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Ana Soldevilla, Futsal Pescara: “Si potrà vincere o perdere lo scudetto, noi lotteremo fino alla fine”

Credit: Debora Braga

Il Futsal Pescara è una delle squadre di vertice del calcio a 5 italiano. Il team abruzzese, guidato da Dudu Morgado, è attualmente al primo posto della classifica di Serie A ed ancora in corsa per la vittoria della Coppa Italia. Gli ultimi mesi dell’annata 2022-2023 saranno quindi cruciali per il quintetto adriatico, miglior difesa del torneo, che proverà a aggrapparsi anche alle giocate di Ana Soldevilla. Abbiamo raggiunto la forte classe 1992 nata in Spagna, ex Real Statte e Lazio, per qualche battuta sulla stagione in corso:

“Questo, a mio avviso, è uno dei campionati più equilibrati degli ultimi anni. È vero che siamo 4 squadre lassù praticamente dalle prime giornate ma questo non vuol dire che affrontare il resto delle squadre sia facile. Ci sono tante formazioni ben attrezzate, con un bel gioco, tanto grintose e se non entri concentrata in campo ogni domenica, qualunque squadra ti può mettere in difficoltà, al di là di quello che la classifica dice”.

Sarebbe stato difficile aspettarsi all’inizio anno una stagione così regolare non solo a livello di risultati ma soprattutto a livello di prestazioni. Siamo consapevoli che finora è stata una stagione perfetta ma è pure vero che quanto fatto fino a questo momento non conta praticamente nulla. Dobbiamo dimostrare questa continuità e questa solidità d’ora in poi, nei momenti e nelle gare che veramente contano.
Lavoriamo tanto sulla difesa.  Il mister ci chiede sempre una pressione altissima che ci permette di recuperare tanti palloni in prima linea. C’è il rischio di prendere il pallone alle spalle ma sappiamo d’essere ben coperte in porta”.

“Con il Pelletterie è stata una gara molto più difficile di quanto possa sembrare dal risultato. Loro si sta dimostrando ogni domenica di essere una delle rivelazioni del campionato. Hanno un gioco tanto fisico e stanno mettendo in difficoltà tutte le squadre. Il primo tempo è stato tiratissimo, con occasioni per tutt’e due le parti. Nel secondo tempo la lunghezza della nostra rosa e la concretezza sotto porta hanno fatto la differenza. Con la Vis Fondi, invece, sarà una partita più complicata di quanto possa sembrare in termini di classifica. Loro sono già retrocesse ma vincere contro la capolista potrebbe essere una bellissima soddisfazione e ci proveranno in ogni modo. Noi dobbiamo entrare concentrate non sottovalutare l’avversario e fare la nostra gara, provando a portare i 3 punti a casa facendo una bella prestazione. Manca poco alla Final Four di Coppa Italia e dobbiamo arrivarci nel miglior modo”.

“Per me sicuramente finora non è stata una stagione facile, qualche problema fisico di troppo che non mi ha permesso di mantenere una continuità. Per fortuna sembra di averli lasciati alle spalle. Ce la sto mettendo tutta per arrivare alla fase cruciale della stagione nelle migliori condizioni possibili e poter essere sempre pronta ad aiutare le mie compagne.
Dobbiamo continuare a lavorare come  stiamo facendo finora senza pensare troppo in là. Un punto a nostro favore penso possa essere la lunghezza della nostra rosa, che ci permette non solo di poter fare rotazioni, in continuazione durante le gare, ma anche di allenarci intensamente durante tutta la settimana.
Le tre finali perse l’anno scorso ancora bruciano e non vediamo l’ora di avere l’opportunità di rifarci. Si potrà vincere o perdere ma una cosa è sicura, il Pescara lotterà fino alla fine”.

Alessandro Spugna, nell’Olimpo del calcio supera il record di pubblico: “Si è perso con onore, nulla è impossibile a Barcellona”

Credit photo: Paolo Comba

La parola “Rimpianto” mister Spugna, dopo la sconfitta di misura per 0 ad 1 contro le Campionesse del Barcellona, non sa se usarla in conferenza stampa, ma ammette che: “qualche occasione nel secondo tempo l’abbiamo avuta, e quindi qualche rimpianto non lo nascondo, avremmo forse avere un po più di coraggio, ma ci tengo a dire che la squadra ha fatto ciò che doveva fare. Difronte ad una squadra che palleggia così bene, che capisce a leggere i momenti della gara è una squadra oltre tutto fisica che ti mette in difficoltà , pure provando qualche volta a ripartire“.

