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Milano, progetti nelle scuole e un impianto dedicato: pari opportunità per il calcio femminile

È ancora considerato uno sport soprattutto maschile. Non solo dal pubblico, ma anche dai genitori delle bambine e delle ragazze. Ma il calcio femminile a Milano potrebbe diventare una realtà diffusa, anche per una norma della Uefa recepita dalla Figc: per poter partecipare alla serie A le squadre maschili dovranno coinvolgere sempre più quelle femminili. Per la Femminile Inter Milano – 160 atlete per sette squadre, dai nove anni fino alla prima squadra che milita in serie B – la migrazione verso l’Inter Fc è già iniziata: esordienti e giovanissime, ovvero 120 ragazze, sono già tesserate nella società nerazzurra. La Football Milan Ladies, 120 tesserate dalle pulcine alla serie B, aspetta le decisioni dei nuovi vertici della società.

Molte delle atlete delle due squadre milanesi sono state ricevute a Palazzo Marino dal sindaco Beppe Sala e dall’assessora allo Sport Roberta Guaineri: perché è proprio dall’impegno che metterà Palazzo Marino che potrebbe cambiare la percezione del calcio come uno sport di genere. Anche per onorare un primato: la prima squadra femminile in Italia è nata nel 1933 a Milano. Chiedono, le squadre, spazi e attenzione: il Milan (che conta di arrivare in A in pochi anni, mentre l’Inter potrebbe farcela già in questo campionato, raggiungendo altre tre squadre lombarde) ha un proprio impianto in via dei Ciclamini, ma servirebbe uno spazio a disposizione di tutti, e in Comune si sono impegnati a studiare quale possa essere.

“Questa è casa vostra – ha detto loro il sindaco – e ci saremo per tutto quello che potremo fare”. Il primo impegno, però, sarà per sostenere la diffusione dello sport nelle scuole, considerando che a 7 anni si può giocare nelle pulcine ma che ci sono ancora molte resistenze nei genitori (per la paura di infortuni o perché il calcio è considerato troppo maschile) e troppi pregiudizi tra i compagni di scuola. Guaineri e l’assessora all’Educazione Anna Scavuzzo stanno studiando una campagna di promozione del calcio femminile e già alcuni dirigenti scolastici – dell’istituto Madre Teresa di Calcutta, dell’Ilaria Alpi e del Cardarelli-Massaua – si sono dimostrati interessati.

Al progetto parteciperanno le atlete delle due società: tra loro c’è anche Regina Baresi,
figlia di Beppe e nipote di Franco, che è la capitana dell’Inter. “Vorremo arrivare a vedere giocare insieme a calcio bambini e bambine in tutta la città – ha spiegato Guaineri – sensibilizzando tutti a concepire e rispettare il calcio femminile “. Viste le regole Figc, le due squadre maschili avranno anche tutto l’interesse economico ad accrescere tesserate e pubblico. Oggi il picco di spettatori per le partite femminili – circa 400 – si raggiunge con i derby.

Tutte pazze per i tacchetti: il calcio femminile sta esplodendo!

Dalla parte delle bambine, anche nello sport. Perché oggi, in Italia, sono in gabbia. I condizionamenti nella scelta della disciplina agiscono in modo ferreo, come dimostrano impietosamente le cifre. Esiste, da questo punto di vista, un “caso Italia”. Perché solo nel nostro Paese, anche in rapporto a Nazioni confinanti o a noi socio-culturalmente molto affini, opera un ostracismo di fatto agli sport di contatto e combattimento. La più grande rivoluzione sportiva dalla reinvenzione in chiave moderna dell’agonismo, cioè dalla fine dell’Ottocento ad oggi, è l’esplosione della pratica del calcio femminile, tuttora in corso. Grafici impennati: dagli Stati Uniti all’America del Sud, dall’Europa del Nord al Giappone, milioni di praticanti si sono rovesciate negli ultimi 10-15 anni sui campi verdi. Dovunque, proprio dovunque, tranne che in Italia, una delle patrie del calcio, dove le tesserate sono poco più di 22 mila, a fronte di un esercito di un milione e centomila calciatori. Numeri risibili, tre o quattro volte inferiori anche rispetto alla Francia confinante o alla latinissima Spagna, dove l’espansione del calcio-donne è recentissimo

