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Stefano Braghin, Head of Juventus Women: “Questa è una di quelle serate che ricorderemo tutti a fine carriera”

Stefano Braghin, Head of Juventus Women, ha parlato prima del match di Champions contro il Lione. Le sue dichiarazioni a Juventus TV.

SFIDA STELLARE – «Più si va avanti più è difficile, la strada è stata lunga, abbiamo fatto un grande cammino anche inaspettato. Questa è una di quelle serate che ricorderemo tutti a fine carriera. Dobbiamo essere coraggiosi e giocare il nostro calcio, divertendoci e sapendo che siamo tra le migliori otto d’Europa per rimanerci».

LIONE – «Il Lione è una grandissima squadra, fatta di campionesse. Nella seconda fase si è anche rinforzata. La Juventus ha un anno in più di vita ed è più matura e consapevole. Il nostro cammino ci dà fiducia anche se oggi sappiamo che troviamo la prima squadra nel ranking europeo. Oggi è solo l’andata».

CRESCITA – «Anche nel settore giovanile sono un punto di riferimento importante. Poterle incontrare oggi è un privilegio, purtroppo non sempre in Italia affrontiamo gare equilibrate. Ogni tanto subire e andare sotto pressione fa crescere, com’è successo nell’ultimo periodo in campionato. Il livello si sta alzando».

Calcio Padova Femminile, domenica nera e un derby da dimenticare

Riportiamo l’articolo dal sito del Calcio Padova Femminile.

Domenica nera per il Calcio Padova Femminile che ospite per l’occasione allo Stadio Franceschini cade rovinosamente sotto i colpi di un fortissimo Vicenza. Dopo il fischio d’inizio è il Padova che, in possesso palla, si avvicina subito alla porta vicentina con una buona combinazione esterna fra Gallinaro e Costantini che porta alla conclusione Carli. Il suo tiro però è impreciso. Sul successivo cambio di fronte il Vicenza si rende altrettanto pericoloso con conclusione che esce di poco sopra l’incrocio di pali. Al 13esimo sono le ospiti a sbloccare il match con Basso che prima apre il gioco con un buon traversone e poi raccoglie la sponda della compagna ribadendo a rete.

Ancora Vicenza al 21esimo che, sfruttando una leggerezza d’impostazione nella tre quarti padovana, non trova lo specchio della porta a tu per tu con Polonio. L’occasione è tuttavia preludio del raddoppio che arriva al 28esimo quando l’attaccante prima vince un rimpallo e poi, resistendo alla carica della retroguardia padovana, libera un destro a fil di palo. Inizio shock per il Padova che dopo altri 5 minuti va di nuovo sotto quando una buona combinazione offensiva fra gli attaccanti vicentini porta il risultato sul 3 a 0. Allo scadere del primo tempo Zoppi è costretta ad abbandonare il campo per un contrasto vigoroso su cui ha la peggio, al suo posto subentra Didonè.

La ripresa vede un Padova incapace di prendere le giuste contro misure e sofferente in ogni zona del campo, il Vicenza spadroneggia e impone un ritmo alto e un gioco veloce. Al terzo minuto ancora le ospiti calano il poker su deviazione di testa da calcio d’angolo. Al 13esimo ancora un implacabile Vicenza trova la strada della rete su incursione laterale. Al 25esimo mister Obetti ridisegna gli equilibri e sostituisce Spagnolo, Carli e Tiberio per Amistà, Gottardo e Taverna.

La fortuna tuttavia non sorride al Padova e alla mezz’ora Biasiolo rimedia la doppia ammonizione che porta all’espulsione. Polonio si supera con un miracoloso riflesso al 35esimo su deviazione di testa a mezzo metro dalla linea di porta. Al 40esimo, a chiudere una domenica da dimenticare, anche Taverna rimedia la fatale doppia ammonizione lasciando il Padova in nove. La gara si trascina nei minuti finali con un Vicenza in pieno possesso del pallino del gioco e un Padova frastornato e inerme.

