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Venezia F.C. A tu per tu con Isabel Cacciamali: “A Venezia riesco a dare il 100%”

Credit: Venezia Fc

Isabel Cacciamali, 22 anni, arriva al Venezia FC Femminile nella stagione 2021/2022 e si rivela subito un elemento decisivo della formazione arancioneroverde, con dieci reti all’attivo. La mezz’ala bresciana racconta così il percorso che l’ha condotta in Laguna, partendo dalle giovanili della sua città.

“La mia passione per il calcio nasce grazie a mio padre, che aveva una squadra di terza categoria nel bresciano. Cercavo di essere sempre presente alle loro partite e per anni ho tentato di avvicinarmi in prima persona, ricevendo sempre le stesse risposte. ‘Il calcio è per i maschi’, ‘Cerca qualcosa di più adatto alle bambine’.

Ho sperimentato moltissimi altri sport, finché, a 11 anni, non ho convinto mio padre a farmi fare un provino per il Brescia. Superai questo provino con assoluta sorpresa di mio padre, e da lì è iniziata la mia carriera, fino ad approdare in Serie A a 19 anni con il Milan. Partendo da queste premesse, è facile immaginare che mai mi sarei aspettata una crescita così sorprendente del calcio femminile in Italia, sia dal punto di vista della copertura che riceve, che della qualità tecnica delle squadre nostrane, sempre più forti.

Sono arrivata a Venezia perché il progetto mi ha conquistato da subito. Uscita da due anni difficili, avevo bisogno di una svolta che mi facesse ritrovare l’amore per il pallone. Venezia è una delle mie città preferite in Italia, mi sono ambientata velocemente. La società mi ricorda la realtà da cui sono venuta, il Brescia, dove si sente molto la vicinanza della dirigenza. Nelle società più grandi, ci si sente a volte un numero, una piccola parte in un meccanismo molto più grande di te. La dimensione quasi familiare del Venezia è una boccata d’aria fresca.

Il gruppo è davvero nuovo, non è stato semplicissimo conoscerci e creare dinamiche che funzionino fin da subito. Ci stiamo lavorando, la strada è lunga, ma andiamo sicuramente nella direzione giusta. Per quanto riguarda le mie prestazioni, devo riconoscere di essere uscita da stagioni in cui giocavo poco e con poca serenità, non riuscendo a esprimermi completamente. Adesso sento di riuscire a dare il 100%: sapere di essere in grado di dare tutto per la squadra ti pone in una condizione mentale migliore.

Per le mie caratteristiche, il passaggio da attaccante a mezz’ala mi sta facendo rivalutare i modelli di giocatore a cui ispirarmi. Tempo fa avrei forse detto Higuain, di cui conservo la voglia di inserirsi e di andare a cercare palla, anche a centrocampo. Baggio e Del Piero rimangono i miei idoli, da juventina e bresciana. Il ruolo di mezz’ala mi diverte fino a questo momento, perché è più coinvolto nella costruzione del gioco rispetto all’attaccante, che a volte rimane isolato. I margini di miglioramento, da parte mia, sono ampi: se riuscirò a interpretare questo ruolo al meglio, non escludo di poter proseguire la mia carriera in questa posizione.

Prima delle partite non ho riti particolari, non sono una persona scaramantica. Cerco di abbassare la tensione e sdrammatizzare scherzando con le mie compagne: abbiamo sempre la musica accesa in spogliatoio, per restare allegre. Alcune ragazze sono come me, altre hanno bisogno di qualche attimo di solitudine: ognuna di noi ha il suo modo di vivere il momento. Fuori dal campo, studio Scienze Motorie e mi diletto con le immersioni subacquee. In generale, adoro le attività all’aria aperta, come il trekking e l’equitazione. Mi consentono di rilassarmi e staccare la testa dagli impegni professionali.“

Credit Photo: Venezia F.C.

