Mercato vibrante in casa Pomigliano che nelle scorse ore ha reso noto uno scambio a titolo definitivo.
La società cara al presidente Raffaele Pipola abbraccerà infatti Melissa Toomey, difensore classe 2000, che giocherà nella massima serie dopo l’esperienza con il Tavagnacco. Percorso inverso invece per Ilaria Lombardi, difensore esterno classe 2002, che lascia la compagine campana per giocare in Serie B con le friulane.
La Toomey ha niziato la sua carriera nel Borgorosso Arenzano per passare successivamente all’Amicizia Lagaccio prima di approdare al Florentia dove ha percorso tutta la trafila dalle giovanili fino alla prima squadra. Ha vestito poi la casacca del Tavagnacco dal 2020. La italo-irlandese può giocare come difensore e da esterno alto.
Melissa Toomey, Pomigliano: in entrata la classe 2000 dal Tavagnacco
Serie A Femminile in campo a dieci squadre dalla prossima stagione: è una riforma che farà bene al movimento?
La Divisione Calcio Femminile presieduta da Ludovica Mantovani, con il passaggio al professionismo, ha deciso che la serie A si trasformerà in una Superlega. Ovvero in un club esclusivo, al quale saranno ammessi solo dieci soci.
Ma siamo sicuri che questa riforma non sia troppo restrittiva per un movimento che sta per crescere ogni anno di più e che limiti troppo le società minori ad essere congestionate in serie minori che le limiti a scontri tra le eterne seconde?
A dire il vero non si è capito se sia un bene o un male per il movimento rosa, e su questo punto si era già espressa con la sua abituale chiarezza Carolina Morace, ex calciatrice ed allenatore di Serie A, l’unica che ad oggi ci ha messo la faccia ed abbia espresso chiaramente la sua posizione, per una materia per la quale vale la pena ritornarci sopra per capire le posizioni delle società.
“Sento parlare di un campionato a 10 squadre, dice senza mezze parole Carolina, Ma è una scelta per andare avanti o che intralcerà e basta? Io sono più per la seconda, anche perché non c’è niente del genere in Europa. Che scopo ha? Il risparmio sui costi? Il professionismo serve, ma di certo non con le 10 squadre. Chi prende decisioni del genere evidentemente non ha a cuore il calcio femminile”.
Un progetto che sia al maschile, che al femminile, calza a pennello con le dinamiche del “sistema”, ed è pronto a inglobare anche il movimento in rosa. Certamente questa riforma potrà cancellare, in tempi rapidi, l’anima dilettantistica che ne ha fatto la storia di questo sport. Il tutto in un silenzio mediatico assordante e preoccupante.
Ci sarà ancora spazio per sognare, a prescindere dal genere, per i quali da sempre si nutre il calcio? Non deve essere dimenticato, mai, che la magia del calcio è ancorata alla passione dei tifosi i quali hanno bisogno di sogni.
Se già oggi gli stadi del calcio femminile, salvo poche eccezioni, sono poco affollati con questa fase si rischia di trasformarsi in cattedrali nel deserto: lo svuotamento etico del sistema sarà ineludibile.
Le criticità restano numerose e non tocca a noi cambiare la scelta, ma è giusto sensibilizzare il tifoso, il lettore, il tecnico o la calciatrice che esprima il suo pensiero in merito e che alzi la voce per non mettere il calcio femminile al servizio del corrispettivo maschile che in termini etici divenga l’idea opaca che si possa arrivare ai massimi livelli senza fare la giusta gavetta.
