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Emma Hayes, portavoce del calcio femminile inglese

L’allenatrice del Chelsea F.C. Women, Emma Hayes, ha rilasciato un’intervista alla BBC Sport nella quale ha parlato a cuore aperto del calcio femminile.
L’allenatrice ha nel suo palmares tre titoli della Super League Femminile, due FA Cup ed una Spring Series. Questa collezione di trofei ed il modo in cui li ha conquistati, le hanno permesso di entrare nella categoria delle migliori allenatrici in circolazione.

“Sono innanzitutto una tifosa di calcio femminile. […] desideravo disperatamente che lo sport arrivasse dove è ora.[…] Dobbiamo proteggerlo. Dobbiamo ricordare che tutto il duro lavoro che è stato fatto per far crescere il gioco – da amatoriale a professionista – ha comportato un enorme sforzo da parte di molte persone, molte organizzazioni e molti investimenti. Non è successo solo dall’oggi al domani.”

In un passaggio dell’intervista ha voluto mandare un messaggio ai tifosi e calciatrici: “Il mio messaggio ai tifosi e ai giocatori in particolare questa settimana, sull’essere responsabili dei privilegi che ci sono stati concessi, era di non dimenticarlo. So che quelli di noi nel calcio sono estremamente fortunati e privilegiati a tornare in questo momento, ma siamo anche a rischio di esporci al Covid-19. Siamo sia vulnerabili che privilegiati, quindi dobbiamo pensare molto attentamente alle decisioni che prendiamo ogni giorno. Le nostre decisioni hanno un impatto sul nostro team e sulla nostra famiglia.”

Emma Hayes si è voluta anche soffermare sulla situazione sociale legata alla pandemia: “Dimentichiamo quanto siano difficili questi tempi. Tutti sono umani e vogliono uno sbocco e una pausa, ma credo fermamente che dobbiamo mettere lo sport in prima linea in tutto. Ci sono milioni di persone sedute a casa con pochissimi sbocchi e pochissime vie di fuga. Credo in una responsabilità collettiva. Abbiamo tutti la responsabilità di assicurarci che il campionato finisca.”

L’intervista ha poi virato sul campionato: “La Super League femminile è l’invidia del mondo nel calcio femminile perché i club, la Federcalcio e media sono così ben allineati. Tutti sono progrediti simultaneamente e questo è ciò che ha contribuito alla crescita del gioco. Questa è stata tutta la mia missione.”

L’allenatrice del Chelsea ha, inoltre, raccontato un aneddoto riguardante il Presidente del Club londinese Bruce Buck: “Ricorderò sempre con affetto le parole del nostro presidente Bruce Buck quando sono entrata nel club per la prima volta nel 2012. Ha detto: “Voglio cambiare la conversazione del pub”. Voleva che la gente parlasse delle donne del Chelsea. È quello che voglio. Non mi piacciono le piccole cose, mi piacciono le grandi missioni. È venuto da qualcuno che rispetto così immensamente. Bruce è un presidente straordinario ed un sostenitore del gioco femminile. Sono davvero orgogliosa di lui.”

La Hayes ha voluto analizzare il rapporto con le sue calciatrici: “Apprezzo le mie giocatrici come se fossero i miei figli. Essere un genitore ti cambia nella vita. Adesso sono responsabile. Ma dovresti chiedere alle mie giocatrici se sono stata diversa da quando sono diventata mamma. Penso che alcuni direbbero che probabilmente sono più paziente e altri potrebbero dire che sono più vulnerabile ed emotivo. Mi preoccupo delle persone con cui lavoro in modi diversi rispetto a prima di essere un genitore, perché li apprezzo come se fossero bambini. Mi è stata affidata la responsabilità di sviluppare le mie giocatrici. Lo prendo molto sul serio. Mi importa di loro? Sì, immensamente. Se sono turbati, io sono come un genitore. Li aiuterò, lavorerò con loro e darò loro tutto ciò che posso se lo desiderano. Ho sempre successo? Dio, no. A volte faccio fatica? Certo che lo faccio. Mi sbaglio? Sì. Ci tengo a loro e questo non è cambiato da quando ho avuto un bambino, ma ora sono più calmo e più esperto.”

Chiosa finale sulla presenza di tante allenatrici nel calcio femminile inglese: “Celebro i risultati di tutte le donne nel gioco. Sono orgogliosa che siamo in un campionato che assume così tante donne manager. Gli altri campionati non investono realmente in allenatori donne, ma lo stiamo facendo nei nostri club.[…] Dovremmo festeggiare il fatto che abbiamo così tante leader donne nel WSL. Certamente celebro i risultati di tutte le donne nel gioco e sono orgogliosa di far parte di un campionato che mette queste persone in posizioni del genere.”

