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Sara Brambilla, Pro Sesto: “Secondo anno in serie C. Il confronto col Lumezzane? Sarà un plus per imparare”

Credit Photo: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il campionato di serie C si avvicina ai titoli di coda e la Pro Sesto prosegue la propria camminata stagionale con lo stesso pensiero comune e quello degli ultimi due scontri imminenti.
La nona forza di categoria (con un bilancio pari tra trionfi e sconfitte e vicinissima in graduatoria a Tharros e Real Meda) non intende mollare e punta alla conquista di qualche punto in più per una definitiva chiusura a modo di un grande e tortuoso 2023/24, nonostante sia reduce da una sconfitta rimediata tra le mura delle avversarie della Solbiatese.
Blindato, quindi, per ora il dato statistico, ma rimangono ottime le risposte del team anche davanti alle più impattanti opposte.

Ora per le ragazze di coach Ruocco scorrono i minuti, ne rimangono, però, 180 da giocare con tutta la grinta necessaria alla miglior gestione di due gruppi pericolosi.
Con piacere ne abbiamo parlato con Sara Brambilla, giovanissimo apporto in difesa della fascia destra (all’occorrenza sinistra) biancazzurra.

Benvenuta Sara! Che stagione è stata per te quella ancora in corso ed in che modo hai vissuto il passaggio dalla Primavera alla Prima Squadra biancazzurra?

Questo è il mio secondo anno in serie C. Tre anni fa ho iniziato a giocare nella Primavera della Pro Sesto dopo la parentesi nella Speranza Agrate; per me è stata una bellissima esperienza, fin da subito sono riuscita a trovare spazio, rendendomi disponibile per quasi tutte le partite.
Disputare un girone unico, inoltre, è stato molto stimolante poiché mi ha dato la possibilità di confrontarmi con variegati gruppi importanti come Inter, Milan, Juve.

Terminata la stagione Primavera, con la coincidenza della retrocessione delle biancoazzurre dalla B alla C, sono approdata in Prima Squadra. Il primo anno non è stato semplice, ma è stato un bel viaggio, sia dal punto di vista calcistico che personale: rimane l’orgoglio di essere riuscita a percorrere questo tragitto e ad interfacciarmi con diverse realtà del panorama, tra Rappresentativa Nazionale, raduno territoriale dell’area Nord, Centro preparazione olimpica e tornei successivi. Queste chiamate mi hanno dato la spinta giusta per poter fare bene e dare di più.

Ultimamente sto giocando titolare, tendenzialmente come terzino destro, seppur in passato abbia ricoperto il ruolo di difensore centrale. Spero di continuare in questa direzione.

Il campionato è ormai agli sgoccioli ed il bilancio complessivo è piuttosto positivo, in ottica di una conferma abbastanza tranquilla. Come trovi il lavoro compiuto dalla squadra fino ad ora?

Siamo una squadra giovanissima ed il fattore età media bassa ci ha un po’ fatto peccare d’esperienza; allo stesso tempo, però, questo spunto ci ha permesso di fare un buon lavoro in questa stagione ed ottenere risultati più accattivanti.
Il miglioramento c’è stato ma vi è ancora margine per poterlo incrementare; siamo riuscite a trovare un approccio più giusto, anche davanti a formazioni di livello come il Moncalieri.
Sarà importante continuare a lavorare sui nostri punti di debolezza.

Domenica è arrivato un risultato in difetto subito dalle compagne lombarde della Solbiatese. Un finale con punteggio non così largo, seppur si sia trattato di una squadra che occupa i primissimi gradini della classica.
Il tuo parere su tale prestazione?

La scorsa domenica ci ha lasciato un leggero amaro in bocca perché in realtà la partita è sempre stata gestita da noi; abbiamo avuto un buon possesso palla e siamo riuscite a contrastare bene il loro valido ed ottimo attacco.

Il primo tempo l’abbiamo giocato nella loro metà campo, ma forse è mancata un po’ la concretizzazione negli ultimi metri con dei tiri che non ci sono stati.
Abbiamo dovuto pagare questo aspetto e ciò ha dato loro modo di segnare (anche se tutti quanti i loro goal sono stati conseguenze di calci piazzati).
È un aspetto su cui soffriamo molto e spesso capita che in partite da noi maggiormente determinate non si riesca poi ad ottenere un risultato che rispecchi questo nostro potenziale.

