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Duda, Tikitaka: “La nostra squadra sta crescendo molto giornata dopo giornata”

Nell’ultimo turno della Serie A di calcio a 5 il Tikitaka ha ceduto di misura nel derby abruzzese contro il Pescara. Il 2-3 ha confermato la seconda piazza delle biancazzurre lasciando al quinto posto le giallorosse che hanno però ancora due gare da recuperare. Al termine della gara per il club di Francavilla a Mare a parlare è stato l’estremo difensore  classe ’99 Suchek Eduarda Caroline  meglio nota come Duda.

“Credo servisse un po’ di attenzione nei gol che abbiamo preso e contro una squadra forte come il Pescara, dobbiamo essere più cinici nelle occasioni da gol che creiamo. La nostra squadra sta crescendo molto giornata dopo giornata, il mio obbiettivo è far parte di questa crescita per poter aiutare sempre di più la squadra, come l’iniziare a non prendere gol così 1 punto é già garantito. Credo che ciò di cui abbiamo bisogno é rivedere i nostri errori per non ripeterli più ma a mio modo di vedere siamo già sulla strada giusta, abbiamo perso lottando fino alla fine e questo solo ci può aiutare per le prossime partite, abbiamo coscienza totale di quanto é importante fare punti nelle prossime giornate”.

“Grenzette? Ci aspettiamo una partita difficile visto che all’andata non siamo riusciti a vincere e abbiamo visto una squadra che difende molto bene individualmente e ha giocatrici importanti come Dayane Rocha, quindi dobbiamo stare attente perche é uno scontro diretto per la classifica e la vittoria sarà molto importante.

Il calcio femminile è pronto a sbarcare in Qatar: passo in avanti o semplice sportwashing?

Anche solo immaginare un traguardo tanto incoraggiante sarebbe sembrata, fino a pochi anni fa, pura utopia. Eppure, come spesso accade, le idee più irrealistiche finiscono per concretizzarsi lasciando ben sperare, nonostante tutto, nell’intelligenza e nel buon senso dell’umanità. Effettivamente, infatti, solo un visionario avrebbe potuto prevedere un’apertura tanto significativa di un paese mediorientale al calcio femminile.

A farlo è stato il Qatar, ricca nazione della penisola arabica che quest’anno ospiterà i Mondiali di calcio. Ospite d’eccezione, non a caso, è stato proprio il testimonial della Coppa del Mondo: David Beckham. Lo scorso 8 febbraio, la leggenda ex United e Real Madrid ha infatti presenziato la premiazione dell’Amateur Women’s Football, torneo femminile parte del progetto Women and Girls Football Initiative.

L’evento, tenutosi all’Education City Stadium di Doha, è stato un modo originalmente progressista per festeggiare la giornata qatariota dello sport. “Vogliamo che questo stadio diventi un luogo inclusivo in cui possano aver luogo attività, progetti ed iniziative educative finalizzate allo sviluppo del paese e dello sport. Siamo fiduciosi che questo evento sia d’esempio e ponga le basi per ciò che succederà in seguito ai Mondiali“, sono state le dichiarazioni rilasciate da Alexandra Chalat della Qatar Foundation.

Da un punto di vista organizzativo, il torneo ha visto otto squadre amatoriali contendersi la vittoria finale, mentre laboratori didattici ed altre attività hanno intrattenuto gli spettatori nel corso della giornata arricchendo l’intero evento. Al termine della competizione, David Beckham ha inoltre assegnato l’ambitissimo Golden Boot a Nusaybah Peltier, talentuosa dodicenne che si è detta entusiasta dell’occasione avuta. “Iniziai a giocare a calcio con mio fratello e mia sorella quando avevo cinque anni e questo è stato il torneo più importante a cui io abbia mai preso parte“, ha infatti dichiarato la giovane premiata.

