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Alessia Piazza, Milan: “Pronta a ripartire e a lottare per la Champions!”

Il portiere del Milan Alessia Piazza ha rilasciato un’intervista al quotidiano “Il Giorno”, in cui si è detta pronta a ripartire, con la volontà di raggiungere l’obiettivo Champions. Queste le sue parole.

Come hai vissuto questo periodo di quarantena? Hai avuto modo di allenarti?
“Ogni settimana il preparatore atletico e quello dei portieri mi danno il programma di allenamento da fare a casa, avendo anche il giardino riesco ad allenarmi all’aperto anche se mi sento un po’ in ‘gabbia”.

Dove hai trascorso questo periodo?
‘Fino al 4 maggio sono stata a Milano in appartamento insieme a 7 compagne divise in tre appartamenti differenti ed è stata una fortuna perché ci siamo fatte compagnia. Dal 4 sono tornata a casa dei miei genitori a Como che ho finalmente potuto rivedere dopo tanto tempo”

Con Ganz e le altre compagne sei in contatto?
”Il mister fa una videochiamata con tutte noi una volta alla settimana e ci scrive tutti i giorni; ci sfida con delle video-challenge. Insomma cerca di starci vicino il più possibile ed aiutarci.

Hai voglia di tornare in campo? Qualche timore?
Voglia tanta, paura no perché so che quando ripartiremo lo faremo in assoluta sicurezza. Non mi è mai capitato di stare così tanto ferma; ripartire darebbe un segnale positivo.

Qual’è la caratteristica che contraddistingue il Milan?
‘La capacità di rialzarsi come abbiamo dimostrato in alcune partite dove, sotto di un gol, abbiamo ribaltato il risultato. Abbiamo come obiettivo la conquista del posto in Champions. Siamo pronte a lottare in campo ed aiutare chi è più in difficoltà: non ci sono titolari o riserve, siamo un gruppo compatto.”

Il ruolo del portiere è particolare, hai sempre voluto difendere i pali?
‘Ho iniziato a giocare in spiaggia e mi mettevano sempre in porta, poi mi sono innamorata di questo ruolo: la sensazione di volare e tuffarsi è meravigliosa ma hai anche una grande responsabilità.

Come ti trovi con il mister ed il preparatore Berretta?
Con Ganz mi trovo benissimo, ha sempre una parola per tutte. Quando una di noi è in difficoltà sa come tirare su il morale. Il suo motto è ”smile and fire”: sorridete con il fuoco dentro. Con Berretta il rapporto è fantastico, mi dà buoni consigli e mi sostiene”

Che augurio fai al Milan?
Di riprendere e di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissate perché ce lo meritiamo: non abbiamo mollato mai e vogliamo finire ciò che abbiamo iniziato. Se così non fosse torneremo nella nuova stagione ancora più cariche e determinate.”

Credit Photo: Facebook Alessia Piazza

Serie A e Serie B ad un passo dalla sospensione: la decisione verrà ratificata al prossimo Consiglio Federale

Le voci si rincorrevano nei corridoi sin dalla mattinata di oggi. Ora la notizia di una sospensione del campionato di calcio femminile italiano è cosa ormai quasi certa. L’Italia si allinea alle decisioni intraprese da Spagna, Francia e Inghilterra che hanno già deciso di fermare le loro ragazze. Soltanto la Germania, che è già ripartita nella categoria maschile, sembra intenzionata ad ultimare la stagione corrente.

La sospensione del campionato quindi è ad un passo. A riprova del fatto vi è anche un tweet del giornalista Nicolò Schira che recita: “Dopo la Lega Pro anche il calcio femminile (Serie A e Serie B) ha deciso di concludere qui la stagione. In Consiglio Federale chiederanno alla FIGC di ratificare la decisione. I costi del protocollo sanitario (500mila euro a club) non sono sostenibili dalle società”. L’impossibilità di garantire la sicurezza per tutte e i costi esosi per le sanificazioni e quant’altro non lasciano molta scelta.

