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Vittorie pesanti in trasferta per Chievo e Cittadella, pareggio tra Pro Sesto e Cesena

Questa domenica di Serie B Femminile si è aperta alle 12.00 con la sfida tra Sassari Torres e Chievo Verona, terminata con un’importante vittoria per le gialloblù. Un successo in rimonta, conquistato a suon di gol dopo l’iniziale vantaggio delle padrone di casa. Dopo appena un minuto di gioco infatti a sbloccare la gara ci ha pensato l’ex Marenic a spiazzare Olivieri. Tuttavia le ragazze di Venturi in Sardegna presto si sono ricompattate e al 9′ è arrivata quasi immediata la prima risposta allo svantaggio. Rigore per il Chievo, dal dischetto va Boni che non sbaglia e rimette in partita le gialloblù. La gara prosegue con occasioni da entrambi i lati e con due protagoniste su tutte: Marenic da un lato e Boni dall’altro. Le autrici dei primi due gol del match creano gioco e opportunità che però fino all’intervallo non arrivano, così la prima frazione si chiude sull’1-1. Nel secondo tempo è un monologo gialloblù e al 74′ arriva il gol dell’1-2 grazie al tap-in vincente di Stefania Dellagiacoma. Una rete come preludio del poker del Chievo che gonfia ancora la porta avversaria con Ronca all’87’ (primo gol in B) e poi Peretti al 90′ che segna il suo sesto gol stagionale e chiude i giochi. Il Chievo con questo 4-1 torna alla vittoria, conquista il secondo successo in trasferta e si porta momentaneamente al quarto posto, sorpassando il Tavagnacco. Per le sassaresi invece arriva un nuovo ko dopo quello contro il Brescia.

Colpo del Cittadella a Ravenna. Le ragazze di Colantuono conquistano in trasferta tre punti pesanti che le proiettano al quinto posto (in attesa che giochino Tavagnacco e San Marino). Una conferma importante dopo due settimane dal successo contro il Chievo che permette alle padovane di collezionare il quarto risultato utile consecutivo. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 ma nella ripresa il Cittadella ci prova e ci crede. Tanto che al 55′ arriva il gol che sblocca la gara: Domi raccoglie in area un bel traversone e col sinistro gira la sfera in rete. Così finirà il match, con il gol decisivo della ex centrocampista del Pomigliano che regala un successo importante anche in vista del prossimo impegno che sarà in casa contro il Brescia secondo in classifica.

L’unico pareggio di questa domenica di Serie B Femminile è quello tra Pro Sesto e Cesena. La gara termina a reti bianche ed è un punto che smuove molto poco la classifica delle due formazioni. Le occasioni non sono mancate da entrambe le parti ma alla fine ha regnato l’equilibrio. Tuttavia questo pari non fa contento nessuno, visto che la Pro resta al terzultimo posto – agganciando a quota 9 punti Roma e Sassari Torres – e le bianconere rimangono sempre decime.

Risultati della 16ª giornata di Serie B Femminile 2021-22

 

Sassari Torres-Chievo Verona Women 1-4
1′ Marenic (S), 9′ Boni (C), 73′ Dallagiacoma (C), 87′ Ronca (C), 90′ Peretti (C)

Ravenna Women-Cittadella 0-1
55′ Domi (C)

Pro Sesto-Cesena 0-0

Cortefranca-Pink Bari 0-0
(giocata il 13 febbraio)

Palermo-Tavagnacco
(in programma il 2 marzo)

Brescia-Como Women
(in programma il 2 marzo)

Roma CF-San Marino Academy
(in programma il 9 marzo)

Algarve Cup 2022: Le dichiarazioni di Milena Bertolini subito dopo la prestigiosa vittoria contro la Norveglia

La nostra Nazionale vola in finale, dopo aver raggiunto già questo traguardo nell’ edizione dell’ Algarve 2020: aimè mai disputata, e gareggerà tra la vincente dell’incontro tra il Portogallo e la Svezia.

