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Vanessa Rossi, un’altra giovane pedina nello scacchiere dell’Orobica

Centrocampista classe 2000, Vanessa Rossi è un’altra giovane calciatrice proveniente dal vivaio che l’Orobica ha già fatto esordire in prima squadra.
Abbiamo scambiato due parole con lei.

Ciao Vanessa e grazie per la disponibilità.

La prima domanda è di rito perché ti chiedo di parlarci del tuo esordio e di ciò che hai provato.
VR:” Per quanto riguarda quest’anno l’esordio è stato nella partita di Coppa Italia Cesena-Orobica mentre l’esordio assoluto in Serie B è stato qualche anno fa il 16/05/2016 durante l’incontro Milan Ladies – Orobica finito 3-3. Devo dire che di quella partita mi ricordo più la gioia e la spensieratezza tipiche della giovane età mentre quest’anno sulle emozioni tipiche di quando si scende in campo hanno prevalso subito la preoccupazione di mettere in pratica quanto mi era stato richiesto da Coach Marini e di fare tutto il possibile per aiutare la mia squadra”.

Cosa pensi della Società e della sua crescita degli ultimi 5 anni, credi possa entrare a far parte del panorama professionistico?
VR:” Nella mia pur breve carriera ho avuto modo di testare con mano diverse realtà del calcio femminile, ho mosso i miei primi passi nel Brescia Calcio femminile, sono cresciuta molto nel settore giovanile dell’Orobica società in cui ho militato per più anni, con una parentesi anche in quella che fu il Mozzanica Calcio. Credo che la nostra società sia cresciuta molto in questi anni adeguandosi allo sviluppo per certi versi vertiginoso e anche un po’ inaspettato che ha avuto il calcio femminile, in particolare negli ultimissimi anni, legato probabilmente all’ingresso in quello che era il nostro “piccolo” mondo di società calcistiche professionistiche maschili e alle spinte della “governance” del calcio mondiale che ha introdotto regole che hanno favorito lo sviluppo del calcio femminile. Penso che non sia per niente facile per una società muoversi e continuare ad evolversi in un ambiente ormai volto al professionismo però vedo una società dinamica con molta voglia di migliorare e raggiungere i propri obiettivi”.

Cosa manca alla squadra per vincere con continuità?
VR” Solitamente l’obiettivo di giocare bene e vincere con continuità si raggiunge quando tutti i tasselli funzionano e collaborano gli uni con gli altri. Inoltre, siamo una squadra che ha subito un notevole rinnovamento e il fatto di essere quasi tutte nuove forse ci penalizza un po’ in quanto stiamo iniziando a conoscerci bene solo ora. Io comunque sono molto fiduciosa, abbiamo un gruppo molto coeso e determinato e questo rappresenta un punto di partenza importante per riuscire col tempo a fare grandi cose”.

Quali sono i tuoi obbiettivi personali e di squadra?
VR:” Quest’anno il mio obbiettivo personale è imparare il più possibile da chi ha più esperienza di me per poter migliorare come giocatrice e come persona. Inoltre, voglio cercare di dare il mio contributo alla squadra sia in campo sia fuori. Per quanto riguarda gli obbiettivi di squadra, spero, come penso tutte le mie compagne, di ottenere punti nelle prossime partite di campionato per dimostrare a tutti che meritiamo molto di più e che tutti i nostri sforzi, gli allenamenti e i sacrifici non sono stati vani”.

Per concludere fai un saluto e un augurio ai tifosi Bergamo Sharks.
VR:” Un grande saluto a tutti i nostri tifosi che nonostante la situazione in cui ci troviamo continuano a starci vicini guardando le dirette delle partite, condividendo i risultati sui social e dimostrandoci tutto il loro supporto. Spero tanto di rivederli in tribuna per assistere di persona alle partite della seconda parte del campionato e gioire insieme a noi per ogni singolo goal o punto conquistato”.

