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Sport e solidarietà: la ricetta secondo Tainã dos Santos del Bitonto

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Bella iniziativa portata avanti in patria da Tainà dos Santos, calcettista brasiliana del Bitonto team fresco di promozione nella massima serie futsaliera a tinte rosa. La stessa atleta ha approfittato della pausa della Serie A per continuare un progetto che lega sport e bambini che dura ormai da 6 anni. Queste le parole al riguardo, all’ufficio stampa pugliese, della stessa calcettista carioca:
“É uno dei gol più belli che abbia mai fatto. Sono 6 anni che questo evento viene organizzato e prevede un torneo di Futsal, clinic dedicati ai bambini e stage motivazionali. In questa occasione vengono raccolti soldi per acquistare materiale sportivo per le scuole calcio con cui collaboro ma anche cibo da distribuire alle persone in difficoltà. Voglio ringraziare il prof. Paulo Roberto Moraes e tutto il suo ufficio, in particolare Leonardo Santos. Matheus Amaral e tutti i consiglieri che hanno votato alla unanimità e soprattutto la nostra Sindaca, Paula, che segue sempre con grande attenzione le mie iniziative“.

Inter Women, la classifica marcatrici Femminile: Bonetti stacca le compagne

L’Inter Women di coach Guarino, impegnata in Serie A e in Coppa Italia Femminile, finora ha segnato 32 reti con undici calciatrici diverse. La regina del gol a fine anno è Bonetti. Di seguito la classifica marcatrici aggiornata

CLASSIFICA MARCATRICI
L’Inter Womendi Rita Guarino ha messo a segno 32 reti. Più precisamente, 23 in undici giornate di Serie A Femminile e 9 in Coppa Italia Femminile. Sono già undici le calciatrici andate a segno. Grazie all’ultima doppietta contro il San Marino Academy Tatiana Bonetti ha staccato le “inseguitrici” proprio a ridosso della pausa invernale. Di seguito la classifica marcatrici dell’Inter di coach Guarino (tra parentesi quadra i gol segnati in coppa e tra parentesi tonda i gol messi a segno su rigore).

Inter Women, la classifica marcatrici aggiornata

7 GOL – Tatiana Bonetti [2].

5 GOL – Ajara Nchout Njoya.

4 GOL – Gloria Marinelli [1] e Ghoutia Karchouni [1](2).

3 GOL – Martina Brustia [2].

2 GOL – Marta Pandini, Elisa Polli [2] e Flaminia Simonetti (1).

UN GOL – Irene Santi [1], Anja Sonstevold e Kathellen Sousa.

Credit Photo: Andrea Amato

Éric Abidal si dichiara per il “caso Kheira Hamraoui”

L’ex giocatore e direttore sportivo del Barcellona Éric Abidal ha testimoniato martedì come testimone agli inquirenti cercando di chiarire l’attacco al giocatore del Paris Saint Germain (PSG) Kheira Hamraoui, con il quale si presume abbia avuto una relazione quando entrambi erano nella capitale catalana.
L’informazione è stata rivelata dal quotidiano L’Équipe, secondo il quale la moglie di Abidal, Hayet, aveva rilasciato una dichiarazione il giorno prima. La polizia giudiziaria di Versailles ha interrogato specificamente Abidal sul suo rapporto con il giocatore, che è stato picchiato da uno sconosciuto con una spranga di ferro la notte del 4 novembre nella cittadina di Chatou, alla periferia di Parigi.
L’ex nazionale francese aveva riconosciuto giorni dopo quell’attacco alla calciatrice di aver avuto una relazione intima con lei. Hamraoui e Abidal hanno coinciso a Barcellona, ​​dal momento che il giocatore – che ora ha 31 anni – è stato al Barça dal 2018 a giugno 2021 e l’ex calciatore (42 anni) è stato direttore sportivo blaugrana dal 2018 al 2020.
Gli agenti di polizia che lavorano alle indagini hanno scoperto che il cellulare del calciatore conteneva una tessera a nome di Abidal. Inoltre, sia Hamraoui che la sua compagna del PSG Aminata Diallo, che ha anche assistito all’attacco, hanno riferito di aver sentito che gli assalitori che hanno attaccato la prima volta hanno detto: “Allora cosa succede? Andiamo a letto con uomini sposati?”
Una frase che alcuni hanno interpretato come un’allusione all’ex direttore sportivo del Barcellona e che ha anche generato indiscrezioni su un possibile coinvolgimento nell’azione contro il giocatore di Hayat Abidal. La sua deposizione era però da testimone, non da imputato, come ha voluto chiarire sul suo account Instagram.

