Home Blog Pagina 3954

The Women’s Cup: un coppa internazionale per il calcio femminile

Il calcio femminile diventa sempre più globale. Il Bayern München e il Paris-Saint Germain prenderanno parte nell’evento inaugurale della Women’s Cup insieme al Racing Louisville e al Chicago Red Stars.

L’evento si svolgerà dal 18 e 21 agosto 2021 al “Lynn Family Stadium” di Louisville, Kentucky. La Coppa  si giocherà in due turni di doubleheader.

Il programma
Mercoledì 18: Racing vs Chicago, FC Bayern vs PSG
Sabato 21: finali dove le vincitrici incontrano le vincitrici di mercoledì e le perdenti si sfideranno per il terzo posto

“Siamo molto entusiasti di portare due dei migliori club del mondo in città per la Women’s Cup”, ha detto il direttore del TWC J.P. Reynal. “Il PSG e il Bayern daranno alle favorite locali Racing Louisville e Chicago Red Stars la possibilità di competere su un palcoscenico internazionale”.

“Questo evento è un passo importante nella nostra visione del calcio femminile cresciuto in tutto il mondo”, ha aggiunto Jaime Phillips, CEO e fondatore di TWC. “Stiamo sviluppando un torneo al più alto livello di competizione per far prosperare questi atleti”.

La Women’s Cup è sostenuta da una squadra di professionisti del calcio e dell’intrattenimento esperti con esperienza in numerose partite di alto profilo in tutto il mondo. Le parti interessate intendono fare di Louisville una base annuale per l’evento man mano che si espande e cercheranno opportunità basate sulla comunità, tra cui cliniche giovanili con coaching dei giocatori professionisti del torneo.

Sede anche della squadra del campionato USL Louisville City FC, il Lynn Family Stadium con una capienza di 15,304 persone è stato inaugurato nel 2020 nel quartiere di Butchertown appena ad est del centro. La struttura vanta posti a sedere nelle immediate vicinanze del campo, linee di vista ideali e una serie di servizi, tra cui una scheda video all’avanguardia e Wi-Fi gratuito in tutto il luogo.

Credit Photo: https://fcbayern.com/

Tutto fa esperienza, specialmente le amarezze

Contro il Cittadella, il Tavagnacco non ha chiuso la gara e poi non è riuscito a contenere il ritorno delle avversarie. Veritti: “C’è rammarico, andremo a Verona arrabbiate”.

Tutto fa esperienza, specialmente le amarezze. In un certo senso, il pareggio contro il Cittadella ha fatto più male (sportivamente parlando) della sconfitta contro il Pomigliano. Per il modo in cui è maturato il risultato, per il fatto che le gialloblù avevano visto il traguardo a portata di mano e poi tutto è sfumato con un eurogol di Meggiolaro al secondo minuto di recupero nel forcing finale delle ospiti. Una doccia gelata per le friulane. E’ stata una partita molto aperta, ricca di occasioni da entrambe le parti, i due attacchi hanno prevalso sulle difese. Il pareggio con ogni probabilità è stato il risultato più giusto, ma il rammarico è grande per tanti motivi. Il Tavagnacco al 75’ era avanti di due reti e ha sbagliato tre occasioni non riuscendo a trovare il sigillo che avrebbe chiuso l’incontro. Nello sport in generale, nel calcio in modo particolare, chi sbaglia, paga dazio. E così è accaduto.

Mister Orlando ha dovuto fronteggiare varie defezioni: la squalifica di Toomey, i problemi fisici di Tuttino e Milan oltre a una Zuliani non al meglio della condizione che ha stretto i denti. A questo va aggiunta la bandiera bianca alzata da Caneo al 22’ dopo aver avuto la peggio in uno scontro di gioco. Una situazione molto complicata che ha inevitabilmente portato alla sofferenza nel finale. Il Cittadella, dopo aver scampato tre volte il pericolo del terzo gol subito, si è gettato in avanti e nell’ultima fase del match, ha prevalso tecnicamente e fisicamente. Il centrocampo gialloblù non ha retto la grande intensità, il ritmo impresso dalle venete che si erano rese pericolose già prima della rete del 2-2. Sciupate le opportunità per il tris, il Tavagnacco avrebbe dovuto gestire meglio il possesso del pallone per far scorrere il cronometro; non è riuscito a farlo e questo è costato due punti. Con maggiore malizia ed esperienza, si sarebbe evitato quell’epilogo.