Nell’attesa di scoprire chi sarà il nostro avversario a Lagos, la commissaria tecnica Milena Bertolini al termine del match dichiara: “abbiamo fatto un bel primo tempo, le ragazze sono state brave ed intelligenti nel interpretare la partita perché contro una squadra così fisica come la Norvegia dovevi mettere tutte le tue capacità tecnico-tattiche, poi è chiaro che nel secondo tempo è uscita la loro fisicità e noi siamo un pò calate. Le ragazze che sono entrate hanno fatto molto bene nonostante la tanta inesperienza: non dimentichiamo che ragazze così giovani fare partite contro la Danimarca ed oggi contro la Norvegia è un compito molto alto”.

Il tecnico aveva chiesto alle sue ragazze qualità ed atteggiamento, due cose che in questa gara si sono ben distinte sul campo, “l’atteggiamento delle ragazze è stato quello giusto, dobbiamo crescere sul possesso palla e sulla tecnica, ma sono delle qualità che noi abbiamo e questo passa anche attraverso una autostima ed una capacità dei propri mezzi e queste partite ci servono per fare questo passo in avanti”.

Adesso finalmente una finale che dovremmo, incrociando le dita, disputare a pieno titolo e con meritato diritto.

Vivianne Miedema, in una raffigurazione a Londra, con una statua che rappresenta le donne calciatrici nel mondo

Per sostenere la spinta per una maggiore rappresentanza a Londra, “adidas” ha svelato otto statue di donne che stanno infrangendo i confini nel mondo dello sport, della moda e della cultura, tra cui Eni Aluko, Vivianne Miedema e Francesca Brown.

Ricerche recenti hanno scoperto che Londra ha più statue di uomini (21%) e animali (8%) che di donne che rappresentano solo il 4%. In una spinta per una maggiore uguaglianza e un aumento della rappresentanza delle donne a Londra e nello sport in generale, adidas ha creato otto statue che celebrano le donne che stanno contribuendo a creare un futuro migliore e più equo per le donne. Le statue sono state stampate in 3D utilizzando un prodotto di stampa 3D appositamente fabbricato realizzato interamente con plastica di scarto di allevamento marino riciclata in modo sostenibile.

Celebrando alcuni dei talenti più influenti, stimolanti e iconici del Regno Unito nel mondo dello sport, della moda e della cultura, le statue includono:

Vivianne Miedema (calciatrice dell’Arsenal)

Eniola Aluko (calciatrice e opinionista)

Francesca Brown (calciatrice e CEO di Goals4Girls)

Ellie Goldstein (ballerina e modella)

Emily Scarratt (giocatrice di rugby)

Tanya Compas (Operatrice giovanile e attivista)

Asma Elbadawi (palestratore, poeta e attivista)

Sherrie Silver (ballerina, coreografa e avvocato delle Nazioni Unite)

La nuova collezione di reggiseni sportivi Adidas è stata lanciata il 9 febbraio , a seguito di ricerche approfondite che hanno evidenziato come un supporto mammario inadeguato porti a dolore al seno correlato al movimento in quasi la metà delle donne intervistate, mentre è stato riferito che oltre il 90% delle donne indossa la taglia sbagliata reggiseno sportivo. Lavorando a stretto contatto con il principale istituto di ricerca sulla biomeccanica del seno, l’Università di Portsmouth, hanno scoperto che se il seno non è adeguatamente supportato durante la corsa, sperimenta la stessa forza G di un pilota di F1 e potrebbe subire un allungamento della pelle potenzialmente dannoso.

Utilizzando queste informazioni, Adidas ha deciso di ridefinire la sua attuale offerta e creare una gamma di reggiseni sportivi che offrono un maggiore comfort e una migliore vestibilità, consentendo a più atlete di partecipare allo sport e sperimentare i vantaggi che ne derivano.

Le statue rimarranno a South Bank, sotto il Tower Bridge per due settimane prima di essere spostate in posizioni a lungo termine.

