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Katharina Pföstl, Unterland Damen: “Il segreto è la motivazione e l’impegno di tutte quante”

Katharina Pföstl, giocatrice dell’Unterland Damen, ha parlato a Calcioinrosa:

“Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 5 anni nella squadra maschile del mio paese, Naturno, in provincia di Bolzano, dove sono rimasta fino ai 15 anni. Poi ho militato per due stagioni nel Brixen in Serie B, oltre a far parte in quel periodo della Nazionale U17. In seguito ho disputato un anno nelle fila del Südtirol e del Maia Alta, e da due anni faccio parte della rosa dell‘Unterland Damen in Serie C. Sin da piccola mi recavo ogni domenica sul campo di calcio per seguire il mio papà, provando forti emozioni nel vedere le partite oltre che tirando i primi calci ad un pallone”.

“L’obiettivo, sin dall’inizio, era quello di ripetere almeno il risultato dell’anno scorso, dove siamo arrivate al terzo posto. Siamo partite ottenendo qualche pareggio, migliorando però partita dopo partita fino ad arrivare al secondo posto, prima che il campionato fosse fermato. La nostra imbattibilità? Il segreto sta nel nostro atteggiamento in ogni partita, l’esperienza di alcune giocatrici, la motivazione e l’impegno di tutte quante ed ultimo, ma non meno importante, la fiducia e il grande sostegno da parte del nostro presidente Fabiano Nardon”.

“Brescia e Vicenza sono le squadre più accreditate per la vittoria finale, mentre a mio parere il Brixen Obi è una delle squadre tecnicamente più forti e con un grande potenziale. Naturalmente non deve essere sottovalutato neanche l’Unterland.”

“Lavoro come operatrice socio assistenziale in una casa di risposo in Alto Adige, è una figura professionale inedita, simile alle mansioni da infermiera, che esiste solo nel nostro paese. Al momento l’obiettivo primario è quello di proteggere gli anziani oltre che noi stessi, rispettando scrupolosamente le regole che ci vengono impartite. Sicuramente non è facile dare conforto ad una platea di persone in avanti con l’età, cosi fragili ed indifese ma siamo fortemente motivate a dare il massimo di noi stesse per cercare di aiutarli il più possibile”. 

Credit Photo: Unterland Damen

Cecilia Prugna, Empoli Ladies: “La Nazionale è l’aspirazione di ogni calciatrice per poter rappresentare il proprio Paese”

Una laurea da festeggiare, una grande stagione con la maglia azzurra, il sogno della nazionale e la voglia di continuare a crescere: la nostra Cecilia Prugna, neo laureata che si è raccontata in un’intervista a TuttoSport.
 
Dottoressa Cecilia Prugna, dovremo chiamarla così d’ora in poi?
«Non credo che al campo mi farò chiamare così, ancora mi suona troppo strano e non mi girerei. Sono veramente soddisfatta. Quando ho saputo che l’avrei fatta per via telematica all’inizio mi è dispiaciuto, ma è stata comunque una bella esperienza. Ho discusso la tesi in videochiamata con i professori e la commissione. In stanza con me, a casa, c’erano i miei genitori che a loro volta hanno videochiamato altri amici e parenti per far assistere anche loro».
 
Si è laureata al Dams con 105/110 e ha discusso una tesi particolare.
«Non sono mai stata legata al voto ma mi ha fatto piacere. Il titolo della mia tesi è “David Bowie, decadentismo e artificio”. Nei confronti di questo artista, che mi ha appassionato come musicista, sono sempre stata combattuta fra attrazione e avversione perché non sempre ho capito tutti quei cambiamenti. E questo mi ha spinto a voler indagare di più».
 
Lei invece nella sua carriera non ha mai cambiato.
«Sono sempre stata nella stessa realtà e praticamente la stessa squadra cioè prima al Castelfranco che poi è diventato Empoli. E sempre con lo stesso allenatore. Mi trovo benissimo qui, sia come ambiente che come staff».
 
Ma ha mai pensato ad un altro club?
«A volte mi chiedo come sarebbe un cambiamento totale. Un po’ mi spaventerebbe ma dall’altra parte mi incuriosirebbe. A Empoli sto bene, a volte penso a come sarebbe una nuova esperienza anche a livello personale».
 
Lei ha un rapporto speciale con il suo allenatore.
«Alessandro Pistolesi mi ha fatto esordire in prima squadra a 14 anni. Mi ha dato fiducia e mi ha fatto crescere. Lo devo ringraziare».
 
