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Antonio Filippini, Genoa: “Se vogliamo essere felici dobbiamo superare noi stessi ogni giorno”

Photo Credit: Bruno Fontanarosa

 Nei giorni scorsi Antonio Filippini, tecnico del Genoa, ha lasciato qualche battuta tramite social sul momento della sua squadra. L’allenatore delle liguri, dopo essersi incrociato a fine febbraio con il suo ex Brescia, trova ancora una volta opposto un club legato al suo passato da calciatore ovvero la Lazio. Le rossoblù e le biancocelesti, infatti, si affronteranno domani, per il ventesimo turno di Serie B. Il coach delle genoane, dopo il successo contro la Torres per 4-1, aveva invece commentato:
“Ragazze complimenti, vittoria e sesto risultato utile consecutivo. Conquiste che ci rendono felici. Se vogliamo continuare ad esserlo dobbiamo superare noi stessi ogni giorno, questa è la vera sfida”.

Milan: dopo il vantaggio di Piemonte la Roma rimonta e vince 3-1 all’undicesimo di recupero grazie a Losada

Credit: Andrea Amato
Così fa male. Dopo una partita di cuore e sacrificio, le rossonere cadono al minuto 101 e abbandonano il sogno di accedere alla Finale di Coppa Italia. Finisce 3-1 a favore della Roma, che rimonta l’iniziale vantaggio di Piemonte con le reti di Andressa, Giacinti e Losada. Se il risultato finale non ci sorride, il percorso di queste ragazze merita applausi: dopo l’1-0 dell’andata, la formazione di Ganz ha messo in campo ogni singola energia per riuscire a raggiungere l’atto conclusivo della competizione, arrendendosi soltanto all’undicesimo degli otto minuti di recupero inizialmente concessi.

Rimane molto rammarico per una squadra che avrebbe ampiamente meritato il passaggio del turno e che, fino al gol del 2-1 nato per il grave infortunio di Guagni, era in controllo della situazione. Il 3-1 finale di Losada, che ha sancito l’eliminazione, è arrivato pochi istanti prima dei supplementari, che a quel punto sembravano l’epilogo giusto e naturale di una sfida entusiasmante ed equilibrata. Restano la delusione ma allo stesso tempo la consapevolezza di aver disputato un grande torneo: questo gruppo merita una soddisfazione che presto o tardi arriverà. Avanti così!

LA CRONACA
Inizia la partita e le rossonere provano subito a sorprendere la Roma con una percussione di Guagni, il cui cross viene salvato da Bartoli prima che arrivi sul piede di Grimshaw. La padrone di casa iniziano poi a macinare gioco costringendo il Milan ad abbassare il baricentro: all’11’ Adami compie un coraggioso salvataggio di testa sul tiro potente e preciso di Haavi. La formazione di Ganz tiene botta e riparte, pungendo spesso su calcio piazzato: da situazione di corner, al 24′ Minami salva sulla linea il destro a botta sicura di Nouwen. Nonostante la pressione giallorossa, il primo gol del match è rossonero e arriva al 31′ quando, sul cross di Guagni, Martina Piemonte approfitta di una disattenzione difensiva e batte Ceasar. La Roma sembra subire il colpo ma trova le forze per pareggiare al 41′ con Andressa, che si inserisce sul cross di Serturini e batte Babb di testa.

La ripresa si apre con l’occasione per Giugliano dopo cinque minuti, un diagonale rasoterra che esce di pochissimo alla destra di Babb. La Roma spinge ma il Milan risponde con due occasioni ravvicinate: al 59′ Vigilucci trova in area Bergamaschi, che gira di testa a lato di poco. Un minuto più tardi è la stessa Bergamaschi ad andare al cross per Adami, ma Bartoli si immola e salva un gol fatto. La svolta della partita arriva al 62′: Guagni è in anticipo su Haavi ma crolla a terra per un grave infortunio, l’avversaria sceglie di continuare a giocare e va al tiro, Babb respinge e sulla ribattuta Giacinti insacca il 2-1. La rossonera è costretta al cambio e dopo una lunga pausa la partita riparte con il solito equilibrio: al 90′ vengono segnalati otto minuti di recupero, al 99′ Babb vola a negare il gol a Greggi ma la rete arriva al 101′, a tempo scaduto, con Losada che da due passi mette dentro un cross di Giugliano. Finisce così, nel modo peggiore: 3-1 Roma.

