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Ricordi gialloblù: stagione 2005/06 e una salvezza all’ultimo respiro

Oggi, domenica 17 maggio si sarebbe dovuto concludere per il Cfw, sul campo della Novese, il campionato di serie B della stagione 2019/20. Per tenere vive le emozioni degli ultimi momenti che caratterizzano le stagioni calcistiche (nel bene o nel male) abbiamo ripescato dagli almanacchi della società del presidente Giuseppe Boni una storica salvezza che le gialloblù della Fortitudo Mozzecane raggiunsero nella stagione 2005/06 in serie B.

A tre giornate dalla conclusione, la sfida salvezza era tra la compagine gialloblù allenata da Maurizio Bertazzoni e la società neroverde “Il Cervo” di Reggio Emilia. Proprio nella terzultima giornata, le neroverdi conquistano i tre punti contro Valbruna mentre la Fortitudo incappa nella sconfitta sul campo bergamasco dell’Aurora. La classifica dice: Il Cervo 20 e Fortitudo 15. In questo momento la Fortitudo dovrebbe salutare la categoria ma con ancora due giornate da giocare è ancora tutto aperto. La domenica successiva, Il Mozzanica rifilala 5 gol alle neroverdi e la Fortitudo vince per 2-1 a Trento contro le ragazze del Clarentia. Il Cervo rimane a 20 mentre la Fortitudo accorcia e sale a 18. L’ultima giornata può rivelarsi decisiva. Una vittoria delle neroverdi metterebbe fuori dai giochi le gialloblù. La formazione di Reggio sul campo di casa non riesce ad andare oltre il pareggio (3-3) contro il Sudtirol mentre la Fortitudo nella vicina Schio batte la compagine di casa con il minimo scarto (1-0).

Boni racconta le emozioni di questa ultima giornata dal cardiopalma: “Ci tenemmo in contatto, tramite telefonini, con la partita di Reggio ma fino al triplice fischio non si sapeva bene quale fosse stato il risultato. A volte dicevano che Il Cervo avesse vinto e quindi saremmo retrocessi mentre a volte dicevano che avesse perso e quindi saremmo stati salvi. Alla fine per loro fu un pari, mentre noi ottenemmo una vittoria storica grazie ad una rete in mischia di testa su un corner della mitica Irene Cordioli”. Per la Fortitudo fu aggancio (21 punti per entrambe) e a questo punto si sarebbe deciso tutto nello spareggio. Lo spareggio tra Il Cervo e la Fortitudo di Bertazzoni, disputatosi il 28 maggio 2006 a Porto Mantovano fu una passeggiata per le ragazze di Mozzecane: 2-0 e le gialloblù si conquistano una salvezza che qualche settimana prima sembrava insperata.

Credit Photo: Fortitudo Mozzecane Calcio Femminile

Sostieni Canini: “Fondamentale puntare sui giovani. Varna? Il giusto premio per tutti?”

Giuseppe Canini, classe 1957, professore di educazione fisica in pensione, ex mediano, ha una certa dimestichezza con i Commissari Tecnici. Lui stesso ha ricoperto quel ruolo. Non ha guidato la Nazionale maggiore, ma le Selezioni giovanili sì. E le ha guidate praticamente tutte: Under 17, Under 19, due volte Under 21, senza dimenticare Under 18 e Under 16. Oggi, però, con i CT ha un rapporto diverso. Da tempo è passato dalla panchina alla scrivania, e attualmente è il Coordinatore delle Nazionali di Futsal. Prima che il virus bloccasse tutta l’attività, non c’era giorno in cui i numeri di telefono di Roberto Osimani e di Roberto Levani, CT delle due Nazionali sammarinesi di calcio a 5, non figurassero in cima al registro chiamate del suo cellulare. Anche perché, a gennaio, fervevano i lavori per una trasferta, quella della Nazionale maggiore in Bulgaria, finita poi “discretamente” bene. “Avere centrato quel passaggio del turno mi ha dato una gioia immensa. Al punto tale che il mio cuore ha rischiato di scoppiare. Quel risultato era il giusto premio per il tanto lavoro svolto da noi dirigenti, da un grande staff e un grande mister, e naturalmente da un gruppo superlativo. Mi aspettavo di fare un buon torneo, questo sì, ma addirittura tagliare un traguardo del genere, beh, è una cosa che mi ha stupito. Favorevolmente stupito. E per questo posso dire che è stata ancora più bella.”

