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Mallory Pugh e Sarah Killion Woldmoe firmano con Chicago Red Stars

Il Chicago Red Stars ha acquistato l’attaccante Mallory Pugh e la centrocampista Sarah Killion Woldmoe. Inoltre gli accordi prevedono la cessione della quarta e dell’ottava selezione assoluta nel Draft NWSL 2021, una scelta condizionale del primo turno nel Draft NWSL 2022 e uno slot internazionale per il 2021 e 2022 per lo Sky Blue FC, squadra da cui provengono i due nuovi acquisti.

“Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Mallory e Sarah nella famiglia dei Chicago Red Stars”, ha dichiarato Rory Dames, coach delle Chicago Red Stars. “Sono entrambe giocatrici di talento ed esperte come carattere. Sono fiducioso che si adatteranno bene al gruppo e aiuteranno la nostra continua evoluzione”.

A 22 anni, Pugh ha collezionato 63 presenze con la Nazionale Femminile degli Stati Uniti, con 13 gol e 17 assist per il suo paese. Nel 2016 è diventata la più giovane giocatrice a segnare per gli Stati Uniti all’età di 17 anni. Inoltre, ha fatto parte della squadra vincitrice della FIFA Women’s World Cup 2019 in Francia.

“Sono incredibilmente eccitata per l’opportunità di giocare per i Chicago Red Stars”, ha detto Pugh. “La squadra ha così tante grandi giocatrici, incluse alcuni delle mie compagne di squadra USWNT, e non vedo l’ora di unirmi a loro e lavorare sodo per aiutare il club a portare a casa un campionato. Un enorme ringraziamento alla proprietà e all’allenatore Rory Dames per aver reso possibile tutto questo. Ci vediamo presto a Windy City”.

Woldmoe è stata selezionata come secondo assoluto dallo Sky Blue FC nel Draft NWSL 2015. Ha collezionato 116 presenze in NWSL e 11 gol. È stata membro della FIFA Women’s World Cup Under-20.

“Sono così entusiasta di far parte dei Chicago Red Stars”, ha detto Woldmoe. “Ho sempre ammirato lo stile del calcio e il talento di livello mondiale in questa squadra. Non vedo l’ora di essere in un ambiente di allenamento con loro ogni giorno. Voglio ringraziare Chicago per questa opportunità e non vedo l’ora di conoscere la città e i fan. Let’s go Red Stars!

Credit Photo: https://chicagoredstars.com/

Katja Schroffenegger, Fiorentina Women’s: “Per ringraziarvi sarei felice di regalarvi una sorpresa che arriva direttamente dal match Italia-Danimarca”

Il portiere della Fiorentina Women’s e della Nazionale Italiana Katja Schroffenegger in concomitanza delle feste natalizie ha voluto ringraziare sui social i suoi numerosi follower lanciando una sorta di concorso che premierà con un cimelio proveniente dalla gara di qualificazione tra Italia e Danimarca.
“Quest’anno mi avete fatto sentire moltissimo il vostro affetto, che si sia trattato di Club o di Nazionale, il vostro calore mi ha supportato tanto.

Per ringraziarvi sarei felice di regalarvi una sorpresa che arriva direttamente dal match Italia-Danimarca!
Cosa devi fare?
Commenta questa foto con una sola parola,
la parola che rappresenta meglio le tue feste di Natale e se vuoi spiegala brevemente Sceglierò il commento più bello!
La mia parola del Natale è ‘fonduta’… non è una parola natalizia ma è quella che descrive meglio il mio Natale, mi ricorda la sera della Vigilia finché passiamo ore a mangiare e chiacchierare tutti insieme!”

Credit Photo:Pagina Instagram Katja Schroffenegger

Statistiche Lazio: una vetta molto vicina con il miglior attacco di Serie B

La Lazio Women ha concluso il girone di andata della Serie B Femminile in terza posizione con 17 punti. Ma da considerare è che la squadra di Seleman ha ben tre partite in meno rispetto alla capolista Como Women che ha 20 punti e alla seconda in classifica Pomigliano che invece ha 20 punti ma una partita in più rispetto alle biancocelesti. Sicuramente i vari recuperi del 2021 contro Chievo Verone, Ravenna Woman e Roma Calcio Femminile potranno creare scenari differenti su chi sarà la capolista.

In questo girone di andata, la Lazio ha realizzato 10 punti in casa e 7 in trasferta, conquistando così 4 vittorie, 5 pareggi e nessuna sconfitta.

I goal segnati sono ben 30. Il ciò rende la squadra biancoceleste quella con il miglior attacco di tutto il campionato di Serie B. Miglior marcatrice della squadra è Martin con 9 reti che equivalgono quasi al 35% dei goal realizzati. Invece, i goal subiti sono 12 che porta così la differenza reti a +18.