Hall Of Talent: Irene Lotti… su il sipario, inizia lo spettacolo

Verona è la città dove si avvicenda l’amore più tormentato nella storia della Letteratura. Il motivo dell’inganno che pervade il tragico finale del dramma di Giulietta e Romeo non è una novità introdotta da Sir William Shakespeare, ma un elemento comparso, per la prima volta, più di mille anni prima nei testi letterari dell’antica Hellas, Ellade o più comunemente Grecia. Immaginandoci una giornata di fitta pioggia, la stessa che caratterizzò il suo primissimo allenamento all’età di 8 anni, proviamo a rifugiarci sotto al balcone di Via Cappello e a scrivere due righe su un talento che, col numero 27 alle spalle, veste diligentemente i colori gialloblù nel centrocampo dell’Hellas Verona.
Classe ’98 e di origini fiorentine, Irene Lotti ha avuto il coraggio, riprendendo un aforisma attribuito a Cristoforo Colombo, di perdere di vista le rive dell’Arno per attraversare geograficamente il nostro Paese, da Ovest verso Est, e raggiungere la città scaligera dove attualmente rincorre il suo sogno di giocare a calcio. Il “centrocampismo” di Irene si compone di qualità, visione di gioco, intuizione e altruismo, il tutto condito da un’intensa carica agonistica. Nelle palle contese abbina alti livelli di aggressività e tecnica che le permettono di recuperare e poi gestire correttamente il pallone: i suoi contrasti, considerando nel complesso recuperi di palla, intercettazioni su verticalizzazioni ed anticipi sulle avversarie dove sfrutta la propria capacità intuitiva e la velocità di gambe, sfiorano infatti il 76% di successo.
Dotata di un buono stacco da terra, salta cercando di colpire di testa i palloni alti provenienti dai rinvii del proprio portiere o dal portiere avversario, quindi non teme i duelli aerei. Nella sua zona di campo è facile ritrovarsi pressate o circondate quando si è in possesso palla: in questi casi riesce a non perdere il dominio della sfera e a proteggerla, sfruttando lucidità e abilità tecniche nel dribbling, per poi cederla nel momento in cui si accorge di una propria compagna libera da marcature.
Mezzala dalle velleità offensive che può giocare senza distinzione nel centro-sinistra e nel centro-destra, Irene non si nega mai alle compagne divenendone un punto di riferimento. In sostegno alla difesa, si propone in ricezione del pallone al momento della costruzione del gioco e presenzia la propria area di rigore nei calci d’angolo a sfavore, contribuendo così ad allontanare il pericolo. Allo stesso modo supporta, in interdizione, le compagne della metà campo andando in raddoppio di marcatura.
Sa calciare con tutti e due i piedi alla ricerca del gol, anche dalla distanza, o di un assist per mandare a segno le centravanti, come quando, nel corso dell’azione, si trova lateralmente nei pressi dell’area avversaria e mette in mezzo cross davvero interessanti.
 
Avete mai visto, nelle giornate piovose, le gocce che scorrono sui vetri dei pullman o sui finestrini delle auto, confondersi le une con le altre? Ecco, se avete lacrime da spendere, uscite da sotto il balcone e spendetele adesso, così avrete modo di confonderle sul viso con lo scorrere delle gocce piovane. La pioggia incessante di oggi fa da sfondo a una retrocessione, quella del Verona, che avrà sicuramente fatto male a tante delle sue protagoniste e che avrà portato molta tristezza, ma questa tristezza non deve sfociare in pianto. Così come il tragico finale dell’opera di Shakespeare coincide con l’inizio di una leggenda, questa retrocessione non rappresenta una fine, ma l’inizio di un nuovo capitolo da scrivere con l’entusiasmo e il sorriso di sempre, con maggior consapevolezza e con il vantaggio non indifferente dell’esperienza maturata nella massima categoria calcistica.
Irene, alla fine del XVI secolo saresti stata di fondamentale importanza per salvare Giulietta e il suo Romeo dall’infausto destino che il drammaturgo inglese aveva designato per loro, perché il tuo talento e la tua interpretazione del ruolo in mezzo al campo avrebbero messo d’accordo tutti, perfino i suoi Montecchi e Capuleti. E pure il suo Amleto avrebbe avuto meno dubbi…

Il teatro dei talenti chiude il sipario e vi aspetta prossimamente su Calcio Femminile Italiano con una nuova attrice protagonista.

