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Paolo Zeppilli, Commissione medico scientifica della FIGC: “Vanno create le condizioni di sicurezza migliori possibili”

Prof. Paolo Zeppilli, a capo della Commissione medico scientifica della FIGC, ha giudato una videoconferenza mirata a tracciare le linee guida del protocollo sanitario di garanzia per la ripresa degli allenamenti. Parlando a La Gazzetta dello Sport ha dichiarato quanto segue:

“Difficile stabilirlo. Bisognerà vedere come sarà l’andamento delle prossime settimane. Quello che noi chiariamo sin dalla prima parte del protocollo (composto da 30 slide) è che, fin quando non sarà disponibile un vaccino, il rischio zero sul coronavirus non esiste e dunque vanno create le condizioni di sicurezza migliori possibili, quando le autorità decideranno che il calcio potrà riprendere”.

“Il nostro protocollo parte da un gruppo essenziale formato da giocatori, staff tecnico e medico, magazzinieri e altri uomini utili a far lavorare per tre settimane la squadra, in un ambiente da sanificare regolarmente e isolato dall’esterno. Dopo che l’intero gruppo, dunque anche i non atleti, si è sottoposto a una serie di controlli rigidi che escludano la positività. Vengono identificati per gli esami tre sottogruppi: i soggetti che non hanno accusato mai alcun fastidio, quelli che sono risultati positivi ma con conseguenze lievi e altri che invece si sono ammalati. Questi ultimi, saranno sottoposti anche a Tac polmonare e altri esami cardiologici, cui invece non dovranno far ricorso gli altri gruppi che comunque effettueranno il cosiddetto tampone, ripetuto in ventiquattr’ore, che attesti la negatività e i test sierologici per valutarne gli anticorpi. A quel punto, superato ogni controllo. Si potrà cominciare a lavorare in un centro sportivo che dovrà avere a disposizione una foresteria per consentire al gruppo di vivere senza spostarsi e avere contatti esterni”.

“Se in questa fase un giocatore risultasse positivo dovremmo isolarlo e valutare bene la situazione. Ma è una cosa che potrà capitare anche un domani quando tutti saranno vaccinati. Un po’, per fare un esempio, se magari oggi un atleta risultasse malato di morbillo, per il quale è vaccinato oltre il 90 per cento della popolazione. Anche in questi casi si procederebbe con l’isolamento”.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Australia e Nuova Zelanda, insieme a favore del calcio femminile in Asia-Pacifico

La più grande storia di crescita dello sport australiano. Così l’amministratore delegato della Federcalcio australiana, David Gallop, ha descritto il momento che il calcio femminile sta vivendo nel paese.

L’ingaggio di Sam Kerr da parte del Chelsea o la buona prestazione delle Matildas nella Coppa del Mondo femminile 2019 in Francia, sono solo la punta dell’iceberg. Il paese ha registrato un aumento significativo del pubblico televisivo su SBS, con oltre 2,8 milioni di australiani. Inoltre, l’Australia ha raggiunto le 100.000 giocatrici registrate, avvicinandosi a paesi come l’Inghilterra o la Francia, con l’obiettivo di rendere il calcio lo sport più praticato nel paese. Secondo lo studio BenchMark Emotional Connection, l’anno scorso quella delle Matildas è stata incoronata la squadra più amata in Australia.

Dal punto di vista del marketing, l’accordo tra l’associazione delle calciatrici e la federazione è stata una grande novità nel momento in cui si è uniformata la ripartizione degli introiti tra la squadra femminile e quella maschile. A livello nazionale, la W-League continua a essere trasmessa su ABC TV e, nel 2015, FOX Sports ha aderito alla competizione come broadcast partner. La partecipazione dei tifosi alla competizione nazionale è progressivamente cresciuta fino ad accumulare una media tra i 4.000 e gli 8.000 spettatori. Marchi di prestigio come Westfield, Hyundai, NAB o Qantas continuano a mostrare il loro impegno per lo sviluppo dello sport femminile.

In Nuova Zelanda, la partecipazione delle donne al calcio è cresciuta ad un ritmo sostenibile del 7% ogni anno. In un paese che sta dimostrando il proprio sostegno allo sport femminile con eventi come la celebrazione della IWG World Conference on Women and Sport 2022 ad Auckland.

Pertanto, con il motto #AsOne, l’Australia e la Nuova Zelanda hanno annunciato la loro storica candidatura congiunta per ospitare la Coppa del Mondo femminile FIFA nel 2023.