Si chiude così una prestazione opaca da parte delle ragazze di mister Obetti, mai state in grado di impensierire la retroguardia Vicentina e non in grado di arginare la portata offensiva della prima forza del campionato.

“A scuola di tecnica”: il gol di Yoreli Rincón in Inter-Sampdoria

Nuovo appuntamento con “A scuola di tecnica”, la rubrica dedicata ai gesti calcistici in collaborazione con il Maestro di tecnica Matteo Pierleoni. Ogni settimana analizzeremo quello che secondo noi è il gol più bello, a livello tecnico, della giornata di Serie A appena conclusa.

17° giornata di Serie A (19-20/03/2022)

Chi: Yoreli Rincón
Cosa: Gol del 3-2 (50’)
Squadra di appartenenza: Sampdoria
Match: Inter-Sampdoria [4-3]

Al “Facchetti” di Milano finisce 4-3 per le padrone di casa, messe in seria difficoltà da una Sampdoria presente e combattiva. L’Inter domina il primo tempo per 3-1, ma la ripresa parte subito a favore delle blucerchiate. Le ragazze di Cincotta raggiungono la parità dopo appena 9′ ma le nerazzurre si riportano in vantaggio al 64′ conservandolo fino alla fine. Buona prova per la Sampdoria che rimane sesta in campionato. Da evidenziare il magnifico gol di Yoreli Rincón: la numero 10 ha dato ancora prova delle sue enormi potenzialità tecniche.

L’AZIONE
L’analisi del gol del Maestro di tecnica Matteo Pierleoni: “Il gol nasce da una palla contesa sulla fascia destra vicino alla bandierina. Qui le giocatrici della Sampdoria sono molto brave a non perdere il possesso: sono in gestione della palla e in zona di attacco, in un punto molto distante dalla porta. Arriva palla a Rincón che riceve dopo un mezzo rimpallo. Già da quando la sfera si trovava nella zona della bandierina, accorcia a sostegno di Auvinen. Nel momento in cui la palla viene trasmessa a Čonč, si mette ancora a sostegno e si allontana dalle avversarie. Quando riceve fa un passaggio importante: come entra in possesso viene subito pressata e quindi anticipa la giocata. Come lo fa? D’esterno destro, e ciò le permette di velocizzare il movimento.

IL GOL
Nel momento in cui si libera della palla fa questo tocco d’esterno verso l’area e aggira l’avversaria. Čonč prende posizione spalle alla porta, si mette in protezione, controllo e scarica su Rincón. Vediamo un uno-due rapido, intenso, dovuto tutto dalla giocata d’esterno che da velocità e sostegno. Di prima, con un interno destro a uscire e mette la palla sul secondo palo. Viene solitamente definito un tiro cross ma secondo me è effettivamente un tiro. La traiettoria è difficile da intuire per il portiere, pensando che possa rientrare verso l’area di rigore. Per fare questo tiro serve un’ottima sensibilità e controllo del piede. La palla è colpita di mezzo collo interno, quasi totalmente interno, perché la palla gira su se stessa in modo antiorario. E’ un colpo fine, chirurgico, un tiro aereo preciso. Il portiere Durante avrebbe dovuto leggere il movimento per poterci arrivare ma non era facile, l’anticipo di Rincón è stato perfetto. La sua giocata parte da quando si rende utile nel partecipare all’azione dall’esterno per poi andare a segnare. Segue l’azione in tutto e per tutto, attenta e tattica, una grande giocatrice di movimento”. 

