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Dove è stata vinta e persa la finale di Women’s Champions League: Barcelona – Lyon 2-0

Il Barcellona è ancora campionessa d’Europa grazie alla vittoria contro il Lione per 2-0 a Bilbao.

Cosa è stato determinate per il risultato finale secondo gli allenatori e i giocatori?

Jonatan Giráldez, allenatore Barcellona: “Abbiamo fatto un lavoro straordinario, con e senza palla. Abbiamo sofferto nel finale perché il Lione ha alzato la pressione, ma sono molto orgoglioso di tutte loro. Quando, a dicembre, ho annunciato che avrei lasciato l’incarico a fine stagione, tutti hanno pensato che il rendimento della squadra sarebbe potuto calare. Oggi abbiamo dimostrato che non è stato così. Una prestazione straordinaria e una vittoria meritata.”

Sonia Bompastor, allenatrice Lione: “La delusione è grande, perdere una finale è molto duro, ma il Barça ha giocato una grande partita. Avremmo dovuto giocare una partita perfetta per vincere, ma non abbiamo sfruttato bene le poche occasioni offensive che abbiamo avuto. In difesa saremmo dovute essere un muro per impedire al Barcellona di giocare, controllare il gioco e avere possesso palla. Lo abbiamo fatto a tratti, ma quando non ci siamo riuscite, ne hanno approfittato”.

Daniëlle van de Donk, centrocampista Lione: “È un peccato che non siamo riuscite a creare abbastanza. Il Barcellona ha meritato la vittoria. Eravamo un po’ basse a centrocampo e non siamo riuscite a gestire bene la pressione; di solito, questo è il nostro punto di forza. Complimenti al Barcellona, ha fatto benissimo. Avrei voluto pressare meglio, penso che avrebbe potuto fare la differenza.”

Dove si è decisa la finale: l’opinione dei reporter UEFA

 

Graham Hunter, reporter Barcellona:

Forse gli allenatori diranno il contrario, forse le loro menti calcistiche illuminate hanno visto le cose in modo diverso. Ma se vogliamo capire dove la partita è stata vinta e persa, allora bisogna dire qualcosa sul concetto di “chi osa vince”.

L’OL è stato straordinario e ha smussato molto di ciò che rende speciale il Barcellona. Questo fino a quando non c’è stato un minimo gap. Fino a quando Mariona Caldentey, affondando a centrocampo come nella finale della scorsa stagione, ha usato la sua tecnica per girare la palla sulla corsa di Aitana Bonmatí. A quel punto si è trattato di osare, di fare scintille, di avere la certezza che rischiare di superare le avversarie avrebbe potuto portare frutto.

La tattica è fondamentale, ma a volte è la magia creativa a fare la differenza. E a volte, succede due volte.

Vanessa Tomaszewski, reporter Lione:

Il Lione ha iniziato la finale con un forte pressing per mettere sotto pressione le avversarie, ma il Barcellona, e in particolare Caroline Graham Hansen, ha gradualmente preso il controllo del gioco. Proprio quando Damaris Egurrola stava iniziando a salire di tono a centrocampo per il Lione, Bonmatí ha assestato un colpo durissimo aprendo le marcature.

Scelte offensive inefficaci, palloni persi e spazi lasciati scoperti hanno infine aiutato il Barcellona, che di conseguenza ha punito il Lione. L’ingresso di Ada Hegerberg, che sa come si fa gol in finale di Champions League, ha riacceso qualche speranza per l’OL, ma il colpo di coda di Alexia Putellas ha chiuso la partita.

Sarà festa promozione per la Vis Mediterranea? In coda giornata del dentro o fuori

Credit Photo: Stefania Bisogno Photo Agency Calcio Femminile Italiano5

Iniziano con un pareggio gli ultimi 180 del girone C della serie C. Woman Lecce – Montespaccato termina in parità, 2-2 il finale, a segno per il Lecce, Nutricati e Renna classe 2009, per il Montespaccato, invece, Sciaretti e Verrecchia.

Nella 29 giornata, “Tre i campi principali”, come avrebbe annunciato Roberto Bortoluzzi e i suoi successori nella trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”: Valle fuoco di Mugnano e il Nesima di Catania, dove si gioca per la promozione in serie B, e il Campo del Grifone a Roma per le zone basse.

