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Stephanie Ohrstrom, Fiorentina Femminile: “In Italia troppi pregiudizi, ma la situazione sta cambiando. In viola sono felice”

“A differenze dell’Italia, in Svezia nessuno si scandalizza se una bambina vuole diventare calciatrice”. Stephanie Ohrstrom, neo capitana della Fiorentina Femminile, ha parlato con il quotidiano locale La Nazione. Nel corso dell’intervista, il portiere gigliato ha affrontato diverse tematiche. “In Italia ci sono troppi pregiudizi sul calcio. Fanno troppi paragoni tra quello maschile e quelli femminile, sbagliando. Devo però ammettere che da quando sono venuta qui la situazione sta cambiando. Alcuni commenti ancora li sentiamo ma abbiamo imparato a non dar loro peso”.

Parole di una vera leader quelle della svedese. L’estremo difensore gigliato non nasconde la gratitudine nell’indossare la maglia viola. “Sono felice in viola. Lo siamo tutte quante. Siamo in una società forte, con un presidente ambizioso e dei manager che ci rispettano”. Ohrstrom non commenta la riforma sportiva approvata ieri, ma conclude con un passaggio sulle discriminazioni. “Personalmente non mi sono mai sentita più di tanto offesa, ma le ho vissute in passato. Non gli ho mai dato peso. Certo non avere le stesse tutele dei nostri colleghi maschi ci fa sentire tali” conclude la numero uno toscana.

Lorenza Scarpelli, Cittadella: “Segnare un goal è la gioia che mi appaga maggiormente”

Attaccante di razza, autentica punta centrale, prolifica in zona rete, si è distinta con la maglia della Juventus Primavera, società con la quale ha vinto due tornei Viareggio, rivestendo nell’ultimo scorcio di stagione il ruolo di capitano.

Forte e determinata caratterialmente, ha superato nel migliore dei modi un grave infortunio al crociato subito nella stagione 2018/2019 ripresentandosi sui palcoscenici con rinnovati propositi ed obiettivi.

Alla scoperta di Lorenza Scarpelli, classe 2001, nuovo colpo del reparto offensivo del Cittadella, ambiziosa squadra veneta militante nel campionato di serie B.

Ciao Lorenza, per iniziare una breve descrizione del tuo ruolo
“Penso che il ruolo dell’attaccante sia quello più “invidiato” dagli altri giocatori, proprio perchè ti rende più protagonista rispetto agli altri, detto questo, penso sia anche uno dei più difficili e affascinanti. Se non arriva il gol sei la prima persona attaccabile mentre se lo realizzi molti ti rispondono “alla fine hai fatto solo il tuo dovere”. Dopo aver provato tutte le posizioni in campo gioco come punta centrale dalle giovanili, un ruolo che mi rispecchia molto, mi piace molto attaccare la profondità e allo stesso tempo giocare come sponda per le mie compagne, anche se alla fine quello che mi appaga maggiormente è sempre segnare una rete”.

Le tue esperienze pregresse in carriera
“Ho iniziato a giocare a calcio in seconda elementare nella squadra maschile del Villanova D’Asti, poi successivamente sono stata chiamata nel Torino Calcio Femminile per tre anni, a seguire al Luserna Calcio Femminile in cui anche lì ho militato per circa tre anni, prima di ricevere la chiamata della Juventus con la quale ho vinto due tornei Viareggio e a partire da quest’ultimo anno indossavo anche la fascia da capitano”.

Le persone più importanti che hanno segnato il tuo percorso
“Considero come persone importanti che hanno caratterizzato la mia carriera, oltre alla mia famiglia, due miei ex mister ai quali devo molto. Il primo è Toni Dell’Aglio, il primo allenatore capace di trovarmi un ruolo definitivo, in grado di insegnarmi molti movimenti dell’attaccante, ha avuto molta pazienza con me ed è stato uno dei primi a credere in me come giocatrice. La seconda persona è Fabio Ulderici, secondo mister delle mie prime due stagioni alla Juventus ed ora attuale secondo allenatore nella prima squadra dell’Empoli; la sua presenza è stata fondamentale nell’apprendere preziosi insegnamenti, correggendo molti piccoli dettagli che alla lunga fanno sempre la differenza; inoltre gli sono riconoscente perché mi è stato molto vicino in un momento difficile della mia carriera come l’infortunio al ginocchio subito nell’annata 2018/2019, durante la quale sono stata assente dai  campi di gioco per circa un anno”.

