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Il presidente della FA Greg Clarke, si dimette dopo le frasi razziste e sessiste

Greg Clarke è stato costretto a dimettersi da presidente della FA dopo alcune frasi razziste e sessiste durante un audizione in parlamento.
Il 63enne lascerà il suo ruolo immediatamente dopo che la sua descrizione di “calciatrici di colore”, tra le altre osservazioni, ha causato shock e indignazione nel mondo del calcio e non solo. La mossa arriva poche settimane dopo che la FA ha cercato di assumere un ruolo guida nell’inclusione nello sport con il lancio del suo Football Leadership Diversity Code.

A seguito di una riunione di emergenza del consiglio di amministrazione della FA, è stato annunciato che Clarke avrebbe immediatamente lasciato la posizione che ricopriva dal 2016. Clarke è attualmente anche vicepresidente dell’organo di governo internazionale Fifa.
Martedì Clarke è stato convocato di fronte al comitato di selezione digitale, cultura, media e sport per discutere del suo controverso ruolo nel Project Big Picture dopo che aveva rivelato di essere stato coinvolto in modo più approfondito e per un periodo di tempo più lungo, di quanto avesse pubblicamente affermato.
Mentre Clarke ha difeso la sua parte nel Project Big Picture, ha continuato separatamente a dare una serie di risposte digressive ai parlamentari, in cui ha usato il termine “colorato” per descrivere i neri, asiatici e le minoranze etniche e ha suggerito che “diversi interessi di carriera” ha portato le persone dell’Asia meridionale a scegliere una carriera nell’IT rispetto allo sport. Ha anche descritto un giocatore gay come una “scelta di vita” e ha raccontato un aneddoto sulle ragazze calciatrici che hanno paura di essere colpite da una palla.

Alla domanda del parlamentare laburista Alex Davies-Jones sull’assenza di importanti calciatori gay all’interno del calcio, Clarke ha suggerito che una preoccupazione per gli abusi online potrebbe impedire loro di uscire.

Clarke ha detto: “Se guardo cosa succede alle calciatrici di alto profilo, ai calciatori di colore di alto profilo e agli abusi che assumono sui social media, subiscono abusi assolutamente terribili”.

In un’altra risposta a Davies-Jones, Clarke ha continuato dicendo: “Le comunità BAME non sono una massa amorfa. Se si guarda al calcio di alto livello, la comunità afro-caraibica è sovra rappresentata rispetto alla comunità dell’Asia meridionale. Se vai al dipartimento IT della FA ci sono molti più asiatici del sud che afro-caraibici. Hanno interessi professionali diversi “.

Clarke è stato costretto a scusarsi per le sue osservazioni prima ancora che la sessione fosse finita. Alla richiesta di ritrattare la parola “colorato” dal membro del comitato e deputato laburista Kevin Brennan, Clarke ha detto: “Se l’ho detto me ne scuso profondamente”. Le sue scuse sono state immediatamente ampliate dalla FA in un post sui social media.

“Le mie parole inaccettabili davanti al parlamento sono state un disservizio per il nostro gioco e per coloro che lo guardano, giocano, arbitrano e amministrano”, ha detto Clarke. “Sono profondamente addolorato di aver offeso quelle diverse comunità nel calcio che io e altri abbiamo lavorato così duramente per includere. Vorrei ringraziare i miei amici e colleghi del gioco per la saggezza e i consigli che hanno condiviso nel corso degli anni e dimettermi dalla FA con effetto immediato”.
La FA in una dichiarazione: “Peter McCormick entrerà nel ruolo di presidente ad interim della FA con effetto immediato e il Consiglio della FA inizierà il processo di identificazione e nomina di un nuovo presidente a tempo debito”.

Sanjay Bhandari, amministratore delegato dell’organizzazione anti-razzista Kick it Out, ha detto di Clarke: “Il suo uso di un linguaggio obsoleto per descrivere i neri e gli asiatici  risale a decenni fa e dovrebbe rimanere nella pattumiera della storia”.