Giulia Grossi, Roma Calcio Femminile: “Porto la voglia di dimostrare le mie capacità per aiutare la squadra”
Nelle ore scorse la Roma Calcio Femminile ha reso noto l’approdo con il tema capitolino di Giulia Grossi. L’attaccante classe 2004 arriva dall’AS Roma ed oltre ad aver vinto due scudetti primavera vanta diverse presenze nella nazionale Under 16 con il CT Jacopo Leandri. Questo un estratto delle parole della stessa giocatrice rilasciate all’ufficio stampa della nuova società:
“Sono entusiasta di cominciare a far parte della Roma Calcio Femminile avendo come compagne persone con esperienza nel calcio delle grandi che possono aiutarmi a crescere. Da parte mia porto la voglia di dimostrare le mie capacità e impegnarmi al massimo per aiutare questa squadra a raggiungere i suoi obbiettivi. Per il mio futuro calcistico spero di potermi esprimere sempre al meglio e andare avanti il più possibile a coltivare la mia passione che ho sin da piccola”.
Mister Cincotta, Sampdoria: “Complimenti alle ragazze per la bellissima prestazione!”
Al termine di una grande partita contro la Lazio, vinta con tanto coraggio, concentrazione e spirito di sacrificio, il tecnico della Samp si è detto orgoglioso della prestazione e del campionato delle sue ragazze. Il mister lombardo ha infatti definito il percorso delle blucerchiate come un qualcosa di inaspettato ed unico che, giornata dopo giornata, sta prendendo forma sempre di più.
Dopo aver sottolineato l’importanza del successo contro le biancocelesti tanto per il morale dello spogliatoio quanto in ottica classifica, Cincotta ha però riportato all’ordine le leonesse blucerchiate in previsione della prossima delicatissima sfida con il Milan. “L’obbiettivo è raggiungibile ma ancora lontano. Per questo servirà tanto impegno“, ha infatti dichiarato l’allenatore nel post-partita a LadySoccer, “contro avversarie di grande livello come le rossonere dovremo dare il massimo!“
L’intervista si è poi conclusa parlando brevemente dei nuovi acquisti e del loro inserimento in squadra. “Queste ragazze entrano in una grande famiglia in cui dovranno dimostrare in primis i loro importanti valori umani!“, ha affermato a riguardo il tecnico lombardo evidenziando, ancora una volta, la sua particolare ed ammirevole attenzione per il lato umano di ciascuna giocatrice al fine di mantenere uno spogliatoio coeso e privo di tensioni.
Serie A femminile: nuove disposizioni per le gare casalinghe
AC Milan comunica che, a partire da Milan-Sampdoria – gara di campionato di Serie A Femminile in programma al Centro Sportivo Vismara, domenica 23 gennaio alle ore 14.30 – considerate le limitazioni per la presenza di pubblico negli impianti sportivi e considerato il numero di posti a disposizione presso il Centro Sportivo, l’accesso sarà consentito solo alle delegazioni, agli invitati della Società e ai media che, seguendo le linee pubblicate sul sito acmilan.com, ne faranno richiesta. Questo per prevenire i contagi da Covid-19.
Non sarà quindi possibile accogliere nessuna altra richiesta di accredito da parte di spettatori come accaduto per le gare precedenti. Il Club informerà i propri tifosi qualora ci siano le condizioni per tornare alla situazione precedente.
Credit Photo: Fabrizio Brioschi
Alice Greppi, difensore centrale del Ravenna: “Quest’anno l’asticella della serie B si alzata tanto, tutti possono perdere o vincere con chiunque”
Questa volta andiamo a conoscere il ministro della difesa del Ravenna calcio femminile, ovvero Alice Greppi, che è arrivata in terra romagnola dopo che si fatte le ossa nel nord Italia, di cui è originaria, ben 4 stagioni fa, ottenendo negli ultimi tre anni la franchigia giallorossa per ben terzi posti consecutivi…
Alice come è nata la tua passione per il calcio?
“Tutto è partito da mio padre, fin da piccola giocavo sulla spiaggia con lui e anche se prendevo tanti pestoni mi divertivo molto, al punto che poi all’età di 5 anni mio padre mi ha iscritta nella mia scuola calcio alla Pro Vercelli, dove sono stata fino a 15 anni, dopo sono passata al femminile, e per cambiare anche ambiente sono approdata a Stradate in A2; lì dopo aver fatto 6-7 mesi di primavera, mi hanno fatto esordire subito in prima squadra, e devo dire che si è anche formato il mio carattere, visto che è stata una grande lezione di vita, infatti ero una delle più piccole in un ambiente di ragazze tutte più grandi e non è stato certamente facile all’inizio, anzi direi che stata una prova di carattere ma anche una grossa scuola di vita per me e per la mia crescita”.