 IL TABELLINO

ROMA-MILAN 3-1

ROMA (4-3-3): Ceasar; Bartoli (30’st Di Guglielmo), Linari, Wenninger, Minami; Greggi, Giugliano, Andressa (17’st Glionna); Serturini, Giacinti (35’st Losada), Haavi. A disp.: Öhrström; Ciccotti, Cinotti, Kollmats, Kramzar, Landström. All.: Spugna.

MILAN (4-3-3): Babb; Guagni (20’st Árnadóttir), Mesjasz, Nouwen, Thrige; Adami, Grimshaw, Dubcová K.; Bergamaschi, Piemonte, Vigilucci (20’st Thomas). A disp.: Fedele, Giuliani; Carage, Fusetti, Soffia; Mascarello; Dubcová M.. All.: Ganz.

Arbitro: Kumara di Verona.
Gol: 31′ Piemonte (M), 41′ Andressa (R), 17’st Giacinti (R), 56’st Losada (R).
Ammonite: 16’st Adami (M), 38’st Linari (R).
Espulso: 24’st Ganz (M).

Chiara Tulumello, Meran Women: “Vedo la luce in fondo al tunnel e vorrei provare a mettere in difficoltà il mister”

Meran women Chiara Tulumello

Nel mese di settembre, a pochi giorni dalla prima partita in Serie C, in casa  Meran Women si registrò l’infortunio al crociato del suo capitano Chiara Tulumello.  La stessa giocatrice, ormai pronta al rientro, a parlato ai microfoni del club secondo nel girone B di terza serie affermando:

Quello al crociato e menisco è stato l’infortunio più grave che io abbia subito, a livello mentale sono stati 6 mesi devastanti. Finalmente a trent’anni ero pronta a giocare in questa categoria. Mi ero preparata moltissimo, ho lavorato tutta l’estate in vista dell’esordio e dl punto in bianco è svanito tutto ad una settimana dall’inizio del campionato. Grazie al miei genitori, al mister, Giovanni, Pietro e la squadra ml sono rialzata e ho iniziato a pensare immediatamente alla riabilitazione. Stiamo facendo un campionato strepitoso, abbiamo uno staff ed una squadra grandiosi che attualmente cl hanno portato a questo secondo posto. Adesso vedo la luce in fondo al tunnel e vorrei provare a mettere in difficoltà il mister per farmi convocare domenica contro l’Orvieto. Voglio rientrare e dare il mio contributo, ma sono consapevole che non sarà tutto semplice“.

Inter: non basta il gol di Chawinga allo Juventus Training Center

Credit: Andrea Amato

VINOVO – Finisce in semifinale il cammino dell’Inter di coach Rita Guarino nella Coppa Italia femminile: dopo l’1-1 dell’andata le nerazzurre vengono sconfitte dalla Juventus con il risultato di 2-1 ai tempi supplementari. All’Inter non basta una grande prestazione, con il gol di Chawinga che aveva portato la sfida oltre i tempi regolamentari.

Primo tempo che si apre con una Juventus molto agguerrita, che trova subito il gol del vantaggio con Gunnarsdottir, brava a colpire di testa su un cross di Pedersen. Le nerazzurre subiscono il colpo, ma provano a reagire, ispirate soprattutto dalle corse in profondità di Tabitha Chawinga, che prova a scuotere la squadra. L’Inter si sbilancia alla ricerca del pareggio e lascia spazi alle ripartenze bianconere: al 18′ Beerensteyn si vede negare il gol da una grande parata di Piazza, situazione che si ripete anche otto minuti più tardi. Nel finale di tempo l’Inter colleziona chiare occasioni da gol: al 34′ Merlo viene servita in area da Chawinga, ma il tiro dell’esterno nerazzurro viene deviato in angolo da un difensore. Sul corner successivo Van der Gragt vola più in alto di tutti, ma il suo colpo di testa non inquadra la porta.

