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Vanessa Stefanello, Calcio Padova Femminile: “La squadra sta crescendo di partita in partita. Calcio femminile in Veneto? Poco sviluppato”

Il Calcio Padova Femminile sta aspettando di tornare nuovamente a scendere in campo per cercare di stare al vertice del Girone B di Serie C. Le rossocrociate possono contare su un attacco importante, tra cui Vanessa Stefanello, centrocampista classe ‘92, e che, al secondo anno, è riuscita a realizzare nelle prime cinque giornate di campionato, tre reti.

Vanessa cosa vuol dire essere una centrocampista?
«Io sono una trequartista, ruolo che per me è un privilegio».

Qual è stato il gol più bello che hai realizzato?
«Il gol più bello l’ho realizzato l’anno scorso nel derby contro il Vicenza vinto per 2-1».

Come è partita la tua avventura nel calcio?
«Da piccola ho fatto karate fino a nove anni, poi, visto che una famiglia che giocava a calcio, ho detto a mia mamma “o gioco a calcio o metto a casa”, così hanno accettato di mandarmi a giocare col pallone».

Gran parte della tua carriera è legata con la maglia del Mestre, poi Marcon (adesso Venezia): cosa ha significato per te vestire quella maglia?
«Sono scesa di categoria per stare vicina a casa mia, quindi ho dovuto assestarmi e trovare stabilità: qui ho trovato un bel gruppo, ho passato anni importanti e più intensi della mia carriera».

Come sono stati tre anni vissuti col Vittorio Veneto?
«Ho vissuto tre anni belli. La società dava tutto quello che poteva, con allenatori di un certo livello, in particolar modo ho avuto come ultimo allenatore Bortoluzzi, ex di Guidolin. Sono cresciuta molto come calciatrice».

Sei al secondo anno con il Padova: perché questa scelta?
«Ho scelto Padova perché dovevo conciliare la mia passione per il calcio con il lavoro».

In questa stagione sei partita bene: tre gol in cinque partite. Ti aspettavi questa partenza?
«Sinceramente no, anzi sentivo di fare meno reti. Spero di proseguire questa scia positiva».

Come stai vedendo il Padova 2020/21?
«Stiamo pian piano crescendo, e di partita in partita, fino allo stop ai campionati. lo abbiamo fatto».

La Serie C è ferma fino a gennaio: come stai affrontando questa sosta forzata?
«Non giocando di domenica non hai quei minuti che hai sulle gambe, sto facendo il possibile per restare allenata».

Qual è la tua opinione sul Girone B di Serie C?
«Vedo un campionato abbastanza equilibrato, e come squadre interessanti vedo Triestina e Cortefranca».

Il calcio femminile in Veneto sta crescendo?
«Il calcio femminile veneto sta crescendo, ma poco».

Come lo vedi il passaggio del calcio femminile al professionismo?
«Penso sia importante per tutte le squadre di ogni categoria, che ci permetterà di aumentare la visibilità e si alzerà il livello competitivo».

Com’è la tua vita fuori dal campo?
«Ho due nipotine che vedo molto e sono praticamente il mio tempo libero, e solitamente mi godo il fine settimana».

Quali sono i tuoi sogni che vorresti realizzare?
«Mi piacerebbe vincere un campionato e costruirmi un futuro».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Calcio Padova Femminile e Vanessa Stefanello per la disponibilità.

Photo Credit: Calcio Padova Femminile

Barça e Atletico agli ottavi della Women’s Champions League

Barcelona-PSV Eindhoven Women's Champions League dicembre 2020
Barcelona-PSV Eindhoven Women's Champions League dicembre 2020

Barcellona e Atlético Madrid replicano la vittoria dell’andata e accedono agevolmente agli ottavi di finale della Women’s Champions League. Le catalane avevano già vinto 4-1 in Olanda ma contro un buon PSV replicano la vittoria per 4-1 con doppiette della norvegese Graham Hansen e dell’olandese Lieke Martens. La norvegese ha segnato con tue diri ad incrociare, mentre l’olandese prima di piede e poi di testa su azioni dalla destra. Il PSV accorcia le distanze ma il divario tra le due squadre è sembrato notevole dato che il Barcellona nell’ultima edizione è arrivato fino in semifinale. Il campionato olandese invece si era interrotto in modo anticipato a causa del Covid-19 con Ajax e PSV primi a pari merito anche se il titolo non è stato assegnato.