Maschiacci

Noi restiamo ai margini. Controprova: la geografia della pratica dello sport in Italia confina la grande massa delle atlete (che comunque nel totale sono ancora molto lontane da una parità con gli uomini) in discipline ritenute più “femminili”. Gli stereotipi di genere e i pregiudizi sono purtroppo molto diffusi anche fra le donne stesse: le madri tendono ad indirizzare in grande maggioranza le loro bimbe in sport dove, incredibile a dirsi, la “femminilità non sia a rischio”, dove cioè non vi sia il pericolo di diventare “maschiacci”, altra espressione tipica che nasconde solo un modello maschilista di sport e di società. Se parliamo di sport, ma non solo, temperamento e aggressività nel nostro Paese sono ritenuti sinonimi di virilità: e così dalla metà degli anni 80 (e sarebbe interessante approfondire il perché, mettendo in relazione il fenomeno con l’affermarsi di deludenti modelli femminili, come quello delle “veline”), hanno cominciato a declinare in campo femminile tutti gli sport di contatto: non solo il calcio, che non è mai decollato, ma per esempio anche il basket, che pure negli anni 60 e 70 era lo sport di squadra più praticato dalle donne.

Perdere la femminilità?

Non è certo il caso di demonizzare le discipline di maggior pratica sportiva delle donne: tutto è preferibile all’analfabetismo motorio, sul piano culturale e salutistico. E non vanno nemmeno sottaciuti i progressi che, in un’ottica storica, hanno comunque compiuto le donne: ne è una riprova la composizione della squadra olimpica di Rio che per l’Italia vedeva una sostanziale equivalenza numerica con gli uomini. Ma resta la disomogeneità dell’approccio sportivo, la sottile disapprovazione sociale per scelte “non convenzionali”, il peso sostanziale di una “minorità” nel quale viene confinato l’agonismo delle donne, soprattutto in Italia. Tutto ciò si riverbera anche sull’impatto spettacolare degli stessi sport e quindi sulle loro fortune economiche che innestano meccanismi virtuosi di visibilità e reclutamento: lo spettatore medio maschio fa confronti assurdi fra le possibilità tecnico-atletiche di un uomo e di una donna. Un momento di grande arretratezza culturale, purtroppo molto italiano, soprattutto se si considerano le grandi folle che altrove assistono, negli stadi e in tv, ai grandi eventi internazionali di calcio femminile. Non esiste uno sport più maschile o femminile di un altro, deve esistere solo il piacere di praticarlo senza barriere culturali: un assunto piuttosto semplice e inattaccabile. Ma non ancora patrimonio della nostra società dove molti credono che la femminilità si possa “perdere” come un portachiavi o l’ombrello.

L’appuntamento in Triennale

Venerdì 9 settembre ore 10.00
Triennale Lab
PAZZE PER I TACCHETTI
Rompere gli schemi di gioco e di vita: (ri)prendiamoci il calcio e altri sport di contatto
Con Marina Calloni, professora di Filosofia Politica e Sociale, Università degli studi di Milano-Bicocca, Zineb Sarairi, calciatrice tunisina, Katia Serra, ex calciatrice azzurra e opinionista RAI
A cura di Franco Arturi e Alessandro Cannavò
La pratica del calcio femminile sta esplodendo: grafici di adesione impazziti in tutti i continenti. È il fenomeno sportivo più rilevante degli ultimi anni. Solo l’Italia è ai margini di questa avanzata: le cifre di tesseramento delle calciatrici sono immobili e rappresentano una minuscola frazione della pratica maschile. Le famiglie giocano contro l’eventuale scelta di una bimba a favore del pallone. Il falso mito di discipline “più femminili” di altre si accompagna a quello della “virilizzazione” per la pratica di specialità di contatto. Anche da tutto ciò si intravede un modello di donna lontano da processi di emancipazione.

Barbara Benedetti, terzino Chieti: “Le nuove arrivate ci daranno la mentalità giusta per giocarcela in A”

La serie A femminile è alle porte, manca un mese all’inizio del campionato, ma già si cominciano ad analizzare i vari organici delle compagini sia da vertice che per la metà classifica. Una squadra che ha effettuato una buona campagna acquisti è anche la neo promossa Chieti, un mix di tecnica ed esperienza per poter confermare la serie A. Alessandro Sacco ha intervistato il terzino sinistro della compagine abruzzese Barbara Benedetti sul momento della squadra e sulle sue ambizioni.

