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Alessandro Riccio non allena più il Napoli Carpisa Yamamay

Il Napoli Carpisa Yamayay non potrà contare più sulla guida tecnica di mister Alessandro Riccio, dopo i 4 anni tra la Primavera e la prima squadra il club azzurro ha deciso di puntare su un altro allenatore, come viene scritto nel comunicato della società partenopea.
Ci sono i ringraziamenti per l’ottimo lavoro svolto ed ora nei prossimi giorni potrebbe essere annunciato il nome del nuovo mister.

Questo il comunicato della società:
“Il Napoli Calcio Femminile comunica che per la prossima stagione 2016-1017 Alessandro Riccio non sarà più l’allenatore della Prima squadra. Si ringrazia sentitamente Riccio per il grande lavoro svolto per quattro anni (due con la Primavera e due con la prima squadra). Al giovane allenatore napoletano la società augura le migliori fortune per un proseguo prestigioso della sua carriera”.

Idee chiare e grande entusiasmo per Dario De Biasi: io gioco per vincerle tutte

«Io gioco per vincerle tutte. Poi il campo dirà».
Idee chiare e grande entusiasmo per Dario De Biasi, nuovo allenatore del calcio femminile Permac Vittorio Veneto, che riparte dalla serie B, dopo l’avventura in A durata solo un anno. «Con una ponderata e sofferta decisione abbiamo deciso di non chiedere ripescaggio – ha spiegato il Dg Gio Bolzan – perché i risultati li vogliamo centrare sul campo, e comunque avremmo saputo l’eventuale, difficile ripescaggio troppo tardi per allestire una squadra adeguata. Dal punto di vista economico la B, con tre probabili trasferte in Sardegna (una contro la rinata blasonata Torres), ci costerà più della A. Partiamo per fare una stagione da protagonisti».
«Questa retrocessione è difficile da smaltire – ammette Franci Da Ros, nuova capitana – ma ci ha insegnato tanto. Ripartiamo con grande voglia, e sappiamo che contro di noi tutte giocheranno al massimo. Ma siamo una squadra giovane, ci aiuteremo tutte. Vedo già l’attitudine del mister a spiegare e la grande disponibilità delle ragazze a seguirlo».
Mister Dario De Biasi è stato promosso in prima squadra dopo l’ottima esperienza sulla panca della primavera: «Quando mi sono avvicinato al calcio femminile – spiega – ero titubante, ma mi ha convinto la serietà del progetto: la retrocessione è stata sfortunata, e con la squadra più giovane della A. Cercherò di trasmettere alle ragazze le mie conoscenze, puntando sulla voglia di riscatto di chi c’era già e sull’entusiasmo delle nuove. L’organizzazione del gioco, l’interpretazione dei ruoli e la capacità di buttare il cuore oltre l’ostacolo ci permetteranno di superare le difficoltà ed eventuali carenze tecniche».
Alla presentazione delle nuove giocatrici al centralissimo bar Ami Ami di Vittorio Veneto, ritrovo delle tose rossoblù, è arrivata anche la notizia dell’ultimo botto: sarà rossoblù anche Laura Tomasella (con Angela Pistis, 1993, in prestito da Villanova), centrocampista classe 1981: dopo 10 anni in A con il Tavagnacco e tre con il Pordenone, torna a Vittorio dove è nata calcisticamente. La preparazione comincerà il 18 agosto, prima di Coppa Italia il 28, il campionato parte il 2 ottobre.

Corinna Fiorucci conquista i gradi: sarà il capitano della Grifo Perugia

La Grifo Perugia dopo i grandi cambiamenti all’interno della rosa con l’arrivo in prima squadra di tante giovani, ha ritenuto che la centrocampista Corinna Fiorucci potesse avere tutte le carte in regola per diventare il prossimo capitano e guidare così una squadra dall’età media piuttosto bassa.
Una scelta, quella presa dalla Presidente Roscini e dal tecnico Belia, che non arriva a caso e non è certo la naturale conseguenza del fatto che per anni Fiorucci è stata il “vice” e Natalizi potrebbe non far più parte del progetto calcistico biancorosso.

“Corinna – ci tiene a precisare la stessa Roscini – ha le caratteristiche giuste per svolgere questo importante compito. E’ con noi da tanti anni e conosce bene lo spirito e gli obiettivi di questa società”.