La partenza di Clarke non avrebbe potuto arrivare in un momento più impegnativo per l’organo di governo del calcio inglese. Due settimane fa ha lanciato un Football Leadership Diversity Code, visto come un documento fondamentale che ha sfidato le squadre di calcio a impegnarsi in obiettivi duri per collocare persone di etnia nera asiatica e minoritaria in ruoli senior. Visto come un documento fondamentale, il codice è stato anche riconosciuto come un primo tentativo di affrontare sfide più profonde per le minoranze etniche all’interno del gioco e la società più in generale.

Credit Photo: The FA

Alice Coppola, attaccante Azalee: “Questa maglietta ci tiene unite dentro e fuori dal campo, campionato alla nostra portata”

Le Azalee stanno occupando la terza posizione del Girone A di Serie C con sei punti. All’interno della squadra vi è una giovane bomber: si tratta di Alice Coppola attaccante biancorossa classe 2003 e attuale capocannoniere del raggruppamento con quattro reti.

Alice che cosa vuol dire per te indossare la maglia delle Azalee?
«Parto dal presupposto che le Azalee sono la mia seconda famiglia, quindi giocare e lottare per portar in alto la società è solo un piacere. Portare la loro maglia è molto soddisfacente, con loro sono cresciuta molto e sono riuscita, insieme alle ragazze della Juniores, a raggiungere grandi traguardi e spero che quest’esperienza possa ripetersi anche con la prima squadra. La cosa che mi piace di più è che quella maglietta ci tiene unite, sia all’interno che all’esterno del campo».

Come ti sei appassionata al mondo del calcio?
«Lo sono sempre stata. Fin da piccolina mi piaceva giocare a calcio con mio fratello, ma ho sempre avuto un po’ di paura ad esternare questa mia passione per paura dei giudizi degli altri. Poi ho capito che il calcio mi rendeva felice quindi ho smesso di vergognarmi e ho iniziato a giocare per la società del mio paese in una squadra maschile».

Cosa ti ha spinto a diventare un’attaccante?
«In realtà nulla. Da quando ho iniziato a giocare ho provato ogni ruolo: ho iniziato come difensore centrale, poi centrocampista, poi arrivata alle Azalee, per scherzo, il mister durante un’amichevole mi ha messo in attacco e ha visto che mi muovevo bene. Da quel momento in poi ho giocato principalmente come attaccante».

A che giocatrore ti ispiri?
«Potrà sembrare strano ma non seguo molto il calcio, e di conseguenza non conosco molti giocatori. Però posso dire che prenderei esempio da Ibrahimovic perché ha sempre lavorato sodo per raggiungere i suoi obiettivi senza mai demordere e soprattutto non ha mai cambiato sé stesso per piacere agli altri».

Sei soddisfatta del piazzamento attuale delle Azalee?
«Sono soddisfatta, ma vedendo e avendo conosciuto le mie compagne, posso dire che possiamo puntare più in alto e continuare a migliorarci».

La LND vi ha nuovamente fermato: dispiaciuta?
«Ovviamente sì. Da agosto stiamo lavorando sodo per raggiungere i nostri obiettivi e questa chiusura sarà un bell’ostacolo per tutte noi, ma sono sicura che lo supereremo senza alcun problema. Penso anche che, vista la situazione di emergenza che si sta creando nelle ultime settimane, stare a casa sia un modo per tutelare non solo noi, ma anche tutti coloro che ci circondano».

Che opinione ti sei fatta del Girone A dopo tre giornate?
«Senza alcun dubbio ci sono ottime squadre, anche se non ne ho ancora inquadrate un paio. Detto questo, penso sia tranquillamente un campionato alla nostra portata».

Cosa ne pensi del calcio femminile italiano?
«Sicuramente negli ultimi anni è stato molto rivalutato dalle persone che non lo seguivano o che comunque non associavano la figura di una ragazza allo sport del calcio. Basti pensare che fino a pochi anni fa, quando ho iniziato io a giocare, una ragazzina che giocava a calcio era vista come il maschiaccio o come la strana del gruppo. per fortuna ora, il fatto che una ragazza faccia uno sport che la società ha sempre etichettato “da maschi”, sta cominciando ad entrare a far parte della normalità».