Il Chieti quest’anno giocherà in serie A, cosa significa per tutte voi giocare in massima serie?
E’  un onore in quanto siamo la prima squadra abruzzese a disputare il campionato di serie A; ne andiamo fiere. Per la società, disputare un campionato così prestigioso rappresenta la realizzazione di un progetto portato avanti da qualche anno con grande impegno e perseveranza. L’obiettivo è dare il massimo per conservare la categoria.

Quali sono le tue ambizioni personali con maglia del Chieti calcio femminile?
Il mio obiettivo principale è quello di migliorare giorno dopo giorno in modo da poter rispondere positivamente quando il mister mi chiamerà in causa. Per ottenere la salvezza, ognuna di noi dovrà dare il 100%. Ci proverò.

Quest’anno sfiderete compagini del calibro di Fiorentina, Verona e Brescia, come pensate di affrontarle?
Sulla carta si presentano come partite molto complicate per noi, così come per le altre neopromosse. Verona, Fiorentina, Brescia sono squadre che da anni occupano i vertici della classifica, facendo anche esperienze quali la Champions League. Comunque sia, dovremo scendere in campo senza guardare i numeri e la classifica, ma con la consapevolezza di dover lottare su ogni pallone.

Analizzando la campagna acquisti del Chieti, ci sono elementi di esperienza e di valore tecnico. Cosa ne pensi a riguardo?
I nuovi acquisti credo siano il giusto mix tra giocatrici di esperienza e giovani promesse. Calciatrici  come Tona, Riboldi, Vicchiarello hanno già avuto modo per anni di calcare i campi di serie A, quindi sta a loro darci la giusta mentalità per poter affrontare questo campionato. Le altre sono ragazze giovani ma con già alle spalle esperienze in serie A e in Nazionale. Sono tutte grandi professioniste e ragazze in gamba anche oltre il rettangolo di gioco.

Da un anno a questa parte hai notato dei miglioramenti nel movimento femminile in Italia?
Il movimento femminile in Italia fatica ancora a farsi sentire, ma ammetto che di sforzi se ne stanno facendo molti. La volontà non manca, ma ciò che scarseggia ancora è la capacità economica. Ogni anno ci sono molte squadre che dichiarano fallimento o che si iscrivono al proprio campionato all’ultimo per mancanza di fondi. Quindi, ciò che salvo, per ora, è la volontà di farsi sentire, farsi conoscere; ma se andiamo in direzione di finanziamenti, sponsor, pubblicità, tocchiamo un tasto dolente.

Nazionale Under 17 Femminile sconfitta dalla Repubblica Ceca

Sconfitta per l’Under 17 Femminile nella gara di esordio del Torneo UEFA, in svolgimento in Repubblica Ceca. Le Azzurrine sono state batture dalle padrone di casa (4-1), che hanno realizzato tre reti nel primo tempo (11’ 22’ e 37’) e una nella ripresa (35’), mentre per la squadra azzurra il centrocampista dell’AGSM Verona Angelica Soffia ha messo a segno il gol della bandiera al 38’.

“Non abbiamo giocato come sappiamo – ha dichiarato al temine della gara il tecnico Rita Guarino – e secondo le nostre potenzialità, perché non avevamo la condizione fisica per competere con le nostre avversarie, cosa anche normale di questo periodo. La Repubblica Ceca ha meritato e noi dobbiamo lavorare molto. La squadra è stata in gran parte rinnovata rispetto allo scorso anno, è ancora da costruire e da amalgamare e questi tornei ci servono per conoscere meglio le ragazze e mettere in piedi l’Under che tra un mese affronterà la prima fase del Campionato Europeo”.

Le azzurrine torneranno in campo giovedì 8 contro la Scozia (ore 15 a Tachov), prima di affrontare domenica 11 le pari età della Spagna (ore 11 a Pribram).