Iniziamo dal discorso promozione: Un solo punto serve alla Vis Mediterranea per raggiungere la promozione nella prestigiosa serie B in casa del Villaricca squadra ormai salva in campionato senza pensieri di play out, i diciassette punti di vantaggio dalla Apulia Trani hanno dato da tempo la certezza della salvezza. A Catania, invece, il Frosinone cerca la nona vittoria consecutiva e perché no di sognare anche in uno spareggio – promozione che vale la B.

Il Trastevere, dopo aver lottato a lungo per la promozione, saluterà il proprio pubblico nell’ultima gara casalinga sparring- partner la Molfetta Calcio.

In coda occhi puntati sulla sfida tra il Grifone Gialloverde e Apulia Trani: Quattro i punti di vantaggio delle ragazze romane, in gioco ci sono i play out per il Grifone e la permanenza dell’Apulia Trani.  Per l’Apulia Trani la sconfitta significherebbe retrocessione, che diventerebbe la seconda consecutiva dopo quella, della passata stagione, dalla B. Da contorno alla giornata due derby in programma quello calabro tra il Coscarello ed il Crotone e quello campano tra la Salernitana e Independent.

Programma della 29 giornata: Women Lecce-Montespaccato: 2-2 (giocata ieri), Salernitana-Independent (Giudice di Frosinone), Grifone Gialloverde-Apulia Trani (Tierno di Sala Consilina), Trastevere-Molfetta (Illiano di Napoli), Matera Città dei Sassi-Palermo (Aureliano di Rossano), Eugenio Coscarello-Crotone (Rossomando di Salerno), Catania-Frosinone (Bassetti di Lucca), Villaricca-Vis Mediterranea Soccer (Scarpati di Formia)

Classifica: Vis Mediterraneo 71, Frosinone 65, Trastevere 64, Palermo 59, Catania 51, Montespaccato 49*, Woman Matera 48, Woman Lecce 46*, Independent 42, Salernitana 37, Villaricca 34, Grifone Gialloverde e Coscarello Castrolibero 21, Apulia Trani 17, Molfetta Calcio 9, Crotone 7.

*una gara in più.

Serie A Femminile, Vanin-De Siena: il TikiTaka si aggiudica gara -1 delle semi, al Falconara non basta Praticò

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Un’apertura in grande stile. La serie delle semifinali scudetto di Serie A femminile si inaugura con la vittoria in extremis del TikiTaka Francavilla: 2-1 sullo Stilcasa Costruzioni Falconara dopo 40′ di livello assoluto.

La gara del PalaRigopiano è infatti molto più di ciò che dice il risultato finale. Intensità, agonismo e spettacolo caratterizzano tutti i 40′ del Saturday night del futsal: di Praticò (dopo una straordinaria azione di Isa Pereira) la rete che porta le citizens a riposo sul vantaggio minimo, ma Vanin impatta ad inizio ripresa e De Siena mette il punto esclamativo a 3′ dal termine. Inutile, nel finale, il portiere di movimento tentato dalla squadra di Domenichetti. TikiTaka con un piede in finale, giovedì 30 maggio gara -2 al PalaBadiali, casa di uno Stilcasa Costruzioni Falconara che farà di tutto per portarla alla “bella”.

SERIE A FEMMINILE – PLAYOFF
QUARTI DI FINALE
1) BITONTO-KICK OFF 9-1 (gara-1 2-4, gara-2 8-1)
2) GTM MONTESILVANO-FEMMINILE MOLFETTA 7-3 (9-0)
3) TIKITAKA FRANCAVILLA-LAZIO 7-1 (4-1)
4) STILCASA COSTRUZIONI FALCONARA-VIP 4-0 (7-5 d.t.s.)

SEMIFINALI – GARA-1 (gara-2 30/05, ev. gara-3 01/06)
X) GTM MONTESILVANO-BITONTO 26/05 ore 20.30, diretta Futsal TV
Y) TIKITAKA FRANCAVILLA-STILCASA COSTRUZIONI FALCONARA 2-1

FINALE – GARA UNICA – 09/06
VINCENTE X-VINCENTE Y

Roma-Fiorentina, ascolti da record per la “notte memorabile”: una finale da 530mila telespettatori, nuovo primato per competizioni nazionali di club

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina, presente allo stadio ‘Dino Manuzzi’ di Cesena come il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, ha parlato di “partita spettacolare”; la presidente della Divisione Serie A Femminile Professionistica Federica Cappelletti di “notte memorabile”. E che lo spettacolo in campo e sugli spalti sia stato di altissimo livello lo dimostrano anche gli ascolti tv per la finale della Coppa Italia Femminile Frecciarossa vinta dalla Roma ai rigori sulla Fiorentina.