Con queste parole di Vanessa Rossi, molto “mature” nonostante la sua giovane età, vi diamo appuntamento per domenica 20 dicembre per l’ultima partita del 2020 in quel di Cesena, contro la formazione locale, alle ore 14.30. in diretta streaming sul canale Youtube Orobica Calcio Bergamo.

Credit Photo: Instagram Orobica calcio Bergamo

Sarah Bouhaddi vince il premio The Best FIFA Women’s Goalkeeper

Il portiere dell’Olympique Lyonnais vince il premio The Best FIFA Women’s Goalkeeper 2020, che simboleggia il miglior portiere della stagione 2019/20. Per lei un triplete con la squadra francese che racchiude la quinta UWCL consecutiva, l’undicesimo campionato di Division 1 Féminine consecutivo e anche la ciliegina sulla torna della Coupe de France.

A 34 anni, Sarah Bouhaddi ha collezionato tanti titoli e trofei, concretizzando così un decennio di successi ed elite sia a livello di club che nazionale.

Inoltre, la francese ha preso parte alla vittoria del Tournoi de France a marzo con la Nazionale. 

Per vedere le altre candidate al premio, qui.

Credit Photo: https://www.fifa.com/

Nicol Gianesin, Tavagnacco: “Qui entrare nel mondo delle grandi. Contenta per esordio e gol segnato”

Il Tavagnacco ha sconfitto, nell’ultimo turno di Serie B, il Perugia per 5-0, portandosi così al quinto posto della Serie B, ma con tre gare da recuperare. In questa partita abbiamo visto il primo gol in gialloblù di Nicol Gianesin, attaccante classe ‘02, e arrivata pochi giorni fa alla corte di coach Orlando: la giovane bomber è intervenuta ai nostri microfoni.

Nicol cosa vuol dire giocare in attacco?
«Giocare in attacco vuol dire per me aiutare la squadra, segnare e avere l’emozione per il gol».

Come ti sei avvicinata al mondo del pallone?
«Mi sono avvicinata grazie a mio fratello, e un giorno il suo allenatore mi ha chiesto di provare a giocare a calcio, e da lì è iniziata la mia avventura col pallone».

Prima di Tavagnacco ti va di raccontarci il tuo percorso calcistico?
«Fino a quattrodici anni ho giocato coi maschi, poi ho fatto un anno all’Ivrea e alla fine sono andata alla Juventus».

Che anni sono stati alla Juventus?
«Gli anni che ho passato alla Juventus sono stati belli, perché era tutto un altro mondo e gli allenamenti erano molto impegnativi. Con questa squadra ho vinto due tornei di Viareggio e uno scudetto Under 17».

Perché hai scelto di giocare per il Tavagnacco?
«Ho scelto di giocare per il Tavagnacco perché volevo provare nuove esperienze ed entrare nel mondo delle grandi».

Che Tavagnacco hai visto al tuo arrivo?
«Al mio arrivo ho visto un gruppo molto unito e con tanta voglia di vincere e crescere».

Alla tua prima partita in gialloblù sei andata subito in gol: raccontaci le tue sensazioni.
«Ero molto agitata prima di entrare, perché era la mia prima partita in Serie B e in gruppo nuovo, dove non conoscevo nessuno, e dopo gol mi sono sbloccata: sono stata contenta, sia per l’esordio che per la rete segnata».

Il calcio femminile italiano sta crescendo, ma cosa manca per entrare nell’éilte mondiale?
«Per entrare nell’élite mondiale del calcio femminile mondiale il movimento italiano dovrebbe puntare sulla fisicità e sugli allenamenti. All’estero sono molto considerate e vedono il calcio come un lavoro, qui in Italia no: spero che questa cosa arrivi il prima possibile».

Come sei fuori dal campo?
«Sono una ragazza solare, timida, a volte sono vivace. Vado a scuola».

Quali sono i sogni che vuoi realizzare?
«Sicuramente diventare una calciatrice di alto livello, tornare ad indossare la maglia della Juve e giocare in prima squadra, oppure fare un’esperienza all’estero. Poi vorrei diplomarmi».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’UPC Tavagnacco e Nicol Gianesin per la disponibilità.