Un’altra partecipante, Hana Abu Gabal, ha inoltre fornito un interessante spunto di riflessione in merito alle pari opportunità nel paese: “Avere l’opportunità di giocare a calcio non è sempre scontato per una ragazza. Questo torneo è stata una grande occasione che spero abbia aperto gli occhi a molte persone mostrando a tutti cosa siamo in grado di fare!“. L’iniziativa, fortemente sostenuta dalla sceicca Hind bint Hamad Al Thani, si pone in continuità con gli importanti cambiamenti che stanno pian piano interessando altri paesi mediorientali.

Lo scorso 22 novembre, ad esempio, l’Arabia Saudita ha dato il via al primo campionato femminile della sua storia, un evento che lo stesso presidente della Federcalcio saudita, Yasser al-Mishal, ha definito “cruciale” per la crescita della nazione. Si è infatti trattato di un enorme passo in avanti per un paese che, appena due anni fa, concesse per la prima volta l’ingresso negli stadi alle donne. Le calciatrici saudite potranno dunque finalmente inseguire la loro passione, nella speranza che questo necessario ed epocale cambiamento non si fermi qui, tanto in Arabia quanto in tutta l’area limitrofa.

Il rischio che queste iniziative rientrino in una strategia volta esclusivamente a migliorare l’immagine internazionale di questi governidistogliendo l’attenzione dalle altre problematiche interne è, però, molto alto. Per quanto i segnali di apertura in Arabia Saudita e Qatar siano incoraggianti e degni di nota, è ancora troppo presto per vedere il bicchiere mezzo pieno.

Risulta infatti impossibile tralasciare le innumerevoli ed evidenti violazioni dei diritti a cui è soggetta l’intera popolazione femminile nei paesi sopracitati. Basti pensare, ad esempio, che in Qatar non esiste una vera e propria legge contro la violenza domestica, ma solo un piccolo articolo nel diritto di famiglia che “dovrebbe” impedire ai mariti di ferire le proprie mogli. Ogni ragazza qatariota, se single e con meno di 25 anni, non è inoltre libera di viaggiare oltre i confini nazionali senza il permesso di un tutore.

Discorso diverso per le donne sposate che, pur avendo la possibilità di spostarsi senza alcuna limitazione, sono soggette ad un eventuale, improvviso ed indiscutibile divieto imposto dai loro mariti. In caso di ribellione o di una semplice contestazione, esse rischierebbero inoltre di essere dichiarate “disobbedienti“, perdendo così il sostegno finanziario dei consorti. Nella maggior parte delle situazioni, ciò rappresenta una vera e propria tragedia per delle donne che non possono sempre svolgere lavori che si distacchino troppo dalle sole faccende domestiche.

A queste tremende violazioni vanno poi aggiunte le pesanti repressioni subite dalla comunità LGBTQ+, lo sfruttamento e la morte di migliaia di immigrati impiegati a nero come operai durante la costruzione degli impianti che ospiteranno i prossimi campionati del mondo e la criminalizzazione di ogni categoria di attivisti e attiviste. Come detto in precedenza, c’è dunque un forte rischio che l’improvvisa apertura al calcio femminile si riveli, al pari dell’organizzazione stessa dei Mondiali 2022, un astuto escamotage per insabbiare tali problematiche.

Per descrivere questa abitudine ormai ampiamente consolidata e diffusa, l’Amnesty International ha coniato un apposito termine: “sportwashing”. La celeberrima organizzazione ha successivamente individuato in appassionati e tifosi, non necessariamente sensibili e poco informati, il pubblico ideale a cui essa è rivolta. Questa tipologia di spettatori, infatti, risulta spesso addirittura infastidita dalle “interferenze”, quali proteste, polemiche e indagini, nella fruizione di uno spettacolo sportivo che, proprio come la prossima Coppa del Mondo, finisce sempre per favorire esclusivamente gli interessi dei governi interessati.