Erin Cesarini, Perugia: “Non vedo l’ora di ricominciare”

Perugia, 19 febbraio 2021 – Si disputerà domenica 21 febbraio alle ore 12:00 presso l’Antistadio “Renato Curi” di Perugia il recupero della 4^ giornata di campionato Primavera AC Perugia Calcio-Pink Sport Time Bari.

Le umbre, guidate del tecnico Francesco Micheli, ferme da domenica 11 ottobre 2020 a causa dello stop al campionato disposto dalla FIGC, avevano riportato a casa un’importante vittoria per 3-2 contro la Roma CF nell’ultima partita che aveva visto però anche l’infortunio del capitano Erin Cesarini.

Pronta a scendere nuovamente in campo, l’attaccante classe 2005, racconta le attese e le aspettative delle biancorosse: 
“Il nostro obiettivo è sempre lo stesso e cioè dare il massimo ogni allenamento e ogni domenica per riportare ottime prestazioni e toglierci insieme qualche soddisfazione. Sicuramente la situazione che stiamo vivendo è molto delicata per tutti. A causa della pandemia la Primavera è stata ferma per diversi mesi e adesso, sempre per questi motivi, non tutte abbiamo potuto allenarci insieme. Non è facile ritrovare la condizione ideale in poco tempo, ma in ogni caso siamo molto contente di poter ricominciare e non vediamo l’ora di scendere in campo”.

La giovanissima atleta si è poi soffermata sulla gara di domenica: 
“La Pink Bari è senza dubbio una squadra ben organizzata, come del resto tutte in questo campionato, ma noi non siamo da meno e cercheremo di dimostrarlo conquistando i 3 punti”. 

Dopo l’infortunio che l’ha tenuta lontano dal pallone, Erin ha ringraziato lo staff medico che l’ha assistita dopo lo spiacevole episodio:  
“Non vedevo l’ora di ricominciare, è stato bellissimo poter ritoccare il pallone e rigiocare con le mie compagne dopo uno stop abbastanza lungo. È stato sicuramente un ulteriore ostacolo in una situazione già difficile, come sappiamo tutti purtroppo, ma fortunatamente ho recuperato molto bene e per questo ringrazio anche i fisioterapisti che mi hanno seguito dal primo giorno”.

Credit Photo: calcioinrosa.it

Valerio Filippi, Chievo Verona Women: “Lavoro con quattro ragazze straordinarie. Il calcio femminile mi ha sorpreso perchè…”

Il ChievoVerona Women ha vissuto una stagione travagliata fra i pali, che ha visto l’alternanza di ben quattro numeri uno. A dicembre, infatti, il club si è trovato orfano del primo e del secondo portiere, entrambe fuori per infortunio, costringendo la società ad intervenire sul mercato e ad aggregare in fretta la 16enne Myryam Magalini dalla Primavera.

Per fortuna, però, in questa situazione difficile e imprevista, la squadra gialloblù ha potuto contare sulla professionalità e la competenza di Valerio Filippi, preparatore dei portieri.
Quest’ultimo, infatti, come il più classico ed esemplare prototipo moderno di “Re Mida”, ha la capacità innata di trasformare in oro tutto ciò che passa attraverso le sue mani e che viene prontamente valorizzato grazie al suo prezioso lavoro.

Anche a fronte di pochissimo tempo, ha dimostrato in più riprese che quando accoglie un’atleta nella sua pregiata officina di talento, riesce a tirare fuori il massimo del potenziale di ogni giocatrice.
Valerio è uno dei non pochi professionisti che lavorano al ChievoVerona Women che rimangono spesso dietro le quinte, ma che garantiscono un apporto fondamentale al club. Se la squadra clivense quest’anno ha sempre avuto un guardiano all’altezza della sua porta, infatti, il merito è indubbiamente anche suo.
Per scoprire qualcosa in più su di lui e sulla sua attività in gialloblù, nonchè sulle quattro ragazze con i guantoni, lo abbiamo contattato per una chiacchierata ai microfoni dei nostri canali ufficiali.

Ciao Valerio, da quanti anni sei al Chievo Women? Ci racconti il tuo primo incontro con la società?
“Questa è la mia seconda stagione al ChievoVerona Women, anche se il primo contatto ufficiale con il club è avvenuto alla fine del 2018, quando sono rientrato dalla mia esperienza australiana che mi aveva visto impegnato sempre nel ruolo di preparatore dei portieri. L’allenatore dell’epoca, Simone Bragantini, oggi sulla panchina del Brescia Femminile, mi volle con lui per rafforzare il settore giovanile di quella che, prima della recente fusione con la società clivense, si chiamava ancora Fortitudo, che era sprovvista di una figura come la mia.”

