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Chiara Archinà, Moncalieri: “Lotteremo sul campo per tenerci stretto questo terzo posto”

Credit Photo: Lavinia Quagliotti

Campionato in dirittura d’arrivo: il Moncalieri tenta il tutto e per tutto in questa ultima fase stagionale e punta a confermare quanto fatto durante l’intero percorso. 270 minuti al termine definitivo ed un resoconto stagionale ancora più chiaro che sarà possibile tracciare solo dopo la disputa dei faccia a faccia mancanti.

La serenità regalata dal terzo gradino della classifica occupato potrebbe aiutare il gruppo ad ottenere altre prestazioni di livello, d’altra parte, però, il rammarico per qualcosa in più non conquistato potrebbe rimanere, considerando l’interminabile e sfiorato tentativo d’aggancio alla vetta.

I verdetti non sono ancora stati emessi: ora tutto sarà nelle mani e nella testa delle ragazze di mister Ferrarese, pronte a scendere in campo in terra capitolina per la sfida contro la Roma Calcio Femminile, consapevoli di non poter dare nessun risultato per scontato.
A parlarne con noi Chiara Archinà, difensore classe 2000 della squadra biancoblù.

Ciao Giulia, benvenuta. Un esordio di squadra di tutto rispetto in questo campionato che, al di là dell’obiettivo serie B raggiunto o meno, rimarrà per voi un grande segnale da cui ripartire la prossima stagione.

A proposito di quella in corso, come valuti il tuo andamento personale? Soddisfatta del tuo primo viaggio in questi colori?

È stato senza dubbio un gran campionato e da qui si dovrà puntare a fare sempre meglio.
Arrivo da qualche stagione difficile, tanti infortuni e poche partite, un po’ di sfortuna che purtroppo non mi ha permesso di avere una continuità e migliorarmi anno dopo anno come avrei voluto. Ad oggi posso dire di star riprendendo quella confidenza con il campo che mi mancava tanto, ma sicuramente ho ancora tantissimo da migliorare.

Dell’evoluzione del gruppo, invece, cosa pensi? In che modo hai visto svilupparsi il progetto Moncalieri, dal momento del tuo arrivo ad oggi?

Il gruppo di quest’anno è stato uno dei tanti aspetti positivi. Durante le prime settimane della stagione ammetto di aver avuto timore che non saremmo mai riuscite a creare un gruppo coeso, dato che tutte le ragazze provenivano da squadre ed esperienze differenti: sono contenta di essermi sbagliata, perché ora posso dire che ho la fortuna di giocare in una squadra che è gruppo, sia dentro e sia fuori dal campo.

Una fase finale molto agguerrita, viste le poche giornate mancanti. Diverse altre formazioni stanno dimostrando di volersi rifare in questa “lotteria” e provare ad ottenere una posizione un po’ più consona: tenendo conto di tale considerazione, pensi che il terzo posto sia un buon piazzamento per voi in questo momento?

Parlare di terzo posto ad oggi lascia un po’ di amaro in bocca, soprattutto se pensiamo che qualche settimana fa ci trovavamo ad un punto dal Lumezzane, prima in classifica. Detto ciò, resta comunque un ottimo piazzamento e lotteremo sul campo per tenercelo stretto.

Ultimamente qualche risultato sembra non avervi premiato, intralciando la salita: esempio lampante sono quelli rimediati contro Baiardo, Orobica, Pro Sesto e, più recentemente, Spezia. Come li giustifichi?

È vero, purtroppo ultimamente abbiamo subito qualche brutta battuta d’arresto. Come li giustifico? Difficile rispondere. Nella seconda parte di campionato abbiamo sbagliato di più, individualmente e come squadra, in tutte le zone del campo. Ci è mancata lucidità sotto porta e abbiamo concesso tanto anche in difesa, cosa che durante i primi mesi non capitava.

Ora l’importante è non ripetere gli stessi errori fatti e riprendere fiducia tramite il lavoro sul campo, che alla fine è l’unico modo per migliorare.

A proposito dello Spezia, che 90 minuti sono stati domenica?

Domenica è stata una partita tosta e combattuta. Avevamo di fronte una buona squadra, una squadra che giocava e fraseggiava bene anche nello stretto. Penso che durante il primo tempo loro siano state superiori a livello di gioco, ma tutte insieme abbiamo retto bene, non concedendo loro di andare in vantaggio. Poi dopo l’intervallo la partita si è capovolta: siamo partite più forte, giocando bene palla e dimostrando di essere ancora molto in forma fisicamente nonostante il caldo.
Abbiamo sfiorato il vantaggio più volte, ma poi, complice un errore difensivo, abbiamo subito gol.

Abbiamo avuto una forte reazione, sapevamo di non meritare di perdere la partita. Purtroppo alla fine così è stato, e tra errori arbitrali, un’espulsione e nervosismo finale, abbiamo chiuso con un 2-0 che a mio parere non rispecchiava la partita che era stata.
Da questa gara ci portiamo un gran dispiacere, ma anche la grande consapevolezza di avere sviluppato gioco come non avevamo fatto nelle ultime, oltreche la voglia con la quale, anche con un uomo in meno, abbiamo provato a riprenderla in mano.