La ripresa si apre con un’Inter decisamente più aggressiva e organizzata: al 47′ Polli, servita da Pandini, si libera in area e tira, ma la sua conclusione viene controllata da Peyraud-Magnin. Nella sua metà campo però le nerazzurre concedono spazi alle ripartenze della Juventus, che va vicina al raddoppio con Bonansea al 51′: il suo tiro viene respinto sulla linea da Van der Gragt. La partita diventa quasi un duello tra Chawinga e Beerensteyn: entrambe guidano le azioni offensive delle due squadre e sono le giocatrici più pericolose in campo. La juventina va vicina al gol prima con un colpo di testa che termina fuori, poi in contropiede non trova la rete anche grazie alla grande uscita di Piazza, abilissima a chiudere lo specchio della porta. Nel finale Chawinga semina il panico nella retroguardia bianconera: al 74′ impegna Peyraud Magnin, che mostra grandi riflessi su una conclusione rasoterra, poi all’83’ trova il gol del pareggio che rimette la semifinale in perfetto equilibrio. L’attaccante malawiana si libera in area e prova la conclusione due volte: nel primo caso Peyraud Magnin salva la Juventus con un miracolo, ma nulla può fare sul secondo tiro a porta sguarnita. Nel finale l’Inter continua a spingere, nella speranza di completare la rimonta prima dei tempi supplementari, ma non riesce a trovare il guizzo giusto.

I supplementari si aprono ancora nel segno di Chawinga, che al 93′ si trova a tu per tu contro Peyraud Magnin: il portiere bianconero si esibisce in una grande parata che nega il gol all’Inter. Al minuto 100 arriva la svolta decisiva della partita: Beerensteyn entra in area dalla sinistra, si libera di Fordos e batte Piazza con un tiro potente e imparabile, segnando il gol del 2-1 per la Juventus. Un colpo troppo duro per le ragazze di coach Guarino, provate dopo una partita combattutissima e decisamente dispendiosa: l’Inter prova ad attaccare con il cuore, alla ricerca di un pareggio che porterebbe la sfida ai rigori, ma non crea limpide occasioni da rete. Nel finale si gioca pochissimo, la Juventus riesce ad amministrare il vantaggio andando anche vicina al colpo del KO con Salvai. Nell’assalto finale portato dall’Inter le nerazzurre non riescono a trovare il gol decisivo: finisce 2-1 per la Juventus, che si qualifica alla finale della Coppa Italia femminile. Una prestazione coraggiosa e di grande carattere quella dell’Inter, che deve però arrendersi alla squadra di Montemurro.

IL TABELLINO

JUVENTUS-INTER 2-1 D.T.S.

Rete: 2′ Gunnarsdottir (J), 83′ Chawinga (I), 100′ Beerensteyn (J).

JUVENTUS (4-2-3-1): 16 Peyraud Magnin; 3 Gama (9 Cantore 81′), 71 Lenzini (21 Caruso 71′), 32 Sembrant, 23 Salvai; 2 Pedersen, 77 Gunnarsdottir (6 Nystrom 108′); 11 Bonansea, 15 Grosso, 18 Beerensteyn; 10 Girelli. A disposizione: 1 Aprile, 38 Forcinella, 20 Simon, 27 Schatzer, 29 Pfattner, 33 Duljan. Coach: Joseph Montemurro.

INTER (3-4-3): 12 Piazza; 3 Van der Gragt, 19 Alborghetti, 17 Fördős (29 Kristjánsdóttir 102′); 25 Thøgersen, 34 Mihashi (6 Santi 69′), 20 Simonetti (33 Ajara Njoya 79′), 13 Merlo; 11 Chawinga, 9 Polli (7 Marinelli 102′), 18 Pandini (5 Karchouni 69′). A disposizione: 1 Gilardi, 27 Csiszar, 31 Lång, 35 Calegari. Coach: Rita Guarino.

Ammonite: Lenzini (J), Van der Gragt (I), Salvai (J), Fordos (I).

Recupero: 1′, 4′, 1′, 2′.

Arbitro: Francesco Carrione (sez. Castellammare di Stabia). Assistenti: Lencioni-Munerati. Quarto Ufficiale: Mirabella.

Ternana, Melillo pre Napoli: “Una gara decisiva, possiamo giocarcela”

Credit: Ternana

Domani alle ore 14:30, in occasione della ventesima giornata di campionato di Serie B Femminile, la Ternana affronterà tra le mura amiche del Moreno Gubbiotti di Narni il Napoli Femminile. Fabio Melillo, allenatore delle rossoverdi, ha analizzato la gara e il momento della sua squadra a poche ore dal match. Di seguito, l’intervista rilasciata ai canali ufficiali del club:

”Ancora una grande squadra da affrontare. Hanno investito tanto per tornare in A, acquisendo ragazze forti anche a gennaio. Noi ormai abbiamo la consapevolezza di essere una bella squadra, possiamo giocarcela con tutte. Nei confronti diretti è mancata un po’ di fortuna ma ci siamo avvicinate alle grandi. Meritiamo di lottare lassù e vogliamo rimanere in alto in classifica. Mi aspetto una gara complicata. Hanno cambiato allenatore un po’ a sorpresa quindi può darsi cambino delle cose ma a prescindere da questo sarà una gara giocata con grande intensità e aggressività. All’andata subimmo un po’ questo aspetto soprattutto a centrocampo. Hanno due attaccanti fantastiche, noi metteremo le nostre prerogative e daremo tutto, dal primo all’ultimo minuto”.

