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Premi IFFHS 2020: Sarah Bouhaddi, Olympique Lyon è il miglior portiere

Sarah Bouhaddi dell’Olympique Lyonnaise vince il titolo di miglior portiere del 2020 assegnato dall’IFFHS, la Federazione Internazionale di storia e statistica del calcio. Si tratta del quarto premio per lei: 2016, 2017, 2018 ed ora 2020. Lei e Hope Solo, vincitrice dal 2012 al 2015, sono le uniche a poter contare 4 riconoscimenti a testa.

Bouhaddi nel ranking stilato dall’IFFHS supera con ampio distacco la rivale di D1, Christiane Endler, del PSG. In classifica troviamo anche una rappresentante italiana: Laura Giuliani, portiere della Juventus Women e della nazionale italiana.

Per Bouhaddi si tratta del riconoscimento di una stagione eccezionale, vincente sia in Francia che in Europa. L’OL ha aggiunto alla sua bacheca di trofei la D1 e la Coppa di Francia del 2020 e la UEFA Champion’s League.

Sarah Bouhaddi è al Lione dal 2009, partecipando fin dall’inizio all’incredibile ciclo di vittorie in campionato della squadra. Ha difeso i pali dell’OL anche in Europa: titolare in tutte e sette le Champion’s League conquistate, di cui 5 consecutive.

Manar Hassanaine in Nazionale Under 20 col Marocco

Prima giocatrice della storia del Bologna Femminile ad essere convocata dalla propria Nazionale, Manar Hassanaine ha ricevuto la chiamata dal coach Lamiae Boumehdi per l’Under 20.

La giovane attaccante del 2002 fa parte della lista delle 24 giocatrici scelte in vista delle due amichevoli contro la Liberia.

Sulla convocazione, Manar Hassanaine dice:
“Lo staff tecnico del Bologna e le mie compagne sono felicissimi per me, mi hanno fatto tutti i complimenti, dicendomi di dare il massimo, di vivere a pieno quest’esperienza e mi hanno fatto un grande in bocca al lupo. Sono la prima ragazza a essere convocata da quando siamo passate sotto il nome della società, sicuramente è una bellissima soddisfazione, spero sia la prima di tante e sono onorata di poter far conoscere anche all’estero il Bologna.

Credit Photo: https://www.bolognafc.it/

Giampaolo Bonacchi, Pistoiese Femminile: “Vista la situazione attuale, mi parrebbe assurdo riprendere l’attività ora…”

Il presidente del CF Pistoiese 2016, Giampaolo Bonacchi, esprime la sua posizione sull’imminente ripresa dei campionati. “Ho chiesto alla Lega Nazionale Dilettanti, dipartimento femminile, di posticipare la nostra trasferta a Sassari contro la Torres, programmata domenica 17 gennaio. Spero che la richiesta sia accolta“.

Presa di posizione che si pone anche in chiara opposizione alla data fissata per il rientro in campo della Serie C femminile: domenica 24 gennaio (la partita contro la Torres era un recupero).

Il presidente prosegue motivando la richiesta fatta alla LND: “Vista la situazione attuale, di piena emergenza sanitaria, mi parrebbe assurdo riprendere gli allenamenti dopo le festività e il torneo a gennaio, pur inoltrato. Ho avanzato, quindi, una proposta che mi auguro sia accolta: inizio degli allenamenti i primi giorni di febbraio, ripartenza del campionato a fine febbraio con la seguente nuova formula: disputa del girone d’andata e poi playoff tra le prime per decretare la promozione in categoria superiore. Questo è quello che desidereremmo noi: non so se i grandi capi del pallone accetteranno il suggerimento. Certo è che riprendere l’attività nell’ipotesi sempre più probabile di una terza ondata della pandemia sarebbe delittuoso“.