A brevissimo ospiterete tra le mura domestiche il tostissimo Lumezzane che ormai il salto di categoria l’ha fatto. In ogni caso sarà fondamentale fare bene anche per dare ulteriore dimostrazione della grande presenza e del grande valore della Pro.
Tenendo conto degli esiti evidenziati in occasione d’andata contro le stesse (rispettivamente una sconfitta ed una vittoria) cosa vi aspettate?

Confrontarsi con una squadra già arrivata in serie B sarà per noi un plus per imparare; sappiamo che sarà molto complicato ma allo stesso tempo stimolante e scenderemo in campo con l’intento di dare il meglio delle nostre possibilità. Al di là del risultato e della loro condizione, puntiamo a fare una bella prestazione; cercheremo di gestire la partita con tranquillità senza farci opprimere.

Siamo molto determinate anche per lo scontro con la Tharros: è una squadra che si presenta sulla carta meno preparata rispetto alla capolista;  constatato ciò, potremo sicuramente fare bene e, perché no, magari a portare il risultato a favore nostro!

Si ringrazia Sara Brambilla e la società tutta per la gentile concessione.

Apulia Trani U17, capitan Isabel Losito: “Per me essere qui significa tanto, indossare la fascia è importante”

Isabel Losito, difensore centrale classe 2009 nonché capitano dell’U17 dell’Apulia Trani, protagonista di una buona stagione, si è raccontata ai canali ufficiali del club. Ecco le sue dichiarazioni:
“La mia stagione è stata contraddistinta da alti e bassi. Il gruppo andando avanti si è unito sempre di più conoscendosi meglio e di conseguenza migliorando le prestazioni”.
LO STAFF: “Sia lo staff che la squadra mi hanno dato tanto: sono tutti simpatici e competenti. Per me essere qui significa tanto perché so di trovarmi in una società importante che può permettermi di farmi fare carriera”.
FASCIA DA CAPITANO: “Per me indossarla è qualcosa d’importante. Significa che riesco a tenere unita la squadra comprendendo le mie compagne”.
IL CAMPIONATO: “Abbiamo affrontato diverse squadre toste come il Calcio Foggia in cui siamo scivolate in una giornata no. Siamo sempre riuscite a dare il massimo anche dopo una sconfitta”.
GLI OBIETTIVI: “Voglio continuare a giocare a calcio magari indossando la maglia dell’Apulia Trani”.

Wendie Renard, Olympique Lione: “Negli ultimi dieci anni abbiamo dimostrato di avere una grande squadra e molta determinazione”

Alla capitana del Lione Wendie Renard non manca di certo la confidenza con le finali di UEFA Women’s Champions League. Quella di Bilbao, infatti, sarà l’11a finale per la francese che, da sempre, indossa la maglia dell’OL.

“Negli ultimi dieci anni abbiamo dimostrato di avere una grande squadra e molta determinazione. Vincere più titoli possibili è ciò che ci motiva ogni giorno” – ha affermato Renard durante la conferenza stampa di ieri al San Mames.

“Il Barcellona si è davvero evoluto. Ha giocatrici di livello mondiale e ama dominare il gioco. Ma noi abbiamo i nostri punti di forza, conosciamo le nostre qualità e siamo cresciute insieme nel corso di molte stagioni. Conosciamo molto bene le nostre avversarie e siamo pronte a dare tutto, anche se sarà difficile”.

Il Baiardo resta in serie C: la conferma con due giornate d’anticipo

Credit Photo: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Sarà ancora serie C per l’Angelo Baiardo: la notizia ufficiale è arrivata dopo il risultato in difetto recentemente rimediato dal Vittuone, impegnato nel duello casalingo contro la Tharros. La formazione ligure, con la complicità di tale scenario, può ora assaporare con convinzione la fondamentale posizione di salvezza con due giornate d’anticipo alla chiusura definitiva del campionato.