Il match è stato seguito su Rai 2 da 530mila telespettatori medi (3,5% di share), con un picco di 593mila (6,9% di share) nel momento decisivo della finale, quello dei tiri di rigore che hanno decretato il successo della squadra di Alessandro Spugna. Superato (+90mila) il record per competizioni nazionali di club, che con i 440mila telespettatori medi della Supercoppa Frecciarossa del 7 gennaio scorso a Cremona tra Roma e Juventus (share 3,24%) aveva già battuto i 350mila e il 2,78% medio della Supercoppa del gennaio 2022 tra Juventus e Milan.

Dati esaltanti, per una serata iniziata con l’Inno di Mameli cantato da Bianca Atzei, accompagnata dalla Banda dell’Esercito Italiano, e che al suo interno ha visto anche un tributo a Raffaella Carrà. Esibizioni che hanno entusiasmato i 5.000 spettatori presenti allo stadio ‘Dino Manuzzi’ e i quasi 600mila incollati davanti alla tv.

In tribuna, tanti volti noti dello sport e dello spettacolo: dall’ex Ct della Nazionale Arrigo Sacchi a quello della Nazionale femminile Andrea Soncin, e ancora Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, il dj Claudio Cecchetto, il comico Cristiano Militello e il cantante Cricca.

Bilbao è blaugrana: il Barcellona vince ancora la UEFA Women’s Champions League

Il Barcellona batte 2-0 il Lione con le reti di Aitana Bonmatì e Alexia Putellas è vince così la sue seconda Uefa Women’s Champions League. Niente da fare per il Lione che non riesce a detronizzare la squadra allenata da Jonatan Giráldez, pur giocando un’ottima partita.

Il caldo del sole riscalda l’atmosfera di Bilbao. Autobus, taxi, automobili e, soprattutto, tifosi riempiono ogni via nelle vicinanze del moderno impianto dello stadio San Mamés. La più grande città dei Paesi Baschi non è mai stata così viva come nel giorno più atteso da sportivi e tifosi, ovvero quello della finale di UEFA Women’s Champions League.

A poche ore dal fischio di inizio il volume dei cori aumenta di minuto in minuto, il perimetro esterno dello stadio si tinge dei colori blaugrana e di quelli dei tifosi lionesi. L’immagine è davvero romantica, così sensazionale da essere difficile da riprodurre con il solo utilizzo delle parole. I tifosi sono ovunque, ma a un certo punto iniziano a radunarsi in un punto preciso. I pullman di Barcellona e Lione passeranno proprio davanti ai loro sostenitori e loro non vedono l’ora di accoglierli con calorosi cori. Il primo ad arrivare è quello del Lione, i tifosi ci sono e salutane le loro beniamine in gruppo. Ma i decibel che si potrebbero misurare sono imparagonabili a quelli dell’accoglienza dei tifosi del Barcellona. Non appena il mezzo di trasporto fa capolino, un boato inizia a diffondersi e l’energia è altamente percepibile.

Dopodichè, arriva il momento di entrare nello splendido stadio della città basca. Interminabili file di tifosi scorrono lentamente verso gli ingressi. Allo stadio San Mamès è previsto il tutto esaurito e, una volta all’interno dell’impianto, i tifosi occupano a poco a poco i seggiolini rossi. Le tribune hanno ora una tinta variopinta.

Scelte di modulo speculari per i due tecnici. Giraldez e Bompastor schierano con un 4-3-3 le loro migliori undici. Il tecnico spagnolo sceglie Graham-Hansen, Paralluelo e Mariona per comporre un tridente d’attacco puro e, dall’altra parte, l’allenatrice francese opta per Cascarino e Diaby supportate da Dumornay che agisce da falso nueve.