Barbara Bonansea, Juventus: “Abbiamo lottato, oggi il calcio femminile in Italia è sulla strada giusta”

Barbara Bonansea è uno dei punti di riferimento del calcio femminile italiano e a Fanpage.it ha espresso il suo punto di vista sullo stato attuale del movimento, si è soffermata sulla sua grande passione e ha ribadito la sua voglia di lottare contro ogni tipo di pregiudizio.

Efficace e mai banale. Così in campo, così fuori. Parole come dribbling che ti lasciano sul posto o come conclusioni che terminano la loro corsa in fondo al sacco, imprendibili. Barbara Bonansea non è la classica atleta che ripete a tappeto quelle due-tre cose che si sentono dire continuamente in tv o che vediamo sui social ‘a repetiscion’, è precisa e trova sempre le parole giuste per esprimere quanto ha vissuto lei e la sua generazione per poter giocare a calcio senza pregiudizi. Sembra qualcosa di impossibile ma fino a poco tempo fa il fatto che una ragazza amasse indossare gli scarpini e dare calci ad un pallone era visto come una cosa ‘strana’ e ancora oggi c’è chi la pensa così, sia per lo sport più seguito del mondo che per altre discipline. In alcuni paesi le donne non possono assolutamente praticarne uno, è proibito. Negli ultimi tempi sono stati fatti enormi passi in avanti e a contribuire a questi progressi nel nostro paese ci ha pensato anche questo ragazza di Pinerolo insieme a quel fantastico gruppo che ai Mondiali del 2019 ha fatto innamorare l’Italia intera. La Coppa del Mondo giocata in Francia è stata una spinta incredibile per il movimento calcistico femminile azzurro: boom di iscrizioni, club che hanno iniziato a lavorare sul serio e tra poco anche il professionismo.

La jolly offensiva della Juventus e della Nazionale Italiana è sempre al servizio della squadra grazie alle sue doti fisiche e una buona dote di gol che fa felice chi l’allena. Punta centrale? Fatto. Attaccante esterno? Fatto. Bonansea non si tira indietro. A Fanpage.it la calciatrice piemontese, protagonista della docu-serie ‘Campionesse’ in uscita dal 2 dicembre su Rakuten TV, ha parlato della passione per il calcio che lega tre generazioni di calciatrici di otto diverse nazionalità: storie uniche, proprio come quella di Barbara che ha affrontato battaglie personali, sociali e culturali per non sentirsi discriminata e che insieme a tante altre ragazze continua a lottare contro i pregiudizi che ancora resistono nella società. Tanto è stato fatto ma il viaggio è appena iniziato.

Quello fatto da ‘Campionesse’ è un viaggio attraverso tre generazioni di calciatrici e il filo conduttore molto forte è quello della passione e la voglia di andare contro ogni stereotipo: lei quando ha iniziato a giocare e in che modo si è avvicinata al calcio?
“In un modo molto semplice. Ho iniziato a giocare perché mi piaceva, ho iniziato a camminare e c’era la palla, quindi calciavo il pallone. Probabilmente un po’ spinta da mio fratello che già giocava in una squadra del mio paese. Ho iniziato così e quando si è piccoli non si pensa molto agli stereotipi ma si capisce il motivo per cui non avrei potuto giocare a calcio. Quando si è piccoli questo problema non esiste, io andavo al campo ed ero con i miei amici, non c’erano problemi. In realtà anche quando andavo a giocare con le altre squadre il problema era la gente fuori che vedeva una ragazzina, non quelli in campo. Tutto questo non sussiste, il calcio, come lo sport in generale, è una cosa che tutti devono poter essere in grado di fare perché ti rende felice. Non dovrebbe essere questo il filo conduttore ma purtroppo è così”.

Nel 2020 è diventata la prima italiana ad essere inserita dalla FIFPro nella formazione delle migliori calciatrici dell’anno: cosa ha significato per lei quel riconoscimento?
“In realtà quando me l’hanno detto ma non ci credevo. Poi ci siamo documentate e abbiamo visto che ero nelle undici. È bellissimo, ma ero felice che l’Italia sia stata messa in mezzo ai mostri sacri come l’America e le altre potenze. La mia vittoria è stata quella di vedere che anche il calcio italiano può stare ad alti livelli. Probabilmente nessuno credeva nel calcio femminile italiano e vedendo questo forse si è ricreduto. Non è un riconoscimento a me ma a tutto il movimento”.