L’evidente dato statistico attuale pronuncia un undicesimo posto a quota 36 punti, dato da 10 vittorie, 12 sconfitte e 6 pareggi momentanei.
Nonostante le ultime tre cadute consecutive che hanno interrotto un andamento altalenante in termini di conquiste, la citata forza di categoria neroverde è riuscita a distinguersi per forza, determinazione e reazione anche in difficili istanti, mettendo in mostra una importante capacità di battagliare a testa alta perfino con le più dirette navigate del girone, al di là del finale di gara. Resta, però, l’impressione di uno spazio occupato che non rende giustizia al reale potenziale dell’insieme.

Con una certezza in più in tasca (che non toglierà importanza all’imminente parentesi) ora toccherà alla trasferta in casa Orobica che anticiperà la finalissima tra le mura domestiche contro la Roma Calcio Femminile (contro le quali si ricordano, rispettivamente, la parità e la vittoria sancite in circostanza d’andata).
Queste le ultime due chance stagionali: chissà in che modo le ragazze allenate da mister Federico Vassallo chiuderanno il sipario di questo bellissimo teatro!

Serie A femminile, TikiTaka-Falconara e Montesilvano-Bitonto: week-end di semi in Abruzzo

Credit: Montesilvano

Saturday night con TikiTaka Francavilla-Stilcasa Costruzioni Falconara al PalaRigopiano e – esattamente 24 ore dopo – l’altra sfida stellare tra GTM Montesilvano e Bitonto, al PalaRoma. Un lungo week-end di futsal (tutto in diretta su Futsal TV) porterà alla definizione della finale secca di Serie A femminile: 9 giugno è la data cerchiata in rosso sul calendario, ma le “semi” non saranno da meno.

TIKITAKA-STILCASA COSTRUZIONI FALCONARA – Dal botta e risposta tra Vanin e Praticò nella gara di andata, al 3-1 imposto dalle marchigiane al PalaRigopiano con Boutimah e Ferrara. Tutti nella regular season i precedenti tra le due formazioni separate da un solo punto in classifica, dopo il sorpasso all’ultima curva da parte del Falconara. Sostanzialmente simili i valori offensivi (leggera prevalenza per il TikiTaka con 93 reti segnate contro 88), più solida la difesa ospite con 31 gol incassati contro i 44 subiti dalle giallorosse: nessun dato, comunque, che permetta di azzardare un pronostico. Specie in un confronto da (minimo) 80’.

MONTESILVANO-BITONTO – Un successo (quello del Bitonto per 3-1 al PalaRoma) e un pareggio (pazzesco 4-4 con rimonta del GTM Montesilvano) anche in questa parte del tabellone, più una semifinale da urlo disputata a Genova. Se, in Liguria, le campionesse in carica l’hanno spuntata a soli 34” dal gong dopo una girandola di emozioni non adatte ai deboli di cuore, tutto lascia immaginare che anche la replica del PalaRoma terrà col fiato sospeso gli appassionati di futsal. GTM Montesilvano per provare a raggiungere la quinta finale della sua storia (due di queste hanno portato allo scudetto), Bitonto per continuare a sognare uno storico “double” consecutivo: chi la spunterà?

IL REGOLAMENTO – Come per i quarti di finale, anche le semifinali si disputano al meglio delle tre sfide: gara -1 sul campo della squadra col peggior piazzamento in classifica al termine della regular season, gara -2 ed eventuale gara -3 in casa della squadra meglio classificata. Per accadere alla finale servono due vittorie: per ogni incontro della corsa al tricolore, compresa la finale, in caso di parità ci saranno due tempi supplementari da 5′ ciascuno ed eventuali rigori, nel caso in cui la parità dovesse persistere.

SERIE A FEMMINILE – PLAYOFF
QUARTI DI FINALE
1) BITONTO-KICK OFF 9-1 (gara-1 2-4, gara-2 8-1)
2) GTM MONTESILVANO-FEMMINILE MOLFETTA 7-3 (9-0)
3) TIKITAKA FRANCAVILLA-LAZIO 7-1 (4-1)
4) STILCASA COSTRUZIONI FALCONARA-VIP 4-0 (7-5 d.t.s.)

