Home Blog Pagina 3301

Simone Maraschi è il nuovo allenatore della Doverese: “Ho trovato una squadra competitiva e di qualità. Obiettivo quarto posto”

La Doverese si sta preparando in vista del recupero della quindicesima giornata del girone lombardo di Eccellenza contro la Polisportiva Monterosso, con l’obiettivo di difendere a tutti i costi il quarto posto. La società giallonera si presenterà con un nuovo allenatore: infatti è stato deciso che Giovanni Tirinnocchi sia stato sostituito da Simone Maraschi, tecnico classe ’88 e con un’esperienza al Fanfulla, come tecnico Juniores e Vice Prima Squadra, Riozzese, sempre come vice, Cologno e Crema e nel maschile con una squadra di Seconda Categoria. Da quattro anni è, inoltre, in possesso del patentino UEFA B. La nostra Redazione ha raggiunto il neo-coach della Doverese per le sue prime impressioni in vista del suo debutto sulla panchina giallonera.

Simone cos’è per te allenare una squadra femminile di calcio?
«Per me allenare una squadra maschile o femminile di calcio è la stessa cosa. L’unica differenza che ho notato è che una ragazza, rispetto ad un ragazzo, vuole imparare di più».

Perché hai accettato la proposta della Doverese?
«Con la Doverese sono sempre in buoni rapporti, e inizialmente ho seguito la società per dare una mano ad inserire alcune giocatrici, poi, dato che conoscevo maggior parte della rosa, ho accettato di diventare il loro allenatore senza doverci pensare».

Che squadra hai trovato al tuo arrivo?
«Una squadra molto competitiva e con molta qualità, nonostante ci siano molte ragazze giovani. Avere diciassette titolari in una squadra non è da poco. La classifica parla chiaro, dato che è al quarto posto: mi piacerebbe chiudere quest’anno in quella posizione, che sarebbe il miglior piazzamento nella storia della Doverese».

Quali aspetti sarebbero da migliorare?
«In generale penso che bisogna conoscerci il più presto possibile e da lì possiamo iniziare a lavorare. Siamo completi in tutte le parti. Secondo me, bisogna migliorare sotto l’aspetto caratteriale, essere più aggressive, sveglie e più abili. L’età della squadra è dalla mia parte, quindi il miglioramento è assicurato».

Giovedì 6 gennaio il tuo debutto con la Polisportiva Monterosso: la squadra sarà pronta per affrontarla?
«Il Monterosso la conosco da tanto tempo, e che vuole provare a vincere il campionato. Ha giocatrici molte esperte e giovani. Per quanto riguarda la mia squadra sono messe bene dal punto di vista fisico, su quella tattica cercherò di adeguarmi alle loro qualità e competenze e lavorerò sul mio modo di fare calcio. Comunque, saremo pronte e ce la giocheremo».

C’è una squadra del girone lombardo di Eccellenza che ti ha stupito di più?
«Gli standard di classifica sono quelli che pensavo prima dell’inizio del campionato: mi aspettavo un Lumezzane, Vittuone e Monterosso molto forte, il Leon sta facendo bene, ma aveva le qualità per farlo, non mi aspettavo del percorso che ha fatto il Crema, perché credevo potesse fare qualcosina in più».

Il girone lombardo ha visto le rinunce di Accademia Bergamo e Femminile Mantova: quanto ha inciso sul campionato?
«Secondo me la Lega non doveva fare troppi ripescaggi, e magari, visto che c’erano dei dubbi sulla stagione, fare un campionato un po’ più corto. Penso che sia brutto vedere una squadra ritirarsi a metà stagione perché non avevano giocatrici».

Come sta il calcio femminile lombardo?
«Secondo me, aver creato questo pseudo professionismo di botto non è positivo. Certo, in termini di seguito e di rispetto il calcio femminile prima o poi avrà lo stesso valore di quello maschile, ma obbligare le società maschili professionistiche a creare un settore giovanile femminile non è un fatto positivo, perché si sono sentite obbligate. Servono persone competenti e che vogliono fare il calcio femminile, solo così potrà crescere un movimento che si è fermato per via del Covid».

Tu hai un sogno che ti piacerebbe realizzare?
«Mi piacerebbe che allenare una squadra possa diventare il mio lavoro. Se fosse nel femminile ancora meglio».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la Doverese Calcio Femminile e Simone Maraschi per la disponibilità.