Insomma, si può dire che a Varna la Nazionale abbia passato l’esame di maturità. Come uno dei tanti studenti seguiti da Giuseppe nella sua carriera di insegnante. E per lui, che si può considerare uno dei “genitori” di questa creatura assieme al Responsabile di settore Stefano Bevitori, la cosa ha un effetto tutto particolare.“All’inizio non ero molto ferrato in fatto di futsal, e quindi ho cercato di crescere anche io assieme a questo movimento che piano piano si stava evolvendo a San Marino. Devo dire che un ruolo fondamentale, in questo, lo hanno avuto i giocatori e i tecnici che nel tempo si sono succeduti in Nazionale. Quello che ho provato a Varna, quando ho realizzato quello che avevano fatto i ragazzi, è stato un orgoglio indicibile: un cerchio che si era aperto in Finlandia, con la prima trasferta, e che si è chiuso appunto in Bulgaria. Dieci anni di cammino partito con il gol di Capicchioni e concluso con quello di Moretti. Che poi dire concluso non è affatto giusto: manca lo spareggio con la Danimarca. Sono certo che continueremo a sognare.”

Ma Giuseppe, come si diceva, è Coordinatore delle Nazionali di Futsal. Al plurale. Già, perché da poco più di un anno esiste anche la Nazionale Under 19, affidata a Roberto Levani. La squadra esordì nel gennaio 2019, in casa, disputando le qualificazioni europee. E da qualche tempo CT e staff sono al lavoro per preparare la squadra in vista della seconda avventura ufficiale: le qualificazioni del 2021. “Direi che, sulla base del torneo di esordio, l’Under 19 ci ha già dato modo di presentarci ai prossimi appuntamenti a testa alta. Tutti i ragazzi e tutto lo staff sono stati straordinari. Inoltre, a San Marino, i giovani stanno contribuendo in modo attivo alla crescita del movimento futsal coinvolgendo i propri coetanei, oltre che i tifosi. Noi dirigenti non dobbiamo deluderli: dobbiamo anzi aiutarli nella costruzione del futuro di questo sport. Lo meritano.”

Giovani, certo. Presenti in modo pressochè totale nella vicenda del Giuseppe Canini allenatore. Per non parlare del Giuseppe Canini professore. “Diciamo che come allenatore le soddisfazioni più grandi le ho avute grazie ai giovani. Se i ragazzi capiscono che sei totalmente votato a loro, danno tutto e non ti deludono mai. I giovani sono la parte migliore della nostra società. È su di loro che vale la pena investire: perciò vanno aiutati, sostenuti, specialmente in tempi duri come questi.” E per i giovani si spende eccome, Giuseppe. Anche oggi che siede dietro una scrivania. E se gli si chiede quanto gli manchi la panchina, la risposta è la seguente: “Non particolarmente. Per fare l’allenatore mi mancavano alcune qualità. Perciò, in tutta onestà, sono contento di avere potuto vivere una vita intera nello sport, contribuendo alla causa del calcio sammarinese, anche senza specializzarmi nel ruolo di allenatore. È stato fondamentale poter contare su persone dinamiche e competenti, che mi hanno aiutato a crescere. E anche grazie a loro, le soddisfazioni sono arrivate.”

In questa vita dedicata al calcio, naturalmente, non poteva mancare il Canini giocatore. Di ruolo mediano, come si diceva all’inizio. Ed è giocando in quella posizione che Giuseppe prese parte alla famosa partita “di battesimo” della Nazionale sammarinese, quella casalinga contro la Selezione Olimpica canadese.Anche se i suoi ricordi di quel giorno sono compromessi da un contrasto di gioco. “Battei la testa dopo uno scontro aereo con un difensore del Canada, che poi anni dopo giocò nel PSV Eindhoven. Il ricordo seguente è il mio risveglio sulla rampa di ferro del pronto soccorso. Nonostante questo inconveniente, posso dire di avere giocato almeno una partita con la Nazionale del mio Paese. E questo mi riempie di orgoglio.”

