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Calcio: Sbrollini (IV), con nomina Sara Gama finalmente si apre alle donne

“Lunedì sarà un giorno da ricordare per il mondo del calcio: sarà infatti ufficializzata la nomina di Sara Gama  a vicepresidente dell’Associazione italiana calciatori, la prima donna nella storia a ricoprire questo incarico. Lo sport più diffuso ed amato in Italia si apre finalmente alle donne”. Così la senatrice Daniela Sbrollini, responsabile sport di Italia Viva.
“Il professionismo femminile è un obiettivo ormai a portata di mano, le donne devono assumere nuovi importanti ruoli dirigenziali in un mondo come quello sportivo che le vede spessissimo protagoniste. Tanti passi avanti sono stati fatti negli ultimi anni, ma la nomina di Sara Gama è un risultato straordinario per chi come me combatte da sempre per affermare la parità di genere anche nello sport. Sono certa che grazie a questo traguardo raggiunto, potrà combattere con maggiore forza le sue battaglie per i diritti delle sportive” conclude Sbrollini.

Credit Photo: politicanews.it

Spagna-Moldavia 10-0 in attesa della sfida con la Polonia

Eva Navarro, Nazionale Spagnola calcio femminile
Eva Navarro, Nazionale Spagnola calcio femminile

La Spagna vince 10-0 con la Moldavia ed è vicina a conquistare il primo posto nel suo gruppo per la qualificazione a Euro 2022. La partita prevista domani contro la Polonia, decisiva per decretare il primo posto nel gruppo, è stata rinviata su richiesta delle ospiti.
Contro la Moldavia diverse novità nell’undici iniziale con Ona Battle, Pereira, Alexandri e Nakihari Garcia che partono dall’inizio. Aitana Bonmatì e Jenni Hermoso sono le grandi protagoniste del primo tempo con una doppietta a testa. La frazione finisce addirittura 6-0 per le iberiche con un’autorete e il goal di Mariona Caldentey. Nella ripresa spazio ai cambi ma la musica non cambia con le reti di Alexia Putellas, Patri Guijarro e Eva Navarro entrata nel secondo tempo al posto di Nakihari Garcia. Jenni Hermoso chiude con una tripletta per il 10-0 finale che posiziona la Spagna al primo posto del gruppo con 16 punti.
Subito dopo le iberiche ecco le polacche con 14 punti, segue la Repubblica Ceca a 13, poi la Moldavia a 3 e chiude l’Azerbaigian a 0. La Spagna ha anche una partita da recuperare contro le azere. Eva Navarro non ha potuto trattenere la propria gioia per il goal ma è dispiaciuta per l’assenza delle tifose che avrebbero potuto godere di questa magnifica prova della Spagna. Anche il ct Jorge Vilda dichiara che sono state superiori e che le sue ragazze avrebbero potuto segnare qualche altro goal. Insomma il ct ha costruito un’insaziabile macchina da guerra pronta per l’Europeo 2022.

Formazioni: 

Spagna: Lola; Alexandri (Guerrero, 77); Pereira, Batlle (Leila, 46’); Guijarro, Putellas, Bonmatí (Abelleira, 60’); Cardona, Hermoso, Caldentey (Eizagirre, 77’); Nahikari (Navarro, 60’).

Moldavia: Munteanu (Panova, 46’); Sivolobova, Cerescu, Musteata, Prisacari; Topal (Railean, 46’), Colesnicenco; Caraman (Maldavi, 88′), Chiper, Miltu; Tabur.

Credit photo: Eva Navarro, Instagram

Julia Simic, Milan: “Ho iniziato da bambina, i primi anni giocavo contro i ragazzi”

Julia Simic, centrocampista del Milan Femminile arrivata in estate alla corte di mister Ganz, ha rilasciato una lunga intervista al “Milan Weekly Podcast” su YouTube. Di seguito un piccolo estratto sui suoi inizi da calciatrice: “Mi chiamo Julia e ho 31 anni. Sono tedesca e ho giocato in Germania per 14 anni, e prima di arrivare al Milan sono stata 2 anni a Londra. Sono davvero felice di essere qui in Italia e giocare per il Milan, spero davvero che avrà bei ricordi di questa esperienza in futuro”.

