Ruggieri, Res Roma: “Dobbiamo dimostrare di avere voglia di migliorare la nostra classifica”
Parte il nuovo corso ‘Grassroots Livello E’ per psicologi: formazione al servizio dei club giovanili
Un nuovo passo verso un calcio sempre più formativo e consapevole. Il Settore Giovanile e Scolastico lancia il Corso Informativo ‘Grassroots Livello E’, un percorso online di 15 ore pensato appositamente per psicologi e psicologhe iscritti all’Albo che operano all’interno dei club calcistici giovanili, con un’attenzione particolare alle realtà di 3° livello. L’obiettivo? Chiaro e ambizioso: informare per formare. Condividere strumenti, strategie e metodologie per valorizzare le competenze di chi, ogni giorno, lavora a stretto contatto con ragazzi e ragazze in crescita, accompagnandoli non solo nel loro percorso sportivo, ma anche umano.
Il corso si inserisce nel quadro della strategia federale per lo Sviluppo dei Club e punta a rafforzare le progettualità in ambito psicologico, promuovere un confronto attivo tra professionisti, creare sinergie interdisciplinari e supportare il sistema di qualità dei club. Non solo teoria, ma anche tanta pratica e condivisione. I partecipanti affronteranno temi cruciali come i progetti di sostenibilità sociale, la tutela dei minori, lo stile di conduzione dell’allenamento e le modalità di gioco in chiave SGS. Al termine, sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Un’iniziativa che conferma quanto la FIGC creda nel ruolo degli psicologi all’interno dei club, considerandoli veri e propri punti di riferimento per atleti, famiglie e staff. Investire nella formazione, del resto, significa costruire un calcio migliore: più consapevole, educativo e orientato alla crescita. Il messaggio è chiaro: il futuro del calcio passa (anche) dalla testa. E chi si prende cura della mente, oggi più che mai, ha un ruolo centrale nel gioco di domani.
C5 Femminile: Lazio-Lombardia in finale per riscrivere la storia
Nel futsal come nella vita chi ha più motivazioni alla fine prevale. Il titolo femminile 2025 del Torneo delle Regioni se lo giocheranno Lazio e Lombardia. Appuntamento domani giovedì 1 Maggio alle 15.00 al Carisport di Cesena. Due Regioni che nella storia della disciplina hanno collezionato quattro finali, tre le laziali e una le lombarde, raccogliendo solo un titolo che risale al 2008 (il Lazio). Le ragazze di Franco per il secondo anno di fila hanno conquistato la finale con l’intento di ribaltare l’epilogo del 2024. La squadra allenata ora da Calabria dopo l’esultanza del 2008 ha collezionato tre delusioni nel 2010, 2011 e 2019. Ma le finali per perderle bisogna giocarle.
Ilaria Carattoli, ancora lei, autrice di una doppietta, ha trascinato il Lazio alla vittoria vanificando il vantaggio della Puglia con Chiara Colella. Elisabetta Marroni allo scadere ha fissato il risultato sul 3-1 per le laziali. Con queste due reti Carattoli ora è sola in vetta alla classifica marcatrici con 12 centri mentre Marroni è salita a quota 3. Il Lazio può riprendersi il titolo che le manca dal 2008 mentre la Puglia non riesce a ripetere l’impresa del 2015.
Più sofferta l’affermazione per 2-1 della Lombardia su un’ottima Toscana. In un minuto, tra il 16’ e 17’ pt, Chiara Bertolini e Margherita Bazzini hanno piazzato due colpi, un botta e risposta che ha chiuso la prima frazione sull’1-1. Al 12’ della ripresa è arrivato il colpo vincente di Laura Confalonieri che consente alla Lombardia di difendere gli ultimi due titoli conquistati. La Toscana è andata vicinissima al traguardo che le manca dal 2017.