La centrocampista biancorossa si dimostra subito decisa e molto chiara in merito all’immediato futuro: “Quest’anno è stata messa in atto una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda la prima squadra. L’addio di alcune giocatrici dalla grande esperienza, come l’ormai ex capitano Romina Natalizi, ha portato la società a rinnovare la rosa con innesti di atlete giovanissime che saranno alla loro prima esperienza in Serie B. Rimaniamo sempre ambiziose anche se siamo ben consapevoli delle difficoltà alle quali potremmo andare incontro nel corso di questa stagione”.

Fiorucci non nasconde di certo grande soddisfazione per la fascia di capitano: “Il fatto che lo staff tecnico e societario siano stati concordi nell’affidarmi questo compito speciale, non può che gratificarmi; dopo anni da vice-capitano ricevo l’eredità di Romina Natalizi, ragazza che si è dimostrata sempre corretta e leale e che è stata una vera leader nella gestione del gruppo ed un punto di riferimento per tutte noi.”

La nuova stagione si avvicina sempre di più ed il nuovo capitano della Grifo Perugia inizia a tracciare un primo bilancio su quelli che saranno gli obbiettivi: “C’è un gruppo da plasmare. L’arrivo in prima squadra di atlete giovanissime, alcune anche classe ’99, rappresenta uno stimolo in più: la qualità della rosa rimane sempre buona, ma noi ragazze della vecchia guardia dovremo essere brave a trasmettere lo spirito giusto alle nuove arrivate. Sicuramente potremo peccare in qualche errore di inesperienza vista la giovane età della squadra, ma è proprio da lì che si cresce. Ci sono tutte le prerogative per aprire un nuovo ciclo vincente anche se il prossimo campionato di Serie B potrebbe rappresentare una tappa di transizione”.

Giunta a Verona l’olandese Dominique Bruinenberg

Mancano ormai pochi giorni al raduno per le ragazze dell’Agsm Verona che dopo i test atletici e le visite mediche in programma nei prossimi giorni, da sabato 6 agosto saranno al lavoro nel ritiro di San Zeno di Montagna.
Questa settimana ha fatto il suo arrivo a Verona con il volo proveniente da Amsterdam la centrocampista olandese Dominique Bruinenberg che ha potuto così prendere contatto con l’ambiente e la città scaligera.

Queste le sue prime parole: “Mi sento bene, sono veramente molto entusiasta ed emozionata. Sono una giocatrice molto tecnica, a cui piace molto la tattica. Io e le mie compagne dobbiamo conoscerci molto in fretta, so che ci sono molte ragazze internazionali. Voglio fare il meglio perché la squadra ottenga un risultato importante”.

il 3 agosto si raduna la Res Roma Calcio Femminile

A poco più di un mese dalla vittoria del secondo scudetto Primavera e dal termine dell’ennesima stagione da incorniciare per i colori giallorossi, la Res Roma torna già al lavoro in vista della prossima stagione: il 3 agosto capitan Nagni e compagne si ritroveranno agli ordini di mister Melillo per l’inizio degli allenamenti in vista della stagione 2016-2017. Dopo un primo giorno di riattivazione atletica, le giallorosse giocheranno 4 amichevoli contro altrettanti team americani per iniziare il giorno 8 agosto la preparazione pre campionato; dal 17 agosto invece la truppa capitolina partirà alla volta di Cascia per il ritiro.

Non farà parte del gruppo la sola Gambarotta, che ha deciso di prendersi un anno sabatico per terminare gli studi universitari, mentre per la prima volta saranno aggregate al gruppo della prima squadra le giovani campionesse d’Italia Giulia Liberati, Manuela Lapenna e Claudia Natali.

Per quel che concerne i nuovi arrivi saranno resi noti nei prossimi giorni in quanto le trattative sono in via di definizione; durante la preparazione saranno valutate diverse calciatrici che potrebbero rientrare nella rosa del team capitolino.

“Sono carico e stimolato ad iniziare una nuova stagione – ha dichiarato il tecnico romano Fabio Melillo – alla guida della RES Roma; spero tanto nella crescita delle nostre giovani che ci hanno regalato due anni di soddisfazioni. La rosa va perfezionata, ma la base è buona per fare un lavoro sano e di qualità. Le ragazze hanno ricevuto un programma di mantenimento che le porterà in buone condizioni per i primi giorni di lavoro.”

Dopo 25 anni di carriera Gioia Masia lascia il calcio: avrò un figlio da marcare!

