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Un buon Brescia cede il passo all’Inter

Un’ottima prova complessiva del Brescia Calcio Femminile che sul campo di Paratico tiene testa con personalità e grinta all’Inter nella seconda giornata della fase a gironi della Coppa Italia Timvision, pagando dazio dal punto di vista dell’esperienza e della fisicità nel confronto con le nerazzurre, che capitalizzano con cinismo le occasioni da gol create e al 90’ escono dal campo vittoriose per 4-0.

LA GARA – Mister Simone Bragantini schiera il Brescia con il 4-3-1-2: in porta Meleddu, difesa con Viscardi al rientro dopo un lungo infortunio, Verzeletti, Galbiati e Parsani; centrocampo con Previtali, Magri e Ghisi, sulla trequarti Barcella a supporto di capitan Brayda e Luana Merli in attacco. Arbitra il signor Tricarico della sezione di Verona.
Il Brescia parte forte, con grande intensità e pressing a tutto campo: proprio dalla pressione sulla retroguardia interista Luana Merli conquista un bel pallone e calcia dal limite ma svirgolando la conclusione che esce. Pochi secondi dopo ancora un’occasione per le Leonesse con Brayda che calcia da posizione defilata ma Aprile si fa trovare pronta. All’8’ si fa vedere l’Inter con la girata di Marinelli sugli sviluppi di un corner: pallone che esce di poco. Ancora il capitano di giornata delle nerazzurre pericolosa all’11’: il suo tiro incrociato impegna Meleddu che in tuffo devia in corner. Segue una lunga fase equilibratissima con tanta lotta in mezzo al campo e le difese che prevalgono sugli attacchi, fino al 30’ quando l’Inter trova il vantaggio con lo stacco di Debever che batte Meleddu. Ancora Inter al 35’: percussione di Moeller, il suo pallone in mezzo non è spazzato dalla difesa, Marinelli gira di prima intenzione ma il pallone è alto. È il preludio al raddoppio interista al 39’: punizione tagliata dalla trequarti sulla quale la difesa del Brescia non riesce ad intervenire e nel cuore dell’area è Moeller Hansen a battere Meleddu da pochi passi. La risposta del Brescia è nella
percussione di Brayda al 41’: la sua conclusione dal limite è parata da Aprile.
Nella ripresa l’Inter parte forte: al 53’ Tarenzi va al tiro ma Meleddu è brava a respingere con il piede; al 55’ ci prova Pandini, ma Meleddu para. Al 57’ terzo gol dell’Inter con Marinelli che taglia sul bel filtrante di Rincon e calcia sotto la traversa. Le nerazzurre spingono ancora: al 62’ Pavan da pochi passi non trova la porta. Il Brescia si riprende da una fase di stallo e al 68’ si fa vedere dalle parti di Aprile con la neoentrata Pasquali, che entra in area e calcia col destro, parato. Al 76’ iniziativa personale di Pavan che calcia dal limite, ma Meleddu para. Al 90’ arriva il quarto gol delle ospiti con Tarenzi che prima calcia addosso a Meleddu in uscita, ma sul pallone vagante trova l’angolino lontano col destro.
Finisce così, con un Brescia che esce sconfitto dal punto di vista del risultato ma sicuramente non da quello del gioco, dell’applicazione, della voglia e della cattiveria in campo, che ha tenuto testa per larghissimi tratti della partita ad una squadra di categoria superiore: il miglior viatico per proseguire nella crescita di un gruppo che ora torna a concentrarsi definitivamente sul campionato: domenica prossima la squadra osserverà un turno di riposo per lasciare spazio all’ultimo turno della fase a gironi della Coppa Italia, e tornerà in campo in casa il 29 novembre per ospitare il Cesena.