Credit Photo: CF Pistoiese 2016

Sky Blue rinnova con l’attaccante Ifeoma Onumonu per il 2021

Lo Sky Blue FC ha firmato con l’attaccante Ifeoma Onumonu un contratto di un anno per la stagione 2021 della National Women’s Soccer League.

“Sono molto entusiasta di firmare un nuovo contratto per restare con Sky Blue”, ha detto Onumonu. “Anche se non abbiamo ottenuto una vera stagione NWSL nel 2020, ho sentito che la Challenge Cup e le Fall Series hanno mostrato quanto è capace questa squadra. Mi piace la direzione in cui si sta dirigendo questa squadra e sapevo di voler far parte del processo. Sento un enorme sostegno dalle mie compagne di squadra e dallo staff tecnico, quindi sono pronta ed entusiasta di far parte delle sfide e del successo che avremo in futuro!

Onumonu si è unita a Sky Blue a gennaio 2020 ed ha giocato e iniziato in tutte e dieci le partite della stagione. Inoltre, ha segnato tre gol e un assist mentre ha completato oltre il 76% dei suoi passaggi di cui 11 di come passaggi chiave. In passato ha giocato per Reign FC, Portland Thorns FC e Boston Breakers (conosciuto anche come Cal Golden Bears).

“Ify ha avuto un inizio fantastico nella sua carriera con Sky Blue, con solide prestazioni nella Challenge Cup e obiettivi chiave nella Fall Series”, ha detto coach Freya Coombe. “Lavora diligentemente per sviluppare il suo gioco ed è molto ponderata nel suo approccio all’allenamento. Sono entusiasta di vederla raggiungere nuovi traguardi nella sua carriera con Sky Blue“.

Credit Photo: https://www.nwslsoccer.com/

Un sueño Real – la serie sulla nascita del Real Madrid Femminile

Un sueño Real - la serie sul Real Madrid
Un sueño Real - la serie sul Real Madrid

Il Real Madrid femminile continua ad attrarre consensi e a crescere di interesse. HBO España ha mostrato come una squadra di quartiere come il Club Deportivo Tacón diventi il Real Madrid femminile. La produzione di UN SUEÑO REAL” è dello studio Exile Content e dell’impresa spagnola Newtral. I sentimenti sono parte fondamentale di questo sogno fatto di sacrificio, speranza, sconfitte, vittorie di un gruppo di donne che entrano a far parte del club più importante nella storia del calcio.

Ana Rosell, ex calciatrice, da piccola sognava diventare una giocatrice del Real Madrid e nel 2014 ha creato un progetto per le bambine e le donne nello sport. Solo cinque anni dopo il Real Madrid compra il club e realizza il sogno. Dai campi di terra battuta di Cárcavas, un quartiere di lavoratori nei dintorni di Madrid, le giocatrici vanno ad allenarsi negli impianti di ultima generazione della Ciudad Deportiva del Real Madrid.
Nella serie trovano spazio i temi fondamentali nel dibattito mondiale sul lavoro femminile: l’uguaglianza, la discriminazione, la maternità, la diversità sessuale e il machismo tra gli altri, tutti più che presenti nel dibattito del calcio femminile. Tra spogliatoio, allenamenti, spostamenti, le protagoniste cercano di adattarsi alla realtà in cui arrivano anche grandi acquisti internazionali. Ma con il Covid-19 il campionato si ferma e nelle loro case non ci sono gli spazi e le risorse per allenarsi come dovrebbe una professionista d’elite. Proprio oggi va in onda su HBO Spagna la prima delle quattro puntate della serie.

La puntata di oggi si intitola “De donde venimos” “Da dove veniamo”. Racconta la storia di Esther, Lorena, Sara, Samara e Malena Ortiz sono delle ragazze che sognano di giocare nella Serie A spagnola e diventare calciatrici professioniste. Fanno parte del C.D Tacón, club umile di un quartiere di Madrid. I loro obiettivi sono gli stessi della Presidentessa e fondatrice Ana Rosell, che vorrebbe attirare l’attenzione del miglior club del mondo, il Real Madrid. Sara racconta la propria storia personale quando a 17 anni diventò virale la sua foto con la maglietta di Iker Casillas, mentre lei era tifosa dell’Atlético Madrid. Dopo avere ricevuto minacce, capì che il suo sogno era vestire proprio la maglia del suo idolo.

