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Ashraf Seleman, coach Brescia Femminile: “Sono contento, col Napoli abbiamo fatto una bella prestazione”

Photo Credit: Bruno Fontanarosa

Il Brescia Calcio Femminile esce male dalla sfida contro il Napoli Femminile, con le biancazzurre che hanno perso, nell’ottava giornata di Serie B, per mano delle partenopee col punteggio di 4-2.

Eppure, nonostante il terzo ko di fila delle biancoblù, l’allenatore delle Leonesse Ashraf Seleman, davanti ai microfoni del club bresciano, sembra soddisfatto: “Abbiamo subìto gol tre volte su punizione e uno sugli sviluppi di un fallo laterale, mentre noi abbiamo sbagliato tanto in fase realizzativa. Le occasioni per pareggiare le abbiamo avute, e nel secondo tempo l’atteggiamento della squadra mi è piaciuto. Sono contento della squadra, perché abbiamo fatto una bella e importante prestazione. Abbiamo ritrovato un buon Brescia dopo tre partite sottotono. Oggi non me la sento proprio di dire che la squadra non ha fatto il suo perché non abbiamo affatto demeritato e in alcuni frangenti siamo stati superiori al Napoli. Poi le occasioni non sono state a noi favorevoli e abbiamo perso. Però se prestazioni come questa di oggi (domenica, ndr) sono il risultato del lavoro della settimana sono sicuro che faremo bene in futuro“.

Intervista esclusiva a Diego Guacci: la mia lotta contro le false denunce

Diego Guacci, Partita per la Pace, Roma, 2022
Credit Photo: Diego Guacci, Facebook

Pubblichiamo oggi la prima delle tre puntate dell’intervista di Diego Guacci, ex allenatore della Nazionale Argentina under 17 e under 19. In Italia ha allenato la Riozzese quando la squadra era ai massimi livelli. E’ delegato FIFA e ha lavorato anche negli Stati Uniti.

D) Ciao Diego, ti avevamo già intervistato nel passato da allenatore della Nazionale Argentina under 17 e under 19. Ora ti ritroviamo a difenderti da alcune accuse pesanti. Ci vuoi raccontare cosa è successo.

R) Prima di tutto, grazie per questo spazio perché permette alle persone accusate in modo falso di potersi difendere. Nel 2019, stavamo tornando in Argentina con la mia famiglia, ero stato convocato dalla Nazionale di calcio femminile under 17 per essere scelto come allenatore. Nessuno sapeva della mia nomina, fu una sorpresa per chi stava nell’AFA da decenni. Dopo alcune settimane, una delle calciatrici mi informa che c’era un’altra calciatrice che stava facendo accuse contro di me, denunce molto sgradevoli contro la mia reputazione e stava cercando altre giocatrici che fossero contro di me.
Un’altra calciatrice me lo raccontò in questo modo. Questa calciatrice le manifestò il suo fastidio perché era falso quello che stava dicendo. Con mia moglie avevamo pensato di fare qualcosa ma avevamo la convinzione intima che una bugia non potesse arrivare così lontano. Nel 2020 il sindacato FIFPRO registrò 5 denunce anonime contro di me e le inoltrò alla FIFA. La FIFA perciò aprì un’inchiesta in tutti i club e luoghi dove ho lavorato e acquisì nuove dichiarazioni scritte. Mi notificò che stava facendo un’indagine dove ho presentato più di 100 testimoni, in maggioranza donne e più di 80 pagine di prove. I testimoni si resero conto delle motivazioni, dei protagonisti e dello scenario in cui iniziò tutto. Ho chiesto di avere l’accesso alle informazioni sul processo in più di 3 occasioni perché volevo vedere le prove che avevano contro di me. Nel mese di gennaio del 2022 si è tenuto il processo, dove non si sono presentati le calciatrici che mi avevano accusato, non hanno presentato prove, né testimoni, non si è presentato il rappresentante legale del sindacato che registrò le denunce. Nelle dichiarazioni scritte e negli articoli che aveva diffuso il rappresentante di FIFPRO parlarono di foto, video, messaggi, screenshot di Skype, prove forti, parole testuali. Nell’assoluzione la FIFA ha argomentato che ogni denuncia era stata indipendente e incongruente, anche quelle che erano successe di fronte ad altre persone. Il processo fu archiviato perché non è stato presentato ricorso. La FIFA ha disposto che le versioni e i fatti non possono considerarsi come prove. Dopo l’assoluzione, dovetti affrontare un dibattito organizzato da una giornalista argentina Agustina Vidal di ESPN, alla quale mostro le prove contundenti, che porteranno a delle querele sia civili che penali.
Ecco il link per chi vuole approfondire: https://www.youtube.com/watch?v=twcqyINa1TM Ma siccome le denunce sono anonime, i miei avvocati stanno decidendo quali sono i passi che seguiranno.

D) Sei amico di diversi calciatori da Javier Zanetti a Roberto Ayala. Chi ti ha appoggiato di più in questa battaglia?