Come hai iniziato a giocare a calcio? “Mio fratello maggiore mi ha introdotto a questo mondo, e anche mio papà giocava. Ma anche se mio fratello non avesse avuto questa passione magari avrei iniziato a giocare a calcio lo stesso, chi può dirlo? Da piccoli uno fa semplicemente le cose che ama fare, senza pensare che il calcio possa essere da maschi invece che da femmine. Se dare calci al pallone ti rende felice fallo, senza pensare al futuro o a cosa ti porterà. È una domanda che viene rivolta spesso alle ragazze: “Perché hai iniziato a giocare?”. La risposta è semplice, perché mi piaceva. Ho iniziato a 5-6 anni al parco, c’era una piccola area che faceva da campetto chiamata “gabbia”. Ho sempre giocato con altri ragazzi finché non ho compiuto 16 anni. All’epoca non c’erano ancora tante opportunità e infrastrutture per il calcio femminile, e proprio per questo dovevo giocare con i ragazzi. Ma mi piaceva, c’era molta competizione, ogni giorno dovevi dimostrare di essere all’altezza. Avendo questi confronti così difficili ogni giorno diventi sempre più forte e migliori”.

Credit Photo: Milan Weekly Podcast

Ashraf Seleman, Lazio: “Nell’ultima settimana abbiamo lavorato e parlato molto”

Ashraf Seleman, allenatore della Lazio Women, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“Questa settimana abbiamo lavorato e parlato molto, purtroppo non è facile gestire l’inattività del nostro campionato. La prova della Coppa Italia contro l’Inter ha dimostrato il nostro valore. Adesso avremo il Ravenna, una partita difficile perché parliamo di una squadra davvero forte. 

Abbiamo fermato l’Inter sul 3-3, non si è vista la differenza tra noi e loro e questo deve essere un punto di ripartenza, facendo capire a tutti che con il lavoro si può arrivare a fare grandi partite. Queste ragazze in un anno e mezzo hanno perso solamente tre partite, tutte contro il Napoli”.

Credit Photo: Domenico Cippitelli

Bertolini: “Italia, polemica calcio maschile? Una crescita per il movimento”

POLEMICA NAZIONALI
Bertolini, Commissario Tecnico dell’Italia Femminile ha detto la sua riguardo la differenza tra le polemiche dei club nei confronti delle Nazionali nel calcio maschile e il calcio femminile: «Critiche tra squadre club e Nazionali come per gli uomini? Per far crescere il movimento è necessario lavorare tra club e Nazionali, che è fondamentale per la crescita delle giocatrici. È importante per tutto il movimento e dunque tutti i club».

SFIDA IMPORTANTE
Bertolini parla soprattutto dell’importante sfida di domani contro la Danimarca, decisiva per la qualificazione agli Europei: «Loro sono le favorite del girone, sono una squadra forte e lo hanno dimostrato quando sono venute da noi ad Empoli. In quella partita (finita 3-1 per loro, ndr) non abbiamo messo in campo tutte le nostre qualità. L’obiettivo è quello di dare tutto e giocarcela fino alla fine. Basterà il pareggio? Dipenderà dall’incastro di risultati di altri gironi. Ogni partita ha una storia a sé e noi scenderemo in campo con la voglia di vincere».

Credit Photo: Fabio Vanzi

Umberto Calcagno eletto presidente AIC

L’Assemblea Generale ha eletto oggi il nuovo Consiglio Direttivo che rimarrà in carica per il prossimo quadriennio (2020/2024). Al termine della votazione sono risultati eletti i consiglieri: Acerbi Francesco, Agliardi Federico, Alessandri Carlo, Audero Emil Mulyadi, Bindi Giacomo, Biondini Davide, Bonucci Leonardo, Calcagno Umberto, Cavion Michele, Ciofani Daniel, D’Angelo Angelo, De Silvestri Lorenzo, Donnarumma Gianluigi, Evacuo Felice, Gama Sara, Legati Elia, Mandragora Rolando, Marchetti Federico, Parisi Alice, Parolo Marco, Piccinni Marco, Pisacane Fabio, Pomini Alberto, Ranocchia Andrea e Romano Sergio.
A margine dell’Assemblea si è svolta una riunione del neoeletto Consiglio Direttivo che ha formalizzato alla presidenza Umberto Calcagno che, come da Statuto e sentito il Direttivo, ha nominato Davide Biondini (vicario) e Sara Gama vicepresidenti con Gianni Grazioli Direttore Generale.

