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Primera División Femenina: Jackie Simpson torna al Granadilla

Notizia di mercato importante per la squadra di Tenerife: torna Jackie Simpson, americana, 25 anni, che aveva già militato con la squadra delle canarie nel 2016 e 2017. Poi un anno nel Glentoran Women e quest’anno ha giocato con lo Sparta Praga, nel Campionato Ceco e nella UEFA Women’s Champions League.
Ex miglior difensore americano nel 2015, è stata compagna di Alex Morgan ed era nel giro della Nazionale giovanile prima di essere ceduta al Granadilla.
Quest’anno in UEFA Women’s Champions League ha affrontato le islandesi del Breiðablik Kópavogur, uscendo sconfitta sia all’andata che al ritorno per 3-2 in trasferta che 1-0 a Praga. Rinforzerà la difesa del Granadilla, allenato da Francis Díaz, dove troverà le connazionali Taylor Lauren Porter e K Murray, entrambe centrocampiste.
Le canerie, arrivate none nella Liga Iberdrola recentemente sospesa, vogliono migliorare la loro posizione nella Liga 2020-21 in cui vogliono avvicinarsi alle posizioni di vertice.

Simona Sodini, Torino Women: ”Con la Juventus è stato un impatto unico, ti senti subito una vincente”

Festeggiare uno scudetto è straordinario, figuriamoci se il primo con una maglia importante come quella della Juve. Due giorni fa sono stati esattamente due gli anni distanti da quel 20 maggio, quando le ragazze in bianconero hanno alzato al cielo il loro primo scudetto scrivendo un pezzo di storia della Juventus Women. Molti di quelle giocatrici sono rimaste al fianco della Vecchia Signora, altre hanno preso nuove strade ed accettato nuove sfide, ma ciò che è stato fatto dal gruppo squadra rimarrà in eterno, con quella finale contro il Brescia che rimarrà negli annali del calcio femminile italiano. Ai microfoni di TuttoJuve.com è intervenuta Simona Sodini, attaccante di quella Juventus ora al Torino Women.

Un cammino straordinario quello della stagione 2017/2018. Quale è il ricordo a cui sei più legata in quella stagione? E quale ex compagna è stata a tuo parere la più decisiva?
“Ricordi bellissimi, come appunto l’inizio di un qualcosa che fino ad allora nessuno di noi aveva mai vissuto. Per me è stato bellissimo poter indossare la maglia della Juventus nell’esordio, vincente, in Coppa Italia. E’ un ricordo questo che conservo ancor oggi per la grande emozione provata. C’è un po’ di rammarico per aver trovato poco spazio in campo, ma va bene così. E’ stata come dicevo una bella esperienza .Credo che siano state tutte decisive le ragazze, a me in particolar modo ha impressionato la norvegese Isaksen: giocatrice strepitosa, classe, eleganza e con una facilità di gioco impressionante. Era fortissima”

Quale è stato l’impatto nel mondo Juve per una attaccante già molto esperta come te?
“E’ stato un impatto unico, mai vissuto fino a quel momento. Come appena ho messo piede all’interno della Juventus, ho subito avvertito quella che era la grande professionalità da parte di tutti. Fin da subito, ti senti una calciatrice vincente”

Quanto è servita l’esperienza nella Juventus nel prosieguo della tua carriera?
“Ho imparato tantissimo da questa esperienza indimenticabile, sia dal punto di vista umano che calcistico. Ho lasciato perché mi sono sentita poco utile per la guida tecnica, ma tutto il resto è stato bellissimo”

Credit Photo: Pagina Instagram Torino Women

Rachele Burlon, Roma Calcio Femminile:”In campo siamo tutte uguali e abbiamo uno stesso obbiettivo e la stessa passione”

Facciamo la conoscenza con un’altra giovane giocatrice dell’Under 17 della Roma Calcio Femminile: Rachele Burlon.

Cosa é per te il calcio ?
“Per me il calcio è un gioco che ci accomuna tutte, in campo siamo tutte uguali e abbiamo uno stesso obbiettivo e la stessa passione. Vesto la maglia giallorossa da 2 anni, giocare in una vera squadra è quello che ho sempre desiderato e ora che ne faccio parte è un’emozione indescrivibile.”