E sul professionismo?
«La società non vuole seguire il calcio femminile perché è abituata a un calcio più veloce, anche se penso che a livello tecnico le ragazze non abbiano nulla da invidiare ai ragazzi. Come i calciatori maschi, anche le ragazze si allenano e fanno gli stessi sacrifici, senza contare il fatto che alcune studiano e altre ancora lavorano. Non capisco dunque perché non debbano essere ricompensate nello stesso modo dei colleghi maschi. Con il passare degli anni stanno venendo alla luce ragazze sempre più brave e che meritano veramente di crearsi una loro carriera ed essere riconosciute come professioniste e ricompensate come tali».

Che persona sei fuori dal campo?
«Sono una diciassettenne qualunque. Sono molto legata alla mia famiglia e alle mie amicizie. Cerco di affrontare la vita sempre con il sorriso e circondandomi di persone a cui voglio bene. Diversamente dal campo, dove mi è più semplice gestire ed affrontare le situazioni di difficoltà o dove riesco in modo più naturale a raggiungere in miei obiettivi, nella quotidianità mi sento meno motivata e più insicura. Anche per questo il calcio è così importante per me: perché mi aiuta a migliorarmi anche all’infuori del campo rendendomi una persona più determinata».

Quali sono i progetti per il tuo futuro?
«Tra i miei progetti futuri sicuramente ci sono terminare il liceo e riuscire a conseguire una laurea. In ambito calcistico continuerò a lavorare, cercando pian piano di salire sempre di più di categoria. Il mio sogno, come quello di tutte le mie coetanee che giocano a calcio, sarebbe quello di indossare la maglia delle azzurre».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia le Azalee Calcio Femminile e Alice Coppola per la disponibilità.

Piovani squalificato: “Insulti a Rita Guarino”. Il Sassuolo farà ricorso

Un turno di squalifica a mister Gianpiero Piovani del Sassuolo. Il tecnico del Sassuolo Femminile, in panchina domenica scorsa nel big match in casa della Juventus, è stato sanzionato dal Giudice Sportivo “Per aver rivolto, a fine gara – si legge sul comunicato – all’allenatrice della squadra avversaria frase offensiva. Infrazione rilevata dai collaboratori della Procura Federale”.

Il Giudice Sportivo Avv. Sergio Lauro, assistito dal rappresentante dell’A.I.A. Sig. Pietro Vetrugno, nella seduta del 10 novembre 2020, ha deciso di squalificare il tecnico del Sassuolo Femminile che dunque non sarà in panchina nel prossimo impegno delle neroverdi, in programma domenica contro il Verona. Come riferito da Giovanni Albanese di JuventusNews24.com, il tecnico smentisce di aver pronunciato parole offensive nei confronti dell’allenatrice bianconera e il Sassuolo di conseguenza farà ricorso.

Credit Photo: Andrea Barani

Non si può più rinviare la professionalizzazione nel calcio femminile!

Irene Lozano CSD
Irene Lozano CSD

L’Associazione delle calciatrici spagnole AFE e l’ACFF, l’Associazione dei Club di Calcio Femminile spagnoli, hanno ottenuto durante l’estate, l’impegno del Governo perché la Primera Iberdrola diventi un campionato professionistico dalla stagione 2021-22.

Anche il Comitato superiore dello Sport CSD, attraverso la Presidentessa Irene Lozano ha ribadito l’impegno del Governo perché la Primera Iberdrola diventi un campionato professionistico e diventare così uno dei migliori campionati europei di calcio femminile in Europa.
Uno tra i requisiti era l’instaurazione di un accordo lavorativo e giuridico tra club e giocatrici. David Aguanzo, numero 1 di AFE chiede anche che i club abbiano un campo proprio e in condizioni adeguate per il calcio femminile perchè è preoccupato per la situazione delle calciatrici nella pandemia. La professionalizzazione è l’unico modo per evitare una nuova sospensione e far sì che la Primera Iberdrola non sia considerata un campionato dilettantistico. Bisogna quindi superare la Legge dello Sport del 1990 che considerava come campionati professionisti solo LaLiga Santander e Smartbank di calcio e la Liga ACB di basket maschile.
Oltre all’esistenza di accordi economici professionali sottoscritti attraverso un accordo collettivo, la Primera Iberdrola deve avere una dimensione economica importante che si sta raggiungendo anche attraverso gli accordi televisivi con i club. Con l’accordo collettivo finalmente le giocatrici avranno uno stipendio minimo, la maternità, il ricongiungimento familiare e potranno intentare una causa di lavoro se necessario. Anche Luis Gómez, brand Director di Iberdrola, principale sponsor del campionato di calcio femminile, appoggia la campagna per la professionalizzazione. Irene Lozano, grande difensora dei diritti delle donne, è felice dell’appoggio di Luis Gómez per permettere alle calciatrici di avere pari diritti con i loro colleghi maschi. “Le calciatrici se lo meritano, la società lo chiede” dichiara ad As. Finalmente è arrivato il momento di rendere la Primera Iberdrola un campionato professionistico e di regalare un sogno a migliaia di calciatrici spagnole che vogliono giocare a pallone ed avere la garanzia dei propri diritti sul campo e fuori.

