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Al Parma basta Gaia Lonati per battere il Genoa e ritornare in Serie A

Photo Credit: Parma Calcio 1913

Il Parma conquista la promozione in Serie A con due giornate d’anticipo. Una vittoria sofferta ma meritatissima contro il Genoa allo stadio Il Noce, firmata da Giulia Lonati, decisiva con il gol al 52’. Le gialloblu festeggiano il ritorno nella massima serie dopo una stagione di altissimo livello, chiusa con la certezza del primo posto.

Tutto esaurito al centro sportivo Il Noce per la gara decisiva: le gialloblu partono forti e già al 12’ vanno vicine al gol con Distefano, che sfonda sulla destra e incrocia il destro, sfiorando il palo alla sinistra di Forcinella.

Dopo un primo tempo equilibrato, nella ripresa il Parma accelera e trova il vantaggio al 52’: lancio perfetto di Ferrario per Rabot, che salta l’avversaria e dalla linea di fondo serve un pallone perfetto al centro. Sul secondo palo arriva Lonati, che deve solo spingere in rete: è 1-0 e potrebbe essere il gol promozione. Due minuti più tardi, Distefano ci riprova con un’altra accelerazione a destra e cross teso in mezzo: Benedetti non arriva per centimetri. Il Genoa non molla: al 73’ grande azione di Massa, che supera Masu e cerca in mezzo Cuschieri, ma è straordinaria la chiusura di Ambrosi, che evita il pareggio con un intervento provvidenziale. Nel finale è assalto delle liguri: all’88’ su calcio d’angolo Ferrato va vicinissimo al colpo di testa a botta sicura, ma è brava Ferrario a chiudere con una gran giocata difensiva.

Dopo cinque minuti di recupero, il fischio finale fa esplodere la gioia: il Parma è ufficialmente in Serie A.

PARMA (4-3-3): Copetti; Rizza (85’ Meneghini), Ambrosi, Masu, Rabot; Ferrario, Pondini, Zamanian (53’ Benedetti); Lonati (66’ Peruzzo), Ferin (53’ Kajzba), Distefano (85’ Rognoni). A disp: Fierro, Lapomarda, Mounecif, Cini. All: Colantuono.
GENOA (4-3-1-2): Forcinella; Bettalli (77’ Lipman), Di Bari, Di Criscio, Mele; Ferrara (77’ Campora), Cinotti (64’ Massa), Giacobbo; Acuti; Cuschieri, Bargi (64’ Ferrato). A disp: Lagona, Bernardi, Raggi, Oliviero. All: Fossati.
ARBITRO: Lotito di Cremona.
MARCATRICE: 52’ Lonati (PAR).

Barcellona – Chelsea: successo Blaugrana nella gara di andata

I momenti chiave

12′: Hampton para il rigore battuto da Alexia
35′: Pajor porta il Barcelona in vantaggio
70′: Pina trova il gol del raddoppio
74′: Baltimore accorcia le distanze
82′: Paredes realizza il terzo gol per il Barcelona
90′: Pina chiude definitivamente la gara

Caroline Graham Hansen, recuperata in extremis dopo aver saltato l’allenamento di sabato, parte titolare e si rende subito pericolosa con un tiro insidioso nei primi minuti. Poco dopo, sugli sviluppi di un corner battuto proprio dall’attaccante del Barcelona, la sfera impatta sul braccio di Nathalie Björn. L’arbitro assegna il rigore, ma Alexia Putellas si fa ipnotizzare da Hannah Hampton, che respinge.

Il Chelsea, con una rosa ridotta da diverse assenze di lunga durata e costretto a fare a meno anche di Lauren James per un problema muscolare, fatica a uscire dalla propria metà campo e subisce la pressione avversaria. Al 35’, arriva l’episodio decisivo: Alexia inventa un filtrante perfetto per Ewa Pajor, che si presenta davanti a Hampton e la batte con freddezza.

Le inglesi non riescono a costruire vere occasioni, ma sul finire del primo tempo si rendono pericolose con una punizione velenosa di Aggie Beever-Jones, che costringe Cata Coll a un intervento in tuffo per evitare il pari. Nella ripresa è ancora il Barcellona a dettare il ritmo. Alexia ci prova ma trova ancora Hampton attenta, poi arriva il raddoppio: Ona Batlle mette un cross rasoterra da destra che Clàudia Pina, appena entrata al posto di Graham Hansen, trasforma con freddezza.