Tra le cause principali del successo dello sportwashing va inoltre annoverato quel giornalismo miope e concentrato esclusivamente sull’evento sportivo. Molti cronisti tralasciano infatti ogni aspetto relativo a violazioni dei diritti umani o ad altre problematiche non esplicitamente collegate alla manifestazione da raccontare, passando la patata bollente alle redazioni straniere o ignorando superficialmente quanto accade lontano da stadi e palazzetti dello sport. In questo caso, un’esaltazione acritica e limitata di queste iniziative contribuisce dunque a pubblicizzare un’immagine finta e patinata di paesi moderni e pronti, solo in apparenza, ad importanti riforme.

A questo punto sorge spontanea una domanda: come difendersi dallo sportwashing? Per farlo, l’Amnesty International invita le altre organizzazioni a livello nazionale ed internazionale a svolgere ricerche approfondite in merito, sostenendo ogni forma di attivismo e portando avanti oculate strategie di adovcacy. Le sportive e gli sportivi, inoltre, sono esortati a compiere una scelta tanto impopolare quanto necessaria: rifiutare la partecipazione o la sponsorizzazione di eventi in paesi che negano e calpestano i diritti umani.

Anche i semplici appassionati e gli spettatori possono e devono avere un ruolo importante nella lotta allo sportwashing, assumendo un atteggiamento maggiormente critico ed evitando di chiudere gli occhi dinnanzi a problematiche che, fin troppo spesso, tendono ad ignorare perché apparentemente lontane dalla loro quotidianità. Detto ciò, non resta che sperare nella buona fede delle personalità coinvolte nell’organizzazione dell’Amateur Women’s Football e in un reale passo in avanti di tutto il paese.

Possiamo infine pensare che il tempo dei cambiamenti sia finalmente arrivato oppure si tratterà di un ennesimo specchietto per le allodole? Solo il tempo saprà dare una risposta esaustiva a questo cruciale quesito, sciogliendo o confermando gli innumerevoli dubbi ed il crescente scetticismo circa l’operato dubbio e spesso controverso del Qatar e degli altri stati dell’area mediorientale.

Benedicte Haaland, Hellas Verona: “Verona è una sfida. Salvezza possibile finché ci crediamo tutte”

Il portiere gialloblù ha parlato a L’Arena della propria nuova esperienza scaligera

La nuova avventura italiana, ma anche il campionato e le giovani gialloblù più promettenti: sono diversi gli argomenti toccati da Benedicte Haaland durante l’intervista concessa ai colleghi de L’Arena.

Di seguito, infatti, le principali dichiarazioni rilasciate dal portiere dell’Hellas Verona Women.

UNA NUOVA SFIDA.
«Arrivare in un Paese di cui non si conosce la lingua è senz’altro una sfida, ma la squadra è stata molto accogliente e mi sto trovando molto bene. Giocare in Serie A è speciale, è un campionato molto tosto, Verona poi è una città bellissima».

L’ADATTAMENTO.
«Contro il Milan (0-6 per le rossonere, ndr) è sicuramente stata molto dura, ma sento che le cose si stanno muovendo nella direzione giusta. Un voto per me stessa? Finora mi do un “7”, ci sono state alcune cose buone ma ce ne sono anche alcune da migliorare. Penso sia importante conoscere meglio le mie compagne per capire cosa fare in determinate situazioni. Voglio cercare di mettere le mie qualità a disposizione della squadra».

GLI OBIETTIVI.
«Come squadra vogliamo rimanere in Serie A e credo che, finché ci crederemo tutte insieme, sia possibile. Obiettivi personali? Voglio migliorarmi come portiere, crescendo attraverso allenamenti e nuove esperienze».

LE GIOVANI PROMESSE.
«In questa squadra ci sono tante buone giocatrici, ma Gaia Rizzioli ed Elena De Cao mi hanno impressionato: la prima ha una grande solidità difensiva, la seconda invece ha una potenza di tiro che la rende in grado di segnare da qualsiasi posizione».