I minuti di recupero del secondo tempo, ovvero nella fascia 90′-95′ minuto sono il momento saliente della squadra per realizzare goal. Difatti, vi sono ben 6 reti realizzare in questo intervallo di tempo.

Sommario
Punti: 17 (casa 10, fuori casa 7)
Risultati: 4 vittorie, 5 pareggi, 0 sconfitte
Goal realizzati: 30 (casa 12, fuori casa 18)
Goal subiti: 12 (casa 9, fuori casa 3)
Capocannoniere: 9 goal – Martin
Risultati consecutivi: 1 vittoria, 3 pareggi
Posizione in classifica: 3/14 (con 2 partite in meno)

I momenti più importanti del calcio spagnolo nel 2020

Calciatrici, sindacati e club di calcio femminile al Congreso de los Diputados
Calciatrici, sindacati e club di calcio femminile al Congreso de los Diputados

Il 2020 è stato un anno importantissimo per il calcio spagnolo.
Ecco i 5 momenti identificati da As come i più importanti per l’anno appena trascorso.

1) La firma dell’accordo collettivo nel calcio femminile spagnolo
La grande notizia con cui è iniziato l’anno è la firma del primo accordo collettivo nel calcio femminile spagnolo, 17 mesi dopo le prime trattative. Hanno partecipato l’AFE, Associazione delle calciatrici spagnole, Futbolistas ON e l’Associazione dei Club di Calcio Femminile (ACFF). Al Congresso dei Deputati sono arrivate le calciatrici, i sindacati, i club e ovviamente i rappresentanti dei partiti politici. L’accordo apriva il passo alla professionalizzazione dal campionato 2021-22.

2) La Primera Iberdrola viene sospesa a 8 giornate dalla fine
A causa del Covid 19 la Primera Iberdrola è stata sospesa a 8 giornate dalla fine. Dopo settimane di tira e molla la RFEF decise di sospendere il campionato con il Barcellona come campionessa della Primera Iberdrola e Atlético Madrid in Women’s Champions League. Nessuna squadra scese nella Serie B spagnola, la Reto Iberdrola che ha promosso invece Santa Teresa ed Eibar.

3) Il Barcellona vince il campionato
Altra vittoria nella Primera Iberdrola per il Barcellona con 9 punti di vantaggio sull’Atlético Madrid. Vittoria anche nella Supercoppa spagnola e semifinali nella Women’s Champions League sconfitta dal Wolfsburg. Nella Coppa della Reina si giocherà la finale contro il Logroño che dovrebbe essere disputata il 12 febbraio 2021. Anche nell’attuale campionato il Barça è primo con 3 partite da recuperare e il record d’imbattibilità della porta che è durato tante giornate fermandosi a 961 minuti.

4) La final 8 della Women’s Champions League nel Paese Basco
La fase finale della Women’s Champions League si è disputata in agosto a Bilbao e a San Sebastián. Barça e Atletico Madrid si sono scontrate nei quarti con la vittoria delle catalane. Il Wolfsburg poi ha eliminato il Barcellona in semifinale perdendo a sua volta con il Lyon alla settima vittoria nella massima competizione continentale.

5) La prima stagione del Real Madrid Femminile
Il Real Madrid ha iniziato il suo sogno reale. Con grandi acquisti come Marta Cardona, Misa, Corredera, Maite Oroz, Teresa Abelleira e Olga Carmona, il Real Madrid si è dimostrata all’altezza di competere per la Women’s Champions League. L’esordio è stato difficile contro il Barcellona perso per 4-0 e anche la sconfitta contro l’Atlético non è stata difficile da digerire. Il 2020 è stato chiuso dalle blancas al secondo posto e la presenza nella Primera Iberdrola ha migliorato il livello di questa importante competizione.

Photocredit: David Castro, El Periodico

Il calcio femminile italiano è la proteina della femminilità

“Nella nostra società non ci sono dubbi sul valore delle donne, ma le donne devono prendersi quegli spazi che sono sempre stati tradizionalmente più maschili, come lo sport o le materie scientifiche”. Queste le parole con cui esordisce Cristiana Capotondi, famosa attrice Romana a capo della delegazione Nazionale Femminile, in una intervista rilasciata al settimanale Grazia.
“Credo molto nella lotta delle calciatrici italiane per diventare professioniste. Ma le ammiro anche da un punto di vista sociale: le considero delle rivoluzionarie pacifiche”.