Ora occhi puntati sulle ultime due trasferte con intermezzo casalingo. Indubbiamente si punterà al recupero di qualche punto in più dopo le ultime sconfitte citate: quali sono le sensazioni interne e cosa ti aspetti dai faccia a faccia con Roma Calcio, Rinascita Doccia e Monterosso?
Le chiavi per riuscire a portarle a casa?

Come ogni settimana ci stiamo preparando al meglio per la partita che andremo ad affrontare. Come penso sia ovvio, dopo una sconfitta c’è sempre un po’ di voglia di rivalsa: sono convinta che arriveremo a Roma con una grande rabbia e che dimostreremo sul campo che tipo di squadra siamo.

Per concludere ti chiedo gli obiettivi personali che speri di raggiungere e quelli che auguri alla società alla quale sei momentaneamente legata.

Personalmente spero di riuscire ad aiutare la squadra nelle partite che mancano e continuare a migliorarmi e a crescere, senza mai accontentarmi.
Per quanto riguarda il resto, spero che la società riesca a sviluppare un settore giovanile per cui anche le più piccole possano appassionarsi a questo sport magnifico; dobbiamo far crescere il calcio femminile e farci conoscere, abbattendo etichette e pregiudizi che oggi non hanno più senso di esistere.

Si ringrazia Chiara Archinà e la società tutta per la gentile concessione.

Monica Dreon, Ivrea: “Obiettivi rispettati. Qui sono riuscita a togliermi tante soddisfazioni”

Credit Photo: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Piccoli passi per grandi traguardi: con queste parole si può riassumere il viaggio stagionale dell’Independiente Ivrea, attuale sesta forza di categoria (girone A).
La squadra è reduce da un risultato in difetto ad opera della prima in classifica, ancor più agguerrita in questa ultima parte di campionato; nonostante ciò, rimane l’ottima striscia positiva in ottica salvezza. Tra poco si potrà fare un resoconto definitivo, intanto la speranza è quella di riuscire a confermare l’attuale gradino occupato, non rinunciando a forza e determinazione fino ad ora dimostrate.
A parlarne con noi Monica Dreon, storico apporto di centrocampo della formazione arancio, ora in pausa forzata per infortunio.

Benvenuta Monica. Individualmente come procede questa stagione in arancio? Il gruppo, invece, come lo vedi?

La stagione sta andando bene, tra alti e bassi; ad inizio anno ci siamo poste degli obiettivi e li abbiamo rispettati.
Tra le note positive c’è il fatto di aver raggiunto qualche risultato in più rispetto all’anno scorso: aver fatto molti più goal, tanti punti in casa e vinto quasi tutte le partite per noi è motivo d’orgoglio.
Abbiamo peccato in trasferta, ma alla fine ci troviamo al sesto posto con una salvezza abbastanza tranquilla.

Personalmente ho visto questa squadra svilupparsi: ormai è da tanti anni che sono qui, ho potuto vivermi il campionato d’Eccellenza regionale e le salita in serie C (una categoria ed un campionato totalmente diversi ma allo stesso tempo stimolanti che, inevitabilmente, hanno alzato l’asticella).
Penso di essere cresciuta parecchio e non nascondo la felicità di essere riuscita a subire meno infortuni rispetto all’ultima stagione, con conseguente maggior continuità.

Dando un’occhiata a quella che è la classifica in questo momento, il vostro è un buon piazzamento, vicino alle più dirette inseguitrici alla vetta.
Questo rimane un ottimo aspetto, non solo in riferimento al girone abbastanza ostico, ma anche perché quest’anno non ci sono state solo neopromosse ma anche altre squadre abbastanza navigate che questo tipo di campionato l’hanno già conosciuto: come vedi questo dato statistico? Pensi avreste potuto fare di più in qualche modo per evitare la perdita di qualche punto importante?

Siamo un po’ rammaricate perché abbiamo perso punti in partite in cui avremmo potuto sicuramente fare qualcosina in più.
Quella attuale è una squadra simile a quella dell’anno passato, con qualche innesto che ha aggiunto valore; anche il mister è stato cambiato ed abbiamo dovuto adattarci, variare la direzione tecnica non è mai facile.
È riuscita, però, a valorizzare al meglio le ragazze in rosa, cambiando il modulo: siamo passate da un 3-5-2 (che interpretavamo più in maniera difensiva) ad un 4-3-3.
Si è riuscito, inoltre, a recuperare qualche ragazza che rientrava da infortuni importanti e che si è rivelata molto più in forma del previsto, aiutando a concretizzare.

Domenica una sconfitta davanti al Lumezzane, attuale capolista del girone: il tuo parere su tale prestazione?

