Home Blog Pagina 5008

Bethany Mead: “Non abbiamo paura degli Stati Uniti”.

L’Inghilterra ha preso il suo posto nella semifinale di Coppa del Mondo con un’impressionante vittoria contro la Norvegia mentre i suoi avversari hanno eliminato la Francia venerdì sera. Gli Stati Uniti sono i campioni in carica, l’Inghilterra sa che non avrà vita facile se vuole arrivare alla finale della Coppa del Mondo il 7 luglio.

“Sono il tipo di squadra che è stato lì e l’ha fatto, hanno vinto una finale, hanno vinto un’Olimpiade, hanno vinto un Mondiale”, ha detto Bethany Mead. Hanno la maggior esperienza in queste situazioni e sono una squadra di alto livello, piena di atleti. Sarà una partita difficile. Penso che come squadra non c’è nulla da temere. Dobbiamo solo essere pronti. Stiamo prendendo slancio e crescendo nel torneo. Stiamo giocando un buon calcio e stiamo provando a farlo costantemente per 90 minuti “

“In quanto squadra, generalmente non amiamo festeggiare subito, ma siamo nella semifinale di una Coppa del Mondo, è una sensazione incredibile. Ha dimostrato quanto significasse per noi, vincere come abbiamo fatto in un’occasione così importante e arrivare ad una semifinale. C’è sicuramente una grande fiducia nel team, un grande stare insieme e crediamo davvero di poter andare avanti e vincere. Dobbiamo solo farlo sul campo ora. “

Credit Photo: Pagina Facebook Ufficiale

Alia Guagni : “Sconfitta che brucia, ma ci servirà per crescere e tornare più forti di prima”

La giocatrice viola Alia Guagni ha commentato a Sky Sport l’eliminazione della Nazionale femminile del Mondiale: “È una sconfitta che brucia e che ci fa stare male adesso, ma ci servirà per crescere e tornare più forti di prima. Ho realizzato il mio sogno da bambina, siamo state qua ed è stato emozionante, esperienza incredibile. Senso di appartenenza? Invito tutti a continuare a seguirci, tutti hanno aperto gli occhi: è una realtà bellissima e possiamo dare tanto. Soprattutto se ci sono tanti che credono in noi ogni giorno e ogni minuto di ogni partita”.

Credit Photo: FIFA Women’s World Cup

È termina ai quarti l’avventura delle ragazze Mondiali

È giunto al termine il sogno mondiale dell’Italia, sconfitta dall’Olanda ai quarti di finale della competizione.

Due reti nel corso della ripresa, entrambe di testa, realizzate da Miedema al 70’ e da Van der Gragt dieci minuti dopo hanno condannato le Azzurre all’eliminazione dopo una bellissima cavalcata.

Elisa Bartoli, partita ancora titolare ha lasciato il campo all’intervallo per un problema fisico. Nella ripresa, al 75’ minuto ha fatto il suo esordio Mondiale Annamaria Serturini.

Grazie a tutte le Azzurre per le emozioni che ci hanno regolato durante questo Mondiale 👏

Credit Photo: Claudio Bosco, LivePhotoSport

Universiadi, Oddo: “Indelebile il ricordo della finale del ‘97.”

Massimo Oddo, nuovo allenatore del Perugia, titolare nella formazione che nel 1997 vinse la finale contro la Corea del Sud: l’Italia conquistò per la prima volta l’oro nel calcio alle Universiadi. All’epoca il difensore aveva vent’anni: quell’oro fu la prima di una lunghissima serie di vittorie straordinarie tra cui il Mondiale 2006 e una Champions’ League con il Milan nel 2007. Con grande sincerità ricorda la sua poca voglia di partecipare all’Universiade all’inizio.

““Lo stadio era pieno, c’erano 40.000 persone. Faceva un caldo pazzesco e i coreani sbucavano ovunque, correvano tantissimo. Ma noi ormai volavamo, avevamo un entusiasmo pazzesco e vincemmo 3-0. Fu la conclusione di una fantastica avventura, l’apice di un percorso che non ho mai dimenticato. Una delle più belle esperienze della mia vita.

Non volevo andarci. Giocavo con il Lecco ma ero del Milan. Ero più concentrato sulla preparazione con la squadra, volevo fare bene lì. E anche il Milan non era entusiasta di farmi andare. Mi convinse l’allenatore Paolo Berrettini. Fu una molla importante, perché mi voleva a tutti i costi e la sua stima mi lusingò. Alla fine invece è diventata un’avventura bellissima, non solo per la vittoria, ma anche dal punto di vista umano.