I motivi che ti hanno spinto ad arrivare al Cittadella
“Preso consapevolezza della sospensione a data da destinarsi del campionato Primavera, mi sono guardata attorno per cercare un’altra destinazione, motivata dalla voglia di continuare a giocare, evitando di restare ferma per un lungo ed imprecisato tempo; la voglia di fare una nuova esperienza mi ha portata ad accettare la proposta del Cittadella, una piazza ambiziosa con alle spalle una società seria ed organizzata”.

Obiettivi stagionali
“Daremo il massimo di noi stesse per arrivare il più in alto possibile, sognando magari di poter raggiungere traguardi importanti come la serie A; dal mio canto cercherò di ripagare la fiducia che mi è stata posta, realizzando quante più reti possibili”.

Capitano della Juventus Primavera
“Dalla metà di Agosto sono stata il capitano della squadra Primavera bianconera, un ruolo importante in club prestigioso, in grado di trasmettermi tanta emozione e carica al tempo stesso, consapevole di essere la guida ed il punto di riferimento della squadra; la circostanza di essere la più grande del gruppo e di aver superato nelle annate precedenti un brutto infortunio con determinazione e carattere ha di certo pesato nella scelta fatta dalla società”.

I tuoi ricordi con la prima squadra della Juventus
“Ho disputato tre allenamenti con la prima squadra, avendo modo di ammirare calciatrici di grande valore e talento, sempre molto disponibili nei miei riguardi anche se restano Sabatino della Fiorentina e Mauro dell’Inter restano i miei punti di riferimento in attacco”.

Prospettive per il futuro
“Sarebbe fantastico poter ritornare a giocare nella Juventus, sarebbe un riavvicinamento a casa, alla mia famiglia, alla mia terra ma per il momento punto principalmente a militare quanto prima in serie A, a prescindere dalla maglia indossata, resta quest’ultimo il mio obiettivo primario, traguardo che precede il grande sogno di poter rivestire un giorno la casacca azzurra della Nazionale”.

Credit Photo: Cittadella Women

Storico all’Aic: Sara Gama sarà la prima vicepresidente donna dell’Assocalciatori

Sara Gama sarà la prima vicepresidente donna nella storia dell’Associazione italiana Calciatori. Un altro importante traguardo per il calcio femminile in Italia, che dovrebbe materializzarsi lunedì, giorno delle elezioni dell’Aic. Alle 13.30, in videoconferenza da Vicenza, si terranno le consultazioni tra i 137 delegati per il rinnovo del consiglio direttivo: grande favorito della vigilia, per la carica di presidente, è Umberto Calcagno, già vicepresidente e destinato a succedere a Damiano Tommasi. A sfidarlo Giuseppe Dossena.

I delegati voteranno i 25 consiglieri che nella stessa giornata di lunedì si riuniranno per eleggere il n.1, il quale a sua volta proporrà i due vicepresidenti e il direttore generale. Calcagno, che ha pure incassato la disponibilità di Leonardo Bonucci a entrare nel direttivo, ha già pronta la squadra: i vice saranno Sara Gama e Davide Biondini e il d.g. Gianni Grazioli. Dal 2017 Gama siede in consiglio federale: è uno dei volti più attivi del movimento femminile italiano, in grande crescita dopo il boom al Mondiale 2019 e in attesa del passaggio al professionismo previsto per il 2022. L’attuale c.t. azzurra Milena Bertolini era stata la prima donna a entrare in consiglio Figc, nel 2001, sempre in quota Aic. La vicepresidenza del sindacato sarà il prossimo passo.

Credit Photo: Giancarlo dalla Riva

Valentina Roscini, Perugia Calcio Femminile: “Questa situazione è difficile da sostenere per noi, abbiamo chiesto lo stop”

Il calcio femminile, come del resto gran parte del paese, non sta attraverso un momento positivo. Sul tema è intervenuta la presidente dell’AC Perugia Calcio Femminile, Valentina Roscini, che ribadisce la volontà di fermarsi.