Qual è stato il percorso professionale che ti ha portato fin qui? Com’è nata questa tua passione e questa predilezione per il ruolo del portiere?
“Il mio percorso professionale è stato pieno di gavetta, è stato un lungo cammino di crescita e formazione. Ho fatto per dieci anni il secondo preparatore dei portieri alle spalle di Massimo Costa sia alla Virtus Verona in Serie D e anche nel settore giovanile maschile del Chievo. Con lui sono nato come allenatore dei portieri, mi ha dato le basi per fare questo lavoro. All’inizio quasi non sapevo neanche lanciare una palla con le mani, lo dico molto onestramente…(ride, ndr).

La mia fortuna è stata confrontarmi con un settore giovanile professionistico già a 20 anni.
La voglia di fare il preparatore dei portieri nasce dalla passione infinita verso questo ruolo. Ero un estremo difensore, ma anche per via dell’altezza, decisi di smettere molto presto. Avevo perso gli stimoli che ho ritrovato subito dopo grazie a un nuovo percorso che ad oggi è a tutti gli effetti il mio lavoro.”

Come sappiamo hai avuto anche tu una carriera da estremo difensore. Pensi sia un vantaggio per un preparatore dei portieri avere alle spalle un trascorso fra i pali?
“Penso che aver fatto il portiere sia un valore aggiunto, senza nulla togliere a chi ricopre questo ruolo professionale senza aver mai giocato da estremo difensore. Credo che però aver fatto il portiere ti possa far capire al meglio quello che può sentire un numero uno. Sapere cosa si prova a subire un gol, quando si fa un intervento decisivo all’ultimo istante o si para un rigore che permette di mantenere l’equilibrio o di raggiungere la vittoria. Sono tutte sensazioni, emozioni che solo chi ha fatto il portiere può provare. Mettersi un paio di guanti e il numero uno dietro la schiena non è semplice, per capirlo a pieno bisogna sperimentarlo.”

Fino a questo momento non deve essere stata una stagione facile per te, viste le frequenti indisponibilità di Olivieri e Galloni. Come stanno le due giocatrici?
“Purtroppo è stata una stagione molto sfortunata. Martina ha avuto un infortunio molto grave alla caviglia che l’ha tenuta fuori da novembre ed è tornata proprio martedì, dopo quattro mesi di inattività. Olivieri si è fatta male poco dopo per la rottura del naso e dello zigomo. Quest’ultima per fortuna l’abbiamo recuperata già dall’ultima partita, anche se è costretta a giocare con una maschera. Per Galloni siamo molto in anticipo sulla tabella di marcia, perchè l’aspettavamo ad aprile ed è già in campo, seppur con il freno a mano tirato e con tutta la cautela possibile. Non so dire se sarà disponibile alla fine del campionato, ma sicuramente l’obiettivo è quello di fare di tutto per aiutarla a recuperare al meglio come già successo con Olivieri.”

Nonostante i frequenti avvicendamenti fra i pali, chi ha difeso la porta del Chievo ha sempre fatto bene. Penso alle due ragazze sopracitate, a Pilato, ma anche a Magalini, catapultata in pochi giorni dalla Primavera alla Prima Squadra. Come riesci, soprattutto in così poco tempo, a far rendere al meglio le calciatrici sotto la tua guida?
“Innanzitutto grazie per il complimento. La cosa più complicata di questa stagione è stata quella di non avere mai una piena continuità, sia per infortuni che per limitazioni dovute al Covid-19. Con Olivieri abbiamo lavorato nel precampionato e dopo poche partire ha avuto i problemi a cui facevamo riferimento; Galloni è arrivata a preparazione iniziata e si è fatta male presto; Pilato è stata presa a metà campionato dopo diversi mesi senza giocare, Magalini si è dovuta aggregare in extremis alla Prima Squadra. Nonostante i frequenti imprevisti, però, il rendimento è stato comunque ottimale da parte di tutte.Martina è stata fondamentale per la vittoria di Brescia, Olivieri ha mantenuto sempre un buon livello. Magalini e Pilato hanno avuto da subito un buon impatto. Credo che prima di tutto il merito debba andare a loro quattro per il loro impegno e per la loro attitudine al lavoro, non si tirano mai indietro ed è un vero piacere allenarle. Da parte mia credo di essere una persona molto empatica, quindi riesco ad entrare subito in sintonia con loro. Forse anche per l’età, essendo un preparatore dei portieri giovane, è un fattore che permette loro di sentirsi a proprio agio. Sicuramente ho un rapporto sano e genuino con tutte e questo credo sia molto importante.”