L’amore vince tutto, sostiene con fervore la quarant’enne, -e prosegue- “Stanno imponendo un’immagine di donna che mi piace molto, svincolata dalla sensualità e dall’avvenenza: usano il corpo per giocare e lo fanno grazie alla loro determinazione, che nasce dalla loro volontà di realizzare un sogno. Hanno fatto fatica ad arrivare dove sono. Avvicinarsi al calcio da bambine, giocare talvolta con i maschi, essere sempre prese in giro, le ha costrette ad affrontare momenti difficili che le ha rese intelligenti e forti”.

Nel cammino che sta per portare il Calcio Femminile Italiano al professionismo sono molte le donne che esprimono il loro parere sulle quote rosa e sulla femminilità nel mondo del pallone. Un parere che l’attrice esprime in prima persona ma sopra tutto si evidenzia molto nei suoi film o fiction televisive. Sono un’opportunità -dichiara-, ma a lungo termine possono essere controproducenti. Hanno gli strumenti per farlo. Perché la “proteina della femminilità”, cioè l’accoglienza, l’ascolto, la capacità di pacificazione, sono utili in ogni ambito. Accade anche nella politica e non mi ha stupito che durante la pandemia i Paesi guidati da leader donne abbiano reagito meglio all’emergenza.

Sono le “proteine della femminilità” che hanno spinto le donne dell’Islam alla rivoluzione pacifica, come descritto sulla sua ultima pubblicazione da Lilli Gruber, queste figlie e donne musulmane con tenacia e pazienza hanno ottenuto con il tempo la loro indipendenza nella vita sociale. Il Calcio femminile Italiano non deve essere visto come la rivoluzione dell’islam ma certamente crea un equilibrio sociale di un cambiamento epocale a tutto il nostro sistema che da anni divide il rettangolo verde. Occorre ammirare le donne che portano avanti queste forme di rispetto e pari opportunità, questo è solamente l’inizio di un cambiamento silenzioso, ma evidentemente necessario.

Dna da bomber, all’ombra della Madunina il CR7 in rosa è Gloria Marinelli

Dopo aver trascorso il Natale e San Silvestro ed un inizio di Capodanno in famiglia, è ripartita alla volta di Milano. L’agnonese Gloria Marinelli, attaccante e all’occorrenza centrocampista esterna offensiva dell’Inter, è pronta a proiettarsi sulla ripresa delle ostilità nella massima serie in rosa che, tra due settimane, proporrà l’ultimo match del girone d’andata e, per le nerazzurre, la sfida interna contro la leader Juventus, formazione sinora imbattuta.

Alla terza stagione con le nerazzurre, la figlia d’arte non smette mai di ricordare però come «la mia carriera è partita da molto piccolina. Sono andata via di casa a soli quattordici anni e mezzo grazie a mia sorella, la mia sorella maggiore che mi ha accompagnato lontano dal mio paesino, Agnone. È stato difficile, ma io credo che, col tempo, i sacrifici vengono sempre ripagati e così, dopo un percorso lungo e pieno di ostacoli, andando via dalla comfort zone e ritrovandosi in mezzo a persone diverse ed una mentalità differente, ci sono sempre delle difficoltà, però poi alla fine arrivano i risultati e sono molto felice di essere arrivata adesso a giocare in serie A con l’Inter, ma ho obiettivi molto più grandi che, piano piano, riuscirò a conquistare, sperando di essere sempre più professionale e credendo nei mei sogni».

Un pilastro – anche da un punto di vista tecnico – per la Marinelli è il papà Mauro, ex bomber e bandiera dell’Olympia Agnonese: «Lui – discetta – è il mio primo tifoso ed è sempre un mio allenatore. Nei giorni in cui sono stata ad Agnone, libera da impegni, durante gli allenamenti mattutini veniva con me, mi aiutava, mi prendeva i tempi, ma dove ringraziare tutta la mia famiglia, le mie sorelle, che sono fan numero uno, supportandomi e sopportandomi ogni giorno, perché il mio non è un carattere molto facile, ma sono contenta e li ringrazierò per tutta la vita perché la famiglia è il primo universo e ti consente di fare un ‘passo avanti’».

A proposito di carattere, Marinelli specifica come «penso di avere un carattere molto forte, che è dato dal fatto che io sia andata via presto di casa dovendo affrontare persone difficili sin da quattordici anni. Da questi eventi, però, ho capito tanto. Ho inteso cosa vuol dire fare un sacrificio, aiutare una compagna e quindi, anche per questo, pretendo tanto dalle mie compagne ed anche per questo voglio sempre di più da me stessa e dalle mie compagne. Del resto, in uno sport di squadra come il calcio c’è bisogno dell’insieme: se una va, anche le altre si esprimono al meglio. Un team calcistico è come un’orchestra. Se uno strumento non funziona, non funziona niente. Ed è proprio per questo che pretendo tanto da me e dalle mie compagne cui voglio tanto bene».

