Dopo il match vittorioso per 1-2 in rimonta contro il Portogruaro, valido per il nono turno nel girone B di Serie C, a parlare in casa Triestina è stato il tecnico Fabrizio Melissano che nel post gara ha affermato: “Abbiamo fatto a prescindere dal risultato una grande prima frazione di gioco, si è creato tanto ma finalizzato poco. Nella ripresa la squadra ha giocato palla a terra e poi abbiamo concesso davvero poco. Dopo il nostro pari la gara si è accesa e avendo segnato per prima abbiamo portato i tre punti a casa. Questo successo vale tanto non solo per la classifica ma anche per l’aspetto mentale di questo gruppo. Siamo una squadra alla terza stagione in Serie C e siamo sempre venuti fuori alla distanza, spero questa sia la gara della svolta perché ho visto la squadra che volevo e che ha avuto un atteggiamento positivo che fa vedere le sue doti tecniche”.
Carola Librandi, Angelo Baiardo: “Ho avuto diversi infortuni ma non mi sono mai arresa. L’Angelo Baiardo mi ha permesso di ricominciare”
Fosse stato per lei si sarebbe fermata in quel “annus horribilis” che è stato il 2020, di calcio non voleva più saperne. E avrebbe fatto male. Ha continuato invece, Carola Librandi, centrocampista (o difensore all’occorrenza) ligure classe ’89, della squadra ligure Angelo Baiardo. Quando era una ragazzina il Milan la voleva al suo fianco in serie A ma purtroppo gli infortuni(soprattutto alle caviglie) hanno condizionato la sua carriera. Abbiamo incontrato Carola per ripercorrere la sua carriera finora, dare uno sguardo sul presente e perché no, immaginare anche il futuro.
Carola, raccontaci come ti sei appassionata al mondo del calcio.
“Più che appassionata ci sono nata con questa passione. Ho provato tantissimi altri sport ma alla fine la mia scelta è ricaduta sul calcio. Sicuramente aver avuto un fratello gemello maschio con cui giocare e il Papà super tifoso della Sampdoria ha sicuramente influito.”
Hai mai incontrato qualche ostacolo sul tuo percorso calcistico?
“Si certo, su tutto i frequenti infortuni alle caviglie che soprattutto da giovane mi hanno spesso portato a stare ferma anche lunghi periodi. Però ho stretto i denti e la voglia di continuare questa grande passione mi ha spinto a non mollare.”
Sei una giocatrice molto duttile: puoi spaziare dal ruolo di difensore a centrocampista. Quale preferisci maggiormente dei due ruoli e perché?
“Entrambi i ruoli danno delle soddisfazioni, ma sicuramente il ruolo da centrocampista/ ala è quello che sento più mio.”
Sei ligure, hai giocato in passato con il Molassana, per poi passare alla serie A con il Cuneo. Vuoi raccontarci qualcosa di quel periodo?
“Quell’anno ci sono stati dei “problemi” con il Molassana, che mi hanno portata a fare una scelta fuori dalla realtà ligure. Il primo anno a Cuneo non è stato facile e ci siamo salvate solo nel finale del girone di ritorno, ma i due anni successivi , con la vittoria del campionato di serie B con il mio gol decisivo per la promozione e la possibilità di disputare la stagione seguente il campionato Serie A , sono state delle esperienze di vita calcistica indimenticabili.”
Sei poi tornata al Molassana. Un ritorno alle origini?
“Si, sono tornata perché dopo tre anni di Genova – Cuneo 2-3 volte a settimana avanti e indietro, avendo un lavoro da impiegata, mi hanno portato ad aver bisogno di giocare vicino a casa.”
Parliamo del tuo presente: l’Angelo Baiardo. Come sei arrivata qui?
“Era una nuova realtà nata quasi per caso, in un ambiente in cui si poteva giocare divertendosi ma senza troppo impegno e per quello ho deciso di ricominciare dopo un anno e mezzo di stop.”
