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Rossella Pipitone, Palermo Women: “Dalla strada alla panchina del Palermo!”

Le pagine social del Palermo women riprendono una intervista rilasciata a Radio Time da Rosalia Pipitone, ex portiera della Nazionale femminile ed attuale coach delle rosanero, in cui parla del suo passato, del presente e del futuro.

“Io sono originaria di Torretta (paese alle porte di Palermo, ndr), dove ho cominciato a giocare a pallone in mezzo alla strada. Poi qualcuno mi ha fatto diventare portiere, mentre io che ho sempre voluto fare l’attaccante. Poi in una partita in cui si fece male il portiere, il mister mi vide e mi disse: tu sei quella più alta, mettiti in porta!”.

Comincia quindi una splendida carriera per Pipitone, prima nelle fila delle Aquile Palermo, poi nella RES Roma e poi con la Roma, con la quale vincerà la Coppa Italia 2020/21.

L’esordio in Nazionale maggiore è nel marzo 2018: solo quattro le presenze in azzurro, ma sarà lei a giocare la storica partita col Portogallo che ha permesso alla nazionale di giocare il Mondiale di Francia dopo venti anni di assenza ed a lei di vivere quella splendida avventura.

Non può ovviamente mancare un riferimento all’attualità che la vede sedere nella panchina delle rosanero dopo una stagione passata come vice della ex Licciardi: “l’obiettivo è “cercare di fare il meglio possibile e costruire un gruppo di ragazze che possano dare soddisfazioni anche in futuro”.

Si chiude con una domanda sul futuro della coach, che sembra abbia preso gusto a stare in panchina. “Cosa vuole fare Pipitone da grande? L’allenatrice!”

Primavera Femminile La Roma inizia alla grande: otto gol al Parma. Ok anche Juventus, Samp e Fiorentina. Primavera 2: al Lumezzane il derby col Brescia

Tre vittorie casalinghe e una in trasferta nella prima giornata del campionato Primavera 1 Femminile. In attesa di Sassuolo-Milan (24 settembre) e Napoli-Inter (26 ottobre), il successo più largo è stato quello della Roma, 8-0 al Parma con doppiette di Ventriglia, Capellupo e Soares Martins e reti di Cherubini e Pizzuti. Bene anche la Juventus, 2-0 a Como (Gallina e Ferraresi), la Samp con il Verona (2-0, Traversone e Rossi) e la Fiorentina (4-0) contro l’Arezzo.

Nel girone A di Primavera 2, ok in trasferta il Lumezzane (Trandafir decide il derby sul campo del Brescia) e il Genoa, trascinato dalle reti di Rigaglia, Grasso, Giaquinto e Valentino in casa del Pavia Academy. Parità (2-2) tra Orobica e Freedom: Aceti e Lupini a segno per le bergamasche, di Marino e Rossi i gol delle piemontesi. Nel girone B, larga vittoria (9-0) del Cesena sulla Vis Mediterranea: tripletta di Dumitru, doppiette di Rocchi e Pedrelli, gloria anche per Biserni e Valbonesi. Sorride anche il Bologna con il 2-0 sul campo della Res Women firmato Rufolo e Fari; parità (2-2) tra Lazio e Ternana, con reti biancocelesti di Quadrio e Stefani a cui hanno risposto Fosso e Fabiani.

Il soliloquio teutonico non annoia

credit photo: Alessandro Bugelli, photo agency calcio femminile italiano

La Fiorentina ha giocato la partita d’andata del secondo turno di UEFA Women’s Champions League contro il Wolfsburg al Viola Park perdendo con il risultato di 0-7.
Le Viola sono scese in campo con tutta l’intenzione di fare la partita come già successo contro il Brondby e l’Ajax ma dall’altra parte ha trovato le tedesche che, con il medesimo proposito, hanno dimostrato sin da subito di saper bene come muoversi per rendersi temibili.