Se dopo 25 anni di carriera, tre scudetti, due coppe Italia, due coppe Uefa e 60 presenze in nazionale un calciatore decidesse di appendere le scarpette al chiodo vai con le paginate sui giornali sportivi. Quando con cotanto curriculum a salutare con garbo, quasi con timidezza, il pallone è invece una calciatrice, vai col web, a tutto social. Dove a Gioia Masia è stato riconosciuto il meritato tributo. Insieme a qualche lacrima.

Ciao erbetta, e addio centravanti avversario da marcare. Perché?
«Ultima di campionato, io col Chieti contro la Roma, dove ho giocato per anni. Ultima giornata, la vittoria ci ha dato la serie A davanti a 3000 persone. Non potevo smettere in modo migliore, io e il mio compagno Giampiero ci siamo messi a piangere tutti e due, ma in cuor mio lo sapevo già».

Una vita nella Torres. Quasi.
«Sono stata fortunata, perché se nasci e cresci in una squadra come la Torres hai le basi per il resto della carriera».

Ma a 23 anni l’ha salutata.
«Era il 2002, ero giovane. Avevo sempre avuto il pallino di esplorare, e di Roma: il sogno era andare a vivere là. Ma la Torres non si discute».

La Torres è finita male, ora cercano di farla rinascere.
Questo periodo di crisi se l’è perso o se l’è risparmiato?
«Un po’ e un po’. Mi è dispiaciuto tanto quando ho saputo del fallimento. Un colpo al cuore, la Torres rappresenta il calcio femminile italiano, è la squadra più titolata, ha fatto la storia dello sport della mia città. Ora spero che la rifondazione riesca, sono la prima tifosa. E’ giusto che la Torres sopravviva, con i suoi titoli sportivi».

Un tempo la Torres era delle sassaresi.
«E’ stato un errore, non curare il settore giovanile. Anche se non è più come 30 anni fa bisogna andare a cercarle, le ragazze. A Roma è diverso».

In 25 anni come è cambiata la condizione femminile, anche nel calcio?
«In meglio sotto certi aspetti ma non vedo tutta questa crescita. In positivo ha contribuito l’avvento di Facebook, è migliorato l’aspetto mediatico perché sui giornali si vedono solo i trafiletti, in tutto lo sport femminile. Un angolino al telegiornale quando vinci una medaglia olimpica. Vale per la scherma, il volley…. Nanosecondi rispetto ai calciatori, che anche quando vanno in vacanza riempiono i giornali. Purtroppo la donna non riesce a esplodere, ad avere visibilità. La gente si stupisce ancora quando dici che giochi a calcio. C’è il tabù omosessualità, poi, ma lo sport non ha sesso, posso giocarci anch’io a calcio e tu puoi fare danza. Ognuno è quello che vuole essere e che è a prescindere dello sport che fa, libero».

Il ricordo più bello?
«Il primo scudetto, 3-1 al Torino all’Acquedotto davanti a 5000 persone. Un sogno. Poi le qualificazioni europee in Sardegna con la Nazionale, la famiglia in tribuna. Cantavo l’inno ma singhiozzavo per l’emozione, andavo fuori tempo e facevo sbagliare le compagne, mi hanno mezzo insultata ma volevo continuare a cantarlo».

Il più brutto?
«L’infortunio a un ginocchio, a 17 anni. Un anno perso. E ogni volta che ho dovuto lasciare una squadra. Ma il calcio femminile è anche questo, compio 40 anni e il lavoro è la cosa più importante».

Sempre in contatto con Sassari?
«Certo, Eleonora e Michele, amicizie che vanno oltre lo sport. Damiana, Angel, sento Roberto Ennas, Gigi Casu, rapporti che durano da 20 anni e più. E Tore Arca, l’allenatore con quale ero più in sintonia. Ci vediamo sempre a Ferragosto, il 14 caschi il mondo sono a Sassari, i Candelieri non si toccano».

Mai pensato di allenare?
«Non mi ispira, ma forse ancora non ho avuto lo stacco totale dal campo».

Ora il lavoro e un gol… particolare. Un figlio.
«L’idea di smettere nasce soprattutto per quello, visto che non sono più giovanissima. Però finché non arriva giocherò nella C regionale di calcio a cinque. Mi ci butterò anima e corpo perché è tutto nuovo, è un altro sport, mi intriga. Non c’è verso, senza competizione non so stare».

 

Olimpiadi Rio 2016: Francia, Germania e Svezia a caccia dell’oro per l’Europa

Il sesto torneo olimpico di calcio femminile inizierà oggi in Brasile. Le contendenti europee, Svezia, Germania e Francia, proveranno a ripetere l’impresa della Norvegia medaglia d’oro nel 2000. Vi raccontiamo chi sono le squadre europee in corsa.