Il Lumezzane è una squadra preparata alla promozione e meriterebbe la vittoria del campionato.
Certo è che il risultato di domenica è stato abbastanza netto ed i valori in campo evidenti; è stata una partita non troppo disequilibrata ma loro avevano un gioco molto fluido.
Per noi è stato più difficile giocar palla perché ben posizionate ed atleticamente molto ben preparate, ma, al di là della bravura corale della squadra, devo dire che hanno anche un paio di elementi molto forti.

Abbiamo cercato di approcciare con la voglia di riscattarci un po’ dal risultato pesante della scorsa volta, dando il meglio possibile, ma, pur mettendocela tutta, il risultato finale non è stato per niente bugiardo.

Ora vi aspetta una bella gara contro il Baiardo, gruppo che al momento si trova in una situazione sicuramente differente rispetto alla vostra e che sta tentando di agganciare quelli che sono i posti appena sopra. Da loro cosa vi aspettate, tenendo conto del precedente incontro in circostanza d’andata che vi ha visto rimediare un 3-1?

L’Angelo Baiardo è un po’ la nostra “bestia nera” di campionato. Contro di loro abbiamo sempre perso, sia in casa che in trasferta, quindi la voglia di riscatto si è accumulata negli anni!
Nell’arco del campionato, sommando le prestazioni, ci siamo sempre classificate sopra rispetto a loro, ma allo stesso tempo patito il loro gioco fisico.

Vogliamo sicuramente fare bene, sopratutto dopo il risultato di domenica scorsa, e mantenere un buon andamento delle partite giocate in casa.
Attaccheremo con aggressività, teniamo molto a questa partita; io, purtroppo, non potrò prenderne parte per via di un infortunio.

Rimanendo sul tema sconfitte, quali sono stati gli aspetti positivi anche in questo tipo di momenti? Quali sono le caratteristiche ed i punti di forza che vi hanno aiutato a distinguervi in tali situazioni?

Sicuramente non mollare mai; abbiamo sempre cercato di rimanere unite e non farci surclassare.
Ci sono volte in cui non si riesce a  trovare l’aspetto positivo di una sconfitta od a tirare fuori il carattere necessario, poi, però, bisogna sempre riniziare la settimana con la giusta spinta, senza demoralizzarsi, continuando a lavorare a testa alta, consapevoli del buon lavoro che si sta facendo. Questa è la vera forza che una squadra dovrebbe avere ed è quella che, secondo me, noi abbiamo.

Manca veramente pochissimo alla chiusura: pensi ci sia qualche chiave particolare per poter riuscire a vincerle tutte e tre o perlomeno confermare ciò che è stato fatto durante tutto il percorso? Internamente il lavoro come sta procedendo?

Chiudere l’anno è sempre difficile, ma continueremo come abbiamo sempre fatto. Servirà non abbassare l’attenzione ed i ritmi in allenamento, poi noi dovremo metterci il nostro con la testa e con le gambe.

Ci lasciamo con le tue aspirazioni personali ed i tuoi auguri rivolti alla società alla quale sei momentaneamente legata…

Sono orgogliosa di far parte di questa società anche perché realtà legata alla mia terra. L’Ivrea è cresciuta molto negli anni e spero continuerà a farlo: ha dato modo a tante bambine, ragazzi e ragazze di giocare e divertirsi.
Qui sono riuscita a togliermi tante soddisfazioni ed a raggiungere grandi obiettivi, ma ogni anno non mi pongo aspettative e cerco di farmi sorprendere.
La cosa più importante rimane vivere bene come squadra e con le mie compagne.

Si ringrazia Monica Dreon e la società tutta per la gentile concessione.

Nell’ultima gara di stagione le Juventus Women battono a domicilio 3-2 il Sassuolo

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Nell’ultima partita della stagione 2023-24, le Juventus Women battono a domicilio 3-2 il Sassuolo al termine di una sfida avvincente e piena di emozioni.

Riviviamo quanto successo con il racconto della gara, le interviste e il tabellino del match.

Partita non semplice per le bianconere che partono a rilento in una gara in cui nel giro di 10 minuti riescono a prendere il controllo del gioco, senza rischiare nulla contro un Sassuolo sempre respinto con attenzione dalle Juventus Women. A cavallo della mezz’ora poi, mettendo a posto la mira, le bianconere riescono nel giro di cinque minuti a mettere la partita in discesa.

Al 29’ infatti arriva la rete del vantaggio: ottima percussione centrale di Bonansea, passaggio in area per Nystrom che non riesce a controllare ma serve involontariamente l’inserimento di Echegini che colpisce con sicurezza e realizza il gol del vantaggio e il decimo in bianconero per lei in questo 2024.

Il gol non frena la voglia di chiudere i conti da parte delle Juventus Women, che al 34’ trovano il raddoppio: Echegini si libera in zona centrale e imbuca un grande pallone in area per Caruso, che incrocia la conclusione e trova il secondo palo battendo Durand con una super conclusione.

Un doppio colpo che mette alle corde il Sassuolo sul finire di primo tempo, senza che le padrone di casa riescano a rendersi pericolose e portando così a conclusione sul 2-0 la prima frazione di gioco.

