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Sevina Bylykbashi, Perugia: “La squadra è come un pugno… bisogna stare tutti insieme, come una famiglia”

Sevina Bylykbashi, classe 1996, ha iniziato a giocare come tutti i bambini: “In un campo vicino a casa con i miei cugini in un paesino di Durazzo, in Albania. Era l’unico campo e ci ritrovavamo tutti là. Giocavo ovunque, partivo da dietro poi andavo in attacco e tornavo in difesa, qualche volta stavo anche in porta. Non badavamo ai ruoli, giocavamo e basta. A 13 anni sono arrivata in Italia e dopo un anno sono entrata nella Grifo Perugia. Ho cominciato nella Primavera poi un po’ per volta sono arrivata in prima squadra”.

La rete che ricorda con maggiore piacere risale al girone d’andata della stagione scorso: “Eravamo in casa del San Marino Academy. Stavamo perdendo 1-0, sono entrata e dopo 2 minuti ho segnato. Mi sono ritrovata tutte le compagne addosso, è stato davvero emozionante”.

Nonostante sia un’attaccante, il suo giocatore preferito è un centrocampista: “Mi è sempre piacuto tantissimo Frank Lampard. Il primo regalo di mio cugino è stato una sua maglietta, da lì ho cominciato a seguirlo quando giocava al Chelsea”.

Il concetto di squadra per Sevina è fondato su qualità umane prima ancora che calcistiche: “La squadra deve essere tale in tutto e per tutto, nei momenti di difficoltà ti deve aiutare. Come diceva una mia vecchia mister la squadra è come un pugno. Bisogna stare tutti insieme, come una famiglia”. Sevina è molto autocritica: “Ogni partita mi dico che ho sbagliato e che dovevo giocare meglio. Anche quando gioco bene per me non è abbastanza”.

Sevina vede il calcio anche nel suo futuro: “Un giorno mi piacerebbe diventare un’allenatrice”.

Photo Credit: Perugia Calcio Femminile

Alia Guagni: “Se i miei muscoli non vi piacciono…bhe potete guardare altrove!”.

Attraverso il proprio account Instagram, il capitano della Fiorentina Women’s Alia Guagni ha voluto mandare un bel messaggio sul giocare a calcio ed esser donna. A corredo di una foto di lei vestita da sera con il pallone ai piedi, ha scritto:
aliaguagniDicevano “non giocare a calcio che diventi un maschiaccio” !Come se fosse lo sport che pratico a cambiare ciò che sono!
Questa sono io!
Una donna che ama giocare a calcio, lottare su ogni pallone e sudare su un campo verde con gli scarpini ai piedi!
Ma sono anche una una donna che ama indossare un bel vestito, truccarsi e andare a eventi mondani!
Due facce della stessa medaglia!
Di professione faccio la calciatrice e ne vado assolutamente fiera, e se i miei muscoli non vi piacciono…bhe potete guardare altrove!😉
La femminilità risiede in ciò che sono, dentro e fuori dal campo!
#SBEEEM

Ps. Mi dispiaceva aver indossato questo bellissimo vestito (@elisabettafranchi e @matteozucchini) una sola volta 😝 •

#happymoment #lovemylife #lovemyjob #soccerlife #fashion #beauty #femminilità #pasquaalternativa #proudofme #dresses #smile
Credit Photo: Alessio Boschi

La Chelsea Fundation crea delle scuole di calcio virtuali per giovani calciatori a casa

Le scuole di calcio di Pasqua sono state cancellate a causa delle linee guida del governo che riguardano la pandemia di coronavirus, ma la Chelsea Foundation ha dato via a delle scuole di calcio virtuali per giovani calciatori in erba.

“Per la prima volta per la nostra fondazione, offriremo sessioni online per ragazzi e ragazze dai 4 ai 14 anni durante le tradizionali vacanze di Pasqua. A partire da questa settimana, questa esperienza unica porta i nostri allenatori direttamente a casa vostra con video speciali della Fondazione disponibili quotidianamente per consentirvi di accedere e prendere parte a quando e dove puoi”.