Ci spieghi un po’ le loro caratteristiche e in cosa differiscono fra loro? Quali sono i punti di forza delle quattro giocatrici che alleni?
“Olivieri è quella che è con me da più tempo, quindi più facilmente valutabile. Lo dico molto onestamente, quando l’ho conosciuta aveva qualche difficoltà, ma si è messa subito a lavorare a testa bassa e oggi è un portiere abbastanza completo. Ha fatto grandi miglioramenti dal punto di vista tecnico e comincia a fare gesti tecnici sempre più puliti, la sua caratteristica migliore è sicuramente la reattività.

Magalini ha una forte presenza fra i pali, infatti lei si sente molto sicura nell’aspettare un tiro vicino alla linea di porta piuttosto che in un intervento in uscita. Pilato è più difficile da valutare perchè era ferma da tanto. Secondo me fra tutte è quella che ha uan capacità più spiccata dal punto di vista podalico, con i piedi ha un’ottima tecnica e in fase di fraseggio è disinvolta. Martina Galloni ha un potenziale enorme, peccato davvero per l’infortunio. Ha un’ottima visione di gioco ma soprattutto è molto forte nell’attacco palla e nella difesa dello spazio.”

Anche a causa di qualche imprevisto di troppo, non c’è stata una gerarchia chiara in porta. Secondo te la concorrenza è uno stimolo anche fra i pali o per il portiere vale un discorso a parte?
“Non c’è mai stata una gerarchia chiara, è vero. Ha cominciato Olivieri come titolare, poi è stato dato spazio a Galloni. Con entrambe indisponibili è stata chiamata in causa prima Magalini, poi Pilato. Devo dire che Olivieri è tornata dall’infortunio con tanta fame, con molta voglia di giocare. Quindi con mister Ardito abbiamo deciso di metterla in campo. A Ravenna, nonostante il risultato negativo, è stata protagonista di una partita positiva, anche sul primo gol ha fatto una parata importante. Credo che la concorrenza sia un fattore importantissimo per un portiere. Nessuna è certa di avere il posto, quindi in allenamento vengono tutte molto cariche e con tanto desiderio di giocare. Mai come quest’anno c’è stata questa alternanza, anche a causa di tutte le situazioni a cui abbiamo accennato. E ancor di più, mai come in questa stagione, gioca solo chi si impegna e dà di più in allenamento.”

Nell’impostazione degli allenamenti c’è una differenza tra allenare un numero uno nel calcio maschile o femminile?
“Sicuramente le differenze sono di tipo anatomico, la donna ha bisogno di un lavoro a livello preventivo ancora maggiore e ovviamente esprime meno forza. La cosa che più differisce è che purtroppo il calcio maschile ha molta più cultura, nel senso che i bambini sin da piccoli hanno da subito un preparatore dei portieri che li segue. Nelle giovanili femminili solo adesso si sta facendo largo la figura del preparatore, ma le ragazze che trovi oggi in Prima Squadra sono cresciute per la maggior parte senza l’allenatore dei portieri. Nulla però va lasciato al caso e c’è ancora tanto lavoro da fare per colmare questo gap. C’è però di buono che queste ragazze cercano di mettere il quadruplo dell’impegno per recuperare questi aspetti tecnici rispetto ai ragazzi. Speriamo che il calcio femminile possa colmare questo dislivello e possa crescere sempre di più.”

Quanto conta e quanto incide l’aspetto psicologico rispetto al talento o a quello tecnico per un portiere?
“Sicuramente è un fattore determinante. Molti dicono deve essere “matto”, secondo me invece un portiere deve avere tanta personalità. Non è semplice dopo un errore, un gol banale o evitabile, non abbattersi e  rimanere in gara, ma quest’ultima è già una prerogativa importante. Un estremo difensore deve essere bravo a non farsi condizionare dagli eventi avversi e rimanere concentrato. Quindi sì, a volte l’aspetto psicologico diventa ancora più determinante rispetto a quello tecnico.”

Sappiamo che hai un rapporto molto stretto con il portiere di Serie A, attualmente al Genoa, Alberto Paleari, con cui collabori anche professionalmente. Ci racconti un po’ come si sono incrociate le vostre strade?
“Con Alberto ho un rapporto speciale. Ci siamo conosciuti nel 2013 quando difendeva la porta della Virtus Verona e io ero un giovane vice-allenatore dei portieri alle prime armi. La nostra amicizia nasce lì ed è rimasta nel tempo. Dopo quell’anno Alberto intraprese quel percorso importante che oggi l’ha portato in Serie A.