Photo Credit: Doverese Calcio Femminile

Padova C5: doppia uscita di mercato in casa veneta

Tempi di saluti in casa Padova, team neopromosso nella Serie A di calcio a 5. La società veneta, alla ricerca di nuovi innesti per la rincorsa alla salvezza, nelle ore scorse ha reso note due uscite. Lascia le biancoscudate Marta Michielon, giocatrice cresciuta nell’ambiente del Calcio Padova Femminile. Si dividono le strade poi anche con  Jessica Quagliotto, da tre stagioni e mezzo in biancorosso.
Le due uscite seguono quella di Carmen Pezzolla che la scorsa settimana dopo  due stagioni e mezzo aveva salutato la realtà veneta.

 

Maddalena Porcarelli è una nuova giocatrice del Brescia Calcio Femminile

Il mercato invernale porta al Brescia femminile Maddalena Porcarelli. La trequartista polivalente di 21 anni (ne compirà 22 il prossimo 6 marzo) proviene dal Napoli. In carriera ha anche vestito le maglie di Jesina, Riviera di Romagna e Cesena.

«Ho scelto il Brescia – le prime parole della calciatrice marchigiana, originaria di Jesi – perché ho subito sentito grande fiducia e questo mi ha fatto capire che non poteva che essere questa la mia scelta, e che sarebbe stata quella giusta. Arrivo per dare il mio contributo, per dare tutta me stessa e so che posso fare bene. Esperienza? Sì ce l’ho, non lo nego, però sono una a cui piace far parlare i fatti, il campo, più che quello che è stato una volta. Aiutare le mie nuove compagne per raggiungere i nostri obiettivi». A proposito di obiettivi: «Sia personali che di squadra, ne parlerò a fine stagione se li raggiungiamo». Un pensiero per i tifosi: «A loro dico che mi impegnerò al massimo per meritare il loro sostegno e supporto, e spero di farli divertire».

Photo Credit: FIGC

Michela Lenzini, Grifone Gialloverde: “Siamo un team giovane e puntiamo alla salvezza. Il mio sogno? Giocare in Serie A”

Nel campionato di Serie C targato 2021-2022 una delle new-entry è il Grifone Gialloverde. La realtà laziale dopo il torneo di Eccellenza regionale nella passata annata è stata ripescata in estate in terza serie dove è stata inserita nel girone C. Una delle pedine del team di mister Alessandro Gagliardi è Michela Lenzini: abbiamo raggiunto  per qualche battuta la talentuosa centrocampista classe 2006 cresciuta in Costa Rica in forza al Grifone dall’ottobre del 2020.

Siete reduci dal torneo di Eccellenza  dello scorso anno che vi ha visto competere per i primi posti. Che ricordo avete di quel campionato?
“È stato un campionato anomalo vista la forma ridotta in cui si è giocato a
causa del Covid. Da subito noi ci siamo trovate bene ed abbiamo effettuato
ottime prestazioni col conseguente risultato finale”.

Per te che stagione è stata?
“È stato il mio primo campionato qui in Italia e nonostante i miei 14 anni sono
stata inserita subito nell’elenco della prima squadra. Sono molto soddisfatta
della scorsa stagione e questo grazie anche al Mister Gian Luca Berruti,
Mister Alessandro Gagliardi ed a tutto lo staff dirigenziale”.

In estate il ripescaggio in Serie C. Quale era l’umore nei primi allenamenti e quali gli obiettivi di stagione?
“Abbiamo cominciato la preparazione non sapendo esattamente quale
campionato avremmo disputato; abbiamo avuto la certezza di partecipare alla
Serie C senza poter giocare le partite di Coppa Italia. L’obiettivo principale
della società è di mantenere la categoria”.

Nella prima parte di campionato avete ottenuto punti importanti nella rincorsa alla salvezza, come è andata la prima parte del torneo?
“Penso che il primo mese sia servito per conoscerci meglio con i nuovi innesti
e ad assimilare le idee di gioco di mister Gagliardi; siamo una squadra molto
giovane, questa è una prerogativa del Grifone Gialloverde che consente
anche alle ragazze meritevoli più piccole di avere un’opportunità in prima
squadra”.