FRANCIA

Avversarie Gruppo G: – Colombia (mercoledì, Belo Horizonte), – USA (sabato, Belo Horizonte), – Nuova Zelanda (martedì, Salvador)

Piazzamenti olimpici: quarto posto 2012

Curiosità: il Ct della Francia, Philippe Bergeroo, ha fatto parte della squadra che ha vinto i Campionati Europei UEFA del 1984; stesso anno in cui Les Bleus si sono aggiudicati la medaglia olimpica d’oro con Henri Michel in panchina.

Camille Abily, centrocampista Francia
“Metto la Coppa del Mondo e le Olimpiadi sullo stesso piano perché in entrambe le competizioni rappresenti la Francia a livello mondiale. Ai Giochi Olimpici ci sono le migliori nazioni. Lì hai davvero la sensazione di appartenere alla squadra francese insieme alle altre discipline e agli altri atleti. Abbiamo provato questa sensazione nel 2012. Tutti gli atleti francesi delle altre discipline che andranno a Rio fanno il tifo per noi e questo ci dà una carica in più. Ecco perché vincere una medaglia d’oro sarebbe fantastico”.

GERMANIA

Avversari Gruppo F: – Zimbabwe (mercoledì, San Paolo), – Australia (sabato, San Paolo), – Canada (martedì, Brasilia)

Piazzamenti olimpici: medaglia di bronzo 2008, medaglia di bronzo 2004, medaglia di bronzo 2000, fase a gironi 1996

Curiosità: questa sarà l’ultima competizione per Silvia Neid da Ct dopo 11 anni sulla panchina della Germania. Steffi Jones, attualmente assistente allenatore e medaglia di bronzo nel 2000 e 2004 da calciatrice (quando la Neid era la vice di Tina Theune), sarà il nuovo Ct.

Saskia Bartusiak, difensore Germania
“Silvia Neid mi ha allenata da quando ho iniziato a giocare in nazionale. È fantastica e ha fatto un incredibile lavoro per il calcio femminile in Germania, così come a livello internazionale. Non so nemmeno quanti trofei abbia vinto, ma il suo palmares parla per lei”.

SVEZIA

Avversari Gruppo E: – Sud Africa (mercoledì, Olympic Stadium, Rio de Janeiro), – Brasile (sabato, Olympic Stadium, Rio de Janeiro), – Cina (martedì, Brasilia)

Piazzamenti olimpici: quarti di finale 2012, quarti di finale 2008, quarto posto 2004, fase a gironi 2000, fase a gironi 1996

Curiosità: Pia Sundhage è stata il Ct degli Stati Uniti che ha vinto le medaglie d’oro nel 2008 e 2012 prima di tornare in patria per guidare la Svezia.

Pia Sundhage, Ct Svezia
“C’è qualcosa di davvero speciale nel partecipare alle Olimpiadi. Qui non si gioca solo a calcio ma si praticano tutti gli sport”.

Le due migliori terze si uniranno alle prime due di ogni girone per partecipare ai quarti di finale.

Medaglie delle precedenti Olimpiadi
2012: Stati Uniti (oro), Giappone (argento), Canada (bronzo); Londra, Gran Bretagna
2008: Stati Uniti (oro), Brasile (argento), Germania (bronzo); Pechino, Cina
2004: Stati Uniti (oro), Brasile (argento), Germania (bronzo); Atene, Grecia
2000: Norvegia (oro), Stati Uniti (argento), Germania (bronzo); Sydney, Australia
1996: Stati Uniti (oro), Cina (argento), Norvegia (bronzo); Atlanta, Stati Uniti

Milan Ladies: dalla Bocconi Alessia Groni e Giulia Longo

Ritorno in rossonero per Alessia Groni, portiere proveniente dalla Bocconi, che ha già difeso in passato la porta del Milan Ladies.
“È un ritorno prestigioso quello in rossonero di Alessia Groni, che incarna perfettamente le caratteristiche che dovranno avere le giocatrici della nostra rosa” questo il primo commento del DS Sessa. “Ringrazio Alessia per la scelta fatta, d’altronde è una giocatrice che non poteva mancare in questa squadra e che abbiamo strappato dal mercato insieme al Presidente Eros Badin, proprio per le molte offerte che le erano pervenute”.
“Sono contenta di poter collaborare ancora con questa Società – esordisce Alessia – e di poter vestire di nuovo questa maglia importante. Non vedo l’ora di farmi conoscere dal nuovo staff tecnico e mi impegnerò per raggiungere con le mie compagne gli obbiettivi stagionali.”