Photo Credit: UPC Tavagnacco

Le campionesse “Made in Australia” della Westifield W-League

La Westfield W-League è la competizione che ha nutrito, testato e costruito alcuni dei più grandi nomi che indossano oggi la maglia delle Westfield Matildas. Per 12 stagioni, le migliori dell’Australia hanno giocato proprio qui, nel cortile di casa.

Anche se ci sono state mosse incredibili all’estero negli ultimi anni e quei nomi familiari non saranno più sul retro delle maglie australiane, la Westfield W-League è ancora il luogo dove le Westfield Matildas sono state scoperte. E, soprattutto, continuerà ad essere il luogo dove sono cresciute, sia a livello personale che di carriera. La W-league è stata e sempre sarà parte integrante delle calciatrici della nazionale.

Dalla prolifica attaccante Lisa De Vanna ad una delle più recenti Westfield Matildas, Jenna McCormick, che ha debuttato poco più di un anno fa in nazionale.

De Vanna ha iniziato la sua carriera in Australia per poi sviluppare il suo gioco negli Stati Uniti, in Svezia e in Italia. Ma la capocannoniera delle Westfield Matildas è sempre tornata nella Westfield W-League quando poteva. Un’intrattenitrice nata, ha sempre messo in scena uno spettacolo da Perth a Brisbane e lungo tutta la costa orientale. De Vanna ha vinto diversi campionati con i club di Brisbane, Sydney e Melbourne. E i trofei la seguono anche con le Westfield Matildas con le quali ha ottenuto un secondo posto alla AFC Women’s Asian Cup.

Con quasi 130 presenze nella Westfield W-League, Tameka Yallop ha sempre portato la stessa energia indossando la maglia verde e oro e quella di Brisbane. Yallop è il primo marcatore di tutti i tempi dei Roar ed è una grandissima giocatrice. Ha segnato in quattro delle cinque finali giocate dai Brisbane Roar, che includono le vittorie in campionato nella stagione inaugurale e nella stagione 2010/11. Questa fame di vittoria è stata tradotta nella squadra nazionale, in quanto ha fatto parte della squadra partecipante alla Coppa d’Asia femminile AFC 2010.

Julie Dolan nel 2013/14 è entrata nella storia delle Westfield Matildas, segnando contro l’USWNT e aiutando l’Australia a registrare la sua prima vittoria contro le campionesse indiscusse della Coppa del Mondo Femminile.

Katrina Gorry ha iniziato la sua carriera nella Westfield W-League nel sud del Paese con due stagioni con la squadra di Melbourne e una stagione ad Adelaide. Il trasferimento nel suo club natale ha visto l’inizio della sua ascesa. Gorry ha ottenuto una premiership in Westfield W-League, e importanti prestazioni nella squadra nazionale per un certo numero di anni. Tutto questo è culminato nel 2014, quando è stata nominata AFC Women’s Player of the Year. Dopo aver vinto un’altra premiership con il Roar e è pronta a compattere con la squadra alle Olimpiadi di Tokyo.

Anche Emily Gielnik è pronta a fare la sua 100esima apparizione in Westfield W-League durante questa stagione. Partita nel 2009 con la maglia arancione, ha vinto trofei – con il Roar e il Victory – ed è passata dall’essere un’atleta olimpica alternata a giocare in una AFC Women’s Asian Cup e in una FIFA Women’s World Cup.

Jenna McCormick è stata protagonista in W-League dal 2012, con periodi ad Adelaide, Canberra e Brisbane. Iniziando come centrocampista, alla fine è tornata nel cuore della difesa. Il suo debutto con le Westfield Matildas è seguito poco dopo, in quel ruolo difensivo centrale. E ora è tornata nel campionato australiano, questa volta con i campioni in carica a Melbourne City. Con le Olimpiadi di Tokyo all’orizzonte, è la Westfield W-League dove lei e altre giocatrici spingeranno la loro causa per la selezione.

