcio e mi sono appassionata.”

Chi era il tuo idolo quando eri piccola?
“Quando ero piccola, essendo di Firenze ero appassionata della Fiorentina, ed il simbolo a quei tempi era Batistuta, era fortissimo, un giocatore spettacolare.”

Cosa provi quando sei in campo, quando corri più veloce del vento?
“Quando sono in campo provo un senso di libertà, che sto facendo qualcosa che mi piace veramente fare e mi sento libera di esprimermi senza preoccupazioni, ansia e problemi.”

Quale persona ha avuto la maggiore influenza sulla tua carriera?
“Le persone che hanno avuto maggiore influenza sulla mia carriera sono i miei genitori, in particolare mio padre, perché mi ha permesso di poter rimanere a Firenze anche quando la situazione era difficile. Mi ha fatto fare quello che volevo nella mia città e di riuscire ad arrivare dove sono arrivata adesso.”

Un futuro da dirigente, allenatore o tutt’altro ambiente?
“Nel mio futuro vedo e spero di vestire i colori della Fiorentina, rappresentandola e cercare di dare quel qualcosa in più che da giocatrice non riesco a dare, magari un ruolo dirigenziale all’interno della società per far crescere ancora di più il calcio femminile.”

Cosa significa per te Davide Astori?
“Davide Astori è stata una figura importante non solo per Firenze ma per tutti, è stato un giocatore ma soprattutto una persona molto umile che ha dato tanto ed ha fatto vedere che i valori importanti esistono e sono quelli che bisogna cercare di mantenere. Sicuramente ha lasciato tanto.”

Che cosa provi a sapere che sei la bandiera di Firenze?
“Quando mi dicono che sono la bandiera della città di Firenze è un’emozione e un motivo d’orgoglio perché è la mia città e la amo. Poter dare qualcosa alla mia città è fantastico e spero ogni giorno di essere all’altezza di questo riconoscimento.”

Credit Photo: Alessio Boschi

Silvia Piccini guiderà l’Under 19 Femminile

La prossima stagione, sulla panchina dell’Under 19 Femminile ci sarà un volto nuovo. Sarà Silvia Piccini, già allenatrice nel nostro settore giovanile per le categorie Under 11 femminile e Under 9 maschile, a guidare la squadra. A lei, pronta a vivere questa esperienza con l’entusiasmo e con la professionalità che l’hanno sempre contraddistinta, auguriamo fin da subito buon lavoro.

«Apriamo un nuovo ciclo puntando su un gruppo molto giovane con un progetto di crescita biennale – il commento dell’Head of Juventus Women Stefano Braghin -. Abbiamo scelto di affidare il gruppo a Silvia perché ha talento e competenze, ma soprattutto ha dimostrato di essere un’ottima istruttrice e io penso che la crescita di una squadra giovanile passi innanzitutto dal miglioramento individuale».

Silvia raccoglie il testimone di Mister Alessandro Spugna, cui vanno i più sentiti ringraziamenti per il lavoro svolto in questi anni ricchi di soddisfazioni. Un grazie sia per i risultati ottenuti sul campo, dove la sua Juventus è sempre stata assoluta protagonista, sia per la dedizione e professionalità nell’interpretazione del suo ruolo. Gli rivolgiamo, inoltre, un caloroso in bocca al lupo per la sua prossima avventura professionale.

Credit Photo: Virgilio Guidotti

“Bigger, Better, Freestyler”: la nuova iniziativa mondiale di Calcio Femminile Italiano

Il calcio femminile ha stupende interpreti sul piano tecnico, con un’eleganza sopraffina ed un’educazione del piede sublime. Se uniamo queste caratteristiche a delle freestyler professioniste di tutto il mondo esce fuori Bigger, Better, Freestyler; il nuovo simpatico progetto targato Calcio Femminile Italiano volto a valorizzare il calcio femminile attraverso il mondo del freestyle.
Abbiamo coinvolto freestyler da tutto il mondo pronte a stupirci con le loro giocate ed i loro trick con l’obiettivo di sensibilizzare più gente possibile a questo magnifico sport dando prova che il calcio non è uno sport per soli maschi.
Bigger, Better, Freestyler è la più grande freestyle challenge mai messa in piedi, coinvolgendo giocatrici da tutto il mondo che inoltreranno la nostra sfida a tutte le loro colleghe andando a creare una vera e propria rete mondiale.

Il primo appuntamento settimanale sarà con Katerina Karali, Freestyler professionista greca, e sarà disponibile sul canale Youtube di Calcio Femminile Italiano a partire da oggi alle ore 12. Il progetto proseguirà con freestyler di tutte le nazionalità; dal Canada al Sudan, dalle Filippine alla Colombia, senza dimenticare le nostre calciatrici italiane. Molte hanno accettato la nostra prova e daranno dimostrazione delle proprie abilità e ve lo possiamo assicurare, rimarrete a bocca aperta.

Il motto della campagna per il professionismo nel calcio femminile recitava:
“Dilettante a chi?”; e allora quale occasione migliore per dimostrare di non essere delle dilettanti!

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Inviate subito alla Redazione una mail con oggetto: “Bigger, Better, Freestyler” con una breve presentazione e un vostro video freestyle: sarete contattati dal referente del progetto!
Mail: info@calciofemminileitaliano.it

 

Distanti ma… Comunicanti: A casa di Elena Nichele

Elena Nichele – per tutte ‘Nena’ – è stata oggi in compagnia di Hellas Verona Channel per la rubrica Distanti ma… comunicanti. L’abbiamo virtualmente raggiunta a casa, dove, dondolandosi su una sedia sospesa, ha parlato del recupero dal suo infortunio al ginocchio, della grandissima voglia di tornare in campo con le gialloblù e di una scelta, dagli 11 metri, su cui aveva scherzato anche durante la passata stagione.

Credit Photo: Hellas Verona Women

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