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Greta Cappelletti: “Negli Usa si premia chi fa sport e si penalizza chi non lo pratica”

L’emozionante racconto dei primi mesi di ambientamento ed integrazione nel College Usa, raccontate dalla diretta protagonista del sogno americano : Greta Cappelletti, abile difensore polivalente, classe 2001, unica portabandiera e rappresentante italiana nel Southeastern College soccer dello Iowa.

Ciao Greta, quando è partita la tua avventura negli Usa ?
“Sono partita lo scorso 20 Agosto 2020 per raggiungere West Burlington, nello stato Usa dello Iowa nel Southeastern College soccer; l’inizio della nuova avventura non è stato semplice, ho dovuto superare diversi momento di difficoltà, specie nel primo mese di ambientamento ma una volta trovata la giusta integrazione mi sono sentita a mio agio, a tal punto che adesso avverto la mancanza della vita del College”.

La giornata tipo
“Per via dell’emergenza pandemica non abbiamo iniziato il campionato ma ci siamo limitati a svolgere gare amichevoli; la giornata è intensa e frenetica, ci si sveglia di prima mattina alle 5.00 con la seduta in palestra alle 5.45 prima della colazione; a seguire lezioni in classe ed osservanza del programma giornaliero che prevede una doppia sessione di allenamento in strutture maestose e moderne all’aperto o in caso di eventi metereologici avversi al chiuso; la sera verso le 19 si ritorna a studiare con i coach sempre presenti e disponibili nel darti assistenza e supporto nella formazione”.

L’integrazione nel College
“Nel College sono l’unica italiana, sono in compagnia di un gruppo multietnico composto da australiane, neozelandesi, inglesi, spagnole oltre naturalmente ad americane.

Sono partita da un livello di apprendimento base della lingua inglese ma nel corso del tempo sono riuscita a perfezionare la conoscenza, abituandomi all’unico linguaggio in comune con le altre compagne di corso”.

Differenze negli allenamenti tra Italia ed Usa
“Le differenze sono notevoli, negli Usa gli allenamenti sono incentrati prettamente sul piano fisico ed atletico, mentre in Italia si bada molto alla tecnica; in questi mesi negli Usa sono riuscita a potenziarmi dal punto di vista della corsa, resistenza, andando a migliorare le mie caratteristiche che si basavano prettamente sull’aspetto tecnico”.

La formazione professionale
“Frequento l’Università di Business e devo constatare che negli Usa noi atlete siamo avvantaggiate rispetto all’Italia, in quanto prevale la cultura che premia chi fa sport e penalizza chi non lo fa.

Inizialmente sarei dovuta andare nel Kansas ma per degli impedimenti questa opportunità era venuta meno, riuscendo poco dopo, a cogliere al volo la ghiotta occasione di trasferirmi nello stato del Iowa”.

Cosa ti manca dell’Italia ?
“Sento la mancanza soprattutto del cibo italiano oltre che ovviamente della mia famiglia ma sono entusiasta della scelta fatta, i giorni ti passano velocemente, sei talmente catapultata in una full immersion durante la giornata che hai poco tempo per pensare, tornando a casa stremata ma soddisfatta”.

Prospettive per il futuro
“Al momento sono certa di rimanere due anni ma la mia prospettiva è quella di puntare ai 4 anni, passando in division one e chissà poi a seguire, restarci a lungo tempo; il 10 Gennaio si riparte, sono carica e motivata, ringrazio la mia famiglia e la mia agenzia che mi hanno sempre incoraggiato e sostenuto in questa scelta, facendomi vivere e realizzare il grande sogno americano che cullavo sin da bambina”.

Credit Photo: calcioinrosa.it

Ranking UEFA 2020: la Juve è ancora lontanissima dalla vetta, meglio Fiorentina e Brescia

La UEFA ha rilasciato i dati relativi al ranking aggiornati al 2020.  Stupisce, ma in realtà non troppo, il 32esimo posto assegnato alla Juventus Women. La squadra di Rita Guarino infatti, pur trionfando negli ultimi campionati italiani, non riesce ancora ad imporsi a livello europeo e il ranking ne è la certifica. Sarebbe dovuto essere questo l’anno della svolta, utile per accorciare il gap con le altre giganti in Europa. Purtroppo però il sogno si è infranto quasi subito dopo i sorteggi, che hanno accoppiato le bianconere alla corazzata Olympique Lione. 