La situazione è molto complicata. Abbiamo già tre gare da recuperare, a cui molto probabilmente si aggiungerà quella di domenica prossima perché per ordinanza regionale non possiamo usare gli spogliatoi. La società aveva espressamente chiesto alla Federazione lo stop, per capire come rimettersi in sesto e ripartire più forti di prima. E farlo in una serenità tale che faccia vivere lo sport come una gioia e non una preoccupazione. Stiamo anche aspettando un nuovo protocollo d’intesa per capire quali possono essere le tutele per far sì che anche questo campionato nazionale, pur essendo dilettantistico, riesca ad andare avanti ed a concludersi.”

La Presidente parla poi dell’impegno dimostrato dalle ragazze nonostante le difficoltà del momento:

Ragazze e tecnici si stanno impegnando moltissimo e non si sono mai fermate, nonostante facciano gli allenamenti singolarmente. Senza ombra di dubbio abbiamo bisogno di un qualcosa in più per la ripartenza. L’obiettivo principale del campionato resta la salvezza.

Il punto della situazione della squadra è fatto anche dal mister Luciano Mancini.

Il momento è sicuramente molto difficile e non solo per il calcio. Noi cerchiamo di allenarci anche se in condizioni non facili, spero quanto prima che si possa tornare ad un minimo di normalità fermo restando che la salvaguardia della salute è la cosa primaria in questo momento. Questa serie B si è rivelata un campionato molto difficile, si intravedevano miglioramenti nelle ultime gare ma lo stop ha interrotto tutto. La società è disposta a rinforzare la rosa per giocarci tutte le possibilità per la salvezza, a cui tutti crediamo.

Credit Photo: AC Perugia Calcio Femminile

Lazio Women-Orobica Bergamo posticipata al 10 gennaio 2021

Lazio Women-Orobica Bergamo, gara del campionato di Serie B femminile, originariamente in programma domenica 29 novembre 2020 alle ore 12:30, è stata posticipata alle 14:30 di domenica 10 gennaio 2021.

Credit Photo: Domenico Cippitelli

Manila Grace: Bragonzi, Colombo, Oliva, Papaleo e Santi modelle d’eccezione

Grazie a Manila Grace le calciatrici dell’Hellas Verona Women sono diventate modelle per un giorno. Una giornata di sole, abiti bellissimi, come da profilo di qualità del rinomato marchio di moda, tanti sorrisi e molta eleganza. Manila Grace anche in questa stagione è Fashion Partner delle nostre ragazze.

Le nuove arrivate sono state ospiti dello Store di via Corso Porta Borsari per provare le divise ufficiali. Una volta terminate le prove c’è stato spazio per una sfilata d’eccezione.

Asia BragonziSofia ColomboEleonora OlivaFrancesca Papaleo e Irene Santi sono rimaste entusiaste dei tessuti e dei colori di Manila Grace, trovandosi a proprio agio nel ruolo di modelle per un giorno.

Le calciatrici gialloblù hanno anche indossato, nel corso dello shooting, una maglia speciale dedicata a un’iniziativa di Manila Grace per GSD Foundation: un progetto per aiutare la ricerca sulle malattie cardiovascolari femminili.

Credit Photo: Hellas Verona Women

Giusy Del Grosso, Benevento: “Serie C una delusione per noi, ora ho sposato un nuovo progetto e penso al mio futuro”

In questa stagione Le Streghe di Benevento erano ai nastri di partenza del gruppo D di Serie C, fino al ritiro della squadra giunto pochi giorni prima dell’avvio della Coppa Italia. Nella squadra sannita, per quattro anni ha giocato Giusy Del Grosso, originaria di Circello, diciottenne esterno destro. L’estrosa calciatrice, dopo lo scioglimento della squadra sannita, ha sposato il progetto del Benevento 5, squadra di futsal che milita nella Serie C regionale. Abbiamo raggiunto la calciatrice in forza al quintetto presieduto da Antonio Collarile e guidato da Gerardo Zollo e Franco Mervoglino.