Lei è molto giovane ma è già una delle migliori nel suo reparto, si sente anche una leader a Empoli?
«Non mi definirei così perché è Di Guglielmo la nostra leader, ma io credo di essere una sorta di colonna portante anche per quanto conosco l’ambiente».
 
Chi è la migliore della serie A nel suo reparto?
«Giugliano e Cernoia mi piacciono tanto entrambe. Sono le centrocampisti con più qualità, hanno numeri e una marcia in più. Il mio punto di riferimento ed esempio è invece Giulia Orlandi che è stata la prima stagione di serie A con noi».
 
Prima dello stop stavate disputando una buona stagione.
«Stavamo facendo bene, oltre le aspettative iniziali con soddisfazioni di squadre e personali. Per me in più il riconoscimento della convocazione nell’Italia Under 23 con l’esordio in Olanda».
 
Il sogno è la Nazionale maggiore?
«È l’aspirazione di ogni calciatrice poter rappresentare il proprio Paese. Ho voglia di mettermi in mostra, sarebbe un vero sogno che però mi sembra sempre più vicino».
 
Qual è stato il momento più bello della stagione?
«Ne dico due. La vittoria a Milano contro le rossonere e l’esordio al Castellani con la Juventus. Aver avuto la possibilità dalla società di giocare in quello stadio è stato fantastico».
 
Ha realizzato sei reti in stagione. Qual è il gol del cuore?
«Contro il Tavagnacco per l’importanza. È stato bello come realizzazione ed è stato premiato come gol della settimana, ma più che altro è stato decisivo in chiave salvezza».
 
La vostra formazione rappresenta i valori tradizionali dell’Empoli.
«Sì perché è una squadra giovane e anche Pistolesi non si fa condizionare dall’età. Pure il nostro capitano è Di Guglielmo che è cresciuta qui come me e anche lei ha soltanto 23 anni».
 
È stata dura unire il calcio con lo studio?
«Organizzarsi fra Pisa dove sono nata, Empoli dove gioco e Firenze dove avevo le lezioni è stato complicato. Il calcio per fortuna ci prende sempre più tempo però dall’altra parte non c’è un contributo economico che permette di non fare altro. Speriamo cambi a breve qualcosa a livello di professionismo».
 
Durante questo periodo vi allenate?
«Con sedute individuali a casa secondo le tabelle che ci ha dato lo staff. Ci fanno sudare anche da casa ma non vediamo l’ora di tornare al campo».
 
Ha un punto di riferimento nel calcio maschile?
«Il mio idolo è sempre stato David Beckham e da bambina vedevo in continuazione i suoi video. È un calciatore di grande intelligenza».
 
Lei ha scaramanzie?
«Ne abbiamo tutte tantissime. Io, quando siamo a centrocampo, prima del fischio iniziale e i capitani si salutano, mi abbasso, mi tocco le scarpette e penso a tutte le persone che mi hanno permesso di essere lì. In più mi lego sempre un nastro bianco intorno al polso».
 
Quando l’emergenza sarà finita cosa farà?
«Festeggerò tutto insieme, cioè la fine della quarantena e la mia Laurea».
 
Credit Photo: Empoli Ladies

Coronavirus, la FIGC verso l’estensione dell’attuale stagione sportiva al 2 agosto

Il presidente Gravina adotterà una delibera per posticipare la fine della stagione sportiva: “Il mondo del calcio lavora incessantemente per trovare soluzioni alla crisi”.

Si è svolta oggi in video conferenza la riunione periodica tra le componenti federali della FIGC convocata dal presidente Gabriele Gravina per fronteggiare la crisi dovuta alla sospensione dell’attività sportiva per l’emergenza da Covid-19.

Dopo aver aggiornato tutti i partecipanti sulle interlocuzioni con il Governo e sulle ultime indicazioni assunte dalla UEFA, il presidente federale ha annunciato di voler fissare per inizio maggio la riunione del Consiglio Federale nella quale portare in approvazione le norme sulle licenze nazionali, unitamente ai termini di tesseramento per la prossima stagione sportiva. L’incontro odierno si è incentrato sull’aggiornamento dell’impianto regolamentare che terrà conto delle contingenze emergenziali, senza però derogare ai principi di stabilità del sistema professionistico, e che verrà finalizzato nell’incontro già fissato per il prossimo 30 aprile.