Formazioni:
Barça: Cata Coll; Marta (Jana 80°), Mapi León, Pereira, Melanie Serrano (Falcon 72°); Losada (Mariona 72°), Alexia, Aitana; Graham (Oshoala 72°), Jenni Hermoso, Martens (Bruna 80°). Allenatore: Lluis Cortés

PSV: Van Veenendaal; Jean (Coolen 66°), Van Den Berg, Bross (Van Dooren 54°), Biesmans (Snellenberg 87°), Harrison (Foederer 66° – Brugsts 87°), Leveks, Van Schoonhoven, Smits, Kuijpers. Allenatore: Rick De Rooij

Anche l’Atlético non è da meno e nell’anticipo del martedì vince agilmente 5-0 con il Servette chiudendo con il definitivo 9-2 tra andata e ritorno. Leicy Santos e Deyna Castellanos fanno chiudere alle colchoneras il primo tempo sul 2-0. Nella ripresa Tounkara, Duggan e Amanda arrotondano il risultato mentre Ludmila si riposa in vista del derby di Madrid contro il Real Madrid che sarà una sfida spettacolare.

Gli schieramenti:

Atlético: Peyraud-Magnin; Aleixandri, Tounkara, Van Dongen, Guagni (Bernabé, 59°); Knaak (Elena Martínez, 74°), Meseguer (Moore, 59°), Santos, Sampedro; Deyna Castellanos (Duggan, 59°), Ludmila (Laurent, 46°).

Servette: Thalmann; Soulard (Di Pasquale, 84°), Abbé, Hurni, Spalti (Tufo, 46°); Lagonia, Serrano (Gillioz, 74°), Maendly, Arfaoui (Fleury, 67°); Sarrasin, Peiró (Dumauthioz, 84°).

Atlético e Barça aspettano il rivale agli ottavi dove sono passate le principali rivali tra cui le francesi Olympique Lyonnais e PSG e le tedesche Bayern Monaco e Wolfsburg, le favorite assieme alle spagnole per la vittoria finale della Women’s Champions League 2020-21.

Photocredit: fc Barcelona

Federica Calandro, Sant’Egidio Femminile: “Ricordo con piacere le due scorse stagioni in gialloblù”

Nelle ultime due stagioni una delle formazioni che si è distinta nel gruppo D di Serie C è sicuramente il Sant’Egidio. La squadra gialloblù cara alla presidentessa Alba Albanese, capitanata da Giulia Olivieri, è reduce da un quinto posto, nel 2018-2019, ed il terzo, dello scorso anno. La formazione allenata da Valentina De Risi, in questi due campionati, ha visto in campo il terzino sinistro Federica Calandro. Abbiamo raggiunto, per una breve intervista,  la classe 2001, originaria di Benevento.

Federica come si è avvicinata al mondo del calcio?
«Fin da piccola ho sempre avuto la passione per il calcio. Man mano che crescevo il sogno di poter riuscire a giocare in una squadra femminile era sempre di grande. Dopo alcuni anni con i maschi, per carenza di squadre femminili, finalmente trasferendomi a Benevento, dove sono rimasta sei stagioni, il mio sogno di militare in una formazione tutta femminile si avverava. All’età di 11 anni, cosi, entrai a far parte della società di calcio femminile Benevento Le Streghe. La squadra, nata da poco, vantava, già dai primi mesi, tante giovani iscritte».