Come sta oggi il movimento calcistico femminile in Italia per Barbara Bonsansea?
“Finalmente a buon punto. Abbiamo fatto tante guerre, tante lotte, però siamo sulla strada giusta. Ci sono tante società che stanno facendo un lavoro serio con il calcio femminile e sono felice che la Juventus abbia dato una spinta per vedere quello che di buono c’è in questo mondo. Il passo più importante è quello che spero e credo arriverà la prossima estate con il professionismo, perché c’è bisogno di tutele. Personalmente, io dico sempre che sono fortunata a fare quello che faccio e quello che sta per venire sarà un buon punto di partenza per il futuro”.

Si è spesso soffermata sulla diversa percezione tra calcio maschile e femminile: in che modo si può operare per far cambiare questo pregiudizio?
“Non si può entrare nella testa delle persone però quello che mi inorgoglisce è ascoltare persone che sono venute a vederci, a volte anche casualmente, e sono andate via riconoscendo che abbiamo qualcosa di speciale. Il pregiudizio e l’ignoranza ci saranno sempre ma siamo migliorati. È facile stare dietro al pc o seduto su un divano perché lì non puoi sbagliare: noi ci mettiamo in gioco e lo facciamo fino in fondo. Stiamo combattendo nella maniera giusta”.

Sono passati quasi due anni da quel Mondiale che è stato una grande vetrina per il calcio femminile in Italia: c’è una cosa in cui sperava e che non si è ancora verificata dopo quell’evento?
“La qualificazione alle Olimpiadi. Non ci siamo arrivati per un soffio e probabilmente non ci abbiamo creduto fino in fondo. Per il resto, credo che la cosa più bella sia stata l’altissima percentuale di ragazzine che hanno iniziato a giocare calcio. Per tutte noi è stato un successo enorme. Questa la cosa più bella. La situazione è scemata un po’ e poi è arrivato il Covid ma noi non molliamo e stiamo risalendo. Abbiamo lottato tutta la vita per questo”.

Tra qualche mese anche per voi si aprirà l’era del professionismo: qual è la conquista più grande che vi porterà?
“Credo che ci faccia fare un salto di qualità anche agli occhi degli altri. Noi adesso stiamo parlando sul campo e stiamo facendo bene ma con il passaggio al professionismo potrebbe esserci una ulteriore crescita per arricchire il nostro movimento con esperienze, sia di campo che non, dall’estero. Forse lo farebbero più volentieri se anche qui vi fossero delle tutele. Il passaggio fondamentale potrebbe essere questo. Siamo cresciute come livello, perché si vedono delle buone partite, ma se vogliamo raggiungere gli altri dobbiamo migliorare ancora e questo passaggio ci può aiutare”.

La sua tesi di laurea si intitola: “Donne in maglia: il risultato del loro lavoro nel calcio. Un’analisi comparativa tra i campionati inglese e italiano”. Si vede all’estero un giorno?
“Non nego che mi ha sempre ispirato per mettermi alla prova ma sinceramente io qui sto benissimo. Il mio sogno più grande è vincere la Champions League e farlo con la maglia della Juventus sarebbe il massimo. L’estero attira, ma ci sono poche squadre al mondo che fanno le cose come le fa la Juve. Sto bene qui”.

Estate 2022 gli Europei, estate 2023 i Mondiali. Da qui a due anni cosa sogni di aver conquistato?
“Io ho due grandi sogni: uno è la Champions e l’altro è riuscire a vincere qualcosa con la Nazionale. Non è facile ma crederci ti porta lontano: il Mondiale scorso per me è stato una grande vittoria e ci ha dato un grande insegnamento. Tra due anni spero di avere realizzato uno di questi sogni”.

Fanpage.it – Vito Lamorte
Credit Photo: Paolo Pizzini 

Hellas, domani dovrebbe essere comunicato il nuovo allenatore

Dovrebbe essere quasi finita l’attesa per quanto riguarda il nuovo allenatore dell’Hellas Verona Women: nella giornata di domani dovrebbe infatti essere comunicato il nome del successore di Matteo Pachera.