Beatrice Airola, attaccante Orobica: “Potevamo fare di più. Col Pontedera per portarci a casa tre punti”

L’attaccante dell’Orobica Beatrice Airola ha rilasciato un’intervista al termine del pareggio per 1-1 contro il Brescia.

Nel primo tempo abbiamo faticato, anche se gli ultimi 20 minuti abbiamo dato il massimo e si è visto anche nel secondo tempo che siamo riusciti a pareggiare la partita: molto contenta del gol. Siamo andate bene in pressing e da questo deriva la rete. Ovviamente potevamo fare di più, potendo vincere la sfida, ma dobbiamo riuscire a sfruttare meglio le opportunità che ci vengono date. Dobbiamo crescere, i primi minuti siamo andati in confusione e credo si sia visto. Poi, però, siamo riuscite a recuperare bene, a restare concentrate e a portare a casa un punto che non era scontato. Ovviamente bisogna sfruttare di più le palle che portano alla vittoria, ma sicuramente nelle prossime partite proveremo in tutti i modi a fare meglio. Questa settimana ce la metteremo tutta per portare a casa i tre punti contro il Pontedera, è un qualcosa che vogliamo veramente“.

Photo Credit: Orobica Calcio Bergamo

Emily Sonnett vince il titolo di Damallsvenskan con il Kopparbergs – Goteborg FC

Il difensore della Nazionale Femminile degli Stati Uniti, Emily Sonnett alza il trofeo in Svezia per aver vinto il campionato di Damallsvenskan con il club Kopparbergs / Goteborg FC.

Con una vittoria straordinaria per 7-0 sul Linkoping, quattro punti di vantaggio in classifica con una sola giornata rimanente nella stagione 2020 di Damallsvenskan, il Goteborg si è assicurato il suo storico primo titolo di campionato. Il club è imbattuto nelle ultime otto partite di campionato, consentendo un solo gol in quell’arco di tempo.

Sonnett ha raggiunto la squadra Svedese ad agosto. Ma non è l’unica americana ad aver giocato in Damallsvenskan. In passato anche Christen Press, Ali Krieger, Ashlyn Harris e Meghan Klingenberg ne hanno fatto parte.

Credit Photo: https://www.ussoccer.com/

Giulia Ferrandi, centrocampista Pomigliano: “Contenta di aver fatto questa scelta, voglio togliermi soddisfazioni con questa maglia”

Il Pomigliano sta sorprendendo tutti, visto che attualmente è al secondo posto della Serie B con due partite ancora da recuperare. Il gruppo è fatto di giocatrici con tanta voglia di riscatto, tra cui Giulia Ferrandi, centrocampista classe ’92 e che in questo campionato ha realizzato una rete.

Giulia raccontaci i tuoi primi passi calcistici.
«Ho iniziato quando avevo cinque anni coi maschi a Zogno, vicino a Bergamo, poi a quattrodici anni sono approdata all’Atalanta dove ho vinto due Campionati Primavera».

In Serie B quest’anno c’è anche il Brescia, formazione in cui hai militato per quattro anni.
«L’esperienza al Brescia ha avuto gioie quando ho vinto la Coppa Italia nel 2012 da protagonista, ma allo stesso dolori, perché nell’anno in cui dovevo confermarmi a novembre di quell’anno mi sono rotta al crociato. Poi, per varie vicissitudini, ho lasciato Brescia per fare negli Stati Uniti un’esperienza di vita».