Tutte le australiane continueranno a essere messe alla prova e a lavorare sodo per entrare a far parte della selezione della squadra nazionale, e nel processo, svolgeranno il loro ruolo nello sviluppo della prossima generazione di Westfield Matildas.

Photo Credit: Westfield Matildas

Svolta in Sudamerica: la Copa America Femenina si giocherà ogni due anni

Il calcio è sempre stato il motore dell’America Latina, il motivo per uscire dalla povertà grazie a quel pallone. Non solo i maschi crescono correndo dietro a quella sfera magica, ma sempre più ragazze stanno intraprendendo questa strada. La CONMEBOL, massimo organo calcistico sudamericano, si sta accorgendo di ciò e sta iniziando ad aiutarle. Per la prima volta nella storia, la confederazione ha istituito un congresso dedicato interamente al calcio femminile. Il simposio sta dando indicazioni decise verso le sorti di molte competizioni come la Copa America Femenina.

Alejandro Dominguez, presidente della CONMEBOL, ha annunciato che la massima competizione tra nazionali latino americane si svolgerà ogni due anni. Il precedente format prevedeva la disputa del torneo solamente ogni quattro anni come per la maschile. Un’inversione di rotta che a detta del vicepresidente della FIFA “è un modo per motivare le sportive e per iniziare a portare in alto il calcio femminile sudamericano”. La prima occasione in cui verrà attuata questa nuova formula sarà quella del 2022 con l’Uruguay all’esordio come Paese ospitante. La Copa America Femenina è essenziale anche in chiave Mondiale in quanto fornisce l’accesso diretto al torneo internazionale. Ben due sono i posti disponibili passando per il Sudamericano Femenino riservati alla vincitrice ed alla finalista per evitare di affrontare le ostiche qualificazioni. Dopo il debutto nella World Cup 2019 dell’Argentina, l’ex CSF si augura che la prossima sia un’edizione ancora più fortunata della precedente.

Il “Congreso Fútbol con F de Femenino” non si è limitato solo alla Copa America Femenina. Dominguez ancora una volta ha sorpreso la platea dichiarando di voler proporre alla FIFA l’introduzione del Mondiale per club di calcio femminile. Il paraguayano crede molto nella crescita dello sport e grazie alla sua posizione potrebbe portare una svolta sostanziale al movimento intercontinentale.  Grazie anche all’aiuto dei suoi colleghi come Jorge Barrios, vuole far diventare il Sud America il fulcro del calcio in rosa. Il leader laureato all’università del Kansas prosegue rivolgendosi a tutti i presenti. “Dalle idee che ci proponete e da quello che andremo a proporre, sono certo che ne verranno fuori grandi cose. Non c’è niente di meglio che giocare in squadra, ecco perché lavoriamo oggi, pensando al futuro “. Parole lungimiranti che fanno ben sperare per l’avvenire del panorama latino.

Lucrezia Salimbeni, Chievo: “Mi trovo nell’ambiente ideale per crescere e maturare”

Calciatrice mediana capace di giocare in egual modo come mezzala destra o sinistra, ha nella velocità, potenza e visione di gioco le sue caratteristiche principali.

Cresciuta nel Brescia, ha maturato esperienze nel 3Team Brescia, una prima breve parentesi nel Chievo ed a seguire la scorsa annata nell’Hellas Verona in massima serie; a partire da questa stagione ha cambiato casacca, ritornando all’altra sponda della città veneta.

Alla scoperta di Lucrezia Salimbeni, classe 2000, assistita del procuratore Luca Grippo, centrocampista del Chievo Verona.

Ciao Lucrezia, per iniziare una breve descrizione del tuo ruolo
“Sono una centrocampista, gioco come mezzala destra o sinistra indifferentemente; le mie caratteristiche peculiari solo la grinta, il saper lottare su tutti i palloni, la corsa, la potenza nel tiro ed infine la visione di gioco”.  

Esperienze pregresse in carriera
“Ho giocato in serie A l’anno scorso nell’Hellas Verona collezionando tre presenze, due in campionato e una in coppa Italia”.