Dal settore degli affari e del marketing, hanno proposto misure come le seguenti per garantire il successo del torneo:

  • Realizzare un sistema di pianificazione innovativo e attraente per le vendite dei diritti TV in Europa, Africa, America e mercati emergenti in Asia.
  • Capitalizzare la sponsorizzazione e il valore dell’attuale calcio femminile, la W-League e le Matildas sono supportate da 12 sponsor.
  • Fornire una piattaforma ideale per connettersi con il mercato Asia-Pacifico, la regione più popolosa e con la crescita più rapida al mondo.
  • Offrire prezzi convenienti per massimizzare la partecipazione, a partire da 5 dollari a biglietto per i bambini e prezzi inferiori ai 90 dollari a partita.
  • Costruire sulla crescita della sponsorizzazione e del pubblico degli sport femminili in Nuova Zelanda dopo aver ospitato la Coppa del Mondo U20 del 2015.

Due paesi e una candidatura storica, sostenuta da due economie stabili e un movimento crescente a favore della parità di genere.

Fiorentina Women’s, cambia la proprietà ma non le ambizioni

Da quando nel 2015 è sbarcata nel calcio femminile la Fiorentina ha ottenuto sempre risultati di vertice, come lo scudetto del 2017, la Supercoppa Italiana del 2018 e le due Coppe Italia avute sia nel medesimo anno che in quello successivo.

Si pensava che a maggio 2019 con la cessione societaria dai fratelli Della Valle allo statunitense Rocco Commisso ci potessero essere delle ripercussioni anche la sezione femminile della Viola, ma non è stato così: la nuova dirigenza ha voluto dare al mister Antonio Cincotta sin dal primo giorno un importante supporto, come gli acquisti del portiere Catalina Pérez Jaramillo, del difensore Janni Arnth Jensen, delle centrocampiste Frederikke Thøgersen, Janelle Cordia, e le attaccanti Paloma Lázaro e Lisa De Vanna, quest’ultima figura molto importante per il movimento pallonaro femminile australiano, ma soprattutto la conferma a Firenze della sua capitana Alia Guagni, che è stata vicinissima a vestire la maglia del CD Tacon (il futuro Real Madrid).

La prova che Rocco Commisso sta dando una mano alla Fiorentina Women’s sta anche nei risultati: in campionato le ragazze sono seconde con 35 punti, frutto di undici successi, i pareggi maturati con Milan e Roma, e le sconfitte subite per mano della Juventus e della Lupa giallorossa; in Coppa Italia sono al momento ai quarti di finale e in Supercoppa sono state battute nuovamente dalle bianconere di Guarino. Sul fronte europeo la Viola non è andata bene, perché l’Arsenal di Vivanne Miedema l’ha estromessa nei sedicesimi di finale di Champions League.

La squadra poi sta facendo bene, visto che ha il terzo miglior attacco con 40 gol messi a segno e la seconda difesa meno battuta con solo quindici reti subite. Tatiana Bonetti si conferma la trascinatrice della Viola, mettendo a referto dodici marcature e il secondo posto della classifica cannonieri.

Nell’attesa di sapere quando il calcio ripartirà possiamo scrivere che la Fiorentina di Commisso crede molto nel calcio femminile, ma se vuole essere una società top sia in Italia e nel Vecchio Continente dovrà creare quelli condizioni necessarie a portare a Firenze le giocatrici di alto livello mondiale, ma allo stesso tempo di costruire, con pazienza, una grande settore giovanile, in modo da avere al suo interno una nuova Alia Guagni.

POSIZIONE IN CLASSIFICA
2a (con una partita in meno).

PUNTI ATTUALI
35 (16 in casa e 19 in trasferta).

RISULTATI
11 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte.

GOL FATTI
40 (19 in casa e 21 in trasferta).

GOL SUBITI
17 (8 in casa e 9 in trasferta).

MIGLIOR TOP SCORER
Tatiana Bonetti (12 reti).

GIOCATRICE CON PIU’ PRESENZE
Frederikke Thøgersen (15).

Ludovica Mantovani, presidente della Divisione Calcio Femminile: “Noi donne ci adattiamo più facilmente alle situazioni”

La presidente della Divisione Calcio femminile della FIGC, Ludovica Mantovani ha rilasciato all’Ansa alcune importanti dichiarazioni sul tema di portare a termine i campionati femminili di A e B, qui di seguito le parole del suo intervento.