La storia del C.D Tacón che in 3 campionati è arrivato alla Primera Iberdrola, attira finalmente l’attenzione del club blanco che acquista il titolo della squadra di quartiere e inizia il cammino nel calcio femminile. Nella stagione 2019-20 il C.D Tacón rimarrà C.D Tacón usando le risorse e gli impianti del Real Madrid ma solo le ragazze che saranno all’altezza saranno rinnovate nel club blanco per la stagione che attualmente si sta giocando…

Credit Photo: HBO España

 

 

Alex Morgan: il Tottenham di Josè Mourinho mi ha insegnato molto

Il periodo di Alex Morgan al Tottenham Hotspur è giunto al termine. La calciatrice americana ha sicuramente portando tanto al club inglese, soprattutto tanta visibilità. Ma sicuramente Morgan, torna all’Orlando Pride con una differente esperienza alle spalle, ma come ha detto lei stessa con nuovi insegnamenti appresi anche dal coach Josè Mourinho.

In esclusiva al The Women’s Football Show, la calciatrice ha ammesso che porterà una o due cose negli Stati Uniti guardando alla squadra di Mourinho salire in classifica in Premier League.

“Sono partiti abbastanza bene e Jose ha fatto un ottimo lavoro per portare questa squadra al top, ha detto Morgan. “È stata una bella cosa da guardare quando sono entrata nella mia fase con le Spurs Women, dato che chi è al top del gioco cerca sempre di rubare agli altri al top del gioco. Cerchi sempre di imparare, migliorare ed essere il migliore”.

Credit Photo: Pagina Facebook di Alex Morgan

Milan, “La segna semper lée”: la storia di Valentina Giacinti

Valentina Giacinti è stata la vera rivelazione del Milan femminile di quest’anno. Parlare di sorpresa forse non è esatto, visto che in passato già aveva dato dimostrazione delle sue grandi doti. Ma negli ultimi mesi, “El segna semper lée” (come l’abbiamo soprannominata, in onore del suo allenatore) non ha quasi mai sbagliato un colpo. Valentina, in tutta la sua carriera, ha sempre dovuto mantenere livelli altissimi, sin da piccola. Si è guadagnata la posizione con il lavoro costante, partendo dalle serie minori fino a raggiungere il Milan e la Nazionale Italiana. Quella che si dice “gavetta”.

GLI ESORDI CON L’ATALANTA
Quasi 27 anni fa nasceva a Borgo di Terzo, un piccolo comune in provincia di Bergamo, una nuova componente della famiglia Giacinti. Si chiamava Valentina, ancora non si sapeva che avrebbe fatto la storia del calcio. Coltiva la passione per il pallone fin da piccola, guardando giocare papà Massimo, calciatore anche lui. Valentina non è una bambina qualsiasi, usa le bambole che riceve in dono per palleggiare e calciare nella porticina della sua cameretta. Probabilmente anche allora segnava sempre. In città la squadra femminile non esiste, è costretta a giocare con i maschi. A 9 anni entra nelle giovanili dell’Atalanta, la sua squadra del cuore, e ad appena 16 anni esordisce in Serie A con la Dea. La sua avventura in nerazzurro è fatta di prime volte: oltre all’esordio, trova anche i primi gol da professionista e riceve la chiamata dalla Nazionale under20. Nel 2012 lascia Bergamo, con 56 presenze e 34 reti alle spalle. Destinazione Napoli: si apre una nuova pagina della vita di Giacinti.