LE INTERVISTE – «Nel complesso è stata sicuramente un’ottima prova – le parole di mister Simone Bragantinitenendo conto del fatto che ci trovavamo di fronte una squadra di categoria superiore che alla lunga ha fatto valere la maggiore fisicità ed esperienza, oltre al fatto, che non va dimenticato, che ha giocatrici che si dedicano esclusivamente al calcio tutti i giorni, tutto il giorno. Il bicchiere è sicuramente mezzo pieno, poi è chiaro che perdere non fa mai piacere, però dobbiamo essere oggettivi ed obiettivi. Nel primo tempo e nell’ultima parte di gara abbiamo fatto molto bene, a parte l’inizio della ripresa. Nel complesso mi è piaciuto l’impegno delle ragazze per rimanere sempre in partita con la testa e provare a giocare il pallone, creando anche delle situazioni interessanti. Poche volte ho visto buttare via il pallone, e questo per me è fondamentale». Bene soprattutto la prima mezz’ora con una intensità davvero notevole nel pressing soprattutto: «Una intensità che avevamo già visto contro la Lazio e contro il Ravenna. Nella prima mezz’ora l’Inter non ha avuto occasioni nitide, mentre noi nei primissimi minuti abbiamo avuto un paio di situazioni dove avremmo dovuto essere più precise e ciniche, quindi questo significa che abbiamo dimostrato di saper stare in campo contro una squadra di Serie A».
Chiara Viscardi ha ritrovato il campo dopo una lunga assenza per un infortunio alla caviglia: «Sono contenta di essere tornata a giocare, sicuramente è stata una partita difficile perché incontravamo una squadra forte e di categoria superiore, però soprattutto dal mio punto di vista posso dire di essere soddisfatta, ho sensazioni positive». Un Brescia che ha giocato ad armi pari con l’Inter per una buona mezz’ora: «Una buona prestazione, al di là del risultato, dal punto di vista dell’atteggiamento e del carattere. Abbiamo dimostrato il nostro valore».
Tra le migliori in campo Michela Verzeletti: «Ero un po’ agitata stasera prima di entrare in campo perché finora non ho giocato molto, però poi sono entrata in campo ed è andato tutto bene. Spero di aver aiutato la squadra nel migliore dei modi». Verzeletti ha una grande qualità: riesce a mantenere la calma in qualsiasi situazione e giocare il pallone pulito anche sotto pressione. Dal punto di vista della prestazione complessiva della squadra che partita è stata? «Abbiamo fatto una buona gara, non ho visto un’Inter che ci ha sovrastate sotto il profilo del gioco. Abbiamo tenuto bene, abbiamo preso gol su due palle inattive e lì dovremo migliorare, però la prestazione c’è stata, siamo state brave».

BRESCIA: Meleddu, Viscardi (58′ Assoni), Verzeletti, Galbiati, Parsani, Previtali (58′ Brevi), Magri, Ghisi (67′ Farina), Barcella, Merli Luana (77′ Lazzari), Brayda (67′ Pasquali). A disp: Cogoli, Aurosa Gilardi. All: Bragantini.
INTER: Aprile, Marinelli (70′ Bartonova), Brustia, Merlo (58′ Vergani), Kathellen (45′ Quazzico), Moeller Hansen (45′ Pandini), Debever, Simonetti (58′ Pavan), Catelli, Tarenzi, Rincon. A disp: Astrid Gilardi, Regazzoli, Auvinen, Mauro. All: Sorbi.
ARBITRO: Tricarico di Verona.
MARCATRICI: 30′ Debever (INT), 39′ Moeller Hansen (INT), 57′ Marinelli (INT), 90′ Tarenzi (INT).