From America with love. Alle americane piace l’Europa e anche l’Italia

Le miniere del Perù hanno reso grande la Spagna e hanno consentito agli iberici di crearsi la fama di conquistadores. La miniera di diamanti, dei più grandi talenti del calcio femminile, sono senza ombra di dubbio gli Stati Uniti. Malgrado l’Europa si stia attrezzando per colmare il divario fisico e qualitativo che ancora ci divide dalla super-potenza atlantica, le atlete a stelle e strisce sono ancora un passo avanti (o forse due). È innegabile che il forte sviluppo e l’enorme qualità dei club e delle atlete americane fanno degli Stati Uniti il Paese a cui i club europei guardano con maggiore interesse per la ricerca di nuovi talenti.

Che fare quindi? Convincerle a venire in Europa (meglio ancora in Italia).
Su questi presupposti finalmente prende il via FIND YOUR PLACE”, il progetto con cui Women’s Football Management (WFM – www.womensfootballmanagement.com), Soccer Performance International (SPI – www.spisoccer.com), e Women’s Premier Soccer League (WPSL – www.wpslsoccer.com) sigillano la propria partnership con l’obiettivo di favorire l’accesso di calciatrici statunitensi nei campionati europei e viceversa.

La WPSL è la più grande lega di calcio femminile al mondo con 130 club divisi in 22 conferenze. Le squadre della WPSL rappresentano un ampio spettro di atlete provenienti da carriere college, post-college, e dai settori giovanili più promettenti. Icone del calcio femminile quali Samantha Mewis, Tobin Heath, Rose Lavelle, Alex Morgan, Megan Rapinoe e Abby Wambach hanno militato in una delle squadre della WPSL.

L’Europa, è sempre più un contesto a cui le atlete americane guardano con attenzione sia per il forte processo di sviluppo in atto, sia perché i grandi club europei hanno iniziato ad investire risorse e sforzi crescenti nel calcio femminile, puntando ai più alti standard.

Ecco quindi lo scopo dell’alleanza WPSL-WFM-SPI: WPSL promuove lo sviluppo di una cultura globale del calcio femminile e incoraggia le iniziative di mobilità internazionali tra i propri affiliati. WFM e SPI mettono a servizio di club e atlete le proprie competenze e professionalità e offrono tutti i servizi necessari a rendere i trasferimenti di calciatrici dagli e per gli Stati Uniti possibili ed efficaci.

SPI e WFM hanno creato un rapporto sinergico che consente loro di operare negli Stati Uniti e in Europa con flessibilità ed efficacia.

Ma veniamo al dunque: quali sono i primi profili che si stanno affacciando al mercato Europa? Lo abbiamo chiesto ai partner di questa solida iniziativa e, malgrado siano ancora abbottonati sul cantiere in corso, ci hanno fatto i primi tre nomi (anche se promettono l’arrivo di molti altri profili a breve).

Si tratta di Autumn Scanlon, classe 1995, navigato estremo difensore con un passato nei Rhode Island Rouges (WPSL) e nella Eastern Massachusetts Women’s Soccer League (EMWSL), oggi tra i pali del Safira Women’s Futsal First Team.

Katherine (Kat) Whitman, classe 1997, attaccante ma anche trequartista, già in forze al Cajun Soccer Club (Lafayette) e al Baton Rouge Soccer Club United Team.

Rebekah Yvonne Freeman (a.k.a Beck) attaccante o centrocampista avanzato attualmente militante nella squadra della Concordia University.

E poi? E poi ne vedremo delle belle, promettono.