Nella gara d’andata (casalinga) le bianconere hanno disputato una partita pressoché perfetta, non sufficiente però a battere le francesi: 2 a 3 il risultato finale. Il ritorno non è stato all’altezza della prima partita e le bianconere sono uscite con un netto 3 a 0. Sarebbe sbagliato affermare che i passi avanti non ci siano stati rispetto allo scorso anno, il sorteggio però è stato tutto tranne che benevolo: affrontare la squadra campione in carica non sarebbe stato facile per nessuno.

Va meglio per la Fiorentina Women’s, 18esima. Le viola di Mister Cincotta hanno incontrato in Europa lo Slavia Praga, in ottava posizione nel ranking UEFA. Ad un 2 a 2 nella partita d’andata è seguito un 1 a 0 al ritorno, con gol qualificazione siglato da Sabatino all’ultimo minuto dell’incontro. 

Nella classifica UEFA prima delle bianconere troviamo il Brescia femminile, al momento 28esimo nel ranking. La squadra è ora in serie B ma può contare su un albo d’oro di tutto rispetto. 

La prima posizione è occupata invece dal Lione, nettamente più avanti rispetto agli altri club. Il dominio nazionale e internazionale degli ultimi anni l’ha decretata la squadra più forte al mondo (a livello di club). Segue al secondo posto il Wolfsburg, chiude invece il podio il Barcelona. 

Credit Photo: Andrea Amato

Il Chievo cade contro la capolista. Il Como si impone per 3 – 0

Prima gara del 2021 per il ChievoVerona Women, che fa visita alla capolista Como per il recupero della 7^ giornata di campionato.
Quella contro i lombardi è la prima di due gare molto importanti per la squadra gialloblù, che fra soli tre giorni affronterà anche la Lazio, altra candidata ai primissimi posti della categoria.
Nell’ultimo turno disputato le ragazze di mister Dalla Pozza hanno pareggiato in quel di Vicenza.

PRIMO TEMPO: 

Il primo squillo della partita è di Distefano, all’esordio assoluto in Serie B e con la maglia del Chievo. Tiro dell’attaccante di proprietà della Juve, controllato però senza problemi da Russo.

Vantaggio Como – Alla prima iniziativa offensiva dell’incontro, i padroni di casa passano in vantaggio. Azione manovrata sulla destra, cross dal fondo e stacco imponente di Ferrario. L’attaccante anticipa la difesa clivense di testa e sulla traiettoria angolata Magalini non riesce ad arrivare.

Tanti contrasti in mezzo al campo, il Chievo prova a regire lottando su ogni pallone, ma nella prima mezz’ora lo sforzo della formazione di Dalla Pozza non si traduce in occasioni di gol degne di nota. Manca la precisione negli ultimi trenta metri.

Raddoppio lombardo – Il Como crea pericoli ancora una volta sulla corsia destra. Al 31′ Vivirito elude con una finta l’intervento di un’avversaria e calcia in porta da lontano, firmando il 2-0 per i padroni di casa.

Pochi minuti dopo il doppio vantaggio, i gialloblù ci provano con un tiro dalla distanza di Prost, bloccato dall’estremo difensore del Como. I lombardi rispondono due volte con Franco, che di testa prova a impensierire Magalini, ma la giovanissima clivense è attenta in entrambe le occasioni.

Palo Zanoletti – Sul finire del primo tempo Chievo vicinissimo al gol. Punizione dal limite affidata alla botta violenta di Stefania Zanoletti, che colpisce il palo. Portiere comasco graziato anche dalla ribatutta: dopo aver preso il legno la sfera sbatte sul suo corpo, ma finisce a lato invece che in porta.

L’ultimo sussulto della prima frazione è proprio della numero 27 gialloblù, si va negli spogliatoi con il doppio vantaggio dei padroni di casa.

SECONDO TEMPO: 

Dalla Pozza prova a cambiare la partita con un cambio tattico e due sostituzioni, con gli ingressi di Salaorni e Martani. E’ proprio quest’ultima a farsi pericolosa nei primissimi minuti del secondo tempo: percussione della numero 9 che arriva di fronte la porta e serve Distefano, ma il difensore del Como salva provvidenzialmente in scivolata e anticipa l’ex Juve.