Nella ripresa, al netto dei due cambi effettuati dalle bianconere con Boattin e Calligaris che lasciano il posto a Cafferata e Sliskovic, il copione inizialmente non cambia: la Juventus da una parte che attacca senza paura e che al 52’ va vicina al tris con Bonansea – partita da sinistra che, convergendo verso il centro, fa partire un destro a giro bloccato in tuffo da Durand.

Al 60’, lo squillo del Sassuolo porta le padrone di casa ad accorciare le distanze con un gol della neo entrata Kullashi, servita dalla giocata di Mihelic – dando morale alle neroverdi, che pochi minuti dopo con un colpo di testa di Beccari vanno vicine al pareggio.

Un momento di difficoltà che le bianconere provano a risolvere grazie a Girelli – entrata nella ripresa e abile al 74’ a sfruttare una lunga punizione di Caruso con un’incornata in mezzo a una selva di maglie del Sassuolo. È il gol del 3-1, il numero 11 nella stagione dell’attaccante della Juventus. Le padrone di casa però non mollano e pochi minuti dopo Filangeri riesce a conquistare un calcio di rigore, poi trasformato da Zamanian.

È la scintilla che accende ancora di più il finale, pieno di capovolgimenti di fronte e di occasioni da una parte e dell’altra: il punteggio però non cambia e le Juventus Women riescono a concludere la stagione con un successo per 3-2.

IL TABELLINO

SASSUOLO-JUVENTUS WOMEN 2-3

Campionato Nazionale Serie A Femminile Tim – 10ª giornata- II fase
Stadio Enzo Ricci (Sassuolo), sabato 18 maggio 2024 ore 15.00

Marcatori: 29’pt Echegini (J), 36’pt Caruso (J), 16’st Kullashi (S), 27’st Girelli (J), 36’st rig. Zamanian (S)

Sassuolo: Philtens, Gram, Pondini, Sabatino (13’st Kullashi), Beccari, Durand, Prugna, Orsi (25’st Zamanian), Clelland (25’st Monterubbiano) Poje Mihelic, Filangeri (Cap)

A disposizione: Lonni, Passeri, Jane, Santoro, Kresche, Simon

Allenatore: Gianpiero Piovani

Juventus: Peyraud-Magnin, Gama (Cap) (14’st Lenzini), Calligaris (1’st Sliskovic), Cascarino, Boattin (1’st Cafferata), Bonansea (28’st Garbino), Pelgander, Echegini, Caruso, Nystrom, Bragonzi (14’st Girelli)

A disposizione: Aprile, Beerenstyen, Salvai, Gunnarsdottir

Allenatore: Paolo Beruatto

Arbitro: Gavini Simone
Assistenti: Taverna Matteo, Montanelli Ilario
IV Ufficiale: Scuderi Tommaso

Ammoniti: 38’pt Gama (J), 11’st Peyraud-Magnin (J), 25’st Bonansea (J), 95’st Filangeri (S)

La Copa de la Reyna incanta Saragozza

La città di Saragozza ha accolto nella giornata di ieri l’arrivo della Copa de la Reyna. Il viaggio del trofeo, ovviamente ben custodito, è cominciato dalla città di Madrid insieme alle madrine Sandra Ramajo e Virginia Torrecilla. In compagnia delle due ex giocatrici c’erano figure istituzionali di spicco come la Direttrice del calcio femminile spagnolo Ana Álvarez e il direttore generale delle Relazioni Istituzionali della Renfe Operadora (l’impresa pubblica spagnola che si occupa di trasporto di passeggeri e merci attraverso l’utilizzo della rete ferroviaria ADIF). La RFEF e la Renfe, sponsor ufficiale della competizione, hanno voluto ripetere la stessa procedura della finale di Copa del Rey tra l’Athletic Bilbao e il Maiorca.

Il presidente della Renfe Raül Blanco ha accolto con emozione le due madrine, vecchie conoscenze rispettivamente di Real Sociedad e Barcellona. Le due squadre si affronteranno questa sera alle 19 a La Romareda, l’affascinante stadio situato nel cuore del capoluogo aragonese, per aggiudicarsi la 41a edizione della coppa. Il Barcellona è, quantomeno sulla carta, la favorita per la vittoria ma attenzione alle Txuri-Urdin (dal titolo dell’inno della Real Sociedad). La squadra di Natalia Arroyo può tornare a sognare dopo aver sorpreso nel 2019 battendo in finale l’Atlético Madrid per 1-2. “Tutto può succedere, è una finale” ha dichiarato proprio Sandra Ramajo, che in quell’occasione vinse il primo titolo nella storia del club femminile.

Dall’altra parte, l’ex centrocampista del Barcellona Virginia Torrecilla crede nel potenziale e nell’ambizione di alcune delle sue ex compagne di squadra e della Nazionale. Le blaugrana proveranno a sollevare al cielo per la decima volta il titolo, alzato proprio da Torrecilla per ben due volte quando militava nel club tra il 2012 e il 2015, prima di concentrarsi sulla finale di UEFA Women’s Champions League di sabato prossimo.