Antonella Carta: “I miei ricordi in Nazionale, l’incontro con Maradona e l’esplosione del calcio femminile”

Antonella Carta è stata una giocatrice che a cavallo degli anni 80′ e 90′ si è tolta tante soddisfazioni. In Serie A ha vestito le casacche di Alaska Lecce, Giolli Roma, Sanitas Trani, Giugliano, Milan 82, Zambelli Reggiana, Torino, Zambelli Lugo, Autolelli Picenum. La sarda ha concluso poi la carriera con la Torres  dopo un attivo di oltre 700 presenze e 350 reti segnate, con sei campionati, sette Coppe Italia e una Supercoppa vinta. La sua carriera è stata impreziosita da 130 presenze in Nazionale dove ha marcato il cartellino 31 volte. Abbiamo raggiunto l’ex calciatrice per qualche battuta sulla sua carriera e sul calcio di oggi in Italia.

Antonella sei stata una calciatrice importante degli anni 80 e 90. Quali ricordi hai del calcio femminile di quegli anni?
Posso dire con orgoglio di esser stata una pioniera di quegli anni, ho tantissimi bei ricordi che conservo con molto piacere. Era un calcio di grandissimo livello anche perchè c’erano tante giocatrici di gran spessore e classe, Ho avuto il privilegio e l’onore di giocare insieme italiane e straniere potendo rubare un po’ da tutte”.

Quale invece il pensiero più dolce della tua carriera?
“Quando giocavo a Giuliano mi invitarono ad una cena  e li c’era il Napoli di Maradona. In quell’ occasione ero seduta al suo fianco, parlavamo del più del meno, quando si alzò e mi porto una coppetta di gelato: rimasi stupita dal suo gesto gentile umile, è stato di una dolcezza unica”.

Per te anche tante presenze in Nazionale? A quale partita rimani particolarmente legata?
“Si sono stata per ben 17 anni con la Nazionale disputando 120 gare e segnando 31 goal importantissimi. Rimango particolarmente legata alla sfida vinta in semifinale con la Norvegia in casa loro, paese organizzatore dell’Europeo 1997. Vincemmo per 2-0, nonostante gli aiuti arbitrali a loro favore: la gioia di tutte noi al triplice fischio era alle stelle. L’Italia per la seconda volta in finale di un campionato continentale: siamo state grandiose nonostante tutti ci davano per perdenti”.

Per te un esperienza anche nel futsal, come è stato per te staccare dal calcio?
“Ho giocato a futsal dopo aver lasciato il calcio ad 11. La scelta fu dettata da un problema di salute: il calcio mi ha aiutato a superare a livello psicologico e mentale un tumore. Era una scelta presa con la consapevolezza che primo o poi avrei smesso di giocare”.

Ti aspettavi un aumento così importante di interesse verso il calcio femminile?
“Sinceramente no. Sono contenta che finalmente si stia iniziando ad avere a questo interesse verso il movimento femminile. Importante ì stata la necessita per le società del settore femminile: solo così poteva avere visibilità e credibilità, visto che dal prossimo anno si passa al professionismo. Siamo state anni a combattere per avere dei diritti e oggi qualcosa si vede”.

In tantissime oggi cominciano da piccolissime, come era l’approccio con un pallone per le ragazzine dei tuoi tempi?
“Ai miei tempi era più difficile l’approccio al calcio giocato dalle donne e spesso si veniva condizionati da tante parole. La mia generazione è stata totalmente autodidatta visto che non esistevano scuole calcio per le ragazze. Quello per strada, a differenza di oggi, era un calcio più sano e spensierato, facevamo tutto quello che ci passava nella testa con ore e ore sempre insieme”.

Rivedi una calciatrice di oggi somigliarti?
“Non saprei, ho visto di sicuro giocatrici veterane affermate e giovani interessanti. Dico che fare paragoni non è bello perchè ogni giocatrice ha una sua caratteristica che non può essere paragonata”.

Cosa ti piace di più sul calcio femminile di oggi e cosa cambieresti?
“Il bello di adesso è che  si parla di calcio femminile: la gente si sta appassionando sempre di più. Senti i commenti e apprezzamenti e questo è bello. L’ organizzazione da parte delle società fa sì che venga messo a disposizione uno staff di addetti ai lavori, allenatori e preparatori in condizione di lavorare in una maniera adeguata. Consiglio di rimanere sempre se stessi, stare con i piedi per terra e di avere l’umiltà di non sentirsi mai arrivate, perchè quando si cade si rischia di non doversi alzare”.

