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Silvia Guidi, Cesena Femminile: “Il mio pensiero fisso è quello di tornare in forma”

Silvia Guidi giocatrice del Cesena Femminile ha parlato attraverso i canali del club della sua sfortunata stagione per via di un infortunio e di come sta affrontando la sua riabilitazione:

“Mi sto già allenando e toccando la palla, ovviamente a casa e con esercizi mirati. Ora ci sono quasi, il mio pensiero fisso è quello di tornare in forma e allenarmi completamente con la squadra. Non ho mai avuto un problema simile in carriera ma l’ho presa bene e voglio continuare ad essere positiva; questo mi rende ancora più affamata per tornare e fare bene e dimostra anche quanto amo molto il calcio”.

Credit Photo: Cesena Castelvecchio

Mauro Bianchessi, Lazio: “Rafforzeremo ancor di più la squadra”

Mauro Bianchessi, responsabile del settore giovanile della Lazio Women, ha parlato a Radio Lazio Style:

“Purtroppo è arrivata la sospensione definitiva dei campionati giovanili, sapevamo che saremmo arrivati a questo perché non c’era più tempo per completare la regular season ed i play-off. C’è tanta amarezza e sfortuna, perché avevamo quattro compagini che erano in lotta per il titolo. Anche le squadre femminili stavano facendo bene. Forse avremmo potuto raggiungere obiettivi importanti, ma è andata così: sarà per il prossimo anno. Il dipartimento femminile è stato creato in questa stagione ma ha già ottenuto ottimi risultati, mentre la Lazio Women è virtualmente in Serie A”.

“Nella prossima stagione l’Under 17 ed l’Under 15 femminile giocheranno al Green Club e ci sarà una presenza più forte in questo modo. Il nostro obiettivo è quello di avere un settore giovanile femminile all’altezza della Lazio e della sua piazza: dedicheremo tempo e risorse anche a loro. Nel prossimo anno lavoreremo molto sulla prima squadra, a livello organizzativo e dirigenziale, ma anche sulla rosa. Non conoscevo il mondo del femminile, ero al primo anno di esperienza: non pensavamo di arrivare al secondo posto. Se saremo in Serie A rafforzeremo ancor di più la squadra, ma la struttureremo anche nel caso in cui saremo in Serie B nel tentativo di centrare nuovamente la promozione. Nel settore giovanile siamo stati i primi ad essere funzionali e funzionanti in termini di smart training. Siamo una famiglia, creare il gruppo e vedersi a distanza con allenamenti restituisce un grande senso d’appartenenza. Questo aiuta a livello mentale a non staccare completamente la spina”.

Credit Photo: lazionews24

Amalie Thestrup, AS Roma: “Mi mancano molto Roma e la Roma”

Nel pomeriggio di giovedì, la calciatrice giallorossa Amalie Thestrup ha preso parte a un’intervista in diretta su Instagram con l’ambassador di Generation Amazing Shouq.

Generation Amazing è il programma del Supreme Committee for Delivery & Legacy del Qatar, avviato nel 2010 dopo l’assegnazione dei Mondiali del 2022 con l’obiettivo di utilizzare il potere dello sport per avere un impatto positivo sulla vita e generare uno sviluppo sociale sostenibile delle comunità.

Ecco le parole di Amalie nell’intervista che ha spaziato dai temi dell’uguaglianza di genere a quelli della vita durante il lockdown.

Come stai vivendo questo periodo?
“Penso che questa sia una situazione impegnativa per tutti noi, ovunque nel mondo, non abbiamo mai vissuto un’esperienza del genere. Io mi alleno tutti i giorni, sono in contatto con i preparatori atletici della Roma che ci hanno mandato un programma specifico. Diciamo che cerco di vivere nel modo più normale possibile questa situazione. Essere a Copenaghen con la mia famiglia rende le cose meno complicate, la loro vicinanza mi permette di avere un atteggiamento positivo”.

“Mi mancano molto Roma e la Roma. Mi sento spesso con le mie compagne su Whatsapp o sui social, spero di rivederle presto ma per il momento possiamo comunicare solo così”.

Come hai vissuto il tuo passaggio alla Roma?
“Venire a Roma è stato un sogno che si realizzava, ho sempre voluto giocare all’estero. Per me giocare per questa squadra è un onore e sono estremamente felice della scelta. Lo stile di gioco italiano mi piace molto e penso faccia per me. Abbiamo veramente tanto potenziale, vogliamo competere per i primi due posti, per andare a giocare la Champions League. È da questo obiettivo che ripartiremo quando tutto tornerà alla normalità”.

Che consiglio daresti alle giovani calciatrici?
“Per raggiungere i propri obiettivi, nel calcio ma anche nel resto della vita, bisogna credere in se stessi e in quello che si è capaci di fare. Se non si crede in se stessi nessun altro lo farà. Un’altra cosa è lavorare tanto, perché i risultati non arrivano se non si lavora duro”.