Per quanto riguarda invece la ripresa dell’attività, è intenzione del presidente Gravina adottare nelle prossime ore, d’accordo con tutte le componenti federali, una delibera per posticipare al 2 agosto la fine della stagione sportiva 2019/2020. Tale determinazione verrà assunta nel pieno rispetto delle raccomandazioni ricevute dalla FIFA e dalla UEFA, nelle more delle decisioni del Governo e del necessario approfondimento che leghe e AIC faranno in tempi brevi per la definizione del prolungamento dei contratti in scadenza al 30 giugno.

“Il mondo del calcio – dichiara il presidente Gravina – sta lavorando incessantemente e in maniera responsabile per trovare soluzioni concrete e sostenibili alla crisi generata dal Covid-19, comprese quelle necessarie e indispensabili per salvaguardare le competizioni 20/21. Anche per questo merita rispetto, invece di essere strumentalmente utilizzato per polemiche destituite di qualunque fondamento. Ringrazio il Ministro Spadafora per l’attenzione riservata nella riunione di ieri, durante la quale è stato spiegato approfonditamente qual è il nostro approccio: tornare a giocare in sicurezza perché ce lo dice il buon senso e perché ce lo chiedono gli organismi internazionali a cui il calcio italiano è collegato. Confermando quanto affermato durante l’incontro e animati dal consueto spirito di collaborazione, sarà mia cura inviare al CONI il protocollo che abbiamo realizzato, restando a disposizione per eventuali preziose indicazioni. Siamo soddisfatti del costante confronto che stiamo avendo col Ministro per lo Sport, ma anche con quelli della Salute e dell’Economia e delle Finanze, ai quali abbiamo prospettato tutte le misure necessarie. Mi stupisce, invece, dover constatare ancora una volta quanto la tentazione di parlare continuamente di calcio, per la notorietà che da questo discende, induca diversi interlocutori a commentare cose di cui sono evidentemente male informati”.

Credit Photo: FIGC

Vera Indino, coach Lecce Women: “Manca tanto la partita, lo stare insieme”

Vera Indino, tecnico del Lecce Women, ha parlato a Calcio Lecce della sua squadra e della possibile ripresa del campionato:

“Con le ragazze facciamo ogni settimana un programma di allenamenti. Ma è tutto anomalo. Tutto strano. La ripresa? Purtroppo l’aspetto sanitario è importante. Sarà difficile ricominciare in tempi brevi, il calcio è uno sport di contatto e la distanza non si può mantenere. Per quanto si possa cercare di ritornare entro maggio, credo sia difficile, quasi impossibile”.

“Il nostro campionato è finito. Per ripartire si dovrebbero adottare delle misure difficili da mettere in pratica. Forse solo la Serie A potrebbe riuscire ad applicare le regole”.

“La Figc ha sospeso i primi campionati giovanili ed è arduo per tante calciatrici dilettanti mantenersi sul pezzo. Non tutte le ragazze  hanno a disposizione degli spazi ampi. Chi come noi sta in appartamento o in una piccola casa ha difficoltà a lavorare. Ogni sabato ci riuniamo in una chat, parliamo dell’allenamento, di come è andata la settimana. La Federazione secondo me sta solo aspettando i termini corretti per dichiarare chiuso il torneo”.

“Manca tanto la partita, lo stare insieme. Fare la trasferta, incontrare avversarie, ridere e piangere insieme. E’ tutto un insieme di fattori che sta mancando”.

“Il nostro progetto parte da lontano, a ottobre saranno venti anni di attività. L’obiettivo è quello di permettere alle ragazze del territorio di praticare uno sport a livello nazionale. Da anni il calcio femminile deve superare ostacoli di livello culturale e strutturale. Manca una cultura sportiva nel Salento e noi cerchiamo di dare un’opportunità. Il presidente si è innamorato di questa realtà e alle spalle abbiamo una società solida che ci fa sentire tranquilli”.

“In vent’anni di calcio, prima da calciatrice e poi da allenatrice, non mi è mai capitato un campionato così sfortunato. Tanti infortuni in successione, colpite poi tutte le ragazze arrivate quest’anno. Ho dovuto far giocare molte ragazze del settore giovanile”.

Credit Photo: Pagina Facebook Vera Indino

#Distantimauniti: a casa di Mister Matteo Pachera

#RESTIAMOACASA, ma andiamo a fare visita a mister Matteo Pachera, impegnato a fare il padre ma in continuo aggiornamento, anche sul calcio. L’allenatore gialloblù ci racconta le sue giornate, quanto gli manchi il calcio ma come stia cogliendo l’occasione per approfondire gli studi insieme al suo staff. E ai giovani, con cui ha lavorato per anni sia in ambito maschile che femminile, dice: «Non perdete tempo».