Come ti trovi in questa società( con le tue compagne, il Mister…)?
“Si sta molto bene, non ti fanno mancare nulla e l’ambiente è molto sereno”
Facciamo un piccolo salto indietro: nel 2020 avevi deciso di appendere le scarpe al chiodo. Come mai questa scelta?
“Chi mi conosce dirà, è 10 anni che Carola ogni anno dice di voler smettere :-) VERO, ma sicuramente il periodo del Covid non mi aveva più dato quello stimolo necessario per poter dare il massimo in maniera seria in un campionato comunque impegnativo.”
Torniamo alla tua attuale società: la partita di domenica scorsa non è andata particolarmente bene, contro un Vittuone decisamente in forma. Che cosa è successo?
“Peccato, perché poteva essere una bella partita fra due squadre molto simili a livello di atteggiamento aggressivo. Ma purtroppo abbiamo preso goal dopo pochissimi minuti e gli ultimi 5 minuti prima della fine del primo tempo abbiamo poi “regalato” altri 2 goal e sotto di tre reti diventava davvero difficile rientrare in partita. Peccato…”
Che bilanci puoi fare del campionato finora?
“Il bilancio non può che essere positivo ad oggi per una neo promossa come la nostra, ma dobbiamo ricordarci che non abbiamo ancora fatto nulla e c’è solo da continuare a migliorarci sia come squadra sia a livello individuale.”
C’è qualcosa che vorresti migliorare in squadra?
“Assolutamente sì, c’è sempre da migliorare. Ma sopra ogni cosa servono impegno e sacrificio che non devono mai mancare in partita ma anche in settimana durante gli allenamenti.”
Il derby con lo Spezia ve lo siete aggiudicato voi: tre punti importantissimi e fondamentali in chiave salvezza. Che obiettivi vi ponete quest’anno?
“Partita difficilissima ma alla fine i tre punti ci hanno dato una carica emotiva molto forte. Sicuramente il nostro primo obiettivo è la salvezza.”
Ti piacerebbe allenare in futuro? Se sì quale categoria preferiresti?
“Non è nei miei pensieri allenare nel presente, ma mai dire mai. Credo che sceglierei le leve dei più piccoli.”
Come vedi il presente e il futuro del calcio femminile italiano? Rispetto a dieci anni fa, come e quanto sono cambiate le cose dal tuo punto di vista?
“Sono cambiate tantissime cose e ovviamente i cambiamenti sono stati più che positivi sotto tanti punti di vista, anche se non manca la paura che la “genuinità” del calcio femminile venga un po’ a perdersi andando avanti negli anni.”
Cosa bisognerebbe fare per migliorare?
“Intanto credere il più possibile nel settore giovanile e provare a puntare più sulle giocatrici che si hanno “in casa”.”
Che cosa ami fare fuori dal rettangolo verde?
“Cose semplici. Dedicare il tempo alle amicizie, alla famiglia e appena riesco, cercare di viaggiare il più possibile.”
Come ti descriveresti caratterialmente?
“Leale, generosa, introversa.”
Per concludere una curiosità: puoi portare in squadra tre giocatrici (italiane o straniere). Quali vorresti al tuo fianco e perché?
“Mi limito alla nazionale italiana: Cernoia, secondo me centrocampista fortissima, Boattin difensore/terzino che non molla mai, Rosucci centrocampista di rottura e di costruzione”
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la società Angelo Baiardo e Carola Librandi per la disponibilità.
Giada Di Camillo, Chieti: “Contro il Lecce partita difficile, invitiamo tutti allo stadio per passare una bella domenica di sport”
Giuseppe Lanzolla, Matera: “La classifica ci sorride, dobbiamo tenere i piedi a terra”
Nel nono turno di Serie C, nel girone C, il Matera ha superato per 1-4 le siciliane del Sant’Agata. A segno per le lucane, che nella prossima giornata riceveranno l’altra sicula del raggruppamento cioè il Palermo, Dalmedico e Benzaquen oltre ad una doppietta di Paolini.