La partita è stata sbloccata dopo solo cinque minuti di orologio dal Wolfsburg. Hegering, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Huth ha messo in rete portando in vantaggio la sua squadra. La Fiorentina ha subìto questo inizio di partita tumultuoso, e la situazione si è ulteriormente aggravata tre minuti dopo il 20′: la punizione battuta da Brand sul secondo palo, è l’assist perfetto per Hegering che ha così raggiunto la propria personale doppietta in partita.
Al 37′ le tedesche si sono rese nuovamente letali, e (per la terza volta) tutto è successo con una palla inattiva. La difesa delle padrone di casa si è mossa attentamente ma Brand, recuperata la sfera, ha passato palla a Popp che ha mostrato (qualora fosse necessario) tutto il proprio talento insaccando in rete con un tiro al volo.
Poco prima dell’intervallo poi, è arrivato il quarto gol di giornata. Indebolita la difesa delle gigliate, la palla è arrivata a Popp che con un cross ha servito Brand.
E’ lei che, a tu per tu con Fiskerstrand, ha mandato palla laddove l’estremo difensore non è riuscita a prenderla.

La seconda frazione si è aperta sulla falsariga della prima, con una Fiorentina in serie difficoltà. Le tedesche invece, si sono mosse per il campo scientemente e per nulla paghe di quanto costruito sino a questo momento. Al 52′, infatti, la doppietta di Popp a scandire il ritmo serrato della gara: il cross di Huth è stata l’occasione giusta per allargare il divario con le avversarie. La posizione ravvicinata ha facilitato il tutto e ha reso pressoché impossibile sbagliare il gol.
Pochi minuti dopo, ancora Popp è stata protagonista della sesta rete ai danni delle Viola.
Le gigliate, però, non sono famose per soccombere senza combattere: con un moto d’orgoglio Madelen Janogy da destra ha mandato palla a Sofie Bredgaard. La danese ha calciato verso la porta ma il suo tentativo è stato neutralizzato prima che sfiorasse la porta.
A circa dieci minuti dalla fine della partita, il Wolfsburg con Endemann ha insaccato di nuovo in rete.
Il triplice fischio finale che è arrivato 3 minuti dopo il 90′, ha segnato la fine di una partita molto complicata. Sarà importantissimo per la Fiorentina trovare la forza per rialzarsi per affrontare con il giusto spirito la partita di Campionato prima, e il ritorno contro il Wolfsburg poi.

Queste le formazioni delle due squadre che sono scese in campo quest’oggi:
FIORENTINA FEMMINILE: Fiskerstrand, Faerge, Filangeri, Tortelli, Toniolo, Johannsdottir, Severini, Catena, Boquete, Bonfantini, Janogy
A disposizione: Durante, Bettineschi, Breitner, Georgieva, Bredgaard, Erzen, Bedini, Snerle, Zaghini, Lundin, Pastrenge
All: Sebastian De La Fuente

WOLFSBURG: Frohms, Wilms, Hendrich, Hegering, Minge, Lattwein, Huth Brand, Linder, Popp, Beerensteyn
A disposizione: Schmitz, Borbe-Hagel, Rabano, Kielland, Blomqvist, Jonsdottir, Wedemeyer, Endemann
All: Tommy Stroot

Marcatrici: Hegering (6′, 24′); Brand (44′); Popp (38′, 53′, 57′); Endemann (83′)

Futsal: Bitonto-TikiTaka, sfida per la Supercoppa, voce alle protagoniste

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

LUCILEIA – “Il nostro ritorno al PalaFlorio? Saranno emozioni bellissime, come quelle che abbiamo condiviso con i nostri immancabili tifosi che quel giorno si sono proprio superati. Riempire quel palazzetto non è impresa per tutti, ma noi ci siamo riusciti una volta e vogliamo ripeterci”. Un bis che Luciléia Renner Minuzzo del Bitonto si augura a tutto tondo. “Siamo praticamente invariate rispetto alla scorsa stagione, e questo è un punto di forza. Ma quel che è fatto, è fatto. Ora vogliamo riniziare bene, centrando il primo titolo della nuova stagione. Col TikiTaka ci sono state già 3 finali, tutte conquistate da noi: da parte loro ci sarà voglia di rivincita, ma noi puntiamo al double anche in Supercoppa”. Un ultimo pensiero alla fascia che le è stata rinnovata. “Mi sento la prima a dover dimostrare qualcosa di più. È un onore essere il capitano di una squadra così vincente”.