Viktoriia Hyrin, dall’Ucraina al Depor

Vika, Depor
Vika, Depor

Viktoriia Hiryn, nazionale ucraina, in fuga dalla guerra firma con il Depor nel campionato Reto Iberdrola. L’internazionale, conosciuta come Vika, è nata 21 anni a Novoukrainka, nella Regione del Kirovohrad Oblast, nell’Ucraina centrale. Ha firmato con il Depor fino a fine anno, è ambidestra e giocava nel Ladomyr Volyn nella sua Regione.
Grazie all’intermediazione di Lluis Cortés, ex allenatore del Barcellona ed attuale selezionatore tecnico dell’Ucraina, diverse calciatrici in fuga dal Paese in guerra stanno giungendo in Spagna. La calciatrice ha conosciuto le compagne di squadra sabato prima della sfida contro il Racing féminas di Santander. Vika giocava anche a calcio a 5 prima di dedicarsi al calcio a 11, carriera che proverà a far crescere ancor più nel Depor, a La Coruña, in Galizia, storicamente terra di emigrati, che ultimamente sta accogliendo tante persone che si vogliono rifare una vita in questa magica terra del Nord Ovest della Spagna.
Le gallegas hanno perso 2-0 contro il Racing che ha segnato con Laura Camino e Elena Bahr. Nelle ultime sei sfide il Depor ha perso 3 incontri e ne ha pareggiato 3 ma nonostante tutto è secondo e lotta per risalire nella Primera Iberdrola, dall’anno prossimo campionato professionistico. Il Depor è nel Gruppo Nord della Reto Iberdrola e segue il Levante Las Planas, primo in classifica con 4 punti di vantaggio sulle biancoblu.

Credit Photo: Depor

Ternana, pari agrodolce sul campo del Fiammamonza

Pari in trasferta per la Ternana che nel girone A di Serie C impatta sul campo del Fiammamonza. Questa la cronaca della gara diffusa dalla testata Calcio Fere:

Bene l’avvio della Ternana, che ha tre buone occasioni in apertura, col portiere Chiesa che fa sempre buona guardia, poi la squadra si abbassa ed arriva il vantaggio molto contestato: le rossoverdi perdono palla a centrocampo, scatta il contropiede delle brianzole, palla in profondità per Demaio che ci arriva in fuorigioco. Non per l’arbitro che lascia correre, con la centrocampista che fa centro. La Ternana si riorganizza e nella ripresa appare più concreta. Il pari lo segna al 28′ Claudia Zorzetto sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nel finale, almeno altre due occasioni per la vittoria, non sfruttate a dovere.

Alice Benoit, Sassuolo: “Sassuolo Femminile squadra migliore da guardare. Ecco perché sono qui”

Alibe Benoit, centrocampista del Sassuolo Femminile, ha parlato ai microfoni di 90min.com, edizione francese, raccontando la sua avventura in Italia con la maglia delle neroverde: “Perché il Sassuolo? Volevo giocare all’estero da un po’. Ci ho già provato l’anno scorso, quando non dovevo andare a Soyaux. Sono arrivata al Soyaux e ho detto subito che era l’estero che mi interessava. Darò il massimo, ma firmerò solo per un anno. Poi ho cambiato agente e ho ricevuto delle offerte. Quella del Sassuolo mi ha convinto di più. Mi piace molto l’Italia e ho visto che è arrivata terza, un punto dietro la Champions League. È stata la proposta sportivamente più interessante che ho avuto quell’estate”.

Quindi una partenza per l’Italia non era necessariamente la priorità?
“Avevo preso di mira i maggiori campionati europei, ovvero Italia, Spagna, Inghilterra e Germania. Prediligevo la Spagna e l’Italia, per il mio stile di gioco, più dell’Inghilterra o della Germania. In seguito, ho avuto delle proposte leggermente più esotiche, ma non era quello l’obiettivo. Volevo ancora un progetto sportivo”.

Innanzitutto, come hai iniziato a giocare a calcio?
“Nella mia famiglia non ci sono calciatori. Giocavo con i miei amici. Ricordo che mio padre mi comprò un paio di scarpe con i tacchetti, pensando che non sarebbero durate. E non ho mai smesso. Credo che avessi sette anni”.