Le figure chiave nella tua crescita
“Le persone che hanno caratterizzato il mio percorso calcistico non c’è ne sono nello specifico però devo tutto a quelle figure che fin dal primo momento hanno creduto in me”.

Hai un procuratore ?
“Si sono seguita da Luca Grippo dell’agenzia FTA football, un professionista del settore molto preparato e disponibile”. 

Le ragioni del tuo passaggio al Chievo
“Ho cambiato maglia per il semplice fatto che ho tanta voglia di crescere e di imparare; mi sono rimessa in gioco scendendo di categoria per giocare di più e fare esperienza, puntando a tornare quanto prima possibile in serie A, magari proprio con la maglia del Chievo”.

Punti di forza della squadra
“Il Chievo ha molti punti di forza, essendo la squadra composta da molte ragazze di esperienza che trascinano il gruppo ed aiutano noi giovani a crescere; a tal proposito le mie compagne di squadra Zanoletti, Boni e Peretti sono calciatrici di qualità e punti di riferimento fondamentali per il gruppo; nella nuova società mi sono ritrovata fin da subito a casa, vivendo in un ambiente stupendo, ideale luogo per valorizzare e far maturare le più piccole”.

Obiettivi stagionali
“Il mio obiettivo personale di quest’anno è quello di crescere molto a livello calcistico ed accumulare minutaggio; a livello di gruppo, ci siamo riproposte, ad inizio stagione, di raggiungere il traguardo minimo della salvezza pur consapevoli che nel tempo abbiamo preso consapevolezza di essere un gruppo di qualità che può aspirare ed ambire a posizioni più elevate, puntando benissimo ai primi posti in classifica”.

Credit Photo: Chievo Verona Women F.M.

Lornano Badesse, Carlotta Bernardini: “Ho sconfitto il Covid ma il ritorno alla normalità per la nostra categoria è ancora lungo”

Baluardo della difesa, esprime al meglio al meglio le sue caratteristiche del senso della posizione, dell’anticipo e del colpo di testa nel ruolo di difensore centrale.

Cresciuta nel Siena, ha militato per diversi anni nel San Miniato fino ad arrivare in serie C, prima di accettare il trasferimento nella giovane società toscana.

Vetrina della giornata per Carlotta Bernardini, classe 1999, valore aggiunto, un autentico lusso della categoria in forza all’Asd Lornano Badesse femminile, squadra partecipante al campionato di Promozione.

Ciao Carlotta, quale il motivo del tuo approdo alle Badesse ?
“A seguito delle tristi vicende inerenti la fine della società del San Miniato, mi sono ritrovata a dover fare mente locale. Scegliere se era opportuno continuare a giocare o abbandonare la carriera. Ho ritrovato le giuste motivazioni per poter proseguire, accettando con entusiasmo la proposta del Lornano Badesse, società militante nel campionato di Promozione. Pur scendendo di categoria, il trasferimento in una società giovane di esperienza ma ambiziosa nei suoi progetti mi consentiva tra l’altro di giocare non lontano da casa, riabbracciando diverse mie ex compagne di squadra ai tempi del Siena e del San Miniato”.

Obiettivi stagionali
“Ci eravamo riproposte ad inizio stagione di puntare a disputare un buon campionato, la squadra era stata ben allestita con calciatrici di valore. C’erano tutti i presupposti per poter far bene ma purtroppo le nostre aspettative sono state vanificate per via della pandemia. Di fatto non ci ha mai consentito di scendere in campo per disputare gare ufficiali, limitandoci a sostenere due incontri amichevoli”.

Il Covid
“Ad inizio Ottobre sono stata contagiata inconsapevolmente dal virus, risultando positiva al Covid 19 per almeno due settimane. Ho attraversato un periodo di intenso stress a livello psicologico, oltre ad avvertire sintomi quali febbre e perdita dei sapori e degli odori. Dopo circa un mese di isolamento sono riuscita a liberarmi da questo incubo ma non ho avuto la soddisfazione di ritornare a giocare perché la Lnd, nel frattempo, aveva deciso di sospendere il campionato. E’ stato un brutto periodo che ha coinvolto gran parte della mia comunità, il paese di Radicofani. Per fortuna ne sono uscita indenne e sono felice di poterne ora parlare come un brutto ricordo. Sono però consapevole che non bisogna abbassare la guardia perchè la strada per il ritorno alla normalità richiede ancora molto tempo e pazienza”.