I media non ci seguivano, per l’Italia non esistevamo. Molti dei miei compagni venivano dai Dilettanti e non riuscivano neanche a capire quale dovesse essere l’approccio a questa competizione. Noi andavamo avanti e ci prendevamo gusto e quando arrivò la finale tutta l’Italia ci aveva scoperto, compresa la stampa. All’improvviso rappresentavamo davvero l’azzurro italiano e mi ricordo che ci fu un boom di ascolti in tv oltre che lo stadio esaurito. E dire che all’inizio la partita la trasmettevano in differita su Rai 3….
Oggi c’è un’attenzione diversa e comunque anche allora era una bella vetrina internazionale. Io fui chiamato a fare un provino per il Newcastle, per esempio. Può essere un’occasione per i ragazzi.”

 

Credit Photo: Pagina Facebook Massimo Oddo

 

 

Sarina Wiegman, coach Olanda: “C’è un notevole spirito di squadra e la grande convinzione che possiamo fare bene”

Di seguito le dichiarazioni di Sarina Wiegman, allenatore delle orange, al termine della partita contro l’Italia vinta 2-0.
“Non sono molto stupita di quanto lontano siamo arrivate, ma sono molto orgogliosa della squadra. Penso che le nostre giocatrici siano molto brave, ma le cose sono cambiate molto dai Campionati Europei: abbiamo guadagnato parecchia fiducia ma abbiamo avuto anche bisogno di perfezionare il nostro gioco per gareggiare al livello in cui siamo in questa Coppa del Mondo. In alcuni momenti abbiamo avuto fortuna, ma c’è un notevole spirito di squadra e la grande convinzione che possiamo fare bene. L’aggettivo “orgogliosa” è più adatto che “stupita”.”

Credit Photo: FIFA Women’s World Cup

Il calcio femminile in rampa di lancio

“Comunque vada, sarà un successo”. Qualcuno ricorderà senz’altro, il tormentone lanciato da Piero Chiambretti in un Festival di Sanremo di diversi anni fa ed oggi, più che mai azzeccato, per la nazionale azzurra allenata da Milena Bartolini.

Indipendentemente dall’esito finale comunque abbastanza dignitoso e positivo, considerando le premesse da cui si era partiti (essere fra le prime otto al mondo, dopo aver ceduto solo alle olandesi campionesse continentali in carica e fatto meglio di compagini ben più accreditate come Giappone e Australia), non c’è dubbio che il calcio “in rosa” potrebbe aver ricevuto quella spinta, anche in termini di visibilità ed interesse, che gli mancava affinché possa definitivamente consacrarsi anche alle nostre latitudini.

Dopo aver vissuto per interi decenni nella penombra dei colleghi uomini è arrivato il momento della rivincita per il gentil sesso anche nel football, alla faccia delle discriminazioni e del sessismo che ancora sono presenti in chi ha una visione ancora permeata di prevenzione e becero maschilismo.

Merito dell’avvento delle grandi squadre come Lazio, Milan e Fiorentina in primis, seguite poi dalla Roma e dalla Juventus ed anche dall’Inter ed a cui, presumibilmente, se ne aggiungeranno ancora altre in futuro. Ed anche grazie alla decisione della FIGC di imporre alle squadre maschili di iniziare a costruire un proprio vivaio partendo dalle ragazze di 12-13 anni, e degli ottimi risultati ottenuti in termini di audience da RAI e SKY che hanno trasmesso e dato il giusto risalto alla kermesse mondiale.

Abbiamo così avuto modo di conoscere ed apprezzare le doti anche balistiche oltre che tecniche di atlete, il cui nome non dice nulla. Ma che, in quanto a talento, non hanno nulla da invidiare a tanti loro colleghi poiché diverse giocate sono state davvero di pregevole fattura.

Se è vero che la prima volta ai mondiali della nazionale italiana risale a quasi 30 anni fa, e non fu certo un qualcosa che passò alla storia, il calcio femminile fece parlare la prima volta di sé nel 1998. Quando l’istrionico ex presidente del Perugia Luciano Gaucci (non nuovo nell’ambiente, in quanto a trovate provocatorie), decise – sorprendendo davvero tutti – di ingaggiare l’ex bomber Carolina Morace (circa 400 gol in carriera, ed autentica icona per questo movimento calcistico) per affidarle la guida della Viterbese che all’epoca militava in serie C1. E che il vulcanico patron del club umbro, non nascondeva affatto di voler addirittura portare in cadetteria.