Credit Photo: Pierangelo Gatto

Geppino Marino, Sassari Torres: “Dimissioni? Decisione non facile, auguro il meglio a questa squadra”

Nei giorni scorsi, dopo la sconfitta rimediata con il Chievo Verona per 1-4, è stato reso nota la conclusione del rapporto lavorativo tra la Sassari Torres, squadra alla ricerca della salvezza in Serie B con 9 punti conquistati in 16 gare, è il suo tecnico Geppino Marino. Lo stesso allenatore ex Napoli, nelle ore passate, ha postato, tramite social, il suo pensiero a riguardo:

“Nella giornata di ieri 21 Febbraio ho presentato le dimissioni alla Società FC Sassari Torres, non è stata una decisione facile da prendere è stata sofferta , vissuta con un senso di vuoto in lotta continua tra cuore e testa. 
Mi preme ringraziare ognuna di queste splendide ragazze per tutto ciò che mi hanno trasmesso, per i sorrisi, gli abbracci regalati e soprattutto per la professionalità che vi contraddistingue.
Ringrazio la Società F.C. Torres Femminile tutta, augurando ad ognuno di loro di raggiungere i traguardi prefissati”.

Benvenuta #WeAreFutsal, la prima community del futsal italiano

Ci siamo dati un obiettivo ambizioso, una sfida entusiasmante, cercando di guardarci virtualmente tutti negli occhi, abbattendo le distanze e ritrovandoci fianco a fianco. #WeAreFutsal, da oggi, non è più solo un hashtag, ma un luogo virtuale, una casa per tutti gli amanti del futsal italiano.

WE ARE FUTSAL. Siamo felici di presentarvi We Are Futsal, la nostra community, all’interno della quale ogni tesserato, tifoso, o appassionato, può trovare spazio e riconoscibilità: ci sarà posto per tutti. Con il lancio del nuovo sito della Divisione Calcio a 5 – che avverrà nei prossimi mesi – un’intera area dedicata sarà riservata ai contenuti della community: gamification, merchandising, un forum per i dibattiti, la possibilità di accedere a contenuti esclusivi come prevendite ed esperienze dedicate, scontistica presso i partner della Divisione, lezioni di tattica e tecnica con allenatori qualificati e la possibilità di incontrare dal vivo i propri idoli. We Are Futsal vuole essere tutto questo e molto di più: una vera casa, calda, accogliente, senza distanze e barriere.

BERGAMINI. “Questo progetto, affidato all’ufficio marketing e comunicazione, frutto di un grande lavoro strategico, è un altro tassello in un percorso di maggiore riconoscibilità della disciplinaha dichiarato il Presidente Luca Bergamini -. La creazione di un CRM è un obiettivo necessario per la crescita della Divisione. Infatti, il futsal non può prescindere, oltre che dagli interpreti che ogni settimana scendono in campo, anche da tutta quella grande famiglia che gli gira intorno. We Are Futsal risponde proprio a queste esigenze, per non disperderci e per poter finalmente avere un luogo dove ritrovarci e contarci”.

DEL MUGNAIO. “Oggi è un giorno speciale per il calcio a 5 italiano; con il lancio della campagna “We Are Futsal” abbiamo iniziato un percorso strategico con l’obiettivo di “contarci”, conoscerci meglio, dialogare, interagire ed ingaggiare gli appassionati del Futsal queste le dichiarazioni del Marketing Director della Divisione Calcio a 5 Renato Del Mugnaio -. Atlete, atleti, addetti ai lavori e tifosi saranno chiamati a creare il nostro CRM, ad alimentare una comunità che possa, unita, contribuire alla crescita e alla riconoscibilità di questo meraviglioso sport e a tutto il movimento. Stiamo buttando le fondamenta al fine di creare “una casa” per questa grande famiglia e la creazione di un CRM è fondamentale per il raggiungimento dello scopo. Vorrei ringraziare a tal fine il Presidente Luca Bergamini e il Consiglio per il supporto ed il team di lavoro che è riuscito a mettere in piedi il progetto e finalizzare la campagna; questo è un primo passo, ma fondamentale per ciò che presto arriverà. Stay tuned”.

