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Veronique Brayda, Brescia Femminile: “Giornata molto emozionante: è un momento che immaginavo da tanto tempo”

Photo Credit: Simone Potenza - Acf Brescia Calcio Femminile

Dopo un anno di assenza, tornare in campo non è mai semplice. Emozione, attesa e un pizzico di timore accompagnano ogni atleta che rientra dopo un lungo stop. Per Veronique Brayda, però, quel momento è diventato subito indimenticabile: nel novembre 2025, al suo ritorno tra le Leonesse convocate, la centrocampista biancoblù ha trovato il modo più bello per segnare il proprio ritorno, con un gol dopo soli sei minuti di gioco.

Per me la giornata di sabato è stata una giornata molto emozionante – racconta Brayda – non mi aspettavo il gol dopo pochi minuti e questo ha fatto sì che la giornata fosse ancora più speciale. Porterò per sempre con me il ricordo di questa partita. È stato un momento che immaginavo da tanto tempo, ma l’emozione di viverlo è inspiegabilmente forte. Mi sono detta di vivermela completamente e di godermi ogni istante senza pensarci troppo“.

Durante il lungo periodo di recupero, Veronique ha imparato a dare valore anche ai gesti più semplici: “Il poter vivere la quotidianità e imparare ad apprezzare le piccole cose sul campo, oltre a giocare una partita, è stato fondamentale. In questo percorso ho imparato a mettermi dei piccoli obiettivi quotidiani: raggiungerli, passo dopo passo, mi ha dato la forza di continuare“.

Dietro il suo ritorno ci sono mesi di lavoro silenzioso, fatica e tanta forza di volontà. Un percorso condiviso, reso possibile anche grazie al sostegno costante della società, dello staff tecnico e delle compagne, che l’hanno accompagnata con fiducia e vicinanza in ogni fase del recupero.

Serie A Women: domani il primo anticipo con una sfida d’alta classifica, sabato secondo big match

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Torna in campo, nel week-end, per il suo quinto turno la Serie A Women che cambia il formato con tre gare al sabato e tre alla domenica, visto nelle ultime giornate. Le sei partite saranno trasmesse tutte in diretta su DAZN con una gara proposta in chiaro anche sulle reti RAI.

Il primo anticipo della Serie A Women va in scena al venerdì e si parte subito con il botto. Alle ore 20, infatti, al Viola Park la Fiorentina riceve la Roma, impegnata poi martedì in Champions League. Le giallorosse arrivano a questa gara da prima della classe a punteggio pieno mentre le viola da seconde, alla pari con Juve e Napoli Women, ed in serie positiva da tre gare, grazie alle due vittorie rimediate nelle ultime due gare e ad un pari.

Al sabato, poi, altri due match. All’Arena Civica di Milano l’Inter riceve il Sassuolo alle 12:30. Le nerazzurre non vincono da tre gare, due pari ed una sconfitta, mentre le emiliane hanno vinto solo una volta in quattro gare perdendone due. Alle 14:00, poi, l’intreccio tra Milan e Juve, opposte al Velodromo Attilio Pavesi di Fiorenzuola d’Arda in diretta anche su Rai Sport. Bianconere vittoriose nelle ultime due gare di campionato con le rossonere una sola lunghezza in classifica dietro alle avversarie di giornata.

Alla domenica le altre tre gare. La Ternana Women cercherà i primi storici punti in Serie A contro il Como Women. Al ‘Moreno Gubbiotti’, alle 12:30, occhio alle lariane vittoriose nell’ultima trasferta contro la Juventus. Si continua, poi, alle 15 al ‘Mirko Fersini’ con Lazio-Napoli Women, con le partenopee forti dei 7 punti conquistati sino ad ora e le biancocelesti vogliose di riscatto dopo due passi falsi di fila. A chiudere a ‘La Sciorba’ alle 20:30 Genoa-Parma. Sfida tra neopromosse che le padrone di casa penultime, a tre punti, e le ospiti in serie positiva da tre gare con un successo e due pareggi.