R) Grazie a Dio ho seminato molto grandi relazioni ed amicizie intorno al mondo. Sempre ho aiutato gli altri e questa non è stata l’eccezione. Chi mi appoggia è perché mi conosce, conosce la mia carriera, la mia professionalità, impegno e rispetto. Non ho chiesto aiuto in questo processo che ho vissuto e continuo a vivere, ho fatto affidamento solo su me stesso anche se mi avrebbe senz’altro fatto comodo in una situazione di ingiustizia. Ma ho ricevuto la stima di chi mi considera anzitutto come persona e questo è più gratificante.

D) Adesso sei in Inghilterra. Raccontaci cosa stai facendo e cosa ti piacerebbe fare in un futuro prossimo.

R) Sono arrivato su invito di un’istituzione che apre a breve una scuola ed un club, sto collaborando al progetto di sviluppo. Ma torno in Argentina a breve.

Nelle prossime puntate dell’intervista, Diego ci racconterà la sofferenza provata e come sta reagendo con sua moglie Andrea Guacci. Alla prossima puntata di questa storia che mai avremmo voluto raccontarvi, ma lo facciamo per difendere la verità su Calcio Femminile Italiano.

Publicamos también la entrevista en español sin introducción a las preguntas y respuestas.

P) Hola Diego, ya te habíamos entrevistado en el pasado como entrenador de la selección argentina sub 17 y sub 19. Ahora te encontramos defendiéndote de unas fuertes acusaciones. Quiere decirnos qué pasó.

R) Ante todo, gracias por este espacio, porque permite a las personas acusadas falsamente hacer su descargo. En el 2019, acababamos de volver a la Argentina con mi familia, convocado por la selección de fútbol femenino sub 17. Nadie sabía de mi incorporación a la asociación, fue una sorpresa para quienes están hace décadas ahí. A las semanas una de mis jugadoras me informa que había otra jugadora que estaba haciendo acusaciones en mi contra, denuncias muy desagradables contra mi persona y estaba buscando a otras que estuviesen en mi contra, así me lo contó y declaró. Esta jugadora le manifestó su enojo porque era falso lo que estaba diciendo. Con mi esposa pensamos en ese momento en hacer algo pero la coherencia íntima que una mentira no podría llegar tan lejos. En el 2020 un sindicado FIFPRO tomó 5 denuncias anónimas en mi contra, y las pasó a la FIFA. A su vez FIFA realizó una investigación en todos los clubes y lugares donde trabajé y tomó nuevas declaraciones escritas. Me notificó sobre la investigación y presente más de 100 testigos, en su mayoría mujeres y más de 80 páginas de pruebas. Los testigos dieron cuenta de por qué, quienes y cuándo inició todo. Pedí en 3 oportunidades el juicio, dado que quería ver las pruebas que tenían en mi contra.
En el mes de Enero de este año fue el juicio donde no se presentaron las denunciantes, no presentaron pruebas, no presentaron testigos, no se presentó el representante legal del sindicato que les tomó las denuncias. En las declaraciones escritas y en las notas de medios que brindó la representante legal de FIFPRO hablaron de fotos, vídeos, mensajes, print de skype pruebas contundentes, textuales palabras.
En la absolución donde FIFA argumentó varias particularidades en cada una de las denuncias puedo destacar que mencionó que las denuncias fueron independientes e incongruentes, incluso aquellas que supuestamente habían sucedido frente a otras persona. Luego de transcurridos el plazo dispuesto me sobreselleron porque no presentaron nada mas. FIFA dispuso que las versiones y relatos no pueden considerarse como pruebas.
Luego de la absolución debí enfrentar un escrache organizado por una periodista argentina, Agustina Vidal de ESPN, de la cual sí cuento con pruebas contundentes, a quien estamos querellando penal y civilmente. https://www.youtube.com/watch?v=twcqyINa1TM
Como las denuncias son anónimas mis abogados están evaluando los pasos a seguir.

P) Eres amigo de varios jugadores desde Javier Zanetti hasta Roberto Ayala. ¿Quién te ha apoyado más en esta batalla?

R) Gracias a Dios he cosechado muchos grandes vínculos y amistades alrededor del mundo. Siempre he pedido o intercedido por otros, y esta no fue la excepción. Quienes hoy me apoyan es porque me conocen, conocen de mi carrera, profesionalismo, dedicación y por sobre todas las cosas respeto, ante todo y sobre todas las cosas: respeto. No pedí asistencia ni ayuda en este proceso que viví y continúo viviendo, me gané mi lugar sin ayuda. No es que no venga bien cuando uno vive situaciones de injusticia pero he recibido esta ayuda de quienes la dieron por cómo me consideran como persona, y es más gratificante.

P) Ahora estás en Inglaterra. Cuéntanos a qué te dedicas y qué te gustaría hacer en un futuro próximo.