Il calcio entra anche nell’ambiente familiare, come è ovvio. E i figli di Giuseppe, Lorenzo e Valeria, se ne imbevono a tal punto da innamorarsene pure loro. Addirittura, Valeria intraprende una strada che la condurrà fino alla Serie A. Ad oggi, l’attuale Responsabile del Settore Giovanile Femminile è anche l’unica giocatrice sammarinese ad avere mai calcato un campo del massimo campionato italiano. A Valeria spero di aver trasmesso sani principi e passione per questo sport. Mi sembra di esserci riuscito. E anche se lei è arrivata in serie A, non me lo fa pesare. E non lo fa pesare neanche a suo fratello. Il settore femminile lo considero un fiore all’occhiello della Federazione. Auspico che gli addetti ai lavori non smettano mai di lottare contro il pregiudizio, che purtroppo ancora esiste, oltre a non perdere di vista l’obiettivo più grande: la creazione di Nazionali.”

Credit Photo: Federazione Sammarinese Calcio Femminile

È ancora tutto aperto e non mi nascondo: allo scudetto ci penso

Maurizio Ganz, allenatore del Milan femminile ed ex bomber dalla squadra maschile, ha parlato a Libero Quotidiano della possibile ripartenza del campionato e della sua roboante annata di debutto, che lo vede a pari punti con la Fiorentina al secondo posto.

«Nei prossimi giorni dovremmo sottoporci ai test sierologici e poi, se tutto andrà bene, ripartiremo con gli allenamenti individuali». Maurizio Ganz freme. Come quando entrava in area, come quando vedeva la porta, come quando – d’ istinto – pum, la metteva dentro, gol, el segna semper lu. A 51 anni l’ ex bomber di Brescia, Atalanta, Inter, Milan, Venezia, Fiorentina e Modena allena la squadra femminile dei rossoneri ed è secondo in classifica. Anzi, lo era finché il coronavirus ha sgonfiato anche il pallone delle donne mettendone in dubbio il futuro. «Il football femminile veniva dal Mondiale esaltante, dalla visibilità delle dirette Sky e lo stop è stato una beffa. Ma giusto: prima di tutto la salute e la vita. Ora, però, se ci sono le condizioni dobbiamo ripartire e riprenderci ciò che avevamo. Le ragazze si sono allenate a casa, ma non basta più. Se ci daranno l’ ok per ricominciare andremo al Vismara già vestiti da calcio, suderemo seguendo le regole e torneremo a casa a fare la doccia»

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

La Juventus Women vuole essere una potenza sia in Italia che in Europa

La Juventus Women, sin dalla sua nascita avvenuta nel 2017 con l’acquisizione del titolo sportivo del Cuneo CF, è da considerarsi a tutti gli effetti come una vera e propria potenza del calcio femminile italiano.

In tre anni ha vinto due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa, e sta dominando il campionato con risultati incredibili: dopo sedici giornate nessuna squadra è riuscita a sconfiggere le bianconere di Rita Guarino, le uniche a bloccarle sul pari sono state il Milan e la Florentia San Gimignano; poi i numeri sono dalla loro parte, poiché l’attacco parla con ben quarantotto gol fatti, di cui quattordici sono dell’attuale capocannoniere della massima serie Cristiana Girelli e sei da Andrea Stašková e Maria Aparecida Alves Souza, ovvero le due nuove attaccanti arrivate di quest’anno; poi c’è la difesa, rafforzata con l’acquisto della svedese Linda Sembrant, con solo dieci reti subite.