Tutte le sessioni sono disponibili GRATUITAMENTE. Nessuno spazio? Nessun problema. Le sessioni sono appositamente progettate per la casa. Tutto ciò di cui hai bisogno è una palla e un dispositivo con Internet per guardare i video. Nessuna attrezzatura speciale da calcio richiesta!

Photo Credit: chelseafc.com

Raffaella Giuliano:”Sogno il master, L’America un’esperienza di vita”.

Quando si parla di calciatrici-futuro del calcio femminile italiano si fanno tanti nomi da Marta Mascarello a Sofia Cantore e via dicendo. Ma alcune stelle del nostro calcio stanno crescendo nella terra dei sogni, gli Stati Uniti.

Da qualche anno la East Tennessee State University ospita ragazze da tutto il mondo che grazie alla borsa di studio possono volare negli States per studiare e per giocare a calcio. Tra queste ci sono anche le italiane. Cecilia Re ed Eleonora Goldoni sono due esempi, ma oggi, in collaborazione con il Quotidiano On Line,  si racconterà ai nostri microfoni Raffaella Giuliano, Terzino sinistro, classe 1998.

Raffaella come hai iniziato a giocare a calcio? Qual è stata la tua prima squadra? Ho iniziato a giocare grazie a mio fratello, giocavamo spesso insieme nel terrazzo di casa poi a 8 anni mi sono iscritta, sempre con lui, nella società vicina a casa mia, la Us Caianello, dove ho seguito tutta la trafila. Dopo 5 anni, mi sono trasferita nella società del Napoli femminile.

Hai un calciatore preferito o ti ispiri a qualche d’uno? Non ho un calciatore preferito, mi piacciono molto Kakà ed essendo tifosa napoletana Marek Hamšík, oltretutto indosso il suo numero. Mi piacciono per la loro personalità ed il loro atteggiamento sia dentro che fuori dal campo.

Che genere di avventura stai vivendo negli Stati Uniti? Cosa fai? È l’esperienza di una vita, la più bella e me la sto godendo a pieno dato che è organizzato tutto per il meglio. Le mie giornate sono divise tra allenamenti e lezioni, oltretutto lavoro in una palestra del campus. In questi anni ho creato dei grandi rapporti sia con le mie connazionali sia con le compagne di squadra, c’è un grande scambio culturale dato che ognuna di noi arriva da ogni parte del mondo.

Ci racconti il tuo primo impatto con allenamenti e cultura del paese? Il mio primo impatto per quanto riguarda gli allenamenti, ovviamente, ho trovato tutto diverso. Sono abituata ad allenarmi più sulla tattica mentre qui puntano molto sulla fisicità, diciamo che la tattica è toccata meno. Dal punto di vista culturale, all’inizio mi sembrava tutto strano, le abitudini, i modi di fare ecc. Poi con il tempo poi mi sono abituata a tutto ciò.

Il mister è di casa oppure no? Com’è il rapporto con lui? Per i primi due anni e mezzo ho avuto il mister che mi ha portata in America ed era gallese, mi trovavo benissimo con lui e gli devo molto per quello che ha fatto per me, poi a Dicembre scorso se ne andato è al suo posto è arrivato un mister Americano. Sto cercando comunque di impegnarmi per creare un bel rapporto anche con lui.

Come si svolge la vostra stagione? Contro chi giocate? Giochiamo in due semestri, uno chiamato Fall che si gioca da agosto a dicembre e l’altro si chiama Spring che va da gennaio a maggio.

Il calcio gioca da agosto a dicembre, giochiamo dalle due alle tre partite alla settimana e facciamo parte del campionato NCAA, siamo nella prima divisione della Southern Conference.

È diviso in fasi, la prima è la Pre-Season: Amichevoli per il Ranking dell’università; poi si passa al Campionato e in base alla classifica si accede alla fase di Tournament; chi vince si qualifica per la fase nazionale, dove si gioca un vero e proprio campionato nazionale. Noi purtroppo non siamo mai riuscite a qualificarci per la fase nazionale perché dopo una certa fase ti ritrovi a giocare contro università veramente forti.

Il tuo sogno nel cassetto? Il mio sogno nel cassetto è di tornare presto a giocare sperando che questa situazione passi presto, comunque voglio prendere un master e continuare a giocare, non mi precludo nessuna esperienza, mi piacerebbe soprattutto in giro per l’Europa.