Mister Francesco Foglietta elogia il Frosinone: “La squadra sta crescendo sotto tutti i punti di vista”

Il Frosinone conquista altri tre punti fondamentali in trasferta contro la Res Donna Roma, una partita con tanti colpi di scena che ha visto le giallazzurre ribaltare il risultato più volte. Queste le parole di mister Foglietta nel post-gara:

“Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, su un campo complicato, ma la squadra ha lavorato bene per tutta la settimana e ha dimostrato di crederci fino in fondo. Questo risultato è frutto del lavoro incessante dello staff, che ogni giorno mette competenza e passione al servizio del gruppo, e di un gruppo pronto ad ascoltare e a crescere insieme. Forse non era scontato ottenere un risultato così, ma l’atteggiamento e la mentalità delle ragazze hanno fatto la differenza”.

“Mi è piaciuto il fatto che non abbiano mollato mai, nemmeno nei momenti di difficoltà. Hanno saputo soffrire insieme, restare unite e continuare a giocare con coraggio. È il segno di una squadra che sta crescendo, sotto tutti i punti di vista. In settimana ci siamo confrontati tanto, e spero sempre di riuscire a trasmettere alle ragazze non solo concetti tecnici, ma anche l’amore per questo territorio e per questa maglia, che per me rappresentano qualcosa di profondo”.

“Ci portiamo a casa tanta consapevolezza. Come ho ricordato anche negli spogliatoi prima della partita, questa gara doveva rappresentare un passo di crescita, un segnale di maturità. E le ragazze lo hanno dimostrato sul campo: hanno affrontato le difficoltà con carattere, hanno saputo soffrire e restare dentro la partita fino alla fine. È una vittoria che conferma il percorso che stiamo facendo come gruppo”.

Comunicato Ufficiale del Frosinone Calcio Femminile.

Bentegodi nella storia: insieme Serie A maschile e Serie B Femminile

credit photo: Stefano Petitti - photo agency calcio femminile italiano

Stipendio calciatrici: quanto si guadagna nel calcio femminile

Credit Photo: Fabrizio Brioschi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Negli ultimi anni il calcio femminile ha vissuto un’evoluzione significativa in Italia, con un’espansione costante sul piano sportivo, mediatico e contrattuale. L’introduzione del professionismo nella stagione 2022-2023 ha rappresentato un punto di svolta storico, consentendo alle atlete di ottenere tutele e riconoscimenti economici simili a quelli già previsti nel calcio maschile. Tuttavia, i compensi restano ancora molto distanti, e la forbice salariale continua a essere uno degli aspetti più discussi nel percorso di crescita del movimento. Vediamo quindi nel dettaglio quanto guadagnano oggi le calciatrici italiane, quali sono le differenze tra le varie fasce di età, chi sono le giocatrici più pagate e come si collocano i loro stipendi rispetto al panorama europeo.

Gli stipendi medi nella Serie A femminile
Con l’avvento del professionismo, la Serie A femminile ha finalmente definito un minimo salariale e un inquadramento contrattuale per tutte le tesserate. La normativa prevede un compenso minimo lordo di 26.664 euro all’anno (19.750 euro netti) che garantisce stabilità e contribuzioni previdenziali a tutte le calciatrici, indipendentemente dal ruolo o dal club di appartenenza. Il dato rappresenta un grande passo avanti, considerando che fino a due anni fa la maggior parte delle atlete si divideva tra il calcio e altri lavori, spesso part-time o stagionali, per integrare il reddito.