Nelle ore successive alla gara a parlare in casa Matera è stato il tecnico Giuseppe Lanzolla che ai canali del club ha dichiarato: “La classifica ci sorride, però dobbiamo restare con i piedi per terra. Domenica prossima abbiamo una sfida casalinga molto importante contro il Palermo e vogliamo ben figurare. Ma, se giochiamo in questo modo, niente ci è precluso”.
Raffaella Caputo, Pegaso: “Continuando su questa strada ci toglieremo soddisfazioni”
Torna a vincere la Pegaso, squadra dell’Eccellenza campana, che nel terzo turno di campionato batte per 3-1 il Dream Team per 3-1. Squadra a punteggio pieno quella di Michel Dorini che ha cominciato nel migliore dei modi la stagione.
In casa Pegaso a lasciare qualche battuta sul momento è stata la promettente Raffaella Caputo che ha dichiarato: “Quella con il Dream Team è stata una gara tirata contro delle ottime avversarie. Noi siamo state determinate e convinte sin dalle battute inziali, questo ci ha permesso di portare a casa i tre punti. Siamo un bel gruppo coeso con ragazze con tantissime qualità, bisogna lavorare su alcuni aspetti ma continuando su questa strada ci toglieremo soddisfazioni. Per quanto riguarda il ruolo che mi ha assegnato il mister sono molto contenta, visto che sento di esprimere al massimo le mie potenzialità. Ora puntiamo a centrare il quarto successo in campionato”.
Chiara Poli, Sambenedettese: “Un plauso ad Orlandi, ci ha messo in difficoltà da grande giocatrice che tutti conosciamo”
Nell’ultimo turno del girone B di Serie C la Sambenedettese ha ceduto in casa alle toscane del Centro Storico Lebowski. Nelle ore successive al match abbiamo raggiunto Chiara Poli, giocatrice classe ’86 delle marchigiane che negli anni scorsi aveva già calcato i campi di C con la Vis Civitanova.
Queste le parole della stessa centrocampista, impegnata domani nel match contro il Vicenza: “Quella di domenica scorsa è stata una gara combattuta dove meritavamo sicuramente di più, l’arbitro ci ha negato nella ripresa due rigori netti tagliandoci le gambe. Venivamo da un ottimo pareggio contro la Jesina e volevamo vincere, siamo scese in campo con un modulo molto difensivo e abbiamo occupato meglio gli spazi, creando anche più occasioni in avanti rispetto alle altre partite. Purtroppo abbiamo subito i gol negli ultimi dieci minuti di gara e nel recupero sicuramente alcune delle nostre ragazze erano molto stanche. Devo fare i complimenti alle avversarie per la grinta e la tenacia con cui sono scese in campo la stessa che tutte le squadre che lottano per la salvezza come noi dovrebbero avere. Un plauso anche a Orlandi che ci ha messo davvero in difficoltà da grande giocatrice che tutti conosciamo. La prossima gara sarò ancora più difficile in trasferta a Vicenza cercheremo di affrontarla a viso aperto sarà molto dura ma ci stiamo preparando al meglio.”
Giorgia Michelon, Padova: “Stiamo crescendo e dimostrando che possiamo dire la nostra in questo girone”
Marta Vergani, Como Women: “Ci tenevo a giocare in Serie A con questa squadra”
Il Como Women si sta avvicinando, a piccoli passi, al ritorno alla Serie A con la sfida al Milan che chiuderà il girone d’andata della prima fase del massimo campionato. Le lariane hanno al loro interno una delle artefici della promozione dello scorso anno: stiamo parlando di Marta Vergani, difensore classe ’97, ex Real Meda, Inter e Ravenna, e da veste la divisa biancazzurra da tre anni. La nostra Redazione ha raggiunto Marta, che tra l’altro ha ottenuto con la Nazionale Under 17 un bronzo Europeo nel 2013 e un terzo posto al Mondiale nel 2014, per risponderci ad alcune domande.