Nella ripresa la Roma ha fatto di più, ha avuto più occasioni sopra tutto alla fine, con cinque occasioni per riportare in parità la gara. “Il Barcellona del primo tempo, ammette il tecnico giallo-rossoci ha tolto tanto di quello che noi sappiamo fare normalmente: ci veniva a pressare alto, nei passaggi quindi non era semplice uscire con delle giocate, tante volte siamo state costrette a giocare palla in verticale cosa che noi non siamo tanto abitati a fare e questo ci ha messo un pochino in difficoltà. Forse dovevamo avere più coraggio, cosa che abbiamo trovato nella ripresa, e questo ci ha permesso di creare quattro o cinque situazioni pericolose”.

Forse al “Camp Nou” sarebbe opportuno utilizzare Losada dal primo minuto, visto che dal suo ingresso in campo a Roma la gara ha cambiato ritmo e pericolosità: “vedremo, non so lei è una giocatrice che fa bene, in crescita, ha migliorato il nostro palleggio e può essere la carta vincente”.

La Roma potrà giocarci la qualificazione, tra una settimana, ma Alessandro Spugna ci crede al passaggio del turno? “Crederci, indubbiamente si, il risultato è ancora aperto pur sapendo che loro in casa avranno il tifo dalla loro, è una squadra forte ma andremo là a fare la nostra partita è chiaro che se ne uscirà qualcosa di buono lo vediamo. Dobbiamo fare quello che si è visto, qui, nel secondo tempo. Il nostro obbiettivo era di tenere vivo il risultato per la gara di ritorno e credo che questo è stato fatto. Tutto è possibile!”.

Questa sera all’Olimpico vi è stato il “record italiano in quanto a pubblico su di una gara femminile”, 40.000 spettatori che hanno tifato e colorato lo stadio per una gara, in un contesto unico, ammette il tecnico “dobbiamo ringraziare tutto il pubblico di questa sera, poiché è stato un qualcosa di unico, ha reso una serata straordinaria per tutte noi e speriamo di ripeterla! Il giocare in questi campi qua fa solo piacere, se dobbiamo alzare il livello dobbiamo abituarci a giocare in stadi come questi, quindi è stata una bella esperienza”.

Padova -Triestina finisce con un punto a testa, 1 a 1 in Via Vermigli

Photo Credit: Pagina Facebook Calcio Padova Femminile

In Via Vermigli va di scena l’ormai classica sfida contro la Triestina, compagine ben nota alle padovane perchè già incrociata non solo nel corrente campionato ma anche nelle stagioni passate. Nella prima frazione il Padova risulta poco brillante rispetto alle ultime convincenti uscite, Fabbruccio e compagne hanno difficoltà nell’impostare il gioco che tanto le ha finora premiate e ne escono 45 minuti poco ordinati. 

La Triestina di contro sembra essere più in palla e alla mezz’ora sfiora il vantaggio colpendo un palo. Polonio protagonista con due parate salva risultato al 35esimo e al 42esimo. Fra primo e secondo tempo Mister Montresor ridisegna la squadra con l’inserimento di Callegaro, Spinelli e Lovato. I cambi danno la giusta e sperata scossa e Carli al quarto d’ora porta avanti le biancoscudate. Al 60 e al 70 fuori rispettivamente Spagnolo e Carli per Mele e Gallinaro per forze fresche sulla linea mediana e sul fronte offensivo.

Passata la mezz’ora però le ospiti riagguantano il pareggio con un’incertezza difensiva delle padovane che si fanno del male da sole riaprendo la gara. Ci crede fino all’ultimo la Triestina ma si supera Polonio, migliore in campo, all’85esimo mantenendo il risultato fino al definitivo pareggio. All’85esimo Michelon cede il posto a Zoppi sulla tre quarti. Si chiude così una gara opaca delle padrone di casa, fin troppo contratte e meno brillanti rispetto alle gare precedenti. Il punto portato a casa è comunque utile ai fini della classifica ma lascia il rammarico di una gara giocata al di sotto della qualità finora espressa dalle biancoscudate.