Ti piacerebbe rientrare un giorno nel giro come allenatrice o dirigente ad esempio?
“Certo che mi farebbe piacere poter far parte di qualche club, staremo a vedere il futuro cosa mi riserverà”.

Algarve Cup 2022: l’Italia batte anche la Norvegia, con le reti di Giacinti e Caruso, ed è in finale

La grande attesa è terminata e la sfida tra la nostra Nazionale Azzurra contro la corrazzata Norvegese prende inizio nel Algarve Stadium di Faro.

Gara fondamentale per le undici di Milena Bertolini per giungere alla finale di mercoledi a Lagos, le norvegesi vengono dalla sconfitta della gara di apertura contro Il Portogallo, mentre le azzurre ottenendo i tre punti contro la Danimarca guardano questa sfida con un ottimo stimolo per il proseguo del torneo.

L’ Italia schiera tra i pali Francesca Durante, facendo rotazione con Giuliani, mentre nelle linee difensive troviamo Lenzini e Linari con la giovane Orsi: che ritrova la fiducia del suo tecnico e la schiera dal primo minuto, e la veterana Boattin; al centro campo con modulo a quattro: Caruso-Galli-Giuliano e Bonansea, mentre in attacco propone la coppia Giacinti e Girelli.

Le avversarie, in maglia rossa, si presentano sul rettangolo verde con un 3-4-1-2, un modulo diverso dall’approccio di apertura che ha visto le ragazze di Martin Martensson avere un approccio poco reattivo contro le portoghesi, che cercherà di aggredire le nostre ragazze fin dai primi minuti.

Inizio gara molto tecnica, con una fase di studio tra le due formazioni, passaggi stretti a raso terra lanci precisi con  molto agonismo in centro campo.

Al 9’ un affondo di Martina Lenzini sulla fascia destra, grande lancio centrale in area, che trova Valentina Giacinti sola in centro area che con uno spettacolare destro al volo chiude la sfera in rete: per il vantaggio Italia.

Un inizio con ottima personalità delle nostre ragazze con una buona pressione di gioco con un baricentro alto, come richiesto dalla CT, che le porta ad avere meno paure in fase difensiva. Italia che gioca con molta con rabbia e convinzione ed al 28’ azione pennellata nata da Cristiana Girelli, che smarca di tacco la difesa ospite, palla a Arianna Caruso che supera Cecilie Fiskertrand per il 2 a 0 azzurro.

Una Norvegia in sotto tono, che non fa più paura, e le nostre ragazze che escono bene con palla al piede con sacrificio e buon gioco in una fase di gara dove si cerca ordine ma un gran merito per un Italia che ha iniziato con il piglio giusto. Ospiti che alzano la linea del pressing, ma le undici di Milena Bertolini restano concentrate pur lasciando giocare la Norvegia, che portano Frida Maanum al primo tiro pericoloso verso i pali di Durante.

Nel finale di tempo una mancanza di attenzione, allo scadere, le avversarie verticalizzano e ci sorprendono con un contro piede fulmineo per il pallonetto di Celine Bizet Ildhusoy che buca Durante ed accorciano.

Si riparte con l’ Italia che vede l’ingresso di Lucia Di Guglielmo al posto di Boattin, con un modulo invariato e tanta voglia di dimostrare i nostri valori, ed i primi cambi anche nelle file della Norvegia che portano maggiore stabilità alla formazione.

Gara che sale di ritmo, ormai non c’è nulla da perdere in entrambe le formazioni, e pertanto sarà un duello fino ai tre fischi: l’ Italia porta Cernoia e Bergamaschi sul terreno di gioco al posto di Galli e Girelli, per riprendere quelle zone di gioco più stanche, e sopra tutto per chiudere la gara. Le scandinave sembrano iniziare a giocare meglio, era prevedibile, con le azzurre a chiudere posizionandosi tutte indietro ed a contenere.