R) Vine por invitación de una institución que abre una escuela y club. Estuve colaborando con el proyecto de desarrollo. Pero regreso a Argentina en breve.

Thanks to: Diego Guacci, Vito José Arena, Ana Villacampa.

Carina Wenninger, Roma: “Il Wolfsburg ha molta più esperienza che si farà sentire domani”

Credit Photo: Paolo Pizzini

In casa Roma Carina Wenninger, difensore austriaco per anni titolare nel Bayern, ha parlato alla vigilia della gara di Women’s Champions League di domani contro il Wolfsburg.

Di seguito le sue parole: Abbiamo iniziato bene ma il Wolfsburg ha molta più esperienza che si farà sentire domani. Giocheremo una gara coraggiosa ma proveremo a vincere più che a cercare un pareggio. Ogni squadra ha le sue debolezze ma non dobbiamo concentrarci su questo ma sui nostri punti di forza, giocando bene tra le linee. Poi tutti possono sbagliare ma noi dobbiamo pensare solo a noi stessiConosco il Wolfsburg e in questi giorni ne abbiamo parlato, abbiamo parlato anche delle differenze di stili di vita tra Italia e Germania. Sicuramente, si aspettano da noi una gara di alto livello

Vittoria Bianchi è l’arbitro più giovane d’Italia: “Il debutto a 14 anni è stato bellissimo”

Credit: AIA

Vittoria Bianchi è l’arbitro più giovane d’Italia. Il direttore di gara umbro, della sezione di Città di Castello, è sceso in campo con il fischietto alla bocca a soli 14 anni e 11 giorni.
La studentessa, al primo anno del Liceo Linguistico di San Sepolcro, ha rilasciato nelle ore scorse qualche battuta al quotidiano “L’Arbitro”.

Sono appassionata di calcio, una passione tutta mia e non ereditata in famiglia. Già durante gli scorsi Campionati Europei ho seguito molte partite. Poi sono entrata in contatto con la Sezione di Città di Castello e dopo essere venuta a sapere del corso mi sono iscritta subito. Il corso è andato benissimo, mi sono trovata subito bene grazie anche al Vice Presidente Andrea Cravotta che ha tenuto le lezioni. Il debutto è stato bellissimo e non vedo l’ora di tornare in campo. Sono stata accolta molto bene sia dai calciatori sia dagli allenatori, che a fine partita sono venuti a complimentarsi con me. So che l’aspetto atletico è molto importante e mi alleno infatti due volte alla settimana. In questo mi ha aiutato il mio passato sportivo, quando ho praticato ginnastica artistica. Da subito la Sezione mi è sembrata come una seconda famiglia. C’è un clima molto bello con il Presidente Gabriele Magrini e tutti i colleghi. Ho anche già avuto modo di conoscere Francesco Peroni, il Responsabile nazionale degli osservatori del calcio a cinque, che appartiene alla mia stessa Sezione. Ho capito che quando vai in Sezione non ti devi preoccupare di niente, siamo molto seguiti e sono tutti pronti ad accogliere le tue idee, a starti vicino e ad aiutarti in caso di necessità. C’è una cosa che soprattutto mi piace. Il fatto che, pur essendo piccolina, sono io che durante la partita faccio rispettare le regole. Guarderò ovviamente le partite del Mondiale e farò il tifo per Daniele Orsato e la squadra arbitrale italiana. Un mio punto di riferimento è AndreaCravotta, assistente CAN C,  che mi ha insegnato tanto, vorrei seguire le sue orme e diventare come lui. Se penso alla Serie A mi viene da dire Alessandro Costanzo, che anche lui è un assistente arbitrale, un ruolo che in futuro potrebbe incuriosirmi. Andrea ha promesso che prima o poi me lo presenterà“.

W Champions League, Roma e Juventus tornano in campo: le giallorosse ospitano il Wolfsburg a Latina, bianconere allo Stadium contro l’Arsenal

Tra mercoledì e giovedì, Roma e Juventus tornano in campo per il terzo impegno nel girone di UEFA Women’s Champions League. Sia la squadra di Alessandro Spugna che quella di Joe Montemurro sono attese da impegni molto duri. Ad aprire la due giorni europea sarà proprio la capolista della Serie A TIM. A Latina, mercoledì alle 21 (diretta DAZN), la Roma riceve il Wolfsburg in quello che – classifica alla mano – è lo scontro diretto per il primo posto dopo che sia le giallorosse che le tedesche (semifinaliste nella passata edizione e vincitrici della Champions League nel 2013 e nel 2014) hanno vinto le prime due partite, contro Slavia Praga e St.Pölten. “Dobbiamo giocare con spensieratezza, ma consapevoli della nostra forza”, le parole di Spugna nella conferenza stampa pre-partita.