 

Sergio Gadda, Trento Calcio Femminile: “il nostro modo di giocare non cambierà e neppure la nostra voglia di portare a casa i 3 punti”.

A tre giornate dalla fine del Campionato di serie C, il Trento Calcio Femminile si appresta a giocare in trasferta contro il Perugia.
La partita, che originariamente era prevista per domenica 19 maggio, è stata anticipata al 18 ma lo stato d’animo della squadra gialloblu è positivo.

L’allenatore in seconda del Trento Sergio Gadda, intervistato nel pre partita, ha raccontato brevemente in che modo la squadra ha affrontato la settimana di allenamenti in vista della gara.
Aver giocato in maniera ottima contro il Meran, aver vinto contro la squadra alto atesina (sino a quel momento imbattuta) nel derby ha riempito tutti d’orgoglio ed è stato un importante incentivo per continuare a lavorare.
Lo scopo, come ovvio, è quello di continuare questa scia di prestazioni valorose così da dimostrare a se stessi, ma anche a chiunque accorra ad assistere ai match, tutta l’abilità della squadra.
Dall’altra parte scenderà in campo un Perugia che sino a questo momento non ha mai vinto una partita e che ha tutta l’intenzione di riscattare, seppur ormai in modo marginale, la propria posizione che preannuncia la retrocessione in Eccellenza Regionale.

“L’umore, dopo i tre punti conquistati contro il Meran, è alto. Sicuramente il fatto di aver giocato una gran bella partita contro la prima in classifica e averla battuta ha dato carica alla squadra e gli allenamenti stanno andando benissimo. 
La prestazione fisica della squadra è ottimale anche perchè, facendo delle prestazioni come quella di domenica scorsa, si aumenta l’autostima e la squadra si allena con intensità e con voglia di continuare come domenica scorsa. 
Non penso [che la prestazione di questa settimana] verrà condizionata dal cambio di giorno e di orario, il nostro modo di giocare non cambierà e neppure la nostra voglia di portare a casa i 3 punti. A mio parere il modo di giocare resterà invariato”. 

Clemente Santonastaso, ds Pomigliano Calcio Femminile: “Ringrazio la famiglia Pipola per questa esperienza molto costruttiva e formativa”

Credit Photo: Bruno Fontanarosa - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Domenica il Pomigliano Calcio Femminile sfiderà il Napoli Femminile in un romantico derby campano. Purtroppo non ci saranno in palio punti pesanti, quelli che con tanta spirito di squadra hanno cercato le Pantere per tutta la Poule Salvezza. Ciononostante, il direttore sportivo Clemente Santonastaso ha parlato con lucidità ai microfoni ufficiali del club, esponendo il suo bilancio sulla stagione:

“Come ho detto più di una volta ringrazio la famiglia Pipola per questa esperienza molto costruttiva e formativa. Speravo in un epilogo diverso per i tanti sacrifici che ci sono dietro questa splendida favola chiamata Pomigliano. Il calcio come ho sempre detto è unico, cambia qualche dinamica ma il pallone rotola e si colpisce sempre nello stesso modo. C’è molto da fare in questo settore per far crescere l’ambiente nella sua totalità”.

Una stagione volge al termine. Ancora 90 minuti per determinare la fine del campionato. Per il Pomigliano è arrivata una retrocessione dopo tre campionati in serie A.

“Si, purtroppo è arrivata l’atroce sentenza del campo. C’è rammarico e delusione. Quando c’è una retrocessione il tutto diventa sempre un momento di riflessione e di analisi individuale e globale per l’andamento della stagione. L’importante è poi reagire perché nello sport conta quello a prescindere dai ruoli. Fa parte del gioco e si deve ripartire con la giusta motivazione. Il Pomigliano ha un settore giovanile e strutture per lavorare. Questo è motivo di soddisfazione a prescindere poi dal risultato del campo e dagli obiettivi raggiunti. Si continua a lavorare cercando di migliorare partendo dagli errori commessi”.

Un cammino fatto di dieci lunghi mesi di lavoro, di impegno, di allenamenti e di partite. Una squadra tecnica che ha dato il massimo cercando di andare oltre i limiti per cercare di raggiungere un’impresa mantenuta possibile e alla fine solo sfiorata.

“Si, gli altri verdetti del campionato si sono chiusi molto prima. Alla fine siamo arrivati a due giornate dalla fine della poule salvezza con l’unico verdetto ancora aperto, con la lotta tra noi e il Napoli. Alla fine sappiamo com’è andata. Speravamo di arrivare all’ultima giornata per giocarci tutto come in una finale, ma non ci siamo riusciti nel dispiacere di tutto l’ambiente”

Un’esperienza in un campionato di grandi club. Un livello tecnico che è cresciuto in questo ultimo anno e che continuerà a crescere con l’arrivo di altre straniere che il professionismo fortemente richiama.