Dopo essere tornato in Italia dall’Australia ho conseguito i patentini da preparatore a Bassano del Grappa, quindi praticamente stavo spesso da lui. Da lì abbiamo deciso di aprire la nostra scuola portieri che si chiama “Wanna Be a Pro” che è partita a gennaio 2019 con un canale YouTube dedicato. Abbiamo fondato la nostra ASD oltre ad aver scritto un libro, “I segreti del portiere professionista”. Sicuramente è tanto stimolante poter lavorare e avere un confronto quotidiano con un portiere di Serie A, è un valore aggiunto per me che di riflesso arriva anche ai portieri che alleno nel ChievoVerona Women.”

Tornando al Chievo Women, se dovessi scegliere tre parate di questa stagione, quali sono state quelle che fin qui ti sono rimaste impresse per bellezza o difficoltà?
“Difficile fare una classifica, sicuramente Galloni è sul podio. Perchè a Brescia ha fatto una prestazione importante, con quattro interventi davvero formidabili, soprattutto l’ultimo. Ha fatto un attacco palla bellissimo, con un tempo di uscita perfetto. Poi ricordo una bellissima parata nel primo tempo di Myriam a Tavagnacco che è alla fine è risultata decisiva. Olivieri a Ravenna ha fatto un intervento che secondo me ad oggi è il più importante di tutti, purtroppo però siamo stati sfortunati con l’autogol di un nostro difensore sulla ribattuta. Giada è stata impegnata meno finora.”

Quali sono secondo il tuo punto di vista gli obiettivi a cui può ambire la squadra?
“Per quello che è il potenziale della squadra mi piacerebbe poter dire che possiamo puntare ai primi due posti. Purtroppo a causa di una serie di eventi siamo costretti a ridimensionare i nostri obiettivi, quindi ad oggi, senza voler strafare troppo, bisogna pensare soprattutto alla salvezza. La nostra posizione di classifica ci impone di guardare in faccia la realtà e rimboccarci le maniche. Dobbiamo lavorare a testa bassa e vincere, perchè non ci è concesso sbagliare. Dopo un’eventuale ipoteca sulla salvezza, possiamo pensare di toglierci qualche soddisfazione in più. Ma per il momento la salvezza prima di tutto.”

Quali sono invece le tue prospettive professionali? Vedi ancora il calcio femminile nel tuo futuro?
“Devo essere sincero, il calcio femminile mi ha sorpreso. Sono entrato in questo mondo molto scettico e titubante.
Tornavo dall’Australia e non avevo un lavoro, quindi accettai la proposta di quello che oggi è il ChievoVerona Women. In realtà si è rivelata un’esperienza bellissima, mi ha dato delle emozioni fortissime. L’anno scorso, in quella che è stata la mia prima vera stagione, Margherita Salvi e Olivieri mi hanno fatto innamorare del calcio femminile. Due ragazze sempre sul pezzo, è stato un onore lavorare con loro, due persone e giocatrici che non si sono tirate indietro. Quest’anno è successo comunque la stessa cosa.
Allo stesso tempo non posso negare che il richiamo del maschile è molto forte. Lavorare con un portiere come Paleari, che abbiamo visto esprimere a grande livello con Fiorentina, Parma, ma anche in coppa con la Juventus, ti fa venire un po’ voglia di maschile.”

Ad oggi però non penso assolutamente a quello che sarà domani, perchè sono impegnato con il Chievo Women e ho grande voglia di fare bene e portare a termine nel modo migliore questa stagione con questa desiderata salvezza.
“A tutto quello che riguarderà il futuro, ci penseremo dopo.
Comunque vada, quello che mi interessa è lasciare un buon ricordo o continuare a tracciare la strada che sto e stiamo percorrendo tutti insieme.”

Credit Photo: Chievo Verona Women F.M.

Giorgia Pellegrinelli, Riozzese Como: “Contro il Pontedera non possiamo più fare passi falsi”

Il campionato di serie B, se si escludono le gare di recupero, c’è stata la sosta tra Coppa Italia e la gara dell’Italia del c.t. Milena Bertolini. Al momento nei primi posti c’è il Pomigliano e la Riozzese Como, due neo promosse che se la stanno giocando con squadre più blasonate, ma con buoni risultati. Ilnapolionline.com ha intervistato la punta del club lombardo Giorgia Pellegrinelli.