Qual è stata per te l’emozione più grande di questa stagione ?
“L’emozione più grande di questa stagione l’ho provata in casa nella partita con il Chieti. In quella gara abbiamo dato tutto portando a casa la vittoria e lì, grazie a quello che i mister ci hanno detto, ho capito che con quella mentalità avremmo concluso la stagione molto soddisfatte.”

Credit Photo: Roma Calcio Femminile

Michele Uva, vicepresidente UEFA: ”Questo periodo non ci farà togliere un solo euro al movimento femminile”

Il processo del ritorno ai vertici europei del calcio italiano, sia femminile che maschile, è stato avviato e procede a gonfie vele grazie anche a figure come Michele Uva, vice presidente della Uefa e storico dirigente sportivo italiano. Nonostante ciò, molti addetti ai lavori del nostro movimento credono che le dichiarazioni a favore della promozione del calcio femminile siano tutto fumo e niente arrosto e, per svicolarsi e contrastare queste critiche, Uva è intervenuto alla webinar della BCF Academy, scuola calcio del Bologna.

Inizia affrontando il tema degli aiuti economici: “Come Uefa abbiamo investito 55 milioni di euro sul calcio femminile: vogliamo far arrivare a 2,5 milioni il numero delle tesserate, riformare la Champions e le competizione per le nazionali. Poi, abbiamo aumentato i contributi per ogni Federazione ma bisogna attendere perché quello che oggi investiamo vedrà i propri frutti fra 4-5 anni. Una cosa posso dirla: questo periodo non ci farà togliere un solo euro al movimento femminile anche se la pandemia darà un impatto economico su tutti.”

Poi passa all’Europeo ed alla finale di UWCL del 2022: ”L’Europeo che doveva essere nel 2021 sarà spostato al 2022, una volta slittato quello maschile, e si svolgerà in Inghilterra con la finale a Wembley e la gara inaugurale a Manchester. E confermo che la finale di Champions del 2022 sarà a Torino”

Infine chiude l’argomento con il tema cruciale dell’introduzione del professionismo nel calcio femminile: “Ho scritto anche un libro sul calcio femminile, si chiama “Campionesse”. La via del professionismo è l’unico accesso per farlo crescere: a un certo livello e intera giornata al calcio non è corretto da un punto di vista sociale e umano che un uomo sia professionista e la donna no. Non dico lo stesso stipendio ma professioniste sì, quindi con tutele sanitarie, essere aiutate nel post carriera. Questa è la via ma ho paura che qualcuno stia tirando i remi in barca”.

Calciomercato: la polacca Katarzyna Kiedrzynek al Wolfsburg

A difendere i pali del Wolfsburg ci sarà la polacca Katarzyna Kiedrzynek in arrivo dal Paris Saint-Germain per l’inizio della nuova stagione. La 29enne indosserà la maglia numero 77 e ha firmato il contratto fino al 30 giugno 2023.

Kiedrzynek ha collezionato 24 presenze con il PSG nella UEFA Women’s Champions League, 84 nella Division 1 Féminine e 11 nella Coupe de France.
Ha raggiunto la finale di UWCL con il PSG nel 2015 e nel 2017, ed è stata anche seconda nella classifica francese cinque volte. È stata nominata il miglior portiere della lega in quattro occasioni. Per la Polonia, Kiedrzynek ha collezionato 52 presenze e capitano della squadra dal 2016.

“Sono molto orgogliosa di poter indossare la maglia del Wolfsburg”, ha dichiarato Kiedrzynek. “Anche se il calcio femminile ha recentemente fatto progressi e vi è un numero crescente di club attraenti con strutture professionali, il VfL Wolfsburg è ancora uno dei migliori del calcio, così come la Bundesliga Frauen è uno dei migliori campionati del mondo. Non vedo l’ora di farne parte, imparare una nuova cultura e ovviamente vincere trofei!”

Ralf Kellermann, direttore sportivo della VfL Frauen, ha dichiarato: “Siamo molto felici di avere Katarzyna, un portiere che ha acquisito esperienza internazionale ai massimi livelli con il Paris Saint-Germain e la squadra Nazionale polacca”.