Sul campionato delle rossoverdi: “Le ragazze stanno bene, lavorano con convinzione. Poi questa settimana hanno avuto anche la soddisfazione di fare una parte dell’allenamento con la maschile, sono cose che caricano e ci fanno dire di aver fatto una grande scelta nell’abbracciare il progetto Ternana. Le prossime due partite (Napoli e Verona, n.d.r.), saranno decisive per le nostre ambizioni. Uscirne bene significherebbe molto. Abbiamo avuto un calendario difficile all’inizio, ora però arriveranno i confronti diretti anche per le altre”.

Irene Spallucci, Apulia Trani: “Siamo consapevoli delle nostre forze e dei nostri limiti, lavoriamo per limare questi ultimi”

E’ tornata in campo con grinta e caparbietà la capitana dell’Apulia Trani Irene Spallucci che commenta così la sfida persa di misura con il Cittadella: “Abbiamo pregustato il sapore del risultato positivo davanti ai nostri sostenitori: se il direttore di gara fosse stato soltanto un po’ più imparziale, sicuramente, parleremmo di un altro epilogo. Con il Cittadella è stata una sconfitta amara maturata al cospetto di una formazione che si trova al terzo posto e arrivata soltanto al 77’. Eravamo in partita ma si sa in questi match se non la metti dentro alla fine una piccola distrazione può costar caro. Ne usciamo a testa alta e stiamo capendo la nostra identità che ci sta aiutando a tener testa a tutti gli avversari e a lavorare come sempre più costantemente durante la settimana”.
Cosa serve per salvarsi?: “Direi soltanto i punti. La determinazione ce l’abbiamo e siamo consapevoli delle nostre forze e dei nostri limiti. In ogni allenamento lavoriamo per limare questi ultimi”.
Verso la sfida con l’Arezzo: “E’ una partita importantissima per entrambe le compagini in cui dobbiamo pensare solo a noi stesse. L’avversario lo analizzeremo e conosceremo durante la seduta di match analyst”.
COMUNICATO APULIA TRANI

Coppa Italia FS Italiane: la Juve stende l’Inter ai supplementari, la Roma gioisce al 101. Finale tra bianconere e giallorosse

Credit: Andrea Amato

Questa edizione della Coppa Italia Ferrovie dello Stato Italiane ha le sue due finaliste: Roma e Juventus. Le giallorosse e le bianconere hanno superato rispettivamente Milan e Inter; la squadra di Spugna è riuscita a ribaltare lo svantaggio di 1-0 dell’andata mentre le ragazze di Montemurro hanno eliminato l’Inter ai supplementari con un successo di misura, dopo aver chiuso sull’1-1 i tempi regolamentari anche questo match di ritorno.

Al Tre Fontane, fin dall’inizio la Roma ha provato in tutti i modi a imporsi sul Milan cercando di annullare presto lo svantaggio da cui la squadra partiva. La prima occasione è arrivata con Haavi che è andata a un passo dall’1-0 al 12′ con un destro al volo preciso e potente ma una deviazione di testa all’ultimo da parte della difesa rossonera ha spedito il pallone oltre la traversa. Tempo un minuto più tardi e di nuovo da calcio d’angolo la Roma è stata in grado di costruire un’altra chance, stavolta con Linari che però non è riuscita a girare con precisione il pallone in porta. Altro brivido per il Milan. Ma il pressing della Roma non è diminuito, tanto che poco prima del quarto d’ora di gioco anche Giugliano ha tentato la conclusione da fuori, approfittando di una respinta mal calibrata da Nouwen, ma il tiro è stato fuori misura e troppo alto. Momenti di sofferenza per il Milan che ha continuato a subire la pressione della Roma e proprio Giugliano si è resa protagonista di un’altra azione offensiva: ha portato palla involandosi verso la porta avversaria ma ha aspettato troppo prima di liberare la conclusione che Babb in uscita bassa ha respinto. La gara si è definitivamente accesa e il Milan ha iniziato a rispondere alle proposte offensive della Roma e un’occasione rossonera è arrivata al 24′ con un pericoloso batti e ribatti nell’area giallorossa. Un’azione terminata con un fallo in attacco rilevato e fischiato dal direttore di gara.