Approda al Milan Ladies anche Giulia Longo, forte centrocampista in arrivo dalla Società Bocconi, richiesto da parte del DS Germano Sessa per incrementare la qualità della squadra, per far fronte a un campionato che vedrà le Milan Ladies sicure protagoniste tra le squadre componenti il girone.
“È un arrivo importante anche questo di Giulia Longo – ci dice il DS Sessa – giocatrice d’esperienza che potrà impostare le geometrie a centrocampo che serviranno a Mister Volonterio. Non è stato facile portarla in rossonero in virtù delle diverse proposte che le erano giunte, alla fine ha prevalso lo spirito di affrontare la nuova stagione con un gruppo nuovo e fortemente motivato”.
“Sono sicuramente contenta ed entusiasta di iniziare questa nuova avventura – esordisce Giulia Longo – non vedo l’ora di tornare in campo e di mettermi in gioco. Ho tanta voglia di fare bene e spero di riuscire a togliermi qualche soddisfazione nel corso della stagione. Vengo da una realtà che ha sempre avuto grandi valori, che nel tempo ho fatto miei e spero di riuscire a trasmetterli alla mia nuova squadra”.

Si è spenta Lilly Piazzolla, pioniera del calcio femminile

Ci ha lasciato nella serata di ieri all’età di 70 anni Michelina Piazzolla, meglio conosciuta come Lilly, dopo aver lottato a lungo contro il cancro, uno dei peggiori mali del nostro secolo. Barlettana d’origine, moglie del giornalista Franco Di Pinto, era considerata una delle maggiori pioniere del calcio femminile in Puglia.
Il calcio era davvero la sua passione, infatti dopo aver conseguito la laurea in Educazione Fisica all’Isef di Roma – fu la prima ad aver svolto la tesi sul calcio femminile negli anni Settanta, quando l’argomento era ancora poco noto – a soli 22 anni aveva dato inizio alla propria carriera in quel mondo. Nel 2000 ha giocato nella Lazio in serie A e anche nell’Apulia Bari.

A dieci anni dall’esordio della propria carriera, nel 1978, aveva costituito la prima squadra di calcio femminile proprio nella nostra città, dove ha insegnato Educazione Fisica nelle scuole medie inferiori e superiori. Ha insegnato anche nella scuole di Trani, Andria e Bari. Il mondo del calcio però non lo ha mai abbandonato, nemmeno dopo aver messo le scarpette al chiodo, dimostrando grande passione, competenza e amore per il proprio lavoro. La sua passione l’ha messa al servizio dei giovani, di cui si è occupata nelle vesti di allenatrice e talent scout sempre alla ricerca di giovani promesse. Con lo stesso fervore aveva scritto un libro, dal titolo “Calcio al femminile. Che passione!” a metà strada tra autobiografia e guida introduttiva ad uno degli sport più seguiti al mondo.

Già, perché con la sua passione, il suo lavoro e la sua totale devozione allo sport, ha mostrato a quanti l’hanno seguita e conosciuta l’importanza dell’attività motoria e dello sport nella vita di ciascuno. Ha insegnato che esso tempra non soltanto il fisico ma la mente, stimolando al miglioramento, al superamento dei propri limiti, insegnando il valore del sacrifico e della lotta. Ha lottato Lilly, ma nulla ha potuto contro una malattia inesorabile quanto feroce.

L’incredibile gol sbagliato nella finale dei Campionati Europei UEFA Under 19 Femminili

Francia-Spagna, finale di Euro 2016 per le U19 di calcio femminile. La partita è in parità quando, a pochi istanti dal fischio finale, in pieno recupero, con la Spagna in attacco, il pallone finisce ad un metro dalla porta con il portiere fuori causa. Basterebbe davvero poco per segnare, anche un soffio, un calcio qualsiasi. Ed invece il capitano spagnolo colpisce il pallone troppo sotto spedendolo sopra la traversa per un gol sbagliato che sembra davvero impossibile da spiegare.
La giocatrice prima cerca di coprirsi il viso dalla vergogna con la maglietta, poi si butta a terra, disperata. La cosa ancor più terribile è che alla fine la Francia realizzerà il gol vittoria per il titolo di campioni d’Europa.

Guarda il video dell’azione.

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