La nazionale francese Valérie Gauvin firma con North Carolina Courage

Il North Carolina Courage ha annunciato che il club ha ingaggiato l’attaccante francese Valérie Gauvin dopo aver acquisito la nazionale in cambio di una quota di trasferimento concordata con l’Everton Football Club. Gauvin si unisce al Courage con un contratto di un anno con un’opzione di un anno nel 2023.

“Sono davvero orgogliosa di unirmi al North Carolina Courage!” ha detto Gauvin. “Quando ero più giovane ho avuto l’opportunità di unirmi alla NCAA, ma ho scelto di firmare come professionista in Francia. È stata una scelta difficile all’epoca, ma ho sempre saputo che giocare in America sarebbe stato qualcosa che volevo provare. Questa è una nuova sfida nella mia carriera che mi motiva davvero. Non vedo l’ora di iniziare e dare tutto per i tifosi e i miei compagni di squadra sin dalla prima giornata. Sono davvero felice di iniziare questa nuova avventura, a presto NC!

Gauvin è una presenza fissa per la prima squadra francese, segnando 17 gol in 37 presenze con i Bleues, rappresentando la Francia nella Coppa del Mondo femminile FIFA 2019.

La nativa di Sainte-Clotilde, Réunion, è stata anche una potente presenza offensiva per l’Everton da quando ha firmato con i Blues nell’agosto 2020. La 25enne ha registrato 5 gol e un assist in 15 presenze (10 da titolare) con l’Everton, ma un infortunio l’ha vista messa da parte per gran parte del 2020-21. Prima della sua permanenza all’Everton, Gauvin ha trascorso diverse stagioni con il Montpellier con cui ha registrato 31 presenze in 52 presenze (2.756 minuti), totalizzando 26 gol e 3 assist.

“L’aggiunta di Valérie è entusiasmante per noi”, ha detto l’allenatore Sean Nahas. “È stata una marcatrice ovunque abbia giocato e ha avuto una grande carriera internazionale a soli 25 anni. Potrebbe volerci del tempo per adattarsi al campionato, ma non potremmo essere contenti della sua aggiunta e dello sforzo del club nel portarla qui. Quando ho parlato con Valérie, ha detto che il suo sogno era giocare negli Stati Uniti. Sono felice che siamo riusciti a realizzare il suo sogno e che ora faccia parte della nostra Courage Family”.​​

Credit Photo: https://www.nccourage.com/

Preview Recupero 13a giornata: Como deve rispondere al Brescia per stargli in scia, da seguire Cortefranca-Chievo e Pro Sesto-Ravenna

La Serie B scende domani in campo per il recupero della tredicesima giornata.

Un turno che, a dire il vero, è già cominciato mercoledì, quando il Brescia ha sconfitto in trasferta un Palermo che vede affievolirsi ancor di più le speranze delle palermitane di restare in cadetteria, ma allo stesso tempo il gol di Luana Merli ha permesso alle bresciane di allungare, per il momento, il vantaggio sul Como, primo inseguitore, a sette punti.
Per questo le lariane devono assolutamente rispondere a questo colpo, e se vogliono restare vicino alle Leonesse, le comasche dovranno scendere in campo e dettar legge sulla Roma Calcio Femminile, ma sappiamo bene che le giallorosse cercheranno in tutti i modi di strappare un punto che per loro sarebbe d’orgoglio.

CortefrancaChievo Verona è un match di vitale importanza per entrambe le squadre. Le franciacortine, reduci dal ko col San Marino Academy dopo otto risultati utili di fila, vogliono riprendere immediatamente il discorso coi tre punti, e battere le gialloblù metterebbe ancora di più in risalto il percorso che stanno facendo le ragazze di Nicoletta Mazza. Ma anche il gruppo allenato da Giacomo Venturi non scherza perché un successo renderebbe più bello il cammino delle veronesi.