SEMIFINALI – GARA-1 (gara-2 30/05, ev. gara-3 01/06)
X) GTM MONTESILVANO-BITONTO 26/05 ore 20.30, diretta Futsal TV
Y) TIKITAKA FRANCAVILLA-STILCASA COSTRUZIONI FALCONARA 25/05 ore 20.30, diretta Futsal TV

FINALE – GARA UNICA – 09/06
VINCENTE X-VINCENTE Y

Dove guardare la finale di Women’s Champions League: live streaming gratuito su DAZN e YouTube

La finale di UEFA Women’s Champions League tra Barcellona e Lione verrà trasmessa in diretta e gratuitamente sulla piattaforma di streaming DAZN e sul canale YouTube.

DAZN ha rimosso l’accesso a pagamento al più grande portfolio di calcio femminile al mondo, inclusa la UEFA Women’s Champions League. Ciò stimolerà un aumento del pubblico e darà una nuova casa al calcio femminile, con un maggiore accesso alle partite, ai contenuti e alla comunità del calcio femminile internazionale.

La finale sarà trasmessa anche in streaming gratuito sul canale YouTube di DAZN in tutto il mondo ad eccezione del Medio Oriente e Nord Africa (MENA) – dove i diritti includono clip e highlights – e della Cina e dei suoi territori.*

*La Repubblica Popolare Cinese, la Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong, la Regione Amministrativa Speciale di Macao e Taipei Cinese. (Taiwan)

Canali DAZN
• Austria: DAZN 1, DAZN RISE
• Francia: DAZN 1
• Germania: DAZN 1, DAZN RISE
• Portogallo: DAZN 1
• Spagna: DAZN 1
• Svizzera: DAZN 1, DAZN RISE
• GB: DAZN 1

Altri canali
• Germania: DF1
• America Latina: TNT
• Paesi Bassi: NOS
• Norvegia: NRK
• Panama: Medcom
• Portogallo: TVI
• Serbia: RTS
• Spagna/Catalunya: TV3
• Spagna: RTVE
• Svezia: SVT
• Regno Unito e Repubblica d’Irlanda: TNT

“Se c’è volontà si può fare”: la protesta del Leboski, sedute a terra sul quadrante di gioco!

“Se c’è volontà si può fare”, è questo lo striscione che è apparso in campo in mano alle calciatrici del Lebowski femminile, le ragazze grigio-nere: che prima di iniziare la gara si sono sedute a terra per protesta!.

Il messaggio che è stato lanciato e che deve e può arrivare decisamente più in là, del semplice rettangolo di gioco, è chiaro a tutti e deve giungere fino ai vertici del calcio femminile italiano.

La gara era valevole per lo spareggio per accedere alla Serie C : match fra Blues Pietrasanta e Lebowski, appunto, giocato a Santa Maria a Monte. Peccato che le ragazze del Lebowski, quella categoria, l’aveva già conquistata (e preservata) sul campo, l’anno scorso. Eppure ecco le grigio-nere giocare in Eccellenza, ritrovandosi a dover riprendersi nuovamente quella divisione che rappresenta anche l’accesso a un campionato di dimensione Nazionale.

Il nostro racconto, unito alla presa di posizione delle calciatrici comincia da qui: parlando direttamente con le ragazze della squadra, che hanno scelto una voce corale per spiegarsi: Per problemi economici a livello societario, non ci siamo iscritte nuovamente alla Serie C come l’anno scorso. Siamo comunque riuscite a iscriverci in Eccellenza. E durante lo spareggio di domenica contro il Pietrasanta si decretava la vincitrice del campionato, nell’ultimo atto di una stagione per noi assai intensa”.

E prosegue il loro sfogo: “Perché il Lebowski, la scorsa estate, anche se non ci ha iscritto alla Serie C ci ha creato intorno un gruppo di persone, di collaboratori della squadra femminile, che ci ha sempre seguito e si è messo in prima linea per la ricerca di nuovi sponsor. Fondi che potessero insomma colmare i problemi societari per poterci garantire un futuro migliore e con meno affanno, magari in Serie C: del resto un campionato di livello nazionale è impegnativo come pochissimi, una trasferta può costare tranquillamente tremila euro. Costi non paragonabili all’Eccellenza, la categoria immediatamente inferiore, perché in quel caso non si esce dalla Toscana”.