Credit Photo: https://www.divisionecalcioa5.it/

Megan Rapinoe, Nazionale USA: “Una vittoria per le nuove generazioni”

La nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti ha vinto la sua battaglia sulla parità salariale dopo 6 anni di lotta. L’accordo vedrà la Us Soccer pagare alle giocatrici un totale di 24 milioni di dollari e promette la parità di retribuzione con la squadra maschile.
Queste le prime parole di Megan Rapinoe riguardo l’importante traguardo:
“E’ una giornata davvero fantastica. Penso che guarderemo indietro a questo giorno nuovo e diremo che questo è il momento in cui il calcio americano è cambiato in meglio”, le parole di Megan Rapinoe. “Una cosa del genere non accadrà mai più e possiamo andare avanti nel rendere il calcio il miglior sport possibile in questo paese. E’ una vittoria per le nuove generazioni”.

Algarve Cup 2022: Le nostre pagelle dell’Italia nella finale contro la Svezia

Giuliani 7 Una gara perfetta, uscite sempre precise ed impeccabili, anche sui rigori ha dato segno di grande capacità tecnica. Peccato non aver avuto il guizzo sul rigore di Berglund che ha sfiorato con i guantoni.

Di Guglielmo 7 Novanta minuti di freschezza e capacità difensive, i suoi primi di carriera in Nazionale, che premia la sua tenacia e la capacità ad essere umile al servizio del gruppo.

Linari 6.5 Sempre attenta, un ottimo primo tempo, che l’ha vista combattere contro il fisico delle avversarie ed uscirne nel migliore dei modi.

Gama 7 Perno difensivo, in più occasioni anche in inferiorità numerica si spende per la squadra, che riesce a portare via palla dalle zone critiche di gioco ed a liberare per le compagne.

Lenzini 7 Inizio nervoso, ma con grinta come sempre, si prende un giallo nel momento peggiore (il rigore causato su Hurtig) ma gioca una gara con il coltello tra i denti. Orsi (71’) 6.5 Porta freschezza ed un gioco attento.

Caruso 7 Gran partita di sacrificio, peccato che sull’assist di Girelli nella ripresa non è riuscita ad imprimere alla palla il giusto flusso che avrebbe dato la vittoria ai nostri colori. Rigore impeccabile: brava.

Rosucci 6.5  Un primo tempo dei suoi: giocando un giro palla tecnico e ben equilibrato con costanza e giusta crescita nelle azioni in velocità. Giugliano (57’) 6.5 Rassicura le compagne con giocate di pregio e lanci precisi.

Galli 6.5  Vigile ed attenta un ottimo primo tempo giocato con determinazione e carattere come chiesto dal mister. Cernoia (64’) 7 Le sue giocate in angolo e nelle ripartenze sono sempre molto incisive e fluide, peccato non aver concretizzato.

Bergamaschi 7 Gara equilibrata ma di alto livello a servizio di tutto il gruppo, come sempre umiltà e precisione nelle giocate. Glionna (81’) SV Entra solo per portare la squadra alla roulette dei rigori.

Giacinti 7.5 Un altro gol spettacolo che conferma il suo ottimo periodo e la sua grande capacità di essere una delle migliori con la palla al piede. La migliore in campo anche oggi. Girelli (57’) Il suo colpo di testa, a torre, per Caruso è stato perfetto per gesto atletico e tempo: peccato non aver sollevato la coppa: poteva essere un grande merito.

Bonansea 7 Un tempo da leonessa, in campo dimostra grinta da vendere, poi il duro lavoro svolto portano al calo fisico, ma ci stà!.  Serturini (57’) 6 Peccato essere stata l’ultima della serie, dagli undici metri, questa esperienza insegna.