Chi aprirà le danze tra poche ore saranno Pink Bari e Torres, con le baresi che, rimaste ferme per via delle Nazionali, vogliono provare a chiudere la stagione nel miglior modo possibile, visto che ormai la Serie A è un miraggio, mentre le sassaresi cercano di mettere un altro punto, o forse tre, che le porterebbero alla salvezza in Serie B.
Chi può sperare ancora in un passo falso della Torres è senz’altro la Pro Sesto che potrebbe avvicinarsi sia alla formazione sarda che al Ravenna, prossimo avversario delle sestesi, però anche le ravennati, dopo il successo sul Cesena di domenica scorsa, vorrebbero fare risultato pieno, e quindi passare la Pasqua in totale serenità. Match delicato, in cui nessuno vorrà pareggiare.

Il San Marino Academy, dopo aver battuto nella giornata precedente il Cortefranca, sembra aver ritrovato la sua strada, e cercherà conferme andando in casa di un Tavagnacco rimasto forzatamente ai box domenica scorsa. Sarebbe stato un match d’alta classifica, invece sarà una gara in cui sia le sanmarinesi che le friulane hanno ormai la testa libera, dato che per entrambe non ci sono più obiettivi.

Chiudiamo con CesenaCittadella, e sarà una gara molto importante, perché le cesenati sono reduci dal cambio di panchina, con Michele Ardito che ha sostituito mister Rossi, perciò sarebbe fondamentale pe le cesenati dare al nuovo allenatore una buona impressione, ma avranno davanti un gruppo come quello guidato da Salvatore Colantuono che vogliono conquistare, sul campo delle cavallucce, la quarta vittoria consecutiva in campionato.

Evdokia Popadinova, Napoli: “Passati due mesi difficili, voglio tornare in campo”

La punta del Napoli Femminile Evdokia Popadinova è ferma ormai da tempo per infortunio. L’attaccante bulgara classe ’96 della società partenopea, che punta alla salvezza nella massima serie,  è ai box dal match con la  Roma dove ha riportato una lesione di basso grado del legamento collaterale mediale e una lesione a “manico di secchio” del menisco mediale del ginocchio destro.  Nelle ore scorse la stessa calciatrice delle campane tramite il suo account Instagram ha rilasciato le seguenti dichiarazioni su questo periodo:

“Questi due mesi sono stati difficili. Ho attraversato un sacco di infelicità, nonostante quanto potrebbe sembrare sui social media. La verità è che speravo in un ritorno anticipato, ma non sempre otteniamo ciò che speriamo. L’infortunio si è rivelato peggiore di quanto mi aspettassi. Tuttavia, nella vita non tutto va secondo i piani, così come non tutti i combattimenti vengono vinti al primo turno. Sogno per il momento che mi vedrò dall’altra parte. Sogno per il momento di tornare in campo”.

Recupero della tredicesima giornata: sabato c’è il San Marino

In casa alle 15 il Tavagnacco cercherà di confermare i progressi delle ultime partite contro un avversario forte che l’anno scorso giocava in serie A.

Sarà una vigilia di Pasqua impegnativa per il Tavagnacco che sabato alle 15 affronterà il San Marino. Si recupera la tredicesima giornata del campionato; a gennaio tutto venne fermato e rinviato causa Covid-19. La formazione avversaria si trova al quinto posto in classifica a 32 punti. Una squadra imprevedibile, in grado di giocarsela alla pari contro le big di questa serie B. Lo ha dimostrato lo scorso weekend battendo 2-0 il Cortefranca, ma anche pareggiando 1-1 col Brescia e andando a fare quattro reti in casa del Como. Mister Rossi ne è consapevole e avverte le sue calciatrici: «San Marino sta vivendo un buon momento, dovremo stare attenti, hanno un grande potenziale e sono stati costruiti per lottare per obiettivi importanti».