Il Lione parte forte, aggredendo con il pressing alto le blaugrana ma la prima occasione ce l’ha il Barcellona con Paralluelo grazie a un’azione individuale della norvegese Graham-Hansen. Il tecnico blaugrana Giraldez era stato molto chiaro in conferenza stampa, il Barcellona vive per vincere e ha preparato la finale con questo obiettivo.

Il Lione è ben messo in campo. Sonia Bompastor ha sicuramente studiato la tattica più efficiente possibile per contenere il palleggio del Barca. Le francesi, infatti, in fase difensiva adottano quasi un 4-4-2 e raddoppiano quasi sempre sulla portatrice di palla, cercando di colpire in ripartenza sfruttando la velocità di Cascarino e Diani.

Il pubblico supporta prevalentemente le catalane come suggerisce il colpo d’occhio verso gli spalti, visibilmente colorati di blu e rosso. Ogni recupero, ogni passaggio riuscito e ogni dribbling vengono accompagnati da cori e applausi. Potrebbe essere l’arma in più per condurre il Barca in vantaggio. E, infatti, la centrocampista Patri sente la spinta e si avventa su un sanguinoso pallone perso dalla difesa del Lione, trovando poi Endler ben posizionata e abile a chiuderle lo specchio.

Scocca la mezz’ora e il risultato è ancora fermo sullo 0-0. Le due squadre stanno giocando una partita tatticamente impeccabile, chiudono molto bene gli spazi, anche se ora il Barca sembra schiacciato in difesa e il Lione sente l’energia giusta per spingere, seppur senza enorme velocità. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo è la capitana Renard a colpire più in alto di tutte, senza impensierire Cata Coll che blocca facilmente il tiro potente ma centrale.

Caroline Graham-Hansen è ispiratissima. Nell’ultima puntata di UEFA Rivalhood, la norvegese aveva sottolineato quando fosse elettrizzata all’idea di affrontare il terzino del Lione Salma Bacha e il duello ingaggiato non sta deludendo le aspettative. La francese le tiene egregiamente botta, ma quando Graham-Hansen mette il turbo diventa imprendibile. A ridosso della fine del primo tempo, l’attaccante del Barcellona riesce a superare Bacha e lascia partire un tiro sul secondo palo, innocuo però per Endler. Il primo tempo si chiude, dunque, sul punteggio di 0-0.

Le statistiche dimostrano la superiorità del Barcellona nel possesso palla e nei passaggi riusciti; il numero di contrasti riusciti è a favore del Lione e sono lo specchio dell’atteggiamento aggressivo chiesto dall’allenatrice Sonia Bompastor.

Le squadre tornano in campo per l’inizio della ripresa. Fino ad ora, la fuoriclasse Aitana Bonmatí non è riuscita imporre la sua tecnica e la sua abilità palla al piede, complice l’ingabbiamento efficace del centrocampo del Lione. Tuttavia, l’intervallo ha giovato alla numero 14 blaugrana che nei primi dieci minuti del secondo tempo completa almeno due dribbling da urlo che mandano il pubblico in visibilio.

Come nel primo tempo, la prima occasione pericolosa è del Barcellona con un colpo di testa di Paralluelo servita da un cross da sinistra di Fridolina Rolfö. L’impatto con il pallone viene sporcato dalla difesa del Lione che in qualche modo riesce a riesce a respingere. Al 63′ l’episodio chiave del match: Mariona serve Aitana Bonmatí con un delizioso tocco, la spagnola entra in area di rigore, si sposta il pallone sul mancino e lascia partire un tiro che batte Endler, complice la devizione di Carpenter. I 50.827 tifosi presenti al San Mamés esplodono di gioia al gol di questo indescrivibile talento del calcio femminile.

Il vantaggio galvanizza il Barcellona che ora ci crede e vuole raddoppiare. Il gol ha potenziato ulteriormente le blaugrana, ma occhio allo spirito redivivo del Lione e alla su forza fisica. Ricordiamo che la squadra di Sonia Bompastor era sotto di due gol nella semifinale di andata con il PSG e ha saputo ribaltare il risultato in soli 10 minuti. Le francesi si riversano inevitabilmente in avanti con la partecipazione dei terzini e la retroguardia lascia consapevolmente molto spazio. Il Barca prova così ad affondare il colpo in contropiede con Paralluelo e Graham-Hansen, la capitana del Lione Renard è bravissima a mantenere il sangue freddo e ad arginare il pericolo insieme al resto del reparto difensivo.