Marta perché hai deciso di vestire, ancora una volta la maglia del Como?
«Dopo aver conquistato sul campo la promozione dell’anno scorso, ci tenevo a giocare in Serie A con questa squadra».
Torniamo a maggio di quest’anno, dove col Como hai avuto la possibilità di vincere la Serie B. Avresti mai immaginato di raggiungere questo risultato?
«Siamo partite consapevoli che l’obiettivo dichiarato era giocarsela fino alla fine, forti dell’idea di un percorso di crescita che nei piani della società prevedeva la promozione in due o tre anni. Partita dopo partita però, dopo ogni tre punti conquistati, abbiamo acquisito sempre più consapevolezza, realizzando che questo traguardo avremmo potuto raggiungerlo prima di quanto ci si aspettasse, anche quando sembrava che il Brescia stesse scappando via. Noi non abbiamo mollato, e alla fine ci siamo meritate il primo posto».
Siamo quasi alla fine del girone d’andata, e il Como è ottavo con cinque punti. L’andamento è in linea con le aspettative?
«L’obbiettivo è la salvezza. La prima cosa da fare quindi è allontanarsi dagli ultimi due posti. E anche se adesso non siamo in quelle posizioni, c’è forse un po’ il rammarico di aver lasciato per strada alcuni punti. Infatti, in certe partite, curando più i dettagli, potevamo sicuramente fare meglio».
Quanto è fondamentale, dal tuo punto di vista, la pausa delle Nazionali?
«La pausa delle nazionali ha come al solito i suoi pro e contro. Da un lato permette di recuperare un po’ di energie e riprendersi dai vari acciacchi, ma d’altra parte molte compagne in squadra sono nei loro rispettivi ritiri e questo impedisce di lavorare bene, con il gruppo al completo».
Tra sette giorni la Serie A riprenderà e si andrà in casa del Milan. Che incontro possiamo aspettarci secondo te?
«Sarà una gara difficile e impegnativa, perché il Milan è una buona squadra. Però questo campionato è molto equilibrato e imprevedibile, e noi faremo di tutto per cercare di fare risultato».
Che Serie A sta uscendo al primo giro di boa?
«Come ho detto prima, sembra che il campionato sia molto equilibrato, quasi imprevedibile; nessuna partita è scontata, infatti, per esempio il Milan ha perso contro il Pomigliano e la Juve per il primo anno non comanda la classifica».
Il format di quest’anno potrebbe rendere interessante il campionato?
«Secondo me è molto interessante; rende sicuramente più avvincenti la corsa scudetto e la lotta per non retrocedere».
Qualche turno fa hai incontrato l’Inter, che per una stagione è stata la tua ex squadra. Credi che le nerazzurre di Guarino possano dire la loro per la vittoria finale?
«L’Inter è una buona squadra che ha intrapreso un importante percorso di crescita chiaramente visibile quest’anno. Sono sicura che possano competere per il titolo fino all’ultime giornate».
In passato hai anche fatto parte del Ravenna e del Real Meda e sono, rispettivamente, in B e in C. Pensi che entrambe le formazioni possano fare una buona stagione quest’anno?
«Il Real Meda, nonostante una partenza sottotono, sono sicura che riuscirà a dire la sua, perché conosco molte ragazze e so quanto valgono. Mentre il Ravenna è una squadra giovane, ma con buone giocatrici; quindi, penso possano fare una buona stagione. Colgo l’occasione per fare un in bocca al lupo ad entrambe».
Tu hai anche avuto l’opportunità di far parte della Nazionale ottenendo, nel giro di un anno, un terzo posto europeo e mondiale con l’Under 17, e alcune di loro sono nel giro della maggiore…
«Si, indossare la maglia della nazionale è sempre un onore e sono ricordi che porterò sempre con me. Ovviamente sono felice per le mie ex compagnie e il loro percorso. D’altro canto, però, provo un po’ di rammarico per quello che è stato il mio. Gli infortuni e la sfortuna mi hanno un po’ frenata, ma sono motivata e determinata a rimettermi in fretta e riprendermi il posto, alzando sicuramente il livello delle mie prestazioni».