Domenica sosta per la tua squadra, ma ci sono stati i recuperi. Risultati favorevoli a voi, cosa ne pensi in merito? “Sicuramente i pareggi della Lazio e del Ravenna sono positivi per noi, visto che sono le nostre dirette inseguitrici. Il nostro rammarico è aver lasciato per strada punti nelle gare precedenti perché potevamo avere un buon vantaggio. Ora sappiamo che da qui alla fine dovremo essere sempre concentrate per ritrovare i tre punti al più presto”.

Come giudichi i vostri recenti risultati, un calo fisiologico oppure c’è dell’altro? “Nelle ultime gare sicuramente c’è mancato quel cinismo che sotto porta avremmo potuto sfruttare al meglio le occasioni create. Ci sta che nell’arco della stagione di avere questi momenti, l’importante è comunque aver dimostrato di non mollare mai, poi presto torneranno le vittorie che ci possono far restare in alto in classifica”.

Alla lunga avere in rosa calciatrici di esperienza potrà giovarvi per importanti traguardi? “Alcune compagne di squadra le conosco, altre invece le ho affrontate da avversarie, perciò ti posso dire che possono dire che hanno le qualità per darci una mano. E’ importante avere elementi di esperienza e per fortuna ce ne sono in rosa. Io credo che dovremo dare tutte il massimo e mi auguro che questa sosta ci possa giovare”.

Come giudichi il tuo momento in squadra, sei soddisfatta oppure pensi di dare di più? “Ti dirò, ad inizio anno il mio rendimento era stato positivo, ero contenta delle mie prestazioni. Ora indubbiamente un po’ meno, anche se cerco sempre di dare il massimo. Mi auguro da qui alla fine di dare il mio contributo per la squadra e rendere felici i nostri tifosi”.

Voi e il Pomigliano prima e seconda in classifica, le neo promosse alla riscossa. Cosa ne pensi? “Posso dirti della Riozzese Como, dove conosco l’ambiente e le mie compagne di squadra. Sicuramente siamo vogliose di fare bene, anche se in questo periodo ci manca la continuità. Sul Pomigliano credo che giochino senza pressioni, perché non erano tra le candidate alle prime posizioni, perciò forse giocano senza pensieri e danno il massimo”.

Mister Pablo Wergifker lo conosciamo come tecnico che sta ottenendo il massimo, fuori dal campo che persona è? “Lui è sempre un grintoso, non molla mai e cerca sempre di trasmettercela ogni partita. Del resto noi sul campo, anche nei momenti difficili, riusciamo spesso a recuperare da situazioni di svantaggio, quindi è importante per noi calciatrici. Cercheremo quanto prima di tornare a vincere le partite per renderlo ancora più fiero di lui”.

Quali sono le aspettative per la sfida contro il Pontedera e come vi state adattando senza pubblico? “Contro il Pontedera sarà per noi una partita da non sottovalutare, perché sono una squadra in ripresa dopo un inizio di stagione non semplice. Noi tra l’altro queste partite conterà l’approccio che non sempre è stato dei migliori. Non ci possiamo permettere altri passi falsi se vogliamo restare nelle prime posizioni. E’ chiaro che all’inizio senza pubblico non era semplice, poi col tempo ci stiamo abituando e proviamo ad ottenere il massimo. Detto questo, sempre in rispetto della salute, ci piacerebbe riavere il pubblico dalla nostra parte che ci incita dall’inizio alla fine delle gare”.

Credit Photo: Riozzese Como

 

Unterland – Trento: è tempo di derby!

Il turno di riposo per il Trento ha portato con se il controsorpasso del Cortefranca, che con la vittoria sull’Isera si è ripreso la vetta della classifica. Le gialloblu si avvicinano al derby regionale di Cortina sulla Strada del Vino da seconde della classe, con un bel bottino di punti fin qui conquistato ed un ottimo piazzamento da difendere a denti stretti. 

Il decimo turno di campionato non sarà facile, contro un Unterland che sta ancora cercando continuità in questa stagione. Reduce da un pesante 4-1 rimediato domenica scorsa a Venezia e con soli 6 punti in classifica, sebbene con sole 7 partite giocate, la formazione altoatesina è in cerca di riscatto e di quel episodio che può dare la svolta all’ambiente e alla stagione. E sicuramente un derby rappresenta un’occasione carica di motivazioni. 

Il Trento invece, lanciato ed inarrestabile, cerca di non fermare la propria corsa. La striscia positiva conta 8 vittorie consecutive, frutto di prestazioni sempre più convincenti e di una forza del gruppo che emerge con evidenza settimana dopo settimana.

Domenica a Cortina c’è un derby da conquistare non solo per quella naturale rivalità, innata tra formazioni dello stesso territorio. L’obiettivo da non perdere di vista è mantenere un buon rullino di marcia per restare a contatto con la capolista, che dista un solo punto. 