“Si, il campionato è diventato molto competitivo. Il livello si è alzato tanto e anche gli investimenti dei club. Con il professionismo tante straniere sono arrivate in Italia, sia per il blasone dei club sia per la competitività, perché l’Italia è vista come una nazione di calcio da sempre. Il livello continuerà a salire e anche la struttura organizzativa dei club e della federazione deve essere pronta a questa scalata tecnica in modo da dare valore a questo prodotto sportivo e commerciale”

Domenica ultimo atto stagionale con il Napoli. Un derby senza valore per la classifica ma che potrebbe essere ancora partita vera.

“Si, la classifica non cambierà per il risultato della partita ma ovviamente rappresenta un derby e sono sempre tutti sentiti i derby territoriali in ogni disciplina. Speriamo di finire con un risultato positivo che sarà fine a se stesso ma che ci farà salutare la serie A con un sorriso”.

Nicoletta Mazza, coach Lumezzane: “Sappiamo che partita ci aspetta”

Photo Credit: Pagina Youtube FC Lumezzane

Il Lumezzane, dopo il 3-0 in casa dell’Independiente Ivrea, si accinge a vivere la sfida più importante della sua stagione, dato che le valgobbine affronteranno l’Orobica per la terz’ultima giornata del Girone A di Serie C, con l’obiettivo di vincere già da subito il campionato e la promozione in Serie B.

L’allenatrice delle lumezzanesi Nicoletta Mazza ha fatto il punto davanti ai microfoni del club rossoblù: “Con Ivrea è stata una partita impegnativa sotto ogni punto di vista, sapevamo la squadra che si andava ad incontrare e ci han dato del filo da torcere, ma siamo state brave a metterla subito in discesa e con grande carattere, è stata una prova di forza da parte della squadra e son contenta. Ci stiamo avvicinando alla sfida con l’Orobica, ma noi la stiamo vivendo benissimo e aspettiamo questa partita da tutta la stagione: sapevamo che sarebbe stata decisiva ed effettivamente così sarà, quindi la viviamo con grande serenità ed equilibrio e consapevoli della nostra forza col massimo rispetto dell’avversario, perché se stiamo ancora qui a giocarcela a tre partite dalla fine significa che il livello è alto per entrambi. Mi aspetto una gara sicuramente maschia, come si suol dire, in cui si vedranno i valori in campo delle due squadre e mi aspetto comunque una prova di carattere da parte nostra. Vincere davanti al nostro stadio sarebbe il coronamento di una stagione fantastica fino a qua e sappiamo che esiste questa possibilità che prendiamo in considerazione, ma sempre con il nostro grande equilibrio, perché mancano ancora tre partite alla fine e la palla è rotonda, può succedere qualsiasi cosa è logico che davanti al nostro pubblico: sicuramente sarà una spinta in più e ce la metteremo tutta”.

Matera – Pareggio prezioso contro la Vis capolista, Gaia Rinna: “Rigore dubbio, ma è stata una bellissima gara”

Finisce in parità il match tra il Matera Città dei Sassi e la Vis Mediterranea Soccer. La capolista del Girone C della Serie C Femminile mette in cassaforte un altro punto prezioso per la scalata in Serie B, d’altro canto l’1-1 rappresenta un risultato positivo anche per le biancazzurre imbattute da ben 6 partite, l’ultima sconfitta infatti risale al 17 marzo.

L’attaccante a disposizione di Giuseppe Lanzolla, Gaia Rinna, al triplice fischio ha dato la propria chiave di lettura della partita. Di seguito, le sue dichiarazioni:

“È stata una bellissima partita, abbiamo tenuto il ritmo tutto il tempo perché comunque la Vis Mediterranea è una squadra forte, c’è un ritmo altissimo. Siamo riuscite ad andare anche in vantaggio, però purtroppo gli hanno dato un rigore dubbio e quindi hanno pareggiato la partita. Ciò nonostante anche dopo questo pareggio siamo riuscite a continuare ad andare avanti e non ci siamo mai fermate. Qual è il segreto di questo gruppo secondo me? Ho notato che è un gruppo affiatato, siamo tutte unite dalla prima all’ultima e questo penso sia una cosa importante per portare avanti una squadra ed è molto bello”.

Greta Ghilardi e l’amore per il futsal: “Tre anni fa non sapevo cosa fosse questo sport, poi con la pandemia…”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Greta Ghilardi è una sorpresa. Passeggia per il CPO Giulio Onesti di Roma, dove la Nazionale femminile di futsal ha cominciato ieri il suo raduno (durerà fino a sabato 18 maggio) con fare timido. Quasi non la vedi arrivare, sorride composta, si guarda in giro con gli occhi curiosi dei suoi 21 anni. Poi, quando inizia a parlare lo fa con una maturità incredibile, spalancando le porte della sua vita con una loquacità che ti investe. Accade qualcosa di magico quando racconta delle sue prime volte ed è in quei momenti che capisci che in lei c’è qualcosa di diverso. La sua unicità è la stessa che mette in campo. Quella che nelle ultime amichevoli delle Azzurre a Taranto con l’Ucraina ha fatto strabuzzare gli occhi a tutti, alla Ct Francesca Salvatore in primis: Greta gioca con una leggerezza violenta. Sembra che corra in punta di piedi, fa cose col pallone che sembrano non poterle appartenere. Pensi sia timida, ma picchia duro. La sua presenza fisica e tecnica sul 40×20, il suo controllo emotivo della partita, delle giocate, il suo pensiero rapido e intuitivo, la rendono un diamante purissimo. Un talento che ha incrociato il futsal sulla sua strada quasi per caso, paradossalmente grazie alla pandemia: tre anni fa non sapeva cosa fosse il calcio a 5, oggi è la miglior classe 2003 d’Italia.