Al termine dell’incontro, si coglie il dispiacere nella voce di Federica Veritti. “Siamo molto rammaricate, non avremmo dovuto permettere alle avversarie di pareggiare una partita dove eravamo sopra di due reti a un quarto d’ora dal termine”. Va aggiunto che domenica scorsa la squadra ha modificato l’assetto tattico schierandosi con la difesa a tre. La numero 5 promuove questa soluzione: “Ci siamo mosse bene mettendo in difficoltà il Cittadella. Alla fine abbiamo preso gol su due respinte in seguito a una palla inattiva. E’ questo l’aspetto su cui dobbiamo migliorare”. Il prossimo weekend si andrà a Verona contro un Chievo in piena lotta salvezza reduce dalla sconfitta per 5-0 contro la Lazio. Federica promette battaglia. “Sicuramente saremo agguerrite e arrabbiate e questo dovrà costituire un’arma in più per tornare a casa con un buon risultato”.

Credit Photo: Marco Montrone

Elisa Dalla Santa, Venezia Femminile: “Rappresentiamo una delle città più importanti al mondo”

Con la doppietta realizzata domenica nel match contro l’Isera, Elisa Dalla Santa ha raggiunto quota 14 nella classifica dei bomber del girone B del campionato femminile di Serie C, divenendone capocannoniere al fianco di Scarpellini del Cortefranca.

Quello per il calcio è un sentimento viscerale per Dalla Santa, che nasce da molto lontano…
“Spesso si dice che sono i papà ad avvicinare i figli al calcio, ma nel mio caso non è andata così; è stata mia mamma infatti ad incoraggiarmi a giocare con i miei compagni dell’asilo e da quel momento è scoccata la scintilla per questo sport. Sono stata una delle prime bambine a giocare nella mia zona ad approcciare questo sport e non è stato facile farsi strada tra i maschi – confessa Elisa – ma credo che il giocare con i maschi sia stato utile per me, sia sotto l’aspetto fisico che sotto il profilo del carattere. Ancora giovane sono entrata nell’Under 14 del Trento, per poi giocare con Tione e Sudtirol. Ho avuto la fortuna di avere alle spalle una famiglia che mi ha sempre supportata, tanto è vero che mio papà mi ha sempre portata agli allenamenti e alle partite, cosa non da poco date le distanze che dovevamo affrontare. Successivamente ho giocato con Clarentia, Bassano, Unterland fino ad arrivare all’inizio di questa stagione al Venezia.”

Come ti definiresti da un punto di vista tecnico?
“Mi piace il calcio grintoso, concreto ed essenziale; ai doppi passi e alle giocate spettacolari preferisco le giocate semplici finalizzate al raggiungimento del risultato della squadra. Faccio fatica a trovare un giocatore con cui identificarmi, ma se dovessi sceglierne uno direi Chiesa, perché ha un approccio mentale alle partite come il mio. Pensando invece ai giocatori di qualche anno fa, mi piaceva molto Pavel Nedved.”

Sei al tuo primo anno al Venezia FC, come è stato l’impatto con questa nuova realtà?
“Sono arrivata in punta di piedi, ed anche se non si direbbe sono abbastanza timida. Qui però mi sono sentita subito a casa, sia per merito della società che delle compagne. Mi sono resa conto da subito di essere arrivata in un ambiente importante; rappresentiamo una delle città più importanti in Italia e nel mondo e per come sono fatta io, ho tanta voglia di portare il club il più in alto possibile.”