Oggi il quadro economico del calcio femminile italiano si può sintetizzare così:

  • Stipendio minimo garantito: circa 26.664 euro lordi annui, come previsto dal contratto collettivo.
  • Giocatrici di livello medio: tra 30.000 e 40.000 euro lordi all’anno, con variazioni legate al club e all’esperienza.
  • Giovani under 23: percepiscono stipendi che si attestano sui 20.000 euro annui (minimo retributivo dal 19° al 23° anno è di 20.263 euro lordi) spesso con bonus a rendimento.
  • Top player di Serie A: possono arrivare a 70.000-100.000 euro lordi annui, soprattutto nei club più strutturati come Roma, Juventus e Fiorentina.

A queste cifre si aggiungono bonus per risultati, premi individuali, eventuali sponsorizzazioni personali e rimborsi spese, che variano sensibilmente in base al livello di visibilità della giocatrice. Il contratto collettivo nazionale prevede inoltre fasce d’età con minimi differenziati, un meccanismo introdotto per agevolare l’inserimento delle giovani nel professionismo:

  • fino a 21 anni:  minimo ridotto del 20%;
  • tra 21 e 24 anni: minimo ridotto del 10%;
  • oltre 24 anni: applicazione integrale del minimo previsto.

Le calciatrici più pagate e il confronto con l’estero
In Italia la calciatrice più pagata percepisce un ingaggio lordo che si aggira intorno ai 100.000 euro annui, cifra che rappresenta un tetto massimo non ancora comparabile con i salari del calcio femminile estero. Le principali protagoniste della Serie A, come Cristiana Girelli (Juventus) Manuela Giugliano (Roma), Barbara Bonansea (Juventus), fanno parte della ristretta cerchia di atlete che hanno superato la soglia dei 70.000 euro. Tuttavia, il divario con le leghe più competitive rimane marcato: in Inghilterra (Women’s Super League), le stelle del Chelsea o dell’Arsenal come Sam Kerr o Beth Mead guadagnano tra 150.000 e 400.000 euro l’anno, esclusi bonus e sponsor. In Spagna, il Barcellona femminile è diventato un punto di riferimento economico e tecnico: le top player come Alexia Putellas e Aitana Bonmatí superano i 250.000 euro annui, arrivando in alcuni casi anche oltre i 350.000. Negli Stati Uniti (NWSL), il tetto salariale collettivo è più flessibile e le atlete di punta come Alex Morgan, Sophia Smith o Megan Rapinoe hanno percepito fino a 500.000 euro a stagione, cui si aggiungono ricchi contratti pubblicitari e premi FIFA. Il gap con l’Italia resta dunque notevole, ma l’interesse crescente di sponsor e broadcaster, insieme al sostegno dei club maschili che gestiscono anche il settore femminile, sta lentamente migliorando le prospettive economiche del campionato.

Calcio femminile e scommesse: un mercato in crescita
Il calcio femminile non è più un fenomeno di nicchia. Negli ultimi anni è aumentata la copertura televisiva, l’attenzione dei media e l’interesse del pubblico, soprattutto in occasione di grandi eventi come i Mondiali femminili e la Champions League. Il calcio femminile sta avendo un seguito sempre più grande e non è da sorprendersi quindi che i migliori siti di scommesse abbiano già conquistato anche questo mercato proficuo. Per tutte le partite più importanti dei principali campionati europei e delle competizioni internazionali i siti di scommesse italiani offrono infatti quote, analisi dettagliate e consigli professionali rivolti a tutti gli appassionati. Oggi, i match di Serie A e delle principali leghe estere compaiono regolarmente nei palinsesti dei bookmaker, con mercati dedicati e statistiche sempre più dettagliate, segno di un settore che sta diventando a tutti gli effetti parte integrante dell’industria sportiva globale.

Una crescita graduale che fa ben sperare
Pur restando distante dai numeri del calcio maschile, il movimento femminile italiano sta consolidando la propria struttura economica. I club più organizzati investono in centri sportivi, scouting e comunicazione, mentre le giocatrici possono finalmente contare su contratti regolari e prospettive di carriera. Gli stipendi restano modesti rispetto al contesto internazionale, ma mostrano un trend stabile di crescita. Se nei prossimi anni verranno confermati gli attuali livelli di attenzione da parte di sponsor, media e tifosi, il professionismo potrà estendersi anche alle categorie inferiori, ampliando le opportunità per un numero sempre maggiore di atlete.