Tris Como – E’ ancora la squadra di casa, però, ha trovare la gioia del gol. Grande giocata sulla destra di Rognoni, che salta l’avversaria e crossa in mezzo di esterno. Ferrario arriva ancora una volta prima di tutte di testa e firma la doppietta personale e il 3-0.

Il Chievo prova a reagire per tentare almeno ad accorciare le distanze con Tardini, ma il suo destro finisce a lato. Succede molto poco nella seconda metà della ripresa, con le locali che si limitano a gestire la gara, mentre le clivensi faticano a rendersi pericolose. All’82’ ci prova Mascanzoni servita da Martani, ma la sua girata è troppo debole e si perde tra le mani del portiere.

Non succede più nulla fino al fischio finale. Termina così la gara, con il Chievo che esce sconfitto per 3-0 dal campo della capolista. Ci hanno provato le ragazze di mister Dalla Pozza, senza però riuscire a creare grossi pericoli per la porta di Russo, se si escludono alcune potenziali occasioni sciupate e soprattutto il palo di Zanoletti, che avrebbe potuto riaprire la partita.
Adesso è tempo di riordinare le idee, perché il campionato non si ferma per le gialloblù.
Si torna sul rettangolo verde già fra tre giorni, con la partita casalinga da giocare contro la Lazio. Un’altra sfida molto ostica in cui ci sarà da lottare per tornare a fare punti e allontanare la parte bassa della classifica.

Il tabellino della gara

Como Women (3): Russo; Dubini, Varriale (63′ Roventi), Cascarano, Franco; Ambrosetti, Fusar, Vivirito; Cama (63′ Hansen), Ferrario, Rognoni (82′ Gomez),

CHIEVO WOMEN (0): Magalini; Pecchini, Zanoletti, Tunoaia, Mele (46′ Salaorni); Tardini, Prost, Carraro; Dallagiacoma (76′ Mascanzoni), Distefano (85′ Bonfante), Botti (46′ Martani).

Marcatori: 9′ e 55′ Ferrario (C), 31′ Vivirito (C)

Ammoniti: Dubini (C); Roventi (C)

Credit Photo: Chievo Verona Women F.M.

Calcio femminile, un movimento sempre in crescita. Il bilancio del 2020

L’anno post Mondiale poteva andare meglio, ma nessuno poteva immaginare una stagione in piena pandemia. Niente stadi pieni, ma la Serie A è ripartita, mostrando un livello di gioco sempre migliore. La Fiorentina è agli ottavi di Champions e Barbara Bonansea è la prima donna nella Top 11 della FIFA. Poco prima Sara Gama era diventata Vice Presidente dell’AIC. Insomma, nonostante tutto, un anno niente male

Doveva essere l’anno della svolta per il calcio femminile, la prima stagione dopo l’esplosione dell’entusiasmo post Mondiale. Tutti si aspettavano stadi pieni e, per completare lo sviluppo del movimento, sempre più bambine nelle scuole calcio, una crescita esponenziale che avrebbe portato negli anni anche a un fisiologico innalzamento della qualità. Con l’inizio del 2020 però, e con le conseguenze derivanti dalla pandemia, questo momento magico si è bruscamente interrotto: campionati sospesi e scuole calcio chiuse, con le future calciatrici azzurre rimaste a casa a palleggiare in salotto per la disperazione delle famiglie.

In questa fase anche per le nostre giocatrici hanno avuto una parte fondamentale i social, con video di allenamenti, sfide a distanza in contest sempre più fantasiosi e originali, interviste fatte dal salotto di casa. La lunga attesa per capire se fosse possibile concludere la serie A è finita con la delusione per l’interruzione definitiva, ma anche con la consapevolezza che il professionismo è uno step necessario per il calcio femminile italiano, perché questo limbo che colloca squadre e calciatrici nel mondo dei dilettanti mentre si chiedono loro sforzi da professionisti, è qualcosa che non può andare avanti. E alla fine si è rivelata giusta la decisione di chiudere la stagione passata per iniziare quella nuova con maggiore organizzazione, per dare a tutte le società il tempo per adeguarsi alle richieste dei nuovi protocolli.

Il campionato 2020/2021 è iniziato senza intoppi, anche quando il Covid ha fermato di nuovo lo sport giovanile la Serie A è andata avanti mostrando un livello di gioco ancora superiore rispetto agli anni precedenti. A parte qualche rarissima eccezione (il 10-0 dell’Empoli contro la neopromossa San Marino alla prima giornata) tutte le gare hanno mostrato un equilibrio interessante, non sempre nei risultati, ma almeno nel gioco espresso. Tutte le formazioni della massima serie sono attrezzate, il lavoro svolto negli ultimi anni, da quando anche le squadre femminili sono entrate a far parte delle società professionistiche sta dando i suoi frutti in termini di gioco e preparazione fisica.