Hai mosso i tuoi primi passi con la maglia del Benevento: che ricordi hai di quelle stagioni?
«Iniziammo a partecipare a campionati regionali, e sin da subito avemmo un bel approccio ed anche ad avere dei risultati eccellenti che, quindi ancor di più mi animavano ad andare avanti. All’età di 14 anni appena compiuti ricordo che feci l’esordio ufficiale nella prima squadra, scendendo in campo nella finale play-off contro le ragazze del Prater Club, partita che tra l’altro vincemmo largamente. Per me fu una emozione enorme e nello stesso tempo una grande soddisfazione per un risultato quasi del tutto inaspettato. Oltre a ciò iniziarono ad arrivare diverse convocazioni nella Rappresentativa Regionale, maglia che ho onorato ed ho avuto il piacere di indossare in diverse occasioni sia nell’Under 15 che nell’Under 23, in giro per l’Italia».

Poi il tuo passaggio al Sant’Egidio. Come è stato il tuo approccio in maglia gialloblù?
«Dopo alcuni anni di esperienze nel campionato regionale, con la maglia del Benevento, sono stata richiesta da diverse società tra cui Pomigliano ed  Sant’Egidio, Scelsi le gialloblù fare il salto in categoria superiore. Con questa maglia, nonostante un paio di gravi infortuni, mi sono sentita sempre parte integrante del gruppo. In me si rafforzava il desiderio di proseguire le attività agonistiche, e di confrontarmi con tante realtà calcistiche del Centro – Sud. Grande era la volontà di fare bene vedendo, poi, l’impegno delle mister, delle calciatrici tutte nonché di tutto lo staff societario del Sant’Egidio. Sono stata felice di ben figurare in due stagioni consecutive, posizionandoci al quinto posto ed al terzo posto della classifica finale».

Nella passata annata avete disputato un torneo di alto livello, pensavate di fare così bene?
«Sicuramente l’obiettivo iniziale della società, in entrambi gli anni, era quello della salvezza. Ma, partita dopo partita, ci accorgevamo del nostro valore sul campo e riuscivamo a ben figurare anche fuori casa. Per cui il secondo anno è stata una riconferma del valore della squadra allestita, con tanto impegno e sacrificio, dalle mister Valentina De Risi e Giulia Olivieri. A loro va il mio grazie per la crescita ed i valori umani che mi hanno trasmesso in questi due anni. Inoltre credo che le mister hanno dimostrato quanto tengono al movimento del calcio femminile, grazie al  loro continuo impegno nel settore».

Quest’anno per te una nuova avventura con la maglia della Gianni Loia. Come sta andando?
«Comunque dopo il secondo anno con il Sant’Egidio, a malincuore e per scelte dettate da impegni personali, ho deciso di continuare l’attività calcistica ma  con un minore impegno. Cosi sono approdata al Gianni Loia, società del beneventano che milita nel campionato regionale del futsal. La mia scelta è stata dettata soprattutto per riuscire a coniugare i nuovi impegni scolastici, e di lavoro, con la passione per il calcio. Quindi ho sposato questa causa per non fermarmi del tutto, data la distanza esistente tra Benevento e Sant’Egidio. Di fatti però, nel mio più profondo del cuore, mi manca tantissimo il campo di calcio ad 11 e non escludo un mio prossimo ritorno sul grande rettangolo di gioco».

Come si sta muovendo il calcio femminile in Campania?
«Purtroppo il movimento del calcio femminile che, già in generale nel Sud Italia ha sempre avuto dei problemi a partire e consolidarsi, ha dovuto subire un ulteriore stop a seguito della pandemia che ci ha colpiti. Questo  mondo  sta affrontando ulteriori ostacoli per la sua affermazione definitiva. Ho sempre pensato  che le ragazze dovessero liberamente praticare uno sport, fino a qualche anno fa prettamente maschile, in cui i tabù la facevano da padrone, scoraggiando spesso noi donne. Il problema è stato sempre culturale, questo ha inciso con lo sviluppo del movimento su tutto il territorio con scarsi risultati sul rettangolo di gioco. Penso ai tempi in cui giocava la mitica Carolina Morace, in un periodo in cui il calcio femminile era praticamente inesistente. Lei ha dato sempre lustro e dimostrato che anche le donne potessero praticare questo sport. Spero che il sacrificio di noi calciatrici porti all’ affermazione definitiva del calcio femminile. Segnali incoraggianti sono arrivati, ad esempio, dallo Juventus Stadium nel match tra la Juventus femminile e la Fiorentina, nello scontro diretto per lo scudetto dell’anno scorso giocata in una cornice di pubblico degna di una partita di calcio maschile».