All. Milena Bertolini 8 Un altro risultato positivo con una impronta tecnica di alto livello e sopra tutto l’utilizzo delle giovani premia un lavoro che porterà i suoi frutti nell’imminente futuro. Complimenti.

 TABELLINO GARA  con  le formazioni iniziali:

ITALIA  – SVEZIA  5 – 6  ai rigori
Reti: Giacinti 18’ (I), Seger 71’ (S).
Ammonizioni: Berglund (S), Lenzini (I), Di Guglielmo (I)

ITALIA (4-4-2): Giuliani, Di Guglielmo, Linari, Gama, Lenzini, Caruso, Rosucci, Galli, Bergamaschi, Giacinti, Bonansea.  A disp. Durante, Baldi, Giugliano, Girelli, Simonetti, Serturini, Glionna, Boattin, Soffia, Cernoia, Orsi. All. Milena Bertolini

SVEZIA (4-3-3): Lindahl, Andersson, Rybrink, Asllani, Jakobsson, Roddar, Anvegard, Bennison, Schough, Rubensson, Berglund. A disp. Falk, Musovic,Kullberg, Glas, Nilden, Janogy, Hurtig, Blackstenius, Ilestedt, Angeldahl, Seger, Musovic, Kaneryd. All. Peter Gerhardsson.

Credit Photo: Andrea Amato

Elisa Dorigatti, Trento Calcio Femminile: “Vincere è sempre una soddisfazione personale e collettiva per l’intera squadra”

Elisa Dorigatti, classe 2002, giovane difensore dell’Under 19 del Trento Calcio Femminile ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calcio Femminile Italiano. Determinazione, umiltà e senso del dovere sono le caratteristiche che escono fuori da questa intervista.

Com’è nata la tua passione per il calcio?

“Non ho ricordo di me piccola senza un pallone in mano, ogni volta che avevo un minuto libero giocavo a calcio che fosse al campetto, in casa o in giardino. È stata dura convincere i miei genitori a farmi iscrivere ad una squadra ma, dopo tanti tentativi, hanno ceduto.”

Quali sono gli obiettivi del Trento per questa stagione? Siete soddisfatte?

“Come dice sempre il mister, la categoria dell’Under 19 serve soprattutto ad ultimare e perfezionare le basi tecniche ed atletiche di ognuna di noi: ritengo quindi che l’obiettivo non sia tanto il primo posto quanto riuscire a raggiungere la nostra forma migliore. Sicuramente la vittoria non si disdegna, anzi! Vincere è sempre una soddisfazione personale e collettiva per l’intera squadra.”

Qual è stata la vittoria più bella di questo campionato fino a questo momento?

“Penso che la vittoria più bella sia stata quella contro il Portogruaro, battuto per 5-3. Come si intuisce dal risultato è stata una partita combattuta e ciò che preferisco di queste situazioni è il fatto che da 11 in campo, più quelle in panchina, si diventi una cosa sola. La tenacia e lo spirito di sacrificio sono solo alcuni fattori che fanno da protagonisti ed è proprio questo spirito di sacrificio che ricordo con particolare orgoglio.”

Hai un/a calciatore /calciatrice di riferimento?

“Non ho propriamente una figura di riferimento ma agli Europei ho apprezzato Spinazzola”

Il numero di maglia che hai ti è capitato casualmente oppure ci sei legata per un motivo particolare?

“Negli anni non ho avuto un numero costante di maglia semplicemente perché non ho ancora trovato quello che posso definire “mio”. Inizialmente portavo il 4, poi l’8 mentre quest’anno ho optato per il 18: il 4 perché è stato il mio primo numero in assoluto, l’8 perché lo portava mio papà mentre il 18 ha un altro significato ancora.”

Quali sono i tuoi hobby fuori dal rettangolo verde?

“Fuori dal campo da calcio sono prima di tutto una studentessa, sono al primo anno della facoltà di giurisprudenza di Trento. Studi a parte mi piace andare in montagna, guardare serie tv e film; nell’ultimo periodo sto prendendo lezioni di snowboard.”