Forse si sarebbe rischiato di fare il così detto “passo più lungo della gamba”, insomma, in caso di nuova iscrizione alla Serie C.

“Decisamente, come accaduto in diversi precedenti. E il Lebowski si autofinanzia: è vero che ci sono moltissimi soci e tifosi, ma i fondi non sono sufficienti per il calcio femminile che non ha molto seguito. Da qua la nostra protesta indirizzata da una parte al Lebowski stesso sia dal punto di vista finanziario (in cui in fase di assemblea sono state escluse, probabilmente in modo un po’ superficiale, alcune proposte di finanziamento concreto) , sia per quanto riguarda l’aspetto di parità di genere con i nostri colleghi uomini..e non si sta parlando di rimborsi ma di parità di trattamento nelle attività sportive quotidiane e di utilizzo degli spazi e delle attrezzature necessarie”.

Ma in cosa consiste, la vostra protesta?

Ci siamo sedute in campo. Durante l’intero primo minuto della gara contro il Pietrasanta abbiamo calciato via il pallone e abbiamo deciso di sederci in campo, riserve comprese. Le ragazze avversarie hanno rimesso in gioco il pallone: potevano tranquillamente andare a far gol, del resto la partita pesava moltissimo. E invece hanno preferito palleggiare senza attaccare. Hanno rispettato la nostra protesta e anzi sono diventate nostre amiche, capendo il motivo della nostra iniziativa. Un segnale di una potenza enorme. Poi abbiamo giocato, e hanno vinto loro con pieno merito”.

Abbiamo chiesto a loro qual è il significato ha avuto il sedersi in campo, e a quali altre persone volete lanciare il vostro messaggio?

“Sedersi in campo significa pensare al futuro del nostro calcio prima di tutto, mettendo in secondo piano quella partita. Se anche avessimo vinto, tanto, non saremmo comunque salite in Serie C visto che non ce la potevamo permettere. A fine partita abbiamo esposto uno striscione verso la tribuna: “Se c’è la volontà si può fare”. Si può fare una riforma per evitare bagni di sangue alle società e abbandoni da parte delle ragazze calciatrici. Noi ci rivolgiamo ai vertici del nostro calcio: è il momento di una divisione interregionale che si ponga fra Serie C ed Eccellenza. Una categoria che sia in grado di colmare il gap di qualità tecnica e atletica fra le due divisioni, e che soprattutto si ponga a metà strada come costi. Che sia sostenibile per tutti e permetta di ampliare i bacini di utenza e il ricambio delle calciatrici”.

Rimarrete al Lebowski in blocco l’anno prossimo anche senza Serie C?

“No, alcune se ne andranno. Qualcuna, se ci sarà la possibilità, rimarrà in grigio-nero, magari provando a dare una mano in società. Dobbiamo batterci in prima linea per aiutare il settore femminile a crescere”.

Questa situazione, come detto, è una situazione che ha tutto il Movimento femminile italiano, non solo la povera società del Lebowski in quanto i costi indicati, troppo esosi, limitano la sana pratica di questo Sport al femminile. Noi ci limitiamo a farlo presente attraverso il nostro piccolo, nella speranza che il messaggio “urlato ad alta voce dalle ragazze” giunga alle orecchie di chi “vuol sentire” e mettere mano ad una riforma che possa dare spazio e lustro a questo movimento in forte crescita.

Jonatan Giráldez, Barcellona: “Viviamo per vincere a Barcellona. Questo è ciò che dobbiamo fare”

Manca sempre meno alla finale di UEFA Women’s Champions League. Barcellona e Lione sono scese in campo ieri al San Mames, dopo le rispettive conferenze stampa. L’allenatore delle blaugrana Jonatan Giráldez, alla guida del Barca dal 2021, ha espresso pensieri di fiducia e ha affermato:

“Non vediamo l’ora che arrivi la finale. Abbiamo fatto una stagione fantastica, giocando un ottimo calcio e le ultime settimane ci hanno visto in grande forma, con quasi tutte a disposizione. Abbiamo già vinto tre trofei, quindi avere la possibilità di aggiungere un’altra Champions League in questo fantastico stadio significa che possiamo dimostrare di essere la migliore squadra d’Europa”.