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

Covid-19, Martina Tomaselli si è negativizzata

L’Unione Sportiva Sassuolo Calcio comunica che Martina Tomaselli ha effettuato controlli con test diagnostici (tamponi molecolari) per il coronavirus-Covid 19 il cui esito ha confermato la negativizzazione; a seguito delle visite propedeutiche alla ripresa dell’attività sportiva, la calciatrice è stata reintegrata con il gruppo

Credit Photo: Arnaldo Cavallotti

Alia Guagni guarisce dal Covid: “Questo è l’effetto che mi fa stare di nuovo su questo rettangolo verde”

Alia Guagni si mette alle spalle la brutta esperienza del Covid-19 e torna ad allenarsi con l’Atletico Madrid. La calciatrice azzurra è stata costretta a diverse settimane di stop saltando diverse sfide importanti in campionato con l’Atletico, ma anche con la maglia della nazionale. Ora Alia è pronta a rientrare dopo tante sedute di allenamento individuale e sul proprio profilo Instagram esprime tutta la sua gioia.

“L’espressione caratteristica della gioia sono gli occhi e la bocca ridenti ed una piacevole eccitazione motoria, che nel corpo produce un’attivazione generale dell’organismo, con accelerazione cardiaca, aumento del tono muscolare e della conduttanza della pelle e respirazione irregolare. “
L’effetto che mi fa stare di nuovo su questo rettangolo verde!
#atleticomadrid #soccerlife #emozioni #feelgood #betrue #backtothefield #covid2020 #goodvibes #ag3
 
Credit Photo: Pagina Instagram Alia Guagni

Rivivendo la finale del Mondiale 2019: USA vs Olanda il 27 novembre a Breda

La Nazionale Femminile degli Stati Uniti tornerà finalmente in campo dopo 261 giorni nel match contro l’Olanda che si terrà venerdì 27 novembre allo stadio “Rat Verlegh” di Breda, nei Paesi Bassi, a circa 110 km a sud di Amsterdam. La partita verrà disputata a porte chiuse alle ore 18.30 CET e trasmessa su ESPN2 e TUDN.

L’ultima partita della Nazioale USA risolve all’11 marzo 2020 nella SheBelieves Cup dove contro il Giappone vinse il match 3-1 e il torneo stesso. Vlatko Andonovski è il successore di Jill Ellis come coach sulla panchina americana. Un assaggio delle giocatrici lo ha già avuto in un ritiro a fine ottobre, tenutosi in Colorado per 11 giorni.

“Innanzitutto, tutti sono davvero entusiasti di avere una partita internazionale, ha detto l’allenatore della nazionale femminile degli Stati Uniti Vlatko Andonovski, “Il fatto che sia contro l’Olanda lo rende ancora migliore e più impegnativo. A un certo punto dovevamo tornare in campo per una partita vera, quindi poteva anche essere contro una delle migliori squadre del mondo. Abbiamo molto lavoro da fare prima delle Olimpiadi e affrontare una squadra olandese di talento ci darà una buona idea di dove siamo alla fine di questo anno davvero insolito”.

La partita verrà giocata seguendo le linee guida per il ritorno al gioco del calcio statunitense e in conformità con i protocolli del ritorno al gioco della UEFA. La delegazione degli Stati Uniti ha ricevuto un’esenzione dalla quarantena fornita alle organizzazioni sportive professionistiche. Nonostante ciò, i test per Covid-19 saranno svolti prima del viaggio e ogni due giorni dopo l’arrivo in Olanda.

Credit Photo: Pagina Facebook di FIFA Women’s World Cup

Giulia Fontanesi, Parma: “Abbiamo iniziato la stagione con l’obiettivo della Serie C”

Tra le realtà che partecipano al campionato di Eccellenza femminile figura il Parma, società emiliana cara al presidente Kyle Krause. La squadra guidata da Salvatore Reale, capitanata da Debora Fragni, vede in rosa, per il quinto anno, Giulia Fontanesi, centrocampista classe 2001. Abbiamo raggiunto, per qualche battuta, la calciatrice delle gialloblù originaria proprio di Parma.