Giusy come ti sei avvicinata al mondo del calcio?
Mi sono avvicinata al mondo del calcio all’età di quattro anni. Guardavo sempre in tv le partite di calcio dei ragazzi e un giorno, con mia madre, andammo a parlare con il presidente della squadra di Circello, per provare l’esperienza in prima persona su un campo. Dopo qualche titubanza cominciai la mia trafila partendo dalla categoria piccoli amici. Da quel giorno, da quando ho messo piede su quel campo, non sono più riuscita a starne fuori, nonostante i miei genitori, soprattutto mio padre, non volevano una figlia calciatrice”.

Nelle ultime stagioni il Benevento ha disputato spesso tornei di alto profilo nell’Eccellenza campana, che gruppo si era formato?
“Eravamo un bellissimo gruppo, molto compatto e molto vero. Penso che per ognuna di noi era una seconda famiglia, ci confrontavamo anche sulla vita di tutti i giorni e non solo calcisticamente. La cosa che mi ha fatto più male, oltre che lasciare il calcio a 11 per quest’anno, è stato proprio vedere le nostre strade dividersi”.

Nella scorsa stagione avevate raggiunto il salto in C, come è andato il campionato per te e per la squadra?
“Devo dire che l’anno scorso stava andando tutto benissimo per me. Ho chiuso la stagione, nonostante lo stop anticipato, con 14 goal nelle 12 partite che abbiamo affrontato, quindi ero molto felice di come stava andando e dei risultati che avevo ottenuto. Anche per quanto riguarda la squadra stavamo sostenendo un ottimo campionato. Eravamo prime in classifica con tre punti in più dell’Independent che era ed è tutt’ora un’ottima squadra che farà sicuramente grandi cose”.

In estate dopo essere state inserite nel girone D di Serie C è arrivato il ritiro della squadra sannita. Come avete digerito l’addio alla terza serie?
“Credo che questo sia stato un colpo troppo duro da affrontare per me, le mie compagne, i mister e per tutte quelle persone che ci seguivano. Purtroppo all’inizio del ritiro eravamo troppo annebbiate dalla felicità per capire che doveva durare per poco tempo. In parte eravamo stupite di come la nostra società era riuscita a far salire l’asticella, finalmente; ma in cuor nostro ci sono stati sempre dubbi sul proseguire e purtroppo, quando quel maledetto giorno è arrivato nessuno riusciva a crederci. Non riuscivamo a credere come quattro giorni prima di una partita ufficiale avevano potuto dirci ciò. Per noi è stato sicuramente tragico, ma sarà solo un punto di partenza per tutte noi che vogliamo fare realmente questo nella nostra vita”.

Che obiettivi avevate e come stavate preparando la nuova stagione?
“Diciamo che il nostro unico obiettivo era quello di rientrare almeno a metà classifica, quindi non abbandonare la terza serie. Ci eravamo prefissati un traguardo raggiungibile, con tanta voglia di ripartire a lavorare. Tutte eravamo molto entusiaste, compatte e cariche per questo nuovo percorso, quindi la vivevamo nel migliore dei modi affrontando giorno per giorno gli allenamenti. La società aveva acquistato inoltre altre ragazze maggiormente esperte per aiutarci in quest’avventura e portare a casa qualche vittoria”.

Poi il tuo approdo al calcio a 5 sempre a Benevento. Come è stato il passaggio sul parquet?
“Si, dopo lo svincolo dalla società ho dovuto prendere una decisione soprattutto in base allo studio. Sto affrontando il quinto superiore che mi porterà via tanto tempo e non avevo la possibilità di spostarmi 3-4 volte a settimana per allenarmi altrove. Sicuramente per le tante vicissitudini extra sportive che stanno attanagliando le nostre vite questo è un poco un anno sabatico in tanti campionati. Ho sempre fatto calcetto in estate con i miei amici, facendo tornei o partite tra noi, ma non credevo che un giorno potessi fare un campionato futsal. Le differenze con il calcio ad 11 sono tante,spero di abituarmi presto a giocare negli spazi stretti e con porte ridimensionate”.