Un aspetto, quello dell’insieme, che per certi versi si è ancora più rafforzato nell’epoca della pandemia, che ha caratterizzato con forza il 2020 da poco concluso. Tornando sul primo periodo e sul lockdown, Marinelli non può non ricordare come «per fortuna sono riuscita a scappare da Milano e restare ad Agnone. A marzo, prima del lockdown totale, sono riuscita a rientrare nella mia residenza. Mi sono dovuta fare quindici giorni di quarantena, li ho fatti da sola in un locale completamente privato. Dopo quelle due settimane ho sofferto tanto perché mi mancava la mia vita, che è piena di sport, di calcio, di università, di amicizie. Ho avuto un periodo in cui ero un po’ giù perché mi mancava l’energia della mia vita, però ho poi colto l’aspetto positivo ossia il riuscire a stare con la mia famiglia finalmente, essendo andata via di casa molto presto e sono così riuscita a passare tantissimi giorni con loro tra allenamenti, studio, partite a carte in casa con le mie due sorelle, papà e mamma. È stato difficile, ma allo stesso tempo costruttivo perché mi ha fatto capire ancora quanto io voglia giocare a calcio, stare in mezzo alle persone, alle mie compagne ed allenarmi, allenarmi cioè tutti i giorni con loro perché, poi, alla fine, la differenza è stata non il non allenarsi, perché comunque mi tenevo attiva tutti i giorni, ma quando si fatica, mi piace farlo assieme alle mie compagne col sostengo di un preparatore atletico o dello stesso mister. Invece, allenarmi da sola correndo su un tapis roulant oppure fare forza con i pesi realizzati in casa mi ha fatto un po’ soffrire, ma mi ha fatto comprendere contemporaneamente quanto ci tenga a stare in gruppo, a sudare cioè assieme alla mia squadra».

Impegnata anche con la nazionale oltre con il club, in azzurro – ai Mondiali under 17 nel 2014 – Marinelli serba uno dei ricordi più belli, quello dell’esperienza in Costa Rica culminata con un bronzo finale e con, nel ruolino personale, due reti, di cui un gol da favola proprio alle padrone di casa.

«Quella è stata la rete più bella della mia carriera e da lì sono poi salita col gruppo Under 19, con quello under 23 ed ho avuto anche le mie convocazioni con la formazione ‘A’ (la selezione maggiore, ndr) in quest’ultimo anno e mezzo (con un’esperienza, tra l’altro, anche alle Universiadi, ndr). È stupendo essere in azzurro. Peraltro, cantare l’inno è il momento più emozionante e più bello perché in quel momento stai rappresentando la tua nazione. E così anche fare un gol per la tua patria, portare in alto il tuo sport, ha sempre un peso maggiore e quindi anche questa realizzazione ha finito con l’incorniciare tutto il percorso fatto sin da bambina ed è stato bellissimo vivere quel momento. Non lo dimenticherò mai e rimarrà sempre nel mio cuore. Anche le compagne, alcune delle quali non vedo non più, comunque fanno parte di me e continuiamo a sentirci ed è proprio per questo che mi piace il calcio perché è uno sport d’insieme ed occorre completarsi l’una con l’altra».

Addicted all’antico 11, da quando è a Milano Marinelli è passata al 7, tanto da essere etichettata in questa stagione come GM7. Un cambio di fronte figlio – spiega la diretta interessata – di «un errore».

«Il sette mi è stato assegnato per sbaglio. Io avevo l’undici e non si poteva toccare. Due stagioni fa – racconta – mi è stato dato il sette per un errore di stampa e, infatti, parlando con il magazziniere, dicevo: “Per favore ridatemi l’undici perché ho bisogno del mio numero”. Poi, però, giocando con il sette, in tre-quattro partite ho iniziato a segnare e fare buone prestazioni. E, alla fine, il magazziniere mi ha detto: “Ma sei sicura che vuoi cambiare numero?”. Al che gli ho risposto: “Sai cosa c’è, lasciamo il sette per questa stagione e poi vedremo”. Ed ho dato poi vita ad una stagione magnifica. La mia squadra è stata promossa dalla serie B alla A e, inoltre, sono stata il capocannoniere della stagione, oltre che del raggruppamento, con ventisei reti». Realizzazioni che, invece, nell’attuale torneo assommano «tra Coppa Italia e campionato ad otto».

Proiettandosi, poi, sul prossimo match contro la Juventus, Marinelli spiega che «di fronte avremo una squadra fortissima, da cui dovremo rubare tutte le situazioni belle. Ma senz’altro le affronteremo a viso aperta e senza paura».