Anna Danesi, pallavolo: “Essere capitano vuol dire esserci, anche in silenzio”

Anna Danesi (Brescia, 20 aprile 1996) è una delle colonne della Nazionale Italiana di Pallavolo. Centrale di talento precoce, ha iniziato a giocare a cinque anni e ha scalato rapidamente le categorie giovanili, fino all’esordio in Serie A1 con il Club Italia. Da lì, una carriera costruita con pazienza e determinazione: scudetti, Coppa Italia, Supercoppe, una Coppa CEV, una Challenge Cup.

Capitana di una squadra azzurra che sta attraversando un ciclo vincente, ha contribuito a riscrivere la storia della pallavolo femminile italiana: oro Europeo nel 2021, oro alla Volleyball Nations League nel 2022, 2024 e 2025, bronzo Mondiale nel 2022, oro Olimpico a Parigi 2024 e oro Mondiale nel 2025.

Dietro alle medaglie e ai muri alzati a rete, c’è una ragazza che ha imparato presto a scegliere, a lasciare casa, e a credere in un sogno che è poi diventato realtà. In questa intervista per Caffè da Fuoriclasse, Anna si racconta senza filtri, parlando di sacrifici, di studio, di leadership, e di quel legame profondo con la pallavolo e con lo sport.

Quando ha capito che la pallavolo sarebbe diventata il suo futuro?

L’ho capito quando sono andata via di casa a 13 anni. Ogni estate salutavo gli amici, rinunciavo alla mia compagnia. È qualcosa che mi mancherà sempre. Questo è qualcosa che la pallavolo mi ha tolto, però ho capito che dovevo tralasciare qualcosa per far sì che il sogno si trasformasse in realtà. Anche lasciare la mia famiglia, a cui sono molto legata, è stato un po’ quello che mi ha fatto capire che sarebbe diventata un lavoro.

Essere capitana comporta responsabilità visibili e invisibili. Qual è l’aspetto più inatteso che ha scoperto nel guidare la Nazionale?

Sono un capitano silenzioso, con molta pazienza. Ho scoperto che anche un carattere tranquillo può guidare una nazionale forte e avere il rispetto di compagne, allenatori e federazione. La pressione? L’ho sentita quando Velasco me l’ha proposto, ma svanisce ogni volta che entro in campo. Più che un peso, è una spinta a fare meglio, perché ovviamente sento che io sono la ragazza, la giocatrice, che rappresenta tutte le 12-13 ragazze che giocano con me, ma che rappresenta anche un movimento intero.

Con un percorso così vincente, ha vissuto con il recente successo Mondiale emozioni che non aveva mai provato prima? 

Le emozioni con la maglia della nazionale sono amplificate rispetto al club, devo ammetterlo. In questi due anni una sensazione che ho provato indubbiamente è quella di orgoglio enorme verso le mie compagne, che conosco da molti anni, alcune dal 2016. Ho visto una trasformazione mentale incredibile, soprattutto nei momenti chiave: nel tie-break della finale eravamo sotto di due punti, e anni fa quella partita l’avremmo persa. Lo stesso vale per la semifinale contro il Brasile. Oggi c’è più unità, più pazienza. Vederle crescere insieme a me, raggiungere un livello di gioco e uno stato mentale così elevato, è la sensazione più forte che mi porto dietro da questo percorso.

Il calcio femminile sta attirando sempre più seguaci, anche grazie ai grandi eventi. Ha notato un’evoluzione simile nella pallavolo? Come vive il rapporto con i tifosi?