Il professionismo potrebbe aiutare a far crescere il calcio femminile italiano?
«Si certo, il professionismo è stato un passaggio fondamentale, facendo fare un gran passo in avanti a tutto il movimento calcistico femminile. Ed è importante adesso continuare in questa direzione, perché solo in questo modo noi donne potremo crescere professionalmente, avvicinandoci al livello di altri campionati europei sicuramente più preparati e all’avanguardia del nostro».
Che persona sei fuori dal campo?
«Sono una ragazza solare, vivace e determinata. Non amo la vita notturna, alla quale preferisco serate più tranquille in casa o in compagnia di amici. Studio architettura al Politecnico e presto conseguirò la laurea magistrale. Mi piace viaggiare e ho una passione per i film, soprattutto quelli di animazione».
Quali sono i tuoi obiettivi che vorresti ancora raggiungere in futuro?
«Crescere come calciatrice e togliermi altre soddisfazioni con la squadra. E perché no, magari anche con la nazionale».
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Como Women e Marta Vergani per la disponibilità.
Martina Redaelli, Minerva Milano: “Io sono perché noi siamo: è il nostro motto che unisce me e le mie compagne”
“Tukiki” in lingua malgascia (del Madagascar) significa sorriso ed è quello che Martina ha sul suo volto ogni volta che scende in campo per poter vivere la sua passione più grande. Giocare a calcio è una delle cose che la rendono più felice, fina da bambina ha espresso il desiderio di poter indossare quelle scarpe coi tacchetti e di prendere a calci un pallone e quando ci è riuscita, nonostante il timore iniziale dei genitori, ha coronato il suo sogno. Martina Redaelli, classe ’88, dopo svariate esperienza calcistiche, è arrivata tra le file difensive del Minerva Milano e noi l’abbiamo raggiunta per una chiacchierata sul suo percorso fin qui, sul progetto “Tukiki” e la sua filosofia basata sul sorridere perché ,come lei stessa ha sottolineato qui, il calcio prima di tutto va vissuto con serenità.
Raccontaci di come hai iniziato a giocare a calcio: che cosa ti ha spinto verso questo sport? Hai incontrato qualche difficoltà nel tuo percorso fino ad ora?
“Ho iniziato a giocare a calcio quando facevo la seconda media prima, ho fatto ginnastica artistica per tanti anni e poi danza moderna. Ho due fratelli più piccoli quindi praticamente la maggior parte del tempo condiviso con loro lo passavo giocando a calcio sul balcone o in cortile e a volte c’era anche mio cugino, diciamo che è così che mi sono appassionata. Quando ero più o meno in quinta elementare volevo giocare a calcio e sono dovuta andare contro la volontà di mio papà, mentre l’anno dopo contro quella di mia mamma. In seguito si sono convinti, mi hanno portato dove giocava mio fratello Andrea e avendo 13 mesi di differenza siamo anche riusciti a giocare insieme e io ero una felicissima! Non ero l’unica ragazza perché dopo pochi mesi anche la sorella di un altro ragazzo ha deciso di venire quindi eravamo in totale due ragazzine e giocavamo nella stessa squadra avendo anche la stessa età. Passati i due anni mi hanno portato una squadra femminile: la più vicina all’epoca era Mariano che però era una squadra a 7 se no c’era Monza ma era un po’ troppo lontano e i miei facevano già un sacco di sacrifici per portarmi e li ringrazierò sempre tantissimo per questo perché mi hanno permesso comunque di seguire quella che poi è la mia passione, il mio sogno. Quindi ho iniziato a giocare con le ragazze, sono partita dal Mariano poi Meda poi sono passata a Tabiago, Lissone e ora sono al Minerva. Nel mio percorso calcistico a volte ho smesso di giocare perché volevo dedicarmi allo studio però alla fine la passione ha sempre vinto quindi tutt’oggi, che ho 33 anni, mi trovo a giocare ancora nonostante negli ultimi tempi, a causa di alcuni problemi fisici, ho pensato che “questo sarà l’ultimo anno” e invece…Del resto dopo una certa età per recuperare, anche dopo una partita quando sei sovraccaricato, ci metti più tempo rispetto a una giovane. MA nonostante tutto però diciamo che me la cavo ancora!(ride)”.