Credit Photo: Associazione Italiana Calciatori

Vittoria fondamentale per il Brescia di Bragantini che grazie alla rete di Luana Merli in avvio di ripresa vince 1-0 contro il Cesena

Gara che regala una prima frazione poco emozionante in termini di palle gol. Meglio il Cesena in prima battuta: la formazione bianco nera alza da subito i ritmi e prende in mano le redini del match tenendo basso il baricentro del Brescia che non riesce a rendersi pericoloso. Nella ripresa esce però il Brescia che occupa meglio il campo e grazie ad una strepitosa Brayda, trova una vittoria importante e alla fine anche meritata per quanto mostrato.

Giornata soleggiata ma fredda; stadio di Ospitaletto, Brescia e Cesena si affrontano nel match valido per la nona giornata del campionato Nazionale di serie B femminile.

Un minuto di raccoglimento per la scomparsa di Diego Armando Maradona.

4’ atterrata Casadei; punizione battuta da Pastore, cross in area di rigore, libera la difesa lombarda.

7’ Cuciniello scende sulla destra mette al centro per Beleffi che arriva con un attimo di ritardo, Locatelli spazza via.

11’ prima avvisaglia della squadra di casa, calcio di punizione battuto da Merli C. direttamente in porta, palla alta sulla traversa.

13’ occasione Porcarelli; grande giocata personale su Costi, questa entra in area e da posizione defilata calcia, para Meleddu.

Un minuto dopo calcio d’angolo battuto da Georgiou esce Meleddu respinge su Porcarelli che non trova la porta e mette fuori.

22’ calcio di punizione battuto da Petralia per atterramento di Costi, il capitano calcia centrale para Meleddu; tre minuti dopo ennesimo calcio di punizione dal limite sempre Petralia sulla sfera, questa volta fa la barba alla traversa.

28’ gran tiro a volo della Costi dal limite che colpisce in pieno la traversa con l’arbitro che fischia il fuori gioco, Cesena padrona del campo

32’ prima vera occasione Brescia; cross al centro di Brayda, calcia Barcella grande respinta di Pignagnoli che salva i suoi mandando il pallone in angolo.

Continuano le sfuriate del cesena con Casadei, Porcarelli, Georgiou, Beleffi Petralia e Costi, ma finiscono sempre davanti l’area avversaria, senza tentare il tiro verso la porta di Meleddu.

Finisce il primo tempo, ai punti vince senza ombra di dubbi la squadra romagnola.

Ripresa minuto 46’ negato un sacrosanto calcio di rigore alla Costi che viene strattonata con vigore in area dal portiere Meleddu, il centravanti non cade e l’arbitro lascia correre.

48’ gol di Merli L.; da un lancio sulla trequarti di Farina arriva il vantaggio biancoazzurro, con palla che finisce in area a Merli L. e di destro infila sul secondo palo alla dx di Pignagnoli.

54’ padrone di casa in avanti con un gran tiro dalla destra di Magri pronta Pignagnoli a deviare in angolo.

64’ gran palla di Pastore per Carlini, dal limite dell’area sfiora la traversa.

Grossa opportunità al 75’ per Porcarelli, riceve in area da Delfrancia e a botta sicura colpisce in pieno un difensore.

Ancora Cesena in avanti due minuti dopo, cross di Casadei colpo di testa di Simei vola Meleddu e devia in angolo.

Pressa il Cesena e il Brescia soffre; cinque minuti di recupero dati dal direttore di gara, e dopo un autentico attacco al fortino bresciano finisce la gara.

Vittoria di misura del Brescia per 1 a 0, con rete decisiva arrivata nei primi minuti della ripresa, la squadra di Mister Rossi non ha demeritato ma purtroppo lascia in Lombardia un punto d’oro.

BRESCIA CF – CESENA FC  1 – 0

Arbitro Signor Luca SELVATICI della Sezione di Rovigo
Assistenti Antonio GIANGREGORIO e Giovanni BOATO della Sezione di Padova.
Rete al 48’ Merli Luana.