Tuttavia la formazione juventina vuole essere un top club non solo nel nostro paese, ma anche in Europa, anche se quest’anno l’esperienza in Champions League è stata sfortunata, visto che ha dovuto cedere il passo al Barcellona ai sedicesimi di finale (0-2 all’andata e 2-1 al ritorno). Certo per arrivare ai quei livelli e cercare di vincere la massima competizione europea per club a livello femminile c’è tempo, anche se la Juventus la potrebbe vincere nel 2022, quando l’Allianz Stadium di Torino, stadio di proprietà del club bianconero, ospiterà la finale di Champions.

POSIZIONE IN CLASSIFICA
1a.

PUNTI ATTUALI
44 (21 in casa e 23 in trasferta).

RISULTATI
14 vittorie, 2 pareggi e 0 sconfitte.

GOL FATTI
48 (18 in casa e 30 in trasferta).

GOL SUBITI
10 (4 in casa e 6 in trasferta).

MIGLIOR TOP SCORER
Cristiana Girelli (16 reti).

GIOCATRICI CON PIU’ PRESENZE
5 giocatrici (16).

La FA centra l’obiettivo: 3,4 milioni di ragazze giocano a calcio in Inghilterra

Il numero di donne e ragazze che giocano a calcio in Inghilterra ha raggiunto 3,4 milioni, confermando che la Federcalcio ha raggiunto il suo obiettivo di raddoppiare la partecipazione femminile a questo sport in tre anni.

C’è stato un aumento del 54% delle squadre affiliate di donne e ragazze arrivando a 9.251, da quando la FA ha lanciato il suo Gameplan per la crescita nel 2017. Un aumento del 715% nei centri Wildcats per ragazze dai 5 agli 11 anni, a 1.621, ha contribuito ulteriormente a migliorare questo fattore. Hanno anche partecipato a 2.000 programmi Shooting Stars ispirati alla Disney, 147 centri Just Play per adulti e 88 organizzazioni di club di comunità.

Louise Gear, che è entrata a far parte della FA nel 2017 come responsabile dello sviluppo del calcio femminile e ha subito raggiunto l’obiettivo, ha dichiarato: “l’impatto che i programmi stanno avendo sulla salute fisica e mentale, sul benessere e sulla gioia che stanno portando alla comunità è stato probabilmente uno dei più grandi successi della FA”.

Gear ha detto che forse la sfida più grande è stata trovare i luoghi: “Se più donne e ragazze stanno giocando, hanno bisogno di posti dove giocare. Facile da dire ma molto più difficile da eseguire e fornire più posti per sperimentare il calcio è stata la nostra massima priorità.”

“Seguire la cavalcata dell’Inghilterra alle semifinali della Coppa del Mondo era stato importante per ispirare donne di tutte le età e abilità a … uscire e giocare”, ha aggiunto.

Fondamentale per raggiungere il traguardo è stato il buy-in della forza lavoro femminile e dei volontari. Il Lymm Rovers nel Cheshire, ad esempio, è passato da una squadra di donne a cinque nel 2014 ad avere più di 200 giocatrici dai 5 ai 72 anni, tra cui un’accademia e una squadra di madri.

Il presidente del club, Gavin Laidlow, ha affermato che tra il 2016 e il 2018 tre delle loro giocatrici under 18 sono state selezionate per giocare nelle squadre giovanili maschili under 18 una prima volta per la lega e la FA della contea.

Credit Photo: FA Facebook

Federica Di Criscio, Roma: “Il recupero è andato. Speriamo di ricominciare al più presto”

Federica Di Criscio, difensore della Roma, reduce da un infortunio al crociato, ha parlato a Roma TV del suo recupero durante la quarantena:

Come hai festeggiato il compleanno?
“Per fortuna stando nello stesso in condominio siamo riuscite a stare in compagnia, abbiamo mangiato una pizza”.

La fase 2?
“Avevo appena ricominciato a vedere il campo, poi è arrivato il lockdown. Per fortuna col preparatore ho continuato ad allenarmi per recuprare, lui mi seguiva giornalmente con delle dirette. La società non ci ha fatto mancare nulla, abbiamo potuto allenarci in casa. Con la fase 2 ho ricominciato il programma della squadra”.