BETTIOLI – Tanti cambiamenti, ma stesso alto tasso di competitività nel TikiTaka di capitan Brenda Bettioli. “A partire dalla panchina per poi arrivare alla rosa, non siamo quelle dello scorso anno. Ma questo elemento “sorpresa” – commenta la numero 11 giallorossa – potrebbe destabilizzare le nostre avversarie, che dovranno affrontare una serie di incognite rispetto ai precedenti. Stiamo lavorando tanto per conoscerci e per competere con tutte le forze, perché – come si sa – in una gara secca può succedere di tutto”. Anche se la storia dà ragione al Bitonto, si parte sempre dallo 0-0. “Certo la continuità di lavoro delle pugliesi è un fattore che avrà un certo peso, ma lasciamo che sia il campo a parlare: abbiamo avuto conferme importanti e abbiamo aggregato alla prima squadra delle giovani atlete che rispondono bene quando sono sotto pressione, ce la giocheremo fino all’ultimo secondo”.

Profondo rosso(blu) PSG, spettacolo Juventus Women!

Photo Credits: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Le bianconere, in questo match da dentro o fuori, hanno cominciato fin dal fischio d’inizio con un atteggiamento aggressivo alla ricerca del goal e della continuità di gioco volti a studiare le avversarie e a sbilanciarle per poterle colpire al momento giusto, e la tattica si è rivelata vincente, come hanno dimostrato prima il goal di Vansgaard e poi quello di Cantore, presto raggiunti dalla stoccata di Bennison. Questa partita è stata la migliore, senza sconti, tra quelle giocate dalle bianconere con Massimiliano Canzi alla guida della squadra.

I primi dieci minuti hanno dato prova del desiderio delle Juventus Women di non voler giocare un match schiacciate nella propria area, e l’atteggiamento di intraprendenza più che positivo ha trovato il goal del vantaggio con un’azione iniziata da Krumbiegel che, trovata Cantore, l’ha aiutata a innescare l’entrata in area di Vansgaard, che con il suo destro ha sbloccato la partita al 7’ e congelato il PSG nel momento in cui stava forse riuscendo a costruire maggiormente e a mettere in difficoltà il gioco delle Juventus Women.

Il Paris Saint-Germain ha subito reagito e trovato il pareggio al minuto numero 12 con il goal di Samoura, un sinistro a giro al limite dell’area di rigore capace di battere sia Bergamaschi, che ha provato senza successo a marcarla, sia Peyraud-Magnin. La rete delle francesi le ha galvanizzate e le ha portate ad affacciarsi più spesso nell’area avversaria, senza comunque riuscire a prendere il pallino del gioco. Le Juventus Women, consapevoli della forza delle avversarie, hanno infatti affidato tutto alle ripartenze, e hanno spezzato il gioco del PSG andando a infastidire le avversarie mentre provavano a costruire dal centrocampo per trovare le attaccanti, marcate “a uomo” e sempre contenute. In fase difensiva, le bianconere sono infatti state compatte, hanno spazzato via la palla per evitare che le francesi raggiungessero l’area di rigore e ne hanno interrotto le azioni in modo deciso riuscendo a evitare quasi sempre di commettere fallo.

La Juventus è riuscita a trovare ottimi spazi per punire il PSG, che concedeva molto soprattutto dalla sinistra, ma il passaggio decisivo non si è mai concretizzato per via delle vittorie dei duelli da parte delle francesi, fino a quanto Cantore al 34’ ha percorso palla al piede quasi tutto il campo dopo aver ricevuto il pallone da Bergamaschi e ha cambiato le sorti della partita: dopo uno splendido tunnel ai danni della difesa del PSG, ha infatti raggiunto l’area di rigore e calciato un destro a giro che il portiere avversario ha potuto soltanto sfiorare con i guantoni, un goal che sembrava replicare quello di Kenan Yldiz contro il PSV nel torneo maschile.
Al termine del primo tempo, le Juventus Women sono andate negli spogliatoi in vantaggio per 2 reti a 1, un vantaggio assolutamente meritato: non è stata l’azione individuale a svoltare la partita, bensì il gioco di squadra, soprattutto in fase di copertura.