L’elenco delle 18 convocate
Portieri: Roberta Aprile, Camilla Forcinella (AGSM Verona);
Difensori: Ginevra Costantino (Reggiana), Elena Crespi (Villa Cortese), Aurora De Sanctis (Jesina), Maria Luisa Filangeri, Nadine Nischler (Nurnberg), Vanessa Panzeri (Como);
Centrocampisti: Bianca Bardin (Vicenza), Giada Greggi (Res Roma), Maddalena Porcarelli (Jesina), Valentina Puglisi (San Bernardo Luserna), Angelica Soffia (AGSM Verona);
Attaccanti: Sara Baldi (Mozzanica), Veronica Benedetti, Anita Coda (Real Meda), Benedetta Orsi (Reggiana), Elisa Polli (Jesina).
Staff – Tecnico: Rita Guarino; Vice allenatore: Massimo Migliorini; Preparatore atletico: Franco Olivieri; Preparatore dei portieri: Cesare Cipelli: Segretario: Daniela Censini; Medici: Pierpaolo Rota e Lorenzo Proietti; Fisioterapista: Daniele Frosoni; Magazziniere: Alessandro Biasini.

Fiorentina Women’s premiata agli ECA Awards per il calcio femminile

Anche ACF Fiorentina tra i vincitori della 7° edizione degli European Club Association Awards, tenutosi ieri sera a Ginevra in occasione della 17° Assemblea Generale. L’ente, che conta 220 membri da 53 associazioni, da sette anni premia le migliori performances dei club, incoraggiando l’ottimizzazione del management ed evidenziando le pratiche innovative e di successo nel mondo del pallone.

Grazie al progetto di Fiorentina Women’s FC, la Fiorentina è stata premiata per il Best Achievement 2016, ovvero il miglior traguardo, per aver “creato con successo un club di calcio femminile affiliato in maniera professionale”. Nella motivazione del premio si legge: “Nell’estate del 2015, il membro dell’ECA ACF Fiorentina ha deciso di abbattere le barriere e avviare la prima affiliazione professionale di un club femminile in Italia, la Fiorentina Women’s Football Club. Nella prima stagione, il neonato club ha partecipato in Serie A, la prima divisione italiana, e ha raggiunto un ottimo risultato finendo terza, ad un solo punto dalla prima partecipazione alla UEFA Women’s Champions League”.

A ricevere questo prestigioso riconoscimento è stato il Presidente di Fiorentina Women’s FC Sandro Mencucci, che ha affiancato gli altri club insigniti sul palco. Nel corso della serata sono stati premiati anche il Real Madrid come European Club of The Year, il Molde FK (Nor) per il miglior avanzamento in una competizione europea nella stagione 2015/16, il PSV Eindhoven per il Best Community & Social Responsibility Programme e Liverpool e Borussia Dortmund, per il Special Moment 2016, ovvero per l’atmosfera di fair play creata dai tifosi in occasione dei Quarti di Finale di UEFA Europa League giocati in Aprile.

Credit Photo: Fabio Bozzani

Coppa Italia: buono l’esordio delle Azzurre a Genova, 4 a 0 al Molassana

Bene le Azzurre all´ esordio in Coppa Italia capaci di battere per 4 a 0 in trasferta a Genova il Molassana. Per la prima volta in campo in completo azzurro le ragazze di Pistolesi partono forte confermando la volontà di imporre il proprio gioco fin da subito. La manovra nei primi minuti non scorre fluida soprattutto per le cattive condizioni del campo sintetico. Ma dopo una ventina di minuti le manovre si fanno più fluide ed incisive.

Nel dettaglio la cronaca:
Al 9´ inserimento di capitan Di Guglielmo che lancia Di Lupo in profondità senza che quest´ultima riesca a deviare verso la porta. Dopo 2 minuti è la volta del giovane estremo difensore azzurro Bulleri che blocca in presa alta una punizione calciata dalla trequarti.
Al 13´ Prugna ed Acuti non riescono ad anticipare il portiere.
Al 15´ Borghesi lanciata da Cinotti, tenta il tiro all´incrocio con la palla che esce di poco alta. Al 21´ Venturini lancia in profondità Acuti che di testa appoggia a Borghesi: pallonetto che però non sorprende il portiere. Il primo gol arriva al 24´ quando Venturini calcia dalla trequarti una punizione che si trasforma in assist per Acuti brava ad insaccare di testa. Sul vantaggio delle Azzurre il Molassana prova a contrastare il gioco offensivo di Di Guglielmo & C. provando ad aumentare la propria aggressività. Si arriva così al 43´ e dopo un paio di contropiedi non giocati al meglio da parte delle ragazze di Pistolesi, Acuti raddoppia grazie ad un assist al bacio di Borghesi. Il tempo si chiude con una punizione dal limite per il Molassana parata senza problemi da Bulleri.