La reazione del Chelsea è immediata: passano appena quattro minuti e arriva il 2-1. Catarina Macario gestisce bene il possesso, Guro Reiten lascia sfilare con una finta intelligente, e Baltimore trova l’angolino con un sinistro preciso. Il Barcellona non rallenta e ristabilisce il doppio vantaggio: è ancora Pina, questa volta da calcio d’angolo, a servire un pallone sul secondo palo che Irene Paredes schiaccia in rete di testa. Nel finale, Pajor sfiora il poker con un tiro alto, ma il 4-1 arriva lo stesso: Alexia inventa con un tacco delizioso, e Pina firma la doppietta personale, chiudendo una serata da protagonista assoluta.

Visa Player of the Match: Clàudia Pina (Barcellona)

Clàudia Pina è stata eletta Player of the MatchUEFA via Getty Images

“È insolito essere la migliore in campo quando si entra 66′, ma Pina ha fatto la differenza. Ha orientato la partita a favore del Barcellona con la sua determinazione, i suoi movimenti intelligenti e le sue grandi doti da finalizzatrice.”
Gruppo di Osservatori Tecnici UEFA

Formazioni iniziali

Barcellona: Cata Coll; Batlle, Paredes, Mapi León (Engen 46′), Brugts (Rolfö 81′); Aitana, Patri, Alexia; Graham Hansen (Pina 66′), Pajor, Paralluelo (Vicky López 88′)

Chelsea: Hampton; Bronze, Björn (Girma 81′), Bright, Baltimore; Walsh, Cuthbert; Rytting Kaneryd, Kaptein (Macario 61′), Beever-Jones (Reiten 61′); Ramírez (Nüsken 88′)

Prossime tappe
La gara di ritorno si giocherà a Stamford Bridge alle 15:00 CET di domenica 27 aprile. La vincente affronterà l’Arsenal o il Lyon nella finale di Lisbona, in programma sabato 24 maggio.

Gian Loris Rossi, coach Sassuolo: “Vogliamo continuare su questa direzione. Clelland vera trascinatrice”

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Queste le parole di mister Rossi dopo la convincente vittoria per 3-0 sul Como Women: “Ci siamo riscattate dopo la partita d’andata, avremmo anche potuto fare più gol per quanto abbiamo creato sia nel primo che nel secondo tempo. Sono contento della prestazione e della squadra che è riuscita a gestire il vantaggio e abbassare il ritmo della partita. Terza vittoria di fila, due gare a reti inviolate e vogliamo sicuramente continuare. Dopo il turno di riposo ci saranno Lazio e Samp contro cui dovremo ripetere queste prestazioni, sia per le ragazze che per il club. Oltre alle sue qualità, Clelland è una trascinatrice di questa squadra. Hanno fatto molto bene tutte e tre davanti, aiutate da una ottima prestazione di tutta la squadra. Il ritorno di Brignoli è un’altra nota positiva, per noi è importante sia tecnicamente che a livello di spogliatoio. Cercheremo di farla tornare in campo nelle prossime partite“.

Brescia Femminile, la quarta vittoria consecutiva è prova di sacrificio contro l’Hellas

Photo Credit: Acf Brescia Calcio Femminile

Sofferta, voluta, conquistata. Il Brescia Calcio Femminile ottiene la sua quarta vittoria consecutiva con il successo per 2-1 nel derby con l’Hellas Verona, al termine di una sfida aperta nel migliore dei modi e chiusa a denti stretti contro un’avversaria mai doma.

L’undici che scende in campo contro le scaligere, come già aveva fatto una settimana prima con l’Orobica, battezza il match a poco più di un giro di lancette dal fischio d’inizio e, presa la gestione del gioco, dopo venti minuti raddoppia anche, tuttavia, visto il vantaggio dimezzato sul finire di primo tempo, nel secondo poi deve difendersi e dar vita a una prova di nervi per non consentire alle ospiti di pareggiare i conti.

Venendo alla cronaca della partita, come detto, il risultato cambia al secondo minuto quando Sobal, ricevuta palla sulla trequarti, arriva in velocità in area e, murata una prima volta, poi realizza l’1-0 che equivale anche al suo 19esimo centro stagionale.