La fase di copertura si è rivelata fondamentale anche a inizio secondo tempo, con il PSG molto più aggressivo per trovare il pareggio, ma nelle ripartenze le Juventus Women hanno comunque continuato a provare a calciare in porta approfittando degli spazi concessi dalle avversarie soprattutto a destra, e le centrocampiste sono andate a coprire posizioni più arretrate per bloccare le ripartenze del PSG, soprattutto Krumbiegel, che sulla fascia ha sventato parecchi tentativi di servire le compagne da parte del PSG. Cantore è stata determinante anche nel goal del 3 a 1 al 60′ confezionando l’assist al bacio per Bennison, autrice di un tiro rasoterra preciso andato a insaccarsi nell’angolino sul primo palo, un goal pesantissimo che ha siglato il tris bianconero.

Il Paris Saint-Germain ha provato ad aumentare i giri del motore, e nell’ultima mezz’ora ha costruito qualche occasione in più rispetto al primo tempo, ma la squadra francese sembrava comunque impaurita e molto confusa, considerata la bravura delle Juventus Women a contenerle e nel ripartire subito. La compattezza della Juventus non ha concesso un millimetro alle francesi.

Menzioni d’onore, al di là delle calciatrici andate in goal, per Estelle Cascarino, che è riuscita anche a far ripartire le compagne ed è andata a tamponare i palloni persi in posizione pericolosa; Chiara Beccari, che ha spesso giocato in posizione arretrata per andare a contribuire alla fase difensiva, così come ha fatto Paulina Krumbiegel, e Cristiana Girelli, autrice di una prestazione risultato di una combinazione di classe, eleganza ed esperienza per difendere il risultato e provare, anzi, a incrementare il vantaggio.

JUVENTUS WOMEN (3-4-3): Peyraud-Magnin; Lenzini, Calligaris, Cascarino (84′ Kullberg); Bergamaschi, Bennison, Caruso, Krumbiegel (63′ Thomas); Beccari (80′ Schatzer), Vansgaard (63′ Girelli), Cantore (63′ Bonansea).

PARIS SAINT-GERMAIN (4-3-3): Earps; De Almeida, Mbock Bathy, Dudek (78′ Gaetino), Elimbi Gilbert (90’+2 Traoré), Samoura (90’+2 Le Guilly), Geyoro, Fazer; Echegini (70′ Bilombi), Katoto, Leuchter (70′ Albert).

Marcatrici: 7’ Vansgaard (J), 12’ Samoura (P), 34′ Cantore (J), 60′ Bennison (J)

Ammonizioni: 17’ Echegini (P), 24’ Krumbiegel (J), 76′ Fazer (P), 87′ Bilombi (P)

Note: 1′ di recupero pt, 5′ di recupero st.

Luca Battistini, Responsabile Sarnico Femminile: “Partiamo con umiltà, ma abbiamo un progetto ambizioso: vogliamo arrivare più in alto possibile”

Photo Credit: Elia Soregaroli - Calcio Femminile Italiano

L’Unione Sportiva Sarnico è una società nata nel 1908 a Sarnico, in provincia di Bergamo.  Nella sua storia vanta numerose partecipazioni con la formazione maschile nei campionati dilettantistici regionali, mentre a livello giovanile ha un accordo con l’Inter e da numerosi anni è uno dei Centri di Formazione del club nerazzurro.
Da questa stagione il Sarnico ha deciso di dotarsi di una prima squadra femminile che parteciperà al Girone B di Promozione Lombardia, iniziando domenica ospitando alle 15:00 la seconda squadra dell’Orobica.
Ma quali saranno gli obiettivi del Sarnico in rosa? A risponderci a questa domanda e ad altri quesiti è Luca Battistini, Responsabile Settore Femminile della società sarnicese.

Luca, cosa vuol dire per te far essere Responsabile del Settore Femminile del Sarnico?
«Sicuramente, è un ruolo importante. Sette anni fa siamo partiti con una trentina di ragazze, ad oggi abbiamo centotrenta atlete e con la nascita della nostra prima squadra ci permette di dare la possibilità alle nostre ragazze di avere, all’interno della nostra società, un punto d’arrivo. Mi sento di ringraziare la società, in particolare il Presidente Walter Duci, il Vicepresidente Piergiovanni Pecis e il Direttore Generale Marcello Gozzini, per la fiducia e per il sostegno che mi hanno dato per il progetto Sarnico Femminile».