Entriamo così negli ultimi 10 minuti di gioco della finale. Il Lione vuole a tutti i costi pareggiarla per evitare la sconfitta e le subentranti Majri, Becho e Hegerberg (la capocannoniera assoluta della competizione) hanno indubbiamente aggiunto peso e sostanza alla manovra offensiva. Le istruzioni di Bompastor sono chiare, attacco totale e atteggiamento ultra offensivo. Siamo nei minuti finali e la tensione in campo è alle stelle. Il Barca si avvicina sempre più alla sua seconda vittoria consecutiva delle UEFA Women’s Champions League, il pubblico sente di dover fare il suo e continua spingere le proprie beniamine con cori e tamburi.

La spinta finale sortisce l’effetto sperato. Al 90+5′ arriva il raddoppio del Barca: Claudia Pina e Alexia Putellas hanno da poco fatto il loro ingresso in campo e non ci fu mossa più azzeccata di questa. Giraldez indovina i il doppio cambio per sigillare il risultato sul 2-0 proprio grazie al gol della numero 11 Putellas, su assist della giovanissima Claudia Pina. Endler reclama un tocco di mano, ma nulla da fare.

 

Valentina Giacinti, dopo la conquista della Coppa Italia, afferma: “Siamo contentissime, per come si era messa la partita è stata difficile ribaltarla”

Valentina Giacinti entra nel mix zone con  la medaglia al collo, una vistosa bandiera tricolore come gonna ed un sorriso smagliante (come sempre del resto) che dice già tutto! “Sì, siamo contentissime, ammette la calciatrice nel mix zone, per come si era messa la partita è stata difficile ribaltarla, ma questo ci ha insegnato un’altra cosa oggi che abbiamo tanta mentalità. Questo gruppo è veramente forte, siamo contenti di averla portata a casa”.

Molte volte rigori a volte decidono per conto loro, però la grande qualità di questa squadra è stata alzarla mentalmente quando magari nessuno ci avrebbe più scommesso.

Noi sul 3 a 1, devo dire la verità, in panchina si stava già pensando al peggio perché comunque 3 a 1 con una squadra così tecnica che gioca comunque è difficile ribaltarla e la forza del gruppo oggi ha vinto e penso che ce la meritiamo”.

Il tuo cambio è stato vincolato da problemi fisici oppure una scelta scelta tattica?

No, non lo so. Probabilmente aveva bisogno di qualcosa più in fascia spostando il veda avanti. L’importante è che abbiamo portato a casa questa vittoria perché era importante e lo volevamo a tutti i costi”.

Valentina ci hai messo la testa su quel gol, l’hai cercato con tutta te stessa?

“Sì, quando ho visto la palla ho detto vada come vada, mi prenderò un pugno in fascia. In quel istante ho pensato a quello e ho detto l’importante che facciamo gol. E quando Ho sentito il boato, ho realizzato che avevamo fatto gol, quindi ero felicissima e la botta è passata”.

Chiedo anche a te come ho chiesto al mister se è un po’ una liberazione aver vinto finalmente questa coppa dopo due sconfitte in finale?

No, la mia sarebbe stata la quarta sconfitta, perché io l’ho persa anche con la Roma quando ero al Milan, quindi questa era la mia quarta finale. Oltre a uno, non sapevo più cosa pensare, solo ho cercato di pensare positivo e di credere in tutte le mie compagne, ci ho creduto fortemente. Insieme da fuori abbiamo spinto”.

Ma le cosa vi siete dette prima dei calci di rigore? “Niente, solo chi era quella più fresca per calciarla, quella che mentalmente se la sentiva e ognuno di noi ha scelto e siamo andati in fiducia”.

Aitana Bonmatí, Barcellona: “Tutte le finali giocate, e ovviamente quelle che abbiamo vinto, sono tra i ricordi più belli della mia vita”

La stella del Barcellona Aitana Bonmatí è una delle osservate speciali della finale di UEFA Women’s Champions League. La detentrice del Pallone d’Oro ha tra le sue migliori qualità il dribbling rapido e un’incredibile visione di gioco. Alla vigilia della finale al San Mames, Bonmatì ha rilasciato le sue dichiarazioni ai microfoni della UEFA:

“Non voglio parlare delle sconfitte passate contro il Lione. Ho tanta fiducia nelle nostre capacità, so di cosa siamo capaci e le affronteremo dimostrando questa mentalità, come avremmo fatto contro qualsiasi altro rivale”.