Dopo in che squadre hai militato?
“Alessandria in serie A2, Alba in serie A2, Cuneo dove vincemmo la serie B, Luserna in serie A, Lavagnese in B dove arrivammo terze, e poi quattro anni fa a Ravenna in serie B, dopo che per tre stagione abbiamo fatto l’abbonamento ad arrivare terze”.
In che ruolo giochi?
“Gioco difensore centrale da sempre, a Ravenna possiamo dire che comando la difesa, sono un difensore che non segna mai, visto che di testa faccio tanta fatica, dunque ho adottato una filosofia diversa, il mio personale goal è quando impedisco a un attaccante di segnare unA rete alla mia squadra, e questo mi appaga e mi rende felicissima”
In questo campionato, fino ad ora, avete avuto prestazioni altalenanti, come te lo spieghi?
“Sicuramente abbiamo attraversato un periodo di grandi cambiamenti, la società ha voluto investire tanto sulle giovani del vivaio, poi siamo passate da una vera e propria rivoluzione tecnica con il cambio del mister in panchina e, dunque, a mitologie e tipologie di gioco nettamente diverse. Le giovani ci hanno dato da una parte tantissima freschezza e forza sulle gambe, dall’altra magari ancora peccano, come del resto è normale, di un po’ di furbizia, per quanto riguarda il pacchetto difensivo invece, a parte il ruolo del portiere, siamo tutte ragazze che abbiamo giocato assieme anche nella passata stagione, dunque noi nel nostro reparto siamo state più avvantaggiate a ritrovare fin da subito la stessa amalgama e sincronia, poi essendo una squadra che imposta gran parte delle azioni dal basso e questo direi che è fondamentale”.
Quali sono le squadre che ti hanno maggiormente impressionato in questa prima parte del campionato di serie B?
“Premetto che, secondo me, il livello si è alzato tantissimo, infatti penso che le squadre di vertice della serie B, in particolare il Como che mi ha tanto impressionato, possano tranquillamente giocarsela con le squadre di bassa classifica della serie A e non sfigurare; per il resto è un campionato paritario, ogni gara ha la sua storia, e tutti possono vincere o perdere con tutti, visto che non ci sono troppi dislivelli tecnici e qualitativi tra chi è primo e chi più indietro, dunque ogni domenica quando si scende in campo, bisogna farlo con tanta umiltà, ma anche con il coltello fra i denti, con la consapevolezza che nel bene o nel male bisogna resettare il risultato della partita giocata la domenica prima”.
Che girone di ritorno prevedi per il tuo Ravenna?
“Sono molto fiduciosa per il girone di ritorno, francamente mi aspetto che potremmo raccogliere tutto il lavoro e la fatica fatta, soprattutto in allenamento, e prenderci così quelle giuste soddisfazioni che in quello di andata abbiamo preso solo in parte, dunque mi aspetto più continuità nei risultati e meno alti e bassi, visto che piano piano abbiamo trovato anche la giusta amalgama in spogliatoio e nel gioco”.
Quale è stata la partita in particolare che ti ha fatto capire che eravate sulla buona strada per essere cosi fiduciosa sul futuro?
“Penso che la partita più bella che abbiamo disputato fino ad ora è stata quella con il San Marino Academy, lì ho capito che il gruppo si era davvero cementato e non eravamo più veterane e giovani, ma eravamo diventate nuovamente la squadra che in questi quattro anni di mia permanenza al Ravenna si è tolta e si può togliere ancora tantissime soddisfazioni, abbiamo giocato di gruppo e abbiamo battuto le loro individualità. Se nel proseguo terremo sempre a mente questo mantra, potremmo scalare posizioni in classifica e giocarcela con chiunque a viso aperto”.