Al nuovo tecnico l’arduo compito di andare a caccia di una rimonta che permette alle gialloblù di raggiungere una salvezza in questo momento a dir poco lontana. In tal senso, qualche rinforzo dal mercato invernale potrebbe fare comodo…

Credit Photo: Pierangelo Gatto 

Il regalo di Natale per il calcio femminile in Italia: investimenti in strutture dedicate e più visibilità

Cari lettori, natale è passato ma i desideri e le speranze restano vive.
Nell’augurarvi buone feste metteremo in luce il regalo che al calcio femminile serve per una crescita costante e duratura.
Sembra scontato come desiderio, ma dal 2019 ad oggi i passi fatti per l’accrescere il calcio femminile sono stati tanti e pesanti, la domanda che sorge spontanea è: è stato veramente fatto tutto?

La risposta la si può trovare guardando il medio-lungo periodo da quando le grandi società sono entrate a far parte di questo mondo. E’ stato fatto tanto, tantissimo, da parte di quest’ultime, ma non abbastanza.
Mi spiego, le società stanno lavorando sodo per garantire alle atlete crescita fisica e mentale, la federazione sta investendo molto per garantire lo svolgimento dei campionati e la nazionale sta crescendo, allora cosa manca?

Manca, per scelta o quasi, l’interesse delle maggiori testate giornalistiche e le tv. E’ vero che da quest’anno una partita su sei è in chiaro su La7, ma il problema è proprio questo. Una partita su sei, significa limitare la potenza di attrazione verso questo mondo, perché un tifoso Juventino non guarderà mai una gara dove non c’è la Juve in campo ed un non tifoso non si metterà a guardare una partita se i commentatori passano minuti senza parlare oppure sbagliando completamente nomi o storie. Inoltre, la stessa Tv potrebbe decidere di abbandonare il progetto se non ha risultati convincenti.
E’ un domino che se dovesse partire bloccherebbe ancor di più la crescita, vanificando tutti gli sforzi fatti in questi anni.

Non solo La7 al servizio del calcio femminile, anche Eleven Sport che gratuitamente trasmette le gare di Serie B, attualmente molto più combattuta ma meno valorizzata. Ovviamente, il lavoro di queste aziende è importante, ma se si vuole veramente parlare di crescita mediatica non bastano. Come non bastano le attuali strutture di alcune realtà calcistiche.

Non è noto infatti la difficoltà organizzativa in collaborazione con le società maschili, anch’esse in corsa nei campionati cadetti che sfruttano ed hanno bisogno delle stesse strutture. Questo problema emerge soprattutto nella Serie B, dove piccole realtà giocano in campi estremamente sfruttati e spesso in condizioni pietose.

Dunque caro Babbo Natale e cara Befana il mio desiderio è questo, maggior impegno da parte di tutti noi giornalisti, fotografi, Tv e più investimenti da parte della federazione per garantire a tutte le squadre, maschili e femminili, di poter vivere e giocare in contesti ottimali.

Fabio Pacifico, D.S. Romagna Women: “Il livello in Eccellenza è molto alto; il nostro punto di forza è l’attacco: se andiamo in Serie C promettiamo che …”

Il calcio femminile è sempre più in espansione, grazie anche al duro lavoro delle piccole realtà locali che da tempo si battono per l’equiparazione con quello maschile. Questo spirito contraddistingue sicuramente la società Romagna Women, la quale attualmente milita all’interno del Girone B dell’Eccellenza dell’Emilia Romagna ed è in semifinale di Coppa Italia Eccellenza. Per saperne di più abbiamo intervistato Fabio Pacifico, il direttore sportivo.

Fabio, una domanda per chi non La conoscesse già: qual è stato il Suo percorso all’interno delle Romagna Women?
Sono entrato qualche anno fa in società con il ruolo di preparatore dei portieri e dall’inizio di questa stagione ricopro anche il ruolo di direttore sportivo.