Quest’anno il Sarnico ha deciso, per l’appunto, di entrare nel femminile creando la prima squadra. Quant’è stato importante raggiungere questo risultato?
«Il primo sentimento che mi viene è una grande emozione, perché alcune di queste ragazze hanno iniziato il percorso con me: infatti, al primo anno di femminile allenavo le Pulcine e quindi diciamo che lo zoccolo è sempre stato fortunatamente quello».

Quali sono gli obiettivi che si è posta la società in questa prima stagione?
«Partiamo con grande umiltà. È un progetto ambizioso, puntiamo arrivare più in alto possibile, non so tra quanti anni, ma sicuramente vogliamo farlo le ragazze nate e cresciute all’interno del nostro settore giovanile, basti pensare ad esempio che l’anno scorso, con la nostra Under 17 è uscita ai quarti di finale della fase nazionale con la Juventus, segno che abbiamo fatto un percorso importante nella competizione».

Inoltre, la società è anche Centro di Formazione dell’Inter. Quanto è fondamentale avere dalla propria parte una società di Serie A che investe anche nel femminile?
«Il femminile a Sarnico è nato proprio dalla richiesta dell’Inter e devo dire che oggi il club nerazzurro ci dà comunque dà grande stimolo a tutti perché l’Inter a Sarnico è presente, in particolar mondo nella persona della Responsabile del Settore Giovanile Simona Zani, con la quale mi confronto praticamente quotidianamente perché vogliamo che il nostro centro di formazione sia sempre funzionale. Infatti, in questi anni abbiamo già portato numerose nostre ragazze all’Inter».

Il Sarnico partirà dal Girone B di Promozione Lombardia. Quali possono essere le potenziali favorite alla vittoria finale?
«Mi sento di dire il Monza, perché comunque ci sono tante ragazze che con le nostre si sono confrontate in questi anni. Poi, c’è anche la squadra B dell’Orobica, perché comunque ha anche un suo bacino che può aiutare e sicuramente può far bene. Sono convinto che anche il Desenzano potrà dire la sua».

Che impressioni hai sul calcio femminile in Lombardia?
«Il calcio femminile in Lombardia sta crescendo a vista d’occhio. Secondo me ci sono ancora grandi passi da fare e, sicuramente, c’è tanto da lavorare sia nelle strutture che a livello organizzativo, anche se devo dire che negli ultimi anni la cosa la cosa sta evidentemente migliorando».

Cosa ti senti di dire alla comunità di Sarnico per venire a vedere la squadra del proprio paese ogni domenica?
«Sicuramente, mi sento di dire di lasciare da parte gli stereotipi e di venire a vedere queste ragazze perché giocano a calcio e fanno divertire. Mi sento di dire che il Sarnico quest’anno ha lanciato un grande messaggio, rinunciando alla prima squadra maschile per dare spazio a quella femminile, perché in questi anni le ragazze hanno dimostrato di meritarsi questi palcoscenici. Quindi mi sento dire alla nostra gente di venire da farci il tifo, perché c’è bisogno di tutti: queste ragazze se lo meritano».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Uesse Sarnico 1908 e Luca Battistini per la disponibilità.

Baiardo: le constatazioni di Alessia Denevi e mister Vassallo sulla gara contro la Solbiatese finita 0-0

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Mentre le draghette si preparano a volare per la trasferta in casa Formello, internamente si fanno ancora i conti con  quanto fatto durante la più recente sfida disputata in campo neroverde e terminata a reti inviolate.
In tale circostanza è stata la Solbiatese Azalee l’opposta formazione da battere, seppur il finale abbia visto entrambe le compagini conquistare un punto per parte per via di un definitivo 0-0.

È ancora presto per parlare di classifica, visto il campionato che ha preso il via veramente da pochissimo, certo è che per la squadra ligure esser riuscita a bloccare i tentativi di un gruppo consapevolmente ostico, che nello scorso percorso è riuscito a chiudere in top 5, è decisamente un passo positivo verso la creazione di qualcosa di costruttivo che ne evidenzia la crescita.