Sei in testa alla classifica marcatori del campionato…
“Grazie alla doppietta di domenica sono arrivata a quota 14. Non segnavo da un paio di domeniche, ma ciò che conta è in realtà il risultato della squadra e non la gloria personale. Il nostro attacco, pur tartassato da tanti infortuni, è il secondo più prolifico del campionato e questo accade grazie al contributo di tutti; siamo una squadra che segna tanto e con tanti giocatori differenti, significa che abbiamo un gioco di squadra di ottimo livello.”

Vivi in Trentino ma giochi e ti alleni a Venezia, come riesci a gestire il tuo tempo?
“Ho sempre pensato al calcio come un punto fermo della mia vita. Faccio anche la maestra di snowboard ed il mio lavoro mi piace molto, ma le emozioni che provo la domenica quando sono in campo sono indescrivibili.”

Chi è Elisa fuori dal campo?
“Potrei scrivere un libro su questo tema. Mi piace fare tante esperienze, soprattutto quelle adrenaliniche; d’inverno faccio la maestra di snowboard mentre d’estate faccio l’accompagnatore di media montagna, senza disdegnare qualche arrampicata di tanto in tanto. Amo stare in compagnia e faccio senza dubbio una vita attiva, non riesco a stare ferma.”

Dove può arrivare il Venezia FC Femminile quest’anno?
“Spero che il Venezia FC maschile e femminile possano raggiungere i loro obiettivi perché entrambe le squadre hanno le carte per arrivare in alto. Per quanto riguarda il Femminile, quest’anno non siamo state molto fortunate perché abbiamo subito diversi infortuni, però sono convinta che possiamo arrivare tra le prime tre, perché siamo una squadra forte.”

Credit Photo: Andrea Quaglio – Venezia Femminile

Andrea Scarpellini, Cortefranca: “Mi piange il cuore finire in anticipo la stagione, ma voglio cominciare l’anno prossimo ancora con loro”

Il Cortefranca ha confermato la sua leadership nel Girone B di Serie C imponendosi in casa della Spal per 1-0. La squadra purtroppo ha perso nella partita contro il Trento Andrea Scarpellini, attaccante giunta al suo secondo anno con la maglia rossoblù, ma che fuori dal campo sta dimostrando attaccamento e sostegno alle franciacortine.

Andrea prima di tutto raccontaci cosa è successo in quella maledetta partita pareggiata contro il Trento.
«Purtroppo non so perché ma in quel momento non ho pensato a quello che stavo facendo, perché la palla stavo uscendo, solo che però sono cascata male sul ginocchio, e non essendomi fatta male ho peccato di inesperienza, quindi ho deciso di rientrare, entrare in scivolata e ahimè mi sono fatta male».

Come sta procedendo il tuo recupero?
«Sto facendo esercizi muscolari, e mi sto affidando ai professionisti che mi stanno dando una mano. Ho iniziato a camminare, quindi sono tranquilla su questa cosa. Spero di operarmi a maggio».

Davvero un peccato perché quest’anno stavi segnando tanto.
«Sono sfigata (ride): basta un attimo per farti ritornare sul pianeta Terra. Non ci voleva, ma sono rischi del mestiere. Nei 26 anni che gioco calcio non mi sono mai fortunata, ma purtroppo è arrivata questa cosa e adesso ho un’altra sfida da portare a termine».

Delle quattrodici reti che hai messo a segno in questa stagione qual è quella che ti è rimasta nella memoria?
«Quello con la Triestina su punizione, perché poco prima ho sbagliato un rigore. Per me è stato un riscatto personale ma anche di squadra, dato che ci siamo trovate in inferiorità numerica, quindi il mio gol ha reso tranquilla la situazione».

Le tue compagne hanno avuto una grande reazione in merito a questa vicenda: infatti ti hanno dedicato il successo ottenuto contro l’Unterland Damen.
«Quella domenica non è stata facile per me: è stata la prima partita dove non potevo giocare, ero al campo con le stampelle ed ero contenta di vederle lottarle anche per me. Poi mi hanno fatto una sorpresa facendomi un pensiero personale, tanto che mi hanno fatto piangere».