“Ovviamente, ho guardato molte partite della Champions League maschile nel corso della mia vita, ma è ancora più speciale quando puoi viverla tu stessa – ha continuato la fuoriclasse spagnola. Direi che tutte le finali a cui ho giocato, e ovviamente quelle che abbiamo vinto, sono tra i ricordi più belli della mia vita. Sono speciali perché la strada non è stata facile e, come squadra, siamo riuscite ad arrivare in fondo”.

“Sì, è giovane e un po’ timida, ma è una brava persona e un’ottima giocatriceha concluso Bonmatí riferendosi alla giovane compagna di squadra Esmee Brugts. Abbiamo visto quanto è migliorata da quando è arrivata l’estate scorsa. Sarà una giocatrice del Barcellona per molti anni”.

Sebastian De La Fuente, Fiorentina Femminile: “Non c’è alcun rammarico, è solo la fortuna dei calci di rigore”.

Screenshot

La finale di Coppa Italia tra Roma e Fiorentina si è conclusa con la vittoria delle giallorosse ai rigori per 7-6.

Il mister delle Viola Sebastian De La Fuente, al termine della gara che ha visto le sue ragazze muoversi in maniera ottima sul rettangolo verde ha risposto alle domande dei giornalisti per un bilancio sulla gara, ma anche sulla stagione appena trascorsa senza tralasciare, come chiusa, una breve anticipazione sul prossimo anno.

Mister una serata amara, eravate in doppio vantaggio poi questa rimonta della Roma e alla fine la lotteria dei calci di rigore non vi ha visto prevalere.
“Penso che avremmo meritato di vincere questa partita per quanto fatto sia nei tempi regolamentari che nei supplementari. Di fronte avevamo una grande squadra che è stata brava a rimanere in partita.
Il 3-2 è stato troppo vicino al 3-1, se fossimo riuscite a mantenere un po’ di vantaggio forse sarebbe finita in modo diverso. Non ho nulla da rimproverare alle ragazze che hanno portato avanti per 120 minuti una partita contro la Roma da sfavorite dimostrando di essere all’altezza di queste partite”. 

Di solito si dice che è una questione di dettagli. Qual è il dettaglio che oggi la intristisce e la rammarica di più?
“Credo che la partita sia stata preparata bene, infatti la Roma in entrambi i tempi ha faticato a fare il suo solito gioco. Queste partite si determinano con episodi, nel 3-3 eravamo un po’ troppo aperte con la difesa ma penso che l’unico dettaglio sia stato la fortuna nei calci di rigore. Giocare in questo modo contro la Roma, pur essendo noi lontane dal primo posto in classifica, e mettere in quel modo la gara a nostro vantaggio vuol dire che la Fiorentina è una grande squadra. Non c’è alcun rammarico, è solo la fortuna dei calci di rigore”.

Mister sul 3-1 eravate a 19 minuti dalla fine, avete preso questo 3-3 al 90′. Forse c’è più amarezza nel non aver portato a casa la partita nei 90 minuti che nei rigori o sbaglio?
“Noi, tolta qualche sbavatura siamo state sempre in partita. Gli episodi contano ma io sono contento di vedere una Fiorentina che da sfavorita ha condotto in questo modo così buono il suo gioco contro una grande squadra come la Roma”.

Una stagione positiva con un finale amaro, cosa si porta a casa da questa annata?
“La stagione della Fiorentina nel complesso è stata positiva, con un successo rappresentato dall’arrivare in finale e dal giocare contro la Roma raggiungendo un ottimo risultato: il 3-3 alla fine dei tempi regolamentari restando per 90 minuti in vantaggio. Ripeto: siamo stati sfortunati nella lotteria dei rigori; c’è amarezza per le ragazze, questo è innegabile, perché si sarebbero meritate la vittoria per tutto il percorso fatto e per come si sono mosse in campo. Non posso dire che ci sia per vedere la partita dal punto di vista negativo perché stiamo crescendo e costruendo qualcosa che deve continuare a crescere anche l’anno prossimo
Siamo arrivati terzi in campionato, siamo tornati in Champions League e abbiamo raggiunto la finale di Coppa Italia e alla fine abbiamo perso contro la Roma che in tutto il campionato ha perso due partite e ne ha pareggiata una sola”.