BRESCIA CF
Meleddu, Brevi, Locatelli, Galbiati, Assoni (85’ Martino), Barcella, Magri, Merli C.(85’ Lazzari),Farina (60’ Previtali),Merli L. (70’ Ghisi),Brayda (70’ Viscardi) .-

A disposizione Gilardi, Massussi, Pasquali, Parsani.-

Allenatore Simone BRAGANTINI

CESENA FC
Pignagnoli, Pavana, Carlini, Casadei, Costi (64’ Delfrancia), Petralia (53’ Simei), Porcarelli, Beleffi, Cuciniello, Georgiou, Pastore (85’ Cotrer).-

A disposizione Pacini, Zani, Gallina, Paolini, Siboni.-

Allenatore Roberto ROSSI

Credit Photo: Cesena Castelvecchio

I vincitori degli UEFA Grassroots Awards 2020

Gli UEFA Grassroots Awards 2020 sono stati assegnati a candidati provenienti da Danimarca, Georgia, Germania, Italia e Polonia.

I premi vengono consegnati ai leader, ai club e ai progetti di tutta Europa per il loro straordinario contributo al calcio di base e sono un riconoscimento per gli eroi meno celebrati di questo sport.

“Il calcio di base è fondamentale per il benessere dello sport e della società di tutta Europa – ha dichiarato il presidente UEFA Aleksander Čeferin durante una speciale videoconferenza con i vincitori dei primi premi -. Come dimostrano i vincitori, è la testimonianza che la popolarità universale del calcio può aiutare ad abbattere gli stereotipi e ad entrare in contatto con le comunità. Abbiamo selezionato i vincitori solo dopo lunghe discussioni. Il numero di candidati aumenta anno dopo anno; per questo, vincere è un’impresa ancora più straordinaria“.

La UEFA premia gli eroi dello sport più seguito d’Europa ogni anno dal 2010, mettendo in evidenza le persone, i progetti e le strutture che permettono a tutti, a prescindere dall’età, dall’abilità, dal genere o dal background di giocare a calcio in un ambiente sicuro: è questo il primo obiettivo del programma UEFA dedicato al calcio di base.

Nonostante le difficoltà del 2020, gli standard sono rimasti incredibilmente alti fra i 129 candidati provenienti da 36 nazioni. Di seguito sono elencati i vincitori del primo, secondo e terzo premio nelle cinque categorie.

I vincitori degli UEFA Grassroots Awards 2020
Best Grassroots Leader
Primo premio: Jessy Surmava (Georgia)
Jessy Surmava ha iniziato a concepire la prima scuola calcio della sua città nel 2011 per aumentare il numero di bambini che praticavano questo sport. Dopo aver ottenuto fondi di governo e sostegno a livello locale, nel 2018 ha inaugurato una scuola che oggi conta 12 squadre e circa 300 bambini. La scuola calcio ha anche sottoscritto un memorandum di collaborazione con i campioni nazionali della Dinamo Tbilisi, che giocano a a circa 300 km.

Secondo premio per l’ultrasettantenne Brian Sloan (Irlanda del Nord), che negli anni è stato presidente, allenatore, amministratore, tagliaerba, raccoglitore di fondi, autista e molto altro nella sua squadra locale, il Brookvale FC. Terzo premio per Klyuev Pavel Aleksandrovich (Russia), che ha organizzato campionati di street football e futsal a Buyatia, in Siberia orientale.

Best Grassroots Project
Primo premio: Etnoliga (Polonia)
Etnoliga è un programma sociale di Varsavia e promuove la diversità con il suo campionato annuale per le comunità di migranti. L’associazione offre anche sostegno a profughi, donne, comunità LGBT+ e altri gruppi meno privilegiati.

Il secondo premio va a Rinus, app olandese utilizzata ogni mese da 25.000 allenatori delle categorie giovanili, con oltre 80.000 utenti durante la pandemia di COVID-19. L’iniziativa spagnola Football in Prison, che offre attrezzature e materiali alle istituzioni e si preoccupa dell’integrazione dei detenuti, si aggiudica il terzo premio.

Best Grassroots Club
Primo premio: Frederiksberg Boldklub (Danimarca)
Frederiksberg Boldklub è un club di Copenhagen che ha regalato l’opportunità di giocare a calcio a migliaia di bambini (anche profughi ed emarginati) e ha organizzato allenamenti per anziani affetti da patologie cardiache e diabete.

Secondo premio per il Chadderton Park Sports Club (Inghilterra), che gestisce un totale di 90 squadre e si dedica all’inclusività. Terzo premio per il Greenisland FC (Irlanda del Nord), che ha aiutato la comunità locale consegnando alimenti e farmaci durante la pandemia di COVID-19 e ha organizzato un concorso online per intrattenere e divertire i più piccoli.