A commentare la prestazione è stata Alessia Denevi, estremo difensore neroverde:Siamo state molto brave a chiudere tutti gli spazi possibili ed abbiamo anche rischiato di fare goal, sarebbe stata la ciliegina sulla torta.
Stiamo lavorando bene e non dobbiamo mollare niente, sono sicura che faremo bene!
Sono felice per questo punto che fa bene al morale, ora andiamo a Roma a dare il massimo!“.

Ha proseguito con le dichiarazioni mister Federico Vassallo, estremamente orgoglioso del movimento in campo della squadra da lui allenata:Abbiamo disputato una grandissima gara e il merito è delle ragazze che sono state straordinarie; hanno ribattuto colpo su colpo gli attacchi delle Azalee, una squadra molto forte ed organizzata.

È stata una partita combattuta che sarebbe potuta finire con qualsiasi risultato, alla fine il pareggio è importantissimo.
Sono soddisfatto perché stiamo lavorando bene ed il miglioramento nelle prestazioni è evidente.
Dobbiamo continuare così, senza mollare, perché è un campionato difficile; oggi mi sono divertito e faccio ancora i complimenti alle ragazze“.

La concentrazione è ora riservata alla terza giornata che avrà luogo la prossima domenica.

Kosovare Asllani: “Voglio essere qui perchè c’è una donna che investe e crede in una squadra di donne”

Photo Credit: Natascia Bernardi

Ho assistito alla partita di inaugurazione della stagione della Championship London City Lionesses contro Newcastle, con l’esordio di Kosovare Asllani nelle file dell’ex club di Carolina Morace con la fascia di capitano e che ha “rimediato” al gol subito nel primo tempo, con una fantastica rete che ha assicurato il pareggio, in una delle partite di cartello della giornata, con una Demi Stoke (ex WSL e ora nel Newcastle)in una squadra che aspira alla WSL.

Kosovare Asllani è dovuta uscire poco prima della fine del secondo tempo per infortunio, ma anche per precauzione. Ha comunque voluto incontrare i giornalisti nel post partita, in un angolo del campo dello Stadio del Bromley, la nuova casa per le partite delle London City Lionesses e ad inizio tramonto nel sud di Londra.

Kosovare Asllani inizia l’intervista parlando di quello che, come squadra, hanno costruito nell’ultimo mese/mese e mezzo e di come siano stati momenti intensi, dato che la squadra ha diverse giocatrici nuove, alcune che hanno raggiunto la preparazione dopo le Olimpiadi. Jocelyn Prêcheur, ex PSG, ha firmato da poco un contratto di 3 anni come allenatore, ed è anche lui nuovo sia per la squadra che nel campionato inglese.

Ai microfoni dei giornalisti, la giocatrice svedese ha sottolineato che si sta adattando ai ritmi e alle esigenze della Championship, che lei non conosceva: “Mi sto facendo diverse nuove idee e sto cercando di adattarmi, ma sento che stiamo creando qualcosa di grande e speciale qui al London City Lionesses”. Continua dicendo di come l’interesse dei tifosi e non solo sia alla pari della grandezza di questo progetto. “Ho deciso di farne parte soprattutto per il tipo di investimento fatto sulla squadra: una donna che investe in una squadra nella quale crede fortemente, tanto quanto le sue giocatrici”. Kosovare Asllani si riferisce alla proprietaria del Club: Michele Kang, anche proprietaria del Washington Spirit. “Abbiamo ancora molte cose da fare come per esempio costruire un nostro stadio e altre infrastrutture che saranno compiute presto e saranno a disposizione assieme a tutte le risorse migliori, ma sento che quello che si sta creando è qualcosa di speciale e ci aiuterá a non dover fare richieste in futuro. Michele Kang sa di cosa abbiamo bisogno e vuole metterci a disposizione qualsiasi cosa per far sí che la nostra sia una squadra che colleziona successi. E io credo che la cosa piú fenomenale sia proprio il fatto che sia una donna ad investire in tutto questo, e se mi seguite da un po’ sapete benissimo quali sono i miei valori. Io voglio far parte di questo progetto proprio per questo motivo e, sicuramente farò di tutto per portare questa squadra al successo che merita”.