“Noi donne ci adattiamo più facilmente alle situazioni, caratterialmente siamo più multitasking, abituate ad avere più scenari davanti. La nostra priorità, in tutta sicurezza, è quella di portare a termine i campionati femminili di A e B, anche se dovessimo andare oltre il 30 giugno. Ci eravamo lasciati che si stava parlando del futuro del calcio femminile sull’onda dell’appeal dopo il Mondiale dello scorso anno. La preoccupazione che quell’appeal si possa disperdere a causa dello stop è reale, ma allo stesso tempo ogni volta che uno ha più sfide davanti possono nascere delle idee, modi di comunicare diversi. La preoccupazione è gusto che ci sia, ma c’è anche grande voglia di fare”.

Manuela Giugliano, AS Roma: “Spero di contribuire a far crescere il calcio femminile in Italia”

Manuela Giugliano, centrocampista offensivo della AS Roma e della nazionale italiana, ha parlato a Voilà:

“I risultati raggiunti? Il raggiungimento di qualsiasi tipo di risultato è frutto di sacrifici e determinazione. Ci ho sempre creduto, nonostante le molte difficoltà. Gli ostacoli ci sono e ci saranno per sempre fino alla fine della mia carriera, ma in questi anni mi ha aiutato molto la consapevolezze delle mie capacità. Sono sicura che le emozioni che il calcio mi ha sempre dato mi hanno aiutata a essere sempre più determinata. Infine il sostegno della mia famiglia è stato molto importante!”

“La passione per il calcio è nata fondamentalmente da mio papà, super tifoso della Juventus e con un buon passato da calciatore. Mi ha assecondata fin da piccola, portandomi nella scuola calcio del paese dove vivevo con i miei genitori ad Istrana, in provincia di Treviso. All’inizio i maschietti erano fortemente scettici nei miei confronti, ma poi mi hanno riconosciuta all’interno della squadra come giocatore in tutti i sensi, grazie anche alle mie caratteristiche come giocatrice. Poi io ero una di poche parole. Amavo giocare. Ed era tutto ciò che contava. Il genere a quel punto era irrilevante, anche se mi spogliavo in un altro spogliatoio!”

“I miei sogni? Nel mio presente ed immediato futuro c’è la AS Roma. Io vorrei continuare a giocare cercando di mantenere quella spensieratezza e quel sorriso che oggi mi rendono serena. Spero di contribuire a far crescere il calcio femminile in Italia, ma per fare questo dobbiamo avere la possibilità di farlo”. 

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Player focus: Anna Cavalca

Inizia a giocare a calcio a 8 anni, prima con i coetanei maschi a Castel D’Azzano e poi in una squadra femminile formata dalla stessa società. Nel 2014/15 entra a far parte del Verona CF, condividendo l’avventura delle giovanili gialloblù con Veronica Pasini, Sofia Meneghini, Elena Nichele, tuttora compagne all’Hellas Verona. Terzino mancino con grandi doti di corsa, abile nell’arrivare sul fondo e cercare il cross, è stata capitano della Primavera dell’Hellas nel 2018/19.

#22 ANNA CAVALCA
Data di nascita: 23 maggio 2000
Luogo: Verona
Altezza: 1,70 m
Nazionalità: italiana
Ruolo: terzino
Piede preferito: sinistro
Caratteristiche: trenino di sinistra, crossatore
Presenze in Serie A: 0
Presenze Hellas Verona: 0

«Anna ha buone qualità, è generosa e ha molta voglia di migliorare in ogni allenamento…»
Cit. Matteo Pachera

L’EPICA BATTAGLIA CON SARA BALDI
La stagione 2015/16, per Anna e non solo, è una grande stagione. Cavalca riceve la sua prima chiamata con una Nazionale giovanile, quella dell’Under 16 e, nonostante si tratti della sua unica esperienza azzurra finora, lei la ricorda con enorme piacere. Quell’anno il Verona CF raggiunge la semifinale del campionato Primavera: il Mozzanica vince l’andata per 3-0 – segna anche l’attuale gialloblù Sara Baldi per le bergamasche – e nella gara di ritorno, nonostante l’eliminazione, rimane il ricordo di una bella vittoria per 4-3 il 25 giugno 2016, con doppietta di Veronica Pasini. Lo scontro tra Cavalca e Baldi, nella memoria del difensore veronese, è quasi epica. “Una delle partite più belle che io abbia mai giocato“.