Giulia come ti sei innamorata di questo sport?
“Mi sono innamorato di questo sport da piccolina, visto che ho sempre seguito mio fratello sui campi da calcio. A 6 anni, supportata dai miei genitori, ho provato a fare qualche allenamento e da lì, poi, non ho mai più smesso”.

Sei giovanissima ma hai dalla tua già diversi campionati importanti, che annate sono state quelle passate per te?
Ho iniziato nel Parma 5 anni fa facendo campionati di Serie C ed Eccellenza. Il fatto di esser stata sempre con ragazze più grandi mi ha aiutato a crescere molto sia tecnicamente che caratterialmente. Questa squadra rappresenta la mia crescita ed il sogno nel cassetto. Sono tante le amicizie che lego a questa maglia e tantissime le emozioni e le avventure che mi porto dentro“.

Come è andata l’ultima con la Juniores squadra di cui eri capitano?
L’ultima stagione è andata benissimo. Prima del lockdown eravamo seconde a pochi punti dalla prima, abbiamo fatto un ottimo campionato e sono sicura che ci saremmo tolte soddisfazioni importanti. Mi sono trovata benissimo, mi hanno accolto al meglio e devo dire che di gruppi uniti come quello dell’anno scorso ne ho visti pochi. Ad oggi sono felicissima del mio anno in juniores“.

Nel torneo di Eccellenza fermo, con quali ambizioni eravate ritornate in campo?
Ora siamo ferme in attesa che la situazione sanitaria migliori. L’ambizione che abbiamo è sicuramente quella di andare in Serie C e sono sicura al 100% che ci riusciremo, visto che ne abbiamo le capacità e siamo un’ottima squadra. Dato anche lo stop della stagione scorsa, la voglia di riprendere l’attività normalmente è tantissima e sono sicura che, quando sarà il momento, torneremo in campo più cariche che mai a prenderci ciò che deve essere nostro”.

Come valuti oggi il movimento del calcio femminile in Emilia Romagna?
Il movimento in Emilia-Romagna è cresciuto tantissimo, quando ho iniziato a giocare, 13 anni fa circa, c’era solo una squadra femminile a Parma e nei dintorni. Ad oggi le squadre di calcio femminile sono drasticamente aumentate e qualitativamente parlando, in generale non ovunque, il livello si è nettamente alzato. Io trovo che sia molto positiva la formazione di tantissimi settori giovanili, ovvero l’opportunità per tante ragazze e bimbe di iniziare a giocare da quando lo desiderano con opportunità di crescita in vista di un futuro”.

Ti dividi tra studio e campo. Nel futuro dove sogni di arrivare?
Sono dell’idea che se hai una passione, a prescindere da qualsiasi impegno, il tempo lo trovi, quindi non esistono limiti. Per questo il mio obiettivo è quello di arrivare più in alto possibile col Parma a prescindere da qualsiasi ostacolo, impegno e problema”.

Quale è l’emozione più importante che leghi a questo sport?
L’emozione più importante è stata sicuramente la vittoria del campionato e della coppa due anni fa. È stata un’emozione indescrivibile che spero e voglio assolutamente riprovare quest’anno, credo tantissimo in noi”.

Maurizio Rosso, Responsabile Settore Femminile Pinerolo: “Vogliamo arrivare tra le prime quattro”

Il Pinerolo Football Club è un club nato a Pinerolo nel 1918, vantando partecipazioni in Serie C e D. Attualmente milita in Eccellenza. La squadra femminile che fa parte della società maschile dal febbraio 2020 e occupa momentaneamente il quarto posto del girone A della terza serie nazionale in rosa: ci siamo rivolti al Responsabile Settore Femminile biancoblù Maurizio Rosso gli obiettivi della società pinerolese.

Maurizio che cosa significa per lei essere un dirigente del Pinerolo?
«Per me è una cosa che mi ha fatto scoprire un nuovo mondo, e mia cognata Rosa Brusin Stefania, che purtroppo è venuta a mancare, mi ha fatto conoscere un ambiente fatto di passione e tanta voglia di fare chilometri senza problemi, Queste sono le cose che mi hanno colpito come Responsabile del Settore Femminile».