Il recupero?
“È andato tutto bene. È stato un percorso lungo, ho avuto persone che mi hanno sostenuta e quindi è andata. Ho ricominciato i programmi della squadra, sono contenta. Speriamo di ricominciare al più presto”.

Potessi tornare a prima dell’infortunio?
“Ho rivisto un milione di volte il video dell’infortunio, ma sinceramente rifarei tutto quello che ho fatto. Un infortunio così se deve succedere, succede, l’infortunio mi ha cambiata, mi ha rafforzata e mi ha resa più consapevole. Un infortunio del genere ti da anche il tempo di riflettere sulle tue priorità, non pensavo di reagire così bene, mi sono meravigliata perché l’ho presa col sorriso. Ho lavorato e ora sono più forte. Sono stata subito consapevole, ho realizzato subito di essermi fatta male. Mi hanno subito operata e quindi ero subito proiettata al recupero. È stato tutto veloce”.
 

Gli allenamenti a distanza?
“Inizialmente è stato difficile, poi io venendo da un percorso particolare ho dovuto cercare le giuste soluzioni. Poi ti abitui, rendi funzionale ogni cosa che hai a disposizione, trovi nuovi modi per allenarti. È stata una bella esperienza alla fine dei conti”.

I pregiudizi?
“Ci sono sempre stati. Da piccola giocavo con i maschi, non era facile perché ero l’unica bambina. I pregiudizi erano più da parte dei genitori che dei bambini, poi però col passare di tempo la situazione è migliorata. Prese in giro ce ne sono state, prima non si capiva come una bambina potesse giocare a calcio”.

I tuoi genitori?
“Non erano d’accordo. Al primo allenamento sono andata di nascosto, mio zio allenava una squadra di bambini e lui mi ha portata ad allenarmi. Allora mia madre si è arresa, lei era preoccupata perché comunque non c’erano possibilità, la prima squadra femminile era a 100 km da casa mia. Ora però mi sostengono sempre”.

Sei andata via presto da casa…
“Si, andare via da casa a 14 anni è stato traumatico. Ma l’ho scelto io, non mi pento di niente, però è stata dura”.

Pensavi di fare la calciatrice da bambina?
“No, per me era solo passione”.

Modello da piccola?
“Prima seguivo il calcio maschile, a casa tifano Milan e il mio idolo era Shevchenko. Quando ho iniziato a seguire il calcio femminile, il mio idolo è sempre stata Melania Gabbiadini. Quando l’ho incontrata al Verona ero intimorita, poi ho trascorso con lei 6 anni bellissimi”.

Qual che consiglio alle giovani calciatrici?
“Seguite la vostra passione, sarà un percorso difficile, però ora le cose stanno cambiando e ci sarà molto più spazio per le donne. Società come la Roma che investono molto sul femminile danno più possibilità a molte ragazzine”.

Come ti senti quando giochi?
“È la liberazione totale, quel momento di sfogo che ho e mi rende felice e spensierata”.

Ti piacerebbe allenare in futuro?
“Qualche anno fa ho iniziato per puro gioco ad allenare le bambine e devo dire che mi piace. Da soddisfazione e fa crescere, sicuramente è una strada che prenderei volentieri”.

Come ti prepari ad entrare in campo?
“Non ho un rito particolare, di solito le cuffiette alle orecchie mi tranquillizzano, ma nello spogliatoio mi piace anche chiacchierare, cerco di non isolarmi troppo”.

Chi è la più concentrata?
“Le straniere, come Andressa, Thestrup, Hegerberg, si concentrano molto con la musica”.

La compagna più difficile da marcare?
“Thomas per la sua velocità, ma anche Serturini”.

La compagna che si arrabbia di più quando la fermi?
“Siamo tutte abbastanza competitive. Nelle partitelle una di quelle che si arrabbia di più è Bartoli, ma anche io”.

Il numero 6?
“Non è stata una scelta. A Verona giocavo col 19, volevo tenerlo ma dopo qualche anno l’allenatore mi diede il 6 e da lì l’ho sempre tenuto”.