Un ritmo di gioco molto alto, senza soste di pausa, che vede uno spaccamento in due con lanci troppo affrettati e qualche errore di troppo in fase di possesso palla. Entra Angelica Soffia ed esce Lenzini e le forze fresche portano nuovi stimoli con il tiro di Giacinti bloccato dalla numero uno Norvegese. Ultimi cambi azzurri con l’ingresso Rosucci e  Serturini per Giuliano e Bonansea per tenere il risultato in questi ultimi dieci minuti.

Norvegia che si rende pericolosa con Guro Reiten, nel finale, solo una grande parata di Durante evita la rete del pareggio che devia la sfera in angolo.

Ultimi minuti di vero assedio, nel recupero, che vede la Norvegia tentare il tutto per tutto ma la gestione del gioco e della palla da parte delle nostre ragazze fa si che il risultato non cambi e l’Italia è in finale!

 Credit Photo: Andrea Amato

Ludovica Mantovani, Presidente della Divisione Calcio Femminile: “Nuovo format di ispirazione europea. Aumentano spettacolo e partite”

Dalla prossima stagione la Serie A femminile cambierà format non solo nel numero di squadre, che passeranno da 12 a 10, ma anche per l’assegnazione dei verdetti con l’introduzione in una Poule Scudetto e una Retrocessione, con quest’ultima che prevede anche lo spareggio con la seconda di B.

Una riforma che soddisfa la presidente della Divisione Calcio Femminile Ludovica Mantovani:

“Il Consiglio Direttivo, osservando anche la fortunata esperienza di altri campionati Europei, si è orientato verso questo nuovo format, che prevede una seconda fase a due poule. L’obiettivo è quello, da un lato, di mantenere il valore del merito sportivo della prima fase, e dall’altro, di aumentare la spettacolarità della competizione grazie a una seconda fase costituita da scontri diretti, in cui le protagoniste coinvolte si sfideranno per i diversi obiettivi in palio. – conclude Mantovani – Inoltre, pur avendo ridotto il numero di squadre, il numero di partite sarà superiore a quello attuale, permettendoci di andare incontro alle diverse esigenze di appassionati, media e partner”.

Credit Photo:  FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Si giocherà al Pizjuán il derby Sevilla-Betis del 5 marzo

Sevilla-Betis
Sevilla-Betis

Il Ramón Sánchez Pizjuán, stadio in cui gioca in genere il Sevilla maschile, ospiterà la sfida importantissima di campionato tra Siviglia e Betis. Il club nervionense (dal fiume Nervion che bagna Siviglia) ha confermato che il match del 5 marzo alle 17 si giocherà in questo importantissimo campo, tra i più belli della Liga. Si tratta di un atto per omaggiare la donna in vista dell’8 Marzo, il Giorno Internazionale della Donna. Sarà la prima volta che si gioca al Ramón Sánchez Pizjuán un derby tra le due squadre cittadine. Ma non è la prima volta che una squadra femminile gioca in questo stadio, nel 2005, l’Hispalis vinse 8-0 contro il Barcellona che era appena salito nella Primera Iberdrola. Poi non ci sono stati altri match di calcio femminile, quindi sarà la seconda volta che le sevillane hanno occasione di giocare in questo impianto. Nel 2019 c’era stato il derby Betis-Siviglia al Benito Villamarín, l’altro stadio cittadino, sede della squadra biancoverde maschile. Ci furono 23 mila persone e la partita finì 1-1.
Gli organizzatori sperano in tanti goal per questa partita tra due squadre che navigano a metà classifica: il Sevilla è ottavo a 28 punti e il Betis lo segue in decima posizione a 26. Le biancoverdi potrebbero quindi scavalcare le concittadine in caso di vittoria. Un motivo in più per infuocare questa bella sfida che potrete seguire con noi su Calcio Femminile Italiano.

Nuova rubrica “Hall Of Talent”: Paola Di Marino … o’ cor ta difesa azzurra!