Le gialloblù cercheranno di confermare i progressi visti nelle recenti uscite. Nelle ultime due sfide casalinghe, le ragazze hanno sfoderato due belle prestazioni condite anche da due vittorie sempre per 2-0 sulla Pink Bari e contro Sassari Torres. Le friulane potranno contare sul buon momento che sta attraversando Sofia Kongouli. La numero 33 rischierà di accusare le fatiche degli impegni con la Grecia, ma tornerà con il morale alto in virtù dei tre gol segnati nei due match contro l’Estonia. Kongouli ha fatto centro anche nelle ultime due gare casalinghe del Tavagnacco e tenterà di aumentare il bottino personale contro San Marino. «Sofia è costante, si allena molto bene e in gara si sa gestire – sottolinea il tecnico Rossi -. Siamo soddisfatti di quello che ci sta dando e la speranza è che possa arrivare in doppia cifra, se lo meriterebbe».

Credit Photo: Tavagnacco Femminile

Lecce Women-Roma XIV, Vera Indino: “Non ci aspettavamo una partita semplice, siamo state noi a renderla tale”

Le giallorosse di Vera Indino conquistano l’undicesima vittoria stagionale travolgendo per 8-1 la Roma XIV sul terreno del Comunale La Torre di Castrignano de’ Greci. Al termine del match, l’allenatrice del Lecce Women ha rilasciato delle dichiarazioni:

“Non ci aspettavamo una partita semplice perché siamo state noi a renderla tale, all’andata comunque avevamo fatto soltanto 0-0. È vero che in quella partita c’era stato il grave infortunio di Cucurachi però è una squadra che gioca bene a calcio e che ci prova. E’ iniziata a diventare semplice dopo il nostro secondo goal, prima non lo era tanto. Le avversarie ci hanno lasciato molto più spazio a destra, erano un po’ più veloci a sinistra, quindi per noi è stato più facile giocare dall’altro lato. Tomei effettivamente è esterno destro di difesa di ruolo, ma oggi si è adattata a giocare centrale e l’anno scorso giocava a centrocampo. Spero sempre di avere l’abbondanza della scelta, per scegliere la formazione titolare decido in base a chi in settimana mi dà più certezze o vedo più in forma dal punto di vista atletico”.

Il club della Bundesliga Bayer Leverkusen ha prolungato il contratto con il difensore Juliane Wirtz fino al 2024

Il club della Bundesliga Bayer Leverkusen ha prolungato il contratto con il difensore Juliane Wirtz (20) di altri due anni fino al 2024. Lo ha annunciato martedì il semifinalista della coppa, in cui gioca anche la sorella minore di Wirtz, Florian. “Siamo molto felici di poter pianificare con Juliane nelle prossime due stagioni”, ha detto il direttore delle giovanili Thomas Eichin a proposito del giocatore della nazionale juniores: “Nonostante la sua giovane età, è già diventata una delle migliori della squadra. Se continua così, può assumere un ruolo di leadership in futuro”.

Giulia Cotrer, Pistoiese Femminile: “Ho scelto il numero 31, l’anno di nascita di mia nonna: ogni volta che scendo in campo lei è con me”

Riportiamo una bella intervista a Giulia Cotrer ripresa dal sito di Pistoia Sette.

Non c’è un inizio senza una fine e il momento di separarsi, prima o poi, purtroppo arriva, ma chi non c’è più continua a vivere nel ricordo dei propri cari. Chi meglio di Ugo Foscolo, con la sua ‘corrispondenza di amorosi sensi’, riassume questo concetto di immortalità? Ognuno porta con sé e in sé il ricordo di chi ha dovuto salutare, che sia un oggetto, una foto, un profumo o un numero. Proprio quest’ultimo, il 31, è impresso sulla pelle e sulla maglietta di Giulia Cotrer, calciatrice della Pistoiese, che ha scelto di avere vicino a sé sua nonna, calcando i campi da calcio e affrontando le sfide e le gioie della vita insieme, anche se non fisicamente. “Volevo un numero che avesse un significato, che mi rappresentasse e che non fosse una scelta casuale – ha spiegato la ragazza arancione – così ho preso il 31, l’anno di nascita di mia nonna: ogni volta che scendo in campo lei è con me. Quando ero piccola mi veniva a prendere a scuola e mi portava agli allenamenti di calcio, è stata la persona che mi ha cresciuto”.