Quest’anno il Covid è tornato a farsi sentire pesantemente bloccando anche degli interi turni di campionato, il tuo pensiero a riguardo?
“Io sto uscendo ora dalla mia positività al Covid, e devo dire la verità che per 6 giorni non sono stata molto bene, questo virus non è uno scherzo e ora, con questa nuova variante, stiamo assistendo a una diffusione più elevata dei contagi, penso che, però, alla base di tutto bisogna porre tanta attenzione anche alla vita che facciamo fuori dal campo, io ad esempio oramai faccio una vita di clausura, Ravenna, che è una città bellissima e ricca di storia, me la sono goduta davvero poco in questi anni, perché penso sia un mio obbligo in primis verso le mie compagne e poi verso me stessa, visto che lo scorsa stagione ho contratto il virus per la prima volta e ho impiegato ben 27 giorni prima di negativizzarmi. Personalmente ho scelto la strada di vivermi questa pandemia cercando di evitare possibili luoghi dove infettarmi, dunque a parte i miei contatti familiari, frequento solo due mie strettissime amiche che, come me, hanno fatto questo percorso obbligato di vita in questo momento molto particolare in cui stiamo vivendo”.
Fuori dal terreno di gioco cosa fai?
“Diciamo che non riesco mai a stare ferma, per lo più lavoro nell’azienda di famiglia che produce riso e mi occupo di tutto io, anche a distanza, poi in alcuni periodi dove il lavoro si intensifica particolarmente in accordo con la società torno a Vercelli, dove mi alleno in solitaria per metà settimana, ma dove ho anche la possibilità di seguire tutto da più vicino, e di questo ringrazierò sempre la mia società. In estate, invece, faccio il perito agrario. Mentre nel tempo libero mi piace cimentarmi molto su Instagram, dove cerco sempre di creare nuovi contenuti, ma non faccio l’influencer, di quello è già pieno il social network, mi piace più creare delle strategie per le pubblicazioni ecc…”.
A nome di tutta la redazione di Calcio Femminile Italiano ringraziamo Alice Greppi per il tempo che ci ha dedicato per questa intervista e anche la società del Ravenna che ci ha permesso di farla”.
Credit Photo: Ravenna Woman
Chiara Porcaro, Calcio Lecco: “Questa società ha voglia di far bene. Primo posto? Me l’aspettavo”
Il Lecco sta comandando il Girone A di Promozione Lombardia a punteggio pieno, vincendo tutte le prime undici giornate di campionato. Le blucelesti di coach Monica Iustoni hanno nell’attacco il loro punto di forza, e non a caso hanno la terza miglior marcatrice del raggruppamento: si tratta di Chiara Porcaro, attaccante classe 2000 ed ex Tabiago che, al suo primo anno con le lecchesi, ha realizzato ben diciotto reti. La nostra Redazione ha raggiunto Chiara per sottoporgli alcune domande.
Chiara cosa vuol dire per te fare l’attaccante?
«Fare l’attaccante vuol dire far gol, ma soprattutto aiutare la squadra, cercando di essere, in certi situazioni, un punto di riferimento».
Quando hai scoperto la passione per il calcio?
«Nella mia vita ho fatto tennis, sci, nuoto e basket, ma il calcio era la mia passione che ho coltivato sin dalle elementari e ci ho messo un pochino ai miei genitori per farmi praticare questo sport».
Il percorso calcistico è legato al Tabiago: cos’è stato per te vestire quella maglia per sette anni?
«Ho giocato dalla terza media fino allo scorso anno col Tabiago, e grazie a questa società ha permesso ad avvicinarmi al calcio come un impegno e non un hobby. Se sono una calciatrice lo devo a questa realtà».
Quest’anno sei al Lecco: cosa ti ha convito a far parte di questo club?
«Ho deciso di seguire Monica Iustoni l’allenatrice che mi ha allenato per tre anni al Tabiago, facendo parte di della squadra della mia città, e poi mi ha colto piacevolmente il progetto che crede molto il Lecco nel calcio femminile».