Inizia il secondo tempo con l´ingresso in campo di Ferrara al posto di Di Lupo. Al 55´ altro cambio: Mastalli per Borghesi. Al 60´ il Molassana sbaglia una manovra difensiva ed è brava ad approfittarne Prugna che ruba palla e infila il portiere dal limite per il 3 a 0.
Al 62´ ancora Prugna pescata in area da Acuti colpisce la traversa a portiere ormai battuto da uno splendido pallonetto. E´ solo il preludio a quello che accadrà 3 minuti dopo. Prugna imbeccata perfettamente da Acuti supera il portiere con un pallonetto perfetto e segna il 4 a 0. Al 70´ ci prova anche Cinotti dalla distanza ma il suo tiro e´ neutralizzato dal portiere. Entra quindi Meropini per Venturini. Al 75´ Acuti trovata in area da Mastalli, stoppa di petto e batte al volo di sinistro mandando la palla all´ incrocio ma il direttore di gara inspiegabilmente annulla. Al 76´ Acuti di testa non riesce a deviare in goal un assist al bacio di Meropini. Al 80´ Morucci fa tutto bene, scarta il portiere ma si allunga la palla al momento del tiro negandosi un goal ormai già fatto.

Empoli Ladies:
Bulleri, Di Guglielmo, Venturini (70´ Meropini), Varriale, Parrini, Cinotti, Morucci, Di Lupo (45´ Ferrara), Borghesi (55´ Mastalli), Prugna, Acuti.
Non entrate: Landi, Mannucci, Galluzzi, Lo Vecchio.
Allenatore: Pistolesi

Credit Photo: Fazzari e Ramella fotografi – http://www.fazzariramella.it/

Coppa Italia: Res Roma – Lazio Women 8-0

La Res Roma sale sull’ottovolante ed inizia nel migliore dei modi la stagione 2016/2017: 8 a 0 alla malcapitata Lazio e qualificazione al prossimo turno di Coppa Italia ampiamente ipotecata. Mister Melillo deve fare a meno di Greggi, Fracassi e Simonetti, e manda in campo dal primo minuto Pipitone tra i pali, Ciccotti, Savini e Colini in difesa, Picchi, Coluccini, Caruso, Giuliano e Biasotto a centrocampo, con Palombi e capitan Nagni in attacco.

È Caruso a dare il via alla festa giallorossa, infilando la porta di Sarnaturo al diciassettesimo minuto, dopo che Nagni e Palombi avevano sfiorato il vantaggio; la Res Roma continua a macinare gioco, Pipitone resta inoperosa per tutto il match, e al trentacinquesimo giunge il raddoppio con Palombi, che non manca l’appuntamento con il gol dopo che aveva chiuso da protagonista la scorsa stagione, segnando in serie A il gol che valse la salvezza e con la Primavera la rete Scudetto.

Nella ripresa è ancora Caruso a firmare il tris al dodicesimo, su assist di capitan Nagni, mentre dal ventesimo è il neo acquisto Martinovic a salire in cattedra: subentrata a Palombi, la bomber romana infila per tre volte la porta laziale, dimostrando quanto di buono si dice sul suo conto; alla festa del gol partecipa anche Coluccini, che prima segna direttamente da calcio piazzato, e poi ribatte in rete una palla terminata sulla traversa su conclusione di Nagni.

Ovviamente soddisfatto il tecnico della Res Roma, Fabio Melillo: “Abbiamo disputato una buona gara nonostante il gran caldo che ha condizionato il ritmo delle due squadre in campo; chiaramente ha sofferto un po di più la Lazio, in ritardo di condizione rispetto a no. A tratti siamo riusciti a sviluppare delle trame di gioco piacevoli e penso abbiamo allietato il tantissimo pubblico presente; il colpo d’occhio era veramente importante con lo stadio tutto pieno e dove, come sempre ,i nostri tifosi hanno recitato da protagonist. Sappiamo che dobbiamo ancora lavorare tanto ma la base è ottima e le ragazze stanno prendendo coscienza che i nostri risultati dipenderanno molto dalla loro cultura e dalle loro qualità. Hanno iniziato bene,devono proseguire così.”