21/01/17 – 21/01/18: RESET
Per un anno intero, a cavallo di tutto il 2017, Anna è costretta ai box per la rottura del legamento crociato e del menisco. Un periodo molto molto difficile, non senza dubbi legati alle possibilità di ritornare o meno a giocare. Un anno esatto, sotto il segno del 21 gennaio: in quella data, nel 2017, si infortuna in una gara di Primavera contro il Fimauto Valpolicella e, nel medesimo giorno del 2018, ancora contro il Valpo, rientra riuscendo anche a segnare un gol.

LA PRIMAVERA DI MISTER PACHERA
Nella stagione 2018/19 Anna si trasferisce all’Hellas Verona, con cui disputa il campionato Primavera. “Un onore poter finalmente far parte della squadra della mia città – dice lei – e quindi poter indossare la divisa dell’Hellas e poterne anche indossare la fascia da capitano. Inizialmente pensavo che sarebbe stato un anno difficile, dovendo confrontarmi con un gruppo nuovo e con compagne che, in alcuni casi, erano al primo anno di Primavera. Noi ‘più grandi’ abbiamo fatto di tutto per far sentire a loro agio le ‘esordienti’, così, con una grande unione di gruppo, è stata una stagione piena di soddisfazioni per tutte. Siamo riuscite a creare una vera squadra, capace di accedere alla fase finale del campionato dopo una lotta aperta con Tavagnacco e Valpo. Sempre in quella stagione, l’ultimissima partita è stata la finale di Coppa Veneto proprio con il Tavagnacco: un’altra delle più belle partite che io ricordi. Abbiamo sofferto molto, siamo arrivate ai rigori e poi, l’emozione di vincere è stata stupenda“. Nella stagione corrente 2019/20 Anna viene aggregata alla Prima Squadra già a partire dalla preparazione atletica, un anno in cui per Cavalca l’obiettivo è stato quello di imparare dalle compagne più esperte.

Credit Photo: Hellas Verona Women

Il Como 1907 da vita alla squadra femminile; Michael Gandler, CEO ”Siamo molto lieti di poter fare questo passo importante”

Anche le squadre di Lega Pro si stanno muovendo in direzione calcio femminile. Come scritto da Calcio Finanza, si tratta di un passo importante per il club di viale Sinigaglia che, seguendo i propri principi svilupperà la sua attività, partendo inizialmente da due squadre del settore giovanile.

Il progetto della crescita è stato affidato a Elio Garavaglia, per oltre 20 anni allenatore delle giovanili del Milan e poi collaboratore tecnico in Serie A al Palermo. Garavaglia ha quindi lavorato con giovani e adulti, ed ha anche un cv importante nel calcio femminile, essendo stato capo allenatore in Serie A nel Mozzanica: “È per me motivo di grande orgoglio poter entrare nella famiglia del Como la mia intenzione è quella di lavorare su un progetto serio, a lungo termine, e che non guardi solamente a risultato di campo, ma che sia innanzitutto una palestra di vita e un luogo di formazione, tecnica, atletica ma anche e soprattutto umana. Con il Direttore Ludi e il Responsabile del Settore Giovanile Centi sono perfettamente allineato sulle linee guida da seguire, creeremo un gruppo di lavoro con qualità tecniche e umane”.

“Siamo molto lieti di poter fare questo annuncio – spiega il CEO del Como Michael Gandler che testimonia ancora di più la volontà della società di legarsi al territorio e alla comunità di Como. Sappiamo tutti che il calcio femminile oggi è in continua crescita, quello che ci interessa maggiormente però è essere un modello dentro e fuori dal campo, con la voglia di formare persone prima che calciatrici”.

Video Promo:
https://comofootball.com/wp-content/uploads/2020/04/Il-Calcio-%C3%A8-per-donne.mp4

Ludovica Mantovani, presidente della Divisione Calcio Femminile: “Se ci saranno i presupposti il calcio femminile inizierà come tutti gli altri”

Ludovica Mantovani, presidente della Divisione Calcio Femminile, ha commentato ai microfoni di Telenord la possibile quanto difficile ripresa delle attività. Qui di seguito le parole del suo intervento all’emittente televisiva regionale ligure:

“L’idea del calcio femminile sulla ripartenza? La Divisione Femminile non si distacca da quella della FIGC in questo momento. Nel Consiglio Federale siamo un tutt’uno, dai dilettanti fino ai professionisti. La questione sta nel capire se ci saranno i presupposti dal punto di vista della totale sicurezza scientifica. Il Comitato scientifico sta lavorando in questo momento per capire quando e come si potrà ripartire. Nel momento in cui ci saranno i presupposti il calcio femminile inizierà come tutti gli altri, sennò ne parleremo più in avanti. In questo momento trovo giusto pensare che se ci sarà l’estrema sicurezza si potrà finire la stagione. Altrimenti nessuno potrà farlo non solo il calcio femminile”.