Qual è il ricordo più bello legato al calcio di Federica Calandro?
«Le esperienze che ricordo sono diverse. Ad esempio l’inaspettata convocazione in Rappresentativa Under 15 Campania. E’ stato un momento davvero bello in quanto ho conosciuto molte ragazze dotate di talento, con le quali ancora oggi ho ottimi rapporti. Dopo questa esperienza entusiasmante è nata in me qualcosa che mi ha spinto ogni giorno a fare meglio ad allenarmi con costanza ed impegno, per fare in modo che avessi dei risultati gratificanti. Oltre a questo sono rimasta molto colpita dall’unione che si è creata tra noi ragazze. Grazia al  Sant’Egidio abbiamo avuto poi il piacere, e l’onore, di partecipare a qualche stage dove presenti erano  Rita Guarino e Milena Bertolini, rispettivamente allenatrici della Juventus Femminile e Nazionale Femminile. Ricordo che ci supportano sempre in questa nostra attività sportiva, dimostrando sul campo il loro valore anche a livello internazionale».

Alex Morgan, Tottenham: “Prima della gravidanza avevo intenzione di smettere”

Alex Morgan è da sempre il simbolo dell’intero panorama calcistico femminile del mondo. Tra gli Stati Uniti e le esperienze con i club ha sempre portato in alto il suo nome e la reputazione del movimento. Tanto che le è stato dedicato anche un film dove interpretava la mentore immaginaria di una ragazzina e siamo sicuri che ciò non è successo solo nel film. Sono molte le nuove leve che dichiarano di aver iniziato seguendo le sue orme. Nonostante tutto ciò, anche le campionesse hanno dei momenti di smarrimento.

L’attaccante del Tottenham ha segnato il suo secondo gol con la maglia delle Spurs domenica pomeriggio. La statunitense ha ammesso però di aver avuto delle riserve sul riprendere la sua carriera così presto dopo il parto. La vincitrice della Coppa del Mondo si è trasferita in Inghilterra poco meno di cinque mesi dopo aver avuto sua figlia.

“Penso che i dubbi fossero prima che rimanessi incinta”, ha affermato la giocatrice in una recente intervista su FA Player. “Soprattutto sul fatto se sarei stata in grado di tornare a giocare a questo livello. Avevo molta pressione addosso. Ho cercato il più possibile di non pensarci troppo e di non riporre ulteriori aspettative su me stesso. Poi ho posticipato il mio ritorno anche per la pandemia”.

La classe 89’ ha annunciato il suo trasferimento a settembre, ma non ha fatto il suo debutto fino al 7 novembre. Nel match contro il Reading, c’era molta attesa, ma i primi goal sono arrivati entrambi da calcio di rigore contro il Brighton e l’Aston Villa.

“In generale, il 2020 è stato bizzarro. È stato davvero bello essere a casa e poter essere mamma per alcuni mesi e non pensare di precipitarsi a fare questo o quello”, ha continuato. “Ma avevo visto così tante colleghe farlo in passato, quindi non è come se fossi stata la prima. Ecco perché quando si è presentata l’opportunità di trasferirsi in un altro Paese ero pronta. Mi aspettavo di essere in movimento in sei settimane dopo aver avuto Charlie, ma erano pochi mesi dopo”.