La FIGC riunirà il prossimo consiglio in data 20 maggio, attraverso il quale ratificheranno la decisione definitiva. La riunione sarà anche un banco di prova per la discussione su quali saranno i destini delle squadre. Al momento, la classifica vede la Juventus campione d’Italia, la Fiorentina in Champions League con Orobica e Tavagnacco in zona retrocessione. Le discussioni sulle ultime e sulle eventuali salite in Serie A dalla categoria inferiore, saranno affrontate solamente nel corso del prossimo Consiglio Federale.

La stagione 2019-2020 di Calcio Femminile in Italia dunque è a un centimetro dalla conclusione.

Pernille Harder: “Non capisco perché l’omosessualità nel calcio femminile sia accettata e in quello maschile no”

Si parla molto spesso di differenze tra il calcio femminile e quello maschile, a volte tendono da una parte a volte dall’altra. Questa volta è Pernille Harder a mettere la cosidetta “pulce nell’orecchio” per quanto riguarda l’accettazione dell’omosessualità nel calcio maschile. Da sempre il calcio femminile è stato simbolo di battaglie sociali varie e mezzo ottimale per promulgarle e portarle avanti e questa volta è stata la stella danese del Wolfsburg a “sfruttarlo”. In realtà l’avvenimento principe della questione è di quasi un anno fa, quindi bisogna fare un passo indietro.

L’ultimo Mondiale è stato indubbiamente il Mondiale della storia, e non solo per noi italiani ma per il movimento in generale. Una delle tante svolte avute nell’ultima edizione della competizione mondiale è stata la foto che immortalava proprio la Harder intenta a baciare la sua fidanzata Magdalena Eriksson, calciatrice svedese e capitano del Chelsea. Tutto ciò ha generato sia critiche ma soprattutto molta vicinanza e sostegno alla causa da colleghe e non facendo diventare Pernille e Magdalena delle vere eproprie del movimento LGBT, sia nel mondo sportivo ma anche nel mondo extra calcistico.

In un’intervista di pochi giorni fa ad Elfen, la punta danese è ritornata sull’accaduto:“Le reazioni furono positive, molti ci hanno scritto per dirci che si sono sentiti più liberi nel vivere la loro vita sentimentale. A poco a poco ci siamo rese conto che possiamo usare la nostra notorietà per questo scopo.” La Harder continua poi esortando i suoi colleghi a non vergognarsi della propria natura sessuale: “Spero che un calciatore abbia il coraggio di parlare la sua omosessualità perché sicuramente ci sono calciatori gay nonostante il calcio maschile tenda a escluderlo e mostrare un concetto arretrato di mascolinità. Non capisco perché l’omosessualità nel calcio femminile sia accettata e in quello maschile no. Vorrei che tutti potessero affrontare liberamente e apertamente questo discorso, senza che la reazione del pubblico sia diversa”.

Credit Photo: Pagina Instagram Pernille Harder

Inghilterra: la FA Women’s Super League pronta a chiudere i battenti

Si pensa che la stagione della Super League femminile Barclays FA 2019/2020 stia per concludersi.

La competizione è stata sospesa da metà marzo a causa della pandemia di Coronavirus e mentre un piano per il proseguimento della stagione è stato discusso nelle ultime settimane, è stato riferito che una decisione di chiudere il campionato potrebbe essere annunciata la prossima settimana una volta formalmente concordato.

Si ritiene che la decisione di terminare la stagione sia stata presa in una riunione del consiglio di lega questo pomeriggio. È probabile che sia la Barclays FA Women’s Super League che la FA Women’s Championship siano dichiarate nulle con posizioni potenzialmente determinate sul “merito sportivo”.

Se si dovesse utilizzare un sistema a punti per determinare la classifica finale, il Chelsea potrebbe essere dichiarato campione della Super League femminile della Barclays FA. Non è noto se ci saranno promozioni o retrocessioni, quindi il Liverpool potrebbe affrontare un’attesa ansiosa di vedere se manterranno il loro posto in classifica mentre l’Aston Villa, primo nel campionato di seconda lega, spererà che il loro posto nella Barclays FA Women’s Super League della prossima stagione sarà confermato.