LA SVOLTA PARTENOPEA
In terra campana Valentina deve affrontare numerose sfide. La lontananza da casa influisce e non è facile lasciare un club dopo 7 anni di convivenza. In questo periodo sviluppa quel carattere forte che oggi la contraddistingue, superando le avversità, grazie anche all’arrivo di un angelo custode. Stiamo parlando di Michele Zonca, allora allenatore azzurro, che ha il merito di aver creduto in quella ragazzina bergamasca, che gli resterà sempre grata. Valentina rimane al Napoli per una sola stagione, ma la capitale campana resterà sempre nel suo cuore.

L’ESPERIENZA AMERICANA E IL RITORNO ALLA BASE
“Grazie Napoli, ma ora proseguo per la mia strada”. Giacinti mette da parte la nostalgia e le emozioni, diventando donna di mondo. Nel 2013 lascia la Campania e l’Italia, volando al Seattle in America. Negli USA si adatta ad un mondo diverso, dove anche il calcio femminile è visto con altri occhi, senza pregiudizi. “In America sono rimasta sorpresa dalle ragazzine che vanno ad allenarsi con le scarpette in spalla, in Italia non funziona così”. Ma anche nel Bel Paese ultimamente il calcio femminile sta facendo progressi, e dopo un solo anno la nativa di Borgo di Terzo sente il richiamo di casa e torna in patria. In Italia raggiunge un livello di forma incredibile, segnando quasi 100 gol in 5 anni tra Mozzanica e Brescia. E nel 2015 corona il sogno di vestire l’azzurro della Nazionale maggiore, convocata da Cabrini nelle qualificazioni all’Europeo. Una maglia gloriosa, che da allora non ha più lasciato.

L’ARRIVO AL MILAN
Nell’estate del 2018 Valentina Giacinti diventa ufficialmente una calciatrice rossonera, a proposito di maglie gloriose. Al Milan vince subito il titolo di capocannoniere alla sua prima stagione e un anno dopo il suo arrivo eredita da Sabatino la fascia di capitano. Con il Diavolo si toglie molte soddisfazioni, una su tutte il primo derby vinto. “Se vinciamo torno a casa a piedi” annuncia prima della partita. Detto… fatto: al Brianteo di Monza il cielo diventa rossonero, e Giacinti prende in spalla il borsone e si incammina verso casa. Donna di parola.

PRESENTE E FUTURO
Come detto in apertura, Giacinti in questa stagione sta davvero facendo faville: 8 reti nelle prime 10 giornate, oltre ai 3 gol segnati in Coppa Italia. E poi ci sono fattori non rappresentabili con freddi numeri, come il lavoro per la squadra e l’importanza nello spogliatoio. L’obiettivo per la stagione resta sicuramente la qualificazione alla prossima Champions League, ma Giacinti sicuramente terrà d’occhio anche la classifica marcatori. Mentre esalta i tifosi in mezzo al campo, il capitano rossonero pensa anche al suo futuro. Ha dichiarato in varie occasioni che non le dispiacerebbe intraprendere dopo il ritiro la carriera di allenatore, ma il vero sogno nel cassetto di Valentina è un altro: trovare la persona giusta ed aprire un bar. Se gestisce un locale come gioca, siamo certi che il Bar Giacinti sarà sempre pieno di clienti.

Credit Photo: Arnaldo Cavallotti

Sassuolo Femminile, 2020 terminato: i pensieri delle neroverdi

Il 2020 del Sassuolo Femminile è terminato con il ko con il Milan ma alle ragazze di mister Piovani va solo fatto un applauso per quanto fatto sin qui. Le ragazze hanno espresso il loro pensiero sui social. Ecco Cambiaghi su Instagram: “Si conclude un 2020 che ci ha viste, a detta di molti, inaspettatamente protagoniste. Ci siamo tolte diverse soddisfazioni, nonostante le difficoltà e il periodo in cui stiamo vivendo. Il lavoro paga sempre, ma a volte non basta. A volte non paga subito e non resta che accettare ciò che di buono si è fatto e ripartire da quello, puntando sempre più in alto!”