Gli Spurs si trovano attualmente all’ottavo posto con la squadra che si sta abituando al gioco inedito del nuovo coach Skinner. Ma i test più difficili devono ancora arrivare, come il derby di Londra contro le campionesse in carica della FWSL del Chelsea.

Roberta Antignozzi per la piccola Olivia: “Speriamo che la società abbia capito l’errore e apprezzino la passione e la determinazione della bambina”

Roberta Antignozzi, tecnico delle giovanili del Milan ha voluto eprimere il suo parere sul caso di Olivia la giovanissima calciatrice a cui è stata negata la possibilità di frequentare la scuola calcio. Attraverso il proprio profilo Facebook il tecnico ha dedicato un pensiero di incoraggiamento verso la risoluzione di questa situazione.
«Io ho iniziato a giocare a calcio a 6 anni, stagione 89/90 quando di bambine che giocavano a calcio non se ne vedevano.
Non ho mai avuto problemi per essere stata l’unica bambina nella squadra maschile del paese perché a me interessava solo giocare ed anzi i miei compagni mi hanno sempre protetta ed accettata. Ero come loro.. Poi l’intelligenza di una società e di un tecnico ancor prima di quella dei genitori sta nel far vivere questa cosa con naturalezza… Perché i bambini assorbono i nostri pensieri.. Perció mi spiace ma ragionate prima di negare uno sport ad una bambina.
E non aggiungo altro. Speriamo che almeno abbiano capito l’errore perché col tempo impareranno ad apprezzare Olivia quanto e più degli altri per la sua passione e determinazione nel voler raggiungere il suo obiettivo… GIOCARE A CALCIO. Forza Olivia.»
Credit Photo:Pagina Facebook Roberta Antignozzi

Laura Giuliani, Juventus: “Testa alta e sguardo avanti, altri obiettivi da raggiungere”

Laura Giuliani, portiere della Juventus Women che ieri non è scesa in campo per un infortunio, ha commentato sui social l’uscita di scena delle Women in Champions contro il Lione.

COMMENTO
«Testa alta e sguardo avanti alle sfide che ci aspettano nell’anno nuovo, con tanti obiettivi importanti da raggiungere. Ci portiamo a casa tanta esperienza e consapevolezza 🔥💪🏻🌪».

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Napoli Femminile, Alessandro Pistolesi: “Allenare in questa città rappresenta una forte emozione”

Da un azzurro all’altro, Alessandro Pistolesi dopo i tanti anni trascorsi ad Empoli è approdato oggi a Napoli per dirigere il suo primo allenamento: “Quella in Toscana è stata una lunghissima e bellissima avventura, iniziata addirittura nel lontano 1984. Sono e resto un romantico del calcio, ragion per cui penso che ci sia un filo sottile ad unire il mio recente passato a questa nuova esperienza”.

Nel 1984, quando Pistolesi siede per la prima volta in panchina, Diego Maradona approdava a Napoli: “Allenare in questa città rappresenta una forte emozione, ancor di più in un momento del genere. Proveremo a fare del nostro meglio per onorare questi colori e rendere orgogliosi i tifosi che si stanno appassionando alle gesta di queste ragazze”.

Un gruppo che, nonostante la classifica, ha impressionato in positivo mister Pistolesi nel suo primo giorno di lavoro: “Ho visto che c’è qualità ma soprattutto che c’è voglia di ribaltare la situazione attuale, la fiamma è accesa e adesso tocca a noi alimentarla anche attraverso il sorriso che non bisogna mai perdere”. Un po’ la stessa cura che Maurizio Sarri propose ad Higuain e compagni quando arrivò da Empoli: “Un amico mi ha detto che Sarri vinse la panchina d’argento prima di approdare a Napoli, lo stesso riconoscimento l’ho avuto io pochi mesi fa. Speriamo sia di buon auspicio…”.