Tra qualche anno sarà possibile colmare il gap con i top club stranieri, divario che si è visto in modo evidente nel primo turno di Champions fra Juventus e Lione. Sfortunatissime le bianconere a pescare nel sorteggio le Campionesse d’Europa da cinque anni di fila, ma anche bravissime nell’offrire due prestazioni di altissimo livello. Soprattutto nella gara dell’Allianz, persa 3-2 solo per un calo fisiologico nel finale, al cospetto di un’avversaria che è ancora di un’altra categoria, per merito di giocatrici che fin da giovanissime si allenano da professioniste. E’ andata meglio alla Fiorentina, che ha fatto un bel regalo di Natale ai proprio tifosi conquistando gli ottavi di Champions a Praga, grazie a un gol di Daniela Sabatino al 94’ della gara di ritorno.

La crescita del calcio femminile passa anche da imprese come queste e da grandi risultati ottenuti fuori dai campi. La nomina di Sara Gama a Vice Presidente dell’AIC pone una donna ai vertici di un’organizzazione calcistica che tutela chi gioca a calcio, dimostrando che un passo avanti verso il superamento degli stereotipi è stato fatto, perché la lotta per i diritti degli atleti non può e non deve avere distinzioni di genere.

E proprio allo scadere il 2020 ha regalato un’altra emozione, un risultato storico per il nostro calcio: Barbara Bonansea è la prima donna inserita nella TOP 11 della FIFA. Un traguardo importante per la giocatrice della Juventus ma anche per tutto il movimento calcistico italiano perché i voti sono arrivati dalle calciatrici di tutto il mondo, a conferma di come il nostro campionato ormai sia seguito anche all’estero, una possibilità in più di vedere in futuro top player sui campi della nostra Serie A.

Credit Photo: Andrea Amato

Atletico Madrid superstar del mercato

Rasheedat Ajibade - Atlético Madrid
Rasheedat Ajibade - Atlético Madrid

L’Atlético Madrid mostra la sua forza sul mercato con 3 acquisti fondamentali per la stagione delle colchoneras. Due ottimi rinforzi per l’attacco e uno per il centrocampo. Tutte giocatrici internazionali e con prospettiva. L’Atlético pesca dal campionato norvegese con la goleador Njoya Ajara, camerunense, che firma fino al 30 giugno del 2022. La capocannoniera della Toppserien, il campionato norvegese, 27 anni, accompagnerà Ludmila al centro dell’attacco. Dopo aver giocato nella NWSL negli USA e nel campionato svedese, Njoya ha disputato anche le Olimpiadi di Londra del 2012 e i Mondiali in Canada nel 2015 e in Francia nel 2019. Attaccante con grande forza fisica, dichiara subito ad As che il suo posto preferito è da numero 9 ma può giocare anche dietro le punte. Da subito si dichiara contenta di essere arrivata in un grande club e vuole vincere, come “fanno tutti i camerunensi, che mai si danno per vinti” dichiara Njoya.
Sempre per l’attacco ecco la nigeriana Rasheedat Ajibade, in arrivo sempre dal campionato norvegese, dalla squadra dell’Avaldsnes con cui ha segnato 7 reti quest’anno. Rasheedat ha 21 anni ed è tra le promesse africane del nuovo decennio. Si giocherà il posto proprio con l’altra nuova arrivata Njoya Ajara e con Toni Duggan che sta sostituendo Charlyn Corral, infortunata. Rasheedat è alta 1,60 m ma è molto veloce e forte fisicamente, può essere utilizzata anche come centrocampista offensivo se Ludmila e Deyna Castellanos vengono schierate come punte. Anche lei è molto contenta di essere arrivata all’Atlético Madrid, dopo essere stata votata nella top-10 del calcio africano nel 2017. Anche lei è internazionale con la maglia della Nigeria. La società in cui è cresciuta? L’FC Robo, la stessa squadra di Asisat Oshoala, calciatrice che è emersa in Spagna con la maglia del Barcellona.
Il terzo acquisto arriva addirittura dal PSG, capolista della Ligue1 francese, 25 anni, Aminata Diallo. La centrocampista francese si dichiara molto felice di arrivare all’Atlético Madrid. Il suo obiettivo? Recuperare palloni e costruire il gioco offensivo. Dal Guingamp, Aminata è arrivata al PSG nel 2016 dopo essersi conquistata spazio nella Nazionale francese.