Modena: sei canarine ferme ai box

Sono diverse le atlete del Modena ferme ai box. Analizziamo i singoli casi e i tempi di rientro previsti:

Morè Paola – L’ultimo infortunio in casa gialloblu.
La canarina si è infortunata nel recupero della partita di domenica scorsa con il Fossolo 76. Gli esami strumentali hanno escluso problemi al menisco e ai legamenti. Lo staff del Riacef prevede di rimettere Morè a disposizione del Mister Montanini dopo la sosta Pasquale.
Montorsi Sara – Il portiere gialloblù.
Reduce dalla frattura al mignolo sinistro, sta facendo allenamento a parte per non perdere tono muscolare. Si prevede il ritorno in gruppo dalla prossima settimana.
Preti Lucia – L’esterno gialloblu.
Ferma da circa 20 giorni per una fastidiosa infiammazione al muscolo piriforme, le terapie in atto dovrebbero renderla disponibile dalla settimana prossima.
Vediamo ora le lungodegenti:
Toma Menotti Serena 
Quasi mai a disposizione del Mister Montanini già dal suo arrivo dalla Lucchese, l’attaccante sta portando avanti terapie per risolvere i problemi alla caviglia che dovrebbero consentirgli di rientrare in gruppo entro fine mese.
Melotti Virginia 
Ferma da diverse settimane, sta lavorando a parte con lo staff sanitario.
Incerti Martina
Reduce dall’intervento al legamento crociato, sta ultimando la fase riabilitativa, è però difficile rivederla in campo nella stagione in corso. Pertanto l’appuntamento è rimandato alla preparazione del prossimo Campionato.
Modena Calcio Femminile

La Roma scrive la storia, nella notte magica dei record all’Olimpico, contro il Barcellona: termina 0-1 ma che spettacolo!

Credit Photo: Andrea Amato

Difronte ai 39.454 spettatori dello Stadio Olimpico (record italiano nella storia del calcio femminile) la Roma di Alessandro Spugna, per la prima volta calpestano il quadrante di gioco della Capitale e scendono in campo tra le prime otto della massima competizione europea, e la missione se pur “impossibile”, poiché è contro la detentrice del titolo ovvero il Barcellona, resterà certamente un record storico per le ragazze giallo-rosse. Questa gara infatti è anche la prima in assoluto che lo stadio Olimpico ospita una partita al “femminile”, le capitoline – prime in campionato, in piena corsa per il titolo nella Poule Scudetto – meritano una cornice da grande notte Europea.

Le padrone di casa partono con 4-4-2 con Ceasar tra i pali, Bartoli-Wenninger-Linari e Minami in linea difensiva; Serturini-Giuliano-Greggi e Haavi in centrale; ed uniche punte Andressa Alves e Giacinti. Il Barcellona, al suo quarto ottavo di finale consecutivo e Campionesse in carica della Women’s Champions League, ha visto le ragazze di Jonatan Giràldez sul terreno di gioco con un 4-3-3, ovvero con Panos in porta, Rolfo-Leon-Peredes e Bronze in difesa; Guijarro-Walsch e Bonmati in centro campo; Parallelo-Oshoala e Graham Hansen in attacco.

La gara parte arrembante e grintosa, grazie ad un pubblico veramente caloroso che ad ogni tocco di palla, e recupero sulle avversarie, delle ragazze giallo-rosse inneggia un tifo vero come da finale. Uno spettacolo nello spettacolo che le ragazze di Spugna usano a loro favore per contrastare le furie bleu-grana che attaccano la porta delle capitoline con Hansen e Oshoaia. La pressione delle ospiti è evidente, ed il livello di gioco pure, ma la forza delle capitoline di chiudere gli spazi in difesa porta i suoi frutti ed il risultato resta invariato: grazie al muro difensivo dettato da capitan Bartoli ed alle prodezze di Camelia Ceasar. Una mezz’ora di gioco dove le ospiti si spingono bene in avanti, andando al tiro in più occasioni, e la Roma costretta a difendere con i denti la propria metà campo limitandosi a qualche prova dalla distanza per cercare d’impensierire i pali difesi da Sandra Panòs. In tribuna d’onore il Presidente della FIGC Gabriele Gravina, al fianco della CT Milena Bertolini, seguono il match con interesse e sopra tutto con grande soddisfazione per tutto il Movimento femminile Italiano, proprio nel momento che la numero 17 Salma Paralluelo, lascia partire un sinistro da fuori area che s’insacca per la rete del vantaggio per il Barcellona. Lodevole l’impegno e la grinta delle padrone di casa, ma la superiorità fisica e tattica delle ospiti che proseguono a fraseggiare con la sfera senza trovare un pieno contrasto da parte delle ragazze di Spugna che però, se pur soffrendo, chiudono la prima frazione con un modesto svantaggio.