Tappa a Brescia per rilanciare nuovamente le ambizioni gialloblù

Il Tavagnacco domani alle 14.30 cercherà di riscattare l’immeritata sconfitta dell’andata e di proseguire la serie positiva dalla ripresa dell’attività.

E’ una di quelle partite indicative, che possono rappresentare una ulteriore svolta e dare la certezza che questa squadra può lottare per il vertice. Per il Tavagnacco la gara contro il Brescia in programma domenica alle 14.30 assomiglia molto a un esame di maturità.

La classifica dice che si affrontano la quarta in classifica contro l’ottava. C’è da calcolare che le gialloblù dovranno recuperare le sfide contro Pomigliano in casa e Roma Calcio Femminile in trasferta. In quei due incontri si decideranno molte cose in questa lotta al vertice.

Nel frattempo la mister Chiara Orlando può abbozzare un sorriso dato che inizia a recuperare gli elementi che non ha potuto avere a disposizione nelle ultime due sfide. Non ci sarà solo Elisa Mariani per la trasferta in Lombardia, le altre saranno a disposizione. Chiaramente non tutte sono nelle medesime condizioni fisiche, gioca chi sta meglio. Davanti Milan inisidia Gianesin nel tridente mentre in mezzo il ballottaggio è tra Caneo e Grosso. Inutile sottolineare che per portare a casa il risultato saranno decisive anche le prestazioni delle ragazze che entreranno in corso d’opera.

Dovremo disputare una gara attenta -analizza l’allenatrice Chiara Orlandostando tranquille; non abbiamo la pressione di fare risultato, però ci proveremo con tutte le nostre forze a dare continuità a questi ultimi risultati”. Il Tavagnacco dalla ripresa dell’attività ha conquistato quattro punti tra Pontedera (vittoria per 1-0) e Lazio (pareggio 0-0). C’è voglia di proseguire la serie positiva.

Alle friulane dovrà fungere da stimolo la gara d’andata dove hanno ottenuto una sconfitta totalmente immeritata. Al primo minuto una incornata di Galbiati su azione di  calcio d’angolo aveva deciso l’incontro a favore del Brescia. Inutili gli sforzi delle gialloblù che avevano attaccato per quasi tutto il resto della sfida creando presupposti da gol, ma senza trovare la via del pareggio. “Rispetto a quella partita, noi siamo un’altra squadra e siamo cresciute -prosegue mister Orlando-, ma troveremo un avversario tosto. Il Brescia è ostico, si difende in maniera ordinata e compatta pressando molto. Concedono poco, dovremo sfruttare al meglio le opportunità”. E’ l’unico modo per passare un ulteriore esame di maturità.

Credit Photo: Upc Tavagnacco

Italia, un regalo dalla Finlandia: per qualificarsi le Azzurre dovranno battere Israele segnando almeno due reti

Un epilogo inatteso che cambia – non totalmente, ma in buona parte – lo scenario di mercoledì prossimo, quando la Nazionale femminile affronterà Israele a Firenze nella gara decisiva per poter accedere direttamente agli Europei (calcio d’inizio ore 17,30 diretta tv su Rai 2).

In un intricato incastro di punteggi degli altri gironi, per capire quali saranno le migliori tre seconde classificate dei vari raggruppamenti che otterranno il pass diretto per l’Inghilterra senza dover passare dai playoff, le Azzurre di Milena Bertolini attendevano infatti con ansia il risultato di Finlandia-Portogallo, gara del Gruppo E giocatasi nel tardo pomeriggio in terra scandinava. Con un pareggio era molto probabile la qualificazione diretta di entrambe. Ed invece, proprio quando lo 0-0 sembrava il risultato più scontato ed ormai inevitabile, ecco il jolly che catapulta le Finlandesi in Inghilterra e che regala all’Italia uno scenario decisamente più abbordabile in vista del 24 febbraio: al terzo dei tre minuti di recupero, Linda Sallstrom si libera dell’avversario diretto con un dribbling nello stretto e dal limite dell’area lascia partire un tiro che si infila in rete sul secondo palo.

È la giocata che cambia tutto o quasi nella graduatoria delle seconde classificate dei vari gironi: all’Italia – a meno di clamorosi e altamente improbabili altri risultati – non servirà più vincere con sei gol di scarto contro Israele per andare direttamente a UEFA Women’s Euro 2022, ma ‘basterà’ battere le Israeliane segnando almeno due reti. L’unico risultato di vittoria che non sarebbe sufficiente per ottenere il pass diretto per gli Europei è infatti l’1-0, perché manderebbe in Inghilterra invece la Svizzera, per via del maggior numero di gol (20 contro 19) realizzati dalle Elvetiche a parità di differenza reti.