Il tempo dei primi allenamenti con le nuove compagne ed è giunto lo stop delle attività come lo state vivendo?
“Abbiamo giocato solo due partite di coppa e purtroppo hanno fermato tutto. La notizia ovviamente non l’abbiamo persa molto bene perché tutte volevamo continuare ad allenarci, anche se la paura era sempre più frequente. Devo dire che i mister non ci hanno lasciate sole, anzi ci hanno stilato una scheda di allenamenti da fare a casa in base alle nostre possibilità e quasi ogni giorno ci chiedono se abbiamo difficoltà o riscontriamo qualche problema facendole”.

Il tuo più bel ricordo legato al mondo del calcio?
“In questo momento mi frullano nella testa tanti bei ricordi, dall’inizio di questo mio percorso con i ragazzi all’arrivo a Benevento; dalle vittorie dei campionati alla terza serie. Ho due ricordi più belli della mia permanenza nel Benevento Sicuramente la vittoria dei play-off il 24/03/2019, che purtroppo non ho potuto giocare per un infortunio che avevo subito al bicipite femorale sinistro. Ricordo l’emozione e la tensione che circolava nell’aria, ricordo i pianti per la gioia di quel momento che dopo tanti sacrifici era arrivata. L’altro ricordo è legato alla scorsa stagione dove posso dire che mi ha vista protagonista. Non ero mai stata nella classifica dei marcatori e vedendomi lì mi ha fatto riflettere su tutti questi anni che ho passato facendo grandi sacrifici per seguire il mio sogno e che in parte sto realizzando”.

Dove speri di arrivare in un tuo futuro da calciatrice?
“Mi auguro di continuare a sognare in grande, mi auguro di raggiungere tutti gli obiettivi che mi sono prefissata con il calcio a 11 e mi auguro di arrivarci con il mio sudore sulla mia pelle. Oggi a 18 anni credo che per me questo non è più un hobby, ma una passione che aumenta giorno dopo giorno. Sembrerà una frase fatta ma io senza il calcio non riuscirei a vivere e spero di fare della mia passione il mio futuro lavoro, ma posso dirti che con la determinazione, l’impegno, la costanza e l’umiltà ce la farò. Colgo l’occasione per ringraziare tutte quelle persone che credono in me, ma soprattutto chi non lo fa perché mi sprona a dare sempre il meglio di me”.

 

Rubrica: “Le granatine si raccontano” – Intervista a Francesca Sacchi

Quando ti sei avvicinata al calcio, hai capito subito di voler diventare portiere?
“Il calcio è una mia passione da sempre. Fin da quando ero piccola, alle prime partitelle ai giardini contro altri bambini, sceglievo di fare il portiere. Questo ruolo l’ho sempre sentito mio, e a 7 anni, quando ho iniziato a giocare, ho cominciato con questo e non l’ho più lasciato.”

Quale è stato il momento piè emozionante della tua carriera calcistica?
“La vittoria del Torneo delle Regioni è stata una grande soddisfazione, essendo stata la prima conquista dopo l’infortunio al crociato che ho subito. Tutto il percorso con il Pontedera è molto importante, dal passaggio dalla C Interregionale alla C, fino all’esordio in Serie B di quest’anno. Ancora i risultati devono arrivare, ma l’esperienza in questa nuova categoria è molto stimolante.”

La passione per il calcio è di famiglia. Come è condividere il terreno di gioco con tua sorella Alice?
“La presenza di Alice è da sempre molto significativa per me. Sono stati pochi gli anni in cui siamo state divise: siamo in grado di dare molto anche da sole, ma è insieme che riusciamo a dare il massimo. Ci sproniamo a vicenda a migliorare, rivolgendosi l’un l’altra in modo molto onesto e obbiettivo. Il forte rapporto che ci lega, ci permette di capirci con un solo sguardo, fuori  e dentro il campo. È bello avere un volto familiare così a stretto contatto, sia nelle giornate più buie, che nelle vittorie, come quella di domenica 8 contro l’Orobica. Il nostro abbraccio, dopo la prima vittoria in serie B, ha reso questo momento ancora più speciale.”