Meritavate qualcosa in più, soddisfatte di quanto fatto sino ad ora? E dal punto di vista personale soddisfatta?
“Abbiamo perso per strada ingenuamente punti importanti e, definitivamente,
saremmo potute arrivare a dicembre in una posizione di classifica migliore. Io
sono molto soddisfatta delle mie prestazioni, non solo con la prima squadra
ma anche nelle categorie U15, U17, U19, nelle quali vengo chiamata a
giocare quando possibile”.

Che giudizio ti sei fatta sul livello del girone C? Quali le differenze con l’£ccellenza?
“Il nostro girone posso dire sia diviso in due mini campionati. Nella parte alta
della classifica ci sono sei o sette squadre molto ben attrezzate poi, a
seguire, tutte le restanti comprese noi che ci giocheremo le nostre carte per la
permanenza in Serie C. La differenza che ho riscontrato tra la Serie C e
l’eccellenza è notevole; la C è più dura, i ritmi sono più intensi ed è molto più
fisico”.

Quali sono le aspettative per il 2022?
“Personalmente una crescita ulteriore per poter mettermi in mostra e, chissà,
poter un giorno fare si che si avveri il mio sogno di giocare in Serie A”.

Roma Calcio Femminile: avanti tutta per la salvezza

L’esordio della Roma Calcio Femminile nella Serie B 2021/22 non è stato dei più esaltanti: appena 2 punti nelle prime 6 gare (3-3 in casa del Cortefranca e 0-0 con il Tavagnacco) con 4 sconfitte consecutive tra la terza e la sesta giornata, non hanno, però, fermato le ambizioni delle capitoline che sono state in grado di invertire la rotta e assicurarsi altri 6 punti nelle ultime 5 partite sin qui disputate, trovando anche il primo successo contro la capolista Pink Bari.
Statistiche alla mano, la Roma CF ha ottenuto 1 vittoria, 5 pareggi e 5 sconfitte, segnando 11 gol e subendone 21.
La squadra ha offerto un gioco abbastanza equilibrato, soprattutto nella fase di possesso palla, riuscendo a mandare in rete ben 8 giocatrici diverse, trovando la via del gol 5 volte nel primo tempo e 6 nella ripresa.
Un dato che salta all’occhio è la distribuzione dei gol subìti: 12 nelle prime frazioni di gioco e 9 nei secondi tempi; Mister Cafaro è riuscito a trovare un trend positivo nelle ultime giornate, ma farà bene a lavorare per mantenere alta la concentrazione delle sue giocatrici sin dai primi minuti di gioco.


STATISTICHE ROMA CALCIO FEMMINILE
CLASSIFICA: 12°
PUNTI: 8
GOAL FATTI: 11
GOAL SUBITI: 21
MIGLIOR MARCATORE: 2 GOAL ROLA BADAWIYA, ANGELA ORLANDO E FEDERICA POLVERINO

Sofia Cantore, Sassuolo: “Piovani trasmette garra. Juve, Sassuolo e sogni: dico tutto”

Sofia Cantore, calciatrice del Sassuolo Femminile, ha parlato a RiservaDiLusso, raccontando la sua avventura in neroverde ma anche la sua carriera, la sua vita fuori dal campo, i suoi interessi e i suoi inizi. Ecco le sue parole: “Dal punto di vista personale sono abbastanza soddisfatta, all’inizio mi dovevo adattare al nuovo modulo perché gli altri anni ho giocato sempre esterno e quindi a Sassuolo ho dovuto imparare a giocare con un’altra attaccante e sinceramente mi trovo molto bene, sono soddisfatta da questo punto di vista. Ho imparato e sto imparando molte cose. Poi sono anche molto contenta per i gol che sono riuscita a fare per la squadra e per me. Per quanto riguarda un bilancio di gruppo invece, abbiamo avuto un grandissimo avvio di stagione in cui abbiamo vinto tutte le partite fino alla prima pausa ed eravamo molto cariche. Dopo la sosta Nazionale abbiamo perso Tomaselli che è importantissima per il nostro gioco e lì è cambiato qualcosa, come se avessimo perso l’entusiasmo e l’identità di gioco. Magari usciamo bene dalla difesa ma arriviamo in attacco con poche idee per creare. Lei è molto importante per il tipo di gioco che facciamo. La prima metà di stagione si è conclusa con l’esclusione dalla Coppa Italia che ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, però secondo me queste cadute servono per tornare a fare bene. L’età media in squadra non è altissima, siamo giovani, questo forse contribuisce un po’ alla mancata maturità che servirebbe in alcune occasioni. Ci sono giocatrici come Lana Clelland e Alice Parisi che hanno più esperienza ma nonostante ciò a volte fatichiamo a gestire dei momenti negativi. Il gruppo è molto unito, al campo generalmente c’è entusiasmo, si gioca a calcio-tennis prima di ogni allenamento, si ride, si scherza, ci si allena con la musica, tira una bella aria. Il fatto è che, nonostante ciò, proprio perché forse siamo giovani, non ci siamo adeguatamente riprese dopo aver subito la prima sconfitta con la Roma dopo un periodo di sole vittorie, ma io credo che proprio per questo abbiamo imparato una lezione e continueremo a imparare tanto. Ora ci concentreremo per fare bene la Supercoppa, dopo Natale saremo subito in campo ad allenarci”.