 
 

Mister, come trascorre le sue giornate?
“In questo periodo particolare anche io, come tutti, sono chiuso in casa. Passo il tempo dedicandomi alla famiglia e ai miei due bambini, sto facendo il padre e dunque faccio cose che magari finora ho fatto poco insieme a loro. Mi diverto tantissimo e poi, quando loro mi danno la possibilità, mattina presto o tarda serata, mi dedico alle mie passioni: la lettura, lo studio e l’approfondimento del calcio”.

Quanto è difficile rimanere lontano dai campi?
“Il calcio è una passione che coltivo da quando ero bambino. In questo periodo di inattività mi manca molto, così come il confronto con lo staff e le ragazze. Mi manca allenare la squadra e vederla sul campo, perché per me è una cosa meravigliosa. Inoltre mi manca di sicuro l’adrenalina del pre-partita. Speriamo che questo periodo duri ancora poco, in modo da ritornare a vivere queste emozioni”.

È sempre in contatto con lo staff?
“Certamente, con lo staff ci sentiamo ogni settimana: con Silvia Fuselli, con Andrea Bellini, con Matthias Castiglioni. Silvia giustamente diceva che questo è un periodo in cui ci si può aggiornare e deve essere così, perché il calcio va studiato sempre. Adesso che si ha il tempo, almeno personalmente, per studiare il calcio, lo faccio, anche con lezioni online in modo tale da riordinare le idee e ripartire il meglio possibile”.

Andrea Bellini si è detto felice del coinvolgimento della squadra, anche da casa…
“Le ragazze si stanno allenando da casa, sono molto coinvolte e questo è merito del Prof Andrea Bellini e di tutti i programmi d’allenamento che ha assegnato alla squadra. So che loro non vedono l’ora di ricominciare”.

L’Hellas Verona ha un conto in sospeso con il campionato?
“Abbiamo un conto in sospeso con il campionato, dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo che è quello della salvezza. Tutti non vediamo l’ora di ritornare in campo e poter così dimostrare che questa squadra è da Serie A”.

Ha lavorato molto con i giovani: ora che i campionati sono sospesi cosa si sente di dire a un giovane calciatore o a una giovane calciatrice?
“La giovinezza è il periodo della costruzione, quindi il consiglio che posso dare io ai giovani, soprattutto in questo momento, è di non perdere tempo. Anche in questi momenti difficili si può costruire il proprio futuro. E soprattutto siate molto creativi”.

Credit Photo: Hellas Verona Women

Cristiana Girelli, nel giorno del suo trentesimo compleanno: “Desidero svegliarmi felice ogni mattina”

Un sorriso per Cristiana Girelli, che ha spento le candeline per il suo compleanno. L’attaccante bianconera, che abbiamo visto qualche settimana fa in “A Casa con la Juve”, è stata oggi ospite di Sky in questa occasione speciale, e ha ricevuto tantissimi auguri, dalle sue compagne di squadra e da uno dei suoi idoli da tifosa bianconera: Alessandro Del Piero.

Smaltita l’emozione, Cristiana ha raccontato questo periodo, il suo presente e il suo futuro: «L’idea era quella di fare una super festa, però la vita è imprevedibile». Sulla stagione bianconera: «Non vedo l’ora di ricominciare, mi sto allenando per mantenere questa striscia positiva e magari tornare presto a festeggiare: anche quando siamo uscite dal Mondiale, smaltita la delusione, non vedevo l’ora di ricominciare». Un ricordo anche al grande evento dell’Allianz Stadium, di cui è stato l’anniversario poche settimane fa: «L’anno scorso stavamo finendo il campionato; la partita all’Allianz è stata indimenticabile, ricordo l’emozione quando abbiamo saputo che lo stadio sarebbe stato sold-out. La posta in palio era altissima, ci giocavamo lo Scudetto. Una festa nella festa».

Dal passato al futuro… in bianconero: «Non mi vedo con altre maglie rispetto a quella della Juve, perché penso di aver raggiunto il massimo livello: giocare qui è un onore. Uno dei miei obiettivi? La finale di Champions League a Torino nel 2022. Mi piace sognare in grande, io voglio sempre vincere. L’unica cosa che possiamo fare è allenarci e migliorare, perchè il tempo passa».