Così invece Filangeri: “Non abbiamo concluso questo 2020 come speravamo, ma sono molto soddisfatta e orgogliosa di quello che è stato il nostro percorso fino a qui” Questo il messaggio di BenedettaBrignoli“Domenica è stata la nostra ultima partita del 2020, purtroppo non è andata come volevamo. È stata comunque una partita che ci servirà per capire su cosa lavorare per migliorarci e per fare sempre meglio. Ci aspetta un 2021 ancora più impegnativo perché dobbiamo continuare il nostro percorso di crescita per raggiungere i nostri obiettivi, e per dimostrare di poter continuare a fare grandi cose! “.

Credit Photo: Federico Fenzi

Il 2020 delle Juventus Women

Uno scudetto in più, una marea di emozioni e vittorie, grandi scontri e record. Le Juventus Women salutano un 2020 vissuto da protagoniste assolute sul campo, un anno in cui sono state più forti delle difficoltà e capaci di migliorarsi giorno dopo giorno, gara dopo gara, allenamento dopo allenamento, con lo spirito che guida la squadra fin dal primo giorno. Tra dolci certezze ed entusiasmanti novità, sempre sotto la guida sapiente di Coach Rita Guarino, insuperabile, in ogni situazione, nel leggere i momenti delle partite e dei campionati.

L’AVVIO DEL 2020
L’anno è cominciato al Nereo Rocco di Trieste contro il Tavagnacco, con una vittoria larga (1-5), ma in rimonta, quasi come monito delle caratteristiche necessarie a fronteggiare le sfide successive: qualità, sì, ma anche fame e voglia di non arrendersi mai. Il primo gol dell’anno l’ha segnato, tanto per cambiare, Cristiana Girelli e in quella gara è arrivata anche la prima rete, all’esordio in bianconero, di Annahita Zamanian. Girelli ha sbloccato anche la seconda gara dell’anno, ancora una volta in un grande stadio apertosi al calcio femminile, il Castellani di Empoli. A decidere il match, vinto 2-1, il gol di Valentina Cernoia, con un’esultanza manifesto del lato più battagliero delle Juventus Women. In quell’urlo liberatorio c’è la rabbia di chi non concepisce la sconfitta, di chi non vuole porsi limiti. C’è l’anima del gruppo.

LO STOP
Partita dopo partita, le bianconere hanno continuato a vincere, con un solo mezzo passo falso, lo 0-0 in casa della Florentia, riscattato immediatamente in quella che si rivelerà essere l’ultima gara in casa della stagione: 5-1 all’Inter, con il ritorno al gol di Bonansea in casa dopo l’infortunio. L’ultima gara della stagione si gioca a Verona. Un’altra vittoria e con un’altra prima volta: la prima rete in bianconero di Tuija Hyyrynen. Il 22 febbraio 2020 finisce la stagione 2019/20.

#LEAD3RS
Quanto fatto in campionato fino a quel momento, però, è più che sufficiente per incoronare le bianconere campionesse d’Italia. 16 gare disputate, 14 vittorie e due pareggi, miglior attacco e miglior difesa, con un margine importante sulle inseguitrici. Numeri che raccontano il dominio e che uniti vanno a comporre lo scudetto da cucirsi nuovamente sul petto. Il terzo titolo di fila per una squadra che fin dai suoi primi passi ha saputo solo vincere, alzando il livello del suo rendimento ogniqualvolta le avversarie provino ad alzare l’asticella.