Guardavi già le partite a quell’età?
“Ho visto molte partite. Conoscevo tutti i giocatori. All’epoca ci eravamo trasferiti al Nantes, quindi guardavo molto l’FC Nantes. Mi è piaciuto molto Marama Vahirua. Dal momento che il calcio femminile non era molto pubblicizzato, guardavo solo il calcio maschile. Allora il mio giocatore preferito era Thiago Motta. Vorrei vederlo ora che è allo Spezia”.

Hai fatto Soyaux, Saint-Étienne, Guingamp, Yzeure, Paris FC, poi ancora Soyaux dal 2013 al 2021. Come spieghi questi tanti movimenti in così poco tempo?
“Quando ero più giovane, avevo troppa fretta. Non avevo la maturità. Quando non giocavo non capivo e mi arrabbiavo. Se c’era qualcosa che non mi piaceva, la dicevo. Crescendo, ho capito tante cose. Non possiamo dire tutto ciò che pensiamo. Penso che sia anche questa operazione che mi ha fatto sbagliare strada e una carriera un po’ meno allettante di quella a cui aspiravo”.

Negli ultimi anni i grandi club italiani (Sassuolo, Milan, Juve…) hanno dato molta più importanza al calcio femminile. Possiamo dire che è in piena espansione?
“Ci sono Inter, Juventus, Milan, Napoli… Anche in termini di qualità della vita, l’Italia è un paese che attrae, è un paese di calcio. Penso che presto ci saranno più giocatrici straniere. L’anno prossimo il campionato diventerà professionistico, cosa che non accade in Francia. Ci sarà sicurezza per il giocatore. La Francia ha organizzato il Mondiale, ok, è stato un successo, gli stadi erano pieni, ma dietro cosa è cambiato per le giocatrici? Non avevamo un tifoso in più negli stadi, non è cambiato nulla in termini di condizioni economiche, in termini di condizioni di allenamento”.

Credit Photo: Federico Fenzi

Martina Rosucci, Juventus Women: “Noi non abbiamo nulla da perdere e siamo consapevoli della nostra forza”

Questa sera alle 18:45 all’Allianz Stadium il grande appuntamento: le Juventus Women sfidano le francesi del Lione nella gara di andata dei quarti di finale di UWCL. Le bianconere dopo avere raggiunto questo storico traguardo cercheranno di continuare la loro splendida avventura europea. Nella consueta conferenza stampa di vigilia hanno presentato la partita Mister Montemurro e Martina Rosucci.

MARTINA ROSUCCI
La Champions regala sempre una sensazione difficile da spiegare a parole. Ti dà un’altra carica un’altra energia. Queste gare ovviamente si preparano da sole sotto tutti i punti di vista. E noi di fronte a queste partite ci trasformiamo. Le sfide dell’anno scorso sono state diverse tra di loro. All’andata siamo state sfrontate e giocando con spavalderia le abbiamo messe in difficoltà. Credo che loro abbiano maggior pressione. Noi non abbiamo nulla da perdere e siamo consapevoli della nostra forza. È stato molto importante il percorso fatto nel girone: grazie anche a questa nuova formula siamo riuscite a giocare 6 partite e crescere in termini di esperienza e consapevolezza”.

Credit Photo: Juventus Women

L’ucraina Kateryna Monzul dopo Inter-Samp femminile: “Commossa dall’aiuto della famiglia arbitrale”

“E’ stato come tornare alla vita normale dopo quello che ho visto e provato nelle ultime settimane. Per un po’ non dico di aver dimenticato, ma mi sento fortunata ad avere avuto queste attenzioni”. Sono le prime parole di Kateryna Monzul dopo aver diretto Inter-Sampdoria di serie A femminile. Kateryna è una delle migliori donne arbitro del mondo ed è di Karkhiv. Dal 24 febbraio la sua vita, come quella di tutti gli ucraini, è cambiata, e anche lei ha dovuto lasciare la sua terra e la sua passione, l’arbitraggio. Ma proprio dal mondo del calcio si è mossa l’onda di solidarietà e di aiuto: il designatore degli arbitri Uefa Roberto Rosetti si è attivato, e con la collaborazione della federcalcio ucraina (anche ai vertici del settore arbitrale ucraino ci sono due italiani, Luciano Luci e da questa stagione anche Nicola Rizzoli), dell’Associazione italiana arbitri e della Federcalcio italiana sono riusciti a portarla da noi dopo un viaggio lunghissimo.