E tu che genere di persona sei all’interno dello spogliatoio?
“Tendenzialmente sono una persona solare, sia fuori sia dentro lo spogliatoio. Arrivo al campo sempre con il sorriso, la voglia di fare. A volte prima delle partite ho un po’ d’ansia e mentre le altre sono tutte concentrate io faccio battute e rido per niente perché è il mio modo di stemperare; infatti a volte un po’ mi insultano (ride, nda). Diciamo che in linea di massima cerco sempre di strappare un sorriso a tutti. Poi ovviamente ci sono dei momenti no anche per me, specie quando non sono al top fisicamente e accuso il fatto di non riuscire a dare il 100% in allenamento. Questo, come a tutti, contribuisce ad essere un po’ giù di morale ma accade raramente.”

Di te si parla come una delle attaccanti più promettenti del calcio femminile italiano, una giocatrice su cui vengono riposte grandi aspettative e speranze. Questo ti fa sentire sotto pressione?
“Un po’ si. Sono una persona che di solito si fa molti complessi su quello che possono pensare gli altri, non la vivo molto bene, però per migliorare sotto questo punto di vista sto lavorando con una mental coach che mi aiuta a gestire meglio queste dinamiche ed evitare di focalizzarmi troppo su cose esterne, sulle opinioni delle persone sia in positivo sia in negativo. All’inizio vivevo tutto percependo molta più pressione, ora meno. Sarà che quando le cose vanno bene è più facile parlarne; la prima parte di campionato è stata abbastanza soddisfacente quindi sarà per quello che non sento troppo addosso il peso delle aspettative. ”

Hai mai considerato l’idea, in futuro, di un’esperienza in un campionato estero?
“Mi piacerebbe molto. Uno dei rimpianti più grandi che ho è di non essere andata a fare l’anno all’estero al liceo. Al di là del calcio nella mia vita mi piacerebbe fare un’esperienza del genere, confrontarmi con un’altra cultura, un altro posto anche lontano da casa mia. Ad oggi però il calcio in Italia sta crescendo molto e non me la sentirei di fare questo cambiamento, in futuro però sarebbe una cosa che mi piacerebbe sperimentare.”

Nelle interviste dici sempre che quando sei arrivata alla Juve eri giovane e inconsapevole dell’opportunità che avevi davanti e nutri un po’ di rammarico per questo. Come si abbraccia la mentalità professionistica?
“Io penso di aver fatto un salto a livello di mentalità solo l’anno scorso, nell’annata alla Florentia. Non c’è stato un momento particolare, è successo e basta, però penso che l’infortunio mi abbia aiutato tanto. Mi ha aiutata a capire che il lavoro ripaga sempre, una cosa che mi ha sempre detto mio papà e che non ho mai ascoltato molto. Da piccola credevo che bastasse solamente il mio talento ma dopo l’infortunio, quando mi sono dovuta ricostruire da zero, ho capito che non bastava. A Verona non ero ancora molto matura, è stato un anno di ripresa per me. D’estate poi mi sono imposta che le cose sarebbero cambiate e che avrei iniziato a fare le cose a regola e così è stato. Negli anni alla fine sono passata da un estremo all’altro, è chiaro che quando giochi ad alti livelli le cose devono cambiare. Il rammarico che ho rispetto a quando giocavo alla Juve è che avrei potuto gestire le cose in maniera più matura, dall’altra parte però penso che a 17 anni sono poche le persone davvero pronte. Era il primo anno che nasceva la Juve Women, non c’era mai stato un progetto così ed ero stata catapultata dal niente al tutto e non mi accorgevo di cosa avessi tra le mani. Qui poi si aggancia un discorso ancora più ampio perché se io già da piccola avessi saputo dell’esistenza della Juve, ad esempio, sarei cresciuta con una consapevolezza diversa. Adesso le piccole questa cosa la sanno e possono porsi questo obiettivo e arrivarci anche grazie ad una mentalità adeguata.”