Photo Credit: Napoli Femminile

L’IFAB proroga la norma sulle 5 sostituzioni a partita fino al 31 luglio 2022

In occasione della sua ultima riunione l’IFAB, l’organismo che gestisce le regole del calcio a livello mondiale, ha prorogato la norma che consente alle squadre di calcio fino a 5 sostituzioni nel corso di una partita al 31 dicembre 2021 per le competizioni nazionali di alto livello e al 31 luglio 2022 per quelle internazionali.

L’incremento del numero delle sostituzioni era stato deciso con la ripresa dei campionati dopo lo stop forzato causato dall’emergenza COVID-19, allo scopo di tutelare la salute dei calciatori chiamati a giocare diverse partite in un arco temporale ridotto.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

RespACT: il “manifesto” di AC Milan per equità sociale, uguaglianza e inclusività

AC Milan propone un programma di iniziative che concretizza la visione e l’impegno del Club nella condivisione di valori positivi dello sport e della lotta ad ogni forma di pregiudizio e discriminazione, facendo leva sulla enorme potenzialità del Club di coinvolgere e connettere emotivamente i propri sostenitori e interlocutori di riferimento.

Uguaglianza sociale e inclusione sono le pietre angolari della visione a lungo termine del Club, nonché i valori fondamentali che possono aiutare a guidare un cambiamento sociale positivo – ha sottolineato Ivan Gazidis, CEO AC Milan -. Il Milan è per tutti, proprio come il calcio: ci impegneremo costantemente per mitigare pregiudizi e discriminazioni di ogni tipo e in ogni circostanza, per coltivare atteggiamenti e comportamenti virtuosi all’interno del nostro settore e della nostra comunità. Ci auguriamo che le nostre proposte possano divenire fonte di ispirazione, per guidare un cambiamento culturale significativo, comune e condiviso“.

AC Milan ha voluto anche individuare un concetto di comunicazione, dotato di grande forza espressiva e riconoscibilità, RESPACTche certamente si ispira e intende rafforzare il concetto di rispetto e responsabilità, stimolato dalla campagna sociale di UEFA, ma che racchiude anche la volontà di agire (ACT) in modo concreto per avviare una trasformazione culturale.

Sensibilizzazione, Educazione, Prevenzione e Condivisione sono quindi le quattro direttrici sulle quali si sviluppa il Manifesto che, attraverso azioni tangibili, definisce un piano a lungo termine, con l’intenzione di coinvolgere i principali stakeholder – Istituzioni, Club e tifosi, a partire dalle più giovani generazioni – verso un movimento comune che possa realmente prendere coscienza dei problemi, analizzarli e affrontarli, nel segno dell’inclusività e della tolleranza. I silos di attività si arricchiranno in futuro con nuove progettualità, partnership e occasioni di incontro, per fare evolvere costantemente l’azione del Club.

Sensibilizzazione: AC Milan farà leva sulla propria piattaforma globale e sulla forza del proprio brand per far emergere i temi e le questioni sociali rilevanti, come il razzismo, le diverse forme di diversity e la tutela dei diritti delle minoranze (religiose, sessuali, etniche etc.). A breve partirà la campagna “Champions of Equity”, per fare conoscere le storie di personaggi sportivi e atleti che hanno dato un contributo significativo alla promozione della tolleranza e dell’inclusione, a livello internazionale. Inoltre, il prossimo 20 febbraio è confermata la seconda edizione del “Derby against Racism” che, in occasione della partita più emotivamente coinvolgente della stagione, vuole mettere in luce la questione dell’intolleranza nel calcio, interagendo con un pubblico molto ampio.

Educazione: siamo convinti che solo attraverso la conoscenza e la consapevolezza sia possibile riconoscere i temi rilevanti e dotarsi degli strumenti per affrontarli, ma anche alimentare una cultura di sensibilità e condivisione valoriale. Con questi obiettivi, AC Milan ripropone il percorso rivolto alle scuole della Lombardia con “Tutti i colori del calcio” che vede ogni anno oltre 2000 giovani coinvolti, con interventi di esperti, insieme ai giocatori/giocatrici dei nostri Team, di ex-calciatori e della Dirigenza del Club.