Qual è stata la più grande sfida affrontare in carriera?
“È successo quando avevo vent’anni e giocavo per una squadra danese. Dopo un ottimo primo anno iniziai a trovare difficoltà, sentivo che non c’era più fiducia in me, giocavo poco. Quindi presi la decisione di cercare una squadra dove potessi giocare con più continuità. È stato davvero difficile scegliere, avrei rischiato di scendere di categoria e ogni posto dove sarei potuta andare sarebbe stato comunque visto da tutti come un passo indietro. Nel calcio purtroppo se fai un passo indietro nessuno ti garantisce nulla. Alla fine la scelta è stata quella giusta e mi ha anche portato a capire che avrei potuto lavorare di più. Probabilmente è grazie a questo episodio se gioco per la Roma oggi. Nella vita si affrontano grandi sfide, ma se si crede in se stessi si possono affrontare tutti gli ostacoli che la vita pone davanti”.

Chi era il tuo modello da seguire da bambina?
“Sinceramente non ne ho mai avuto uno. Quando ero piccola adoravo Pippi Calzelunghe perché credeva di essere la ragazzina più forte del mondo, aveva una mentalità competitiva. Ho guardato questo cartone per tutta la mia infanzia, è stata sicuramente una grande fonte di ispirazione per me perché rappresenta la forza che ognuno di noi ha dentro, ed è un buon esempio per le generazioni più piccole”.

Sei laureata in economia: come hai conciliato gli studi all’attività sportiva?
“Sto terminando il mio master in economia e marketing. Il calcio è sempre stata la mia priorità ma ho voluto continuare a studiare proprio perché penso che sia un buon investimento per il futuro. Se fosse per me giocherei per sempre a calcio, ma so che non potrò farlo per sempre a livello professionale, quindi quando smetterò sarà importante aver studiato”.

Come vedi il calcio femminile tra dieci anni?
“Penso che il calcio femminile si stia sviluppando nella maniera giusta, ogni volta che c’è una Coppa del Mondo notiamo che il movimento cresce sempre di più. La Roma è un ottimo esempio di come in poco tempo, in due anni, un club possa riuscire a diventare protagonista nel panorama internazionale. In giro per il mondo ci sono ancora tante cose da fare, bisognerebbe soprattutto migliorare il tipo di condizioni riservate alle giocatrici.”

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva
 
 

7 fatti su Megan Rapinoe che la rendono ancora più leggendaria

Per la calciatrice americana e star internazionale Megan Rapinoe, il 2019 è stato un anno indimenticabile.
Il Mondiale di Francia 2019 vinto con la squadra degli Stati Uniti, ma non solo. I premi individuali come Golden Boot, Golden Ball, Ballon d’Or, The World’s Best Woman Playmaker dell’IFFHS, fino a delle scarpe commemorative Nike, la nomina di Sports Illustrated’s Sportsperson of the Year, la comparsa sulla copertina di Glamour.
Inoltre ciò che ha veramente dato risalto alla sua immagine sono le continue campagne verso la US Football Federation per reclamare il concetto di equal pay.

Nonostante ciò ci sono tratti della calciatrici e della sua vita che non vengono sempre marcati o citate, ma l’hanno resa l’icona che è oggi.

  1. È stata inspirata da suo fratello più grande a giocare a calcio
    Indossava esattamente la maglia numero 7 quando giocava a calcio nella squadra Nazionale Femminile U-19, stesso numero del fratello Brian.
    Il fratello ha avuto gravi problemi legali legati alla droga, ha spiegato Rapinoe in un’intervista ad ESPN mostrando un forte legame per lui: “Giocava sulla fascia sinistra, anche io giocavo fascia sinistra. Indossava il numero 7, indossavo il 7. Aveva un taglio di capelli a scodella, anche io lo facevo”.
  2. È stata la prima atleta bianca ad inginocchiarsi durante l’inno americano
    Nel 2016 per solidarietà nei confronti del quarterback Colin Kaepernick, si inginocchia durante l’inno americano per attirare l’attenzione sull’ineguaglianze legate al razzismo.
    In un articolo di The Player’s Tribune afferma che protestare è un segno di responsabilità, soprattutto per chi è in grado di influenzare le persone che ha intorno.
  3. Lei e sua sorella fanno came out insieme durante il College
    Rapinoe è la più giovane di cinque fratelli, con una sorella gemella, Rachael.
    Entrambe iniziano a giocare a calcio all’età di 4 anni e giocano insieme per l’University of Portland. Entrambe sono gay e fanno came out dopo il secondo anno di College.
    Insieme possiedo Rapinoe FC, un business dopo vendono materiale calcistico per bambini a livello nazionale.
  4. Ha avuto 3 differenti infortuni al legamento crociato anterioreNon è sorprendente che un’atleta di grande livello non abbia avuto infortuni durante la propria carriera. Rapinoe ha avuto a che fare con tre lesioni al legamento crociato anteriore. La prima volta è stata nel 2006 e poi nel 2007 giocando per l’University of Portland. L’ultima risale a dicembre 2015 con la Nazionale USA.
    “L’infortunio mi ha messo di fronte alla realtà in divest modi. Il processo di recupero ti fa sentire più forte su ogni fronte, mentale e fisico.” 
  5. Ha parlato pubblicamente dei suoi disaccordi politici con la famigliaÈ ben noto che Rapinoe non sia sostenitrice di Donald Trump, ma nonostante ciò ha affermato in un’intervista al The Guardian che pensa che suo padre abbia votato per lui: “Ancora non capisco. Come può essere allo stesso tempo fiero di me e tirarmi un pugno nello stomaco?”
  6. È impegnata con una compagna e vincitrice Olimpica
    Rio 2016 con i suoi Giochi Olimpici e un evento sponsor fanno iniziare la storia tra Rapinoe e la giocatrice di WNBA Sue Bird, seppur già fans l’una dell’altra fin dall’inizio.
    Dopo due anni sono la prima coppia apertamente gay ad apparire sulla copertina di  ESPN The Magazine.
  7. Ama la moda
    Icona del luxury brand Loewe, volto molto noto su copertine di riviste, sempre appariscente e piena di stile in ogni occasione.
    “Per me, la moda è un mio modo di realizzarmi, guardare ed esprimere me stessa nella maniera che desidero”.