Photocredit: Atlético Madrid Femenino, Twitter

Matilde Fuganti, Trento Calcio Femminile: “Il nostro obiettivo resta quello di migliorare”

Calcio In Rosa ha intervistato Matilde Fuganti, classe 1999, autentico jolly di reparto a disposizione del Trento, squadra militante nel girone B di serie C.

Fuganti è una calciatrice polivalente capace di ricoprire il ruolo di centrocampista centrale, mediano o interno sinistro. Cresciuta con i maschietti del Predaia, ha iniziato la carriera nel femminile nel Sud Tirol prima di approdare nella squadra gialloblù, dove sta disputando la quarta stagione di fila.

Ciao Matilde, un breve excursus delle tue esperienze pregresse in carriera

“Ho iniziato a 6 anni con i maschi nel Predaia, la squadra del mio paese e ci ho giocato fin quando ho potuto; a seguire sono passata nel femminile, dove ho fatto due stagioni nel Sudtirol Damen in particolare in under 19, facendo anche qualche presenza in Prima squadra, dove ho avuto l’occasione di fare l’esordio in serie A, poi sono tornata in terra trentina e ho disputato una stagione nell’Azzurra, prima di trasferirmi nel Trento in serie C dove sto disputando la mia quarta stagione consecutiva”.

Le persone più importanti che ti hanno sostenuto nel percorso

“Ci sono diverse persone che mi hanno fatto crescere ma la figura più importante è sicuramente mio padre che mi ha sempre seguito e sostenuto fin da piccola, un autentico punto di riferimento costante nella mia vita calcistica”.

Il campionato

“Abbiamo disputato quattro gare, perdendo all’esordio con il Cortefranca e vincendo le altre tre in programma; il nostro obiettivo resta quello di migliorare la posizione ottenuta nella passata stagione (quinto posto), puntando a rimanere nelle zone alte della classifica con la speranza di ambire chissà ad arrivare prime nel girone”.

L’attesa della ripartenza

“Una volta appresa la notizia della sospensione del torneo, abbiamo continuato le sedute di allenamento on line su piattaforma zoom per tre volte alla settimana (due sessioni di gruppo ed una individuale), provvedendo, negli ultimi giorni, alle rifiniture sul campo, in presenza, salvo poi interrompere nuovamente le attività per la neve; ci stiamo preparando al meglio per il ritorno in campo, ci manca giocare la Domenica, siamo a corto di preparazione sulle gambe e nel fiato, si sente molto la mancanza del ritmo partita”.

Il calendario

“E’ un’iniziativa benefica che stiamo portando avanti ogni anno, variando il tema proposto nel calendario; nella passata stagione abbiamo voluto promuovere la corretta alimentazione mentre quest’anno abbiamo incentrato l’iniziativa sul significato dell’esultanza, un gesto liberatorio di soddisfazione e di gioia, anche se inizialmente si era proposto di valorizzare la città di Trento ma causa Covid i programmi sono stati cambiati”.

Photo Credit: Calcio In Rosa / Trento Calcio Femminile

Errori e sfortuna: il Cesena vince 3 – 1

Il Tavagnacco va sotto, pareggia e poi subisce una rete discussa su palla inattiva. Nella ripresa le gialloblù ci provano, prendono tre legni e subiscono il terzo gol da fuori area.

L’inizio di 2021 è all’insegna di una sconfitta immeritata per il Tavagnacco, vince il Cesena 3-1 nel recupero della settima giornata. Resta il rammarico per una sfida giocata alla pari, con qualche errore, ma molta sfortuna.

L’inizio è buono. Le gialloblù si fanno vedere in avanti con l’inserimento di Grosso che tenta il pallonetto, ma è brava Pignagnoli a intercettare e sfuma così una grossa opportunità per il vantaggio. Gara piena di capovolgimenti di fronte, le romagnole sono pericolose al 7’ con una incursione sulla sinistra di Porcarelli su cui Beretta compie un vero e proprio miracolo in uscita respingendo il tiro a botta sicura. Il duello tra le due prosegue qualche minuto dopo con l’estremo difensore gialloblù che respinge un altro destro della numero 14 bianconera. Ci prova Caneo dalla distanza, ma la sua conclusione termina alta di poco al quarto d’ora. E’ il 18’ quando le friulane si conquistano un corner; sul traversone di Grosso, stacca di testa Ferin, la palla scheggia il palo e si spegne sul fondo.