Best Disability Initiative
Primo premio: Quarta categoria (Italia)
Il progetto “Quarta Categoria” ha organizzato il primo torneo italiano di rilevanza nazionale per giocatori con deficit cognitivi, disabilità intellettive e altri problemi mentali. Nato nel 2016, oggi conta la partecipazione di circa 3000 giocatori ed è supportato da oltre 80 club professionistici.

Special Power League (Croazia) si aggiudica il secondo premio. Collaborando con una ONG, la Health Life Academy organizza quattro tornei annuali ai quali partecipano più di 200 bambini. Inoltre, tutti i club di massima divisione aderiscono al programma per promuovere l’integrazione sociale. Terzo premio a “Special activities for special kids” (Lituania), iniziativa rivolta ai bambini affetti da disabilità fisiche e mentali.

Best Professional Football Club
Primo premio: SV Werder Bremen (Germania)
Il premio al Werder Brema è dovuto al successo del progetto BallSchule, che offre lezioni di educazione fisica in asili e scuole primarie di tutta la città per i bambini che amano lo sport ma non hanno occasione per praticarlo. Il club si impegna anche in progetti per profughi e persone affette da disabilità e organizza corsi di walking football per over 60. In totale, gestisce 22 squadre.

Secondo premio per Shakhtar Social, che opera in sei città ucraine con sessioni per ragazzi affetti da autismo, paralisi cerebrale, sindrome di Down e ipoacusia. Terzo premio per il Dundee United Community Trust (Scozia), che organizza lezioni scolastiche per 300 bambini, ha una squadra di calcio per persone affette da disabilità mentali e coordina una squadra femminile che ha già raggiunto la seconda serie della Premier League.

Come vengono selezionati i vincitori degli UEFA Grassroots Awards?
Le 55 federazioni sono invitate a nominare i loro candidati ogni anno. I premi vengono quindi selezionati dal Comitato esecutivo UEFA in base alle segnalazioni del Panel UEFA Grassroots e del Comitato Sviluppo e Assistenza Tecnica UEFA.

Diseguaglianze sociali legate al Covid-19 nel calcio femminile

Siamo nel bel mezzo di una Pandemia mondiale, che ha portato gravi conseguenze economico-sanitarie in tutte le parti del globo. Tutti i settori economici stanno registrando perdite di milioni di euro e la preoccupazione è tanta.
Il mondo del calcio e le sue attività accessorie non sono stati risparmiati da questo virus.
Se il calcio a livello maschile è riuscito, nella maggior parte dei casi, a sostenersi ed a concludere la stagione 2019/2020 ed iniziare della 2020/2021, il calcio femminile ha mostrato molte più difficoltà. La stagione 2019/2020 per le calciatrici italiane si è fermata, a causa del Codiv-19, ad inizio giugno con l’assegnazione a palla ferma del titolo di campione alla società Juventus Women.

Un elemento che ha accomunato la maggior parte delle calciatrici del continente è stato l’abbandono e lo stato di completa solitudine nel quale le società hanno lasciato le loro assistite. Questa mancanza si unisce, in senso allargato, al mancato interesse nei confronti delle proprie connazionali da parte delle Federazioni Nazionali. In aggiunta a ciò, vanno registrati i tagli salariali avvenuti, la perdita di posti di lavoro che stanno contraddistinguendo questo momento storico.

Inoltre è stato riscontrato un problema, considerato dagli addetti ai lavori prevedibile, in vari paesi ma in particolare in Inghilterra. Dopo l’instaurazione dell’ultimo Lockdown si è venuta a creare una disparità tra calcio femminile e calcio maschile. Ovvero le accademie femminili ed i club dell’elite regionali hanno dovuto sospendere le loro attività mentre i ragazzi dei Club di Premier League e Football League possono continuare ad allenarsi. Questo ha portato ad una situazione di disparità tra atleti di equivalente livello ed età. Tutto ciò è accettabile? Ovviamente no, questo distrugge la già labile illusione di uguaglianza tra le due categorie e, inoltre, potrebbe contraddire il messaggio che afferma di essere ciò che si vuole e desidera, caposaldo della Mission del Calcio Femminile.