Per un anno sei stata in Inghilterra: che tipo di calcio hai riscontrato?
«Ho trovato un livello di organizzazione diverso. Quando sono andata al Watford ho fatto il mio esordio nello stadio in cui giocano i maschi, quindi lascio immaginare le sensazioni».

A Firenze sei stata prima alla Fiorentina poi alla Florentia: che esperienze sono state?
«Con la Fiorentina non ho fatto molte presenze dovute al nuovo infortunio al menisco, volevo dare una mano alla squadra ma non ho potuto farlo. Poi alla Florentia mi sono riscattata, anche se a dicembre del 2017 mi sono rotta il crociato, ma mi sono rimessa in piedi in quattro mesi, riuscendo a partecipare alle ultime gare per salire in A. Dopo l’infortunio al crociato ho deciso di rimettermi in gioco nel calcio a cinque e la Florentia ha deciso di puntare su di me: la scelta è stata giusta, sia a livello tecnico che atletico».

Nel capoluogo fiorentino hai trovato anche l’amore, Andrea.
«Dal momento che l’ho conosciuto mi ha dato stabilità e serenità, e nella carriera di un atleta essere tranquilli nella sfera privata può fare la differenza. Lui mi è vicino e si fa sentire, anche se siamo tutt’ora distanti».

Quest’anno hai deciso di tornare nel calcio a undici con la maglia del Pomigliano: cosa ti ha portato ad accettare questo progetto?

«Mi ha colpito la serietà del direttore Biagio Seno, persona competente ed organizzata, e della società che ha creduto molto in me. Non potevo dire di no. Avevo bisogno di ritrovarmi e avere sistemazione adatta a quello che potevo esprimere. Per loro sono una scommessa e non spero di deluderli».

Dopo sette giornate Pomigliano in seconda posizione: te l’aspettavi?
«Siamo partite con l’obiettivo di salvarci, poi trovandoci in quella posizione dopo sei partite ti poni in un’altra maniera, nel senso che dobbiamo essere quella squadra che deve mettere in difficoltà. Abbiamo un bel gruppo che crede nelle proprie qualità come Riboldi, Pinna, Schioppo che hanno fatto la Serie A e che danno alla squadra quel qualcosa in più, e uno staff sta lavorando bene».

Qual è la tua opinione sulla Serie B?
«Un campionato molto combattuto e non ci sono partite scontate. Ci sono squadre attrezzate come Como, Lazio, Como, Cesena, ma ogni formazione ha fatto squadre importanti. È bello e coinvolgente, che non ti permette di abbassare la guardia».

In che direzione sta andando il calcio femminile italiano? E sul professionismo?

«Spero stia andando nella direzione giusta, con la Serie A che sta avendo visibilità, sponsor che stanno arrivando, speriamo che ogni anno si faccia un passo in più. Mi auguro che tra due anni, quando arriverà il professionismo, ci diano quello che ci stanno promettendo».

Com’è Giulia Ferrandi fuori dai campi di gioco?
«Mi piace la compagnia e avere una passione per la radio, che ho coltivato inizialmente con Lady Radio, conducendo con Andrea di Salvo il programma “Donne In Goal”, adesso faccio due interventi, il primo con Duccio per nella lettura di sport, e sabato sempre con Di Salvo dove all’interno del suo programma c’è uno spazio anche dedicato al calcio femminile».

Obiettivi per il tuo futuro?
«Penso di settimane in settimana: spero di giocare bene per la squadra e far bene in questo gruppo, e sono contenta di aver fatto questa scelta, con la speranza di togliermi soddisfazioni con questa maglia. Mi piacerebbe in futuro rendere la passione per la radio in un lavoro».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Pomigliano Calcio e Giulia Ferrandi per la disponibilità.

Photo Credit: Inglese Foto

Come procedono le calciatrici americane in Europa?

Procede le stagione del calcio in Europa nonostante l’insistenza della pandemia globale, mentre per il campionato USA di NWSL prevede una pausa invernale ed un ritorno in campo nel 2021.