Non nasci difensore…
“A Verona sono arrivata da centrocampista. Facevo il mediano al Cervia, poi a Verona si fecero male tutti i difensori e in un’amichevole dovetti fare il difensore e io nemmeno volevo farlo, mi arrabbiai moltissimo. Ho fatto anche il terzino, così ottenni la prima convocazione in Nazionale. Fare il centrocampista comunque mi ha aiutata anche nel ruolo di difensore, da lì ho preso il piacere di giocare il pallone”.

Hobby?
“In questo periodo ne ho approfittato per studiare per alcuni esami universitari. Ho iniziato The Last Dance, ho visto molti documentari sportivi, ho passato così il tempo”.

Il tuo piatto migliore?
“Tutti dicono i risotti, ma mi piace fare un po’ tutto. A casa tutti cucinano bene e quindi ho appresso guardando loro”.

La cantante migliore tra le tue compagne?
“Allora la ballerina Thomas, cantante non so, c’è Pettenuzzo che sta sempre con la musica”.

La più chiacchierona?
“Direi Cunsolo, oppure Pettenuzzo. Bartoli invece è quella che brontola di più”.

Siete molto unite…
“Il gruppo è fondamentale, bisogna creare la giusta alchimia. All’inizio è stato difficile, sono arrivate molte ragazze nuove, ma siamo riuscite a fare un gruppo fantastico, è uno dei più forti che ho vissuto”.

La prima cosa che farai quando torneremo alla normalità?
“Andare a mangiare una pizza la ristorante”.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Elisa Mariani e Bianca Vergani gli astri nascenti del calcio femminile

I nuovi astri nascenti dell’Inter portano nomi e cognomi e come tutti i più importanti talenti pronti ad esplodere non si può che affermare che “Il Buongiorno si vede dal mattino”.

Elisa Mariani, centrocampista di fine regia, classe 2003, e Bianca Vergani, difensore centrale di sinistra, muro invalicabile, classe 2002, ormai hanno tracciato la loro strada: amiche nella vita come in campo, accomunate da un futuro che le vedrà splendere in Serie A.

La prima è una centrocampista ambidestra abile nello smistare sfera, nel leggere le diverse situazioni di gioco e nel trovare la porta. Svolge e ricopre la propria carica tattica nel cuore del centrocampo. Ha un fisico importante, a livello muscolare e scheletrico, che non la limita nella sua peculiare gran resistenza ed in un dinamismo che la porta ad essere onnipresente. Longilinea e tonica, risulta imprendibile in fase di sviluppo e di fraseggio. Ha il carattere e la personalità in evoluzione, che si stanno plasmando con esperienze vissute su primissimi palcoscenici. Sta acquisendo una determinazione da top player.

La seconda è un difensore dal sinistro privo di sbavature: preciso, ordinato, mai sporcato da titubanze od imprecisioni tecniche. Abbina senso della posizione da giocatrice ormai già matura e sicura di se a proprie caratteristiche tecniche in evoluzione. E’ una atleta che lavora sul breve, caratterizzata da un dinamismo perpetuo e da un’onnipresenza tattica in fase arretrata.

Possiede una resistenza tale da rimanere lucida per tutti i novanta minuti delle gare ufficiali. Vive serenamente e costruttivamente ogni momento all’interno del rettangolo verde. Date queste premesse, ormai siamo sicuri: la Serie A le aspetterà, come le aspetterà una Inter che potrebbe fare di loro le colonne del futuro.
 
Credit Photo: Federico Fenzi

Sofia Cantore verso un nuovo prestito: vari club interessati

Vent’anni compiuti lo scorso settembre e già tante presenze in Serie A, condite anche da alcuni gol. Sofia Cantore, attaccante di proprietà della Juventus Women ma nell’ultimo anno in prestito all’Hellas Verona, in futuro tornerà in bianconero in pianta stabile, ma non prima di aver maturato ancora un po’ di esperienza. Come raccolto in esclusiva dalla redazione di Juventusnews24.com, l’attaccante sarà girata nuovamente in prestito nella prossima stagione.