Giovedì, all’Allianz Stadium (ore 21, diretta DAZN), sarà invece il turno della Juventus, che riceve l’Arsenal, guidato proprio in passato dall’attuale allenatore bianconero, Joe Montemurro. Le campionesse d’Italia in carica, dopo le prime due giornate, hanno quattro punti, frutto del successo di Zurigo all’esordio e del pareggio contro il Lione campione d’Europa. La Juventus, seconda in campionato, arriva dalla vittoria in rimonta e nei minuti finali al Tardini contro il Parma; l’Arsenal, in cui milita l’ex juventina Lina Hurtig, nell’ultimo weekend ha perso in campionato contro il Manchester United.

UEFA WOMEN’S CHAMPIONS LEAGUE
Gruppo B – Terza giornata
Slavia Praga-St.Pölten (mercoledì, 18.45)
ROMA-Wolfsburg (mercoledì, 21.00)
Classifica: Wolfsburg, ROMA 6; Slavia Praga, St.Pölten 0

Gruppo C – Terza giornata
Zurigo-Lione (giovedì, 18.45)
Juventus-Arsenal (giovedì, 21.00)
Classifica: Arsenal 6; JUVENTUS 4; Lione 1; Zurigo 0

Giada Abate, Genoa Women: senso di appartenenza, grinta e grande maturità per guidare al meglio le rossoblù in Serie B

Photo Credit: Ramella Fazzari Fotografia

Essere capitano di una squadra, indipendentemente dalla categoria in cui si gioca, non è mai facile. Esserlo di una formazione alla prima storica stagione in Serie B, a maggior ragione, lo è ancor meno. Nonostante la sua giovanissima età e un campionato decisamente competitivo e di livello, Giada Abate ci sta riuscendo nel migliore dei modi, mostrando in ogni partita una grinta e una determinazione degna delle calciatrici più esperte e abituate a questi palcoscenici.

Genovese di nascita e genoana d’adozione, la talentuosa classe 2003 ha già dato ampia dimostrazione delle proprie abilità in campo e della propria leadership nel corso della lunga storia d’amore con il suo Genoa. Senza alcun dubbio, l’esperienza in nazionale ha permesso alla giovane Giada, perno della squadra di mister Oneto, di crescere esponenzialmente, osservando compagne e avversarie più esperte e imparando ad affrontare ogni partita con la giusta concentrazione e intensità.

La storia che la lega al Grifone affonda le sue radici nel lontano 2014, anno dell’arrivo in società da una squadra della sua zona, Sampierdarena, in cui aveva mosso i primi importanti passi nel mondo del calcio. In questi anni in rossoblù, la centrocampista ha saputo adattarsi al meglio alla nuova dimensione, mettendosi a servizio della squadra e diventandone presto anima e leader, in campo e fuori, grazie alla sua passione e al suo attaccamento a questi colori. La nostra redazione ha avuto l’onore di intervistarla, ripercorrendo le prime battute di questa prima e particolare stagione in Serie B.

Dovendo individuare tre momenti chiave della tua carriera calcistica, quali sceglieresti?

Il primo è stato sicuramente l’arrivo al Genoa nel 2014, passando dal Don Bosco, una squadra dilettantistica delle mie zone, ad una società così importante che rappresenta il punto più alto della mia carriera. Il secondo, invece, è stata la chiamata in nazionale, un’esperienza che mi ha lasciato davvero tanto, mostrandomi cosa volesse dire rendere il calcio un vero e proprio lavoro. Ho infatti capito cosa significasse allenarsi di mattina e di pomeriggio, seguire un’alimentazione specifica, avere delle regole a cui non eravamo ancora abituate all’epoca.

Nel vestire quella maglia ho provato un mix di emozioni, dall’ansia all’orgoglio e all’onore per poter difendere quei colori. Un altro momento chiave, sempre legato a quell’esperienza in nazionale, è stato cantare l’inno insieme alle mie compagne prima del fischio d’inizio, perché penso che non ci sia cosa più emozionante e bella di vivere attimi così intensi. Per non parlare della possibilità di visitare altri paesi che ho avuto nel corso degli Europei, tra cui l’Inghilterra e il Portogallo. L’ultimo, infine, è stato sia il passaggio dal campionato di Eccellenza alla Serie C, sia quello in Serie B, nonostante sia ancora presto per poterne parlare appieno.

Cosa significa per te vestire i colori del Genoa ed esserne il capitano?

È una domanda che mi è stata fatta in tante altre occasioni nel corso degli anni e, ogni volta, non so mai trovare una parola che riesca a spiegare appieno cosa provo, da nove anni a questa parte, quando scendo in campo con questi colori e con la fascia da capitano. Posso solo dirti che ad ogni partita mi sento emozionata ed elettrizzata come la prima volta.

È sicuramente un grande onore poter rivestire questo ruolo nel club più antico d’Italia, nonché uno dei più ben strutturati, entrando a far parte della sua storia e assumendomi la responsabilità di difenderlo sul campo, onorandone i colori. Specialmente in questo momento, il mio compito è ancora più importante. Infatti, pur non essendo una che ha paura, devo dire che si è trattato di un periodo in cui la responsabilità pesa un po’ di più sulle spalle.