Come sei arrivata alla Minerva Milano e come ti trovi in questa società?
“Ho conosciuto questa realtà tramite il progetto “Tukiki” (che significa sorriso), progetto che conosciuto tramite una mia amica e ho iniziato a essere volontaria di questa cosa che poi è tutto collegato al Minerva. L’anno seguente ho deciso di andare a giocare a Minerva.”
Che significato ha per te vestire questa maglia?
“Ho un forte senso di appartenenza a questa maglia, condivido pienamente tutte le basi, i valori, gli obiettivi di questa società. Qui tutti i giorni ci sono persone che lavorano e lottano per permettere a ad ogni ragazza di inseguire il proprio sogno e lo fanno trasmettendo quei valori che sono fondamentali anche nella vita in generale come il rispetto per gli altri, il rispetto per sé stessi, la fiducia in sé stessi, negli altri, la condivisione, il senso di appartenenza ad una squadra ovvero ad un gruppo e tutto ciò si coltiva proprio stando in mezzo ad un gruppo di persone, valori che sono sani e genuini. Il motto del Minerva abbraccia la filosofia Ubuntu: “Io sono perché noi siamo” e io sposo in pieno questo motto, ha in sé qualcosa di filosofico… Siamo tutti legati da un filo, ciò porta alla condivisione, all’essere connessi con l’umanità. Sono molto fiera di indossare questa maglia, di far parte di questa squadra e anche quando non giocherò più vorrei comunque stare all’interno della società per poter dare il mio contributo. É una società che è in forte crescita però come spesso accade ci sono problemi economici… Questo accade perché ci sono sempre pochi sponsor e sempre tante spese quindi si cerca sempre di trovare degli aiuti esterni. Noi avremmo anche bisogno di rifare il centro quindi più aiuti ci sono meglio è, il problema è trovarli.”
Come vedi la situazione del calcio femminile italiano? Su cosa, secondo te, si dovrebbe far maggiormente leva per rendere la situazione sempre migliore?
“Sicuramente il calcio femminile italiano è in forte espansione e crescita, c’è da dire che le squadre che sono state inglobate o comunque sono supportate da squadre maschili sono quelle che si trovano ai livelli più alti. Sarebbe bello se anche le squadre, come il Minerva e tante altre dove dietro c’è un grande lavoro ,potessero avere la possibilità di crescere senza essere “inglobate” da una squadra maschile di modo da poter fare il loro percorso, avere degli appoggi finanziari e riuscire ad arrivare a livelli sia alti che non ma pur sempre in autonomia, senza dipendere da altre squadre. In Italia a livello di cultura dello sport, ma così come nel lavoro, per quanto riguarda la figura della donna stiamo facendo dei miglioramenti però c’è ancora tanta strada da fare, purtroppo ci sono degli stereotipi che partono anche dalle famiglie stesse e ci vuole tanto tempo per scalfire questa situazione.”
Parliamo del campionato: siete partite col piede giusto, poi una sorta di black out per qualche settimana e poi ieri, finalmente di nuovo la vittoria per 2-1 col Vighignolo fino ad arrivare alla giornata di domenica scorsa dove avete dominato nella partita con la Riozzese portandovi a casa un bel 4-0. Puoi raccontarci come lo stai vivendo tu personalmente questo campionato insieme alle tue compagne? Avete riacquistato un po’ di fiducia dopo le ultime prestazioni?