GLI INIZI E LA SERIE A.Ho iniziato a giocare a calcio a 11 all’età di 6 anni – ricorda – nella squadra del mio paese, Caravaggio, alle porte di Bergamo. Giocavo all’oratorio, nel classico campo di ‘patate’ come piace chiamarlo a me. Dopo poco sono passata alle giovanili dell’Atalanta, una realtà organizzatissima, grazie alla quale sono crescita tanto. Poi è arrivata la pandemia e la mia vita sportiva è arrivata a un bivio”. Bergamo è infatti in zona rossa, l’attività femminile atalantina viene stoppata e Ghilardi sposa il progetto dell’Accademia Calcio Bergamo che, dopo una breve parentesi di calcio a 11, iscrive la squadra al campionato nazionale U19 di futsal: “Non avevo neanche idea di che sport fossesorride la bergamasca -. Poi, dopo qualche allenamento, ho potuto capire le grandi differenze che ci sono fra i due sport e me ne sono innamorata”. La scalata è stata rapida e immediata. Dopo pochi mesi, a stagione conclusa, arriva la Kick Off, storica realtà del futsal femminile di San Donato Milanese e Ghilardi fa il grande salto in Serie A.Mi si è letteralmente aperto un mondo, entrando a contatto con una qualità tecnica e tattica di altissimo livello e sin dal primo anno mi è stata data la possibilità di avere minuti, di mettermi in mostra e questo mi ha dato consapevolezze e maggiori responsabilità”. Tanto che a giugno arriva la prima convocazione in Nazionale, a 19 anni.Non me l’aspettavo, è stato incredibile, avevo cominciato a giocare a futsal da così poco. Il bello è che l’ho saputo dai miei genitori, perché sono loro i primi a scrivermi e a interessarsi rispetto a tutto quello che faccio quando gioco”.

FAMIGLIA. La famiglia, una costante nelle parole di Ghilardi, come pilastro incrollabile. Anche se all’inizio la calciatrice azzurra ha dovuto vincere le resistenze dei genitori:C’era un po’ di pregiudizio, ovviamente, che per fortuna ora il mondo del calcio femminile sta iniziando a sdoganare. Ho provato a giocare a basket, ma anche lì colpivo il pallone con i piedi – sorride -. Poi mia madre si è convinta, mi ha portato a giocare a 11, facendolo in un giorno di pioggia, con un campo fangoso, convinta che avrei mollato la presa. In realtà mi sono divertita così tanto che non hanno potuto far altro che assecondarmi. Hanno capito che questa cosa mi rendeva felice e da quel momento sono diventati i miei primi sostenitori, spingendomi sempre a continuare”. Una passione per il pallone che nasce dal fratello di tre anni più grande:Volevo imitarlo, giocare sempre con lui. Alla fine ora è un po’ geloso del fatto che io sia arrivata in Nazionale – prosegue scherzando -. In realtà è il primo a seguirmi alle partite, è fiero di me. Ma d’altronde senza la mia famiglia non sarei dove sono ora, innanzitutto perché, per esempio, durante il primo anno di Serie A si sobbarcavano il viaggio da Bergamo a Milano tutti i giorni andata e ritorno, senza di loro nulla di tutto questo sarebbe potuto accadere”. Da questa stagione Greta abita a Milano e questo le ha cambiato la vita:Sono molto felice, sono molto più indipendente e quando riesco a tornare a casa è ancora più speciale, riesco a godermi di più questi momenti”. Quelli con la famiglia, gli amici e il fidanzato, che vive a Bergamo, ma non si perde una partita:Mi segue in casa e anche fuori, è stato uno dei primi a credere nelle mie possibilità, a spingermi a scegliere di giocare a futsal, anche perché dopo l’Atalanta avevo l’opportunità di andare al Brescia, ma non ho rimpianti, è stata la scelta giusta”.

MONDIALE. Un percorso, quello di Ghilardi, che va di pari passo con l’Università: “Sto studiando Scienze Motorie. Portare avanti studio e sport non è facile, ma fra un anno conto di laurearmi e in futuro mi piacerebbe fare un corso di massoterapia per continuare a restare nel mondo sportivo anche sul piano lavorativo”. Anche se il futuro imminente si chiama Mondiale di futsal femminile, il primo della storia nel 2025. Proprio ieri la FIFA ha annunciato la sede, le Filippine:Non avrei mai potuto pensare di sognare una cosa così importante. Non sono una persona che pensa spesso al futuro, cerco di dare il massimo tutti i giorni, ma è chiaro che all’annuncio di un Mondiale non ho potuto pensare ad altro. È un’opportunità grandissima, una grande vetrina, per tutte noi, per tutto il movimento”. Lo è anche e soprattutto per quella bambina che a 6 anni dava calci al pallone in un campo fangoso, sotto la pioggia, che ora illumina il parquet indossando la maglia della Nazionale.