Al 27’ un disimpegno sbagliato di Veritti da la possibilità a Porcarelli di calciare in porta per il vantaggio romagnolo: è 1-0. Il Tavagnacco reagisce e un minuto dopo pareggia. Si riscatta la stessa Veritti che indovina il pertugio corretto per mandare in porta Caterina Ferin che è fredda davanti a Pignagnoli e segna di destro l’1-1. Controreazione ospite. Il Cesena con uno schema su calcio d’angolo impegna Beretta che si rifugia nuovamente in corner. Sugli sviluppi, il portiere friulano subisce fallo non visto dal direttore di gara e Petralia spinge il rete per l’1-2 ospite al 31’. L’allenatrice Chiara Orlando protesta e viene espulsa; le ragazze restano sotto la direzione di Andrea Tosolini. Il Tavagnacco, nervoso per l’ingiustizia subita, reagisce, ma è ancora fermato dalla sfortuna. Altro legno per le ragazze al 41’ su tiro-cross di Milan a portiere battuto.

Nella ripresa il Cesena mostra un atteggiamento più prudente lasciando l’iniziativa in mano al Tavagnacco. Le gialloblù ci provano con Devoto da fuori e poco più tardi con un calcio di punizione di Tuttino che finisce alto di poco. Gara più bloccata rispetto al primo tempo. Al 16’ Devoto si invola verso la porta avversaria e da posizione defilata, fa partire un destro violento che centra la traversa. E’ l’ennesimo segnale che non è giornata. Il Tavagnacco cerca il 2-2 da fuori con Caneo, ma il suo destro termina a lato di poco al 72’. Cinque minuti dopo le romagnole trovano la terza rete con un tiro da fuori di Beleffi per il definitivo 1-3. Crollano qui le speranze di risultato positivo. Ci sarà l’opportunità di riscattarsi già fra tre giorni, mercoledì 6 nella trasferta sul campo del Cittadella.

TAVAGNACCO
Beretta, Toomey, Martinelli, Veritti (84’ Dieude), Milan (46’ Donda), Tuttino, Grosso (64’ Blasoni), Caneo (84’ Mariani), Devoto, Ferin, Gianesin (46’ Abouziane)
A disposizione: Nicola, Pozzecco, Liuzzi, Dimaggio
Allenatrice: Orlando

CESENA
Pignagnoli, Pavana, Carlini, Casadei, Costi (75’ Simei), Petralia (75’ Beleffi), Porcarelli (88’ Zani), Cuciniello, Georgiou, Pastore, Delfrancia (64’ Muntes De Oca Muno)
A disposizione: Pacini, Siboni, Damiano, Gallina, Paolini
Allenatore: Rossi
Marcatori: 27’ Porcarelli, 28’ Ferin, 31’ Petralia, 77’ Beleffi
Note: Arbitro Marini (sezione Portogruaro), Recupero 0’ e 5’, Espulsa Orlando per proteste, Ammonite Veritti, Pignagnoli.

Credit Photo: Upc Tavagnacco

Alain Conte: “Per San Marino è stato un anno storico. Ora speriamo di rivedere i tifosi”

Il 2020 per il San Marino Academy è stato un anno da ricordare, anzi un anno storico nonostante la pandemia che stiamo vivendo abbia tolto la gioia di poter viverlo con il proprio pubblico. Per tracciare un bilancio di questi ultimi 12 mesi e proiettarci verso il nuovo anno la redazione di Tuttomercatoweb.com ha parlato con il tecnico della squadra Alain Conte partendo alla storica promozione in Serie A arrivata dopo una lunga attesa: “Sicuramente la gioia di questo traguardo ci è stata un po’ provata per l’attesa del giudizio della FIGC e per non averlo conquistato sul campo. Noi avremmo voluto, ci credevamo per come si erano messe le cose, ma è stata comunque un’impresa visto che eravamo partiti con altri obiettivi essendo una neopromossa. Ma ripeto eravamo convinti di poter conquistare questa promozione sul campo. Si è trattata comunque di un’annata storica per noi, per San Marino e per il calcio sanmarinese visto che in appena 18 mesi siamo passati dalla Serie C alla Serie A e ora siamo la rappresentante di questo movimento che milita al livello più alto”.