Milan-Inter analizzata da Panini Digital: un Derby d’Inferno per il Diavolo
L’ultimo Derby della Madonnina della stagione, valido per la 3° giornata di ritorno della Poule Scudetto, è terminato 1-4 per l’Inter, rompendo l’equilibrio che era stato protagonista delle sfide precedenti terminate 1-1, 1-1 e 3-3. Dopo il vantaggio iniziale interista firmato Marija Milinkovic e il pareggio dal dischetto di Chantè Dompig, il Biscione ha dilagato grazie alla marcatura di Elisa Polli e alla doppietta di Tessa Wullaert che ha congelato il risultato.
Analizzando la partita tramite i Match Analysis della Panini Digital vediamo come la sconfitta del Milan sia meritata, come sottolineato anche da Suzanne Bakker al termine dei 90 minuti: l’IVS (Indice di Valutazione Squadra) è infatti pari a 36 per le rossonere contro il 64 per le nerazzurre.
Osservando gli altri dati capiamo come il Diavolo abbia provato a condurre il gioco, senza però riuscire ad essere pericoloso costantemente, permettendo alle avversarie numerose e pericolose ripartenze che hanno spesso spaventato la retroguardia milanista. Se infatti il possesso palla e il pressing sono stati equilibrati (52% a 48% e 47,7 mt a 45,6 mt), le padrone di casa hanno avuto la supremazia territoriale (66% a 34%), un baricentro più alto (60 mt a 52,7 mt) e un numero di palle giocate in area avversaria maggiore (49 a 39) ma la statistica che ci permette di provare la velenosità del Biscione è quella delle occasioni: 4 a 12 per le nerazzurre.
Le ragazze di Bakker sono scese in campo con un 4-3-3 che si trasformava in una sorta di 3-4-3 o un 3-5-2 con il terzino destro, Emma Koivisto, che si comportava da “braccetto” di destra mentre il terzino sinistro, Valery Vigilucci, da esterno di sinistra. L’esterno dall’altra parte era molto più spesso l’ala destra, Monica Renzotti, che giocava molto larga per concedere ampiezza alla sua squadra: la sua è stata infatti una delle zone con più densità della prima frazione milanista. Le altre due sono state quelle dei due difensori centrali, Nadine Sorelli e Julie Piga, sempre fondamentale per la prima costruzione rossonera. Il numero 23 italiano classe 1998 è stata, infatti, la prima per passaggi riusciti (52) e per palle recuperate (21), la seconda per palle giocate (68) e la terza per giocate utili (11).
Nel secondo tempo il modulo di partenza è stato lo stesso ma con un bilanciamento molto più equilibrato e non offensivo come il primo. E’ da evidenziare la posizione di Evelyn Ijeh che si abbassava spesso a legare il gioco tra i reparti comportandosi quasi da “falso nueve” e lasciando alle due ali, Renzotti e Dompig, il compito di scappare in profondità alla ricerca di spazi, trasformando il modulo in una sorta di 4-3-1-2. Proprio la zona di Dompig è stata quella più densa considerato il fatto che l’ala sinistra olandese classe 2001 sia stata la giocatrice più attiva nel tentare di mettere in difficoltà la difesa interista.
La formazione di Gianpiero Piovani era invece schierata con un 3-5-2 di natura nettamente difensiva dato che i due “quinti”, Beatrice Merlo e Olivia Schough, mantenevano un baricentro nettamente più basso rispetto alle tre di centrocampo, in modo da contenere le sgasate delle frecce del Diavolo tramite raddoppi in aiuto dei “braccetti”. Le zone con maggiore densità sono state quelle del “braccetto” di sinistra, Ivana Andres, e del centrale, Milinkovic: la spagnola classe 1994 è stata la prima per passaggi riusciti (47), per palle giocate (59, come Wullaert) e per giocate utili (16, come la stessa Milinkovic) e la seconda per palle recuperate (15, come la stessa Milinkovic), mentre la bosniaca classe 2004 è stata la prima per giocate utili (16, proprio come Andres), la seconda per palle recuperate (15, proprio come Andres) e la terza per palle giocate (56) e per passaggi riusciti (35).