Nel merito, poi, della differenzazione tra maschile e femminile, la giocatrice agnonese argomenta: «Come caratteristiche, ad esempio, nella nostra omologa squadra maschile mi piace Lukaku perché è grande ed altruista, servendo assist per i compagni e preferendo questo magari al gol. È un dettaglio che adoro ancor di più mentalmente oltre che sotto l’aspetto fisico in cui è devastante. Ed è qui che c’è la differenza tra uomo e donna. Delle caratteristiche anatomiche differente: una prestanza maggiore, in uno scatto, in uno spalla contro spalla, noi non potremmo mai competere con ragazzi della nostra stessa età. Infatti, quando facciamo delle amichevoli, le facciamo con ragazzi, ma più piccoli, e quell’allenamento è solo fisico perché ci serve a correre e mettere davanti la furbizia. Senz’altro da loro dobbiamo rubare qualcosa, ma ci sono aspetti fisiologici impossibili da cambiare. Noi, però, come calcio femminile stiamo lottando tantissimo per cercare di diventare professioniste e lo faremo di qui alla prossima stagione ed avremo tutti i diritti e quanto abbiamo bisogno, qualche stimolo in più e magari anche un po’ di pubblicità in più, perché, secondo me, il calcio femminile è uno sport bellissimo fatto soprattutto di passione e non di soldi. Davvero i nostri rimborsi sono marginali. Per questo ci differenziamo perché giochiamo effettivamente a calcio».

Proprio in tema di riconoscimento dei diritti, tra l’altro, Marinelli spiega «che questa è stata una lotta lunga e molto faticosa portata avanti dalle giocatrici un po’ più ‘anziane’ perché si sono messe a combattere proprio per ottenere i diritti, le cautele che non abbiamo mai avuto e questo, secondo me, è fondamentale. Per quanto riguarda la visibilità, poi, è fondamentale che un po’ di gare siano trasmesse in televisione perché, proprio come hanno fatto vedere le ragazze che sono andate ai Mondiali quest’estate, hanno dimostrato quanto vale il calcio femminile e quanto siamo brave. Le caratteristiche fisiche, ovviamente, sono diverse: non si vedrà mai un calcio velocissimo, però è calcio e io ci metto la faccia e la pelle tutti i giorni per lottare contro tutte le discriminazioni che ci sono anche adesso, perché l’ignoranza è purtroppo questa, ma noi lottiamo, perché tante, come me, hanno fatto sacrifici nella loro vita ed andiamo oltre questi che sono a tutti gli effetti dei pregiudizi e, personalmente, continuerò a farlo finché il fisico me lo permetterà. Ci sono dei commenti sui social che, a volte, fanno rimanere male: ad esempio il portiere quanto è basso, oppure abbassate le porte o ancora rimpicciolite il campo. Sono dei commenti che non voglio sentire più e farò, faremo in modo, noi calciatrici di far cambiare idea a queste persone».

Relativamente al suo rapporto col Molise, poi, Marinelli con fierezza rivendica le proprie origini: «Ovviamente, avrei preferito in regione se ci fosse stata una squadra di un certo livello, dato che, purtroppo, non c’era nulla quando avevo quattordici anni e mezzo sono stata costretta a scegliere se lasciare il calcio o se andare via. Ho deciso di andare via, ovviamente, perché dovevo provarci per forza. Adesso, per fortuna, dico che le cose sono andate bene, sono felice, anche se ne ho passate tante, tanti sacrifici, tanti pianti, tanti alti e bassi, ma ora come ora sono felice e rifarei questa scelta altre mille volte. Poi, per quanto riguarda i pregiudizi, io mi inalbero tantissimo su questo discorso quando mi dicono “ah, sei molisana, allora esiste”. Non vuol dire che non si possano tirare fuori talenti da una regione più piccola. Abbiamo anche noi due gambe, due braccia e magari siamo anche più simpatici e mangiamo meglio. Infatti ho portato da noi, nel mio piccolo paese, delle persone importanti che vengono dal Nord rimaste a bocca aperta dai nostri territori e da quanto abbiamo, nonché dal calore che riserviamo alle persone. Infatti, adesso, nessuno si permetterebbe mai di fare un commento sulla mia regione perché sanno che mi innervosisco tanto. Le persone non possono parlare prima di conoscere».

Quanto, poi, al rapporto coi social: «A me piace starci, sono sincera, anche se non è la priorità. Ma avere un’immagine adesso è fondamentale per farsi conoscere un po’ in giro e per farti guardare anche da qualche sponsor che vuole contattarti».