Nell’ultimo turno il Cortefranca ha vinto contro la Spal dopo una gara difficile: come hai visto le tue compagne?
«Abbiamo affrontato una squadra chiusa e abbiamo fatto fatica, ma questa partita con ci fa cadere a terra, perché ci siamo portate a casa tre punti che sono importanti per il nostro cammino».

Domenica c’è la gara contro il Portogruaro: il Cortefranca su cosa dovrà fare attenzione?
«Il Portogruaro ha bisogno di salvarsi e cercherà punti. Dovremo essere brave ad ottenere una vittoria. Bisogna vincere e portare a termine il campionato nel migliore dei modi».

Parlando del Girone B di Serie C te lo aspettavi così equilibrato?
«Avendolo giocato l’anno scorso posso dire che abbiamo conosciuto squadre come Trento, Brixen e Venezia, ma noi siamo migliorate molto e fino ad oggi ci siamo impegnate bene contro squadre ben attrezzate».

Anche se sei fuori dal campo per infortunio ti va di lanciare un messaggio alle tue compagne?
«Io alle mie compagne ho già detto quello che pensavo, e per scaramanzia non voglio dirla. Sono sicura che loro s’impegneranno come devono e so già che stanno giocando per me. Mi conoscono, sanno quanto ci tengono, e mi piange il cuore finire in anticipo la stagione, ma voglio cominciare l’anno prossimo ancora con loro, perché c’è un gruppo e una società che mi fa star bene».

Magari col Cortefranca in Serie B?
«Mi tocco (sorride, ndr),».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ASD Cortefranca Calcio e Andrea Scarpellini per la disponibilità.

Photo Credit: ASD Cortefranca Calcio

Greis Domi, Pomigliano: “La Riozzese Como? Vogliamo vincere per riscattare le recenti sconfitte interne”

Il campionato di serie B femminile sta entrando nel rush finale dove la capolista Pomigliano femminile è sempre al comando della classifica. Dopo i successi contro Tavagnacco e Vicenza, adesso la sfida contro la Riozzese Como. Ilnapolionline.com ha intervistato la centrocampista Greis Domi dove in passato ha giocato nella Fiorentina, Torres e Vittorio Veneto.

Come nasce la tua passione per il calcio?
“La mia passione per il calcio nasce sin da piccola, il pallone per me è sempre stato un pensiero fisso. Ne ho capito l’importanza quando passavo ore e ore nel parchetto sotto casa e mia madre doveva venire a prendermi per farmi smettere di giocare”.

In Albania, paese del quale sei nata, a che punto è la situazione del movimento femminile?
“Del movimento in generale conosco poco, quando sono stata chiamata sia in nazionale under 19 che in quella maggiore, ho capito quanto l’Albania fosse indietro rispetto ad altre realtà . Ad oggi riconosco che ci sia stata una grande crescita”.

Da quest’anno sei al Pomigliano femminile, primo in classifica, cosa ti ha convinto a dire definitivamente sì?
“Del Pomigliano mi ha incuriosito il progetto e il gruppo che stavano creando
per affrontare questo percorso di Serie B. Mi hanno voluta fortemente dal primo giorno e sono molto contenta di essere qui, tutti insieme stiamo creando qualcosa di spettacolare”.

Avete vinto le ultime sfide in trasferta contro Tavagacco e Vicenza. La sfida di domenica contro le bianconrosse forse la più importante della stagione?
“Sono state entrambe due vittorie importanti e difficili, con il Tavagnacco siamo riuscite a creare di più. Con il Vicenza abbiamo un più  sofferto la pesantezza del campo. Nonostante questo, era importante portare i 6 punti a casa e lo abbiamo fatto”.