Dopo l’intervallo il modulo di base era sempre il 3-5-2 ma, considerando anche lo sbandamento avversario, gli schemi sono saltati in fretta e la squadra si è praticamente spaccata in due: linea difensiva solita con il “quinto” di destra, Merlo, bloccata in difesa, Henrietta Csiszar l’unico faro di centrocampo e una linea offensiva a cinque formata da Schough, Haley Bugeja, Polli, Marie Detruyer e Wullaert.

Entrambe le compagini hanno costruito la maggior parte delle loro azioni manovrando dal basso con delle percentuali pari a 91,9% per il Diavolo e 94,2% per l’Inter. Da evidenziare è il fatto che entrambe le percentuali siano diminuite nel corso della seconda metà: da 94,6% a 89,1% per le padrone di casa e da 97,6% a 87,7% per le ospiti.
Le rossonere partivano da un giro palla basso dal terzino sinistro, Vigilucci, verso i due centrali, Piga e Sorelli; l’uscita a sinistra comportava poi spesso il passaggio lungolinea di Vigilucci verso l’ala sinistra, Dompig, che poi si metteva in proprio, come nell’azione che ha portato al momentaneo pareggio. L’asse Vigilucci – Dompig è stato infatti il più attivo nel Milan con 15 passaggi completati. A destra erano invece molto diffuse le triangolazioni tra il terzino destro, Koivisto, il regista, Marta Mascarello, e la mezzala destra, Silvia Rubio, che poi spesso scambiava con l’ala destra, Renzotti, per tentare di scardinare la difesa interista. Oltre ai dati di Piga sono da sottolineare anche quelli di Koivisto: prima per palle giocate (69) e seconda per passaggi riusciti (48), per giocate utili (12) e per palle recuperate (17). Da non dimenticare anche quelli di Mascarello che è stata la prima per passaggi ricevuti (51) e per giocate utili (13) e la terza per palle giocate (53) e per passaggi riusciti (47). La milanista più precisa è stata invece Erin Cesarini che ha concluso con l’89% di precisione passaggi con 16 passaggi completati nei 27 minuti più recupero a sua disposizione.

L’Inter invece partiva direttamente dal portiere, Cecilia Runarsdottir, che si appoggiava ad Andres o a Milinkovic (asse più attivo interista con 12 passaggi completati) per iniziare la costruzione. Il modo più ricercato dalla squadra di Piovani per offendere era la verticalizzazione diretta verso la punta, Wullaert, spesso servita direttamente da Andres, oppure dalla destra, dal “quinto”, Merlo. Sono infatti da evidenziare le statistiche della punta belga classe 1993: prima per passaggi ricevuti (45) e per palle giocate (59, come Andres), seconda per passaggi riusciti (36) e terza per giocate utili (14). La più precisa è stata Chiara Robustellini che ha terminato con l’88% di precisione ma con solo 7 passaggi completati negli 11 minuti più recupero a sua disposizione.
Per quanto riguarda le conclusioni tornano a ripresentarsi le problematiche di inizio stagione per il Milan dato che il totale dei tiri è 13, di cui solo 4 in porta ed 1 solo gol. Le padrone di casa riescono a costruirsi le occasioni per calciare sia da fuori area, 7 volte, che da dentro, 6 volte, ma è emblematico il fatto che l’unica marcatura sia arrivata dal dischetto. È stata proprio l’autrice del momentaneo 1-1, Dompig, a cercare più volta la gioia personale con 3 tentativi ed una rete.
Il Biscione riesce a tirare ben 16 volte, di cui ben 9 in porta con 4 reti. È da sottolineare la precisione delle ospiti che sono riuscite a calciare per ben 14 volte da dentro l’area di rigore costringendo anche il portiere, Noemi Fedele, ad intervenire 5 volte per evitare il tracollo rossonero. L’interista ad aver terminato con più conclusioni è stata Wullaert con 5 tiri e 2 gol, mentre Polli ha tirato 4 volte con una rete, è bastato, invece, un solo tentativo a Milinkovic per gioire.