Lo scorso anno avete chiuso all’ottavo posto: piazzamento in linea con le vostre aspettative?
«La stagione è partita molto male, perché il gruppo di giocatrici è stato molto basso, quindi abbiamo preso giocatrici dall’Under 19, ma molte giocatrici hanno avuto difficoltà ad esprimersi in un campionato molto difficile come la Serie C. Quindi la stagione scorsa è stata in linea con le aspettative».

Quest’anno dove vuole arrivare il Pinerolo 2020/21?
«Quest’anno, grazie all’aiuto del Direttore Generale Claudio Giordano, abbiamo preso la figura della nostra capitana Monica Magnanini di assumere il ruolo di Direttrice Sportiva, e grazie alle sue conoscenze calcistiche ha permesso prima di tutto far rientrare quelle giocatrici che due anni fa erano già a Pinerolo ma poi per motivi personali sono andate via come Debora Civalleri, Francesca Mellano e Angelica Armitano, poi abbiamo fatto acquisti mirati come il portiere Elisabetta Milone, Elisa Ceppari, entrambe ex Novese. Abbiamo un gruppo di 24 ragazze di cui tre del 2003 salite in Prima Squadra per meritii sportivi. L’obiettivo è quello di arrivare nelle prime quattro».

Come valuta il Pinerolo in queste prime giornate di campionato?
«La vicenda Covid non ci ha consentito di fare amichevoli, fortunatamente il girone di Coppa in cui sono coinvolte Ivrea e Alessandria sono servite ad amalgamare il gruppo. Nella prima partita contro il Genoa abbiamo mostrato esperienza rispetto a una squadra molto giovane, ma che nel giro di due-tre anni farà molto bene, contro il Torino, che ha una squadra importante, meritavamo di vincere e abbiamo giocato bene».

Che messaggio vuole dare alle sue ragazze?
«Io sono dell’idea che è fondamentale il gruppo e l’amicizia, soprattutto in ambito femminile. Non a caso dodici ragazze che due anni fa hanno fatto parte di questo gruppo hanno firmato per tentare di fare il salto che sarà difficile, ma bisogna lottare insieme».

Come sta procedendo il Pinerolo a livello giovanile?
«Abbiamo venti ragazzine nell’Under 12 e ventiquattro nell’Under 17».

Che idea si è fatto di questo girone A di Serie C?
«Secondo il livello si è alzato in maniera importante».

Che direzione sta prendendo il calcio femminile piemontese? E quello italiano?
«A parte la parentesi del Mondiale 2019 il calcio femminile sta partendo verso la luna, e il calcio femminile piemontese, nonostante non si siano iscritte Canelli, Biellese e Novese, il livello si è alzato notevolmente. Quello italiano credo ci siano delle squadre come Juventus e Fiorentina che potranno togliersi delle soddisfazioni anche in Champions».

Professionismo nel calcio femminile dal 2022: giusta la scelta?
«Penso sia la scelta giusta, ma dipende dalla visibilità».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Pinerolo FC e Maurizio Rossi per la disponibilità.

Photo Credit: Pinerolo FC

Nino Catuogno è il nuovo allenatore del Caprera

Il Caprera ha come nuovo allenatore Nino Catuogno, il quale va a sostituire il suo predecessore Vito Laudani.

A darci la notizia è il presidente biancoverde Roberto Cau: “Laudani ha dato le sue dimissioni per incompatibilità con le ragazze. Quindi abbiamo puntato su Nino Catuogno, ex giocatore del Cagliari negli anni settanta, allenatore col patentino di 2a Categoria Professionisti e ha allenato nel maschile come l’Arzachena“.

Il numero uno sardo ci ha anche dato un’altra notizia: “Vorremmo allungare e rinforzare la nostra squadra“.