Il Verona si fa vedere poco dopo dalle parti dell’area bresciana, e scalda i guantoni di Cazzioli, schierata titolare, subito mostratasi attenta nella prima frazione di gara e poi autrice di una serie di parate salva risultato nel secondo tempo.

Le Leonesse, pur tenendo il pallino del gioco, faticano ad arrivare alla conclusone tuttavia al primo affondo concreto raddoppiano: è il 20esimo quando una caparbia Magri va al cross teso dalla linea di fondo e la difesa ospite, nel tentativo di neutralizzarlo, incappa nella deviazione che deposita palla in rete. Poi il Brescia ci prova ancora con Berveglieri che va alla tiro in un paio di occasioni, ma sul finale di tempo subisce il gol.

Dopo che Cazzioli era stata brava a bloccare una conclusione su girata del Verona al minuto 38, il portiere nulla può al 42esimo sul prosieguo di un’azione d’angolo che vede Peretti scoccare il tiro vincente, e mettere i presupposti per un secondo tempo affatto semplice.

E quando questo comincia se ne ha subito conferma, ma Cazzioli diventa protagonista: al quinto dice no a un tiro ravvicinato, al 13esimo è bravissima ad opporsi ancora a una girata sottomisura, deviando in angolo. Poi la numero 1 si ripete al 20esimo con un intervento difficilissimo che chiude lo specchio della porta alle gialloblu.

Il Brescia prova a ripartire, ma occasioni vere e proprie non ne crea, e al minuto 29 rischia di nuovo grosso: su un errore in ricostruzione il Verona pressa, e un passaggio di Tunoaia dalla linea di fondo verso il portiere diventa un assist per le ospiti, ma ancora una volta Cazzioli salva, per poi fare altrettanto un minuto dopo alzando sopra la traversa in seguito a calcio d’angolo.

Il finale è da apnea, ma dopo cinque minuti di recupero, al triplice fischio, può liberarsi l’esultanza.

L’Hellas è squadra che non ha la classifica che si merita, esprime un buon calcio, ha una proposta tecnica di cui abbiamo stima e giocatrici di qualità – commenta mister Valenti – siamo riusciti a vincere ma con grande fatica. Abbiamo fatto un primo tempo veramente bello, ben giocato, e forse il 2-0 ci stava anche stretto, nel secondo invece abbiamo fatto una partita di sacrificio, di contenimento. Brave le ragazze a cambiare registro, ad adattarsi, non è il tipo di calcio che vogliamo fare, ma quando ci costringono bisogna essere capaci a farle, brave alle ragazze che tra l’altro stanno facendo qualcosa di straordinario vista la situazione in cui siamo. Complimenti poi a Valeria Cazzioli, davvero molto brava in fase di costruzione e in fase difensiva e autrice di parate decisive“.

Reti: 2′ Sobal, 20′ Barro (aut.), 42′ Peretti.
BRESCIA (3-5-1-1): Cazzioli; Nicolini, Lepera, Tunoaia; Pedrini (63′ Celestini), Magri, Morreale, Berveglieri (80’ Razza), Larsson; Berti (dal 90′ Menassi); Sobal (80’ Cacciamali). All. Valenti. A disp: Tasselli, Raccagni, Roselli, Galbusera, Zambelli.
HELLAS VERONA (3-5-2): Rubinaccio; Manzetti, Barro, Costa; Zanoni, Mancuso (90′ Corsi), Naydenova, Peretti, Croin (dal 68′ Casellato); Dallagiacoma, Bernardi (77′ Duchnowska). All. Venturi A disp: Valzolgher, Petrillo, Anghileri, Nava, Capucci.
ARBITRO: Sabri Ismail di Rovereto
NOTE. Ammonita: 30′ Berti

Max Canzi, tecnico della Juventus, traghettatore verso lo Scudetto: “Quello che siamo riusciti a fare, l’abbiamo fatto grazie alle ragazze”

Photo Credit: Nicolò Ottina - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Al suo primo anno alla guida della Juventus Women, il tecnico Massimiliano Canzi ha già centrato, oltre ai gironi di Champions League in un doppio confronto difficilissimo contro il Paris Saint-Germain, uno Scudetto, il sesto nella storia bianconera, importantissimo per tornare a dar fiducia a una squadra che, negli ultimi due anni, ha faticato a farsi spazio in campionato e a dare prova di tutto il suo valore.