Credit Photo: BBC

Melania Martinovic, Florentia: “Mi manca l’adrenalina di essere a tu per tu col portiere, mi mancano i tifosi”

Melania Martinovic, attaccante della Florentia San Gimignano, ha parlato a 50 Canale di questo ultimo periodo e della sua voglia di tornare al calcio giocato:

“In questi mesi ho imparato a conoscermi meglio, sono contenta del percorso che ho fatto. Ho lavorato tutti i giorni su di me cercando di migliorare sia l’aspetto fisico sia migliorando le mie lacune. Spero che il campionato possa riprendere il prima possibile perché noi viviamo per questo sport e dedichiamo la nostra vita a questa passione. Siamo pronte a fare di tutto per tornare in campo nel massimo della sicurezza e senza rischi per nessuna di noi perché l’intero paese ha già pagato un prezzo altissimo a questo virus. Mi manca il campo, mi mancano le mie compagne, mi manca scherzare e ridere con loro, mi manca correre in mezzo al campo, mi manca fare qualunque cosa che ha a che vedere con le mie compagne, mi manca l’adrenalina di essere a tu per tu col portiere, mi mancano i tifosi. Spero di poter rivivere tutte queste emozioni al più presto e terminare questo campionato in cui eravamo pronte a spiccare il volo, vogliamo toglierci ancora tante soddisfazioni e sono sicura che torneremo in campo con lo stesso entusiasmo e la stessa motivazione di prima dello stop”.

Credit Photo: Elia Caprini

Le Matildas non avranno più soste dai maggiori tornei fino al 2025

Sam Kerr afferma che il rinvio delle Olimpiadi avrà un forte impatto su di lei e le sue connazionali, le australiane potranno fermarsi e avere una pausa (più che necessaria) poiché a partire dal 2021 dovranno affrontare ben quattro anni consecutivi di importanti tornei.

Il capitano delle Matildas ha spiegato che l’interruzione causata dalla pandemia di COVID-19 per loro significherà poter fare uno stop ora, ma anche non avere più soste dai maggiori tornei fino al 2025.

Le migliori calciatrici australiane avrebbero dovuto fermarsi dopo Tokyo 2020, per poi riprendere con il loro normale ciclo di tornei – che comprende la Coppa d’Asia, la Coppa del Mondo e le Olimpiadi, insieme alle varie partite di qualificazione e amichevoli. Ma con le Olimpiadi rimandate all’anno prossimo, le Matildas affrontano un ciclo costante di importanti competizioni e tornei, che si concluderà solo dopo Parigi 2024.

“Ovviamente sappiamo già cosa vorrà dire per noi giocare non-stop per i prossimi 5 anni, ma dobbiamo entrare nella mentalità di dover affrontare le Olimpiadi del prossimo anno, poi la Coppa d’Asia, poi la Coppa del Mondo, e poi di nuovo le Olimpiadi. E questo spaventerebbe chiunque.”

“Non c’è spazio per gli infortuni, non c’è spazio per commettere errori nelle qualificazioni, non c’è spazio per il tempo libero e per la propria famiglia, e non c’è spazio per le ragazze della nostra squadra che saranno in gravidanza – questo è quello che ci preoccupa maggiormente. La gente con capisce quanti sacrifici dobbiamo fare nel calcio femminile.”

Le Matildas si sono già qualificate per Tokyo 2021 grazie alla sfida di andata e ritorno con il Vietnam giocata a marzo, e dopo le Olimpiadi, si recheranno in India per la Coppa Asiatica femminile del 2022. Inoltre l’Australia è in lizza per ospitare la Coppa del Mondo femminile del 2023.

“Cerco di non pensare troppo in là, non voglio sentire la pressione, avevo già programmato il mio intero 2021 ma ora le cose sono cambiate radicalmente”, ha detto Kerr a Fox Sport.

“Pensare che i prossimi cinque anni saranno solo lavoro, lavoro e lavoro ci mette in difficoltà, so che la gente dirà che avremo quest’estate per riposarci e ricaricarci, ma questa non la considero una pausa perché siamo in lockdown e continuiamo ad allenarci. E’ ovviamente una cosa diversa.”