“Viviamo per vincere a Barcellona. Questo è ciò che dobbiamo fare. Abbiamo fatto tutto il possibile, detto tra noi, per prepararci bene a vincere questa finale”.

Alessandro Spugna, dopo la vittoria della Coppa: “Non la nostra migliore prestazione, ma ciò che conta è la vittoria!”

La Roma vince la sua seconda “Coppa Italia” femminile, contro la Fiorentina ai rigori, dopo un match faticoso e ricco di reti. Una serata difficile da dimenticare sia per le giocatrici che per tutto il suo staff.

“Non la nostra migliore partita della stagione, ammette mister Spugna nella conferenza stampa del dopo gara, ci siamo complicate un po’ la vita ma il grande merito è stato quello di recuperala poiché era una gara ormai persa. Invece il cuore, la voglia e la determinazione hanno fatto sì che le ragazze la recuperassero. Un risultato veramente difficile poi come accade spesso nei supplementari hai delle occasioni, poi se non concretizzi va cosi, bene così poiché le finali conta poco giocarle bene: conta portare a casa il risultato”.

Una Roma che domina e soffre, e che ha sempre un margine di miglioramento, prosegue il tecnico: “il fatto che noi dobbiamo migliorarci, è per noi una costante, non dobbiamo pensare di essere arrivate al massimo livello poiché abbiamo vinto due campionati ed adesso la Coppa Italia. Dobbiamo continuare ad alzare l’asticella, la partita di oggi dimostra che le altre squadre non stanno a guardare e stanno crescendo anche loro. Oggi la Fiorentina ha fatto un match importante, e faccio i complimenti a tutta la squadra, e noi dobbiamo solo migliorarci”.

Forse la stanchezza di fine stagione ha caratterizzato il doppio svantaggio sul 3 a 1, e Spugna ammette che : l’approccio non è stato dei migliori, un po’ di stanchezza fisica e mentale influisce quando giochi così tante gare ed arrivi a fine stagione paghi anche questo, però sono state brave a riprendere una gara che si era fatta d’avvero complicata, anche questo è un merito perché quando sei sotto vedo sempre poche squadre che recuperano facilmente!”.

Allo Stadio Dino Maruzzi le 5000 persone presenti hanno visto una grande finale, ed il pubblico giallo rosso non ha mai cessato con cori ed inni alle proprie beniamine, il mister ha sottolineato l’importanza di questo fattore: “l’ho sempre detto, il nostro pubblico è molto importante, ci ha spinto poiché in campo lo senti e ti da quello stimolo in più che ti trascina e ti dà la giusta carica. Questa vittoria è per loro che ci seguono in tutto e per tutto”.

“Alle ragazze, alla fine del tempo regolamentare, ho detto che dovevamo giocare con un po’ più di tranquillità anche se non era facile perché manca la lucidità e la stanchezza aumenta, però ho detto di bloccare i ritmi (paradossalmente) e con la qualità che abbiamo potevamo fare delle giocate più precise ed avere migliori occasioni”.

Dopo due Finali di Coppa Italia perse, è finalmente arrivata questa vittoria, ed Alessandro Spugna non nasconde che fino al termine ha pensato che anche in questa serata non era la volta giusta: “Personalmente è stata una liberazione stavo pensando che ero io a portare male, adesso sono contento come le mie ragazze, questo Trofeo mancava da qualche anno e pertanto sono felice di aver contribuito a vincerlo”.

Doppietta Roma: dopo lo scudetto, le giallorosse alzano il trofeo. Fiorentina ko ai rigori dopo una finale bellissima. Gravina: “Una partita spettacolare”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Dopo lo scudetto, la Coppa Italia Femminile Frecciarossa. È una Roma insaziabile, quella che ha alzato il trofeo per la seconda volta nella sua storia, a distanza di tre anni dalla prima: quella di Cesena è stata una finale meravigliosa, per merito delle giallorosse ma anche della Fiorentina, che in vantaggio 3-1 ha dovuto fare i conti con il grande cuore della squadra di Spugna, che tra i pali ha una formidabile pararigori come Camelia Ceasar, decisiva al ‘Dino Manuzzi’ come era già accaduto in passato. La trasformazione di Troelsgaard (7-6) ha fatto esplodere la festa della Roma e dei tifosi arrivati dalla Capitale (5.000 gli spettatori a Cesena): quelli della Fiorentina, però, possono andare fieri delle loro ragazze.