La ripresa vede le padrone di casa entrare con più aggressività, ed ha provare di più ad avanzare con palla al piede, ma il Barsa è sempre ben posizionato e blocca quelle poche incursioni proposte da duo Giacinti-Alves. La migliore in campo resta, come nel primo, il portiere capitolino che salva la porta in due tiri ravvicinati di Oshoala. Al 55’ una grandissima occasione per Giacinti, fronte porta, viene calciata in angolo dall’estremo difensore bleu-grana: ad un soffio dalla rete del pareggio. Il mister giallo rosso tenta il tutto per tutto ed effettua i cambi: entra anche la ex Vicky Losada, oltre a Lucia Di Guglielmo e Benedetta Glionna. La gara è molto più equilibrata, forse la Roma ha trovato la consapevolezza che le avversarie accusano stanchezza e non sono poi così invincibili, e con Haavi si porta pericolosamente al possibile pareggio: solo una super Panos blocca il grido della curva sud. Poco dopo è Andressa Alves ad avere l’ennesima occasione, me è ancora il blocco difensivo delle ospiti a togliere la sfera dalla porta. Una Roma che nel finale cresce, ma non è precisa, anche se il pareggio sarebbe stato un risultato più che meritato.

Termina con la vittoria delle ospiti, dopo un duello avvincente ed una gara che ha portato molto spettacolo e buon gioco, un risultato finale scontato per il livello di superiorità delle Campionesse in carica ma resta certamente qualche rammarico per le ragazze di Spugna che hanno visto protagonista Camelia Ceasar, tra i pali, è la poca fermezza nelle finalizzazioni a rete delle sue attaccanti.

Al “Camp Nou di Barcellona” sarà molto dura ribaltare il risultato maturato questa sera ma nulla è ancora perso!

Torino Women: poche idee e ben confuse

Su di un terreno più adatto a seminar patate, che non a giocarci una partita di calcio (causa concomitanza con la formazione maschile, la squadra del Cit Turin è stata costretta ad emigrare in via Faccioli, sul campo della Femminile Juventus 1978), la Torino Women si arrende per 2-0 alla compagine definita “di casa” e dà l’addio alle residue speranze di poter arrivare seconda nel girone.

Le condizioni del fondo, però, non possono e non devono trasformarsi in un alibi: in primis, perché sulla polverosa terra battuta (arricchita, qua e là, da qualche zolla pseudo erbosa) si esibivano anche le avversarie, ed in secondo luogo perché, se il terreno accidentato è risultato un limite per le più tecniche giocatrici granata, le ragazze del Cit Turin hanno vinto proprio sul piano tecnico, con strette e precise triangolazioni che ne hanno esaltato la velocità d’esecuzione.

Scese in campo con Gindri fra i pali, MiloneVaracalliCarlevarisZiliani a comporre la linea difensiva, SeyeBalzanoLo Presti in quella mediana e SeverinoBiolattoManglaviti in quella avanzata (ma con le prime due che, in fase di non possesso, scalavano a dar manforte al centrocampo), le ragazze in divisa tricolore (maglia quasi completamente bianca, con fianchi rossoverdi) hanno subito dimostrato di non volersi dare per vinte a prescindere.

Le toriniste, invece, si posizionavano col loro classico 4-4-2. Che vedeva la Prundeanu estremo difensore, Lombardo e Palmisano esterni bassi affiancati alla, ennesima, inedita coppia centrale difensiva PomatiFurione, CapelloAbu Toma in mediana con CamporelliMolinar Min esterni alti e l’ultimo duetto, Caveglia CrestoZappone, ad interpretare la fase offensiva.