La notizia fece ben presto il giro del mondo e portò alla ribalta la cittadina laziale, accreditata in sede di pronostico di fare il grande salto in serie B, nonostante l’agguerrita concorrenza di compagini come Crotone ed Ancona solo per citarne alcune. Un esperimento che però durò appena due partite, perché dopo la netta sconfitta per 5-2 a Crotone, la Morace venne esonerata dallo stesso Gaucci al termine una discussione molto accesa fra i due che – secondo i bene informati – non se le mandarono certo a dire. Il clima che si era creato nella cittadina laziale non aveva contribuito a creare la giusta simbiosi fra tifoseria e società e ciò probabilmente influì sulla scelta di Gaucci di gettare la spugna, di fronte alle prime difficoltà.

Intanto, il calcio femminile stava prendendo sempre più piede negli USA (dove è seguitissimo), in Germania, Norvegia e finanche in Giappone, con l’impresa della Nadeshiko che è entrata nella storia (2011) dopo aver superato ai calci di rigore la corazzata statunitense. Un fenomeno in via di espansione, insomma, all’estero ma non dalle nostre parti dove eppure il calcio – come ben sappiamo – è da sempre oggetto di discussioni e polemiche.

I ripetuti fallimenti dei maschietti degli ultimi anni, in tal senso, hanno dato paradossalmente una grossa mano, spostando di fatto l’attenzione di sportivi ed appassionati sulle azzurre ben allenate da Bertolini che hanno divertito e fatto parlare di sé anche più dei loro colleghi, inopinabilmente esclusi dai Mondiali di Russia dello scorso anno, e che sono stati nel frattempo impegnati nelle qualificazioni per gli Europei del 2020.

Le premesse per fare bene anche in futuro, ci sono tutte. Le ottime basi gettate in Francia, rappresentano un patrimonio in termini di credibilità che adesso non può e non deve essere assolutamente disperso. Gli stadi pieni, il sano e genuino entusiasmo che hanno contraddistinto tutte le partite ed il clima di festa che si è respirato sugli spalti, sono stati un’autentica boccata d’aria fresca per uno sport che aveva bisogno di recuperare quei valori primordiali che hanno spinto intere generazioni a sognare ed appassionarsi, davanti ad una palla presa a calci da 22 atleti ed atlete su un rettangolo di gioco.

Credit Photo: FIFA Women’s World Cup

Elena Linari: “Lasciamo questo Mondiale a testa alta”

Elena Linari è stata una delle colonne nella difesa italiana, che però nulla ha potuto nei due gol subiti contro l’Olanda, entrambi da calcio da fermo. Le azzurre sono calate dopo la prima ora di gioco, ottenendo subito un paio di occasioni nel primo quarto di gara. In seguito l’Olanda ha mostrato le sue qualità ed è riuscita così ad imporsi. Sui social sono numerosi i commenti, sia delle atlete che degli addetti ai lavori, di seguito riproponiamo quello di Elena Linari, che sottolinea come l’Italia esca a testa alta:

Lasciamo questo Mondiale a testa alta, consapevoli di aver scritto una nuova pagina per questo sport! Dispiace perchè ci credevamo, ma torniamo in Italia con la CONSAPEVOLEZZA che abbiamo un futuro tutto da vivere!! E VOI adesso continuate a viverlo insieme a noi 💙 #RagazzeMondiali #Francia2019

Credit Photo: FIFA Women’s World Cup

FIFA Women’s World Cup: Germania-Svezia 1-2 (Match Highlights)

Sul terreno del Roazhon Park di Rennes la Svezia ha eliminato la fortissima Germania per 2-1. Adesso le ragazze guidate da Peter Gerhardsson dovranno affrontare L’Olanda che ha sconfitto 2-0 l’Italia. La vittoria delle scandinave è forse la sorpresa più grossa del torneo: le tedesche, bicampionesse del mondo, erano tra le favorite d’obbligo della vigilia per la vittoria finale. Le svedesi hanno vinto in rimonta, ribaltando l’1-0 iniziale firmato dopo 16′ dalla Magull, su assist della Daebritz. Svezia al pareggio con la Jakobsson, servita dalla Sembrant, al 22′, e addirittura in vantaggio al 3′ del secondo tempo grazie alle rete realizzata dalla Blackstenius.
Migliore giocatrice della partita: Sofia Jakobsson (Svezia)

GERMANIA – SVEZIA 1-2
16’ Magull (G), 22’ Jakobsson (S), 48’ Blackstenius (S)

Germania (4-3-3): Schult; Gwinn, Doorsoun, Hegering, Simon (dal 44’ Maier); Dabritz, Dallmann (dal 46’ Marozsan), Magull; Huth, Popp, Schuller (dal 69’ Oberdorf).
Ct Voss-Tecklenburg.