Dopo la vittoria alle Olimpiadi dell’anno scorso i palazzetti sono pieni di tifosi. Ogni società ha il suo gruppo che ci segue anche in trasferta. Ci fa molto piacere perche è il frutto del nostro lavoro in questi anni: vincere ha portato visibilità e ha fatto crescere il movimento.

Lo studio ha influenzato il suo approccio alla competizione?

Ho studiato scienze dell’alimentazione, e questo mi ha aiutato a gestire meglio la mia quotidianità da atleta: cosa mangiare prima e dopo la partita, come recuperare al meglio. Ho anche una laurea in scienze motorie. La mia tesi era sull’immaginazione mentale, una pratica che già usavo prima delle partite: immaginarmi durante un muro, visualizzare il gesto tecnico. Lo studio mi ha dato strumenti, ma anche conferme di ciò che già vivevo in campo.

Se domani non ci fosse una partita, dove la vedremmo? In aula, in un progetto sociale, in una nuova sfida?

Probabilmente in vacanza… a parte gli scherzi, mi piacerebbe fare la maestra di educazione fisica alle elementari o alle medie. Per ora mi vedo ancora in campo, a giocare. Il sogno di diventare un’atleta di Serie A l’ho realizzato, quello di insegnare è ancora lì. E chissà, magari un giorno cambierò idea e farò qualcosa di diverso.

Non serve alzare la voce per guidare, basta esserci, quando conta. Anna Danesi lo fa con pazienza, con presenza e con la forza che si costruisce negli anni e si riconosce nei momenti decisivi. La redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Anna per la sua disponibilità e le augura un sincero in bocca al lupo per il suo cammino, dentro e fuori dal campo.

Le storie non finiscono quando si chiude un’intervista. A volte iniziano proprio lì. Se c’è un’atleta che vorreste conoscere da vicino, scrivetemi, magari sarà il prossimo Caffè da Fuoriclasse.

Paola Diletta Baccaro (Arezzo Primavera): “mai pensato ad altri sport, perché ho trovato lo sport perfetto”

“In realtà non ricordo un momento preciso in cui ho deciso di iniziare a giocare a calcio: è stato tutto molto spontaneo” Chi parla è Paola Diletta Baccaro, difensore e capitana di quell’Arezzo under 19 che, nell’avvio del campionato di categoria, sta quasi realizzando dei… miracoli, tanto da ritrovarsi nelle prime posizioni della classifica, alla pari con tutto il gotha del calcio femminile italiano. Classe 2007 (è nata il 4 agosto), Paola ha vissuto praticamente in simbiosi con il pallone, tanto che, prosegue lei stessa “A sei anni ho iniziato a praticare il karate, ma sin da subito ho capito che non era il mio ambiente, perché il pensiero era sempre alla piccola palla di spugna che ogni tanto il maestro ci faceva usare per divertirci”

L’influenza del calcio si è quindi fatta sentire molto presto, sulla nostra giovane promessa: “Le continue partitelle al parco, con mio fratello Mattia ed i suoi amici, hanno fatto si che il presidente della scuola calcio del mio paese, Grecia Calcio Cursi, mi notasse…” ricorda ancora la Baccaro “…contattasse mia madre e mio padre che, insieme, hanno deciso di portarmi a fare qualche allenamento: da lì, è stato amore infinito nei confronti della Società, dei compagni che non mi hanno sempre trattata alla pari, non facendomi mai sentire inferiore, ma soprattutto nei confronti di quella palla che rotolava nel campo roccioso e spesso fangoso, che mi faceva ritornare a casa felice nonostante i graffi ed i lividi”