Gavin Makel: l’uomo dietro l’ascesa del Manchester City

Il Manchester City è pioniere del gioco femminile con successi dentro e fuori dal campo. Di recente hanno anche lanciato una  nuova campagna a livello di club incentrata sulla promozione del calcio femminile.

Discutiamo della crescita del gioco, dell’assunzione di rischi, dell’autenticità e dell’importanza di avere una visione coerente che alimenta le prestazioni.

Il coinvolgimento di Makel Gavin nel calcio professionistico risale a più di dieci anni fa quando lavorava all’interno dell’operazione calcistica della fondazione della comunità del Manchester City. Nel suo attuale ruolo di Responsabile del calcio femminile, è responsabile delle operazioni commerciali, dell’organizzazione che comprende il reclutamento dei giocatori, il marketing, la gestione commerciale, finanziaria e le operazioni della giornata. Fa parte dell’ufficio del Comitato di calcio femminile dell’Associazione europea dei club e attualmente sta svolgendo un Master in Sport presso la Manchester Metropolitan University.

Commentando la formazione della squadra femminile, Gavin ha dichiarato:
“Siamo qui per sfidare e cambiare la percezione del calcio femminile. Stiamo professionalizzando uno sport che tradizionalmente non ha ricevuto il sostegno o la risorsa che si meritava.”

 

Credit Photo: Manchester City Facebook

Alia Guagni: “Batistuta il mio idolo… Futuro? vorrei rimanere nel calcio e a Firenze”

Il capitano della Fiorentina Women’s Alia Guagni ha parlato così durante una diretta Instagram sui canali social della Fiorentina:

“La quarantena procede bene, tranquilla. Mi piace cucinare, e anche assaggiare, ma non ditelo al nutrizionista! Allenarsi online è diverso, non c’è il pallone, ma ci stiamo impegnando tantissimo: io integro gli allenamenti con la Fiorentina ad altri che svolgo a sola, cercare di rimanere in forma è fondamentale. 

Astori?
Rimane sempre con noi, era speciale e non l’ho conosciuto quanto avrei voluto. So per certo che ha dato tanto al calcio e a Firenze, è un esempio da seguire. Il calcio femminile era in crescita, adesso è tutto in standby, e ci saranno tantissimi disagi soprattutto per noi che siamo ancora dilettanti.
Noi dobbiamo lavorare, il livello si è alzato e ci sono più squadre da battere, è giusto così. Manca un po’ di cattiveria, lavoreremo sulla mentalità. Avremo entusiasmo al rientro, questo è sicuro. All’estero la giocatrice che mi ha messo più in difficoltà è Miedema, dell’Arsenal, ci giocherei molto volentieri insieme. In Italia Cernoia, della Juve.

Smettere?
Il più in là possibile. E vorrei rimanere nel calcio e a Firenze, se mi verrà permesso. Vorrei dare il mio contributo anche dopo.

Idolo da bambina?
Batistuta. Adoro fare assist, meglio anche del gol. Io migliore calciatrice italiana? Come sempre, viene dalla squadra, ma a livello personale è stato emozionante. E una bellissima occasione per mettere un bel vestito! Quanto alla Supercoppa dell’anno scorso, per arrivare a vincere qualcosa c’è bisogno di lavoro quotidiano e sacrificio, tantissime componenti che poi portano a baciare la coppa. Ogni istante del Mondiale è stato stupendo, in particolare il countdown prima dell’esordio con l’Australia e il gol all’ultimo minuto di Barbara Bonansea. 

Il titolo italiano 2017?
Ricordo i brividi prima di entrare in campo, era un sogno da piccola e l’emozione di vincerci un campionato è impareggiabile. Invece la traversa contro la Juventus a marzo dell’anno scorso non la ricordo volentieri. E questo in una giornata memorabile per il calcio femminile, un peccato non sia entrata.”

Credit Photo: Federico Fenzi

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