“È stata una festa di sport, in campo e sugli spalti – le parole del presidente della FIGC, Gabriele Gravina –. Abbiamo assistito a una partita spettacolare, impreziosita dalle tante iniziative organizzate dalla Divisione: sostenibilità, musica, arte e solidarietà sono state altrettanto protagoniste. Complimenti alla Roma per questa splendida vittoria, arrivata dopo il trionfo Scudetto, e alla Fiorentina che ha concluso una stagione comunque esaltante culminata con il ritorno in UEFA Women’s Champions League”. Gravina ha seguito il match accanto al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che non ha voluto mancare all’appuntamento conclusivo della stagione del calcio femminile italiano.

“Complimenti alla Roma per la vittoria, ma complimenti anche alla Fiorentina per il bellissimo spettacolo offerto – il commento della presidente della Divisione Serie A Femminile Professionistica, Federica Cappelletti -. Abbiamo assistito a una finale equilibrata, con un livello tecnico molto alto e apprezzato dai tanti tecnici in tribuna e da tutti i tifosi che hanno seguito il match allo stadio o da casa. Una serata memorabile, in campo ma anche per un evento che abbiamo voluto costruire oltre i 120 minuti”. Cappelletti ha fatto anche un bilancio della stagione: “Chiudiamo con una notte magnifica un anno in cui abbiamo seminato molto, ma vogliamo cambiare marcia, creando un prodotto calcio femminile che abbia una sua sostenibilità e che si possa proiettare anche a livello internazionale sempre più in alto”.

LA PARTITA. Spugna ha scelto il tridente con Haavi, Giacinti e Viens; Janogy, Boquete e Catena dietro Hammarlund, invece, per la Fiorentina. Dopo l’inno di Mameli eseguito dalla Banda dell’Esercito Italiano, con la voce di Bianca Atzei, le viola sono partite bene, e all’11’ è arrivato il vantaggio: dopo un’indecisione tra Di Guglielmo e Ceasar, il portiere giallorosso ha regalato – dopo un tocco involontario di Janogy – il pallone a Hammarlund, che non ha fallito. Immediata e inevitabile la reazione della Roma, con l’affondo di Haavi e l’assist di Giacinti: destro debole e bloccato da Baldi. L’attaccante della Nazionale ha però trovato il pareggio di testa al 19′, sfruttando il cross ancora di Haavi e l’assist di tacco di Giugliano. Un gol, quello di Giacinti, che ha avuto l’effetto di dare fiducia alla Roma, pericolosa anche con un destro da fuori di Giugliano toccato in angolo da Baldi. E ancora la numero 10 pericolosa al 34′, stavolta dall’interno dell’area: illusione ottica del gol.

Così come era avvenuto nel primo tempo, anche nella ripresa la Fiorentina è partita meglio: dopo 3′, nuovo vantaggio firmato da Janogy, perfettamente servita da Hammarlund dopo una ripartenza da manuale. Al quarto d’ora, primi cambi per Spugna; fuori Greggi e Giacinti, dentro Troelsgaard e Pilgrim. Poi Sonstevold per Di Guglielmo. Ma è stata ancora Janogy (che con una doppietta aveva deciso il ritorno della semifinale in casa della Juventus) a trovare la via della rete al 72′, che sembrava aver chiuso la partita. Spugna ha provato a cambiare ancora: out Kumagai, dentro Glionna. Il gol che ha riaperto la finale è stato però di un difensore, Minami, che ha corretto in rete un calcio di punizione di Giugliano. A pareggiarla, e a portarla ai supplementari, una zampata di Viens, su assist di Giugliano, il terzo della partita della numero 10 giallorossa, nominata MVP della serata.