Alessandra Nencioni, Napoli: “Ci teniamo a portare a termine quello che abbiamo cominciato”

Alessandra Nencioni, giocatrice del Napoli Femminile, ha parlato a Il Mattino, riflettendo sulla situazione attuale, sui suoi obiettivi e sui suoi progetti futuri:

“Qui in Portogallo la situazione è tranquilla , anche perchè hanno chiuso tutto prima che le cose diventassero critiche. Il calcio mi manca, da quando il campionato è stato sospeso non facciamo altro che pensare alla promozione in A che avremmo voluto conquistare sul campo. Ci teniamo a portare a termine quello che abbiamo cominciato e giocare in A l’anno prossimo sarebbe bellissimo. Mancano 7 gare e vorremmo giocarle, anche se sappiamo sarà difficile”.

“I rimborsi spese ridotti del 50%? Quando lo abbiamo saputo abbiamo reagito bene perchè sappiamo che molte altre ragazze in altre squadre non prenderanno un euro. Ci è venuto scontato dire grazie al nostro presidente Carlino, anche perchè sappiamo benissimo in che situazione siano gli sponsor”.

“In questo periodo sto studiando un corso online presso il “Johan Cruijff Institute, un corso su sport, marketing e management intitolato all’ex campione e allenatore olandese. Tutto in inglese, che so bene avendo giocato in America con la maglia del Seattle. Poi ovviamente videochiamate con le mie compagne di squadra e poi coltivo anche le mie altre due passioni: la cucina e la musica”.

Credit Photo: Facebook Alessandra Nencioni

A partire dal 2023 le calciatrici olandesi avranno una retribuzione pari a quella degli uomini

L’associazione calcistica olandese ha stabilito che a partire dal 2023, la squadra di calcio femminile della nazionale olandese riceverà la stessa retribuzione dei membri della squadra maschile.

Il primo aumento sostanziale della retribuzione è entrato in vigore dopo la Coppa del Mondo e si protrarrà fino ai prossimi campionati europei in Inghilterra (posticipati al 2022).

Tra il 2021 e il 2023 il pagamento aumenterà di nuovo fino a raggiungere il livello della squadra maschile, ha affermato il KNVB.

“Questo è un grande passo avanti… ma soprattutto è un messaggio forte per la parità di genere” ha dichiarato la giocatrice olandese Vivianne Miedema.

Photo Credit: dutchnews.nl

Mizuho Kato, Tavagnacco: “In Germania il calcio è cresciuto molto negli ultimi anni”

Mizuho Kato, centrocampista centrale del Tavagnacco adattabile anche in difesa, ex nazionale e nella massima serie nipponica dove ha collezionato 120 presenze e 20 reti, ha parlato a Football Zone Web della sua esperienza in Germania:

“Ho sempre voluto andare a giocare all’estero. Avevo pensato anche di disputare la Nadeshiko League, ma penso che per quello non sia troppo tardi quando sarò tornata in Giappone. Quando mi sono trasferita in Germania non riuscivo assolutamente a parlare ma nonostante ciò non mi sentivo persa e ansiosa. La cultura, i valori e lo stile di gioco del calcio erano davvero diversi ma tutto ciò che sentivo era eccitazione. Nel calcio, gli atleti tedeschi sono benedetti dal punto di vista fisico e non si difende per temporeggiare e far ritardare l’attacco dell’avversario. Li si difende per schiacciarlo e ottenere la palla. In Germania il calcio è cresciuto molto negli ultimi anni”.

Credit Photo: Vanni Caputo

L’India annunciata come paese ospitante della Women’s Asian Cup 2022

L’Asian Football Confederation (AFC) ha annunciato che la prossima puntata del primo torneo internazionale di calcio femminile delle confederazioni (Women’s Asian Cup 2022) sarà ospitato dall’India per la seconda volta nella sua storia. Per la prima volta dal 2003 più di 8 squadre saranno presenti con l’AFC che aumenterà il numero di partecipanti, nell’edizione del 2022, a 12 squadre.