Ulteriore problema legato alla Pandemia del Covid-19 e delle conseguenze che porta, è l’aspetto psicologico delle calciatrici. Secondo il sondaggio eseguito dalla FifPro l’84% delle calciatrici prese in esame hanno dichiarato di non aver ricevuto alcun supporto per la salute mentale da parte sia dei club d’appartenenza che dalle Federazioni Nazionali.
Questo è un tema molto importante in questo periodo storico, nel quale si vuole gridare a gran voce l’uguaglianza tra le categorie prese in considerazione in questo articolo, ma in termini concreti le differenze sono evidenti e le perplessità sulle norme adottate sono molte. Ovviamente ci sono Paesi nei quali i risultati iniziano a vedersi concretamente, come l’Italia che sta lavorando per riconoscere le calciatrici come professioniste e non più dilettanti, con tutto quello che ne consegue in termini di retribuzione.

Laura Perin, Hellas Verona Women: “Le giovani hanno una grande occasione, il Covid ci ha unito”

“Il nostro obiettivo resta la salvezza. Dobbiamo continuare con i risultati positivi come quello con la Fiorentina che ha dimostrato ciò di cui siamo capaci”. Così ha esordito Laura Perin ai nostri microfoni in merito alla lotta salvezza. Il difensore si dice soddisfatta del percorso fatto finora con l’Hellas Verona. Tutto il gruppo squadra è risultato fondamentale per questo buon avvio nonostante i vari mutamenti. “Rispetto agli anni scorsi la squadra è cambiata. Abbiamo tanti talenti giovani e ci siamo integrate subito. La nostra forza è proprio questa: il gruppo, come già si è visto con l’emergenza Covid, è il nostro punto fermo”.

La pandemia ha colpito molto l’Hellas. Come vi siete ricompattate di fronte a questo nemico invisibile?
“Non è stato facile perché molte nostre compagne e diversi componenti dello staff non ci sono potuti essere. In un organico tutti sono importanti quindi le assenze hanno pesato. Siamo rimaste unite ed abbiamo capito che c’era qualcosa di più importante per cui lottare non solo per noi, ma per tutto il gruppo”.

L’Europeo U-17 del 2014 ha rappresentato uno step importante. Che ricordi hai di quel torneo?
“È stata un’esperienza bellissima, d’altronde come per qualsiasi giocatrice che ha indossato la maglia della nazionale. Poi è arrivato il terzo posto e la qualificazione ai Mondiali di categoria che hanno messo la ciliegina sulla torta. In quella squadra ho legato soprattutto con Sara Mella e Francesca Durante che me le sono ritrovate anche a Verona. È stata una manifestazione importante sia a livello calcistico sia umanamente”.

Quanto si è evoluto il calcio femminile rispetto a prima?
“I Mondiali del 2019 hanno portato grande visibilità al movimento intero. Finalmente dal punto di vista mediatico tanta gente ha seguito il torneo ed ha potuto conoscere questo sport. Abbiamo visto che c’è stato un cambiamento e sempre più persone ci seguono”.

Come credi possa cambiare il movimento con il professionismo?
“è un aspetto fondamentale per avere una crescita stabile del sistema con un occhio di riguardo alle più giovani. È importante anche per invogliare sempre più ragazze ad immergersi nel calcio femminile aumentando così i numeri delle tesserate. Spesso io ed altre abbiamo dovuto scegliere se continuare con lo sport o lasciare per motivi lavorativi. Il professionismo garantirebbe che ciò non accada”.

Cosa consigli alle ragazze che vogliono entrare nel mondo del calcio?
“Hanno una grande opportunità perché il calcio femminile sta crescendo e sempre più figure importanti a livello atletico stanno entrando in questo mondo. Loro possono aiutarle fin da subito rendendole pronte dal punto di vista fisico preparandole nel migliore dei modi per l’approdo in prima squadra. Io e le mie compagne abbiamo vissuto un altro calcio dove tutto ciò era raro. Loro hanno sicuramente una grande possibilità ed in futuro speriamo si lavori ancora di più”.

Sei laureata in Scienze Motorie. Quanto è importante lo studio in vista del futuro post calcistico?
“Il movimento femminile sta progredendo bene, ma non siamo ancora nella condizione di essere professioniste e fare solo il lavoro di calciatrice. È meglio costruirsi un percorso parallelo. Come me tante mie colleghe hanno portato avanti gli studi”.

Cosa vedi nel tuo futuro?
“Dal punto di vista calcistico vorrei riuscire a terminare questo campionato raggiungendo gli obiettivi di squadra e continuando a migliorare. Dal lato personale, ora una laurea l’ho presa, la direzione della magistrale è spianata [ride]”.

Credit Photo: Hellas Verona Women

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