Prima di cominciare la conferenza post-partita, il Mister ha voluto ringraziare tutto lo Staff e le persone che lavorano dietro le quinte, rendendo omaggio a tutte coloro e tutti coloro che hanno permesso di arrivare a questo traguardo, in primis la rosa, andando a rimarcare quanto sia determinante avere una buona base da cui partire per, da lì, poterne coordinare le mosse: «Quando si raggiunge un traguardo come questo, bisogna riconoscere che non è possibile raggiungerlo senza la collaborazione della Segreteria, del Club, e di tutti gli altri: le ragazze e io siamo quelli che vanno personalmente in tivù e sui giornali, ma credo che sia doveroso dare spazio a questi grandi professionisti. Quando la sera vai a casa alle sette o alle otto magari c’è ancora gente che sta lavorando negli uffici, la mattina arrivi alle otto con l’allenamento al pomeriggio e ci sono già persone che stanno lavorando al computer. Non posso fare altro che cercare di ringraziare e di dare visibilità a tutti loro. Per la prima volta in carriera mi sono trovato a lavorare con così tante persone, e ognuna di loro ha fatto tantissimo e ha messo la sua personale firma su questo titolo, l’abbiamo raggiunto tutti insieme. Sì, è “la Juve di Canzi”, ma è la Juve delle ragazze e di tutti quelli che ci sono dietro, ho coordinato queste persone meravigliose che hanno una passione sfrenata.»

Quando gli è stato chiesto se fosse nei suoi pensieri, all’inizio del campionato, quando le ragazze scendevano in campo e sembravano un fiume in piena, l’ipotesi di conquistare lo scudetto dopo essere appena arrivato sulla panchina della Juventus, il tecnico ha negato di poter anche solo sperare in un risultato di questo tipo, né le emozioni che derivano da questo traguardo importantissimo, il cui fulcro restano comunque le ragazze, come sottolinea in ogni sua affermazione: «No, nel senso che non mi era stato chiesto quest’obiettivo. Mi era stato chiesto di raggiungere un posto che mi garantisse la Champions League, ché questo era un anno di rifondazione. All’inizio sono state cambiate undici giocatrici, ed è cambiato lo Staff tecnico. No, non mi aspettavo di provare queste emozioni. Sono venuto qui alla Juventus con Ivan Moretto, che è il mio collaboratore, gli altri li ho trovati qua; ero molto determinato, lui era dubbioso. Non pensavo che avrei mai provato queste emozioni, e nemmeno lui, quindi siamo grati al Club, che ci ha dato un’opportunità straordinaria, e alle ragazze, ovviamente», e l’aggettivo da lui usato per descrivere questo cammino è «”Impensabile” non solo dall’inizio dell’anno, ma impensabile per me personalmente per il percorso che ho avuto.»

«Sono contento che non ci sia mai stata una festa così, sicuramente è per il rapporto che si è creato, e molto hanno fatto i due anni di digiuno, capisco questa gioia. Ho cercato di essere me stesso, come ho già detto faccio questo mestiere a vari livelli e con ruoli diversi da quarant’anni, e alla fine ho capito una cosa sola: se si cerca di essere qualcosa di diverso da se stessi si viene sgamati immediatamente e non funziona. Ho portato sicuramente un po’ di pragmatismo, come aveva detto il Direttore in conferenza stampa, un po’ di concretezza, e anche un rapporto molto diretto, con il pro e i contro dei rapporti diretti: dico le cose molto serenamente e molto francamente», ha poi dichiarato, analizzando il suo modo di interfacciarsi con le ragazze, un approccio che hanno tutte rispettato e accolto con grande gioia, uno dei segreti che hanno fatto funzionare bene il meccanismo e il gioco della squadra, oltre a un bellissimo gruppo unito di ragazze a caccia degli stessi obiettivi.