Peraltro, a proposito di testimonial, Marinelli è stata scelta, nella passata stagione, dall’Inter per la campagna abbonamenti: «Sono stata fortunata ad essere stata designata ed ho avuto anche l’opportunità di conoscere anche qualche calciatore che è stato molto cortese con noi ragazze chiedendoci come andavano le cose. Lo sport è bello perché si conoscono persone belle, ma anche persone ‘brutte’ e questo serve da esperienza e ti fa capire chi vuoi essere e con chi vuoi stare o non vuoi stare».

Laddove – tra le persone con cui si vuol stare – ci sono senza dubbio gli amici «quei pochi e buoni che ci sono da sempre sia lontani, ad Agnone, che vicini a Milano. Sono fortunata, in questo senso, perché ho capito sin da subito chi c’è da vero e chi no».

Credit photo: Fabio Vanzi

The 30 best female footballer of the world 2020: Jennifer Hermoso

Seppur un anno da dimenticare, il 2020 ha dato spazio ai grandi talenti mondiali che meritano di essere celebrate. I campionati che sono stati interrotti e conclusi hanno rovinato l’atmosfera, ma non hanno perso l’occasione di dare spettacolo. Nonostante ciò, le assenze da questa speciale classifica sono molte e di grande spessore. Purtroppo per varie vicissitudini non potranno essere presenti Rapinoe (Covid), Morgan (gravidanza), Guagni (infortuni vari), Marta (Covid), Hegerberg (rottura crociato) e Lloyd (Covid). Hanno saltato gran parte della stagione, ma il loro talento rimane innegabile. Quindi vediamo insieme le migliori 30 giocatrici al mondo del 2020.  Al ventiduesimo  posto si trova Jennifer Hermoso.

La seconda spagnola presente in classifica dopo Torrejon è proprio l’attaccante delle Furie Rosse e del Barcellona. Giocatrice dalla carriera illustre, ha trovato la sua dimensione perfetta in Catalogna dove era già stata in passato. L’ultima stagione ha riservato particolari soddisfazioni per l’iberica che ha alzato il suo settimo campionato in carriera. 2021 che potrebbe essere ancora più piacevole con due finali da giocare già a gennaio tra la Copa de la Reina dell’ultima stagione e la Supercopa di quest’anno. In una squadra piena di superstar, la 30enne emerge per un fiuto del goal fuori dal normale che la certificano come una delle migliori interpreti del mondo. Basti pensare che nell’esperienza attuale con le blaugrana ha all’attivo più goal che presenze: mostruosa.

Come per la maschile, è impossibile non pensare alla Champions League dove la formazione è arrivata ad un passo dalla finale lo scorso anno. Le ragazze di Cortès non sono riuscite a scavalcare il muro eretto dal Wolfsburg futura medaglia d’argento. Però ogni anno è a sé ed Hermoso e compagne hanno iniziato l’attuale edizione della UWCL con un doppio poker rifilato al PSV. Le ambizioni e le aspettative sono delle migliori. Passando al capitolo nazionale, anche qui i presupposti fanno presagire per il meglio. Il movimento d’oltre Pirenei sta crescendo con una velocità mostruosa  e la qualificazione diretta ai prossimi Europei è ad un passo. Con ancora due partite da disputare, hanno gli stessi punti della Repubblica Ceca capolista. La prossima manifestazione sarà quella della consacrazione per la selezione di Jorge Vilda.

Il 2020 di Jennifer Hermoso liofilizzato:
Primera Iberdrola: 17 goal in 14 partite
Copa de la Reina: 1 goal in 2 partite
Supercopa Femenina: 1 partita
UWCL: 1 goal in 4 partite
SheBelieves Cup: 3 partite
Women’s EURO Qualification: 4 goal in 2 partite
Trofei: Primera Iberdrola

Speciale Nuovi Acquisti: San Marino, salvezza raggiungibile

Arrivati ad un turno dalla fine del girone d’andata, è il momento di tirare le prime somme. L’ultima sessione di mercato è stata ricca di colpi importanti e di caratura internazionale. In Italia sono approdate giocatrici da tutto il mondo che hanno innalzato il livello del nostro campionato. Ma come sono andate in questa prima parte di stagione? Oggi si continua con i nuovi acquisti del San Marino Academy.

La governance delle bianco azzurre ha portato avanti una  politica ben precisa puntando su qualche giovane senza tralasciare l’esperienza. L’obiettivo è ovviamente la salvezza che per il momento è ampiamente nelle corde della formazione di Conte. Possibile anche grazie ai nuovi acquisti del San Marino Academy.