La passione, si sa, va spesso a braccetto con l’impegno, e così la nostra protagonista ha proseguito la sua strada senza tentennamenti: “Mi sono sempre allenata con costanza e determinazione, sin da subito con in testa un solo obiettivo: ovvero diventare una calciatrice” “I mister hanno sempre creduto in me ed hanno fatto il massimo per far si che i miei sogni diventassero realtà, insieme alla mia famiglia ed alle persone a me vicine” prosegue il racconto “A 10 anni ho messo piede in quello che è il mondo del calcio femminile, grazie alla Nitor Brindisi che mi ha accolto a braccia aperte. Nel frattempo ho continuato ad allenarmi con la squadra del mio paese, per migliorare sempre di più, ed a 16 anni ho lasciato casa per iniziare un nuovo percorso in quella che, ora, è come la mia seconda famiglia: l’ACF Arezzo”

Probabilmente, Paola non lo dice, ma il posizionamento da difensore è arrivato più tardi, perché “sin da piccola mi hanno sempre affascinato la brillantezza dei dribbling e delle giocate di Ronaldinho, la dedizione e l’eleganza di Del Piero”. Due che, a quelli del suo ruolo, li hanno sempre fatti… impazzire!

Da capitana della primavera amaranto, Paola Baccaro ci può forse svelare quale segreto ci possa essere, dietro alla brillante partenza in campionato della formazione aretina? “Sicuramente la voglia di dimostrare quello che ognuna di noi ha: chi per un riscatto personale, chi per fame e chi per voglia di fare sempre meglio”

Di carattere sicuramente forte, Paola ha anche le idee molto chiare sui traguardi, personali e di squadra, che vorrebbe raggiungere in questa stagione: “Un traguardo personale è dimostrare a me stessa di poter abbattere i pregiudizi calcistici, che mi hanno sempre fatta sentire inferiore. Traguardo di squadra, invece, riuscire ad arrivare a fine stagione fiere di quello che abbiamo fatto e consapevoli di aver dato il massimo per raggiungere il traguardo migliore”

Ma proprio il ruolo di capitana, nell’ambito di una formazione, quale impegno comporta e può risultare troppo gravoso? “Essere il capitano non deve essere un peso, ma una delle cose più belle del mondo. Io personalmente, mi ritrovo ad essere il capitano di una squadra che mette il massimo impegno in tutto quello che fa: sono molto fortunata ed onorata di rappresentare questa città”

Per una ragazza diciottenne, il futuro è ovviamente ancora tutto da scrivere: ma come se lo immagina, Paola Baccaro? “In futuro mi vedo sicuramente all’interno del mondo del calcio: o dentro al campo o a bordo campo, in un modo o nell’altro voglio fare della mia passione il mio lavoro…” Ambizioni sicuramente chiare e precise, per una ragazza che di fatto ‘vive’ quasi solo di calcio: tanto che “non ho mai pensato di praticare altri sport, perché da subito ho capito di aver trovato lo sport perfetto…”

Carola Colucci, Falconara: “Mondiale? Auguroni alle Azzurre. Serie A? Mi aspetto tante sorprese”

“Il mondiale è un grandissimo successo per il nostro movimento, e sicuramente c’è grande attesa”. Non ha dubbi Carola Colucci, calcettista dell’Okasa Falconara che nelle ore scorse si è concessa in un’intervista sul campionato con qualche battuta anche sul primo storico Mondiale del futsal femminile, ormai alle porte con la Nazionale di Francesca Salvatore tra le protagoniste. Sulla rassegna Carola continua: “Per noi giocatrici realizzarsi nel mondo dello sport è fantastico, ma il sogno Nazionale è sempre nel cassetto. Faccio un grosso in bocca al lupo a tutte le ragazze che stanno realizzando questo sogno e rappresenteranno la nostra nazione nello sport più bello del mondo, in particolare alle nostre compagne di squadra Denise ed Erika”.

Parlando di campionato, invece, la calcettista in forza al quintetto marchigiano ci confessa: “Ho visto una Serie A che cresce sempre di più, con molte squadre nuove che sono ancora in rodaggio. Un inizio che ha stabilito delle gerarchie ma penso che ci sia tutto il tempo per delle sorprese”.
La giocatrice approdata in questa estate al Falconara sulla sua squadra, invece, ricorda: “Ci sono stati tanti cambiamenti, dalla società al gruppo, ma contando sempre sulle certezze solide stiamo lavorando per fare bene. Ad oggi pensiamo all’obbiettivo Supercoppa, ci concentriamo su quello”.