Come giudichi questo inizio di stagione e, in completa oggettività, qual è il vostro principale obbiettivo stagionale?

Il nostro obbiettivo stagionale è ovviamente la salvezza, dimostrando di meritare la Serie B nonostante qualche naturale difficoltà iniziale, la giovane età della rosa e la minore esperienza in questa categoria rispetto ad alcune avversarie. L’inizio del campionato è stato caratterizzato da alti e bassi.

Certo, avremmo potuto portare a casa più punti in alcune partita, tuttavia sono davvero orgogliosa della mia squadra e del massimo impegno profuso in campo ogni domenica. L’impatto del passaggio da C a B è stato notevole, ciononostante abbiamo ancora tanto da dimostrare e stiamo reagendo bene, prendendo sempre più le misure alla nuova categoria.

Hai già dato grande dimostrazione, specialmente durante la passata stagione, di saper dare una grande mano in fase offensiva e di avere anche un’interessante propensione al tiro e al goal. Quali sono gli aspetti su cui lavori di più in allenamento e quali sono i tuoi punti di forza?

In allenamento lavoro su tutti gli aspetti, da quello atletico e fisico, con esercizi mirati in palestra, alla tecnica. Alcune abilità in particolare che sto cercando di sviluppare sono il lancio lungo e i cambi di gioco, allenandomi con mister Oneto anche al termine della sessione di gruppo. Secondo lui ho le capacità giuste per riuscirci, motivo per cui punta molto su di me in partita, facendomi esercitare anche nella battuta di calci di punizione e corners.

Naturalmente devo ancora migliorare molto e, a volte, mi riescono delle giocate fantastiche mentre in altre occasioni no, tuttavia il mister punta sempre su di me per un lancio lungo, un passaggio alto morbido o un cambio di gioco. Ho importanti capacità pure nel tiro e a volte sono un po’ più egoista, come contro la Fiorentina, anche se a volte tentenno, preferendo fare assist per le mie compagne. Diciamo che il nostro allenatore si arrabbia quando non tiro, perché dovrei assecondare di più l’istinto e sfruttare al meglio questa mia capacità con un pizzico in più di sano egoismo.

E se dovessi invece individuare un tuo punto debole, quale sceglieresti?

Non sono una giocatrice che per saltare l’avversario utilizza troppe finte, fatta esclusione della veronica; quindi, penso di dover migliorare nel dribbling. Per il resto, non sono una calciatrice molto elegante e, a volte, pur riuscendo a recuperare tanti palloni in partita o facendo bene nel mio ruolo, posso risaltare meno agli occhi di uno spettatore rispetto alla singola giocata di fino di un’altra. Un altro aspetto, stavolta caratteriale, su cui sto lavorando molto è il saper accettare la sconfitta. Pur essendo ancora giovane, posso dire di essere migliorata davvero tanto rispetto al passato, non piangendo più dopo una sconfitta e sfruttando in positivo la competitività che mi contraddistingue da quando sono piccola.

Cosa stai facendo per migliorare sotto questo aspetto e quanto ti aspetti di crescere, calcisticamente e non solo, nei prossimi anni?

Penso che la cosa più importante sia continuare ad allenarmi duramente e spesso vado al campo prima della sessione insieme ad alcune compagne e al mister. Ho ancora 19 anni e penso di avere ampi margini di crescita che spero mi facciano arrivare a livelli sempre più alti.

Affrontare squadre più esperte di voi cosa vi sta insegnando e, soprattutto, cosa vi manca ancora per ridurre questo divario?

Credo che tutte noi abbiamo avvertito profondamente la differenza tra Serie C e B, affrontando avversarie più esperte di noi sia da un punto di vista anagrafico sia per via della loro maggiore praticità in questa categoria. In B devi infatti essere in grado di pensare più velocemente, di agire in minor tempo rispetto all’anno scorso e c’è bisogno di un periodo più lungo di allenamenti e preparazione mentale per affrontare un campionato tanto impegnativo.

Nonostante ciò, essendo una squadra tanto giovane, abbiamo appunto un margine di miglioramento molto ampio e non potremo che imparare e crescere notevolmente nel corso della stagione, cercando ovviamente di raggiungere l’obbiettivo salvezza e di arrivare ancor più preparate alla prossima Serie B. Certo, l’aver iniziato in ritardo ci ha dato una bella botta, tuttavia la stiamo gestendo bene e, con il duro lavoro e anche qualche innesto d’esperienza nel mercato invernale, questo bellissimo gruppo squadra potrebbe riuscire ad affrontare con maggiore facilità la seconda metà di stagione.

Quali sono state le tue emozioni alla prima di campionato in Serie B? Cosa hai detto alle tue compagne prima di scendere in campo per mantenere alto il morale della squadra?