“Noi siamo un gruppo eterogeneo di età diverse e con ragazze che giocano a Minerva da anni e altre invece sono “nuove” quindi abbiamo un percorso di crescita da fare. Abbiamo avuto un “blackout” per un periodo ma siamo riuscite a ribaltarlo questa domenica con un bel 4-0 e quindi questo ha sicuramente tirato su il morale e abbiamo riacquistato fiducia. Speriamo di continuare a far bene, crescendo tutte insieme ovviamente.”
Qual è la squadra che temete maggiormente?
“Non c’è una squadra che temiamo…Sicuramente ci sono delle squadre più forti, più esperte e squadre che magari lo sono un po’ meno. Ogni partita é a sé quindi bisogna sempre affrontare tutte le partite con la stessa grinta, determinazione, testa e lo stesso impegno non sottovalutando nessuno perché poi quando si sottovalutano le squadre è lì che si incappa nei grandi errori.”
Qual è la squadra che ti ha colpito di più nel tuo campionato fino ad ora e perché?
“Il Calcio Lecco mi incuriosisce molto e anche la Monterosso secondo me è una grande squadra: contro di noi non ha fatto una prestazione ottima nel senso che quella dell’anno scorso secondo me è stata migliore, ma nonostante questo si vede che sono un gruppo unito ed esperto, giocano da squadra, giocano un bel calcio poiché sanno costruire delle azioni di una certa importanza, sanno dove possono “far male” alle altre squadre. Ma ho molta fiducia nella mia squadra quindi so che possiamo fare molto bene.”
Che rapporto hai con le tue compagne di squadra e l’allenatore?
“Un po’ per la maturità che ho acquisito negli anni, un po’ per il mio carattere diplomatico grazie al quale faccio sempre un paso indietro nelle situazioni per leggere meglio una situazione, riesco ad avere un bel rapporto sia con le compagne che col Mister. Il dialogo non manca , quando qualcosa non va ci si confronta rispettandosi a vicenda e rispettando anche il ruolo di ognuno.”
L’11 ottobre la tua squadra si è unita alla campagna “In difesa” di Terre des Hommes Italia, in occasione della Giornata mondiale delle Bambine e delle Ragazze per cercare di garantire a tutte i propri diritti. Esistono ancora troppi pregiudizi nei confronti delle donne in generale, purtroppo anche e soprattutto, verso coloro che giocano a calcio. Come combatti tutto questo ogni giorno e che consigli ti senti di dare a riguardo alle giocatrici future, magari ad una bambina che vorrebbe realizzare il suo sogno di poter giocare a calcio un domani?
“Come lo combatto? Ogni giorno anche solo nelle scelte che faccio e di come mi comporto nella vita. Consiglierei di inseguire il proprio sogno quello che fa brillare gli occhi e ad oggi ci sono più possibilità per poterlo realizzare poiché in passato era molto più difficile se non impossibile. Una società tipo Minerva ti dà proprio l’opportunità di fare questa cosa e di farla sempre col sorriso ,anzi, col “Tukiki”.”
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la società Minerva e Martina Redaelli per questa intervista.
Greta Ghilardi, Kick Off: “Molto contenta per il mio primo gol stagionale”
Subito dopo la vittoria contro il Rovigo Orange al Pala Seven Infinity, in casa Kick Off a parlare è stata Greta Ghilardi.
Queste le parole della calcettista che veste la casacca dell’ambizioso team lombardo nella massima serie del calcio a 5 femminile: “Sono molto contenta per il mio primo gol stagionale, sono riuscita a sfruttare il tiro perfetto di Madeleine. Finalmente è arrivata la nostra prima vittoria in casa, ci voleva, soprattutto dopo due partite in cui abbiamo perso punti a causa di nostri errori. Anche contro il Rovigo ci sono stati alcuni errori, ma stiamo lavorando sodo e sono sicura che più avanti andiamo e meno ne faremo.”