L’ex Lazio, invece, sull’inizio di stagione sottolinea: “Ogni domenica è un test per capire a che punto siamo, il nostro è un percorso di crescita. Con il CMB abbiamo fatto una grande partita, il campionato è lungo. Abbiamo vinto tanto poi è arrivata la prima sconfitta casalinga con Roma, è stata sicuramente sofferta ma siamo tornate al campo consapevoli di dover lavorare il doppio”.
Il Falconara di coach Domenichetti è attualmente al terzo posto. Ora un mese di sosta prima di tornare sul parquet. La classe ’97 a riguardo chiude evidenziando: “Sicuramente allenarci senza Carturan e Ferrara non sarà facile. Ma sarà il giusto tempo per noi nuove di curare dettagli, lavorare spensierate e farsi trovare pronte al loro ritorno”.

Karolina Vilhjalmsdottir, Inter Women: “La mia forza arriva anche dalla squadra”

credit photo: Fabrizio Brioschi - photo agency Calcio Femminile Italiano

Nata a Reykjavík, in Islanda, l’8 agosto 2001, Karólína Lea Vilhjálmsdóttir è una centrocampista tecnica, dotata di visione e fantasia in zona offensiva. Karólína ha iniziato la sua carriera nel calcio di alto livello da giovanissima: a 13 anni ha fatto i suoi primi passi nel FH Hafnarfjarðar, squadra del massimo campionato islandese con cui ha esordito nel campionato del suo Paese, scendendo in campo a 15 anni nella prima giornata della Besta deild kvenna. Nel 2018 si trasferisce al Breiðablik per tre stagioni sportive vincendo due campionati, una coppa nazionale, una supercoppa d’Islanda e una coppa di Lega. Nel 2021 lascia per la prima volta il suo Paese: arriva al Bayern Monaco, dividendosi tra prima e seconda squadra fino al 2023. Dopo due anni viene mandata in prestito al Bayer Leverkusen, dove gioca con regolarità diventando una pedina importante della formazione tedesca prima dell’arrivo all’Inter nell’estate del 2025.

CHALLENGES:
“Una delle sfide più grandi della mia carriera è stata lasciare casa, andare via dall’Islanda per trasferirmi in Germania. C’è voluto un periodo di assestamento, come quando sono arrivata in Italia. La mia fortuna è stata aver trovato subito persone che mi hanno accolta e aiutata ad ambientarmi al meglio”.

TEAM:
Qui in Italia sono cresciuta sotto vari aspetti. Mi sento molto motivata e voglio sempre essere la miglior versione di me stessa. Coach Piovani, lo staff e le mie compagne sono fondamentali: la mia forza arriva anche dalla squadra”.

PROFILE:
“Sono una calciatrice che non si tira mai indietro, nelle corse e nei duelli cerco sempre di farmi valere e credo che uno dei miei punti di forza sia proprio l’aspetto mentale. Cosa prenderei da una mia compagna? La velocità di Glionna, il suo ritmo di gioco”.

Nazionale Futsal Femm. – L’avventura Mondiale ha inizio: Azzurre in raduno a Roma. Salvatore: “Emozioni condivise”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