Res Roma – Lazio Women 8-0
Marcatrici: 17° e 55° Caruso – 35° Palombi – 66° e 84° Coluccini – 67°, 86° e 92° Martinovic

Res Roma: Pipitone, Ciccotti, Savini, Colini (60° Spagnoli), Giuliano, Coluccini, Caruso, Picchi, Biasotto (73° Di Giammarino), Palombi (56° Martinovic), Nagni. A disp.: Parnoffi, Cela, Simeone, Labate. All.: F.Melillo.

Lazio Women: Sarnaturo, Spagnulo, De Luca, Vaccari, Angelini, Casali, Santoro, Sette, Coletta, Pezzotti (85° Palmerini), Corradino (72° Autili). A disp.: Lombardozzi, Celli, Lommi. All.: R.De Cosmi

Arbitro: Guerra di Gubbio
Ammonite: Spagnoli (RR) – Vaccari – Santoro (L)

 

 

Coppa Italia: Fimauto Valpolicella – Marcon 4-0

Il Fimauto accede al secondo turno di Coppa Italia sconfiggendo per quattro reti a zero il Marcon nella gara di ritorno del primo turno (andata conclusasi 2 a per il Valpo).
Discreta partita delle rossoblu nonostante una condizione fisica ancora non ottimale.
Già al primo minuto si fa vedere Daiana Mascanzoni, schierata come esterno destro, con una conclusione in diagonale che lambisce il secondo palo. Al risponde il Marcon tre minuti più tardi con Zuanti che dalla destra mette in mezzo per un bel tiro a volo ravvicinato di Marangon che esce di un soffio.
All’8’ minuto ancora Marcon che ci prova di nuovo con Marangon, ma la sua conclusione questa volta è troppo alta. Subito dopo Debora Mascanzoni comincia una serie tutta personale di tentativi di andare in gol. Al 10’ è Pinel a salvare di piede una sua conclusione; al 15’ dopo un bel triangolo con Boni e Capovilla svirgola una buona occasione a lato del palo. Al 18’ di testa imbeccata perfettamente da Capovilla mette di poco a lato.
Al 26’ ancora il portiere del Marcon in luce con una bella uscita bassa ad anticipare nuovamente Mascanzoni. Il vantaggio rossoblu arriva tre minuti più tardi sempre dall’asse Mascanzoni Debora – Capovilla, con la prima che impegna il portiere veneziano sulla cui ribattura interviene Capovilla ribattendo in rete. Valpo che chiude la prima frazione in avanti con tentativi di raddoppio di Daiana Mascanzoni e Boni su punizione.

Inizia il secondo tempo ma la musica non cambia, Capovilla rende il favore a Debora Mascanzoni che sigla il raddoppio mettendo alle spalle di Pinel un preciso cross.
E’ il 50’ quando Tombola fa filtrare ancora per Debora Mascanzoni che di destro batte sul secondo palo Pinel firmando la doppietta. Il Marcon si fa vedere in avanti con un calcio d’angolo e un tiro senza però rendersi particolarmente pericoloso. C’è spazio anche per la rete di capitan Boni che ben servita da Capovilla firma il quarto gol dalla sinistra dell’area appoggiando morbido in rete con un diagonale che lambisce internamente il palo. In chiusura un paio di conclusioni dalla distanza di Tombola e Faccioli che però non cambiano il risultato finale.
Appuntamento a Febbraio per secondo turno, quando le avversarie del Fimauto saranno le romagnole del Castelvecchio che hanno il eliminato l’Arezzo.


Fimauto Valpolicella – Marcon 4-0
Reti: 29’ Capovilla, 47’ Mascanzoni Debora, 50’ Mascanzoni Debora, 65’ Boni

Fimauto Valpolicella
12 Meleddu, 2 Faccioli, 3 Salamon, 4 Solow, 5 Bissoli, 6 Carradore, 7 Mascanzoni Da., 8 Tombola, 9 Capovilla, 10 Boni (C), 11 Mascanzoni De.
A disposizione: 1 Visentini, 13 Zamarra, 14 Usvardi, 15 Magnaguagno, 16 Benincaso
Allenatore: Diego Zuccher

Marcon
1 Pinel, 2 Biban, 3 Cerina, 4 Sabbadin, 5 Malvestio, 6 Bortolato, 7 Zuanti, 8 Stefanello, 9 Camilli, 10 Marangon, 11 Battaiotto
A disposizione: 12 Ghion, 13 Tagliapietra, 14 Baldassin, 15 Roncato, 16 Bertoldo, 17 Tagliati, 18 Battiva
Allenatore: Maurizio Semenzato