Penso che all’inizio ognuno abbia vissuto quei momenti a modo suo. Sentivo naturalmente un po’ di sana tensione nello spogliatoio ma, ad esser sincera, siamo riuscite egregiamente ad “ubriacarla”. Personalmente, cerco di mantenere sempre la stessa mentalità contro ogni avversario, dalla Juventus ad una squadra di provincia, cercando di non farmi prendere troppo dall’ansia. Nonostante ciò, appena scese in campo e poste dinnanzi a formazioni quali, ad esempio, la Lazio, è normale avvertire un po’ di tensione che spinge a dare il massimo per i tuoi colori.

Ad ogni modo, per me ogni partita richiede stesse attenzione e grinta e, come accaduto contro la Fiorentina, ci guardiamo sempre tutte prima del fischio d’inizio e ci ripromettiamo di dare il massimo indipendentemente dal blasone e dalla forza, su carta, dell’avversario. A proposito del match contro la Viola, ricordo di aver ricordato alle mie compagne nello spogliatoio quanto meritassimo di giocare quella partita, ripensando agli importanti progressi fatti negli anni dalla nostra squadra e dalla società. Poi, ti ripeto, non sono una persona che si lascia prendere troppo dall’ansia e, anche quando sono un po’ più tesa, cerco di non farla trasparire per evitare di impensierire le compagne, dando piuttosto loro forza e grinta.

Volendoci soffermare su un evento chiave di questa tua stagione, vorrei rivivere insieme a te il tuo goal alla Fiorentina in Coppa Italia. Cosa hai provato in quel momento?

Penso che questo goal rappresenti appieno il cambio di mentalità e la crescita, non solo individuale, di cui abbiamo parlato prima. Nonostante fossimo sotto di sei goal, abbiamo tutte continuato a pressare nel tentativo di recuperare palla e, mentre in passato mi sarei messa in disparte e avrei maggiormente accusato il colpo, sono riuscita a trascinare le mie compagne, suonando la carica al di là dello svantaggio. Proprio per questo, posso dire che abbiamo disputato una gara più bella e intensa di altre in Serie B o in Serie C.

Un momento in particolare prima del goal è stato il duello con una mia vecchia compagna di nazionale, Emma Severini. Mentre in passato avrei difficilmente tentato uno sprint per anticiparla e intercettare il passaggio, stavolta ho assecondato l’istinto e ci sono riuscita, accompagnata dalle mie compagne. Ricordo di essermi guardata attorno e, non potendo servire nessuno, di aver tirato senza paura, nonostante la stanchezza di un match contro un’avversaria che pressava incessantemente e che faceva girare bene palla. Penso che tutta la squadra abbia meritato quel goal, non lasciandosi demoralizzare dallo svantaggio accumulato.

Cosa consiglieresti invece ad una giovane ragazzina che sogna di intraprendere questo percorso sportivo e professionale?

Senza dubbio, le direi di non mollare mai, nonostante gli ostacoli che potrebbe incontrare lungo il suo percorso, perché non conosco giocatrice che non ne abbia affrontati e superati. Inoltre, le suggerirei di non lasciarsi spaventare dai pregiudizi o dalle prese in giro che potrebbe ricevere, in quanto i tempi stanno fortunatamente cambiando in meglio rispetto al passato, con una maggiore diffusione del calcio femminile sui social o in televisione e una crescita esponenziale di tutto il movimento.

Dunque, si potrebbe finalmente iniziare a pensare a quello della calciatrice come un vero e proprio lavoro futuro, nonostante ci sia ancora tanta strada da fare. Anche se penso che il calcio femminile sarà sempre guardato un po’ con un occhio di riguardo rispetto al maschile, le consiglierei di non mollare mai, inseguendo il suo sogno e approfittando anche delle maggiori opportunità rispetto al passato.

Allontaniamoci brevemente dal campo da gioco per conoscere Giada Abate al di là del calcio. Dunque, quali sono i tuoi sogni e i tuoi obbiettivi per il futuro? Quali, invece, le tue passioni?

Il mio obbiettivo primario è vivere di calcio, lavorando appunto come calciatrice. Sogno anche di ritornare, se ci sarà la possibilità, in nazionale. Dovendo trovare un’alternativa, vorrei comunque rimanere in questo mondo, come allenatrice o intraprendendo il percorso di studi in fisioterapia a partire dal prossimo anno. Quest’ultima, però, è un’ipotesi su cui vorrò ragionare ancora un po’ prima di decidere. Ad ogni modo, ripeto, voglio restare nel in questo ambito e, pur amando ballare e la musica e avendo hobbies, non ho passioni tanto forti come il calcio.

Dulcis in fundo, una domanda inusuale. Secondo te, nel raccontare al meglio il calcio femminile in Italia il giornalismo sportivo italiano sta facendo un buon lavoro o è ancora lontano dal riuscirci?