Paolo Tagliavento e Isabella Cardone, Ternana Women: “Continueremo a far parlare di noi”
Nei giorni scorsi a parlare dopo la promozione in Serie A della Ternana Women è stata anche la dirigenza umbra. Paolo Tagliavento, amministratore delegato della società, ha dichiarato in merito al salto di categoria: “Uno degli obiettivi prefissati è stato raggiunto, forse tra i più importanti, dobbiamo concentrarci per quello che deve ancora succedere e dobbiamo concentrarci per raggiungere il miglior risultato possibile”.
L’ex arbitro ha poi aggiunto: “Ho sentito Stefano Bandecchi, il presidente è contento ma vuole concentrazione sulle prossime partite,. Non ci dimentichiamo che domenica abbiamo il Bologna e dobbiamo cercare di ottenere il miglior piazzamento possibile”.
Tagliavento ha poi concluso: “L’obiettivo è dare il massimo per raggiungere il massimo, quello deve valere sempre. Poi sarà il tribunale verde a decidere cosa ci siamo meritati”.
Anche Isabella Cardone, direttore generale della società, ha ammesso: “Tutto davvero bello, grazie a queste ragazze. Grazie a chi ha creduto in questa sognatrice come me. Siamo contenta perché credo che sia un’impresa sportiva e non solo, continueremo a far parlare di noi. Questo ce lo siamo promessi, per chi è stato con noi in questo momento come Fabio Melillo. Ci crediamo e quindi ora dobbiamo andare a prendere questo primo posto. Festeggiamo perché è meritatissimo”.
Ulderici, Chievo Women: “Siamo una squadra che non teme mai l’avversario e cerca di presentarsi con il massimo della convinzione”
Il Chievo Women, in Serie B, ha superato per 2-0 la Vis Mediterranea. Nel post gara il tecnico delle venete Fabio Ulderici ha dichiarato ai microfoni del club: “Per noi è stata una vittoria importante, è sempre importante vincere. Il primo tempo non eravamo molto soddisfatti del fatto che abbiamo forzato qualche palla di troppo, forse l’abbiamo mossa troppo lentamente. Quando trovi queste squadre che si mettono in undici sotto la linea della palla, che schermano, che non chiudono gli spazi centrali, devi avere pazienza, devi muoverla velocemente, devi andare a trovare le superfici numeriche esterne”.
L’allenatore ha poi aggiunto: “Devi pensare che non per forza devi far gol immediatamente, puoi anche gestire, puoi anche tirarle fuori, puoi muoverla. Poi nel secondo tempo abbiamo fatto un pochino meglio da quel punto di vista lì, abbiamo sbagliato anche delle situazioni magari più vicino alla porta. Il risultato poteva essere anche più ampio dal mio punto di vista, però l’importante era portare a casa tre punti che erano fondamentali”.
Ulderici ha quindi concluso: “Ora arrivano altre partite molto belle da giocare, molto importanti, quella di Bologna sarà una partita difficile contro una squadra forte che sta si giocando la Serie A, quindi se è lì non è lì per caso. Noi siamo una squadra che non teme mai l’avversario, cerca di presentarsi ad ogni appuntamento con il massimo della convinzione, sa di poter far bene con tutte. Proveremo a preparare al meglio questa partita come facciamo sempre, ma siamo convinti di poter fare una grande gara”.
Antonietta Castiello, Lazio: “Orgogliosa di questa squadra che ha messo delle basi solide”
La Lazio ha battuto per 4-0 in trasferta il Como Women, blindando di fatto il sesto posto della Serie A femminile. Nel post gara a parlare in casa biancoceleste è stato Antonietta Castiello che ai microfoni ufficiali del club ha affermato: “Sono orgogliosa perché nelle ultime tre partite abbiamo dimostrato maturità, si vede da diverse gare che siamo cresciute tanto. Questo 4-0 è un risultato più che meritato”.
La classe ’97 della Lazio poi aggiunge sulla sua collocazione in campo: “Il mister mi può mettere anche in porta, per me va bene tutto. Siamo tutte a disposizione del miste. Penso che abbiamo fatto un percorso importante dopo una Serie B dove eravamo la squadra che doveva vincere il campionato. In Serie A tutti parlavano di una Lazio di bassa classifica invece, partita dopo partita, abbiamo messo delle basi solide per crederci sempre di più”.