Domenica infine giocherete in casa contro la Riozzese Como, occasione per riscattare le ultime gare perse al “Gobbato”. Come vi state preparando?
“Si, domenica affronteremo un’altra partita importante e non semplice. Come hai detto tu dobbiamo riscattarci dalle sconfitte casalinghe e quindi per noi è importante vincere”.

Credit Photo: Pierangelo Gatto

Puglia, Eccellenza femminile: riparte dopo sette anni il Campionato Regionale di Calcio a 11

Il 2 maggio tonerà in campo il massimo campionato regionale dilettantistico di calcio femminile pugliese. Il torneo d’Eccellenza tornerà in campo dopo ben 7 anni di assenza con 5 squadre ai nastri di partenza. A darne l’ufficialità nelle ore scorse è stata la stessa LND Puglia che ha diffuso la seguente nota.

Eccellenza si torna in campo: la nota della LND Puglia
Sono cinque le squadre iscritte al Campionato Regionale di Eccellenza Femminile della stagione sportiva 2020/2021, ovvero il numero minimo previsto nelle Linee Guida della FIGC per la ripartenza dei campionati apicali ritenuti di “preminente interesse nazionale” da parte del CONI.  Il principale torneo di Calcio a 11 Femminile non veniva disputato in Puglia da sette anni, e torna ad essere organizzato su scala regionale a seguito dell’interesse manifestato da alcune Società affiliate a margine di una videoconferenza con il Presidente Tisci tenutasi nel mese di marzo.

Ai nastri di partenza del Campionato Regionale di Eccellenza Femminile, il cui inizio è previsto per domenica 2 maggio 2021, ci sono Apulia TraniFesca BariMolfetta CalcioNitor Brindisi e Phoenix Trani. Il campionato, che terminerà il prossimo 20 giugno, si svolgerà con gare di andata e ritorno. La squadra vincente sarà promossa al Campionato Nazionale di Serie C Femminile. Con la ripartenza del Calcio Femminile, l’intento del Comitato Regionale è quello di dare un’opportunità in più ai Presidenti delle Società dilettantistiche e giovanili pugliesi affinché questa disciplina possa finalmente affermarsi anche nel nostro territorio, creando un bacino da cui attingere per la formazione delle squadre Rappresentative che parteciperanno nei prossimi anni al Torneo delle Regioni con l’ambizione di lottare per un Titolo nazionale di assoluto prestigio.

Tutte le Società che hanno aderito all’organizzazione del Campionato Regionale di Eccellenza Femminile dovranno adottare il Protocollo Allenamenti e Gare per le Squadre partecipanti ai Campionati di Eccellenza maschile e femminile di Calcio a 11 e di Serie C/C1 maschile e femminile di Calcio a 5, pubblicato dalla FIGC lo scorso 23 marzo. Con un prossimo Comunicato Ufficiale saranno pubblicati i calendari dell’attività ufficiale relativa al Campionato Regionale di Eccellenza Femminile.

Le parole del presidente del Comitato Regione Vito Tisci
«C’è grande soddisfazione – spiega il Presidente del C.R. Puglia LND – perché riparte l’attività ufficiale di una disciplina che in Puglia era ferma da sette anni. Per noi questo è un nuovo inizio, con la possibilità concreta di riuscire a costruire qualcosa di ancora più importante. In Italia il Calcio Femminile sta crescendo, e noi dobbiamo cercare di rilanciarlo su scala regionale accrescendone il livello di competitività e di interesse. Ringrazio la Delegata regionale Roberta Miranda per l’impegno profuso finora e finalizzato al raggiungimento di questo straordinario risultato. Nonostante il periodo difficile dovuto al perdurare dell’emergenza sanitaria – conclude Vito Tisci – notizie come questa ci fanno ben sperare per il futuro del nostro amato calcio».

Eredivisie Women, quando avverrà la svolta decisiva?

Nel 2017, le Oranje Leeuwinnen sono diventate campionesse d’Europa durante il gli Europei giocati nel proprio paese, due anni dopo, la finale di Coppa del mondo, è stata persa di poco contro le giganti del calcio: le USNWT.