La passione per il mondo del pallone ha sempre fatto parte della vita di Giulia, la quale ha avuto fin da subito le idee ben chiare in merito: “quando avevo appena sei anni – ha raccontato – ho detto a mia mamma: ‘o gioco a calcio o non faccio nient’altro’ e così ho iniziato questa avventura”. Ma l’innocenza di una bambina si è poi scontrata con la realtà del mondo degli adulti, in cui spesso i sogni sono difficili da raggiungere, soprattutto se ci si trova ad essere una donna in una dimensione cucita a misura di uomo e ancora ritenuta tale. La risposta della giovane arancione alla domanda ‘vuoi che il calcio diventi la tua professione?’ è indicativa del fatto che sia ancora lunga la strada verso una piena parità fra calcio maschile e calcio femminile. “Gioco per passione, ma qualche anno fa avrei voluto che diventasse il mio lavoro – ha spiegato – ad ora non posso pretendere di farne una professione perché mi rendo conto che purtroppo in Italia questo sport, a livello femminile, non è sviluppato come negli altri Stati. Adesso, per la prima volta, ho scelto lo studio al calcio e mi sto focalizzando sull’Università; mi piacerebbe far combaciare le due cose: in base al lavoro che troverò, valuterò e deciderò a quale livello giocare”. È innegabile che in questo settore ci siano differenze di trattamento fra uomo e donna, ad esempio “nel maschile gli stipendi sono molto alti – ha detto la ragazza arancione – nel femminile invece sono bassi o quasi nulli e questo non è giusto. Ci mettiamo il triplo della passione per neanche un quarto dei soldi; parte del problema dipende anche dal poco contorno che hanno le calciatrici”.

Giulia vanta una carriera nel mondo del pallone di tutto rispetto, avendo militato anche nella massima serie. “Ho iniziato il mio percorso calcistico a sei anni circa con il Tavagnacco maschile – ha raccontato la ragazza di Udine, classe 1999 – praticavo anche nuoto una volta a settimana e la domenica avevo il corso di sci. Mi sono trovata molto bene con i maschietti del mio anno e, al momento del cambio obbligatorio, non volevo andare con le ragazze perché notavo un livello troppo diverso dal mio. Alla fine, mi hanno convinto facendomi giocare con le femmine classe 1997, ma è stato un brutto colpo lasciare i miei compagni, mi sentivo una di loro e anche loro erano dispiaciuti”. Gli anni passano e Giulia diviene parte della rosa della prima squadra del Tavagnacco, giocando quindi il suo primo campionato di Serie A, poi la chiamata dall’Empoli: “a 19 anni, finita la maturità, sono partita da casa per andare nella città toscana a giocare a calcio – ha proseguito – qui sono stata dal 2018 al 2020, prima in Serie B e poi in Serie A. In questo periodo, visto l’impegno elevato, ho messo in pausa i miei studi di Scienze Motorie. Successivamente sono stata al Cesena, poi Filecchio e infine Pistoiese: ho preso la decisione di scendere di categoria per terminare l’Università. Nonostante le numerose e migliori proposte che mi sono state fatte, quest’anno ho deciso di non fare una scelta calcistica, lasciando da parte questo mondo e prediligendo gli studi, vista anche la vicinanza tra Pistoia e l’Università di Firenze”.