Photo Credit: Caprera Calcio

Toh chi si rivede…Tavecchio vuole la poltrona del Comitato Regionale Lombardia

Chi non muore si rivede, mai detto fu più azzeccato: l’ex presidente Figc Carlo Tavecchio (sì, quello di “Opti Poba e il mangia banane” e del “Io non ho nulla contro gli omosessuali, però teneteli lontani da me. Io sono normalissimo”) è pronto a tornare in campo.

A 77 anni il presidente della Federcalcio dall’11 agosto 2014 al 20 novembre 2017 (si dimise dopo il flop mondiale) punta dritto alla poltrona del Comitato Regionale Lombardia, la più importante e ambita e attualmente occupata da Giuseppe Baretti, pronto a ricandidarsi per il terzo mandato consecutivo. Da gennaio si vota e l’attuale numero del Cr Lombardia è anche a capo dell’Area Nord della Lnd.

Per Tavecchio sarebbe un ritorno a casa infatti la sua carriera dirigenziale è iniziata proprio da lì ma al momento l’accoglienza alla notizia della sua possibile candidatura ha suscitato più di una perplessità tra gli addetti ai lavori: c’è chi non dimentica i tanti scivoloni poco diplomatici a cui è andato incontro il ragioniere, chi parla di limiti di età raggiunti e chi, semplicemente, gradirette facce nuove alla guida del Comitato regionale.

Di parere diverso, a quanto pare, Tavecchio che ha rivelato di aver ricevuto numerose richieste e sollecitazioni da persone e società che gravitano in regione e di essersi preso del tempo valutarle. Nel frattempo l’ex numero uno federale ha anche lanciato una frecciatina all’attuale governance della Lega Nazionale Dilettanti parlando di assenza di un’alleanza strategica volta a potenziare l’intera realtà dilettantistica e di mancanza di condivisione di un progetto che abbia nel marketing una presenza utile e importante.

ILARIA CHECCHI

Credit Photo: vvox.it

Roberta Isoleri, Albenga: “Peccato per lo stop, il gruppo era davvero molto carico”

L’Albenga è uno dei team ai nastri di partenza del torneo regionale d’Eccellenza ligure. La società presieduta da Claudia Fantina Colla, e seguita dai dirigenti Benedetto D’Orio e Andrea Mei sarà guidata come nello scorso campionato dal tecnico Maurizio Carle. Il capitano della squadra giallorossa è Roberta Isoleri, classe ’96 originaria di Albenga. Abbiamo raggiunto per una breve intervista il difensore da diversi anni in forza alle liguri.

Roberta quali esperienze hai maturato prima di questa stagione?
Ho iniziato a giocare a calcio dall’età di sette anni. Inizialmente ricoprivo il ruolo di portiere, ma negli anni ho giocato come difensore centrale e come terzino, mentre nelle ultime stagioni mi sono adattata spesso anche a centrocampo. All’inizio giocavo con i bambini, perché non esistevano scuole calcio femminili nei dintorni. Dopo aver girato diverse squadre, come Pietra Ligure, ASD Andora ed Alassio, ho trovato la mia dimensione all’Albenga dove da qualche anno sono il capitano”.

Nello scorso campionato con quali intenzioni eravate partite?
“La squadra in cui gioco è composta da ragazze molto giovani, tante delle quali si sono approcciate al mondo del calcio negli ultimi anni. Purtroppo lo scorso anno, per motivazioni varie, il campionato non è andato proprio come lo avevamo preparato. Prima dello stop delle attività, inoltre, sono stata costretta a saltare diverse gare per motivi extra calcistici”.

Quanto vi è mancato il campo durante la quarantena della scorsa primavera?
Indubbiamente è mancato tanto come manca di sicuro ora. Tornare sul campo dopo sette mesi è stato piacevole ma allo stesso tempo dura sul piano fisico, poiché abbiamo dovuto ricominciare da capo. Peccato che alle proprio ad un passo del campionato abbiano fermato nuovamente tutto per le cause che conosciamo tutti”.