Come accennato, il Cit Turin si dimostrava decisamente più calato nel match e sin da subito, grazie al fraseggio stretto, metteva in crisi la retroguardia torinista. Era solo grazie alla bravura ed alla puntualità nelle chiusure di Fulvia Furione, se la squadra granata non soccombeva già nei primi minuti. Per ben tre volte, fra il 2’ ed il 9’, la centrale difensiva ospite disinnescava le incursioni palla al piede di Martina Manglaviti, in due occasioni, e Sara Biolatto, impedendo loro il tiro a botta quasi sicura. Al 17’, poi, era Odiphri Abu Toma, con un intervento di grande spettacolarità, ad anticipare una Manglaviti già pronta a colpire.

Un paio di minuti prima, si era registrato il primo tiro della Torino Women, ad opera di Valentina Zappone, ma da troppo lontano e troppo centrale. La medesima attaccante ci provava pure al 27’, con un destro dal limite, ma pure in quest’occasione non riusciva ad angolare la sua mira.

L’impressione dominante, però, era sempre quella di una maggior convinzione della squadra di casa, mentre quella ospite appariva molto più imprecisa e confusionaria. E quasi alla mezz’ora, arrivava la svolta dell’incontro: sugli sviluppi di un corner, una Manglaviti in splendida solitudine era libera di girare il pallone di testa, praticamente dal dischetto del rigore, trafiggendo l’incolpevole Prundeanu.

Invece di stimolare una reazione, lo svantaggio rendeva le toriniste ancor meno precise. In questo frangente, era la Abu Toma a cercare con più convinzione il pareggio: però, al 36’ era una presa alta della Gindri ad annullare ogni pericolo, mentre al 42’ un sinistro dalla trequarti sorvolava di un metro la traversa. Un minuto dopo, la centrocampista granata si costruiva letteralmente da sola l’azione forse più pericolosa di tutta la gara torinista: la numero 18, in piena area si liberava dalla marcatura con un delizioso “sombrero”, ma il sinistro successivo veniva poi troppo strozzato e la palla usciva non molto lontano dal palo destro della porta di casa.

L’ultima occasione, realizzatasi già nei minuti di recupero, vedeva Martina Capello (oggi un po’ spenta, probabilmente a causa di una recentissima forma influenzale) calciare direttamente una corta respinta della difesa tricolore, ma leggermente troppo alto.

Chi si aspettava, nella ripresa, un Torino col coltello fra i denti, rimaneva invece profondamente deluso. Al fischio di ripresa dell’arbitro (il piuttosto indeciso e pure un po’ impreciso Francesco Errera, della sezione di Torino) le ragazze dell’allenatore Michele Del Vecchio riuscivano, se possibile, a peggiorare ancor più la loro prestazione. La confusione, infatti, si espandeva dalle trame di gioco alle posizioni in campo, con soprattutto la Zappone che, forse per riuscire a giocare qualche pallone, arretrava a fare praticamente la centrocampista aggiunta, privando però l’attacco granata del suo punto di riferimento principale, rendendolo ancor più sterile e causando la rabbia neppur tanto repressa del proprio allenatore. Del centravanti granata, difatti, nella seconda frazione viene ricordato soltanto un destro a filo incrocio (53’).

Non che, dagli altri elementi torinisti, si sia potuto ottenere qualcosa di meglio: la cronaca parla di un tiro, scoccato da quasi fondo campo ed ovviamente fra le braccia della piazzatissima Gindri, per opera della Elisa Molinar Min al 56’. Ma per il resto, nulla!

Neppure la mossa di Del Vecchio, con l’inserimento di Alessandra Spagnolo in avanti (ad uscire, al 55’, era stata Federica Camporelli), riusciva a dare gli effetti sperati. La Torino Women, aveva ormai perso tutti i propri riferimenti ed il suo gioco fluiva (si fa per dire) a casaccio. Così, le ragazze del tecnico Fulvio Frisullo riuscivano a mantenere il pallino del gioco, nonostante la fatica non consentisse più il fraseggio ad alta velocità: ma restava, comunque, la precisione nei passaggi.

Per lunghi periodi, la sfera ristagnava nello spazio fra le due aree, e le occasioni pericolose calavano di numero anche per la Cit Turin. Era soprattutto la Biolatto, ad impensierire la porta torinista. Purtroppo, però, l’avanti di casa difettava nella mira: al 49’ aveva calciato alto da notevole distanza, mentre al 65’ sfiorava l’incrocio dei pali con un tiro dal limite.