Adesso l’Orsetta vive con Alexia Zanini, coinquilina e compagna di squadra; “la nostalgia di casa c’è – ha raccontato Cotrer – sono molto legata alla mia famiglia, ma non ho mai sentito troppo la mancanza, anche perché ho sempre trovato realtà che mi hanno fatto sentire a casa. Vado a visitare i miei cari, ma poi voglio tornare in Toscana, regione di cui sono innamorata e in cui ho anche trovato un ragazzo”. Giulia ha sempre trovato nei genitori un valido supporto alla propria scelta di giocare a calcio, “mi hanno sempre sostenuto – ha sottolineato – mio papà ha giocato a calcio e da piccola andavo a vedere le sue partite, inoltre mi allenava e mi dava consigli, come ad esempio quello di utilizzare entrambe i piedi. Ho sempre avuto la passione per questo sport, come testimonia il mio abbonamento allo stadio”. Ma anche le amicizie sono una parte importante e fondamentale nella vita dell’arancione: “ho molti contatti sparsi in varie città o per il calcio o per lo studio, motivo per cui non avverto un’eccessiva esigenza di tornare a Udine – ha spiegato Giulia – la mia migliore amica, Chiara Cecotti, gioca nel Como ed è distante anche lei. È stata l’unica che mi ha sempre sostenuto, appoggiato e detto le cose come le pensava; abbiamo anche fatto un tatuaggio insieme: il simbolo dell’infinito”. Anche i legami stretti in terra toscana si sono rivelati altrettanto solidi e sinceri: “sono stata ferma alcune partite – ha spiegato – perché mi è venuta una tendinopatia che mi ha costretto al riposo e alla terapia, per fortuna ho avuto vicino persone che mi hanno aiutato: le ragazze della squadra e il mio ragazzo in primis. Domenica sono entrata dieci minuti in campo, ma sento ancora un po’ fastidio e anche a livello di fiato ho perso il ritmo. Ce l’ho messa tutta per tornare il prima possibile a giocare: sono una ragazza abbastanza determinata e cocciuta, anche se allo stesso tempo molto fragile”.

Ma a quale modello si ispira Giulia? “Non ho un giocatore di riferimento in particolare, guardo principalmente i calciatori che ricoprono il mio ruolo; sono centrocampista e me la cavo bene con entrambi i piedi: mio papà mi ha sempre insegnato a usare anche il sinistro”. Al tifo per la squadra della città, l’Udinese, di cui ha l’abbonamento in curva nord, si unisce anche quello per l’Inter, “verso cui ho sempre avuto una passione innata, che nessuno mi ha trasmesso. Quando queste due squadre si sfidano mi rifiuto di guardare la partita, ci sto male”. Ma Giulia, oltre alla squadra della sua città, porta nel cuore Udine anche per un altro aspetto: “amo il mare, la mia meta preferita per divertirmi è Lignano Sabbiadoro, dove vado in spiaggia a giocare tutto il giorno a calcio con i miei cugini”. Anche il lato gastronomico regna nel palato, più che nel cuore, dell’arancione, soprattutto “la gubana, un dolce particolare, fatto con uvette, noci e mandorle”.

Credit Photo: Pistoia Sette

Pink Bari: Sabato arriva il Sassari Torres

Dopo il rinvio della sfida contro il Brescia valevole per la ventiduesima giornata, la Pink Bari torna, a distanza di due settimana dall’ultima apparizione, regolarmente in campo e lo farà contro il Sassari Torres. Rimandato in precedenza per l’elevato numero di casi Covid-19 l’incontro che si disputerà sabato 16 aprile all’A.Antonucci di Bitetto è il recupero della tredicesima giornata del campionato di serie B.

Sfida dunque inedita tra le due compagini che si incrociano per la prima volta in campionato.

Il Sassari nell’ultimo turno, a differenza della Pink, è sceso regolarmente in campo contro il Palermo ottenendo una vittoria per 1 a 0. Successo arrivato grazie al gol vittoria di F.Lombardo la quale è salita a quota quattro gol, seconda miglior realizzatrice della squadra sarda. Le rossoblù occupano il decimo posto in classifica con 24 punti e puntano ad ottenere preziosi punti in ottica salvezza anche in casa Pink. Diverso l’obiettivo della Pink che punta a ritrovare lo smalto perfetto in fase realizzativa che in alcune partite è venuto a mancare.

Le due squadre, seppur con obiettivi diversi, si daranno battaglia ed entrambe puntano ad ottenere il massimo dei punti in palio.

 

Credit photo: Facebook-Pink Bari Calcio Femminile

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