LA RIPARTENZA
Le paure, l’incertezza e le rinunce, con l’avvicinarsi dell’estate e dell’avvio della nuova stagione lasciano spazio alla speranza, che riapre le porte del campionato. Ritrovarsi rappresenta un’emozione nuova, pur tra le cautele e le difficoltà del periodo, il pallone che rotola riaccende l’entusiasmo. Si riparte, curiosamente, da dove ci si era fermati, da Verona. E si riparte vincendo; il 2-0 porta le firme di Cristiana Girelli e Arianna Caruso. Girelli riprende da dove aveva lasciato, con una media gol irreale, e le bianconere continuano a vincere. All’ultimo respiro, come contro l’Empoli, con pazienza, come contro il San Marino, in serate destinate a rimanere nella storia, come la prima volta della Serie A Femminile a San Siro, in uno scontro d’alta classifica contro il Milan, con prove di forza, leggasi i 4-0 a Fiorentina e Sassuolo, o in rimonta, come con Napoli e Florentia. Solo vittorie in campionato.

IL LIONE
In coda a un anno sportivamente quasi perfetto, arriva la UEFA Women’s Champions League. Il sorteggio mette sulla strada delle bianconere l’avversario più difficile, il Lione campione di Francia e d’Europa in carica. Vietato usare la parola “impossibile”, vietato anche solo concepirne il concetto, ma la montagna da scalare è altissima. La prima gara si gioca all’AllianzStadium, con il teatro più bello per una sfida speciale e, pur terminando con una sconfitta, rappresenta uno dei momenti più speciali del 2020. Perché le Juventus Women tengono testa alle avversarie, passano in vantaggio con Lina Hurtig, le mettono in costante difficoltà, per 90 minuti assottigliano un gap costruito in anni e anni di lavoro e possono sognare. Al ritorno, in un altro grande impianto, il Groupama Stadium, l’impresa non riesce e il Lione vince con merito, ma la consapevolezzaacquisita nel doppio confronto rappresenta il primo valore da portarsi nel 2021

IL BILANCIO
59 gol segnati, 16 vittorie, un pareggio e due sconfitte (entrambe in UWCL), questo il bottino complessivo del 2020 delle Juventus Women, che chiudono l’anno imbattute in Serie A, con numeri impressionanti e una serie di note liete. Dai gol di Cristiana Girelli, che nel conteggio finale si ritrova più reti che partite giocate, alla crescita esponenziale di Arianna Caruso, semplicemente provvidenziale in questo avvio di stagione, ai volti nuovi pronti a ritagliarsi il proprio spazio, come Lundorf e Hurtig. Poi i riconoscimenti, come la candidatura di Coach Guarino al The Best FIFA Women’s Coach, l’inserimento di Cristiana Girelli tra le migliori attaccanti per la UEFA, quello di Barbara Bonansea nella FIFA Women’s World XI. Si dovrebbero citare davvero tutte le ragazze parte di un gruppo che ritrova in sé stesso gli stimoli per migliorarsi sempre e che aspetta, con entusiasmo, il 2021. Per continuare sullo stesso percorso. Per vincere ancora.

Credit Photo: Andrea Amato

Gatteo Mare: le parole di Alice Brighi e Gloria Balzi

Il Gatteo Mare è una squadra che da due anni disputa il campionato d’Eccellenza dell’Emilia-Romagna. La società cara al presidente Attilio Nicolin, capitanata da Nicole Succi, è stata affidata al tecnico Erika Lisi. Dall’estate del 2019 fanno parte della rosa rossoblù Gloria Balzi, difensore classe ’90 di , ed Alice Brighi, portiere classe ’99, di Igea. Abbiamo raggiunto le due calciatrici per conoscere meglio la realtà romagnola.