Secondo me, giornali e social hanno fatto importanti passi in avanti rispetto al passato. Sto provando sulla mia pelle questo esponenziale aumento di interesse e visibilità rispetto agli anni scorsi, specialmente per quanto riguarda Serie A e B. Tuttavia, penso che ci sia ancora tanta strada da fare, cercando di dar voce a più ragazze e a più storie, coinvolgendo anche persone che non vivono in questo ambiente e aumentando sempre di più la copertura mediatica di tutte le categorie.

Prima sconfitta per il Meran Women: passivo di 1-0 nel recupero a Lumezzane

photo credit: Meran Women asd

Con l’undicesima giornata del Campionato di Serie C è arrivata per il Meran Women, nella domenica di Lumezzane, la prima sconfitta di stagione. A beffare le biancorosse di Andrea Campolattano ci ha pensato una straordinaria rete di Picchi, che verso la fine del recupero ha regalato la vittoria e i tre punti alle padrone di casa. Insieme al match di domenica 20 novembre, le biancorosse perdono inoltre il primato nella classifica del girone B: il Meran Women retrocede infatti al secondo posto con 28 punti, lasciandosi superare dal Bologna con 31 punti.

Nonostante il risultato penalizzante, quella delle biancorosse è stata comunque una buona partita, con il vantaggio sfiorato in tre occasioni; i tentativi di Stefanie Reiner nel primo tempo e di Nadine Nischler nella ripresa non sono però stati sufficienti a rovesciare il risultato in positivo. In ultimo, la Lumezzane si è dimostrata di fatto fisicamente superiore alla squadra altoatesina, complici forse i numerosi infortuni in casa biancorossa, che hanno limitato la rosa a disposizione di mister Campolattano.

Prossimo appuntamento per le ragazze del Meran Women allo stadio Combi, dove domenica 27 novembre alle 14:30 affronteranno la Triestina.

Bologna: le felsinee mantengono la vetta, battuto il Portogruaro

Credit Photo: Bologna FC 1909

Femminile, 5-0 al Portogruaro e primo posto in solitaria

Il Bologna femminile centra la decima vittoria consecutiva e con 31 punti conquistati in undici partite vola in testa alla classifica in solitaria. Dopo la sconfitta del Meran Women sul campo del Lumezzane, infatti, le rossoblù si trovano a più tre sulla prima inseguitrice e l’obiettivo ora è quello di continuare a correre, a partire dall’impegno casalingo di domenica prossima contro il Venezia 1985.

Ieri, intanto, i tre punti sono arrivati grazie al 5-0 in casa del Portogruaro, con le ragazze allenate da Simone Bragantini in vantaggio alla mezz’ora con Spallanzani dopo un inizio equilibrato. Prima della fine del primo tempo è stata Gelmetti con una doppietta a chiudere già la sfida, mentre nella seconda frazione si è scatenata Sciarrone: il primo gol segnato in contropiede su assist proprio di Gelmetti, il secondo direttamente da calcio d’angolo con una parabola che ha sorpreso l’estremo difensore avversario.

PORTOGRUARO-BOLOGNA 0-5

PORTOGRUARO: Fontana, Patriarca (53’ Gava), Desiati, Di Lenardo, Volpatti, Gava, Finotto (61’ Lucchetta), Durigon, Codarin, Gashi (81’ Bigaran), Battaiotto.
A disposizione: Papandrea, Piovesan, Vignandel, Roveretto, Piemonte, Raicovi.
Allenatore: Pivetta

BOLOGNA: Sassi L., Alfieri (77’ Simone), Sciarrone, Asamoah (81’ Pacella), Sassi S., Antolini (77’ Filippini), Gelmetti (77’ Rimondi), De Biase, Bonacini (77’ Zanetti), Arcamone, Spallanzani. A disposizione: Bolognini, Rambaldi, Benozzo, Da Rin. Allenatore: Bragantini

ARBITRO: Daddato di Barletta
MARCATRICI: 32’ Spallanzani (B), 33’, 39’ Gelmetti (B), 54’, 61’ Sciarrone (B)
AMMONITA: Antolini (B)

Claudia Mauri, Napoli Femminile: “Sono felice della mia prestazione perché ne avevo bisogno a livello personale”

Credit: Napoli femminile

La sconfitta col Cesena di domenica 6 novembre sembra ormai un ricordo sbiadito per il Napoli femminile, che ieri ha compiuto una brillante prestazione ai danni del Brescia Femminile battendo le leonesse per 4-2.

“Sì, avevamo tanta voglia e bisogno di vincere questa partita. Abbiamo fatto una prestazione con tata grinta e voglia di conquistare questi 3 punti e siamo molto felici del risultato che ci permette di rimanere in alto in classifica.” ha affermato ai microfoni della società nel post partita Claudia Mauri, ex centrocampista del Milan, classe ’92.” Anche oggi ci siamo trovate molto bene come si è visto, abbiamo dei giocatori validi che con la palla tra i piedi sono in grado di mettere in difficolta gli avversari e quindi penso che sia un modulo che possiamo portare avanti.” Riguardo alla sua prestazione personale di altissimo livello grazie alla quale ha chiuso la partita , Mauri ha affermato: “Sono felice della mia prestazione perché ne avevo bisogno a livello personale. Fare questo goal era quello che mi serviva per vincere e dare il mio contributo alla squadra.”