RADUNO E LAVORO. Quelli nella capitale saranno giorni di grande lavoro e concentrazione. “È un’emozione condivisa – racconta dal CPO la Ct Francesca Salvatore -. Da una parte abbiamo la consapevolezza di cosa siamo diventate e di cosa possiamo dire in questo Mondiale, dall’altra c’è quel pizzico di incoscienza di chi ancora non sa cosa andrà a vivere. Poter giocare la prima Coppa del Mondo della storia è un qualcosa di talmente grande che nessuno può avere idea di cosa ci aspetterà”. In questo raduno romano bisognerà fare la sintesi delle emozioni e lavorare “in sintonia e sinergia – prosegue l’allenatrice abruzzese -, concentrate sull’obiettivo sapendo di dover dare il 100% di ognuna di noi, facendolo in un clima di entusiasmo e serenità. Non dobbiamo dimenticarci che ci siamo regalate un grande privilegio”. Guai, infatti, a dare per scontata la partecipazione al Mondiale che scontata non lo è affatto. “Abbiamo prodotto un risultato che è stato creato assemblando un pezzetto di puzzle alla volta. Lo abbiamo fatto con sacrificio, quasi a fari spenti, e questo ha fatto in modo di non disperdere energie che ci permettono quest’oggi di essere pronte e determinate a vivere questo evento. Per non sbagliare dobbiamo essere belle come il sole che ci ha accolto ieri a Roma”.

SCELTE E FUTURO. Inevitabilmente, il ruolo di selezionatrice porta con sé delle scelte: entro l’11 l’Italia dovrà comunicare le 14 che partiranno per le Filippine, con quattro calciatrici che rimarranno pertanto escluse: “Fa parte del gioco purtroppo, ma questo nulla toglie al fatto che sia una ingiustizia, perché so che ognuna di loro ha lavorato e si è sacrificata per sognare il Mondiale. Cercherò di fare delle scelte coscienziose per il bene della squadra e chi resterà fuori la porteremo comunque in campo con noi. Non dobbiamo dimenticarci che la Nazionale e il futsal non finiscono a Manila: il Mondiale nelle Filippine è solo un punto di partenza. Chi ci sarà avrà la responsabilità di produrre futuro e continuità per chi nei prossimi anni indosserà questa maglia”.

LE AMICHEVOLI. Argentina prima e Giappone poi, saranno i test-match per respirare già il clima Mondiale: “Due gare agonisticamente e fisicamente molto impegnative, ma è ciò che volevamo: preparare le ragazze a ritmi diversi, che sono quelli extraeuropei. Sono sicura che l’atteggiamento non mancherà, né in partita né in allenamento: ci sarà una dedizione massima, perché siamo consapevoli di avere sulle spalle una responsabilità grande, che dovremo essere brave a non tramutare in un peso rendendola invece energia positiva e coinvolgente”.

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: Ana Carolina Sestari (Women Roma), Denise Carturan (Città di Falconara), Anthea Polloni (Soccer Altamura);

Giocatrici di movimento: Adrieli Berté (Women Roma), Gaby Vanelli (Women Roma), Rebecca De Siena (TikiTaka Francavilla), Brenda Bettioli (TikiTaka Francavilla), Sara Boutimah (TikiTaka Francavilla), Nicoletta Mansueto (TikiTaka Francavilla), Bruna Borges (Kick Off), Arianna Bovo (Kick Off), Ludovica Coppari (Kick Off), Erika Ferrara (Città di Falconara), Greta Ghilardi (Bitonto), Alessia Grieco (Bitonto), Alice Virdis (Cagliari), Rafaela Dal’Maz (Poio Pescamar), Renata Adamatti (CMB).

Staff – Commissario tecnico: Francesca Salvatore; Capo delegazione: Antonio Scocca; Segretario: Fabrizio Del Principe; Organizzazione: Adrian Lupinski (dal 17/11); Assistente allenatore: Sebastiano Giuffrida; Preparatore atletico: Gianni Colagiovanni; Preparatore dei portieri: Antonio Maggi; Match analyst: Riccardo Manno; Nutrizionista: Jacopo Tadini; Addetto stampa: Matteo Santi (dal 17/11); Medici: Andrea Gattelli (dal 3/11 al 20/11), Giuseppe Maccauro (dal 21/11) e Pierluigi Martinelli; Fisioterapisti: Daniela Grande e Alessandro Sferrella.

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