Sulla giocatrice classe ’99 ci sono vari club: si tratta di Florentia, San Marino e Empoli. Proprio con la società toscana, il club bianconero ha un ottimo rapporto, avendo già intavolato varie trattative in passato. L’obiettivo è quello di far giocare con più continuità l’attaccante, per permetterle di crescere e di diventare, in futuro, una pedina importante nella Juventus.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Distanti ma… comunicanti: a casa di Sofia Cantore

Noi #RestiamoACasa, ma le rubriche di Hellas Verona Channel non si fermano. Perché comunicare, parlare e ascoltare, in un momento come questo dove le relazioni umane sono fisicamente ridotte al minimo, è socialmente utile.

Una delle punte centrali più interessanti del panorama italiano, attaccante classe 1999 abile nel proteggere palla e nel calciare dalla distanza. Con l’espressione ben nascosta di chi ne combina sempre una, rimpiazzata da quella di chi sa che sta facendo un’intervista seria e, allora, si concentra come farebbe in partita. Con Distanti ma… comunicanti andiamo oggi a casa di Sofia Cantore, seppur solo virtualmente, per scoprire come il numero 9 dell’Hellas Verona Women ha trascorso la sua quarantena fra allenamenti, studio, sogni e anche un po’ di cucina.

Credit Photo: Hellas Verona Women

FIFA Women’s World Cup 2023™: scelta del paese ospitante il 25 giugno 2020

Alla luce dell’impatto che la pandemia COVID-19 sta avendo in tutto il mondo e il rinvio della riunione del Consiglio FIFA che avrebbe dovuto avvenire all’inizio di giugno 2020 ad Addis Abeba, la FIFA ha confermato alle associazioni partecipanti al bando che la selezione di chi ospiterà la FIFA Women’s World Cup 2023™ sarà realizzata nella riunione che si terrà online il 25 giugno 2020.

Nella procedura di gara più competitiva nella storia della Coppa del Mondo femminile FIFA, quattro paesi sono in gara per ospitare questa competizione di punta:

  • Football Federation Australia e New Zealand Football (congiunte)
  • Brazilian Football Association
  • Colombian Football Association
  • Japan Football Association

“La FIFA continua a impegnarsi per attuare la procedura di offerta più completa, obiettiva e trasparente nella storia della FIFA Women’s World Cup. Questo fa parte del nostro impegno generale per il calcio femminile che, tra l’altro, vedrà la FIFA investire $1 miliardo nel calcio femminile durante l’attuale ciclo”, ha dichiarato il segretario generale della FIFA Fatma Samoura.

A seguito delle visite ispettive a tutte le associazioni aderenti alle offerte, la FIFA sta completando il rapporto di valutazione, che sarà pubblicato all’inizio di giugno su FIFA.com.

Tutte le proposte ammissibili saranno presentate al Consiglio FIFA affinché possa selezionare gli ospiti della FIFA Women’s World Cup 2023™ che rientrano nell’ambito di una procedura di voto aperto, in cui il risultato di ogni scrutinio e i relativi voti dei membri di il Consiglio FIFA sarà reso pubblico su FIFA.com.

Francia 2019 è passata alla storia per aver fissato nuovi standard per le competizioni calcistiche femminili, la FIFA Women’s World Cup 2023™ è destinata a scrivere un nuovo pezzo di storia in quanto sarà la prima edizione con 32 squadre.

Tutti i fascicoli delle proposte, insieme ai rispettivi sommari esecutivi, sono disponibili su FIFA.com:
Football Federation Australia e New Zealand Football: Bid Book | Executive Summary
Brazilian Football Association: Bid Book | Executive Summary
Colombian Football Association: Bid Book | Executive Summary
Japan Football Association: Bid Book | Executive Summary

Una panoramica completa è disponibile nella Guide to the Bidding Process for the FIFA Women’s World Cup 2023™.

Credit Photo: Pagina Facebook di FIFA Women’s World Cup

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