Come avete vissuto la lunga attesa per la decisione della FIGC
“Male, anche se sapevamo che con tutte le classifiche possibili e immaginabili eravamo in vantaggio sulle rivali. A parità di gare giocate eravamo davanti così con le varie medie e coefficienti. Ma non c’è mai nulla di sicuro, c’erano tante altre squadre che ambivano a quel posto, anche con maggiore blasone rispetto a noi. Sapevamo di essere in vantaggio, ma abbiamo voluto aspettare a fare gli annunci e festeggiare finché non è arrivata la decisione definitiva, la liberazione c’è stata solo in quel momento, quando lo hanno annunciato. Conservo ancora lo screenshot di Sky che dava la notizia che eravamo in Serie A”.

L’inizio in Serie A è stato traumatico. E fin da subito sono arrivate anche critiche feroci nei vostri confronti
“Se vogliamo fare una cosa, la vogliamo fare bene. E così è arrivato il record negativo all’esordio (10-0 contro l’Empoli NdR). A parte gli scherzi questo inizio ci ha fatto bene, ci ha fatto subito capire quale realtà stavamo affrontando, dove eravamo arrivati e che dovevamo cambiare passo, lavorare diversamente e scendere in campo in un altro modo se volevamo evitare che il sogno si tramutasse in un incubo lungo 10 mesi. Ci siamo messi tutti a lavorare operando una rivoluzione tattica che ha iniziato a dare i suoi frutti, ma del resto passare dalla C alla A in pochi mesi non poteva essere indolore. Le critiche? Sono state ingenerose, ma ci hanno dato anche motivazione e morale. Le abbiamo tutte salvate e speriamo di rispondere a maggio a salvezza conquistata”.

Con la Florentia San Gimignano è arrivata la vostra prima vittoria, per di più in casa
“Possiamo dire che il risultato è stato bugiardo, perché nei primi 20 minuti loro ci hanno messo sotto, ma alla fine abbiamo conquistato i primi tre punti e farlo nello stadio di San Marino ha assunto un fascino particolare per l’importanza che riveste e perché è uno degli impianti migliori per il calcio femminile in Serie A. L’emozione è stata qualcosa di indescrivibile”.

Che effetto fa giocare e ospitare club blasonati come Juve, Milan o Fiorentina?
“Ci dispiace solo che il pubblico non possa assistere a queste gare, vedere da vicino le giocatrici di grande livello che vestono quelle maglie, ma è certamente un onore ospitarle e sfidarle. C’è orgoglio, ma anche difficoltà perché il nostro gruppo storico è formato da 11 calciatrici che vengono dalla Serie C e 14 dalla Serie B. Trovarsi di fronte calciatrici ammirate da tifose, viste fino a quest’anno solo in tv, non è facile mentalmente. Bisogna mettere da parte il tifo e le emozioni e scendere in campo consapevoli che ci siamo meritati di giocare contro di loro nello stesso campionato”.

Finora avete sempre fatto punti con le dirette concorrenti. È un aspetto che fa ben sperare per il girone di ritorno
“Questo è l’aspetto più prestigioso di questa prima parte di stagione, non solo per la classifica. Abbiamo vinto due scontri diretti, perché in quel momento la Florentia San Gimignano era una nostra diretta rivale, e questo ci fa ben sperare, ma la strada è ancora lunga e dobbiamo continuare così anche nel girone di ritorno. Se riusciremo a fare il nostro dovere gli otto punti attuali potranno essere molti di più a fine stagione”.

Cosa si aspetta dal 2021?
“Più che altro spero che la situazione possa migliorare e che verso fine anno si possano rivedere i tifosi allo stadio e avvicinarci alla normalità. Affrontare la Serie A in queste condizioni è difficilissimo, ci sono i protocolli sanitari da rispettare che sono molto rigidi specialmente per noi che abbiamo anche altri lavori. Io, il mio staff e diverse giocatrici non facciamo solo questo di mestiere, abbiamo quindi contatti esterni e questo rende ancora più difficile il tutto anche se stiamo attenti al 200% e la società fa altrettanto. A livello calcistico speriamo di conquistare questa salvezza che sarebbe come uno scudetto e rappresenterebbe l’impresa più grande degli ultimi tre anni, senza nulla togliere alla vittoria della Serie C o alla promozione di qualche mese fa. Sarebbe anche la base per costruire qualcosa di ancora più grande di quanto fatto in questi ultimi anni”.