GRAZIE alla redazione di Calcio Femminile Italiano avviamo, insieme, questa la rubrica “Hall Of Talent” dove ogni settimana metteremo in luce i talenti del nostro massimo campionato di Serie A Femminile. Non è un “Grazie”, ma un ringraziamento davvero sentito perché ci dà la possibilità di inquadrare le protagoniste più da vicino, in maniera dettagliata, nello svolgimento del compito più bello del mondo: giocare a calcio.

Cominciamo la nostra prima “Hall Of Talent” parlando di Paola Di Marino, di origini napoletane e n. 5 del Napoli Femminile. Agli ordini dei tecnici Giulia Domenichetti e Roberto Castorina ricopre il ruolo di difensore centrale e, all’occorrenza, di terzino destro come nella ripresa del match disputato dalla formazione partenopea contro l’Inter: degno di nota l’intervento salva-risultato al minuto 88′ sulla linea di porta.
Classe 1994, presenta buona stabilità, forza fisica e un carattere grintoso, da vero leader difensivo a guida del reparto. Ha un forte senso della posizione e della misura: non teme i contrasti sia fisici, dove mette in luce tutta la propria grinta agonistica, che aerei. Sfruttando la progressione nella corsa, cerca di arrivare per prima sui palloni vaganti, fino ad intervenire anche in scivolata e intercettare possibili assist o tiri in porta.
Ambidestro nel controllo di palla, si affida al destro per i lanci lunghi o i passaggi più impegnativi. Partecipa alla fase di impostazione dove tenta, ma non ostenta (e questo è molto importante), la giocata verso la punta centrale o gli esterni d’attacco, spesso riuscendoci, incrementando così, ai fini statistici, il dato percentuale sui passaggi riusciti. Si propone sempre, sia alle compagne di reparto che a quelle di centrocampo per ricevere palla e cominciare o ricominciare un’azione.
La conduzione della palla nei pressi della metà campo, quasi mai oltre, è correttamente limitata a non più di tre o quattro tocchi e termina con un disimpegno alle compagne vicine o un lancio in avanti, evitando di vedersi aumentare il pressing avversario, ridursi gli spazi e affrontare rischiosi uno contro uno che potrebbero “ingolosire” le attaccanti avversarie.
Sui calci piazzati a favore, non disdegna di impegnare l’area di rigore avversaria per tentare un colpo di testa verso la porta e/o una ribattuta. Sui calci d’angolo contro, non perde la marcatura assegnatale e lotta per allontanare dalla propria area i palloni che giungono nelle sue vicinanze.
 
Paola, se il tuo sogno è cucinare e cucini come giochi, veniamo tutti a mangiare da te.

Appuntamento alla prossima puntata di Hall Of Talent!

Manolo Montalti

Al Mapei Stadium i ragazzi di “Ladies’ sport & management” di TCF Academy

Il Mapei Stadium oggi ha aperto le sue porte ai ragazzi del Master “Ladies’ Sport & Management”, organizzato da TCF Academy in collaborazione con Europ. Education, per un Whorkshop con tema “Sassuolo Calcio Femminile”.

Il Sassuolo, accogliendo con piacere la richiesta dell’Academy, ha dedicato a tutti gli iscritti una mattinata di docenze che si è svolta nella sala stampa dello stadio sul tema della gestione societaria dell’area femminile.

A dare il benvenuto il Direttore Organizzativo Andrea Fabris e la Presidentessa Onoraria Betty Vignotto, successivamente sono intervenuti Alec Invernizzi (Direttore Operativo), Greta Spagnulo (Ufficio Stampa) e il Direttore dello Sviluppo dell’Area Calcio Femminile Alessandro Terzi.

In chiusura hanno parlato degli aspetti tecnici mister Gianpiero Piovani e il suo staff.

Una piacevole giornata che testimonia la crescita del movimento calcio femminile in cui il Sassuolo Calcio crede fortemente.

Credit Photo: Sassuolo Calcio Femminile

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