A proposito di primi punti conquistati in Serie B, che futuro ti aspetti per la squadra?
“Siamo ancora inesperte nella categoria, con i mezzi che abbiamo stiamo facendo abbastanza bene. La vittoria contro l’Orobica è stata fondamentale, anche per l’umore del gruppo. Nonostante riusciamo a rimanere positive anche quando i risultati desiderati non arrivano, questi tre punti ci hanno dato la spinta a crederci fino in fondo. L’obbiettivo è la salvezza.”

-A quale grande campione/campionessa vorresti parare un rigore?
“Nel panorama maschile sicuramente a Ibrahimovic, nel femminile mi piacerebbe fermare il pallone d’oro Megan Rapinoe.”

Intervista realizzata da Valentina Ulivieri

Credit Photo: 

Sam Kerr è stata nominata per i Best FIFA Football Award 2020

Sam Kerr, il capitano delle Westfield Matildas, è tra alcuni dei più grandi nomi del calcio mondiale ad essere nominata per la migliore calciatrice FIFA 2020.

La star dell’Australia e del Chelsea è stata nominata insieme a compagne di squadra del calibro di Pernille Harder, calciatrice danese attaccante del Chelsea, e Ji So-yun calciatrice sudcoreana, centrocampista sempre del Chelsea, tra le altre nominate ci sono poi l’attaccante dell’Olanda e del Manchester City Vivianne Miedema, e l’inglese del Manchester City Lucy Bronze.

È il quarto anno consecutivo che l’australiana è stata nominata per questo premio, dopo aver giocato stagioni da record nella W-League e in NWSL, e una serie di apparizioni internazionali da vera protagonista.

VOTA PER SAM KERR QUI

La votazione per decidere il vincitore sarà equamente ponderata tra tifosi, giornalisti, allenatori della nazionale e capitani. I tre finalisti di ciascun premio saranno rivelati in un secondo momento, con tutti i vincitori rivelati alla cerimonia dei Best FIFA Football Awards a Zurigo il 17 dicembre.

Ecco le nominate:
– Lucy Bronze (Inghilterra / Olympique Lyonnais / Manchester City WFC)
– Delphine Cascarino (Francia / Olympique Lyonnais)
– Caroline Graham Hansen (Norvegia / FC Barcelona)
– Pernille Harder (Danimarca / VfL Wolfsburg / Chelsea FC femminile)
– Jennifer Hermoso (Spagna / FC Barcelona)
– Ji So-yun (Corea del Sud / Chelsea FC femminile)
– Sam Kerr (Australia / Chelsea FC femminile)
– Saki Kumagai (Giappone / Olympique Lyonnais)
– Dzsenifer Marozsán (Germania / Olympique Lyonnais)
– Vivianne Miedema (Paesi Bassi / Arsenal WFC)
– Wendie Renard (Francia / Olympique Lyonnais)

Photo Credit: Wide World of Sport

Simona Cimatti, attaccante Ravenna Women: “Orgogliosa di questa squadra e del primo posto. Le giovani non devono montarsi la testa e lavorare bene”

Il Ravenna Women, dalla scorsa settimana, è fermo a causa del Covid-19 entrato nella compagine giallorossa, con la speranza di poterle nuovamente rivederle in campo. Le ravennati, tuttavia, occupano la prima posizione della Serie B con 13 punti, e con una gara ancora da recuperare, questo perché c’è un gruppo molto giovane ed esperto: per questo ci siamo rivolti a Simona Cimatti, attaccante classe ’90 e leader del gruppo romagnolo.

Simona perché hai scelto di giocare a calcio?
«Ho scelto di giocare a calcio perché mio papà giocava a calcio, questa passione è partita da lì».

Cos’è per te essere attaccante?
«Ho sempre scelto questo ruolo sin da piccolina. Per me essere attaccante vuol dire dare il massimo per aiutare la squadra a vincere e segnando gol».

Perché nel 2013 hai deciso di andare al San Zaccaria?
«Inizialmente vedevo il San Zaccaria come un’avversaria e avevo detto che non sarei mai andata a giocarci, visto che ho avuto parecchi scontri con loro. Poi Rinaldo Macori e Fausto Lorenzini mi hanno presentato un progetto importante, e il fatto di trovare Jacopo Leandri come allenatore mi hanno spinto ad accettare la loro proposta».