Quando nasce la vostra società? Qual è la sua storia?
Ufficialmente le Romagna Women nascono con l’iscrizione all’attuale campionato quindi possiamo considerarci una “nuova” squadra. In realtà nasciamo qualche anno fa alla Polisportiva Aurora di Cesena con un progetto nato sul calcio a 5. Il lavoro fatto, soprattutto dal nostro presidente Stefano Fantini, ha creato le condizioni adatte per strutturarsi iniziando l’avventura del calcio a 11. L’aggregazione di diverse giocatrici del territorio, ci ha consentito di evolverci in brevissimo tempo fino a trovare nella Polisportiva Le Saline un gruppo che ha da subito sposato il nostro progetto. A Cervia abbiamo trovato la nostra casa dove poter pensare in grande mettendo sul piatto progetti a medio e lungo termine. A San Giorgio di Cesena, alla Polisportiva Aurora, manteniamo due squadre di calcio a 5 che partecipano al campionato del Centro Sportivo con un gruppo che conta oltre una ventina di atlete.

Il calcio femminile è sempre più in espansione e finalmente sta ottenendo il posto che merita. Pensa si stia andando verso la direzione giusta? Cosa si potrebbe fare di più?
È vero, il calcio femminile sta crescendo e sta ottenendo visibilità e considerazione. Il movimento resta, a nostro parere, comunque ancora un passo indietro rispetto al calcio maschile, soprattutto nelle opportunità che vengono date alle atlete in special modo nelle giovanili e ancor prima nelle scuole calcio. Il nostro obiettivo è quello di trovare il modo giusto per consentire a tutte le ragazze di poter vivere il calcio fin da piccole, aiutandole a crescere calcisticamente in un ambiente su misura che non può essere quello “misto”. Abbiamo da subito puntato su questo percorso con la creazione di una under 15 e presto contiamo di aprire la prima scuola calcio del territorio dedicata esclusivamente alle piccole calciatrici.

Le Romagna Women militano nel Campionato di Eccellenza nel girone B dell’Emilia Romagna e giocherete le semifinali di Coppa Italia Eccellenza, torneo in cui avete la possibilità di scontrarvi con le squadre del girone A: come Le sembra il livello generale delle squadre partecipanti? Chi incontrerete o chi vi piacerebbe incontrare nella prossima sfida di Coppa?
Prendendo in considerazione entrambi i gironi il livello del campionato è sicuramente alto. Fino ad ora sappiamo di aver dimostrato che anche noi siamo una squadra da temere anche se non abbiamo dietro società più “forti” come possono essere Modena, Parma o Piacenza. Lo dimostra il fatto che su dodici partite giocate, fra campionato e coppa, abbiamo subito una sola sconfitta proprio contro il Modena, in una gara comunque rimasta in bilico per oltre un’ora. In coppa ancora non sappiamo contro chi andremo a scontrarci visto che gli accoppiamenti verranno definiti a metà gennaio. Non abbiamo una preferenza, sappiamo che contro chiunque andremo sarà una gara difficile ma sappiamo anche che possiamo dare del filo da torcere a chiunque. Terremo alto il nome della Romagna.

Ma veniamo alla situazione attuale del Romagna Women. Siete secondi, subito dietro il rinomato Modena: vi aspettavate questo risultato? Quali erano i vostri obiettivi a inizio stagione?
Lo straordinario lavoro fatto da mister Marinella Piolanti insieme al preparatore atletico Maurizio Benedetti ha iniziato da subito a dare i suoi frutti e fin dalla preparazione di agosto ci siamo resi conto di avere una rosa che ci avrebbe permesso ottimi risultati. Abbiamo iniziato la stagione con l’obiettivo della promozione. Sappiamo essere un traguardo molto ambizioso ma rispecchia quello che è lo spirito con cui abbiamo voluto iniziare questa avventura: puntare sempre al risultato migliore che possiamo ottenere.

Le vostre partite sono sicuramente coinvolgenti, in cui i gol non mancano. Quali pensa siano i vostri punti di forza? Quali sono invece i punti deboli, su cui cercherete di porre rimedio?
Come dimostrano i nostri numeri uno dei nostri punti di forza è sicuramente l’attacco. Emiliani e Zani sono una coppia straordinaria e hanno trovato da subito una splendida alchimia. Giocano insieme in modo naturale e hanno messo in difficoltà tutte le squadre che ci hanno affrontato. Purtroppo abbiamo avuto degli infortuni in posizioni chiavi che ci hanno condizionato per alcune partite ma una alla volta stanno rientrando e contiamo di essere a pieno regime per la seconda fase del campionato. Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno in ogni situazione posso dire che l’emergenza ci ha obbligato a dover accelerare la crescita di alcune giovani che hanno ultimamente dimostrato di poter fare la differenza quando impiegate.