Uno degli innesti più intriganti conclusi dalla dirigenza delle Titane è stato sicuramente quello di Azzurra Corazzi. L’ex Fiorentina è da sempre uno dei talenti più cristallini del nostro campionato, ma non ha mai avuto l’occasione giusta per emergere. All’ombra del Titano, sembra aver trovato la sua dimensione e la giusta dose di fiducia. Il mister l’ha schierata spesso sia davanti alla difesa che spostata leggermente più avanti dove ha dato buone risposte. Ottimo anche il rendimento di Shino Kunisawa, una delle più duttili della squadra. Nata come centrocampista, nel corso della stagione è stata adattata a diversi ruoli specialmente difensivi. La giapponese arrivata dal Tavagnacco ha inoltre dimostrato grande leadership da veterana quale è.

Rimanendo in tema ex Tavagnacco, da non dimenticare è l’apporto di Millie Chandarana. L’inglese è risultata più volte essenziale per le manovre offensive di Barbieri e compagne. Con la sua agilità e velocità è stata una spina nel fianco per le difensori avversarie. Abile in entrambe le fasi, fa della lettura del gioco il suo forte attaccando quando serve senza forzare la giocata. Da una freccia all’altra, si passa a Karin Muya, anche lei con un passato da Sua Maestà. Già con la maglia dell’Orobica aveva fatto vedere grandi cose, ma con il San Marino ha dato il meglio di sé. Corre molto senza mai stancarsi e rimanendo sempre molto lucida sull’obiettivo. Bisognerebbe migliorare la freddezza sotto porta, ma a suon di cavalcate si è guadagnata la fiducia dell’allenatore e dei tifosi.

Attacco rinforzato anche grazie all’arrivo di Camilla Labate. L’esterno è risultata essenziale sia in attacco che in difesa sempre con grandi prove. Anche lei dal ruolo molto variabile usata specialmente alta a destra. Prova frequentemente il tiro a rientrare impensierendo la porta avversaria. Da non sottovalutare la sua corsa a perdifiato che le consente di recuperare da qualsiasi posizione. Discorso diverso per Fabiana Vecchione. Arrivata dopo una stagione pazzesca con il Pomigliano in C, non è riuscita ad esprimere tutto il suo talento. Vuoi per la nuova categoria, vuoi per la forte concorrenza in avanti, la classe 99 non è riuscita ad incidere quanto dovuto. Sicuramente nella seconda parte di stagione saprà dare il meglio di sé.

Altra giocatrice arrivata dal terzo livello italiano è Melissa Nozzi proveniente dal Bologna. L’ex rossoblu si è adattata subito bene alla massima serie dove è stata impegnata spesso come centrale di difesa. Nella retroguardia ha messo a disposizione solidità e capacità di impostare dal basso, caratteristiche fondamentali per il gioco di Conte. Aspetto che non è riuscita a dare Vyan Sampson. Approdata in Italia a settembre, ha già rescisso il contratto senza mai scendere in campo. Discorso simile avvenuto in estate con Vivien Beil, proveniente e ritornata al Napoli dopo appena un mese dall’ingaggio. Da segnalare l’arrivo ad inizio dicembre di Letizia Mussolino che ancora non ha avuto modo di dimostrare il proprio valore.

Unione Poliziana: le parole delle calciatrici Eugenia Martino e Noemi Mafucci

Una delle novità del campionato di Eccellenza toscana è l’Unione Poliziana. La squadra cara al presidente Massimo Bianconi, e al tecnico Silvia Municchi, è fresca infatti del salto dalla Promozione. Abbiamo raggiunto per conoscere meglio il team biancorosso, due dei perni presenti dallo scorso anno Noemi Mafucci, trequartista e capitano di Arezzo classe ’84, ed Eugenia Martino, dirigente ed attaccante romana classe ’86.

Come avete iniziato a giocare a calcio e quali esperienze avete maturato prima di questa stagione?
Noemi: “Ho iniziato all’età di 9 anni prima mi allenavo con i bambini di una società vicino casa poi sono passata all’Arezzo femminile a 12 anni. Ho giocato quindi 15 anni nell’Arezzo e 7 anni nella Virtus Chianciano”.
Eugenia: “Ho iniziato piccolissima al campetto sotto casa con gli amici di mio fratello poi a 12 anni sono andata alla Lazio femminile e ci sono rimasta fino ai 18. Dopodichè ho giocato nel Bologna, nel Cesenatico, Arezzo, Marsciano e poi ho fondato la Virtus Chianciano e sono stata lì 7 anni”.

Eugenia parte del vostro gruppo arriva dalle annate trascorse con la casacca del Chianciano. Come è iniziata la vita della vostra squadra?
“La Poliziana viene fuori dal trasferimento dell’intero blocco Virtus a Montepulciano essendoci stati negati gli accordi che avevamo da 7 anni e avendo trovato una società disponibile ad inglobarci in cui ci siamo trovate davvero bene”.