La squadra ha fatto enormi balzi verso il vertice mondiale negli ultimi anni, ma l’Eredivisie sembra essere ancora in ritardo. Da quando il Campionato Europeo è stato vinto, la popolarità dell’Oranje Leeuwinnen è solo aumentata. Gli stadi esauriti sono diventati la norma e ci sono regolarmente più di 20.000 spettatori. Nel duello con l’Australia allo stadio Philips (nel 2019) erano presenti più di 30.000 tifosi e la squadra è ora supportata anche da molti tifosi nelle competizioni internazionali.

Tuttavia, questa enorme popolarità non si riflette ancora nell’Eredivisie Women. In media, solo una manciata di persone assiste ancora ai giochi. E ai veri top match sono presenti poche centinaia di persone. Solo tre degli otto club giocano le partite casalinghe in stadi a tutti gli effetti, altri hanno a che fare con i campi di allenamento. Qualcosa che di certo non garantisce un’immagine più positiva della concorrenza.

Negli ultimi mesi, i passi necessari erano già stati fatti nella professionalizzazione, quando (ex) internazionali come Mandy van den Berg, Sari van Veenendaal, Stefanie van der Gragt, Kika van Es e Sherida Spitse sono tornate in Olanda. Questo significa che i grandi nomi del calcio femminile, sono felici di aiutare nella crescita del loro campionato di origine.

Anche per lo spettatore televisivo si è visto davvero “qualcosa” da questa stagione, 2020-2021. Una partita per giornata viene trasmessa in diretta TV, su ESPN. Ma per fare un confronto le partite della Kitchen Champion Division, il secondo livello per gli uomini nei Paesi Bassi, riceve in media più attenzione in TV rispetto al livello più alto per le donne avendo tutti i match (parzialmente) trasmessi in diretta.

Sebbene l’interesse per il calcio femminile sia chiaramente aumentato nei Paesi Bassi, l’attenzione dei media è ancora chiaramente in ritardo. Guardando l’Inghilterra, al momento la più grande competizione europea nel campo del calcio femminile, si vedono grandi differenze. In termini di copertura mediatica, c’è una differenza molto importante: qualsiasi tifoso di calcio interessato può seguire la FA Women’s Super League e persino il campionato femminile (secondo livello) può farlo attraverso un’app gratuita, The FA Player. Con questa introduzione, la competizione non dipende più dai media esterni, ma garantisce che i tifosi abbiano accesso alle partite. In parte a causa di ciò, la popolarità della competizione in Inghilterra è aumentata enormemente in breve tempo. Perché non dovrebbe funzionare nei Paesi Bassi?

Photo Credit: Pure Energie Eredivisie Vrouwen

Incontro Gravina-Vezzali: “Colloquio costruttivo, il calcio può essere da traino per tutto lo sport”

Si è svolto questa mattina a Roma, presso la sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri di via della Mercede, l’incontro tra la sottosegretaria con delega allo Sport Valentina Vezzali e il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Gabriele Gravina. Durante la riunione, in cui il numero uno della FIGC ha ringraziato la Vezzali per il decisivo contributo sull’impegno del Governo per la presenza del pubblico a giugno a Roma in occasione di Euro 2020, sono stati affrontati tutti i temi più importanti e le priorità del mondo del calcio durante la pandemia. Ripartenza dell’attività dei settori giovanili e dei campionati dilettantistici, aggiornamento dei protocolli, sostegni economici e apertura al pubblico degli eventi di vertice sono alcuni degli argomenti sottoposti da Gravina all’attenzione della sottosegretaria, con la quale è stato condiviso un programma comune di lavoro per dare risposte concrete ad un mondo che, solo in ambito giovanile, ha registrato una perdita di quasi 200 mila tesserati.