Prospettive per il nuovo anno
“La ripresa del torneo resta un grande punto interrogativo, consapevoli che in una competizione come la nostra, penalizzata dall’assenza di protocolli, in virtù dei costi esorbitanti per la categoria, sarebbe legittimo auspicarsi il ritorno alla normalità, prima di pensare a scendere in campo.

Nel frattempo, noi comunque, continuiamo ad allenarci on line, facendoci trovare pronte per l’eventuale occasione. Approfondiamo la nostra conoscenza di gruppo, limitata ad una iniziale e ormai lontana fase di preparazione. La circostanza di vederci, confrontarci e scherzare, seppur a distanza ci rende di buon umore e alleggerisce di molto la situazione delicata che stiamo vivendo in questo momento storico”.

Credit Photo: Lornano Badesse

Cristian Peri, Direttore Sportivo Brescia Calcio Femminile: “Sabatino bomber di razza, Girelli calciatrice completa, Giacinti fiuto del gol e forza fisica”

Il Direttore Sportivo del Brescia Calcio Femminile Cristian Peri ha rilasciato un’intervista per BresciaOggi, dove ha raccontato le attuali marcatrici della Serie A: Daniela Sabatino, Cristiana Girelli e Valentina Giacinti, bomber che in passato hanno fatto bene con la maglia biancoblù.

Cristian ha spiegato gli anni vissuti con Daniela: “Sabatino è arrivata per prima, nel 2010, nel nostro secondo anno in A. Una giocatrice voluta dal Presidente Cesari, la più amata, quella che con Girelli restò fino alla fine: ha ripagato la nostra fiducia a suon di gol. Conquistò i suoi successi nel Brescia, compresa la maglia Azzurra. Bomber di razza, l’aveva suggerita Vincenzo Picheo, allora Presidente del Tavagnacco: ci disse che Sabatino cercava squadra. Volevamo una punta forte: un colloquio di un’ora e fu subito amore“.

Successivamente ha parlato dell’attuale capocannoniere della massina serie: “Cristiana Girelli è invece una giocatrice completa, una delle più decisive del cacio italiano. La sua crescita va di pari passo con quella del movimento femminile: ha doti da numero 10 e da goleador. Spietata sui rigori, letale sui calci piazzati, giocatrice fisica e molto intelligente: impossibile farne a meno. Una campionessa a tutto tondo“.

Infine ha raccontato il rapporto avuto con la capitana del Milan: “Giacinti si fece voler bene da subito per la grande generosità, una sua caratteristica insieme al fiuto del gol e alla grande forza fisica. Arrivò nel 2017 dal Mozzanica, ma ci eravamo già incontrate qualche anno prima, promettendoci che un giorno sarebbe diventata biancazzurra“.

Il direttore sportivo biancoblù è concentrato sull’attuale Brescia: “Non vogliamo distoglierci comunque dal presente, siamo abituati a fare un passo alla volta, è questa la nostra forza. Ora i nostri avversari sono il Como, la Lazio e il Cesena. Il resto è un ricordo e un sogno“.

Photo Credit: Elia Soregaroli

Barbara Bonansea premiata dalla FIFA: “Sto sognando ad occhi aperti”

Barbara Bonansea della Juventus Women è stata la prima italiana premiata dalla FIFA tra le migliori 11 calciatrici. Grande soddisfazione per la bianconera che ha espresso sul proprio profilo Instagram tutte le sue emozioni.