Credit Photo: https://www.vfl-wolfsburg.de/

AIC: “… la prosecuzione della stagione dà ulteriore consapevolezza alle calciatrici di essere professioniste a tutti gli effetti”

L’Associazione Italiana Calciatori, durante il Consiglio Direttivo, ha analizzato le delibere assunte dal Consiglio Federale di ieri. I Consiglieri hanno condiviso il grande stupore ed imbarazzo, già segnalato nelle dichiarazioni pubbliche, per le decisioni in tema di Linee Guida per le Licenze Nazionali 2020/2021 e dall’incertezza generata per il mondo dilettante e per la serie A femminile.

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In sostanza, qualora le Linee Guida venissero trasposte definitivamente nel Manuale sulle Licenze Nazionali, le società potrebbero pagare la sola mensilità di maggio alla fine del mese di agosto ed ottenere l’iscrizione al prossimo campionato.

Ci aspettavamo un incentivo istituzionale alla ricerca di accordi sulle mensilità coinvolte dall’emergenza sanitaria e ci ritroviamo un  avallo al contenzioso che sarà, nella maggior parte dei casi, strumentale e pregiudicherà soprattutto le categorie più deboli.

Alla luce di quanto sopra, la nostra Associazione auspica l’adozione di un sistema che favorisca le intese collettive volte a risolvere le problematiche anziché fomentare un contenzioso generalizzato.

Nel deliberare la chiusura della stagione per i campionati della Lega Nazionale Dilettanti nulla è stato detto su possibili soluzioni alle difficoltà attuali, e dei prossimi mesi, che dovranno affrontare i quasi 4.000 tesserati che vivono di calcio.

Auspichiamo quanto prima l’apertura di un tavolo di confronto con le componenti interessate, così come indicato dal Presidente Federale, al fine di valutare le norme di iscrizione ai prossimi campionati e dare risposte immediate ai calciatori e calciatrici che oggi vivono un momento di malcontento generalizzato. In considerazione della chiusura della stagione appena decretata risulta impossibile iniziare una nuova stagione senza aver prima risolto le criticità dell’attuale. È compito della Federazione dare risposte concrete anche attraverso il Fondo di Solidarietà, di cui si è accennato ma che ad oggi ha avuto il solo concreto apporto della nostra Associazione con somme proprie.

Infine la decisione assunta riguardo la serie A femminile e la prosecuzione della stagione al pari delle Leghe professionistiche, dà ulteriore consapevolezza alle calciatrici di essere professioniste a tutti gli effetti. Si aspettano, dunque, il riconoscimento ufficiale del proprio status.

In funzione dell’auspicata ripresa, attendono un protocollo ad hoc che garantisca pari tutele sanitarie dei loro colleghi, assieme alle risorse per vivere da professioniste e poter tornare ad allenarsi.

Credit Photo: Arnaldo Cavallotti

Sara Gama, Juventus Women: “Serve un protocollo ad hoc per la nostra serie A”

Effetto della pandemia, anche il Telegraph si schiera – a certezze invertite, e campionati femminili in piena tempesta – dalla parte della ct dell’Italia Milena Bertolini, convinta che “le donne salveranno il calcio”. Ora che da mettere in sicurezza c’e’ tutto il movimento, all’ultimo posto sembrano essere tornate le calciatrici osannate fino a qualche mese fa, come rileva l’editoriale del giornale inglese.
E Sara Gama, per l’Italia, lancia un grido d’allarme: “Serve un protocollo ad hoc per la nostra serie A e il professionismo”.

Un paio di settimane al massimo e anche la Serie A femminile conoscerà il proprio futuro. Tuttavia rispetto al massimo campionato maschile, che sembra oramai avviato verso la ripresa, l’incertezza la fa da padrona. I nodi da sciogliere sono legati all’applicabilità dei protocolli sanitari e alla disponibilità di contributi da parte della Federcalcio. In questi giorni ci sarà un confronto con i 12 club iscritti al torneo, ma intanto nel corso del Consiglio federale di ieri il capitano della Nazionale e della Juventus, Sara Gama, in qualità di consigliere in quota atleti per l’Assocalciatori ha chiesto chiarezza sul da farsi.
E in funzione dell’auspicata ripresa, spiega all’ANSA, “Ci aspettiamo pari tutele sanitarie dei nostri colleghi uomini, che venga redatto un protocollo ad hoc perché quello dei dilettanti per noi non va bene per riprendere. Attendiamo poi anche le risorse per tornare ad allenarci e vivere da professioniste quali siamo”. E questo perché “le calciatrici oggi sono consapevoli di essere professioniste a tutti gli effetti e quindi si aspettano un riconoscimento ufficiale del loro status”.