Dopo aver ospitato il torneo nel 1980 e aver ospitato anche la Coppa del Mondo Femminile FIFA U-17 del 2020, l’India ha battuto la candidatura del Taipei e dell’Uzbekistan per i diritti di hosting.

Le 12 nazioni in competizione saranno composte da tre gruppi di quattro squadre e serviranno anche come percorso di qualificazione alla Coppa del Mondo Femminile FIFA 2023. L’Australia ha partecipato alla prima Coppa d’Asia Femminile nel 1975 e ha partecipato ad ogni edizione da quando è passata dalla Confederazione Calcistica dell’Oceania nel 2005, raggiungendo almeno la fase della semifinale della competizione in tutte le loro cinque presenze.

Le Westfield Matildas hanno vinto la competizione per l’ultima volta nel 2010, quando hanno sconfitto la Corea del Nord con un rigore nella finale al Chengdu Sports Center in Cina, diventando la prima squadra nazionale femminile a vincere titoli continentali in due confederazioni. L’Australia è stata rappresentata anche l’ultima volta che l’India ha ospitato il torneo, con una squadra “Western Australia” che ha raggiunto la fase a eliminazione diretta nel 1980 dopo aver concluso al quarto posto nella fase a gironi.

Le date e le sedi della Women’s Asian Cup 2022 saranno confermate dall’AFC in un secondo momento.

Photo Credit: AFC Asian Cup

Il Parma Femminile U17 dona l’intera somma di sanzioni di squadra raccolte durante la stagione

Sono davvero tantissime le persone che stanno partecipando all’iniziativa del Parma Calcio a favore de #LaSquadraPiùForteDiParma, l’equipe sanitaria dell’Ospedale Maggiore di Parma che sta fronteggiando l’emergenza sanitaria in atto 💪🏻

Un significativo gesto è stato fatto anche dal Parma Femminile Under 17, che ha deciso di donare l’intera somma delle sanzioni di squadra che lo Staff Tecnico ha raccolto durante questa stagione! Ogni contributo è importante, uniti siamo più forti!

Scopri di più bit.ly/la-squadra-più-forte-di-parma

Photo Credit: parmacalcio1913.com

Lisa Alborghetti, Inter TV: “Speriamo che tutto questo ci possa servire da lezione”

Lisa Alborghetti ha parlato ad Inter TV della situazione e della sua vita attuale:

“Io sto bene è un momento particolare e si cerca di stare sereni in casa, nonostante purtroppo io viva a Nembro in una delle zona più colpite. Si cerca di andare avanti pensando alle cose positive. È stato un mese complicato qui. Per gli allenamenti ho la fortuna di avere un bel giardino quindi mi arrangio li, sono ben attrezzata, anche se certe volte devo cercare di evitare i miei cani che disturbano (ride ndr)”.

“Ho la passione per il giardinaggio e per la falegnameria, proprio in questi giorni sto costruendo qualcosa, vediamo cosa viene fuori. Ma soprattutto ho la fortuna che a mio marito piace cucinare ed è molto bravo. In assenza di Tarenzi lui è anche la vittima dei miei scherzi, ma non ottengo lo stesso risultato (ride ndr)”.

“La passione per il calcio è nata fin da piccolissima. Giocavo con mio fratello all’inizio e poi fu mia mamma ad iscrivermi perchè aveva un amico che allenava. Avevo 4 anni. Da li poi negli anni ha cercato di farmi fare anche altri sport ma io ormai ero andata, e non ho più smesso. Sono stata molto fortunata ad avere i miei genitori che mi hanno sostenuta, perchè spesso non è cosi”.

“Questo momento ci sta facendo capire che probabilmente ci stiamo autodistruggendo e che non lo capiamo finché non ci battiamo la testa. Speriamo che tutto questo ci possa servire da lezione anche perchè tornare alla vita di prima la vedo una cosa impossibile. Speriamo ci serva per capire cosa è davvero importante, come stare con i propri cari, capire che i soldi non contano nulla, rispettare la natura e chi è meno fortunato di noi. Attiviamo l’emotività che spesso soffochiamo per soldi o per ambizioni lavorative”.

Credit Photo: Matteo Papini, FotoItaliaSport

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