Non a caso Kosovare Asllani ha esordito non solo con la fascia di capitano ma anche facendo gol. “Ho sempre voglia di vincere ed è naturale per me avere un ruolo da leader nel Progetto. Ho giá vissuto una situazione simile al Real Madrid e sono a conoscenza delle responsabilitá dentro e fuori dal campo. Noi ci alleniamo a livello professionistico e anche se siamo in Championship, noi vogliamo e dimostriamo un professionalismo al 100%. Il motivo per il quale sia io che altre giocatrici siamo qui è per l’ambizione e la visione che London City Lionesses ha: quella di essere il miglior club dell’Inghilterra. E questo è solo l’inizio.”

Del livello della Championship il capitano delle London City Lionesses ne aveva sentito parlare come di un campionato molto fisico ed intenso ma sottolinea che non le sembra molto diverso dalla Serie A italiana. “La WSL è forse la Lega migliore del mondo oggi, e la Championship ha lo stesso stile di gioco: non si ha molto tempo con la palla ma occorre essere strategici e muovere il pallone velocemente per poter vincere le partite… Come ho detto prima: questo è solo l’inizio e mi sto adattando.”

Carissima Kosovare Asllani, poter continuare a dare il massimo in una squadra dalle grandi ambizioni e dai valori condivisi in un campionato altamente competitive, credo sia un grande momento per la tua ricca carriera che, sicuramente, continueremo a seguire.

Giuseppe Lanzolla, Matera: “Due traverse ed un rigore sbagliato ci hanno penalizzati contro una buona Salernitana”

Il Matera, dopo il bel successo all’esordio sul Montespaccato per 3-2, è inciampata sul campo della Salernitana. Sconfitta per 3-0, nel secondo turno del girone C di Serie C, per le ragazze di mister Lanzolla che nel post gara ai nostri microfoni ha commentato:

“La gara è stata per noi inaspettata. La Salernitana ci ha aggredito sin da subito facendo sue tutte le seconde palle e mettendo in campo un furore agonistico che ci ha messo  veramente tanta difficoltà. Sono arrivati, poi, due gol dalla distanza, uno molto bello e il secondo su un nostro errore che hanno indirizzato la partita”. 

Il tecnico ha poi continuato: “Nel secondo tempo, però, abbiamo cambiato qualcosa e, pian piano, abbiamo preso il pallino del gioco in mano. Usciamo sconfitte sapendo di aver colpito due traverse e sbagliato un calcio di rigore, cosi è complicato riaprire le partite. Il terzo gol, poi, ci ha fatto crollare moralmente. Diamo comunque merito agli avversari che hanno meritato”.

Sul rigore sbagliato, poi, Lanzolla aggiunge: “Capita e ci può stare l’errore. Era la palla del potenziale 2-1 che poteva portare ad un altro tipo di gara anche perchè stavamo spingendo molto. Il calcio è questo, dobbiamo accettarlo e pensare già alla prossima”.

Guardando al futuro, poi, il mister chiude: “Torneremo ad allenarci sapendo che certe partite si devono affrontare in un altro modo, visto che l’approccio con la Salernitana non è stato dei migliori. Non possiamo pensare di essere sempre belle e fortunate in campo, dobbiamo pensare a comandare il gioco e migliorare su quegli aspetti che oggi, insomma, sono stati carenti”.

Stephanie Breitner, Fiorentina Femminile: “Sono orgogliosa di tornare in Champions League, è un sogno.” 

In occasione della conferenza stampa pre partita in vista della gara d’andata contro il Wolfsburg, Stephanie Breitner si è soffermata a rispondere alle domande dei giornalisti.
Tra ricordi dei suoi esordi e nuove emozioni, il pensiero è andato anche a Joe Barone il quale ha sempre investito tanto nella crescita del movimento calcistico femminile.

Hai giù giocato la Champions proprio qui a Firenze, che differenza c’è con quelle partite? Cosa ti da in più il torneo di quest’anno?
“Quando giochi in Champions League, la sensazione è di trovarti in vetta. E’ sempre speciale. Anche questa volta giochiamo in casa, ed è la prima volta nel Viola Park e questo ci motiva tanto. Per chiunque giochi a calcio, la Champions significa tanto.”