Con l’uscita di Joanogy avete perso un po’ di brillantezza in attacco, era solo molto stanca o aveva qualche altro problema? 
“Dopo il gol Janogy mi ha chiesto il cambio, l’abbiamo tenuta per quanto possibile perchè sappiamo che in campo è una minaccia costante. Fino a quel momento non abbiamo fatto cambi perchè penso che le undici titolari (ma anche quelle che sono subentrate) hanno fatto una grande partita quindi facevo fatica a cambiare. Lei è arrivata da me esausta, dopo aver fatto un grande sforzo e abbiamo deciso di farla uscire però Longo che è entrata è stata ottima nel suo ruolo, ha calciato anche il rigore ed è giovane (nata nel 2000).
Purtroppo ha sbagliato Severini (classe 2003) un’altra giovane, noi ne abbiamo tante in squadra che stanno crescendo. Oggi essere qui, e fare questa partita, mi riempie d’orgoglio”. 

Resterà a Firenze? l’ha accennato poco fa, c’è un progetto che deve andare avanti. 
“Il progetto a Firenze deve andare avanti, stiamo parlando con la società per continuare con il lavoro iniziato quest’anno, io poi sto bene a Firenze dunque vedremo il da farsi. Non è compito mio parlare di questo, posso solo dire di essere contento di essere a Firenze e di allenare queste ragazze che oggi hanno mostrato per l’ennesima volta di essere delle fuoriclasse: l’ho detto a loro nell’intervallo e adesso lo dico a voi”.

Sara Brambilla, Pro Sesto: “Secondo anno in serie C. Il confronto col Lumezzane? Sarà un plus per imparare”

Credit Photo: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il campionato di serie C si avvicina ai titoli di coda e la Pro Sesto prosegue la propria camminata stagionale con lo stesso pensiero comune e quello degli ultimi due scontri imminenti.
La nona forza di categoria (con un bilancio pari tra trionfi e sconfitte e vicinissima in graduatoria a Tharros e Real Meda) non intende mollare e punta alla conquista di qualche punto in più per una definitiva chiusura a modo di un grande e tortuoso 2023/24, nonostante sia reduce da una sconfitta rimediata tra le mura delle avversarie della Solbiatese.
Blindato, quindi, per ora il dato statistico, ma rimangono ottime le risposte del team anche davanti alle più impattanti opposte.

Ora per le ragazze di coach Ruocco scorrono i minuti, ne rimangono, però, 180 da giocare con tutta la grinta necessaria alla miglior gestione di due gruppi pericolosi.
Con piacere ne abbiamo parlato con Sara Brambilla, giovanissimo apporto in difesa della fascia destra (all’occorrenza sinistra) biancazzurra.

Benvenuta Sara! Che stagione è stata per te quella ancora in corso ed in che modo hai vissuto il passaggio dalla Primavera alla Prima Squadra biancazzurra?

Questo è il mio secondo anno in serie C. Tre anni fa ho iniziato a giocare nella Primavera della Pro Sesto dopo la parentesi nella Speranza Agrate; per me è stata una bellissima esperienza, fin da subito sono riuscita a trovare spazio, rendendomi disponibile per quasi tutte le partite.
Disputare un girone unico, inoltre, è stato molto stimolante poiché mi ha dato la possibilità di confrontarmi con variegati gruppi importanti come Inter, Milan, Juve.

Terminata la stagione Primavera, con la coincidenza della retrocessione delle biancoazzurre dalla B alla C, sono approdata in Prima Squadra. Il primo anno non è stato semplice, ma è stato un bel viaggio, sia dal punto di vista calcistico che personale: rimane l’orgoglio di essere riuscita a percorrere questo tragitto e ad interfacciarmi con diverse realtà del panorama, tra Rappresentativa Nazionale, raduno territoriale dell’area Nord, Centro preparazione olimpica e tornei successivi. Queste chiamate mi hanno dato la spinta giusta per poter fare bene e dare di più.