Al momento le ragazze di Mister Lipoff  tornano sul  podio con la medaglia di bronzo e 19 punti portati a casa; ad attenderle questa domenica l’Hellas Verona Women in una gara valida per la nona giornata di campionato di serie B femminile: le veronesi sono attualmente undicesime in classifica con 9 punti.

L’Italcave Real Statte fa la partita, il Kick Off la vince

Credit Photo: Real Statte

L’Italcave Real Statte domenica ha fatto la migliore prestazione della stagione, ma non è bastato, ha perso 5-2 contro il Kick Off.
Risultato bugiardo, soprattutto per l’ampiezza, per via delle occasioni create che solo i centimetri non hanno permesso di concretizzare col massimo risultato.
Mister Maggi (sostituto di Marzella) schiera il cinque composto da Valentina Margarito, Corin Pascual, Nona Navarro Saez, Carmen Guti e Bruna.  Alla quale risponde la formazione milanese di mister Russo formata da  Gabriella Tardelli, Luiza Bortolini, Gabrielly Vanelli, Simone Da Costa Paiva e Madeleine Stegius.
Al fischio d’inizio il possesso palla è delle rossoblù.Ma alla prima occasione con Stegius che sfrutta un posizionamento in avanti delle ioniche, Margarito brava a parare bassa col ginocchio. Risposta al sesto con un tiro da fuori area di Roberta Beragamotta, palla centrale. Nel mezzo l’Italcave fa la gara, le meneghine non pungono. A 51 millesimi dalla fine del primo tempo le milanesi perdono palla, sfera per Nona che prova la conclusione, tiro respinto, Bruna in scivolata trova il gol del vantaggio per 1-0 con cui si chiude il primo tempo.
Bortolini e Tardelli salvano a inizio ripresa su Nona che supera l’estremo meneghino che le devia il pallone sempre sui piedi della 13 che viene fermata dal capitano della Kick Off. Sempre nel primo minuto di gioco passaggio di Nona per Bruna, ancora Tardelli che salva in fallo laterale. Al sesto rimessa veloce di Bruna, Valeria sulla destra prova il pallonetto ma la traversa piena su deviazione minima di Tardelli che salva ancora la propria porta. All’ottavo la Kick Off trova il pari con Maite Garcia de la Montaña che dalla sinistra crossa per Greta Ghilardi. Palla al centro e Arianna Bovo mette dentro dalla destra per Vanelli che in scivolata mette il gol del sorpasso. Ma le ioniche non mollano: Bruna al decimo recupera palla su Bovo, se ne porta dietro 3 e calcia un velenoso diagonale per il 2-2. Contro risposta del Kick Off con Vanelli, dopo un batti e ribatti in area, trova l’angolo basso a sinistra e Margarito devia in corner. Stegius, al 13′, devia il pallone al centro dell’area per il nuovo vantaggio del Kick Off. Le ioniche subiscono il colpo e Simone prova a chiuderla su azione d’angolo, Margarito salva. Maggi a 4 minuti dalla fine inserisce Bruna portiere di movimento. Le ioniche dopo 30 secondi hanno una monumentale occasione con Guti e Pascual che in piena area vengono chiuse dall’estremo meneghino. E Vanelli sfrutta un errore nel movimento palla. Statte però sfortunato perché poco dopo con Guti un diagonale forte finisce sul palo. La stessa Tardelli chiude su Bruna e Pascual. A quel Stegius sfrutta un rinvio di Tardelli per chiudere sul 5-2.
Il Kick Off tira meno ma segna di più. Per le ioniche, ora, la consapevolezza che giocando semplice si possono raggiungere importanti risultati, basta concretizzare e, per il futuro, dare un calcio alla sfortuna.

 

 

 

TABELLINO KICK OFF-ITALCAVE REAL STATTE 5-2 (0-1 p.t.) KICK OFF: Tardelli, Bortolini, Stegius, Vanelli, Da Costa, Ghilardi, Di Lonardo, Negri, Violi, Bovo, Maite, Brugnoni. All. Russo
ITALCAVE REAL STATTE: Margarito, Guti, Pascual, Nona, Bruninha, Russo, Convertino, Schmidt, Discaro, Bergamotta, Titova, Linzalone. All. Marzella
MARCATRICI: 19’59” p.t. Bruninha (I), 8’17” s.t. Ghilardi (K), 9’19” Vanelli (K), 10’51” Bruninha (I), 13’01” Stegius (K), 17′ Vanelli (K), 19’29” Stegius (K)
AMMONITE: Vanelli (K), Schmidt (I) ARBITRI: Daniele Biondo (Varese), Carmine Genoni (Busto Arsizio), Andrea Antonio Basile (Torino) CRONO: Domenico Di Micco (Cinisello Balsamo)

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