Ma, nonostante il continuo pressing giallorosso, al 31′ la gara è stata sbloccata dal Milan e anche oggi la firma sull’1-0 è stata dell’ex Piemonte che ha approfittato di una grave incomprensione della difesa della Roma: dall’area piccola Linari ha provato a liberare ma il pallone è carambolato su Wenninger e poi è rimasto a metà strada tra la stessa Linari e Minami. Nessuna di loro ha spazzato in tempo e Piemonte senza pensarci due volte ha calciato in porta battendo Ceasar. Dieci minuti più tardi però è arrivata la reazione della Roma e la rete dell’1-1 firmata Andressa. L’attaccante brasiliana nell’area rossonera ha girato di testa in porta un cross di Serturini, un tiro sul quale Babb non ha potuto nulla. Andressa Alves è diventata la miglior marcatrice della Roma in Coppa Italia con 12 reti segnate finora in quattro differenti edizioni, almeno il doppio in più di ogni altra giocatrice in giallorosso. Inoltre, l’attaccante ha segnato il suo primo gol di testa in questa stagione in tutte le competizioni realizzando quattro delle sue ultime cinque reti in gare casalinghe, dopo aver firmato tra le mura amiche solo una delle precedenti sette.

Nel secondo tempo la Roma è chiamata alla rimonta e al 49′ si è registrata la prima occasione per la squadra di Spugna con un tiro dalla distanza di Giugliano che è uscito di poco al lato del palo. Ma poco dopo un’ora di gioco ecco il 2-1 della Roma grazie a Giacinti. L’attaccante giallorossa col mancino ha battuto Babb che ha spedito la respinta sul tiro di Glionna proprio sul piede dell’attaccante giallorossa che da distanza ravvicinata non ha sbagliato riportando la situazione complessiva in perfetta parità. Giacinti ha trovato il gol in una sfida casalinga di Coppa Italia: le sue precedenti otto reti nella competizione erano infatti arrivate tutte in trasferta. Ma al 66′ la Roma è anche andata ad un passo dal 3-1, ancora con Giacinti che ha girato di testa verso la porta di Babb (battuta) il traversone di Haavi dalla sinistra. La gara si è riaccesa dunque e anche il Milan ha riprovato a proiettarsi in avanti, soprattutto con Piemonte. Un match proseguito con tanti ribaltamenti di fronte e viste le tante interruzioni è stato concesso un recupero molto lungo in cui è successo di tutto, dall’occasione di Greggi al 99′ che ha trovato la grande risposta di Babb al gol pesantissimo e decisivo di Losada – alla sua prima rete in maglia giallorossa – al 101′ che ha spedito la Roma (per il terzo anno consecutivo) in finale di Coppa Italia.

A Vinovo invece la sfida tra Juventus e Inter si è chiusa soltanto dopo i tempi supplementari. Ma il match è iniziato subito con grande intensità, tanto che la squadra di Montemurro è passata subito in vantaggio dopo 2′ con Gunnarsdottir su assist di Lenzini da sinistra dopo una bella azione manovrata e paziente delle bianconere. Gunnarsdottir, dopo questo gol contro l’Inter, è diventata la dodicesima giocatrice della Juventus con più di due reti all’attivo in questa stagione. Al 19′ poi ecco un’altra occasionissima per il raddoppio bianconero; chance maiuscola sul destro di Beerensteyn che ha sorpreso tutta la difesa nerazzurra ma in questa occasione Piazza si è superata e ha respinto oltre la linea di fondo il tiro potente e preciso dell’avversaria. Al 26′ poi Girelli ha inventato un’altra palla in profondità molto interessante raccolta dalla solita Beerensteyn che in velocità ha puntato la porta per poi arrivare sul fondo per liberarsi di un’avversaria e tentare il tiro da posizione ravvicinata ma leggermente defilata. Anche stavolta Piazza ha respinto ma la Juventus in questa fase di gioco ha continuato ad essere più efficace dell’Inter che nei primi trenta minuti di gioco non è riuscita a rendersi davvero pericolosa, complici diverse imprecisioni. Al 32′ però è arrivata la prima vera palla gol per le nerazzurre con Merlo che, servita da Chawinga, da posizione defilata ha liberato il piazzato rasoterra verso il secondo palo ma una leggera deviazione ha fatto uscire il pallone.