Infine, tre desideri di compleanno: «Il primo è tornare alla normalità, il secondo togliermi tante soddisfazioni nel mondo del calcio e il terzo svegliarmi felice ogni mattina».

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Ufficiale il rinvio degli Europei: si giocheranno in Inghilterra dal 6 al 31 Luglio 2022

Il Comitato Esecutivo UEFA, riunitosi oggi in videoconferenza, ha ufficializzato che gli Europei femminili – inizialmente programmati per il 2021 – si disputeranno in Inghilterra dal 6 al 31 luglio del 2022. Le città ospitanti e gli stadi resteranno gli stessi già annunciati.

Lo slittamento di un anno si è reso necessario per garantire la massima visibilità al torneo, evitando la concomitanza – nell’estate 2021 – con gli Europei maschili e le Olimpiadi. “Quando abbiamo dovuto prendere una decisione urgente sul rinvio di UEFA EURO 2020, abbiamo sempre avuto in mente l’impatto su UEFA Women’s EURO 2021 – spiega il presidente UEFA Aleksander Ceferin – ed abbiamo valutato attentamente tutte le opzioni, con l’impegno per la crescita del calcio femminile come primo punto del nostro agire. Spostando gli Europei di un anno, ci assicuriamo che il torneo di punta del calcio femminile sarà l’unico grande evento calcistico dell’estate, fornendogli così l’attenzione che merita”.

“È stata la scelta migliore, ha vinto il buon senso – il commento della Ct Milena Bertolini – Una decisione presa per il bene del calcio femminile e per favorirne la crescita, garantendo all’evento la migliore visibilità”.

Credit Photo: FIGC

Ripresa degli allenamenti. Sibilia: “Aspettiamo al più presto risposte dal Governo”

“Attendiamo il nuovo protocollo, fiduciosi e con impazienza” – ha dichiarato il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia al termine del vertice con il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e le componenti della FIGC. “Il Governo ha preso del tempo per decidere in ragione del volume così elevato della nostra attività – ha spiegato Sibilia – Il Ministro si è impegnato ad approfondire la questione del calcio di base con la FMSI. Auspico, nell’interesse generale, di ricevere al più presto un’indicazione definitiva su un nuovo protocollo da adottare”.

Credit Photo: LND

Il Comitato Esecutivo approva linee guida per qualificazione a competizioni UEFA per club

Il Comitato Esecutivo UEFA si è riunito oggi in videoconferenza e ha ricevuto aggiornamenti sui gruppi di lavoro istituiti in collaborazione con la European Club Association (ECA), le Leghe Europee (EL) e FIFPRO Europe. Dei due scenari esaminati dal gruppo di lavoro per il calendario, entrambi prevedono che il calcio a livello nazionale inizi prima delle competizioni UEFA per club; uno dei due prevede la gestione delle competizioni in parallelo mentre l’altro prevede di completare le partite dei campionati nazionali prima della ripresa delle partite UEFA ad agosto.

Il Comitato ha ascoltato il resoconto del lavoro del neocostituito sottogruppo Medico, presieduto dal professor Tim Meyer, che sta esaminando le questioni sanitarie relative alla ripresa del calcio e sta lavorando a fianco dell’ECA e dell’EL per collegare il lavoro già svolto da leghe e club, ed elaborare una serie di linee guida che si allineino ai migliori protocolli sanitari disponibili. Il Comitato ha apprezzato l’unità dimostrata dal calcio europeo e l’attenzione posta sulla priorità della salute nel cercare di stabilire un percorso per la ripresa del calcio.

In seguito alle rimostranze delle autorità calcistiche di Belgio e Scozia, il Comitato riconosce le questioni sollevate e ha approvato le linee guida sui principi di ammissibilità alle competizioni UEFA per club del 2020/21. Le linee guida riflettono il principio che l’ammissione alle competizioni UEFA per club si basi sempre sul merito sportivo.

Pertanto, la UEFA esorta le federazioni nazionali e le leghe a considerare tutte le possibili opzioni per portare a termine le più importanti competizioni nazionali che danno accesso alle competizioni UEFA. Tuttavia, la UEFA sottolinea che la salute dei giocatori, degli spettatori e di tutti coloro che gravitano attorno al mondo del calcio, debba rimanere la preoccupazione principale in questo momento.