Il calcio proposto dallo Staff tecnico aveva un’impronta diversa rispetto a quella mostrata negli anni precedenti, e la squadra si è adattata al meglio alle richieste dell’allenatore, non senza qualche iniziale difficoltà, per poi arrivare a raccogliere dei frutti importantissimi e che vanno a compensare la fatica iniziale: «Ho cercato di portare delle idee, probabilmente questo modo di giocare era sicuramente molto particolare e molto dispendioso, e abbiamo dovuto trovare dei compromessi nei momenti di difficoltà, proprio per questa ragione “il mio calcio” non esiste, ma esiste il calcio che ci porta a raggiungere gli obiettivi prefissati e, se questo significa cambiare modo di giocare per arrivare a quegli obiettivi, lo facciamo. Margini di miglioramento ce ne sono sempre, esistono quelli individuali e di gruppo, e parlo anche di me: ho imparato anch’io tanto in questa stagione, tante cose che non conoscevo, e il calcio è bello per questo, perché quello che non funziona oggi molto spesso non funziona domani.»

Non sarebbe stato possibile, però, provare a cambiare sistema di gioco senza la collaborazione da parte delle calciatrici, che hanno accolto il nuovo allenatore e le sue proposte per provare a dare una svolta al loro modo di giocare: «Quello che siamo riusciti a fare, l’abbiamo fatto con la disponibilità delle ragazze, perché senza la loro disponibilità dal primo giorno avremmo potuto proporre loro qualsiasi cosa, ma saremmo rimbalzati contro un muro, e quindi sicuramente credo che abbiamo avuto dei meriti, ma senza questa grandissima disponibilità difficilmente avremmo potuto raggiungere quest’obiettivo.»

Con Arianna Caruso, attualmente in prestito al Bayern Monaco, sugli spalti a gioire con le sue compagne di squadra per lo Scudetto, è sempre stata una pedina importantissima per la Juventus, e la sua partenza nella sessione invernale di mercato ha portato il Club a muoversi per trovare un rimpiazzo che potesse farne le veci. Una missione difficile, che si può però considerare compiuta, visto che sono arrivate giocatrici pronte a dare tutto per la squadra: «Arianna è una calciatrice importante, che ha deciso di prendere al volo quest’opportunità importante. Vogliamo persone che quando entrano a Vinovo lo facciano strafelici di essere lì, e lei l’ha sempre fatto, dal primo giorno in cui entrata fino a quando è rimasta una nostra giocatrice. Il Club è intervenuto sul mercato, e credo che sia sotto gli occhi di tutti il lavoro che è stato fatto sulle giocatrici che sono entrate a gennaio. Fare mercato a gennaio è complicatissimo, soprattutto con una macchina che funziona, e la nostra era una macchina che funzionava, un orologio svizzero, e andare a mettere negli ingranaggi qualcosa di nuovo era difficilissimo, ma ogni scelta che è stata fatta è stata azzeccata. Sono arrivate calciatrici che si sono subito immedesimate in quello che è lo spirito che va oltre il gioco, sono calciatrici importanti in ottica futura ed europea.»

I festeggiamenti per lo scudetto non devono “distrarre” la Juventus da un’altra partita importante, vale a dire la finale di Coppa Italia, in programma a Como contro la Roma, una partita secca che permetterà all’una o all’altra squadra di alzare al cielo un altro, importante trofeo: «Una partita secca, sarà qualcosa di diverso. Le partite secche hanno una storia a sé. Per noi ha lo stesso valore del Campionato, siamo riusciti ad arrivarci con fatica, abbiamo avuto dei momenti in cui sembrava quasi che potessimo uscire e abbiamo incontrato squadre forti. Ci siamo sudati la finale e faremo di tutto per portare a casa quest’altro titolo, ma adesso ci godiamo questa vittoria!»

E fa bene, il tecnico bianconero, a festeggiare questa meritata vittoria, perché l’anno che si prospettava di rifondazione è stato, invece, l’anno di una clamorosa rinascita. Tanti complimenti a Mister Massimiliano Canzi e a tutto il suo Staff per il lavoro fatto insieme alle ragazze!

Lumezzane, il San Marino vince al Saleri

Photo Credit: FC Lumezzane

Il Lumezzane scende in campo contro il San Marino per ripartire dopo la sconfitta contro il Bologna. Nicoletta Mazza sceglie il 4-3-1-2 con Redolfi, Viscardi, Galbiati e Asta a difendere la porta di Frigotto. A centrocampo ecco Puglisi e Zappa a supporto di Ghisi, mentre dietro alla coppia Pinna-Tudisco c’è Ladu.