Photo Credit: thewomensgame.com

Settore Giovanile: Desiree Palombi

Settore Giovanile, conosciamo Desiree Palombi.

“È stata la mia prima Stagione con una squadra femminile ed è stato emozionante viaggiare e stare tutte insieme. Nella Roma Calcio Femminile più, che una squadra, ho trovato una seconda famiglia che c’è sempre, sia in campo che fuori.

L’emozione più bella è stata quella di aver segnato nella partita con il Frosinone il mio primo gol della stagione.”

Credit Photo: Roma Calcio Femminile

Netflix annuncia un film sulla Nazionale Femminile degli Stati Uniti 1999

Netflix ha annunciato che realizzerà un lungometraggio sulla squadra della Nazionale Femminile statunitense del 1999 che ha vinto la FIFA Women’s World Cup sul terreno di casa. Il film seguirà la squadra che ha preceduto il torneo, culminato in una vittoria ai rigori contro la Cina al “Rose Bowl”.

La vittoria del 1999 è stata la seconda della USWNT dopo che hanno anche portato a casa l’evento inaugurale nel 1991. La squadra ha continuato a vincere altre due Coppe del mondo, nel 2015 e nel 2019.

Il gigante dello streaming ha acquisito i diritti del libro di Jere Longman, “The Girls of Summer: The US Women’s Soccer Team and How It Changed The World” (Le ragazze dell’estate: la squadra di calcio femminile degli Stati Uniti e come ha cambiato il mondo).

Produzione del film: Liza Chasin (Darkest Hour, Baby Driver, Love Actually) insieme a Hayley Stool e Ross Greenburg.
Produttori esecutivi: Marla Messing (presidente, CEO FIFA Women’s World Cup 1999), Jill Mazursky e Krista Smith

La Coppa del Mondo femminile del 1999 è vista come un momento di trasformazione nella storia del gioco femminile:
– ha dato il via a importanti conversazioni sul genere negli sport
– ha portato a maggiori finanziamenti e riconoscimenti per il calcio femminile in tutto il mondo, incluso il contributo alla creazione della prima lega di calcio femminile nordamericana professionista
– ha ispirato un’intera generazione di giovani ragazze a sognare in grande, aprendo così la strada ad Alex Morgan, Megan Rapinoe e tanti altri aspirare a rappresentare il Team USA
– il difensore della USWNT Brandi Chastain ha prodotto un momento immediatamente iconico quando si è tolta la maglia dopo aver segnato il rigore per la Coppa del Mondo.

“Guardare la squadra americana quell’estate mi ha fatto dimenticare che non avevo soldi e poco più di un sogno per nutrirmi”, ha dichiarato Tendo Nagenda, vice presidente di Netflix Films.

Credit Photo: https://www.90min.com/

Cecilia Salvai, Juventus Women: “Quando è nata la Juventus Women non ho potuto dire di no”

Cecilia Salvai, giovane difensore della Juventus Women, reduce da un infortunio, ha parlato in una diretta Instagram, rispondendo alle domande dei suoi tifosi:

“Ho continuato ad allenarmi nei pochi spazi che avevo a disposizione abitando in appartamento. Mi ritengo fortunata perché convivo con mio marito e il mio cane, qualcosa da fare l’abbiamo sempre trovato. Il preparatore ci inviava costantemente programmi di allenamento personalizzati e ogni giorno si preoccupava dei nostri allenamenti. Ho trasformato la casa in una palestra.
Il mio percorso? Ho iniziato a 14 anni con i ragazzi, poi sono passata in una squadra solo femminile prima di arrivare al Torino ed esordire in Serie A. Poi è arrivato il Verona dove ho vinto il mio primo Scudetto e ho imparato a vivere lontano da casa. Quando è nata la Juventus Women non ho potuto dire di no. Ruolo? Sono nata come terzino, poi Cabrini mi ha spostato al centro della difesa perché mi vedeva meglio li. Mi ispiro a Chiellini e Bonucci anche se mi rivedo più in Barzagli.
Mondiale? Non posso dire che non mi sia dispiaciuto non giocarlo, ma bisogna sapersi adattare e reagire nel modo giusto. Le mie compagne mi hanno regalato gioie immense e mi hanno fatto sentire parte del gruppo anche se ero infortunata.
Campionato? Il discorso da fare sul nostro campionato è diverso da quello che si fa sul calcio maschile, non possiamo viaggiare di pari passo, ma se veniamo messe in condizione di stare in sicurezza secondo me si può riprendere. Da giocatrice dico che vorrei giocare anche perché sono molti mesi già che non giochiamo.”