“È stato un colloquio costruttivo, un confronto di analisi e di prospettiva per cui ringrazio la sottosegretaria – dichiara Gravina, che durante l’incontro ha donato alla Vezzali una maglia della Nazionale con il suo nome –; l’importanza che il calcio riveste in Italia sotto il profilo economico e sociale può essere da stimolo e da traino per tutto lo sport. C’è un grande desiderio di ripresa e noi vogliamo fare la nostra parte, insieme a tutti gli altri settori sportivi e produttivi del nostro Paese”.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Claudia Coppola, Pegaso Femminile: “Buona la prima, mi è piaciuta la reazione della squadra”

Nel weekend passato è iniziato il torneo d’Eccellenza femminile. In Campania una delle realtà nuove ad essere iscritte nel massimo torneo regionale dilettantistico è la Asad Pegaso. La squadra salernitana, di Pontecagnano, era impegnata nella prima giornata contro il Sant’Anastasia. Nel 3-3 finale partono meglio le padroni di casa che si portano per due volte avanti, poi nel secondo tempo la Pegaso riprende la gara prima del nuovo vantaggio partenopeo con lampo in extremis delle giallonere che vale il pari. A segno per la formazione, cara al dirigente Teo Loi, al suo debutto ufficiale in un torneo, due volte Anna Napolitano ed una Raffaella Caputo. Abbiamo raggiunto Claudia Coppola, centrocampista trentaduenne in forza al team allenato da Michel Dorini per conoscere meglio la nuova realtà campana.

Come e quando ti sei avvicinata al mondo del calcio? Quali esperienze hai maturato prima di questa stagione?
Sono tesserata come calciatrice dal 1996, quando fui tesserata a 14 anni per la prima volta. I primi calci ad un pallone risalgono, però, ancora a prima: ho disputato infatti diversi campionati di calcio a 11 in Serie B e C indossando per 19 anni la maglia della Salernitana“.

Dalla tua esperienze anche nel futsal, ti sei trovata a tuo agio anche nel calcio a 5?
Due anni fa ho deciso di intraprendere una nuova avventura quella del futsal giocando con la Salernitana 1970, in Serie A2, una bellissima parentesi ma per caratteristiche mie calcistiche non mi sono sentita adatta a quel tipo di gioco o meglio preferisco giocare a 11. Per questo ho deciso di avventurarmi con questa nuova società L’ASAD Pegaso squadra salernitana militante in Eccellenza“.

 Ci parli della vostra realtà come è quando è nata e chi porta avanti questo progetto?
“Il progetto è nato dall’unione delle idee del mister Michel Dorini e del direttore Teodosio Lioi.  La presidente è Sonia La Cerra e Teodosio Lioi è il dirigente che ha già trascorsi con il Pontecagnano Femminile. Il nostro patron è il sig. Antonio Sguazzo che, in ambito sportivo, oltre alla squadra femminile gestisce anche una squadra maschile, attualmente però ferma come campionato. 

Come è formata la rosa? che gruppo hai visto nei primi allenamenti?
“Siamo partiti da un gruppo giovane, forse il più giovane del campionato. In questa rosa ci sono infatti ci sono tante 2005, 2006 e 2007, con un paio di ragazze più esperte al loro fianco”.

 Con quali ambizioni volete  affrontare il campionato, d’Eccellenza campano?
“E’ il nostro primo anno in un campionato, quello che ci è stato chiesto e che mi ha colpito e  la serietà e la professionalità da parte di tutto lo staff, che ci ha dato come unico obiettivo quello di divertirci e di far crescere le ragazze più giovani”.

Domenica per voi l’esordio con il 3-3 sul campo del Sant’Anastasia. Che gara è stata?
“La partita di domenica è andata bene e sono soddisfatta. Mi è piaciuta la reazione delle ragazze, che nonostante il risultato del primo tempo con doppio svantaggio, nella ripresa con grinta e caparbietà hanno saputo riscattarsi riuscendo a pareggiare. Sono contenta contando che era debutto assoluto della squadra. Le ragazze hanno mostrato carattere e non si sono mai arrese in più grossa parte del gruppo proviene dal calcio a 5. Lo considero il nostro primo mattoncino di un qualcosa di meraviglioso che stiamo costruendo”.