La precisione, invece, non difettava ad Elena Varacalli che al 72’, su una punizione dal limite (il cui fallo era costato un cartellino giallo per Francesca Pomati) piazzava la palla perfettamente all’incrocio, alla sinistra della Prundeanu. Un calcio piazzato di rara e pregevole fattura.

Il raddoppio toglieva anche le residue energie alla Torino Women, mentre le ragazze in divisa tricolore, a quel punto, cercavano soltanto di controllare il resto del match che, del resto, viveva solo più sulle sostituzioni. Se, in precedenza, Eugenia Amerio aveva già rilevato Agnese Severino (63’), fra le fila di casa entravano ancora Benedetta Dolzan (66’) e Giulia Bucci (quasi allo scadere), rispettivamente in luogo della Biolatto e della Manglaviti.

Sul fronte torinista, invece, Elena Villa subentrava a rilevare Debora Palmisano (75’), mentre il dodicesimo Gaia Piacentino (4’ più tardi) rilevava il posto fra i pali, con lo spostamento della titolare Prundeanu a centrocampo, in luogo della infortunata Capello. Proprio la regista granata, restava a lungo stesa sulla panchina per poi, a fine gara, lasciare l’impianto in ambulanza, a causa di un vasto ematoma nella zona parietale sopra l’occhio destro (fortunatamente, già in serata, giungevano aggiornamenti che tranquillizzavano tutti sulla gravità dell’infortunio).

Dunque, in sintesi, la Torino Women ha disputato forse una delle sue peggiori partite e non solo stagionali (dal disastro, possono probabilmente essere salvate solamente Furione ed Abu Toma), mentre la Cit Turin ha colto uno dei suoi più brillanti successi (con la Manglaviti cui dovrebbe sicuramente andare l’eventuale premio per la migliore in campo): forse inutile per la corsa ai play off, ma pienamente meritato e fonte di orgoglio per le sue giovanissime componenti.

Marta Lorrai, Rovigo Orange: “Stagione entusiasmante. Nazionale? Indossare quella maglia è una soddisfazione gigantesca”

Tra le squadre in corsa per la permanenza nella Serie A Pure Bio, la massima divisione del calcio a 5 femminile, c’è la Rovigo Orange. La squadra veneta attualmente è in bilico tra la zona play-off e quella play-out. Fondamentale quindi non sbagliare nelle ultime 4 gare di campionato cercando di sfruttare anche l’entusiasmo come nel caso di  Marta Lorrai, recentemente convocata nella Nazionale del tecnico Francesca Salvatore. Abbiamo raggiunto proprio la calcettista classe 2001 arancionera, proveniente dal Jasnagora, per qualche battuta.

“Penso che finora sia stato un campionato molto bello. Il torneo ne racchiude altri tre: uno con quattro super potenze che tra loro si giocano, fin dalla prima giornata, il primato, il quinto posto è il premio dell’altro campionato giocato tra Kick Off e Lazio e poi, il nostro dove si combatte sia per evitare i playout che per accedere ai playoff. Che si può chiedere di più ad un campionato con tre competizioni diverse all’interno? Triple emozioni”.

La nostra stagione ha avuto diversi alti e bassi, con un inizio complicato dovuto ai tanti cambiamenti. Siamo state brave ad adattarci e rientrare in quelle che erano le aspettative iniziali, ovvero prendere quanti più punti possibili necessari in chiave salvezza negli scontri diretti. Adesso in questo rush finale siamo chiamate a ripetere quello fatto al girone d’andata per riuscire a raccogliere il più possibile e arrivare, come prefissato inizialmente, il più in alto possibile.
Sicuramente ci siamo fatte sfuggire diversi punti soprattutto nelle gare casalinghe ma preferisco guardare quei punti ancora da conquistare piuttosto che quelli ormai andati, dai quali si può solamente trarre insegnamento e poco di più”.

“Calcisticamente parlando penso che per me sia stata una stagione sopra ogni aspettativa. Sono partita con tante paure e poche certezze. Posso dire di star concludendo una stagione con una crescita tanto importante sia sotto l’aspetto caratteriale che sotto quello calcistico, diminuendo un po’ di paure in favore di qualche certezza in più.
Gioco in Serie A al fianco di persone che hanno scritto la storia di questo sport, sono stata convocata e sono scesa in campo con la maglia più emozionante e azzurra del mondo, tutte cose che ad inizio campionato mai avrei pensato di poter toccare con mano e per cui non posso che essere grata”.