Al momento, nel panorama dilettantistico, la Serie A femminile è infatti l’unica competizione che non è stata dichiarata chiusa e che resta in sospeso con 37 partite ancora da giocare. “Quello che conta è il salto di qualità – sottolinea Gama -: bisogna approdare al professionismo. Siamo a un bivio, ma nei momenti di crisi ci sono anche grandi possibilità, si può riformare”.

Redazione ANSA
Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva 

Oggi quattro anni dal secondo Scudetto. Il ricordo di Mario Mantovani

Lo scorso 13 maggio ha compiuto 80 anni e, nell’unirci tutti insieme ai più sinceri auguri di buon compleanno, abbiamo pensato a lui per raccontarci da un punto di vista privilegiato la storia vincente delle Leonesse, perché oggi ricorre il quarto anniversario dalla vittoria del secondo Scudetto del Brescia Calcio Femminile.

Mario Mantovani è una vera e propria icona del calcio bresciano, e negli ultimi anni di attività si è preso cura del centro sportivo Club Azzurri, la roccaforte delle Leonesse. Il fortino dove sono state costruite le vittorie delle biancoblu. E lui ha visto tutto da vicino, dispensando anche qualche consiglio: «Prima che il Brescia Calcio Femminile esplodesse, ci fu una partita al Club Azzurri in cui il Torino fu sconfitto pesantemente. Allora mi si avvicina il presidente Cesari e mi chiese che cosa ne pensassi. Gli rispondo: “Beppe, hai vinto è vero. Ma la più forte gioca dall’altra parte”. Era Barbara Bonansea, che poi sappiamo dove sarebbe arrivata». La grande esperienza maturata sul campo (62 anni di attività) di Mantovani si rivelò importante anche per un’altra scelta azzeccatissima: «Consigliai al presidente di prendere Piovani per la panchina per il dopo Bertolini. Sapevo che era l’uomo giusto nel posto giusto. E se ripenso al fatto che ha sfiorato la vittoria del campionato con una squadra completamente rivoluzionata all’ultimo rigore di uno spareggio contro la Juventus bé, c’è grande delusione ma anche orgoglio perché c’era la consapevolezza di aver compiuto un miracolo sportivo».

L’epopea del Brescia al Club Azzurri rimarrà nella memoria di tutti per tanto tempo: «Assolutamente. Sono stati anni eccezionali per lo sviluppo dell’intero movimento calcistico femminile nel nostro territorio e in tutta Italia. Perché quando si parla di Scudetti, si parla di un entusiasmo e di una novità che hanno indubbiamente arricchito tutti quanti. Con questi eventi straordinari si andava finalmente a vedere il calcio femminile sotto una nuova luce. Io ho ancora negli occhi le immagini incredibili del primo Scudetto, con la tribuna aggiuntiva montata in quattro e quattr’otto perché i tifosi della Curva Nord del Rigamonti volevano venire ad incitare le ragazze. Quel pomeriggio contro la Torres c’erano tremila persona, una cosa da pazzi se ci ripenso. Ma anche le migliaia e migliaia di persone al Rigamonti per la prima in Champions League. E il secondo Scudetto è stato meritatissimo, era la squadra più forte e l’ha dimostrato. Ripensando a quelle stagioni un po’ di rammarico comunque c’è perché si poteva riuscire a vincere qualcosa in più. Ma questa squadra ha regalato, e sono sicuro che continuerà a farlo, grandissime emozioni, perché il Brescia Calcio Femminile è un patrimonio della città di Brescia e di tutti i bresciani».

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

Federica Russo, Napoli femminile: “Alla Juventus Women mi sono sentita professionista”

Torinese, tifosa juventina da sempre e per due anni anche giocatrice della Vecchia Signora: Federica Russo, nonostante la sua nuova esperienza al Napoli, non dimentica la Juventus Women. «Ringrazio Guarino e Braghin per questa opportunità che mi hanno dato» dice il portiere, che si racconta così in esclusiva a Juventusnews24.com.