Ti aspettavi di vedere la tua squadra primeggiare il Girone A di Promozione a punteggio pieno?
«Diciamo che la maggior parte delle mie compagne che giocano al Lecco erano a Tabiago, quindi so quanto valgono, e il fatto di giocare con loro da qualche anno ci ha permesso di essere sì prime, ma con così tanti punti».
La tua dote realizzativa ti ha permesso di segnare, in queste undici giornate, diciotto gol: avresti pensato di fare così tante reti?
«All’inizio no, perché sono ripartita dopo due anni causa Covid, poi però è venuto tutto da sé e il feeling con le compagne è importantissimo».
C’è una squadra del Girone A di Promozione che ti ha sorpreso di più?
«Mi ha sorpreso molto il Parabiago e il Gorla Minore».
Oltre a voi quali possono essere le sfidanti per la vittoria del campionato?
«Sicuramente il Novedrate, il Vighignolo e la Cus Bicocca. Sono le avversarie che si avvicinano di più al nostro livello».
Il Covid-19 ha fermato, ancora una volta, i campionati. Pensi che stavolta la stagione possa finalmente concludersi?
«Speriamo di sì, perché è da due anni che non si concludere la stagione, speriamo che con la situazione vaccini possa terminare ii campionati. Se ci fermiamo ancora una volta sarebbe brutto».
Com’è la tua vita extracalcistica?
«Sto facendo un percorso di studi, mi piace uscire molto con le mie amiche, che sono anche le mie compagne di squadra».
Cosa ti aspetti dal 2022?
«Dal 2022 mi aspetto la salita in Eccellenza, ma soprattutto concludere questa stagione».
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Calcio Lecco 1912 e Chiara Porcaro per la disponibilità.
Photo Credit: Calcio Lecco 1912
Ana Maria Stanciu, Apulia Trani: “Volevo provare una nuova esperienza, la speranza è di far bene”
Maite Oroz prolunga con il Real Madrid: “La storia continua e la motivazione è massima”
Il centrocampista Maite Oroz continuerà ad essere legata al Real Madrid fino al 2025. La giovane perla bianca è arrivata nella capitale lo scorso anno per diventare il cervello della squadra di centrocampo. E il club bianconero non vuole far scappare uno dei suoi giocatori più importanti. Maite Oroz è uno dei capisaldi su cui si baserà il progetto futuro del Real Madrid. Una scommessa che è stata fatta una volta terminato il contratto con l’Athletic lo scorso anno e nonostante abbia dovuto pagare almeno in parte la clausola risarcitoria del club basco.
È cresciuta nelle categorie inferiori dell’Osasuna prima di firmare per l’Athletic nella stagione 2014-15. A Lezama si è distinta così tanto che ha esordito nel 2015 a soli 17 anni segnando il suo primo gol, nientemeno contro la Real Sociedad. È diventata una giocatrice importante per le categorie inferiori, con la quale ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali Under 20 nel 2018.
Un grave infortunio al ginocchio ha interrotto i suoi progressi, ma l’ha fatta crescere come calciatrice. È tornata in campo per mostrare tutto il suo potenziale e nel 2020 ha firmato per il Real Madrid. In bianco, l’anno scorso ha giocato 30 partite, è diventata uno dei pilastri della squadra che si è qualificata alla Champions League. In questa stagione gli infortuni gli hanno impedito di avere più minuti, ma anche così, ogni volta che è stata a disposizione è stata importante sia con David Aznar che con Alberto Toril. Ora assicura il suo futuro in bianco fino al 2025.
“La storia continua e la motivazione è massima. Grazie al club per la fiducia e ai tifosi per tutto l’amore, continuerò a dare tutto per questa maglia”, ha scritto Oroz su Twitter.
Valentina Bergamaschi e il Milan cominciano bene il ritorno: “Continuiamo a lavorare duro per migliorarci sempre di più”
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