Azzurre, che peccato. La Svezia fa sua ai rigori l’Algarve Cup. Bertolini: “Le ragazze sono state eccezionali”

Una sconfitta di rigore, che lascia l’amaro in bocca per come maturata, ma che si trascina dietro impressioni decisamente positive per tutto il tragitto percorso dalle Azzurre in questa competizione: dopo l’1-1 del 90’, la Nazionale italiana femminile va ko ai calci di rigore nella finale dell’Algarve Cup contro la Svezia, seconda forza mondiale secondo il ranking Fifa. Come nel 2019, quando nell’ultimo atto della Cyprus Cup ad imporsi fu la Corea del Nord, anche questa volta sono state le esecuzioni dagli undici metri – nuovamente ad oltranza – a negare all’Italia il successo in un torneo internazionale a inviti.

“Sicuramente dispiace – è il commento a fine gara della Ct Milena Bertolini – ma voglio vedere l’aspetto positivo del torneo: le ragazze sono state eccezionali, hanno dimostrato di essere cresciute e che possono competere anche contro squadre ai massimi livelli mondiali”.

Tra le note positive della manifestazione, la conferma della bravura di Bonansea, oggi autrice dell’assist per il momentaneo vantaggio firmato da Giacinti ed eletta miglior giocatrice del torneo. L’Algarve Cup è tornata ad essere disputata dopo la cancellazione della competizione nel 2021 e dopo che nel 2020 non venne disputata la finale tra Italia e Germania, visto il diffondersi della pandemia proprio in quei giorni di marzo.

La partita. In un clima quasi più estivo che primaverile, la Ct Bertolini propone un 4-3-3 in cui le chiavi del pacchetto arretrato, davanti a Giuliani, sono affidate alla coppia Gama-Linari, mentre le corsie esterne sono occupate da Di Guglielmo e Lenzini. A centrocampo Rosucci, Galli e Caruso fungono da raccordo col tridente composto da Bergamaschi, Giacinti e Bonansea.

Le due squadre iniziano la gara in modalità guardinga, attente a non scoprirsi, e gli unici sussulti dei primi minuti sono affidati a un doppio calcio d’angolo dell’Italia che prova a sorprendere la difesa scandinava con la battuta a cercare, in entrambi i casi, la soluzione sul primo palo. Al 18’ l’episodio che sblocca il confronto. La pressione azzurra porta al recupero della sfera nella metà campo svedese e Bonansea è brava a trovare il pertugio giusto e a servire Giacinti all’interno dell’area di rigore: l’attaccante della Fiorentina è fredda quanto serve per battere con un preciso sinistro Lindahl per l’1-0 Italia. Ottenuto il vantaggio le ragazze di Milena Bertolini controllano la gara senza rischiare praticamente mai, con la pressione svedese che cresce solo nei minuti finali della prima frazione di gioco, senza però creare veri pericoli verso la porta difesa da Giuliani.

La ripresa si apre con un sinistro di Caruso dai 25 metri che chiama Lindahl alla difficile deviazione in corner. Sull’angolo seguente Lenzini a centro area non riesce a sfruttare al meglio la sponda di Gama e in acrobazia manda alto sopra la traversa. I ritmi del secondo tempo si alzano rispetto ai primi 45 minuti di gioco e al 6’ la reazione svedese impatta sul palo della porta azzurra: su una punizione da posizione laterale, le scandinave colpiscono di testa il montante alla sinistra di Giuliani e sulla ribattuta è provvidenziale la schiena di Di Guglielmo a ribattere il tap-in a colpo sicuro di Schough. La pressione svedese aumenta sempre di più col passare dei minuti, grazie anche ai nuovi innesti decisi dal Ct Gerhardsson. Al 25’ si materializza così il pareggio, con Lenzini che atterra in area di rigore la sua compagna di squadra alla Juventus, Hurtig: dagli undici metri Seger non sbaglia per l’1-1.