Arbitro: William Villa di Rimini

Sostituzioni
55’ Usvardi per Solow
56’ Tagliati per Marangon
58’ Benincaso per Mascanzoni Debora
66’ Zamarra per Capovilla
66’ Bertoldo per Biban
87’ Battiva per Stefanello

Il benvenuto dell’Amicizia Lagaccio a Laura Cerruti

Una “prima” coi fiocchi per Laura Cerruti, laterale d´attacco classe ´94, che si presenta all’amichevole del Riboli con un tiro a giro sotto l´incrocio.
Poche parole e molto motivata, così racconta la sua esperienza calcistica, ormai decennale: “Avevo iniziato nel 2005 con i maschi a Cogoleto, poi dopo aver fatto il Ravano eravamo riuscite a mantenere la squadra e quindi da quel momento ho cominciato nei campionati femminili col Cogoleto; l’anno dopo ci siamo unite al Multedo dove sono rimasta quattro anni, poi nel 2011 sono andata nel Vado dove ho giocato prima in Juniores poi in Prima Squadra. I ruoli d´attacco li ho provati tutti, seconda punta, trequartista, ma mi piace anche giocare a centrocampo e da esterno alto”.
Adesso l’arrivo a Lagaccio, che racconta così: “Avevo bisogno di fare una nuova esperienza, sono veramente contenta ed orgogliosa che sia stata data questa opportunità, per la quale ringrazio il Vado e l´Amicizia Lagaccio; l´atmosfera che si respira nel gruppo è molto positiva e motivante, ho tanta voglia di migliorare e di mettermi a disposizione del mister e della squadra.” Approfittiamo del ringraziamento di Laura al Vado, per rimarcare ancora una volta la disponibilità e la correttezza della società rossoblu nei nostri confronti, e per un nostro ringraziamento per le operazioni svolte tra le nostre due società.

Credit Photo: Fazzari e Ramella fotografi – http://www.fazzariramella.it/

La Roma femminile passa al secondo turno di Coppa Italia

In virtù del 4 a 0 maturato all’andata e del pareggio per 2 a 2 nella gara di ritorno col Femminile Latina, la Roma calcio femminile supera il primo turno di Coppa Italia.

Le giallorosse nel primo tempo hanno rischiato troppo, sicure del risultato dell’andata non sono entrate in campo con la giusta concentrazione e hanno permesso alle avversarie di andare in doppio vantaggio con una doppietta di Rizzato (primo goal su rigore). Mister Seleman, questa volta regolarmente in panchina, approfittava dell’intervallo per ricaricare la squadra che nel secondo tempo e ritornata padrona del campo come nella gara d’andata.

Il mister giallorosso effettua due cambi: entra De Vecchis per Rossi e Castiello per Bevilacqua ed al 51° a rimettere la gara sui giusti binari ci pensa capitan Sara Lucci che accorcia le distanze su punizione diretta. Bellissima esecuzione! Al 64° la neo entrata De Vecchis serve un assist al n. 10 giallorosso Elena Proietti che inquadra la porta e sigla il goal del pareggio: 2 a 2.

A questo punto, messa al sicuro la qualificazione, la Roma gioca in scioltezza e va vicina più volte alla rete del vantaggio che però non arriva e l’incontro termina 2 a 2.

Questo il commento dopo gara di Mister Seleman:
“Forti del risultato dell’andata siamo scesi in campo deconcentrati e poco convinti. Nel primo tempo non abbiamo fatto nulla e siamo andati sotto di 2 goal. Durante l’intervallo, negli spogliatoi ci siamo guardati negli occhi e capito che dovevamo fare di più. Siamo scesi in campo con un’altra testa e abbiamo rimontato e più volte andati vicini al vantaggio. Per fortuna non c’erano i tre punti in palio, ma dobbiamo cambiare approccio alle gare, qualsiasi sia la partita da affrontare…”

Le partite del 2° turno si giocano il 22 febbraio alle 14.30, quelle del 3° il 12 aprile alle 15.30, i Quarti il 24 maggio alle 15.30, le semifinali il 31 maggio alle 16.00 e la finale il 17 giugno alle 16.00.

Dal terzo turno alla finale le gare saranno ad eliminazione diretta per rendere la competizione ancora più avvincente.

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