Si aspetta anche il professionismo nel nuovo anno?
“Aspetto questa legge, ma sopratutto spero che sia scritta bene e vada incontro alle necessità di tutte le calciatrici e le società. Al momento non è pensabile in certe realtà vivere solo di calcio, perché quello che si prende è poco più di un rimborso spese e per questo non si può lasciare un lavoro per magari giocare pochi anni in Serie A e non avere poi più nulla una volta finita la carriera. Serve un salario minimo che dia la possibilità di dedicarsi a questo sport totalmente. Così come serve dare a tutte le società la possibilità di competere a certi livelli anche se non collegate ai club maschili. Ecco in questo caso sarei disposto anche ad aspettare un anno in più affinché la legge sia la migliore possibile e tuteli tutti e tutte nel migliore dei modi”.

Credit Photo: Marco Montrone 

Poker del Pomigliano che vola in testa insieme alla Riozzese Como, successo del Cesena sul Tavagnacco

I tre recuperi della 6ª e della 7ª giornata del campionato di Serie B se li aggiudicano Pomigliano, Riozzese Como e Cesena. Le campane, che superano 4-0 il Perugia grazie alla doppietta di Moraca e alle reti di Pinna e Manno, agganciano la Riozzese Como – che ha disputato una gara in più rispetto alle rivali – al primo posto in classifica a quota 23 punti.

Match in discesa per il Pomigliano, che sbloccano la sfida in avvio e consolidano lo score nella ripresa. Stesso discorso per la Riozzese Como: le ragazze allenate da Paolo Wergifker indirizzano il match fin dall’inizio e ipotecano la vittoria già al 20’ grazie alle reti di Ferrario, che si ripeterà nel secondo tempo, e Vivirito.

Il Cesena invece, grazie al 3-1 sul campo del Tavagnacco firmato da Porcarelli, Petralia e Beleffi, balza al terzo posto nel torneo cadetto a 18 punti, superando proprio le friulane e la Lazio, ferme a 17 ma con diverse gare ancora da recuperare. Le romagnole passano al 27’ con Porcarelli, Ferin pareggia un minuto dopo ma l’1-1 è illusorio e le ospiti si aggiudicano la terza vittoria in trasferta dall’inizio della competizione.

Risultati dei recuperi della 6ª e della 7ª giornata di Serie B Femminile

Pomigliano – Perugia 4-0
2’ Pinna (P), 5’ Moraca (P), 55’ Moraca (P), 78’ Manno (P)

Tavagnacco – Cesena 1-3
27’ Porcarelli (C), 28’ Ferin (T), 31’ Petralia (C), 77’ Beleffi (C)

Riozzese Como-Chievo Verona 3-0
10′ Ferraio (R), 20′ Vivirito (R), 55′ Ferrario (R)

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Oggi su Sky la presentazione delle semifinali. In collegamento una calciatrice per squadra

Juve e Fiorentina, che si sono contese il titolo nelle ultime due edizioni della competizione, ottenendo una vittoria per parte, quest’anno – in virtù del nuovo format, pensato per la sola stagione sportiva 2020-21, che prevede lo svolgimento della Final Four al posto della tradizionale gara unica – dovranno fare i conti con altre due temibili avversarie, intenzionate a conquistare il primo trofeo della loro storia (a livello di prima squadra) interrompendo così una striscia lunga 4 anni di successi che portano la firma esclusiva del club bianconero e di quello viola.

Mancano ormai solo tre giorni al calcio d’inizio delle semifinali, ma sipario sull’evento che metterà in palio il primo titolo del 2021 si alzerà in anticipo: domani alle 12.30 su Sky Sport 24 andrà infatti in onda la presentazione – visibile anche sulla piattaforma TIMVISION – della ventiquattresima edizione della Supercoppa.

Durante la trasmissione, che sarà condotta da Mario Giunta con la presenza in studio del giornalista Giancarlo Padovan, si collegheranno dai rispettivi ritiri anche quattro calciatrici, una per squadra. Tutte insieme per raccontare le sensazioni della vigilia e per fare gli auguri di buon anno ai tifosi e a tutti gli appassionati di calcio femminile.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

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