Sono tante le ragazze che si stanno avvicinando a questo sport anche in un momento non semplice come questo?
“Da parte mia è forte la speranza che il movimento si calcio femminile possa crescere anche lui e permettere a tante ragazze di intraprendere questo meraviglioso sport che personalmente mi ha fatto tante soddisfazioni”.

Il tuo più bel ricordo legato al mondo del calcio?
“Il momento più bello della mia carriera è stato l’esordio in Serie B con la Salernitana quando avevo 14 anni. Eravamo nel campo Donato Vestuti e il capitano di allora mi disse che ero titolare cedendomi la sua maglia numero 10. Fu un emozione unica, mi vengono i brividi ancora oggi a pensarci”.

 

Zhanna Ferrario, Como Women: “Nella trequarti do il meglio di me. Serie A? Obiettivo concreto”

Zhanna Ferrario, calciatrice del Como Women, sente la passione per il calcio scorrerle nelle vene. Classe 1993, ha sposato il progetto della squadra con la voglia di raggiungere la massima serie, mettendo in campo tutta l’esperienza accumulata in questi anni di agonismo a servizio di un gruppo solido e ambizioso. Se il futuro è ancora tutto da scrivere, la giovane biancoblu pensa intanto a dare il massimo in campo cercando di dare il suo contributo con altri goal e buone prestazioni in questo finale di stagione.

L’ultima vittoria, quella contro il Cesena, vi ha fatto raggiungere il 3° posto in classifica. A poche gare dalla fine, credete ancora alla Serie A?
Certo, ci crediamo, perlomeno io ci credo. Mancano 4 partite, è ancora fattibile, non come primo posto ma magari come seconde. Se la squadra è pronta per questo obiettivo? Pronta non lo so, ma sicuramente c’è la voglia di raggiungerlo”.

Sei contenta delle prestazioni tue e della squadra fino a qui?
Si, anche se avrei potuto fare qualcosina in più. Come gruppo potevamo fare meglio, abbiamo perso dei punti importanti, a partire dalla prima partita persa a tavolino che ci ha pesato molto. Quando poi abbiamo affrontato partite importanti eravamo molto concentrate, mentre in alcuni scontri con squadre più basse di noi in classifica non siamo state concrete, abbiamo preso le gare sottogamba andando a pareggiare o anche a perdere. I vari infortuni poi non ci sono stati d’aiuto ma le potenzialità per fare meglio c’erano”.

Quale ruolo senti più tuo?
Mi sento meglio a fare il trequartista, lì mi esprimo al massimo. Anche se alla fine per me l’importante è giocare, in qualsiasi parte del campo mi metta il mister a me va bene. La caratteristica che più mi contraddistingue è la fantasia, inventare il gioco in fase di impostazione, magari realizzando quell’ultimo passaggio che porta l’attaccante a fare goal”.

L’emozione più grande in carriera?
È una domanda difficile per me, perché tutte le esperienze sono finite a metà: a Genova, ad esempio, ero partita bene poi mi sono rotta il crociato, mentre l’anno scorso con il Como non abbiamo finito il campionato a causa covid. Potrei rispondere dicendo la promozione in Serie A con l’Inter, ma era piccolina e non giocavo mai. Personalmente non ho un momento particolarmente emozionante da ricordare, magari ci sarà entro la fine di questo campionato”.

Obiettivi futuri?
Sicuramente quello di arrivare con il Como in Serie A. Avendo iniziato questo percorso dalla nascita di questa società, sarebbe bellissimo poter arrivare in alto con loro. Al mio ritiro dal calcio giocato mi piacerebbe allenare, ho già il patentino UEFA C. Vorrei rimanere in questo ambito, poi non si può mai sapere cosa la vita abbia in serbo per me”.

Credit Photo: Emanuele Armiento

DA NON PERDERE...