Il primo extratime è iniziato con un intervento miracoloso di Minami su Agard; straordinario, dall’altra parte, il riflesso di Baldi su Pilgrim, con il portiere della Fiorentina (ex di turno) prodigiosa sul colpo di testa ancora di Minami. Nel secondo tempo supplementare, invece, è stata Viens ad avere la palla della vittoria, ma Baldi nell’una contro una ha tenuto in vita la sua squadra, ipnotizzando la canadese.

Dal dischetto, la Fiorentina è stata la prima a sbagliare con Agard (palo), ma la parata di Baldi su Sonstevold aveva rimesso a posto le cose. Le viola, però, non avevano fatto i conti con Ceasar, che ha bloccato il tentativo di Severini, prima del gol di Troelsgaard. Con la capitana Elisa Bartoli che, in meno di una settimana, ha alzato al cielo due trofei.

“Il risultato è bello, è un altro trofeo, quello che volevamo – ha commentato Spugna -. Non è stata la nostra miglior prestazione, sono sincero e devo fare i complimenti alla Fiorentina perché ha fatto una partita importante. La nostra bravura è stata quella di recuperare una finale che ormai sembrava persa sul 3-1, non era così facile. Ai supplementari abbiamo avuto occasioni nitide, ma poi ha influito anche la stanchezza. Oggi siamo state brave nel calciare i rigori, Camelia è stata brava nel pararli: bene così. Devo fare i complimenti alle ragazze per tutta la stagione, è stata di livello assolutamente alto. E’ normale arrivare all’ultimo impegno con un po’ di stanchezza, non solo fisica ma anche mentale. Personalmente questo trofeo mi mancava, quindi sono molto contento anche di questo”.

“Fa molto male, è una delusione, queste ragazze non meritavano di perdere ai rigori perché avevamo fatto un’ottima partita ed eravamo avanti di due gol – l’analisi di De La Fuente -. Non ho niente da dire alle ragazze, solo complimenti: presentarci oggi così, nessuno ci dava favoriti e abbiamo dominato la partita per 90 minuti… Sono deluso dal risultato ma non da queste ragazze, che per l’ennesima volta hanno dimostrato di essere all’altezza di queste palcoscenici. Cosa dirò a Emma Severini? Che chi non tira non sbaglia…Lei si è presa la responsabilità di tirare ma è così, questo è il calcio e lo sappiamo. Per quello che abbiamo fatto ci aspettavamo un risultato diverso, ma questo è il calcio e noi siamo qui per continuare a crescere e la Fiorentina oggi ha dimostrato la grande crescita che ha avuto”.

ROMA-FIORENTINA 7-6 d.t.r. (3-3 al 90′, p.t. 1-1)

ROMA (4-3-3): Ceasar; Bartoli (dal 1′ sts Valdezate), Minami, Linari, Di Guglielmo (dal 18′ st Sonstevold); Giugliano, Kumagai (dal 28′ st Glionna), Greggi (dal 15′ st Troelsgaard); Haavi (dal 1′ sts Feiersinger), Giacinti (dal 15′ st Pilgrim), Viens. A disp.: Korpela, Tomaselli, Kramzar. All. Alessandro Spugna

FIORENTINA (4-2-3-1): Baldi; Færge, Georgieva, Agard, Toniolo (dal 35′ st Erzen); Severini, Johannsdottir (dal 16′ sts Cinotti); Janogy (dal 35′ st Longo), Boquete, Catena; Hammarlund (dal 14′ pts Lundin). A disp.: Schroffenegger, Spinelli, Parisi, Mijatovic, Tucceri Cimini. All. Sebastian De La Fuente

Marcatrici: 11′ pt Hammarlund (F), 19′ Giacinti (R), 3′ e 27′ st Janogy (F), 31′ Minami (R), 45′ Viens (R)

Arbitro: Marotta di Sapri
Assistenti: Signorelli (Paola), Lo Calio (Seregno). Quarto ufficiale: Gasperotti (Rovereto)

Note: ammonite Johannsdottir (F), Linari (R), Di Guglielmo (R), Kumagai (R), Troelsgaard (R), Severini (R)

Sequenza rigori: Agard (F) palo, Giugliano (R) gol, Cinotti (F) gol, Linari (R) gol, Boquete (F) gol, Sonstevold (R) parato, Longo (F), Valdezate (R) gol, Severini (F) parato, Troelsgaard (R) gol

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