«È un grande onore essere qui tra questi 11 nomi, è una di quelle cose che non mi sarei mai aspettata e che mi rende molto orgogliosa.
Credo che questo premio sia mio come di tutte le calciatrici italiane per tutto ciò che stiamo vivendo e stiamo cercando di ottenere con la forza dell ‘Unione, è un premio a tutte coloro che stanno combattendo contro gli stereotipi e contro l’ignoranza umana e anche a tutte quelle che non c’è l’hanno fatta a superarla.
Il nostro calcio sta crescendo e proprio oggi essere in quella top 11 lo dimostra.
Grazie alla mia Società @juventus che ha creduto fortemente in me, alla Nazionale @azzurrefigc per la possibilità di vivere emozioni uniche e poi a tutte le mie compagne che sanno di essere speciali per me perché mi permettono di essere felice e me stessa quotidianamente.
Una grande motivazione in più per continuare a lavorare e migliorare.
Ah, poi avere di fianco @cristiano rende la cosa un pochino più speciale. 🙂
✨Sono qui, che sogno ad occhi aperti». ✨
#bb11 #juventus #juventuswomen #fifpro #fifa
Credit Photo:Pagina Instagram Barbara Bonansea

Il Tigres Femenil è campione del Messico

Termina la prima parte della lega femminile messicana con la finale del Torneo de Aperura, ribattezzato Guardianes in onore degli operatori sanitari. Dalla scorsa stagione, è stato introdotto il nuovo format con una prima fase a campionato. In seguito, le prime otto classificate sono approdate ai playoff fino ad arrivare alla finalissima. Dopo l’interruzione dello scorso anno, si aveva molta voglia di tornare in campo e le squadre hanno tramutato questo sentimento in grande spettacolo. Gli applausi vanno fatti a tutte, ma gli onori vanno al Tigres Femenil che è diventato campione del Messico.

Arrivate prime in classifica a +5 dalle seconde, le Universitarias hanno trovato ai quarti il Pachuca, sbaragliato con un 6-2 totale. Stessa sorte per il Queretaro, finito settimo, con un doppio 2-0 tra andata e ritorno. Dall’altra parte, a contendere il titolo alle due volte campionesse del Torneo de Clausura sono scese in campo le ragazze del Monterrey. Quest’ultime hanno superato senza difficoltà l’UNAM e l’Amèrica arrivando in fondo più che agevolmente.  La finale ha visto contrapporre le due favorite per la vittoria finale, l’UANL ed il Monterrey, mettendo in scena uno dei derby più sentiti del Messico. Entrambe le squadre della città di Monterrey, sia che nel maschile che nel femminile, hanno sempre infiammato il Paese.

Ricordandosi dello scorso anno, ci si aspettava uno spettacolo, e così è stato. Guardando i precedenti, la storia dava il Tigres Femenil avvantaggiata con sette vittorie in sedici partite tra i due club. Solo tre quelle per il Monterrey. L’andata in casa delle Rayadas ha visto come protagonista Lizabeth Ovalle, mattatrice delle avversarie in favore delle gialloblù. Il ritorno all’Estadio Universitario, ha offerto uno show senza precedenti nonostante il risultato sia stato fermo sullo 0-0 fino al 94esimo. Con un pareggio a reti bianche il Tigres Femenil sarebbe stato matematicamente campione, ma a rovinare la festa è intervenuta Annia Mejia a recupero scaduto. La messicana manda la sfida ai supplementari per poi lasciare la decisione ai penalty. Gli errori dal dischetto di Burkenroad e Valdez condannano il Monterrey che vede vincere i rivali di una vita. L’UANL è campione del Messico per la terza volta.

Dopo i titoli di Clausura del 2018 e del 2019, le ragazze di Medina tornano sul tetto del Cactus State. Per la prima volta riescono a trionfare nel Torneo de Apertura dopo le due finali perse negli scorsi anni. A terminare in cima alla classifica capocannonieri è la solita Katty Martinez con 18 goal. Stagione speciale per la messicana che è diventata anche la miglior marcatrice della storia del Tigres Femenil. Finito al primo torneo, si pensa subito al secondo con l’inizio fissato per il 7 gennaio con la partita d’esordio tra Queretaro e Mazatlan.

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