Sei passata da essere secondo portiere a protagonista: come è stato per te?
«È stato bello e soddisfacente. Io in carriera ho sempre giocato titolare, poche volte sono stata in panchina. Di punto in bianco ritrovarmi in panchina (alla Juventus, ndr) è stato difficile, ma sapevo l’ambiente dov’ero quindi andava benissimo così. Tornare titolare è stato bello: ti senti protagonista della squadra sia in bene che in male, sia quando vinci sia quando perdi».

Rifaresti l’esperienza alla Juve, nonostante lo scarso impiego?
«Sì assolutamente. Io sono juventina, la rifarei anche domani. Se mi richiamasse la Juve, come fai a dire di no? Ho imparato tanto sia a livello calcistico che personale. Lì mi sono sentita veramente una professionista. Anche a livello di mentalità… Ho iniziato a capire alcune cose che prima non pensavo neanche, ho imparato a ragione da professionista».

E questa mentalità te la sei portata a Napoli?
«Assolutamente. Non tutti riescono a pensarla come me perché loro hanno altri percorsi. All’inizio è stata un po’ dura confrontarmi con altri tipi di realtà. Ero abituata alla Juve con determinate cose, al Napoli ne ho trovate giustamente meno. Non ci sono squadre che possono competere con l’organizzazione bianconera. Cercavo di dirmi: “Non c’è la stessa organizzazione ma gioco”. Per me quindi è bello perché gioco e penso solo a fare bene».

Da Laura Giuliani cosa hai imparato?
«Laura è veramente forte. Siamo cresciute insieme alla Juve. Lei arrivava da un altro percorso, era più formata, ma alla Juventus è migliorata tanto, così come miglioravo anche io. C’era una tipologia di allenamento che ci ha permesso di migliorare insieme. Lei rende una cosa difficile facile».

Qual è il ricordo in bianconero al quale sei più legata?
«Non ce n’è solo uno, potrei dire tutti i due anni. Se devo scegliere, dico il primo scudetto vinto contro il Brescia a Novara e la preparazione per la gara dell’Allianz contro la Fiorentina».

Visto il vantaggio che ha su Milan e Fiorentina, secondo te lo scudetto andrebbe assegnato alla Juventus Women?
«Secondo me sì. Alla fine è meritato. Hanno fatto una stagione ancora più bella per consapevolezza, per la forza del gruppo. Secondo me il titolo dovrebbero assegnarlo a loro».

Tra le tue ex compagne, qual è la giocatrice che più è cresciuta in questa stagione?
«Non riesco a dirne solo una. Sono affezionata a tutte loro, per me sono una seconda famiglia. Quelle del primo anno sono cresciute tutte tantissimo, hanno fatto passi in avanti e sono diventate calciatrici complete».

In ambito europeo immagini una crescita nei prossimi anni?
«Quest’anno secondo me hanno sfidato una squadra fortissima che è il Barcellona, che lo scorso anno è arrivata seconda in Champions League. La Juve non ha fatto una brutta figura, anzi. Come tutte le cose ci vuole tempo, ma secondo me sono sulla strada giusta per diventare importanti in Champions, che è uno degli obiettivi della società, nel maschile e nel femminile».

Credit Photo: Facebook Napoli Femminile

Ohrstrom: “Buffon il mio idolo, a Firenze sono cresciuta. Mi manca la famiglia”

Stephanie Ohrstrom, portiere della Fiorentina Women’s, nella diretta instagram ACF ha raccontato: “Mi manca la squadra, mi manca allenarmi, ma la cosa che mi manca di più è la mia famiglia. Il mio rapporto con Firenze? La città è davvero bella. Mi piace girare per Fiesole e sui lungarni. Il mio idolo tra i pali? Buffon, di primissimo livello, ha una tecnica incredibile. Da quando sono alla Fiorentina il lavoro è diventato sempre più dettagliato. Abbiamo preparatori, dottori, fisioterapisti, nutrizionisti che ci seguono e cercano di curare ogni minimo dettaglio”.

Credit Photo: Federico Fenzi

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