PRIMO TEMPO
Le due squadre iniziano la partita in maniera molto attenta per non concedere spazi importanti alle avversarie. Al 21′ l’equilibrio si spezza con Larocca che sfrutta un ottimo cross su punizione e, nel giro di pochi minuti, il San Marino va in rete anche con Tamburini e Giuliani. Le ragazze di Mazza tentano di rientrare in partita con un colpo di testa di Puglisi che però si conclude con una parata di Limardi.

SECONDO TEMPO
Il Lumezzane entra in campo con un altro piglio nella ripresa e riapre subito la partita con un gran gol di Zappa. Poco dopo la neoentrata Licari si guadagna un rigore che Pinna trasforma per la rete del 2-3. L’entusiasmo del Lumezzane si spezza però al 22′ quando Tamburini riporta il San Marino in vantaggio di due reti. Alla mezz’ora è di nuovo Pinna a segnare per le rossoblù che, da quel momento, spingono a testa bassa e si vedono respingere il gol del pareggio sulla linea. Nel finale, con il Lumezzane sbilanciato, il San Marino segna la quinta ed ultima rete con Marchetti.

LUMEZZANE (4-3-1-2): Frigotto; Redolfi (37′ st Mutti), Viscardi, Galbiati, Asta; Puglisi (1′ st Sule), Ghisi, Zappa; Ladu (20′ st Basso); Pinna, Tudisco (1′ st Licari). A disp: Gilardi, Vavassori, Valesi, Carravetta, Trandafir All: Mazza.
SAN MARINO (4-4-2): Limardi; Peare (15′ st Weithofer), Congia, Bertolotti (1′ st Miotto), Ventura (33′ st Gardel); Marchetti, Tamburini, Battaglioli, Magni; Giuliani, Larocca. A disp: Gallesio, Crocioni, Fancelu, Gallesio, Gallina, Pirini. All: Bragantini.
ARBITRO: Schmid di Rovereto.
MARCATRICI: 21′ pt Larocca, 25′ pt, 22′ st Tamburini, 28′ pt Giuliani, 3′ st Zappa, 14′, 28′ st Pinna, 47′ st Marchetti.
AMMONITE: Ghisi, Tudisco, Peare.

Eleonora Goldoni: “Il mio amore per il calcio? Tutta colpa di Bobo Vieri”

Photo Credit: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
La calciatrice poi aggiunge: “Da li ho lottato tanto, papà era d’accordo e mamma no. All’età di 7 anni andai al primo allenamento con la squadra del mio paese, che era solo di maschietti“.
In stagione episodio particolare, poi, capitato alla centrocampista, ex Inter, Napoli e Sassuolo, finita tra i pali della Lazio: “Ho il guanto del portiere nell’armadietto perché in Como Women – Lazio, giocata qualche mese fa, Cetinja è stata espulsa e avevamo finito i cambi.  Alla fine andai io perché le mie compagne ricordavano che in una partitella avevo giocato in porta. Ho preso la sua maglia e i suoi guanti e  tempo due secondi e avevo preso un gol. Furono 8 minuti di assedio, un’esperienza fighissima mista a incubo. Siamo riuscite a portare a casa la vittoria”. 

La chiacchierata termina sul movimento femminile sul quale la calciatrice emiliana classe ’96 non ha dubbi: “Rispetto a qualche anno fa è in crescita esponenziale. La Nazionale si è qualificata al prossimo Europeo, in livello in Serie A e in Serie B è cresciuto notevolmente e c’è stato anche il primo album Panini femminile. Viviamo in un momento storico transitorio, io ho giocato con ragazze che hanno dato il via al professionismo ma non hanno avuto la fortuna di poterlo vivere”.

Grande festa a Milano – Piovani osanna la squadra: “Ragazze fantastiche”

Photo Credit: Rahma Mohamed - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Una settima giornata Poule scudetto da incorniciare per l’Inter, scesa in campo questo sabato contro la Roma e riuscita a strappare tre punti consolida-classifica, nonché una super qualificazione alla Champions League.
Quello sfoggiato presso il nido nerazzurro è un tris che, quindi, vale doppio, trovato da Polli e Bartoli tra primo e secondo tempo ed intervallato dall’errore dell’opposta Troelsgaard.

Festeggia il tecnico Piovani che, nel post gara, ai microfoni di Inter TV, si è espresso in questo mondo: “È una gioia immensa per tutti noi, da condividere con lo staff, i dirigenti, la società ma soprattutto le ragazze che sono state davvero fantastiche, dimostrando di essere un gruppo solido che riesce ad andare oltre ogni difficoltà”.