“Non me lo aspettavo, tutti volevano aiutarmi… quando scappi da una situazione così non riesci a ragionare normalmente, la grande famiglia degli arbitri mi è stata vicina, in tantissimi mi hanno scritto e sostenuto durante il viaggio fin qui”, ha detto emozionata Kateryna. Le è stato trovato un alloggio a Torino, la stessa città di Rosetti, che ora la sta aiutando anche per le necessità quotidiane (con Kateryna hanno viaggiato anche una delle sorelle e la nipote). 

Alessia Martino, Lumezzane Women: “Un progetto molto valido con idee chiare. Obiettivo finale? Per scaramanzia non lo dico…”

Il Lumezzane ha battuto, nella venticinquesima giornata di Eccellenza Lombardia, il Sedriano per 7-0, confermandosi di essere una delle formazioni più forti del campionato. Le valgobbine di mister Giovanni Brusa si stanno preparando, dopo aver osservato un turno di riposo, per incrociare la Polisportiva 2B, e l’attacco deve essere pronto. Soprattutto per Alessia Martino, attaccante classe ’97 ex Brescia e, al suo primo anno con le rossoblù, ha segnato tredici reti in diciassette incontri. La nostra Redazione ha raggiunto Alessia, che col Sedriano ha messo a referto una tripletta, per risponderci ad alcune domande.

Alessia perché hai deciso, nel mese di agosto, di andare al Lumezzane?
«Il progetto che mi è stato presentato quest’estate dal Lumezzane l’ho ritenuto molto valido: la società aveva le idee molto chiare su che campionato e che obiettivi voleva avere. Poi ho parlato con le altre ragazze che conoscevo, e che già giocavano lì, e alla fine ho accettato».

Che ambiente hai trovato al tuo arrivo?
«Arrivare in un nuovo ambiente non è facile, però, con l’arrivo delle calciatrici prese dal Brescia, della società e della squadra, sono stata accolta con serenità in questo gruppo».

Sono passate diciassette giornate del girone lombardo di Eccellenza, e il Lume sta occupando le prime posizioni del campionato. Soddisfatta di questo andamento?
«Assolutamente sì, anche se abbiamo perso punti dove non dovevamo perderli».

Tu hai segnato, in diciassette partite, tredici gol. Contenta del tuo score?
«Cerco di dare il mio massimo per supportare la squadra, e segnare fa parte di questo, per cui sono contenta del mio score».

Quanto è valso il 7-0 del Lume sul Sedriano ottenuto nella venticinquesima giornata?
«Vale tanto come risultato, ma anche poco, perché abbiamo bisogno di punti, visto che abbiamo in mente l’obiettivo finale».

Come se non bastasse hai messo a referto, nel match di domenica scorsa, tre gol: qual è per te il più bello?
«Direi il terzo, perché è arrivata con un’azione di squadra, mentre le altre sono giunte su calcio d’angolo».

Dopo il turno di riposo il Lume ospiterà domenica la Polisportiva 2B. Che match ti aspetti?
«Sarà una partita combattuta, contro una squadra che non mollerà fino alla fine, ma noi giocheremo al massimo per portare a casa il risultato».

Come stai vedendo il campionato lombardo di Eccellenza dopo questa prima parte di stagione?
«Secondo me un campionato combattuto da seguire fino alla fine».