“Contro il Bitonto penso sia stata una delle nostre peggiori partite oltre al risultato. Sia mentalmente che fisicamente non siamo state all’altezza di una squadra con tante campionesse che dal primo al quarantesimo minuto sono state nettamente superiori a noi. Contro l’Audace ci aspettiamo un match tanto bello quanto combattuto. Si tratta di due teste di serie del sotto-campionato per la salvezza e penso che entrambe le squadre, noi sicuramente, vogliano uscire dal campo senza alcun rimpianto e possibilmente con tre punti in tasca. Sarà una bella partita, per noi giocatrici e spero per chi ci guarderà”.

 “Nazionale? Un’emozione del genere non è facile da descrivere a parole, puoi immaginare tante volte quel momento per poi renderti conto che il cuore batte più forte e veloce di quanto sei in grado di pensare. Indossare quella maglia è una soddisfazione gigantesca ma allo stesso tempo ti fa capire quanto sia necessario continuare ad impegnarti e a dare tutta te stessa, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita per poterla indossare ancora. Ti fa capire che niente a quel livello è scontato e che la tua presenza li è tutta da guadagnare, nonostante in quello stesso istante tu abbia quella maglia sopra la pelle.
Cantare l’inno penso sia stato uno dei momenti più emozionanti, in quel momento le gambe tremano e la voce esce a stento, persino gestire il fiato per poter cantare è molto complicato”.

Silvia Marcolin, Trento: “Il Chievo un avversario forte, complimenti alle ragazze per questa vittoria”

Crediti fotografici: Daniele Panato/Ufficio Stampa Trento Calcio Femminile

Il Trento Calcio Femminile torna alla vittoria in Serie B dopo tre mesi e due settimane, davanti al pubblico di casa: al Briamasco, le ragazze di Silvia Marcolin hanno sconfitto il Chievo per 1-0, grazie alla rete di Melanie Kuenrath in apertura del match e ad una buona organizzazione di gioco. Trionfo giudicato necessario dall’allenatrice, per restituire un po’ di fiducia alla squadra. La corsa alla salvezza è riaperta e, anche se mancano solo nove sfide alla conclusione del Campionato, il Trento le approccerà al meglio delle proprie possibilità; nel frattempo, arrivano le congratulazioni al gruppo:

“Faccio i complimenti alle ragazze perché la vittoria di oggi è frutto del grande lavoro fatto in settimana che si è proiettato su questa partita importantissima. Abbiamo giocato per ottenere i tre punti dal primo all’ultimo minuto contro un avversario forte che non era facile da affrontare. Ora dobbiamo continuare il nostro percorso di crescita, andando a giocarci le restanti nove gare come fossero finali. Domenica prossima arriva al Briamasco il Tavagnacco e prepareremo al meglio la partita, sotto tutti i punti di vista, per riuscire a raggiungere una diretta concorrente per la salvezza.”.

 

LND: il calcio italiano contro la discriminazione razziale, tutti #UNITIDAGLISTESSICOLORI

Il calcio italiano rinnova il suo impegno contro la discriminazione razziale. La Federazione Italiana Giuoco Calcio, i suoi Settori, le sue Divisioni e tutte le componenti federali inviano un messaggio univoco in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale: dopo il successo dello scorso anno, la squadra del calcio italiano al completo scende di nuovo in campo con la campagna #UnitiDagliStessiColori. Un progetto di sensibilizzazione che verrà declinato in diverse forme e che è promosso in continuità con quanto discusso nel tavolo permanente di lavoro sull’antidiscriminazione istituito in FIGC nel febbraio 2022.

“Mai più razzismo – dichiara il presidente della FIGC Gabriele Gravina – non ci dobbiamo stancare di ripeterlo, affinché la nostra società civile e il mondo dello sport, del calcio in particolare, si possa finalmente liberare da qualsiasi forma di discriminazione. Ogni insulto e ogni violenza rappresentano una ferita dolorosa inferta al cuore della nostra Comunità. Insieme a tutti gli stakeholders del calcio, che ringrazio per la sensibilità, promuoviamo i valori di amicizia, di accoglienza e di gioia che rappresentano la profonda identità del gioco del calcio”.