AC Milan Women: obiettivo vittoria per l’ultima in casa contro la Samp

Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

È l’ultima giornata di Serie A Femminile 2023/24. Tutti i verdetti sono già stati emessi, il sipario inizia a calare sull’annata sportiva delle rossonere di mister Corti ma prima resta un’ultima partita da onorare e da provare a vincere per tanti motivi. Per togliersi un’altra soddisfazione, per far esultare ancora una volta il pubblico del PUMA House of Football, per salutare e dare il meritato tributo a una leader come Laura Fusetti e tanto altro. Il primato è in archivio ormai da tempo, ma le rossonere non vogliono ancora fermarsi: avviciniamoci a Milan-Sampdoria con la nostra Match Preview.

Le rossonere ospitano la Sampdoria per centrare il decimo risultato utile consecutivo e per chiudere facendo registrare il numero 0 nella casella sconfitte in questa seconda fase di stagione. È una partita da onorare dando il massimo e un appuntamento importante per salutare una figura chiave, in campo e fuori, di questo gruppo: Laura Fusetti – che ha indossato questa maglia dal primo giorno di nascita del club – giocherà la sua ultima gara con il Milan e saluterà i tifosi rossoneri. L’emozione non mancherà, così come la riconoscenza di tutti i sostenitori. Tornando sul campo, i precedenti contro le blucerchiate in quest’annata sono positivi con due vittorie esterne e un pari casalingo (1-1) a completare il bilancio. Resta l’ultima tappa per chiudere al meglio.

Queste le convocate rossonere: Babb, Copetti, Giuliani; Bergamaschi, Fusetti, Guagni, Mesjasz, Piga, Soffia; Cernoia, Cesarini, Dubcová, Rubio Ávila; Arrigoni, Asllani, Dompig, Ijeh, Laurent, Marinelli, Mikulica, Renzotti.

La vittoria sul Napoli nell’impegno più recente (2-0) ha interrotto un periodo difficile caratterizzato da quattro gare senza successi, ma la Poule era partita con il piede giusto – due vittorie in apertura – e le doriane hanno rallentato una volta raggiunto l’obiettivo salvezza. Le blucerchiate chiuderanno al terzo posto, dietro Milan e Como, ma possono ritenersi soddisfatte dei 28 punti ottenuti fin qui, sette in più rispetto alla stagione passata. Battere le rossonere sarebbe la ciliegina sulla torta, per farlo la formazione di mister Gian Loris Rossi – in panchina da inizio aprile al posto di Mango – punterà sull’undici ideale. Occhi puntati sul talento di Tori DellaPeruta, attaccante classe 2004 vicina a raggiungere la doppia cifra di reti.

PRE-PARTITA

  • Il Milan ha segnatoalmeno tre gol in quattro dei sette precedenti contro la Sampdoria in Serie A, inclusi i due più recenti, terminati 3-1; solo contro la Pink Bari e l’Inter (cinque) le rossonere vantano più match con più di due reti all’attivo nel massimo campionato.
  • Nessuna squadra ha segnato più gol delle rossonere in seguito a cross in questa Serie A (10, come Juventus e Roma); dall’altra parte solo Pomigliano (18), Como (nove) e Napoli (otto) ne hanno subiti più della Sampdoria dopo un traversone nel torneo: sette, due dei quali proprio contro il MilanIjeh e Dompig tra febbraio e aprile.
  • Milan e Sampdoria sono, con la Roma, due delle tre squadre che in questa Serie A contano due difensori con più di un gol all’attivo: tra le rossonere Valentina Bergamaschi e Małgorzata Mesjasz (due a testa) e tra le blucerchiate Michela Giordano e Aurora De Rita (due entrambe).

DOVE VEDERE IL MILAN IN TV

In Italia, Milan-Sampdoria verrà trasmessa in diretta TV su DAZN dalle 18.00. Da non perdere la copertura su acmilan.com, l’account Instagram delle rossonere e AC Milan Official App dove, dal giorno successivo, sarà disponibile – on demand – anche la differita integrale.

QUI SERIE A FEMMINILE

Il direttore di gara di Milan-Sampdoria sarà Davide Gandino di Alessandria. Ad assisterlo i guardalinee Alberto Rinaldi (Pisa) e Luigi Ingenito (Piombino), quarto ufficiale Alessio Vincenzi di Bologna.

Oltre all’impegno delle rossonere di sabato 18 maggio (18.00), la 10ª giornata della seconda fase di Serie A femminile mette di fronte Pomigliano e Napoli nella giornata di domenica 19, alle ore 12.30.

Così la classifica: Milan 38; Como Women* 32; Sampdoria 28; Napoli 13; Pomigliano 9. (* = una partita in più)

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