Ragazze come vi siete appassionate a questo sport?
Alice:La passione per questo sport è sempre stata forte, ma posso dire di essermi avvicinata al calcio giocato all’età di 13 anni. Praticavo pallavolo da quando ero più piccola, finché chiesi ai miei genitori di poter provare calcio, così mi portarono in una squadra femminile vicino a casa. Direi di non aver deciso di giocare in porta, semplicemente mancava qualcuno che lo facesse, così sono andata io e ti dico che ad ora non mi vedrei in altri ruoli, nonostante io abbia ancora tanto da imparare. Io sono cresciuta calcisticamente con parte di questo gruppo, prima eravamo all’interno di un’altra società, e da due anni siamo a Gatteo Mare, realtà che ci permette di praticare lo sport che amiamo offrendoci strutture e materiali di qualità”.
Gloria:Mi sono avvicinata a questo sport sin da piccola. Nel mio quartiere mi ritrovavo sempre con i maschietti e i giochi che facevamo al parco erano solo due: nascondino e calcio. Ma il vero approccio è stato in prima media: il mio professore di educazione fisica ha portato la classe a un pomeriggio alternativo di sport organizzato dalla società calcistica del mio comune. Nel campo sportivo c’erano varie postazioni dove si praticavano vari sport, io e la mia migliore amica del tempo siamo subito andate in quella del calcio e li abbiamo conosciuto la realtà del calcio femminile dato che lo Junior Coriano possedeva sia una prima squadra che una primavera e delle giovanili. Da li è iniziata la mia carriera, diciamo non brillantissima perché non sono un fenomeno, ho sempre militato fra la C e la D, e le squadre in cui ho giocato sono Junior Coriano, Riccione, San Mauro Mare e per due anni ho giocato anche nel San Marino quando erano agli inizi in Serie C. Ho giocato con alcune ragazze che ora sono in Serie A, come Micciarelli e Menin, e sono molto orgogliosa di loro perché già dalla C avevo visto e gli dicevo sempre che potevano arrivare in alto”.

Alice come è andata la passata stagione per voi?
La scorsa stagione era iniziata molto bene, a metà del girone di andata ci trovavamo nelle prime tre posizioni, poi però abbiamo incontrato squadre più in forma ed organizzate e ci siamo trovate presto a metà classifica. Complessivamente stavamo facendo bene ma sapevamo di dover dimostrare ancora tanto. Dopo la pausa invernale, i primi di febbraio eravamo ripartite con il campionato e il 23 febbraio abbiamo giocato l’ultima partita prima dello stop dovuto al diffondersi del Covid-19. È chiaro che eravamo dispiaciute ed amareggiate, avevamo iniziato il girone di ritorno da poco, ma ovviamente sapevamo che quello che stava succedendo era più grande di noi, e dopo un momento di sconforto abbiamo capito e assimilato che non avremmo giustamente più ripreso”.

Gloria come è stato tornare ad allenarvi dopo tanto tempo in estate?
Io gioco a calcio per passione, amo questo sport per tutto quello che è in grado di donarti sia a giocarlo che a guardarlo, ma non è il mio lavoro. Il mio compagno, Mezgour Adil, è un calciatore di professione che vorrebbe anche diventare allenatore, possiedendo il patentino Uefa B. Per cui a casa nostra si parla solo di calcio giocato e teorico. Tornarci ad ad allenare a settembre è stato molto bello, più che altro per ritornare a vederci tutte insieme e a vivere lo spogliatoio, l’umore era bellissimo, frizzante e competitivo, grazie anche alla nuova allenatrice, ma non posso dire che mi sia mancato. Questo perché per come vivo io questo sport non si è fermato per troppo tempo, io e il mio compagno abbiamo seguito per tutta l’estate le partite in tv e i calcio tennis in spiaggia erano molto frequenti. Per la parte atletica io sono una ragazza molto sportiva, per cui ho cercato di rimanere sempre in forma andando in palestra o a correre, come sto facendo anche adesso con il nuovo stop”.