Noemi come è cambiato il vostro gruppo con il passare degli anni? Cosa ricordi delle tue prime stagioni con questo organico?
“All’inizio era un gruppo di giocatrici meno esperte. Man mano che il progetto Virtus si consolidava siamo riuscite ad attrarre giocatrici di livello, potendo così vincere il campionato di Serie D. Successivamente avendo raggiunto il terzo posto in Serie C siamo state ripescate in B, senza però poi accedere al campionato nazionale. Le prime stagioni erano sicuramente meno impegnative perché l’obiettivo era consolidare la realtà del calcio femminile a Chianciano”.

Eugenia chi porta avanti, tra staff tecnico e dirigenza, il progetto della vostra società nata poco più di un anno fa?
“Il progetto lo porto avanti io, in primis, in qualità di fondatrice della squadra con il grande supporto di Gabriele Cardia, Direttore generale e Antonio Poretti, dirigente al nostro seguito dall’inizio. Importantissima anche la nostra mister Municchi che ha sposato questo progetto da molti anni”.

Noemi lo scorso anno è stato il primo sotto la nuova gestione. Con quale spirito il nuovo gruppo è partito in questa nuova esperienza?
“Entusiaste di ricominciare dopo un anno di stop. Un po’ nostalgiche della vecchia maglia, ma dopo molti campionati era più che normale, nonostante questo ci siamo ambientate dopo poche partite nel nuovo stadio e con i nuovi colori”.

Eugenia come è andata la passata stagione per voi? Come avete vissuto lo stop dello scorso campionato?
“La stagione è andata più che bene, eravamo di sicuro la squadra favorita alla vittoria e a livello di esperienza più attrezzata per quel campionato. Ci è dispiaciuto non poter disputare le ultime gare e vincere sul campo ma siamo state prime in classifica dall’inizio”.

Noemi come è stato tornare ad allenarvi dopo tanto tempo in estate? Con quali obiettivi volevate affrontare questa annata?
“Fortunatamente la preparazione quest’anno è iniziata a ottobre, senza il caldo estivo. Volevamo affrontare quest’annata sicuramente ponendoci l’obiettivo dei primi tre posti, ma non abbiamo potuto disputare nemmeno una gara causa Covid”.

Eugenia come avete metabolizzato il nuovo stop? Come state continuando ad allenarvi? Quanto sperate in una pronta ripresa dei campionati?
“Speriamo indubbiamente in una pronta ripresa, proprio perché abbiamo avuto lo stop alla vigilia della prima partita ed eravamo preparate atleticamente e tatticamente. E’ stato brutto smettere così, cerchiamo di fare il nostro meglio per tenerci in forma ma lontano dal campo è sempre difficile”.

Noemi di che livello reputi il campionato di Eccellenza nella tua regione?
“Difficile dare una valutazione concreta, non avendo disputato in pratica alcuna partita non ancora. Inoltre sappiamo che molte società hanno fatto cambiamenti di rosa rispetto a quelli della passata stagione. Speriamo di partire presto per capire i reali valori”.

 

Vincenzo Picchi, Presidente Lumezzane: “Squadra femminile ambiziosa e competitiva. Vorrei vedere il salto di categoria”

Il Presidente del Lumezzane VGZ Vincenzo Picchi ha rilasciato un’intervista sui canali ufficiali della società per fare il punto della situazione sull’anno appena trascorso.

Sul settore femminile il numero uno valgobbino ha detto così: “Siamo molto contenti. Quest’anno abbiamo impostato una squadra ambiziosa capace di competere contro tutte le proprie avversarie. La prima partita di campionato resterà sicuramente nella storia della nostra Società non tanto per la vittoria, sicuramente importante, ma soprattutto perché la “Prima Squadra” femminile ha esordito allo Stadio “Tullio Saleri”. Anche il settore giovanile sta crescendo bene con numeri importanti e questo ci rende orgogliosi. Vogliamo continuare sulla strada intrapresa e far sì che molte altre ragazze possano appassionarsi al calcio ed entrare a far parte del progetto rossoblù“.

Sull’obiettivo stagione del Lumezzane maschile e femminile 2020/21 il presidente è categorico: “Vorrei che entrambe le “Prima Squadre” conquistassero il passaggio di categoria. Per quanto riguarda il settore giovanile, maschile e femminile, mi auguro che i giovani atleti rossoblù possano proseguire il loro percorso di crescita umana e che possano anche raggiungere qualche importante traguardo sportivo

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