Che rappresenta questa partita per la tua carriera e per la crescita della Fiorentina? 
“L’anno che sono arrivata qui alla Fiorentina ci siamo qualificate in Champions, la mia prima partita con la maglia Viola. Era un mio sogno sin da quando ero bambina, questo rappresenta veramente tanto. Per anni non abbiamo giocato la competizione, ma nella scorsa stagione ci siamo nuovamente qualificate e per questo sono molto molto felice. Siamo qui perchè lo meritiamo, sono felice ed orgogliosa di tornare in Champions League, è un sogno per me giocare ancora con questa maglia e farlo nel Viola Park.” 

Quanto senti questa partita in quanto tedesca? Verrà qualcuno a vederti dalla Germania?
“Come ho detto prima per me è più speciale tornare in Champions League con la Fiorentina, sicuramente tutto è accresciuto dal fatto che giochiamo contro una squadra tedesca. Tornare in Champions League con quel club significa tanto.
Sicuramente arriverà qualche mia amica, qualche famiglia anche quando giocheremo a Wolfsburg perchè la città sta a 6/7 ore da casa mia. Spero che anche all’andata ci saranno tanti
nostri tifosi che ci supportano perchè anche quello può fare la differenza.”

Quanto è migliorato la Fiorentina Europea dal 2021 ad oggi, anche grazie all’arrivo di giocatrici che hanno fatto tanta esperienza con tante squadre che hanno giocato in Europa? 
“Secondo me siamo nella strada giusta per come siamo cresciute nell’ultimo anno. Due o tre anni fa eravamo forse in un momento un po’ difficile ma ci siamo riprese.
Ora abbiamo tante giocatrici
forti, crediamo in noi stesse e abbiamo anche molte soluzioni. Abbiamo vinto quattro partite, scendiamo in campo più sicure delle nostre capacità.
Per questo sono molto ottimista in vista della partita, e in generale per come vedo il club”.

Quante differenze ci sono ancora tra campionato tedesco ed italiano e da calciatrice tedesca come hai sempre visto le vostre avversarie del Wolfsburg?
“Il Campionato in Italia è cresciuto, così come in generale tutti i campionati europei. Anche i playoff a fine campionato, tra le prime cinque, significa tenere alta la soglia di competitività. Secondo me, tenendo conto anche dei playoff, siamo sullo stesso livello della Bundesliga. 

Quanto è cresciuta la Fiorentina in questa stagione anche grazie alle strutture del Viola Park? Quanto vi ha aiutato anche a fare gruppo stare qui compatte, dopo gli anni di San Marcellino?
“Vi assicuro che anche essere qui adesso rappresenta tanto. Mi ricordo molto bene anche san Marcellino con quella situazione e con quel campo veramente molto brutto. Quando sono arrivata qui, e mi hanno detto che in due anni si era arrivati a questo punto, con strutture e faciliti più simili a quelle europee, è stato veramente bellissimo.
Qui c’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno: abbiamo le strutture a noi dedicate, quelle per i corsi delle bambine, che sono importanti per costruire un futuro solido.
E’ molto bello, ci sentiamo a casa qui. Come ho detto anche prima, giocare la prima partita di Champions League qui è un piccolo sogno, a prescindere da dove arriveremo. 

E’ più emozionante esordire in Champions qua al Viola Park piuttosto che aver giocato nel 2021 e negli anni precedenti al Franchi?
“Difficile dirlo perchè al Franchi ho giocato la mia prima partita in Viola. Mi ricordo quanto fossi nervosa. Anche sull’autobus quando sono uscita e ho visto per la prima volta a mia maglia con il numero 6, non lo posso dimenticare. E’ qualcosa che porto sempre con me, mi ricordo che ero davvero nervosissima, però anche giocare qui rappresenta tanto. 
Un pensiero, si, va anche a Joe perchè anche grazie a lui se siamo qui. Mi dispiace che lui non possa essere con noi fisicamente, però lui è sempre con noi. Pensiamo molto a lui e anche la partita sarà per lui, e per la sua famiglia. Sono emozionata anche per questo”. 

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