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Valentina Giacinti, Milan: “Io, Morata, i nonni e la mia Bergamo”

Ospite di Casa Sky Sport, il capitano del Milan Valentina Giacinti ha parlato a tutto tondo della sua storia e di temi attuali, tra videomessaggi e dichiarazioni. Dalla sua avventura a Napoli, da giovanissima, ai Mondiali, fino a parlare della sua città, Bergamo, profondamente colpita dal virus. Queste alcune delle riflessioni dell’attaccante rossonero. (Fonte virgolettati: Sport.Sky.it)

NAPOLI
“A 18 anni andare via da casa non è stato facile e questo mi ha fatto crescere sotto tanti punti di vista, anche perché per la prima volta mi sono dovuta gestire da sola. Ma è stata un’esperienza importante che mi ha fatto crescere molto”.

NONNI
“Mio nonno mi manca tantissimo, soprattutto quando torno a casa la domenica. Mi mancano le sue prediche e il fatto che non mi abbia potuto vedere con la maglia del Milan. Se ne è andato il giorno della mia prima partita in rossonero contro il Bari. Per me è diventato un appuntamento particolare perché quando incontro la squadra pugliese faccio sempre 3-4 gol. Sembra quasi che lui sia lì con me. Non li dimenticherò mai i suoi insegnamenti e quelli della nonna, che parla con me anche se non sono lì con lei. Ha messo la mia figurina gigante sulla sua poltrona e guardano la tv insieme (sorride, ndr).“È bello avere i nonni, ora ne ho solo una, ma li porto tutti nel cuore”.

MONDIALE
“Il Mondiale è stato un momento fantastico. Siamo un grande gruppo e lo abbiamo già dimostrato in Francia la scorsa estate, ma all’Europeo vogliamo fare ancora meglio“.

QUARANTENA
“Mi sono allenata tutti i giorni; ho seguito la dieta della nostra nutrizionista, ma ho anche scoperto…nuove ricette. Ovviamente mi è mancato moltissimo il campo, il Vismara, le mie compagne e il fatto di non poter correre su un prato. Mi è mancato molto anche vedere il mio portiere che raccoglie la palla dietro alla porta, perché significa che ho appena segnato un gol”.

GANZ
“Il mister è malato di calcio e ogni giorno ci invia video dei suoi gol. Ormai li conosco a memoria. Con lui ho un bellissimo rapporto, ed è stato fondamentale per noi. Ci ha trasmesso la sua grinta e la mentalità vincente. Con lui non si molla mai”

MORATA
“Sono innamorata di lui calcisticamente e come persona. Ho avuto il piacere di scambiare con lui dei messaggi e devo dire che è una persona davvero speciale. Non vedo l’ora di poter vedere una sua partita allo stadio, potergli regalare la mia maglia e fargli autografare la sua!”

BERGAMO
E’ stato un periodo davvero difficile. Le prime settimane facevo fatica ad addormentarmi per paura di ricevere telefonate che contenessero brutte notizie. In questo periodo ho perso tante persone che conoscevo: questa cosa mi ha fatto stare molto male. Poi ho capito che era necessario andare avanti. Sta nella forza di ognuno andare avanti e cercare di capire. Io ho avuto la fortuna di avere vicino persone che mi hanno aiutato. E ora sono ancora più legata a Bergamo. I bergamaschi hanno dimostrato ancora una volta di essere persone eccezionali. Orgogliosa di essere una di loro”.

Credit Photo: Andrea Amato

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