La ripresa si è aperta con lo stesso copione del primo tempo e con una Juventus più compatta ed efficace in fase offensiva. Al 50′ una ripartenza bianconera conclusa dall’inserimento di Bonansea ha messo di nuovo in crisi la retroguardia dell’Inter ma Van Der Gragt è riuscita a recuperare e a spazzare via il pallone quasi sulla linea di porta. Le ragazze di Rita Guarino però non si sono mai arrese e al 53′ con un lancio lungo è partito un interessante contropiede nerazzurro: il pallone ha superato Sembrant e Chawinga si è involata sull’out di destra, ha servito Polli ma Gama ha letto bene l’azione e ha neutralizzato questo pericolo nato da una bella iniziativa dell’Inter. Le occasioni comunque si sprecano da entrambe le parti e al 59′ è ancora Beerensteyn (giocatrice che ha effettuato più tiri in totale in questa gara, ovvero 8 di cui 4 nello specchio) che ha raccolto un suggerimento di Bonansea ma non è riuscita a girare verso la porta. Ancora Juventus poi con il sinistro largo di pochissimo di Grosso ma tempo un minuto più tardi è arrivata un’altra reazione dell’Inter con Chawinga che ci ha provato col mancino ma Peyraud-Magnin ha fatto sua la sfera. Ancora un altro contropiede in velocità da parte dell’Inter che all’81’ ha provato a sfruttare le migliori capacità di Chawinga che però ha crossato troppo su Peyraud-Magnin che ha bloccato con facilità. Ma la rete dell’1-1 nerazzurro non si è fatta attendere ulteriormente e all’83’ è stata Chawinga a riportare la situazione in parità con il suo 19esimo gol stagionale: l’attaccante nerazzurra ha vinto il duello con Pedersen e, con la porta sguarnita, non ha dovuto far altro che ribadire in rete con Peyraud-Magnin ormai battuta.

A Vinovo comunque partita e occasioni non finiscono mai e la Juventus in pieno recupero è andata due volte a un passo dal 2-1 intorno al 92′, prima con Bonansea che, sola davanti alla porta, non ha tirato subito e quando ha calciato ha trovato il decisivo intervento di Van Der Gragt. Angolo per la Juventus e da qui è nata un’altra grande chance per la squadra di Montemurro: mischia nell’area piccola con Sembrant e Girelli che hanno provato ad avventarsi sul pallone che tuttavia è stato allontanato all’ultimo dalla difesa dell’Inter. I tempi regolamentari si sono dunque chiusi come l’andata, con un 1-1 che ha rimandato ancora (ai supplementari) il verdetto finale. E in questa fase è stato decisivo il gol di Beerensteyn (il suo 11esimo stagionale) al 100′ per il definitivo 2-1 che ha permesso alla Juventus di eliminare l’Inter e conquistare la sua terza finale di Coppa Italia.

I risultati delle semifinali di ritorno

Juventus-Inter 2-1 d.t.s.
2′ Gunnarsdottir (J), 83′ Chawinga (I), 100′ Beerensteyn (J)

Roma-Milan 3-1
31′ Piemonte (M), 41′ Andressa (R), 62′ Giacinti (R), 101′ Losada (R)

I risultati delle semifinali d’andata

Inter-Juventus 1-1
29′ Grosso (J), 65′ Merlo (I)
(giocata sabato 4 marzo)

Milan-Roma 1-0
42′ Piemonte (M)
(giocata domenica 5 marzo)

Nazionale Under 16: la Francia si prende la rivincita. Azzurrine battute 3-1 nella seconda amichevole a St. Gratien, per l’Italia a segno Galli

Credit Photo: FIgc - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Dopo la vittoria di giovedì scorso, la Nazionale Under 16 femminile è stata sconfitta 3-1 dalla Francia nel secondo test disputato a St. Gratien. Un’altra buona prova non è bastata alle ragazze guidate da Viviana Schiavi, in una partita decisa tutta nel secondo tempo e con l’Italia a segno per il momentaneo 2-1 con Giulia Galli (Roma). “Come era accaduto in occasione del torneo in Algarve (in quella occasione vinto dall’Italia, ndr), al di là dei risultati sono stati cinque giorni estremamente positivi – il commento del tecnico -. Ci sono stati altri innesti di nuove giocatrici che hanno potuto provare l’esperienza della Nazionale. L’obiettivo rimane invariato, quello di formare il gruppo per la Nazionale Under 17 del prossimo anno. Sapevamo che quella di oggi sarebbe stata una gara impegnativa, vista la voglia di rivalsa della Francia dopo la nostra vittoria di giovedì: brave le ragazze ad affrontarla bene dal primo all’ultimo minuto e onore alla Francia che con qualità l’ha vinta. Torniamo a casa convinti di avere una buona base e ragazze che ci fanno ben sperare per il futuro”.