Ultimamente sto giocando titolare, tendenzialmente come terzino destro, seppur in passato abbia ricoperto il ruolo di difensore centrale. Spero di continuare in questa direzione.

Il campionato è ormai agli sgoccioli ed il bilancio complessivo è piuttosto positivo, in ottica di una conferma abbastanza tranquilla. Come trovi il lavoro compiuto dalla squadra fino ad ora?

Siamo una squadra giovanissima ed il fattore età media bassa ci ha un po’ fatto peccare d’esperienza; allo stesso tempo, però, questo spunto ci ha permesso di fare un buon lavoro in questa stagione ed ottenere risultati più accattivanti.
Il miglioramento c’è stato ma vi è ancora margine per poterlo incrementare; siamo riuscite a trovare un approccio più giusto, anche davanti a formazioni di livello come il Moncalieri.
Sarà importante continuare a lavorare sui nostri punti di debolezza.

Domenica è arrivato un risultato in difetto subito dalle compagne lombarde della Solbiatese. Un finale con punteggio non così largo, seppur si sia trattato di una squadra che occupa i primissimi gradini della classica.
Il tuo parere su tale prestazione?

La scorsa domenica ci ha lasciato un leggero amaro in bocca perché in realtà la partita è sempre stata gestita da noi; abbiamo avuto un buon possesso palla e siamo riuscite a contrastare bene il loro valido ed ottimo attacco.

Il primo tempo l’abbiamo giocato nella loro metà campo, ma forse è mancata un po’ la concretizzazione negli ultimi metri con dei tiri che non ci sono stati.
Abbiamo dovuto pagare questo aspetto e ciò ha dato loro modo di segnare (anche se tutti quanti i loro goal sono stati conseguenze di calci piazzati).
È un aspetto su cui soffriamo molto e spesso capita che in partite da noi maggiormente determinate non si riesca poi ad ottenere un risultato che rispecchi questo nostro potenziale.

A brevissimo ospiterete tra le mura domestiche il tostissimo Lumezzane che ormai il salto di categoria l’ha fatto. In ogni caso sarà fondamentale fare bene anche per dare ulteriore dimostrazione della grande presenza e del grande valore della Pro.
Tenendo conto degli esiti evidenziati in occasione d’andata contro le stesse (rispettivamente una sconfitta ed una vittoria) cosa vi aspettate?

Confrontarsi con una squadra già arrivata in serie B sarà per noi un plus per imparare; sappiamo che sarà molto complicato ma allo stesso tempo stimolante e scenderemo in campo con l’intento di dare il meglio delle nostre possibilità. Al di là del risultato e della loro condizione, puntiamo a fare una bella prestazione; cercheremo di gestire la partita con tranquillità senza farci opprimere.

Siamo molto determinate anche per lo scontro con la Tharros: è una squadra che si presenta sulla carta meno preparata rispetto alla capolista;  constatato ciò, potremo sicuramente fare bene e, perché no, magari a portare il risultato a favore nostro!

Si ringrazia Sara Brambilla e la società tutta per la gentile concessione.

Apulia Trani U17, capitan Isabel Losito: “Per me essere qui significa tanto, indossare la fascia è importante”

Isabel Losito, difensore centrale classe 2009 nonché capitano dell’U17 dell’Apulia Trani, protagonista di una buona stagione, si è raccontata ai canali ufficiali del club. Ecco le sue dichiarazioni:
“La mia stagione è stata contraddistinta da alti e bassi. Il gruppo andando avanti si è unito sempre di più conoscendosi meglio e di conseguenza migliorando le prestazioni”.
LO STAFF: “Sia lo staff che la squadra mi hanno dato tanto: sono tutti simpatici e competenti. Per me essere qui significa tanto perché so di trovarmi in una società importante che può permettermi di farmi fare carriera”.
FASCIA DA CAPITANO: “Per me indossarla è qualcosa d’importante. Significa che riesco a tenere unita la squadra comprendendo le mie compagne”.
IL CAMPIONATO: “Abbiamo affrontato diverse squadre toste come il Calcio Foggia in cui siamo scivolate in una giornata no. Siamo sempre riuscite a dare il massimo anche dopo una sconfitta”.
GLI OBIETTIVI: “Voglio continuare a giocare a calcio magari indossando la maglia dell’Apulia Trani”.

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