La guida milanese ha poi continuato soffermandosi sull’intero viaggio stagionale che presenta un bilancio pressoché positivo: “Il nostro futuro deve ripartire da qui – ha, infatti, affermato lo stesso -. Essendo stato un anno zero inizialmente non è stato facile mettere insieme tutti i pezzi; sono arrivate tante nuove giocatrici e sono subentrato io, ma grazie ad un lavoro costante coadiuvato anche da un grande staff siamo riusciti a portare a casa dei buoni risultati.

L’obiettivo iniziale era fare bene e migliorare il piazzamento dello scorso anno qualcosa dello scorso anno, per questo possiamo dire con certezza di aver posto delle basi solide e importanti per un’altra stagione”.

Arezzo: Fracas segna una doppietta in due minuti ma non basta

Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Per la 26° giornata di campionato, l’Arezzo è ospite del Chievo Women. Le amaranto cercano un successo, dopo aver mancato la vittoria nelle tre partite precedenti.

CHIEVO WOMEN – ACF AREZZO

Chievo Women: Capecchi, Micciarelli, Veritti, Tonelli, Ketis, Merli, Landa, Pizzolato, Begal, Picchi, Marengoni

A disposizione: Butte, Saggion, Filippo, Fernandez Betancou, Cavallin, Gattuso Masciantonio, Morena, Solinas All. Fabio Ulderici

ACF Arezzo: Bartalini, Licco, Carcassi, Corazzi, Barsali (54’ Martino), Zito, Prinzivalli (73’ Taddei, 88’ Lunghi), Lorieri, Blasoni (73’ Bruni), Fortunati, Razzolini (54’ Fracas)

A disposizione: Cardarelli, Orsenigo, Lunghi, Bruni, Santini, Taddei, Toomey, Fracas, Martino All. Ilaria Leoni

Marcatrici: Fracas (56’, 58’), Picchi (60’), Landa (90’)

Angoli: 6-4

Ammonite: Zito (90’)

Recupero: 1’- 5’

PRIMO TEMPO

5’ La prima occasione è per il Chievo Women. Picchi si presenta da sola davanti a Bartalini e va il tiro. L’estremo difensore amaranto riesce a bloccare il pallone in tuffo.

9’ Primo tiro per l’Arezzo. Dopo una serie di rimpalli nei pressi dell’area del Chievo, la palla torna a Corazzi. La numero 8 passa a Blasoni che tenta il tiro dalla distanza. Capecchi blocca.

12’ Il Chievo si fa pericoloso con Merli. La giocatrice delle padrone di casa sembra poter arrivare da sola in un 1vs1 con Bartalini. Prinzivalli recupera e riesce a ostacolare l’avversaria e manda in angolo. Dagli sviluppi del corner, il Chievo si fa pericoloso Marengoni che tira dal limite dell’area.

15’ Occasione Arezzo. Dopo una deviazione della difesa di casa, il pallone arriva a Carcassi che si trova all’altezza del dischetto di rigore. L’attaccante amaranto va al tiro, ma il Chievo si chiude in calcio d’angolo.

31’ L’Arezzo si fa vedere nuovamente. Dalla destra, Barsali mette una palla in area, che viene però intercettata dal Chievo. Fortunati riesce a recuperare il pallone al volo e appoggiarlo a Carcassi. L’attaccante va al tiro. La difesa di casa devia in corner.

33’ Brivido per l’Arezzo. Picchi entra in area e con un passaggio rasoterra cerca Landa. Brava Fortunati a disturbare la calciatrice del Chievo che non riesce a toccare il pallone.

34’ Ancora Chievo. Landa va al cross che diventa quasi un tiro. Bartalini prova ad arrivarci in uscita, ma non sfiora il pallone. Prinzivalli recupera il pallone e dà inizio ad una nuova azione offensiva delle amaranto.

43’ Per l’Arezzo ci prova Razzolini. Il capitano amaranto vede uno spiraglio dalla distanza e va alla conclusione. Tiro di poco sopra la traversa.

45’ Il Chievo ha un’occasione a fine di primo tempo. Una delle calciatrici di casa va al tiro dal limite. Bartalini para in due tempi.