L’Italia trova energie fresche dai cambi decisi da Bertolini, riuscendo ad allentare la pressione avversaria e a sei minuti dal 90’ costruisce su azione d’angolo una clamorosa occasione per tornare in vantaggio: la sponda aerea di Girelli supera Lindahl e premia l’inserimento di Caruso, ma la centrocampista colpisce la sfera con la parte superiore della testa mentre sta ricadendo, centrando la traversa da pochi passi. È l’ultima emozione di una finale che conosce così, come da regolamento, il suo epilogo ai calci di rigore dopo il pareggio maturato nei novanta minuti regolamentari. Dagli undici metri le dieci giocatrici scelte dai due Ct per calciare i rigori sono implacabili e si procede quindi a oltranza. A questo punto il portiere Lindahl prima trasforma il sesto penalty svedese, quindi neutralizza la conclusione dagli undici metri di Serturini, regalando l’Algarve Cup alla propria nazionale.

Svezia-Italia 1-1 (7-6 d.c.r.)
SVEZIA: Lindahl, Andersson (17’st Nilden), Rybrink, Asllani, Jakobsson (17’st Hurtig), Roddar, Anvegard (17’st Blackstenius), Bennison (41’st Angeldahl), Schough (32’st Kaneryd), Rubensson (17’st Seger), Berglund. A disp.: Kullberg, Glas, Janogy, Falk, Ilestedt, Musovic. Ct: Gerhardsson
ITALIA: Giuliani, Lenzini (36’st Orsi), Gama, Linari, Di Guglielmo, Galli (19’st Cernoia), Rosucci (11’st Giugliano), Caruso, Bergamaschi (36’st Glionna), Giacinti (11’st Girelli), Bonansea (11’st Serturini). A disp.: Durante, Simonetti, Boattin, Soffia, Baldi. Ct: Bertolini
ARBITRO: Jeong Kim (KOR). Assistenti: Tsoi (KGZ) e Park Mi (KGZ). IV Ufficiale: Ferreira Campos (POR)
RETI: 18’pt Giacinti, 26’st Seger su rig.
NOTE – ammonite Di Guglielmo, Berglund, Lenzini. Tempo di recupero: 1’pt, 3’st. Sequenza rigori – Seger: gol; Giugliano: gol; Asllani: gol; Gama: gol; Blackstenius: gol; Girelli: gol; Berglund: gol; Cernoia: gol; Angeldahl: gol; Caruso: gol; Lindahl: gol; Serturini: parato.

Credit Photo: Andrea Amato

Il Caprera trova, sul campo del Real Meda, la prima gioia in campionato

Il Caprera è ultimo nel Girone A di Serie C, ma ha centrato, alla diciassettesima giornata, il primo successo in campionato, vincendo in casa del Real Meda per 3-2.

Eppure a mettere il naso avanti sono state le bianconere, grazie alla doppietta realizzata al 6′ e al 18′ dall’attaccante classe 2002 Beatrice Antoniazzi, la quale è giunta a quota cinque gol stagionali. Nella mezz’ora Elisa Mariani del Real Meda ha avuto un problema fisico, tanto che, purtroppo, è dovuta intervenire un’ambulanza.
Poi arriva la rimonta neroverde: al 38′ Ana Manea sfrutta un errore di Barzaghi, accorciando le distanze, al 51′ Mariana Voinea centra, al volo, il gol del 2-2, e poi, a cinque minuti dalla fine Costanza Isabe Vazquez mette la palla per i primi tre punti stagionali della sarde.

Il Caprera, come scritto all’inizio, è in fondo alla classifica, ma è a quattro punti dalla Pistoiese, che ha due match da recuperare, e domenica riceverà il Pinerolo che, nella giornata precedente, ha battuto il Perugia per 3-0.

Photo Credit: Facebook Caprera Calcio Femminile 

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