Prevenzione: AC Milan investe da sempre in strategie, strumenti e tecnologie per permettere l’individuazione e la prevenzione di atti, comportamenti e condotte violente, illecite e discriminatorie, sia nelle proprie location, sia in ambito digitale. Continua la lotta al “hate speech” sui canali digitali del Club, una strategia che ha ridotto in due anni il 70% dei contenuti inappropriati sui social media. Il Milan già collabora efficacemente con Forze dell’Ordine e Team arbitrali per sospendere immediatamente le partite, individuare e sanzionare i tifosi ritenuti colpevoli di comportamenti intolleranti: la volontà è di accelerare, insieme alle Istituzioni, il processo di rinnovo dei protocolli, entro l’inizio della stagione 21/22. Inoltre, siamo certi che il Nuovo Stadio garantirà la struttura più inclusiva nel mondo del calcio con tecnologie, spazi e processi dedicati all’individuazione e alla prevenzione degli atti violenti o discriminatori, per la tutela della sicurezza.

Collaborazione: solo con un’azione comune, condivisa e di sistema sarà possibile far evolvere l’intero mondo che ruota attorno al Calcio. Con questa consapevolezza, AC Milan da sempre collabora con le diverse anime del settore, a tutti i livelli, attraverso iniziative e atti concreti per stimolare il cambiamento. Ne sono esempi il workshop organizzato a Casa Milan nella scorsa stagione sul tema del razzismo insieme a FIGC, Serie A e diversi Club; come anche la lettera aperta “Insieme contro il razzismo” promossa dal Milan nel novembre dello scorso anno che ha visto l’adesione di tutti i Club di Serie A per combattere il fenomeno.

Il Piano rientra nell’ambito di una strategia più ampia di responsabilità sociale d’impresa, racchiusa e consuntivata dall’annuale Report di Sostenibilità pubblicato dal Club, anche attraverso l’impegno di Fondazione Milan.

Credit Photo: AC Milan

Accordo tra LND e Federlab per la sicurezza delle competizioni. Sibilia: “Politica dei fatti e sostegno alle Società sempre al primo posto”

La LND e Federlab Italia hanno siglato un protocollo per tamponi e test a tutti tesserati della Lega Nazionale Dilettanti. Un accordo senza precedenti nel calcio italiano, per numero di società e tesserati coinvolti. Tutti i club della componente più vasta del calcio italiano potranno contare su un’associazione di categoria tra le principali del paese per laboratori di analisi cliniche e centri poliambulatoriali privati accreditati presso il SSN. L’associazione metterà a disposizione delle società sportive la propria fitta rete di laboratori (oltre 2mila strutture associate presenti su tutto il territorio nazionale), così da supportare le squadre della LND nella sorveglianza epidemiologica e nel monitoraggio dei casi sospetti.

Il Campionato Serie C, che riprenderà l’attività il prossimo 10 gennaio 2021 con la disputa delle gare di recupero, e poi con le giornate di Campionato già calendarizzate, può già beneficiare della convenzione.

“Quello con Federlab rappresenta un accordo che prima di tutto garantirà il prosieguo del Campionato di Serie C femminile e delle altre competizioni nazionali in assoluta sicurezza – ha dichiarato il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo SibiliaQuesta convenzione assicurerà una riduzione sostanziale dell’impegno economico che i nostri Club sarebbero stati chiamati obbligatoriamente a sostenere, per rispettare le disposizioni sanitarie legate al Covid-19”.

“Accogliamo questo protocollo con immensa soddisfazione – ha commentato il Vice Presidente della LND con Delega al Calcio Femminile Sandro Morganauna convenzione assolutamente necessaria per la salute dei 48 club che rappresentiamo. Un accordo che va incontro alle esigenze delle società, una garanzia per il prosieguo del Campionato, una soluzione ottimale per le tesserate che potranno effettuare i test con il minimo disagio”.

Credit Photo: Aleksander Golob

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