A proposito di attaccanti il neo acquisto Zani, proveniente dal Cesena Femminile, è la capocannoniera dell’Eccellenza e della Coppa Italia regionale: è giusto dire che con le Romagna Women abbia trovato la sua dimensione, in cui può mostrare le sue vere qualità?
Zani è stata senza ombra di dubbio l’acquisto di punta di questa estate. Una giocatrice fortemente voluta dal presidente Stefano Fantini che ha capito le potenzialità di questa ragazza se fosse stata in un ambiente sereno in cui le sue doti fossero valorizzate. La qualità tecnica è indiscutibile e posso garantire che lo è anche quella umana per il suo impegno, la sua dedizione e serietà ma anche l’umiltà come si mette sempre al servizio della squadra, in campo e durante gli allenamenti. Continueremo a farla crescere e investire su di lei e chissà che non possa avere la sua grande occasione in una squadra di alta categoria, per noi sarebbe un grande orgoglio.

Non solo Cesena Femminile, ma anche Ravenna Women. Che rapporti avete con le grandi società del territorio?
Molte delle nostre ragazze, soprattutto le più giovani, arrivano da queste squadre, a dimostrazione degli ottimi rapporti che abbiamo con le società. Pensiamo che il lavoro che stiamo facendo sul territorio possa essere importante non solo per noi ma anche per le altre società con le quali c’è un confronto continuo. Per il futuro ci piacerebbe poter arrivare presto a competere ai loro livelli e dare vita a tanti derby romagnoli.

Veniamo al mercato: avete in serbo qualche colpo? Magari proprio frutto della collaborazione con le società dette sopra?
Abbiamo un canale di dialogo sempre aperto con loro e non escludiamo di poter portare a Cervia qualche altra giovane promessa. Siamo costantemente al lavoro per arricchire la nostra rosa di qualità e sappiamo di avere un ambiente sano in cui poter far crescere le ragazze che vorranno sposare il nostro progetto.

L’ultima domanda è dedicata al fioretto: se le Romagna Women vanno in Serie C, prometto che …
 Se dovessimo centrare la promozione tutta la squadra andrà a piedi dal nostro campo fino in spiaggia dove faremo tutti insieme un tuffo… ovviamente in divisa da gara!

Credit Photo: Romagna Women Calcio Femminile

Le 23 giocatrici più votate per il FIFA FIFPRO Women’s World 11

C’è anche un po’ d’Italia nella lista delle 23 giocatrici più votata per il FIFA FIFPRO Women’s World 11 del 2021. Si tratta di Barbara Bonansea, centrocampista esterna di Juventus e Italia. FIFPRO e FIFA hanno chiesto ai calciatori professionisti di tutto il mondo di votare ruolo per ruolo anche le migliori giocatrici della stagione 2020/2021 e in occasione del The Best Fifa Football Award, in programma il 17 Gennaio, sarà annunciata la formazione ideale dell’anno appena passato.

Le 23 giocatrici più votate per il FIFA FIFPRO Women’s World 11:

Portieri
Laura Benkarth (Germania/Bayern Monaco)
Ann-Katrin Berger (Germania/Chelsea)
Christiane Endler (Cile/Paris Saint-Germain/Olympique Lione)

Difensori
Millie Bright (Inghilterra/Chelsea)
Lucy Bronze (Inghilterra/Manchester City)
Kadeisha Buchanan (Canada/Olympique Lione)
Ellie Carpenter (Australia/Olympique Lyonnais)
Magdalena Eriksson (Svezia/Chelsea)
Irene Paredes (Spagna/Barcellona)
Wendie Renard (Francia/Olympique Lione)

Centrocampiste
Estefania Banini (Argentina/Levante/Atletico Madrid)
Barbara Bonansea (Italia/Juventus)
Aitana Bonmati (Spagna/Barcellona)
Delphine Cascarino (Francia/Olympique Lione)
Carli Lloyd (Stati Uniti/NJ/NY Gotham)
Alexia Putellas (Spagna/Barcellona)

Attaccanti
Pernille Harder (Danimarca/Chelsea)
Samantha Kerr (Australia/Chelsea)
Marta (Brasile/Orlando Pride)
Vivianne Miedema (Paesi Bassi/Arsenal)
Alex Morgan (Stati Uniti/Tottenham Hotspur/Orlando Pride/San Diego Wave FC)
Gabrielle Onguene (Camerun/CSKA Mosca)
Megan Rapinoe (Stati Uniti/OL Reign)