Questo torneo come lo stavate preparando?
Eravamo molto cariche di poter ripartire e poterci allenare nuovamente insieme. L’umore era ottimo grazie anche alla società dell’Albenga, che spero sia la nostra nuova casa per gli anni a seguire. Il presidente Andrea Mei è un’ottima persona e ci ha subito fatte sentire le benvenute. Speravamo di poter ripagare i suoi sforzi e quelli della società, purtroppo il discorso è al momento da rinviare”.

Come valuti il campionato di’ Eccellenza ligure?
“Al momento in Liguria non ci sono molte squadre, spero che il movimento possa crescere ancora e dare a tutte le ragazze la possibilità di non dover fare tanti chilometri per poter fare ciò che piace. Sicuramente con l’ingresso di nuove società il livello si è leggermente alzato”.

Come sta crescendo il calcio femminile in generale nella tua regione?
“Per quanto riguarda il calcio femminile negli ultimi anni c’è stata una buona crescita e molta più visibilità. Fino a qualche anno fa il gioco del calcio era considerato uno sport prettamente maschile e ora invece la visione sì è allargata e non è più così strano vedere una ragazza giocare. Tante giovani, per fortuna, si stanno avvicinando a questo sport”.

Qual è il tuo più bel ricordo legato al mondo del calcio?
“Nel 2019 ho partecipato al Torneo delle Regioni in qualità di capitano. È stato davvero emozionante poiché siamo riuscite ad arrivare in finale, nonostante tutti ci dessero per sconfitte al primo turno”.

Mirco Balachic, coach Riccione: “Vorrei riprendere a giocare con tutti gli effettivi a disposizione”

Credit Photo: Riccione

All’indomani della sospensione del torneo di calcio femminile di Serie C facciamo il punto della situazione in casa romagnola con il mister Mirco Balacich.

“La sospensione del torneo andava effettuata almeno due settimane prima”, afferma il tecnico, “non appena si era deciso di interrompere il campionato interregionale e la serie D. Ritengo che sia stato alquanto paradossale non far scendere in campo nella stessa regione il Rimini nel maschile e far continuare a giocare il Riccione nel femminile”.

Il terzo livello si ferma, ma non la preparazione delle ragazze. “La ripresa del campionato resta un punto interrogativo, ma noi continuiamo a rispettare la nostra tabella di marcia con tre allenamenti settimanali al campo sportivo pur nella limitazione di dover sottostare ai divieti di non poter utilizzare gli spogliatoi ed evitare contatti”.

La sconfitta in terra toscana non sembra però aver toccato l’allenatore. “L’ultima gara persa ad Arezzo non la considero affatto, ben 14 delle nostre ragazze sono rimaste a casa per timore del contagio dovendo giocare in una regione che nell’arco di pochi giorni è stata poi inevitabilmente colorata da arancione a rossa”. Riccione che non è stata a guardare a questa situazione, ma ha fatto reclamo alla Federazione. “I nostri tentativi di chiedere il rinvio sono stati vani ma è indubbio che le nostre intenzioni erano quelle di evitare che le ragazze potessero incorrere nel rischio di infettarsi e trasmettere il virus”.

Assenze che non ci sono state solo nell’ultima giornata, ma che tormentano il club romagnolo da inizio stagione. “Avrei piacere di poter avere l’intera rosa a disposizione, considerato che in tutte le gare abbiamo dovuto rinunciare a 4-5 elementi, potenziali titolari della rosa; le assenze di Rodriguez, Monetini, Marcattili, Deidda e di tante altre si sono fatte sentire pur constatando che chi è sceso in campo ha sempre fatto il suo dovere dando il massimo in ogni partita”.

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