Qual è stata l’emozione più bella che hai avuto con quella divisa?
«La promozione in Serie A ottenuta contro il Mestre: è un sogno che volevo realizzare da bambina».

Nel mezzo hai fatto mezza stagione con il San Marino Academy.
«Per me è stata un’esperienza molto positiva. Avevo bisogno di cercare di nuovo motivazioni e stimoli e la fiducia in me come giocatrice, e a San Marino mi è servito a ritrovare queste cose».

Nel 2018 ritorni “a casa” ma stavolta San Zaccaria diventa Ravenna: cosa ha significato per te quel momento?
«Da una parte è stato positivo, perché era importante appoggiarci ad una società maschile e questo significava un momento di crescita, dall’altra ci sono stati cambiamenti: è stato un dispiacere positivo lasciare un casa per andare in un’altra».

Sei contenta del piazzamento che sta ottenendo attualmente il Ravenna?
«Sono contentissima di come abbiamo iniziato la stagione, perché abbiamo cambiato lo staff tecnico e buona parte della rosa. Noi ci siamo, cercheremo di allungare la striscia positiva. Mi fa piacere del piazzamento e di quello che stiamo facendo finora».

Quando stava andando tutto bene ci si è messo di mezzo il Covid-19…
«L’argomento Covid era già nell’aria, perché essendoci ragazze che lavorano, me compresa, c’era la paura che potesse arrivare da un momento all’altro, poi quando il virus è giunto da noi non è stata una bella notizia. Fortunatamente stiamo bene, vogliamo tornare il prima possibile in campo, purché si possano trovare quegli accorgimenti necessari per mettere in sicurezza noi e le squadre. Proteggere la salute viene prima di tutto».

Come stai affrontando la quarantena?
«Tutto sommato bene, perché mi accontento di poco: mi manca il lavoro e il pallone. Non sono da sola, giochiamo a carte, shanghai, ho colto l’occasione per leggere, studiare e continuare a trovare cose per il mio lavoro. Ho cercato di sfruttare questa cosa nella maniera più positiva possibile».

Ti va di dire qualcosa a chi pensa che il Covid-19 non esiste?
«Esiste purtroppo, perché non è vero che colpiscono solo gli anziani, prendono anche quelli giovani e in forma. Bisogna rispettare tutte le precauzioni, limitare gli incontri e gli spostamenti».

Torniamo al calcio: com’è secondo te questa Serie B?
«Quest’anno il livello è ancora più alto, perché ci sono squadre preparate con alcune che sono organizzate per salire, ma non è facile nemmeno affrontare le altre formazioni. Credo sia un campionato tosto».

Che opinione hai sul calcio femminile emiliano-romagnolo?
«In Emilia-Romagna il calcio femminile ha una grande importanza, con squadre che hanno un settore giovanile come possiede il Ravenna, Cesena e Bologna. Stiamo lavorando molto bene».

Ce la farà il calcio femminile italiano a diventare professionistico?
«Di passi avanti sono stati fatti, però la strada è lunga e sicuramente ci potremo arrivare».

Che persona è Simona Cimatti fuori dal campo?
«Fuori dal campo è una persona diversa da quella che si vede sul rettangolo di gioco: dentro è aggressiva, “cattiva” e che lotta, ma fuori è tranquilla, che non litiga mai con nessuno, passa molto tempo con la famiglia, con gli amici, lavora e gioca a calcio. Una vita molto semplice ma felice».

Come sarà il tuo futuro?
«Il mio futuro è continuare a fare il mio lavoro, visto che sono un’insegnante all’asilo e istruttrice all’acquafitness. Con il calcio non lo so. Spero di fare una famiglia e viaggiare».

In quanto capitana del Ravenna vuoi lanciare un messaggio alle tue compagne?
«Alle mie compagne voglio fare un in bocca al lupo: sono orgogliosa di avere una bella squadra. Alle giovani dico a loro di non montarsi la testa e di lavorare molto, nonostante siamo al primo posto della Serie B: se vanno avanti così potranno togliersi delle grandi soddisfazioni».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Ravenna Women FC e Simona Cimatti per la disponibilità.

Photo Credit: Ravenna Women FC

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