Nella tua carriera fino a questo momento c’è stato qualcuno, una giocatrice o un allenatore, che più di altri ti ha spronata e aiutata a crescere sia come atleta sia come persona?
“Non c’è una persona in particolare però Rita Guarino, ad esempio, mi ha aiutata tanto sia in Nazionale sia il primo anno alla Juve e non solo come calciatrice. Anche Enrico Sbardella, sempre quando andavo in Nazionale: lui oltre ad avere fiducia in me, mi ha scoperta attaccante e messo in testa l’idea che potessi giocare lì e nessuno lo aveva fatto prima di lui, giocavo solo esterno. Un’altra persona che ho avuto la fortuna di incontrare l’anno scorso alla Florentia è stata Stefano Carobbi. Lui oltre ad essere stato un grande giocatore è stato per me anche un grande allenatore, uno che mi ha tramesso valori umani come nessun altro e credo di non esser mai stata allenata da una persona così nonostante siamo stati insieme solamente un anno. Quest’anno a Sassuolo sono allenata da Mister Piovani che mi sta insegnando moltissimo sotto ogni aspetto, sia perché è stato attaccante e cerca di indirizzarmi nei giusti movimenti, sia dal punto di vista motivazionale. Lui è un vero trascinatore e cerca sempre di trasmetterci quella che noi in squadra chiamiamo Garra”.

Recentemente ti sei tatuata le parole omnia munda mundis, cosa significa per te?
S: “Significa tutto è puro per i puri  è una frase che ha detto San Paolo. Io non sono credente però mi piaceva come frase perché sono una persona che tendenzialmente non vede malizia in niente anche quando magari ce n’è. Tutti infatti mi dicono questa cosa, vedo sempre del buono nelle situazioni e nelle persone perché fondamentalmente sono una persona buona. È una frase che rispecchia me e il mio modo di rapportarmi agli altri. Poi ho altri due tatuaggi, una canzone e la parola Equilibrium. Io sono Bilancia, tutti nella vita cerchiamo equilibrio però io mi sento molto poco equilibrata e sono sempre alla ricerca della mia linea guida. Infatti ho cancellato “equi” proprio per rendere il concetto di ciò che è la mia vita”.

Quando pensi al tuo futuro, invece, cosa pensi?
“L’unica volontà che ho per il mio futuro è vivere stabilmente a Verona, è una città dove ho vissuto e mi piace tantissimo. Per il resto non riesco a immaginarmi un domani, quello che spero è di continuare il percorso con la Nazionale e arrivare a vincere qualcosa con questa maglia, penso sia il sogno di qualsiasi giocatore e giocatrice. Nel mio futuro dopo il calcio invece spero di poter coltivare le mie passioni per la musica e per la cucina”.

Credit Photo: Marco Montrone 

Stefano Braghin, Juventus Women: “Joe Montemurro rende molto facile cose che sembrano difficili”

Stefano Braghin ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Juventus TV. Ecco le parole del responsabile della Juventus Women.

MONTEMURRO

«La gestione di Montemurro è semplice perché lui è una persona molto semplice e di grandissime competenza e conoscenza del calcio internazionale e del calcio in generale. Ma soprattutto conoscenza delle persone che sono quelle che compongono la squadra che allena. La sua storia dice che è un allenatore di levatura mondiale. Come tutte le grandi persone con cui ho lavorato nello sport è uno semplice. Rende molto facile cose che sembrano difficili».