Le giocatrici della Nazionale Femminile USA continuano ad ottenere successi in Europa: Samantha Mewis e Rose Lavelle hanno conquistato la FA Cup con il Manchester City, Emily Sonnett con il Koppabergs/Göteborg FC invece ha trionfato nella conquista dello scudetto nella Damallsvenskan in Svezia grazie alla vittoria contro il Linköping.

L’attaccante Alex Morgan ha subito un leggero infortunio ad inizio stagione dopo la gravidanza, ma è finalmente tornata in campo facendo l’esordio con il Tottenham Hotspur lo scorso weekend. Tobin Heath e Christen Press procedono nella loro stagione con il Manchester United contribuendo fortemente nella rosa della squadra. Entrambe hanno già segnato la loro prima rete negli UK.

Credit Photo: Pagina Facebook di Sam Mewis

Recuperi: l’11 novembre c’è il derby laziale Aprilia Racing-Roma Decimoquarto

Oggi si giocherà il recupero di campionato Aprilia Racing-Roma XIV Decimoquarto, partita valida per la seconda giornata del girone C. Calcio d’inizio alle ore 20.30, a dirigere il derby laziale sarà Luca Vittoria della sezione di Taranto insieme agli assistenti Fabrizio Caprari di Roma1 e Federica Ciufoli di Albano Laziale.

E’ il secondo confronto stagionale tra le due formazioni, il primo in Coppa Italia il 27 settembre scorso terminato con la vittoria delle ragazze di Luigi Colantuoni. La formazione di casa, che domenica avrebbe dovuto affrontare il Bologna nel match poi rinviato, è ancora a secco di punti in campionato,  mentre le ospiti, reduci dal ko contro il Filecchio, sono a quota tre grazie al successo all’esordio contro la Vis Civitanova. 

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti

Relazione tecnica Women’s Champions League: le statistiche più interessanti

La relazione tecnica della UEFA Women’s Champions League 2019/20.
Gli esperti UEFA hanno esaminato ogni aspetto della competizione, analizzando le tipologie di gol segnati, le tendenze tattiche e le qualità di ogni squadra. Ecco alcune delle statistiche più interessanti.

12,27 km
Sara Björk Gunnarsdóttir non solo ha segnato il gol del vantaggio nella vittoria per 3-1 del Lione contro il Wolfsburg in finale, ma ha anche coperto ben 12,27 km – più di qualsiasi altra calciatrice in finale – nella sfida contro il club con cui aveva iniziato la stagione. Nella stessa partita, la sua ex compagna ai tempi del Wolfsburg, Ingrid Engen, ha corso per 11,65 km, ed è stata la seconda di questa speciale classifica nella sfida giocata in Spagna.

31,45 km/h
Delphine Cascarino del Lione è stata eletta Player of the Match della finale ma già nei turni precedenti aveva dimostrato tutta la sua bravura. Il suo scatto bruciante che ha toccato i 31,45 km/h nella semifinale contro il Paris Saint-Germain è stato il più veloce registrato nella fase finale in Spagna. Cascarino è anche seconda di questa classifica con i 30,90 km/h toccati nei quarti contro il Bayern – unica calciatrice ad aver superato i 30 km/h.

84%
Il Barcellona è stato all’altezza della reputazione del club ottenendo la percentuale più alta di passaggi completati (84%), il numero più alto di passaggi a partita (585) e la più bassa media di velocità nell’avanzamento in fase di possesso (1,20 m/s), ciò a sottolineare il loro approccio calmo e paziente alla partita.

5.197 m
Le calciatrici del Lione hanno coperto 5.197 metri ad alta intensità nella finale contro il Wolfsburg, contro i 3.439 della semifinale contro il Paris e i 3.831 contro il Bayern nei quarti. Le campionesse, con Gunnarsdóttir in testa, hanno coperto 107,6 km complessivi in finale, quindi non molto distante dai 10 km in più coperti nei due turni precedenti.

LEGGI LA RELAZIONE TECNICA DELLA UEFA WOMEN’S CHAMPIONS LEAGUE 2019/20

Credit Phone: https://www.uefatechnicalreports.com/

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