Alice con quali obiettivi volevate affrontare questa annata?
Questa stagione è iniziata con aspettative molto alte, soprattutto perché la società ci ha affiancato uno staff molto competente. Sul campo siamo seguite in tutto, dalla parte atletica a quella tecnica e tattica, fattore che non è assolutamente scontato soprattutto per quanto riguarda la nostra categoria. Ovviamente la volontà è quella di fare un buon campionato togliendoci grandi soddisfazioni, e perché no, puntare anche a qualcosa di più! Il gruppo è motivato non solo dallo staff, ma anche grazie a nuovi inserimenti che ci hanno rese più competitive in quasi tutti i reparti”.

Gloria come avete metabolizzato il nuovo stop?
“Nella squadra siamo tutte ragazze mature e responsabili. Capiamo la situazione e il momento di pandemia che stiamo vivendo, certo ci dispiace non allenarci e non poter giocare e provare a fare bene, ma accettiamo le decisioni prese, fiduciose che riusciremo primo poi a uscirne”.

Alice come sta crescendo il movimento femminile nella vostra regione?
“L’Emilia-Romagna vanta ormai tante squadre femminili e questo è decisamente stimolante. Nel campionato di Eccellenza, ad esempio, siamo 14 squadre dislocate per tutta la regione, da Riccione fino a Piacenza. La cosa davvero importante è che non solo sono presenti tante squadre, ma alcune giocano ad alti livelli in categorie elevate. Sul territorio romagnolo abbiamo, per esempio, il Riccione Femminile che gioca in Serie C; salendo di categoria c’è il Cesena Femminile che milita in B ed infine la San Marino Academy, neopromossa in Serie A, che abbiamo avuto la fortuna di vederla allenare più volte sul nostro campo da gioco. Il movimento calcistico femminile è cresciuto e sta crescendo molto sia in generale, ma anche facendo riferimento alla nostra regione, sperando che continui a farlo garantendo così a tutte le ragazze di praticare lo sport che amano”.

Gloria di che livello reputi il vostro campionato di Eccellenza?
Il nostro livello non è dei più alti. Ci sono molte squadre agli inizi e quelle più preparate soprattutto a livello tecnico, che nel nostro campionato è quello che fa la differenza, non fanno troppa fatica per vincere. Di certo è un campionato in cui vedi la vera passione delle ragazze che giocano riuscendo a sopperire alle lacune tecniche a mettendoci tutto il cuore e la grinta che possiedono, fino all’ultimo secondo”.

Quale reputate il momento il più bello della vostra carriera?
Alice:Anni fa mi allenavo con una preparatrice che mi ha fatto realmente appassionare al ruolo del portiere, la quale però, è rimasta con noi solo una stagione. Lo scorso anno, a sorpresa, ho avuto la fortuna di essere nuovamente seguita da lei ed è stato davvero motivante. Tutto quello che mi ha insegnato ho sempre cercato di farlo mio ed è stata la prima persona a farmi capire la particolarità di questo ruolo, quindi ti direi che il momento più bello è stato proprio rincontrare lei sulla mia strada calcistica“.
Gloria:Il momento più bello della mia carriera non c’è perché è tutta la mia carriera il momento più bello. Poter giocare a calcio liberamente e senza problemi lo reputo come una fortuna e una gioia per la mia vita. Penso a chi non può giocare, correre o solamente camminare a causa di disabilità gravi o malattie. Oppure penso a quelle donne e ragazze che essendo nate in paesi o luoghi non abbastanza liberi sia politicamente ma anche culturalmente, non possono avvicinarsi a questo sport perché femmine. Solo una cosa custodisco gelosamente nel mio cuore, che mi è rimasta impressa, sono le lacrime che ho visto sui volti di alcune delle mie compagne di squadra, soprattutto quelle più giovani, quando cambiavo squadra o per qualche motivo sono dovuta andare via. In quel momento ho capito che oltre ad aver trasmesso loro l’amore per questo sport e i sacrifici che bisogna fare per viverlo al meglio, ho lasciato il segno come persona, compagna e amica, è questa emozione per me vale più di tutto il calcio del mondo”.

 

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