AVVICENDAMENTO GUARINO-MONTEMURRO
«È stata una scelta inusuale in un mondo conservativo nel successo. Ma i tifosi vivono nel presente e quando il presente è bello vorrebbero che non cambiasse mai. La differenza tra un tifoso e un dirigente è che un dirigente deve pensare al futuro e a qualcosa che non c’è ancora e devi immaginare. È anche il bello del nostro lavoro con tutti i rischi che comporta. Io dopo 25 anni di questo lavoro credo che buona fede e serenità delle scelte vadano oltre qualunque paura. Sono legato a questo club fa 10 anni e mi è sembrato che fosse il momento giusto per fare una cosa giusta per il mio club e quindi l’ho fatta. Poi vedendo e sentendo i commenti e le facce un po’ stupite di molti mi sono reso conto che forse è stata una scelta più forte di quanto avessi pensato. Però il tempo dirà se sia stata una scelta giusta o no. Abbiamo sempre pensato di costruire una squadra equilibrata, partendo dai valori umani. Io ho sempre pensato di scegliere una calciatrice magari un po’ meno brava ma con forti valori umani che poi sono quelli che condivide col gruppo. Le calciatrici forti ma con pochi valori sono quelle che magari possono far vincere le partite ma le persone di valore vincono i campionati. Quando si ricorderanno le avventure sportive di queste ragazze, di questo fantastico percorso che forse oggi non viviamo ancora nella sua pienezza, la si ricorderà come una storia di persone prima che di calcio. Credo sia la cosa più importante».

Credit Photo: Twitter FC Juventus

Globe Soccer Awards: Alexia Putellas miglior calciatrice

I Globe Soccer Award di Dubai hanno decretato i nomi di squadre, calciatrici e calciatori che hanno meglio rappresentato il mondo del calcio nel 2021. Come miglior squadra femminile è stato premiato il Barcellona, club detentore della UEFA Women’s Champions League e come miglior calciatrice Alexia Putellas, attaccante del Barcellona, e vincitrice anche del Pallone d’Oro.

Queste le parole di  Alexia Putellas sul palco di Dubai: «Grazie a tutti per questi premi. Siamo il Barcellona, dobbiamo vincere tutto, lavorare duramente ogni giorno. Questo è alla base di tutto».

Milan Femminile: Selena Babb verso il ritorno dal prestito

Credit Photo: Fabrizio Campagnoli

Il Milan Femminile blinda la porta: Selena Babb verso il ritorno in rossonero, dopo il prestito alla Sampdoria. Il portiere rossonero, secondo quanto appreso da MilanNews24, si riaggregherà al gruppo e tornerà ad allenarsi con la squadra di Ganz.

Il clun rossonero vuole rinforzare così i pali della sua porta, con la classe 1995 che tornerà a casa dopo l’esperienza formativa in Liguria, con la maglia dei blucerchiati.

Credit Photo: Fabrizio Campagnoli 

A fine 2021 il Ravenna Women si proietta verso il futuro ecco due acquisti per l’attacco: Baruffaldi e Gianesin!

Il Ravenna Women ha pensato di rinforzare la propria squadra e ha messo in atto tale proposito con due nuovi acquisti che, certamente, riusciranno in questo intento.

L’annuncio è stato dato dalla società giallorossa sui social il 27 Dicembre. Si tratta di: Giulia Baruffaldi e Nicol Gianesin.

Giulia Baruffaldi, classe 2003, è il primo acquisto, si tratta di un’attaccante proveniente dalla Primavera dell’Inter, Nazionale U19. L’atleta ha svolto ieri, 28 Dicembre, il suo primo allenamento in terra romagnola. Fino ad ora Baruffaldi ha collezionato tre presenze in campionato primavera con le nerazzurre, senza trovare però la rete personale.

Nicol Gianesin, classe 2002, è il secondo rinforzo giallorosso. Proviene dal Tavagnacco, ma è di proprietà della Juventus, Nicol è un’attaccante che può agire sia da esterno che da seconda punta. Ad entrambe le giocatrici il ben arrivate da parte del club romagnolo che, nella prossima giornata del campionato di serie B affronterà in casa sua il Palermo nella penultima gara del girone d’andata.

Credit Photo: Ravenna Women

DA NON PERDERE...