Il Portogallo – atteso martedì dall’ultimo impegno del girone in Scozia – dovrebbe vincere in terra scozzese con otto gol di scarto più dell’Italia per qualificarsi direttamente a scapito delle Azzurre; ovvero, se l’Italia vincesse 2-0 contro Israele, le Lusitane dovrebbero ad esempio imporsi per 10-0. Ipotesi alquanto surreale, vista comunque la forza delle avversarie, presenti agli ultimi Mondiali di Francia 2019.

Insomma, il destino dell’Italia è più che mai nelle mani e nei piedi delle ragazze di Milena Bertolini, contro un avversario ostico e aggressivo, ma in una situazione certamente meno difficile.

Credit Photo: Fabio Vanzi

Vis Civitanova-ACF Arezzo: pre partita e convocate

Impegno in trasferta per le ragazze allenate da mister Luca Bonci che tornano in campo per la nona giornata di campionato di Serie C – girone C. L’Arezzo, dopo la vittoria in casa contro l’Aprilia, sarà impegnato sul terreno di gioco della Vis Civitanova. Il match verrà disputato al Comunale di Civitanova Marche, fischio di inizio ore 14:30. L’arbitro dell’incontro sarà il signor Poggi della sezione di Forlì.

Le amaranto, tornate alla vittoria nell’ultimo turno di campionato, occupano la seconda posizione in classifica a cinque lunghezze dalla capolista Bologna. La Vis Civitanova invece è undicesima in classifica con due punti ottenuti grazie ai pareggi con il Riccione e il Ducato Spoleto. Nell’ultimo turno le marchigiane hanno perso 7-0 contro la Torres.

Le 20 convocate che prenderanno parte a Vis Civitanova – Arezzo: 1 Valgimigli, 88 Trezza, 6 Cosi, 18 Cirri, 24 Avendato, 21 Teci, 13 Verdi, 10 Ceccarelli, 22 Zelli, 8 Orlandi, 23 Casini, 27 Lulli, 20 Tuteri, 9 Razzolini, 77 Leonessi, 17 Gnisci, 15 Bove, 7 Paganini, 16 Gonzi, 28 Ferretti.

Cambio di guida tecnica nel Pinerolo: fuori Mauro Zummo, dentro Vincenzo Chiarenza

Il Pinerolo ha comunicato nella giornata di ieri di aver sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra Mauro Zummo.

Al suo posto siederà in panchina domani, nella sfida in casa contro lo Spezia, Vincenzo Chiarenza, già allenatore della Under 17 Femminile biancoblù.

Ricordiamo che il Pinerolo occupa al momento la quinta posizione del Girone A di Serie C con tredici punti.

Photo Credit: Facebook Pinerolo Calcio 

SheBelieves Cup 2021: trasmissione in 27 paesi

Come parte dei continui sforzi di U.S. Soccer per essere leader nella crescita del calcio femminile in tutto il mondo, la SheBelieves Cup 2021, presentata da Visa, sarà trasmessa in diretta in 27 paesi al di fuori degli Stati Uniti.

Questo segna la più ampia distribuzione del torneo, che è stato considerato una delle competizioni di calcio femminile più importanti al mondo sin dal suo lancio nel 2016. Per la prima volta in assoluto, tutte e sei le partite del torneo saranno trasmesse anche in spagnolo negli Stati Uniti.

Le partite con gli USA saranno su TUDN e le partite non statunitensi andranno in onda su TUDN App / TUDN.tv. Tutte le partite saranno anche trasmesse negli Stati Uniti in inglese su FS1 o FS2.

Le partite saranno disponibili nei seguenti paesi e sulle seguenti reti:
Brasile*: Globo (SporTV)
Canada*: OneSoccer
Portogallo: Canale 11
Spagna: Gol TV (alcune partite andranno in onda in differita)

SportKlub trasmetterà le partite in Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia, Slovenia e Macedonia del Nord, paese natale dell’allenatore dell’USWNT Vlatko Andonovski.

Claro Sports trasmetterà le partite in Messico, Guatemala, Costa Rica, Honduras, Repubblica Dominicana, Panama, El Salvador, Nicaragua, Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Cile, Bolivia, Paraguay, Uruguay e Argentina (partite non argentine).

Soccer United Marketing, partner commerciale e rappresentante di U.S. Soccer, ha facilitato i diritti dei media internazionali con IMG, il suo agente di vendita globale.

*Solo le partite dei tornei con il paese di origine verranno trasmesse in questi territori.

Credit Photo: https://www.ussoccer.com/

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