Leghe (Lega Serie A, Lega Serie B e Lega Pro), Componenti Tecniche (Assocalciatori e Associazione Italiana Allenatori di Calcio), Associazione Italiana Arbitri, Settori (Settore Giovanile e Scolastico e Settore Tecnico) e Divisioni (Divisione Calcio Femminile e Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale) divulgheranno i messaggi associati alla campagna sui loro canali digital e attraverso piani di comunicazione mirati, a partire da quelli della FIGC e degli Azzurri, con la partecipazione del Commissario Tecnico Roberto Mancini.

Nei week-end del 25-26 marzo e del 1-2 aprile si mobiliterà anche la grande famiglia della Lega Nazionale Dilettanti e sarà articolato nel modo di seguito specificato, fermo restando il lancio della campagna nella giornata del 21 marzo 2023: fine settimana 25 e 26, compresi anticipi e posticipi, Campionato Serie C femminile a 11, campionati nazionali di Calcio a 5 maschili e femminili e tutti i campionati regionali e provinciali di calcio a 11 e di calcio a 5, maschili e femminili e nelle giornate del 1 e 2 aprile 2023, campionato Serie D maschile a 11.

Nel fine settimana di campionato del 9-10 aprile gli striscioni #UnitiDagliStessiColori saranno esposti sui campi di A, B e C maschile, mentre i direttori di gara vestiranno la t-shirt della campagna. La Divisione Calcio Femminile esporrà lo striscione in occasione della gara Inter-Juventus del 25 marzo e anche in questo caso la quaterna arbitrale indosserà la t-shirt durante l’ingresso in campo delle squadre, mentre la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale diffonderà la campagna il 25 marzo (6ª giornata Lombardia a Milano e 5ª giornata Piemonte-Valle D’Aosta a Savona) e anche il 1° aprile (gare del Veneto) a Verona.

La campagna – Attraverso l’utilizzo della quadricromia dei colori CMYK (ciano, magenta, giallo e nero), il concept #UnitiDagliStessiColori, ideato dall’agenzia Independent Ideas (Publicis Groupe), racconta le diverse etnie da un nuovo punto di vista originale: contro le logiche irrazionali della discriminazione, la campagna si avvale dei colori primari dimostrando come ogni tipo di pelle abbia la stessa origine e, di fatto, sia la combinazione degli stessi colori. Il progetto vede come partner istituzionale UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri) ed è stato realizzato con il contributo UEFA HatTrick FSR (Football and Social Responsibility).

Michele Ardito, Cesena: “Brescia? Abbiamo giocato contro una squadra forte, entrambe non meritano questa classifica”

Photo Credit: Cesena FC Femminile
Nella ventunesima giornata di Serie B il Cesena ha vinto per 4-2 contro il Brescia, con Distefano mattatrice della partita con una tripletta. In casa romagnola nel post gara a parlare, ai microfoni del club, è stato il mister Michele Ardito che sul successo contro le rondinelle ha affermato:
“Era una partita che volevamo vincere a tutti i costi, eravamo molto determinate perché la sfida di oggi potevamo cambiare il prosieguo del campionato.  Questa squadra secondo me è stata sfortuna nella seconda parte di stagione, sono successe tante cose e inoltre gli infortuni ci hanno spesso costretto a scelte obbligate. Anche oggi le giocatrici che sono entrate non erano al meglio poiché rientravano da un periodo di assenza.
Abbiamo giocato contro una squadra forte, entrambe non meritano questa classifica. Più o meno ci assomigliamo nel percorso fatto, anche il Brescia ha dovuto fare il conto con diversi infortuni.
Tornando alla mia squadra, sono contento perché ho visto un atteggiamento in campo molto positivo, le ragazze si sono impegnate tanto. Il gol subito ci ha spaventato e abbiamo lasciato più campo al Brescia, ma sentivo che potevamo conquistare i tre punti perché negli allenamenti della settimana ho visto una luce diversa. Cosa ci aspettiamo dalle ultime 8 partite? Affronteremo le prossime gare con la serenità e consapevolezza che  sappiamo giocare a calcio. Adesso ci godiamo il momento e da martedì prepariamo la trasferta di Napoli” 

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