Svezia (4-3-3): Lindahl; Glas, Fischer (dal 66’ Ilestedt), Sembrant, Eriksson; Rubensson (dall’86’ Bjorn), Asllani, Seger; Jakobsson, Blackstenius, Rolfo (dal 95’ Hurtig).
Ct Gerhardsson.

Arbitro: Stephanie Frappart (FRA)
Ammoniti: Rolfo.

Credit Photo: FIFA Women’s World Cup

Gabriele Gravina: “”Le nostre ‘Ragazze Mondiali’ hanno scritto una pagina bellissima del nostro calcio”

Il presidente federale Gabriele Gravina, anche oggi presente in tribuna insieme al direttore generale Marco Brunelli, fa il suo plauso alle Azzurre: “Le nostre ‘Ragazze Mondiali’ hanno scritto una pagina bellissima del nostro calcio. Hanno lasciato una traccia indelebile, è un patrimonio che dobbiamo difendere e valorizzare. Il movimento femminile è esploso anche grazie alla partecipazione e alle emozioni che ha saputo suscitare in questo Mondiale. Grazie a tutte le protagoniste di questa splendida avventura”.

Credit Photo: Francesca Fumagalli

FIFA Women’s World Cup: le pagelle di Italia – Olanda … “Sogno finito, ma grazie Azzurre!”

Il sogno mondiale finisce nell’afosissimo pomeriggio di Valenciennes. Un grazie va comunque alle stupende ragazze azzurre per il grandissimo mondiale disputato e per le emozioni che ci hanno regalato. Questa non è la fine ma è l’inizio di un nuovo ciclo: l’Italia c’è ed inizia a contare nel mondo del calcio femminile. Il nostro augurio è che il movimento del calcio femminile nel nostro paese continui a confermare i grossi passi degli ultimi tempi e che sempre più gente possa appassionarsi a questo splendido sport al femminile. Il calo nella ripresa delle azzurre è stato notevole, non sappiamo mai quando inizino i meriti dell’avversario o i propri demeriti, ma forse anche il caldo ha giocato un ruolo decisivo. Una nota stonata, nella pur ottima organizzazione del mondiale da parte della FIFA, l’orario di questa partita fissato alle ore 15:00 con la temperatura sui 35 gradi, ci chiediamo chi è stata la mente geniale (o le menti) dell’organizzazione a decidere questa assurda e incomprensibile scelta ed i motivi che hanno portato a respingere le richieste delle due federazioni di spostare in orario più decente questa gara. Ormai siamo abituati a tutto da parte di chi ci governa e, in questo caso, di chi governa il mondo del calcio, ma questa cosa suscita indignazione e porta in secondo piano anche l’aspetto sportivo di una gara disputata in condizioni climatiche pessime dalle due squadre, tant’è che si sono dovuti inventare due ‘cooling break’. E’ sintomatico della situazione lo sfollamento delle tribune rivolte al sole ad inizio secondo tempo, anche il pubblico non ha gradito. Perché questo? La domanda è rivolta ai ‘cravattoni’ responsabili di tale inutile abominio.

Laura Giuliani (Juventus): A parte un tuffo facile a terra su un traversone la prima mezzora scorre tranquilla. Il primo intervento avviene poco prima del cooling break con una parata di ordinaria amministrazione per Laura sul tiro da fuori di Miedema. Gli ultimi minuti del primo tempo sono vissuti in maniera più intensa con due o tre interventi del portiere azzurro. Si tratta del preludio per una ripresa per lei infuocata, e non solo per le condizioni climatiche. Prima la traversa la salva su un fendente di Van De Donk poi Giuliani capitola, incolpevolmente, due volte su altrettanti colpi di testa a seguito di calcio piazzato. Sufficiente. 6.

Alia Guagni (Fiorentina Women’s): Spostata sulla fascia sinistra per contrastare la velocissima Van de Sanden. Alia ingaggia spesso duelli in velocità con lei vincendoli quasi sempre. Contrasta anche molto bene la subentrata Beerensteyn e riesce a fare anche un grande anticipo su Miedema. Non riesce però a contrastare Van der Gragt nell’occasione del raddoppio olandese. Viene ammonita per proteste dopo un fallo forse inesistente fischiatole contro. Positiva. 6.