In conclusione il capitano biancoceleste ha ammesso: “Siamo partite con molta umiltà e con l’obiettivo di arrivare tra le prime cinque. Ora è quello di arrivare prime nella poule salvezza perchè la Lazio non è un punto di partenza ma di arrivo. Chi arriverà in futuro dovrà sapere che vestire questa maglia è pesante, va onorata e portata con dignità e umiltà”.
Final Four Primavera 1: Le pagelle di Juventus-Inter
Ecco, di seguito, le nostre valutazioni sulle protagoniste della finalissima per lo scudetto, delle final-four del campionato Primavera 1, che ha visto prevalere la Juventus sull’Inter, presso il campo “Davide Astori” del Viola Park di Bagno a Ripoli (Firenze).
JUVENTUS
Mustafic 8,5: meglio ancora che in semifinale, tiene a galla la squadra nei momenti di difficoltà: sventa due clamorose occasioni avversarie sullo zero a zero (una per tempo) e nel finale evita anche il possibile pareggio interista. Monumentale.
Tosello 7: attenta in fase difensiva, cerca anche di rendersi utile in quella offensiva: è infatti da suo piede, che parte il traversone su cui Flis costruisce il vantaggio.
Cocino 6.5: è praticamente sempre al posto giusto: sbaglia poco e tampona molto.
Termentini 6: la capitana non è sembrata al meglio della sua condizione: forse ha patito l’emozione della finale. Però, non combina guai.
Bertora 6: meno appariscente che non in semifinale, contribuisce però ad evitare troppi affanni al proprio portiere.
Gallo 6.5: decisamente più in ‘palla’ della semifinale, si accolla quasi tutti i riavvii del gioco dalla retroguardia.
Flis 7: è curioso, che la rete del vantaggio sia stata siglata dall’unica straniera presente in campo all’avvio della gara. Ma dimostra subito di voler lasciare il segno, sgroppando a tutta fascia, sia per tamponare che per costruire (dal 76’ Copelli 7: ha il vantaggio di affrontare avversarie stanche, ma la sua velocità mette in crisi tutta la retroguardia interista. Come in occasione del penalty).
Piermarini 6: più efficace in fase di copertura, che non in quella di costruzione dove sbaglia un po’ troppi appoggi (dal 69’ Piccardi: entra per dare più fisicità al centrocampo e non fallisce l’incarico).
Ferraresi 7: segna soltanto dal dischetto, calciato con freddezza e precisione, ma si batte su tutto il fronte d’attacco senza fare confusione come in semifinale.
Zamboni 6: molto meno incisiva che non contro il Sassuolo, si batte comunque con impegno. Esce dopo essere stata ammonita per una trattenuta (dal 76’ Bertero 6.5: entra concentratissima e nel finale diventa un ‘muro’ davanti ai tentativi di sfondamento interisti).
Bellagente 6: la sua classe si intravede solo a sprazzi e non è mai veramente incisiva (dal 46’ Bianchi 6.5: è lei, la seconda straniera che ha calcato il terreno della finale, e come nella sfida precedente dimostra efficace sostegno, sia avanti che dietro).
Bruzzano 7: per un’ora la sfida sembra ricalcare i patemi della semifinale poi, sbloccato il risultato, si rivede la ‘sua’ Juventus e lui non fa errori nei cambi.
INTER
Robbioni 8: questa volta non riesce a neutralizzare il rigore e nemmeno ad evitare il vantaggio bianconero, ma è incolpevole in entrambe le occasioni. Per il resto si dimostra sempre efficace e precisa.
Consolini 6.5: gioca con autorevolezza, sino a quando le forze la sostengono: lascia il campo ‘sulle ginocchia’ (dal 84’ Petrillo n.g.).
Compiani 6.5: dà l’esempio a tutta la squadra, per impegno dedizione e qualità. E come per tutta la squadra, forse avrebbe meritato di più…
Robino 6: come accaduto in semifinale, cerca di dare il suo contributo: è sicuramente più dinamica che ispirata (dal 66’ Sasso 7: entra, si batte e per poco non lascia il segno: solo il palo le nega il pareggio).