Melissa Sasso, Phoenix Trani: “Crotone esperienza positiva, felice di essere tornata qui”

Arrivare in Serie C a 36 anni e accarezzarla per sei mesi. È successo a Melissa Sasso, calciatrice classe ’85 originaria di Polla che ha militato con il Crotone squadra di terza serie inserita nel gruppo C.
“La Serie C è stata un’esperienza bellissima, peccato aver avuto un’opportunità del genere solo a 36 anni. Sarei potuta maturare molto calcisticamente se fosse capitata prima. Il Crotone Calcio, poi, mette a disposizione delle atlete uno staff preparatissimo che segue la calciatrice in ogni suo passo. Una realtà di Serie C, davvero fuori dal normale soprattutto nel nostro Sud”.
La trattativa per il passaggio con il rossoblù pitagorico è nata per caso come ammette la stessa Melissa:
“Ero impegnata in uno dei tornei estivi, come capita spesso di fare con amici. In una partita il direttore sportivo del Crotone si è trovato lì, mi ha notata e mi ha contattata”.
In terra calabra il capitano si chiama Silvia Chiellini, sorella di Giorgio difensore Campione d’Europa con la Nazionale:
“Il campionato stava andando bene, trovandoci nella parte sinistra della classifica, auguro il meglio alle mie ex compagne”.
Poi il ritorno a Trani, dove la Sasso ripartirà dall’Eccellenza pugliese con la Phoenix:
Dal primo dicembre il lavoro mi riporta in Puglia e sono rientrata nei ranghi della Phoenix -ci dice la giocatrice- sperando di poter aiutare la società e le compagne di squadra a raggiungere traguardi importanti, sempre con lo stesso spirito fatto di sacrificio e allo stesso tempo di divertimento e passione”.
Per il team pugliese l’esordio stagione in Coppa Italia con il successo sul Molfetta:
“Tornare in campo nella prima di Coppa, dopo sei mesi di prestito, e trovare lo stesso spirito è un’emozione unica. La società Phoenix è sempre più impegnata per creare un fantastica realtà calcistica nella città di Trani e dare la possibilità alle ragazze del territorio di mettersi in gioco. Il successo per 3-1 ci da molta fiducia per il proseguimento della stagione. Sono felice di essere tornata qui, in parte è stato come non essere mai partita. Spero di ripagare con tanto sacrificio e buone prestazioni la fiducia del mister e della società”.
Per la Sasso, infatti, si tratta del secondo campionato con le trani:
“La scorsa stagione è stata un’esperienza ricca di novità. Passare dal futsal al calcio ad 11 mi ha aiutato a crescere perchè alla fine non si smette mai di imparare. L’annata è partita con la voglia e lo spirito di aiutare una nuova società a crescere: il campionato è stato breve vista la pandemia ma siamo state comunque soddisfatte del nostro percorso che ha riportato l’Eccellenza pugliese in campo dopo 7 anni. Non scorderò mai l’esordio con goal come capitano della Phoenix, e l’emozione di ritornare a praticare sport dopo il lockdown”.

Ramona Bachmann prolunga il contratto con il Paris SG: “La Champions League è un sogno, vogliamo alzare questo trofeo”

Ramona Bachmann allunga con il Paris Saint-Germain Football Club e resterà nella capitale francese almeno fino alla fine della prossima stagione. La 30enne ha esperienza in tutti i migliori campionati di calcio femminile del mondo. Dopo aver iniziato la sua carriera con il Lucerna, l’attaccante svizzera si è trasferita in Svezia e ha firmato per l’Umeå IK. Poi ha avuto un breve periodo negli Stati Uniti con Atlanta Beat. Dopo essere tornata in Svezia, si è trasferita a Rosengard, dove ha trascorso 4 anni. La nazionale svizzera, con 115 presenze e 50 gol, ha poi giocato anche per Wolfsburg e Chelsea prima di passare al PSG nel 2020. Finora ha collezionato 37 presenze e sei gol con i parigini.

“Sono molto felice. Abbiamo un’ottima squadra, con tante qualità. Vogliamo vincere molti trofei e sono felice di far parte di questo progetto. Sono qui per vincere trofei e ce ne manca uno che è molto importante e che tutti vorremmo vincere. La Champions League è un sogno, vogliamo alzare questo trofeo”, ha detto Bachmann.

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