Lo scenario ideale, qualora la situazione sanitaria lo consenta, è quello di completare le competizioni nazionali attualmente sospese, consentendo ai club di qualificarsi per le competizioni UEFA in base al merito sportivo nel formato originale. Se questo risultato non fosse possibile, in particolare a causa di problemi di calendario, sarebbe preferibile che le competizioni nazionali sospese ricominciassero con un formato diverso, in modo da facilitare comunque le squadre a qualificarsi in base al merito sportivo.

Pur facendo tutto il possibile per completare le competizioni nazionali, le Federazioni nazionali e/o le leghe potrebbero avere motivi legittimi per terminare prematuramente le loro competizioni nazionali, in particolare nei seguenti casi:

• esistenza di un ordine ufficiale che vieti gli eventi sportivi in modo tale che le competizioni nazionali non possano essere completate prima di una data che consentirebbe di completare la stagione in corso in tempo utile prima che inizi la stagione successiva.

• insormontabili problemi economici che renderebbero impossibile la conclusione della stagione perchè metterebbero a rischio la stabilità finanziaria a lungo termine della competizione nazionale e/o dei club.

Se una competizione nazionale viene prematuramente interrotta per motivi legittimi in conformità con le condizioni di cui sopra, la UEFA richiederebbe alla Federazione Nazionale interessata di scegliere le squadre per le competizioni UEFA per club 2020/21 in base al merito sportivo nelle competizioni nazionali 2019/20:

• la procedura per la scelta dei club dovrebbe basarsi su principi obiettivi, trasparenti e non discriminatori. Le Federazioni nazionali e le leghe dovrebbero altrimenti avere la possibilità di decidere le posizioni finali nelle loro competizioni nazionali, tenendo conto delle circostanze specifiche di ciascuna competizione;

• la determinazione finale dei posti idonei per le competizioni UEFA per club dovrà essere confermata dagli organi competenti a livello nazionale.

La UEFA si riserva il diritto di rifiutare o valutare l’ammissione di qualsiasi club proposto da una federazione nazionale da una competizione nazionale anticipatamente interrotta, in particolare laddove:

• le competizioni nazionali non siano state terminate prematuramente in base ai motivi indicati nelle presenti linee guida UEFA o sulla base di altri motivi legittimi di salute pubblica;

• i club non sono siano scelti secondo una procedura obiettiva, trasparente e non discriminatoria, e i club selezionati non possano essere considerati qualificati per merito sportivo;

• esista una percezione pubblica di ingiustizia nella qualificazione del club.

Fiorentina Women’s, Antonio Cincotta: ci mancano le sfide e i tifosi; supportiamo chi rischia di perdere tutto

Il tecnico della Fiorentina Women’s, Antonio Cincotta, è intervenuto alla trasmissione colpo di tacco. Nel corso del suo video messaggio, il coach viola ha voluto raccontare l’esperienza che sta continuando a vivere assieme alla sua squadra. “Usiamo la fantasia per immaginarci come sarà il ritorno sul campo per affrontare le sfide che ci attendono”. Le toscane sono sempre attese dal doppio confronto con il Milan in orbita Champions League e semifinale di Coppa Italia. La ripresa sembra sempre più vicina, ma l’allenatore lombardo ha voluto comunque sottolineare la difficile situazione in cui versa l’Italia.

“Sono giorni difficili, specie per quanto avviene ora negli ospedali. Noi siamo dei privilegiati a rimanere in casa perché significa che stiamo bene”. Cincotta non ha poi risparmiato una piccola stoccata al mondo della politica. “Non si riesce a capire chi deve riaprire prima e perché. Ci dicono che le mascherine ora sono necessarie ma non vengono indossate da loro nel corso delle varie conferenze. Si è creata una situazione caotica e noi dobbiamo rimanere lucidi e dare il nostro piccolo contributo”. 

Proseguendo nel suo intervento, il mister viola propone tre punti per contribuire ad alleggerire questa situazione. “1) allenarsi per tornare presto in campo, 2) rispettare le norme di sicurezza, 3) aiutarsi a vicenda”. E qui il tecnico delle toscane rivolge un appello affinché si aiutino quelle aziende che stanno soffrendo e rischiano il collasso economico. “Ci sono molti ristoratori bravi a Firenze, dobbiamo aiutarli e sostenerli per quanto possibile”.

Cincotta si è poi rivolto ai tifosi della Fiorentina: “loro ci mancano e noi manchiamo a loro. Speriamo di rientrare al più presto per tornare a regalargli emozioni”, ha concluso l’allenatore gigliato.

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