SECONDO TEMPO

45’ Il secondo tempo si apre con un’occasione ghiotta per l’Arezzo. Lorieri mette pressione alla difesa del Chievo e recupera un pallone nell’area delle padrone di casa. Appoggia la palla a Carcassi, ma Capecchi riesce a togliere la palla dallo specchio della porta.

46’ Ancora Arezzo. Razzolini mette una palla rasoterra verso il centro dell’area. Non ci arriva nessuno e la sfera di gioco sfila sul fondo del campo.

52’ Occasione per il Chievo. Da un calcio di punizione, la palla arriva in area ed è buona per la testa di Picchi. La giocatrice ci arriva di testa. Il pallone va fuori di poco.

56’ GOL AREZZO. Dagli sviluppi di un calcio d’angolo la palla arriva a Licco. La numero 6 appoggia a Fortunati che va al tiro.  La palla arriva addosso a Capecchi e carambola tra i piedi di Fracas che segna al volo.

58’ GOL AREZZO. Raddoppio amaranto. Fracas sigla la doppietta personale di testa grazie a un cross di Carcassi.

60’ Gol Chievo. Dagli sviluppi di un calcio d’angolo, la difesa dell’Arezzo pasticcia e Picchi riesce a battere Bartalini.

62’ Le padrone di casa cercano il pareggio. Landa delle padrone di casa si avvicina all’area dell’Arezzo in solitaria e va al tiro. Bartalini alza sopra la traversa.

65’ L’Arezzo si fa vedere ancora. Carcassi riceve il pallone da Fracas e avanza in corsa verso l’area del Chievo. Inizialmente viene ostacolata da Pizzolato, ma la numero 7 riesce a liberarsi e ad andare al tiro. Il tentativo in porta è però debole e Capecchi para.

67’ Ancora Arezzo, ancora Fracas. L’attaccante riceve il pallone da Fortunati che rimette in campo la palla da una rimessa laterale. Dal limite dell’area, la numero 71 va al tiro e sembra poter impensierire Capecchi, ma l’estremo difensore ci arriva.

71’ Il Chievo si fa vedere nuovamente dalle parti di Bartalini. Cavallin mette una palla dentro. L’estremo difensore amaranto è brava a togliere il pallone dallo specchio della porta.

76’ Fracas ha l’occasione per la tripletta. È in una buona posizione per sfruttare di testa una palla alta. Capecchi riesce a bloccare tra i guantoni.

85’ Il Chievo va nuovamente vicino al pareggio. Da un calcio d’angolo, la palla arriva alla testa di Veritti. Palla alta sopra la traversa.

90’ Le padrone di casa vanno ancora alla ricerca del gol del 2-2. Il risultato viene salvato sulla linea da Lunghi.

90+1’ Fallo di Corazzi in area di rigore. Il Chievo va dal dischetto. Il rigore viene calciato da Langa che trova il pari.

90+4’ Brivido per l’Arezzo. Il Chievo può sfruttare un calcio di punizione battuto da Landa. È buono per la testa di Veritti, ma finisce fuori. Un calcio di rigore al 90esimo permette al Chievo di pareggiare nei minuti di recupero.

LND: festività pasquali, gli auguri del Presidente Abete

In questo spirito, il pallone assume la forza di un simbolo universale di pace, capace di unire e superare le divisioni soprattutto in un panorama globale segnato da ombre persistenti, tra conflitti purtroppo ancora non risolti e frizioni sul piano economico che rischiano di inasprire ulteriormente le disuguaglianze. Il pallone è e rimane per noi come un piccolo ambasciatore di quei valori di rispetto e fratellanza che auspichiamo possano diffondersi nel mondo, combattendo i nemici del dialogo e abbattendo i muri dell’intolleranza.

Con lo stesso stato d’animo, il calcio italiano ha ritrovato nel recente percorso elettivo dei suoi vertici la propria unità, testimoniando una rinnovata fiducia tra tutte le componenti nell’interesse comune di un calcio sano e sostenibile. Solo attraverso la condivisione di intenti, senza personalismi, possiamo garantire un sistema che funzioni e che guardi a lungo termine per raggiungere gli obiettivi a cui l’Italia deve ambire. Grazie per il vostro impegno, per i vostri sacrifici, per la vostra passione, per il senso di appartenenza alla nostra comunità.
Buona Pasqua – Giancarlo Abete

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