Schiavi aveva presentato cinque novità nell’Italia rispetto alla formazione iniziale schierata giovedì: in campo dal 1′ Giulia Mazzocchi, Gaia Massa Boa, Anna Cavallaro, Maria Rita Pensante e Greta Zanoni, quest’ultima all’esordio. Dopo un solo minuto e mezzo, le Azzurrine sono andate vicinissime al vantaggio con Ventriglia, che aveva segnato entrambe le reti nella prima amichevole: la sua conclusione ha però colpito la traversa. Nel finale di primo tempo, pericolosa anche la Francia, che si è vista annullare un gol nei minuti di recupero per un fallo su Mazzocchi. Nella ripresa, la partita si è decisa in sei minuti, tra il 9′ e il 15′: a firmare la prima rete della Francia è stata Abdourahim, che ha raccolto una respinta di Mazzocchi su un colpo di testa e ha sbloccato il risultato, mentre a realizzare il raddoppio è stata Ouazar con un tiro da fuori. L’Italia è tornata in partita al 22′ con un bel gol da fuori di Galli, entrata al 10′ così come Benedetta Santoro, Eleonora Ferraresi e Maya Cherubini. Un presunto fallo di mano di Ferraresi, invece, ha causato il calcio di rigore trasformato da Gay che ha chiuso la partita.

La Juventus trova la vittoria nei tempi supplementari: 2 a 1 con l’Inter, e sarà ancora Finale con la Roma

Credit Photo: Paolo Pizzini

Una Juventus sprecona trova il passaggio del turno, dopo i tempi supplementari, chiudendo la doppia sfida con l’ Inter per 2 reti ad 1.

Dopo il pareggio nella sfida di andata,  la Juventus parte aggressiva e carica: al 2’ minuto è già passata in vantaggio grazie alla rete di Sara Gunnarsdottir; l’Inter chiusa nella propria metà campo, accusa il colpo, e cerca di proporre lanci lunghi per Tabitha Chawinga. Una gara carica dove le padroni di casa hanno vinto otto delle ultime 10 gare di Coppa Italia.

Le uniche due occasioni in questo parziale in cui non ha centrato il successo sono state entrambe contro l’Inter (pareggio sia nei quarti del 30 gennaio 2022 che nella semifinale di andata dell’edizione in corso).

Il 3-4-1-2 proposto da Rita Guarino, per cercare il passaggio turno, sembra poco dinamico (nella prima fase di gioco) la progressione di Beatrice Merlo in fascia sinistra, porta buoni spunti, ma non trova le giuste dinamiche con Elisa Polli che resta troppo statica nella centrale di campo.

La Juventus ha trovato il gol in tutte le ultime 27 partite di Coppa Italia disputate (95 reti in totale, comprese quelle di quest’oggi); l’ultima gara in cui le bianconere sono rimaste a secco di reti risale al 2 maggio 2018, quarto di finale perso contro il Brescia (1-0). L’Inter prima di questa semifinale ha vinto solo due delle ultime sette partite di Coppa Italia (3N, 2P), la metà dei successi collezionati in altrettanti precedenti nel torneo (1N, 2P).

Un rigore negato, per un contrasto in area su Lineth Beerensteyn, ed una rete mancata in contropiede sempre dalla numero 18 avrebbero portato lo score dei primi 45 minuti ad un punteggio relativamente diverso.

Il match visto in campo tra le due formazioni è risultato molto simile alla gara di andata: un primo tempo a favore delle bianconere, con più possibilità di andare in doppio vantaggio ma mai concretizzato; ed un secondo con le ospiti che provano a recuperare la gara con ottimi spunti di gioco. Ripresa con Joe Montemurro sempre in piedi a caricare il suo gruppo arretrando leggermente Lineth e portando Julia Grosso a supporto di Bonansea e Girelli. La pressione bianco-nera è costante ma al momento della finalizzazione a rete trova sempre il contrasto, giusto ed efficacie, delle nero-azzurre a negarle il gol.