Verrini 6: le avanti bianconere non le fanno correre grandi rischi, ma si limita praticamente solo a difendere.
Beduschi 7: come contro la Roma deve sostituire la titolare Bressan, ma di certo non la fa rimpiangere e nel finale arriva ad un soffio dal pareggio, con un colpo di testa da corner. È sfortunata in occasione del vantaggio bianconero, quando anticipa Ferraresi ma ‘libera’ Flis.
Ciano 6.5: nel primo tempo cerca di incidere, ma è molto meno efficace che non in semifinale. Si riaccende nella ripresa, quando regala assist alle compagne che purtroppo non riescono a sfruttarli.
Giudici 6: vale il commento fatto per la partita con la Roma: da lei ci si aspetterebbe qualcosa di più. Comunque non disputa una gara negativa (dal 84’ Cotugno n.g.)
Viviani 6: questa volta parte titolare e le tocca il compito di fare il ‘pivot’, come nel basket. Ci mette corsa e vigore, ma in fase conclusiva perde efficacia.
Fadda 7: per tutta la partita crea scompiglio nella retroguardia avversaria: recupera palloni a centrocampo e li gestisce con classe ed acutezza. Cala, per ovvi motivi, nel finale.
Romanelli 7: nel primo tempo è quasi l’incubo di Mustafic, che se la vede sbucare al tiro da tutte le parti: purtroppo manca un po’ di precisione ed i suoi tentativi non danno risultati concreti (dal 77’ Bufano 6: quando entra, la squadra è già in riserva non può sostenerla come sperato)
Mandelli 7: lascia l’iniziativa alla Juventus, ma solo nella metà campo avversaria. Poi scatta una pressione asfissiante, che per un’ora rende sterile l’attacco bianconero. Lo penalizzano due episodi, ma la sua squadra ne esce a testa alta.
Juventus-Inter si giocherà sabato 10 maggio alle ore 20.30 all’Allianz Stadium: al termine del match, la premiazione per lo scudetto bianconero
Considerata la sopravvenuta concomitanza con Lazio-Juventus maschile di sabato 10 maggio, la Divisione Serie A Femminile in accordo con i club ha scelto di posticipare l’inizio della gara per dare la possibilità al maggior numero di tifosi possibili di seguire i due eventi sportivi.
La Divisione Serie A Femminile Professionistica, considerata la sopravvenuta concomitanza con la partita del campionato di Serie A maschile tra Lazio e Juventus – programmata per le 18 di sabato 10 maggio -, ha deciso di posticipare alle ore 20.30 il match tra Juventus e Inter, valido per l’ultima giornata di Serie A Femminile eBay, dopo il quale è prevista la premiazione in campo delle nuove campionesse d’Italia.
Una scelta, quella della Divisione Serie A Femminile in accordo con i club, finalizzata a dare la possibilità al maggior numero di tifosi possibili di seguire i due eventi sportivi, vista la grande rilevanza degli stessi. Juventus-Inter sarà trasmessa in diretta su RaiPlay e DAZN.
Nicole Croin, Hellas Verona: “Tre punti importanti per la salvezza, abbiamo dato tutto”
L’Hellas Verona, in Serie B, ha vinto per 3-1 in casa contro la Res Roma. Nel post gara a parlare in casa veneta è stata la centrocampista gialloblù Nicole Croin che ha dichiarato, ai microfoni del club gialloblù:
“È stata una vittoria secondo me molto sofferta. Abbiamo lavorato tutta la settimana, ma anche già dalle settimane precedenti quindi anche dalla gara con il Brescia. Sono stati tre punti molto importanti perché ci servivano anche per prendere un attimo un sospiro di sollievo per la corsa salvezza”.
La giocatrice scaligera ha poi concluso aggiungendo: ” Siamo molto contente. Io ho cercato di dare tutto quello che avevo e ho cercato di fare un passo avanti rispetto alle scorse partite, quindi di essere più concreta sulla finalizzazione, come mi chiedeva il mister”.