Sara Gama (Juventus): Sembra concentrata e chiude bene nei recuperi. Sbroglia una pericolosa situazione in area quando la sua compagna di club Cernoia perde una sanguinosa palla in area. Ferma un paio di incursioni olandesi ad inizio ripresa. Di contro non va a contrastare di testa Miedema, nella sua zona di competenza, in occasione dell’1-0 olandese. Grintosa. 6.

Elena Linari (Atletico Madrid): Inizia con un’ottima chiusura su Groenen e si ripete poco dopo con un grande intervento in piena area di rigore quando interrompe la trama di attacco olandese. Sul finire del primo tempo gioca molto bene la sua ammonizione perché ferma al limite dell’area Miedema ormai lanciata verso Giuliani. La ripresa è più di sofferenza, anche per l’ammonizione sulle spalle, comunque all’inizio salva ancora di testa in angolo. Presente. 6.

Elisa Bartoli (AS Roma): Spostata a destra su Martens, Elisa risulta la migliore delle azzurre nel primo tempo, poi si infortuna e viene sostituita ad inizio ripresa da Boattin. Oltre che fermare la talentuosa Martens si produce in un’incursione in area appoggiando poi la palla fuori per Galli che conclude altissimo. Sfortunata. 6,5.

Valentina Bergamaschi (Milan): Fallisce un’ottima occasione su passaggio di Bonansea con un debole tocco agilmente parato da Van Veenendaal. Si tratta della prima occasione vera della partita ed è dell’Italia. Alla mezzora della ripresa, prima del secondo cooling break, viene sostituita da Serturini. Indecisa. 6.

Aurora Galli (Juventus): A parte un tiro da fuori che finisce altissimo si è vista poco nel primo tempo. La ripresa è una sofferenza ma per tutta la squadra. Appena sufficiente. 6.

Manuela Giugliano (Milan): Come molte altre sue compagne gioca un buon primo tempo, soprattutto nella fase difensiva, per sparire poi nella ripresa. Generosa. 6.

Valentina Cernoia (Juventus): Vale quanto detto per Giugliano ma nel primo tempo perde una sanguinosa palla in area, per fortuna rimedia Gama, mentre nella ripresa c’è il vantaggio dell’Olanda di testa con Miedema contrastata inutilmente da Valentina, troppa la differenza di altezza tra le due. Insufficiente. 5,5.

Valentina Giacinti (Milan): Nel primo tempo sfiora il palo e il vantaggio azzurro. Autrice di qualche buon duetto con Bonansea ma nulla più. Ripresa da dimenticare. Appena sufficiente. 6.

Barbara Bonansea (Juventus): Inizia bene con buoni spunti personali e con un bell’assist a Bergamaschi per poi sparire pian piano. Ad inizio ripresa viene sostituita da Sabatino. Spenta. 6.

Lisa Boattin (Juventus): entra al 46’ al posto dell’infortunata Bartoli, se la cava bene ma Elisa è un’altra cosa. Sufficiente. 6.

Daniela Sabatino (Milan): entra al 54’ al posto di Bonansea ed ha un’occasione da gol che fallisce sparacchiando sul portiere in uscita. Impalpabile. 5,5.

Annamaria Serturini (Roma): entra al 74’ al posto di Bergamaschi con l’Italia già sotto di un gol. Poco il tempo per far vedere qualcosa di buono. Ingiudicabile. S.V.

CT Milena Bertolini: Sembra buona l’idea di scambiare di fascia Guagni e Bartoli, ma stavolta la partita non va come lei vorrebbe anche se l’Italia gioca un buon primo tempo tenendo testa alle rivali olandesi. Alla distanza, però, viene fuori la superiorità delle orange, non per niente campionesse d’Europa. Sufficiente. 6.

Terna arbitrale: Altra gara diretta in maniera discutibile con tanti episodi di falli leggeri o addirittura inesistenti (anche con susseguenti ammonizioni) fischiati dall’arbitro Claudia Umpierrez forse anche lei in sofferenza per il caldo. Insufficiente. 5,5.

Organizzazione: Ci sentiamo in dovere di dare un voto anche all’organizzazione, una scelta incomprensibile e discutibile dell’orario di gioco. Assurda. 3.

Olanda: Una menzione per Vivianne Miedema che sblocca la partita con un perentorio colpo di testa e risulta una vera spina nel fianco per le azzurre.

DA NON PERDERE...