Con una Juve sprecona l’Inter ci crede e trova il pareggio al 84′, grazie a Chawinga che finalizza a rete l’unico tiro delle nero-azzurre della ripresa, che porta le due formazioni ad ulteriori due tempi supplementari. La stanchezza sembra farla da padrona ed il calo fisico è ancora più evidente, solo la traversa di Sofia Cantore rialza gli animi, mentre con l’uscita di Sara Gama il tecnico è stato costretto a fare giocare terzino Barbara Bonansea. Un modulo difensivo a 4 che ha premiato il tecnico, dopo che al 100′ minuto Lineth trova, la rete del vantaggio bianco-nero. Un Inter che esce a testa alta, sul terreno di Vinovo, dopo un duello durato oltre cento venti minuti.

Con questa ennesima vittoria la Juve affronterà la Roma, reduce dal ribaltone al minuto 100′ (analogo alle bianconere ma su campi diversi) in una “Finale” che mette a confronto ancora una volta le due teste di serie del nostro affascinante campionato.

Roma: finale conquistata, decide nel recupero Losada

Credit Photo: Fabrizio Brioschi

Dopo il match di andata della settimana scorsa, al Puma House of Football, Roma e Milan si trovavano opposte, nel pomeriggio di oggi alle ore 14:30, per il ritorno della semifinale di Coppa Italia. Al “Tre Fontane”, si ripartiva dal parziale di 1-0 dei primo 90′ con rete di Piemonte per il Milan.

Il primo squillo del match è delle padrone di casa che al 5′ ci provano con Andressa che da buona posizione calcia alto.  Al 9′ si vede Giuliano che non va lontana dal vantaggio ma il guizzo di Adami è provvidenziale e salva le ospiti.  La centrocampista capitolina è pericolosa ancora al quarto d’ora ma la conclusione si spegne lontana dai pali rossoneri mentre due giri di lancette dopo Babb ci mette i guantoni. Nonostante la grande mole di gioco delle giallorosse a passare avanti è il Milan che alla mezzora vede Piemonte, imbeccata da Adami, siglare la rete del vantaggio milanista complice una retroguardia avversaria non attentissima. Le locali reagiscono e raggiungono il pari, a cinque minuti dal termine del primo tempo, con Serturini che trova la testa di Andressa, fredda da distanza ravvicinata a portare la gara negli spogliatoi sul momentaneo 1-1.
Nella ripresa, che in apertura al 5′ registra un tiro di Giuliano fuori, il copione non cambia con la Roma a fare gioco ed il Milan a provare a ripartire in contropiede. Al 17′ lo sforzo delle ragazze di Spugna viene premiato con Glionna chiusa da Babb che respinge dalle parti di Giacinti che con il suo tap-in sigla il 2-1. La punta sfiora la doppietta dopo 4 minuti con un colpo di testa mentre al 25′ Ganz viene allontanato per proteste. La gara si trascina cosi sino alle battute finali, che sembra portare la sfida ai supplementari, ma nel maxi recupero arriva il colpo risolutore del match.
Le padroni di casa, nel finale del secondo tempo, sfiorano il colpaccio con Greggi al 97′ con Babb a salvare le sue sul tiro del limite della centrocampista. Il portiere però non può nulla quando al minuto 100′ quando Giuliano crossa per Losada che si inserisce con i tempi giusti per il definitivo 3-1 che manda in finale la Roma e lascia il Milan con un pugno di mosche.

ROMA: Ceasar; Bartoli (75′ Di Guglielmo), Wenninger, Linari, Minami: Greggi, Giugliano; Serturini, Andressa (61′ Glionna), Haavi; Giacinti (80′ Losada). A disp: Ohstrohm, Landstrom, Kollmats, Di Guglielmo, Losada, Glionna, Cinotti, Ciccotti, Kramzar. All: Spugna 
MILAN: Babb; Guagni (65′ Arnadottir), Mesjasz, Nouwen, Thrige Andersen; Grimshaw, Adami; Bergamaschi, K. Dubcova, Vigilucci (64′ Thomas) ; Piemonte. A disp:Giuliani, Fedele, Arnadottir, Fusetti, Mascarello, Carage, Thomas, Soffia, M. Dubcova. All: Ganz
RETI: 31′ Piemonte, 40′ Andressa, 63′ Giacinti, 100′ Losada.

 

 

 

 

 

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