Chi potrebbe dare ancora fastidio nella vostra lotta alla Serie C?
«Abbiamo tre partite nel giro di due settimane, che sono Monterosso, Vittuone e 3Team, perché sono le squadre più ostiche del campionato».

Parliamo del Brescia Calcio Femminile, la tua ex squadra, che sta comandando la Serie B. Secondo te le biancoblù possono davvero andare in Serie A?
«Se il Brescia è lì vuol dire che se lo merita. Auguro alle ragazze con tutto il cuore, senza portar sfortuna, di raggiungere quest’obiettivo».

Che impressioni stai notando nel calcio femminile bresciano?
«Ci sono abbastanza società che hanno una visibilità importante, come noi, 3Team e Brescia. Il livello del calcio femminile bresciano è alto, con le bambine che, finalmente, possono approcciarsi a questo mondo. Ci sono squadre preparate e tecnici molto preparati».

Da qualche mese hai deciso di far parte della Mapa Sports Agency: perché hai fatto questa scelta?
«Mi si è presentata quest’agenzia in modo molto chiaro, dicendomi di cosa si occupa. Ho accettato quest’opportunità per avere una nuova esperienza, e, ora come ora, è molto partecipe in quello che faccio. E questo mi fa molto piacere».

Che obiettivi vorresti raggiungere quest’anno?
«Per scaramanzia non dico l’obiettivo finale, ma spero di poter continuare ancora a crescere».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la FC Lumezzane, la Mapa Sports Agency e Alessia Martino per la disponibilità.

Photo Credit: Alessia Martino

Lo Spezia femminile interrompe la serie di vittorie dell’Arezzo: finisce 1-1 la sfida del Tanca

Stravolgendo quasi ogni pronostico, lo Spezia femminile frena l’Arezzo capolista conquistando un punto importantissimo nel fortino del Tanca. Padroni di casa subito in vantaggio dopo appena due minuti di gioco grazie alla diagonale chirurgica di Filippa Millqvist. Le aquilotte sono in forma e vogliono dare continuità all’importante serie positiva intrapresa in campionato. La reazione aretina, però, non si fa attendere troppo e al 23′ Giada Gnisci di destro riporta il match in parità.

Lo Spezia accusa il colpo ma prova subito a ribaltare l’andamento della partita, sfiorando per ben due volte il goal del 2-1 con Carlotta Buono. L’attaccante classe ’98 ha la prima occasione al 33′, ma l’estremo difensore avversario riesce miracolosamente a disinnescare la sua grande girata da distanza ravvicinata. Dopo pochi giri di orologio, la calciatrice spezzina riesce ad incunearsi abilmente nell’area delle toscane ma sul più bello non trova la precisione giusta per battere a rete.

Nel corso del secondo tempo è invece l’Arezzo a tentare la rimonta, sfiorando il vantaggio al 16′ con Evelyn Vicchiarello. La centrocampista, però, non riesce a sfruttare un rigore in movimento spedendo sopra la traversa una clamorosa palla-goal. Nessuna delle due formazioni riesce però a trovare la zampata vincente ed il match termina dunque 1-1 con le aretine che si confermano unica squadra italiana imbattuta a livello europeo. Punto importante anche per lo Spezia che resta ancorato al settimo posto a +7 dalla zona playout.

Il prossimo match di domenica 27 marzo vedrà le aquilotte ospiti del Pinerolo allo stadio Barbieri. Affrontare le seconde in classifica non sarà facile per le bianconere che, nonostante l’elevato coefficiente di difficoltà, dovranno cercare a tutti i costi di portare a casa i 3 punti. Nulla è impossibile e, come dimostrato dal pareggio contro l’Arezzo, lo Spezia ha tutte le capacità per mettere in difficoltà serie qualsiasi avversario. Importante sarà però imparare dagli errori dell’ultima partita e cercare di disputare una partita pressoché perfetta contro le piemontesi.

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