Credit Photo: Pagina Facebook di Megan Rapinoe

Rita Guarino: “Orgogliosa delle mie ragazze in questo momento di difficoltà”.

Rita Guarino, allenatrice della Juventus Women, si è detta particolarmente orgogliosa delle sue ragazze in questo periodo di difficoltà. Ecco il suo post social:
ritaguarino11 “Constatare quotidianamente quanta dedizione, impegno e motivazione ci mettono le ragazze anche di fronte alle difficoltà e alle limitazioni di questo incredibile momento è ciò che mi rende più orgogliosa di loro nel mio ruolo di allenatrice!!! Grazie” #finoallafine ⚪️⚫️ #juventus 🌪🔥 #liveahead #calciofemminile

Credit Photo: Vanni Caputo.

Chiara Marchitelli, Inter TV: “Il Mondiale di Francia ha fatto da spartiacque”

Chiara Marchitelli, portiere nerazzurro che annovera ben tredici titoli nazionali complessivi, conquistati con quattro diverse squadre: quattro scudetti, quattro Coppe Italia e cinque Supercoppe, ha parlato ad Inter TV:

“Sto bene sono tornata a Roma gia da un po’ ed è tutto a posto. La situazione qui? Io esco pochissimo e al TG si parla poco di Roma, quindi non ho una vera e propria percezione. Quello che vedo dal balcone è che c’è pochissima gente in giro, si esce solo per fare la spesa. E difficile allenarsi, se non impossibile! Il prof ci manda il possibile, ma non è facile.. utile si, almeno per mantenere la prestanza fisica e poi anche a livello mentale. Cerco di non svegliarmi tardi, mi alleno alla stessa ora in cui mi allenavo prima e crearmi una routine mi aiuta a trascorrere al meglio questo periodo”.

“Non ho una famiglia di ex calciatori o persone particolarmente appassionate al calcio, a parte uno zio, quindi il mio primo ricordo è legato a lui quando all’età di 5 anni mi insegnava a palleggiare. Io giocavo per strada, venendo da un paesino piccolo a quei tempi si giocava così. I miei non erano molto entusiasti all’inizio, ma poi sono riuscita a fargli cambiare idea. All’inizio andavo agli allenamenti del mio migliore amico di nascosto, poi mia mamma si è arresa e mi ha iscritto alla scuola calcio”.

“Il ruolo di portiere è stato un caso, ho iniziato come centrocampista. Poi quando ho iniziato a giocare con le ragazze, durante un’amichevole mancava il portiere e siccome io ero una delle più alte mi hanno messo in porta. Fu dura convincermi, ci volle un annetto prima che io mi convincessi a fare il portiere. Tra l’altro l’allenatore che mi mise in porta fu Sergio Guenza che purtroppo è mancato pochi giorni fa. È stata una figura importante per tutto il calcio femminile”.

“Il calcio femminile è cambiato in modo abissale negli anni. Quando ho iniziato a giocare io è stata proprio una scoperta vedere che c’erano squadre femminili. Non era per nulla un mondo conosciuto. Ho iniziato con la Lazio con cui vinsi coppe, campionati.. Se faccio ora il paragone anche solo a livello di strutture si percepisce la grande differenza e crescita e anche a livello mediatico. Il Mondiale di Francia poi ha fatto da spartiacque e da li è stato intrapreso un determinato tipo di percorso che spero il prima possibile ci porti al professionismo”.

“In futuro mi piacerebbe allenare i portieri. Ho preso il patentino Uefa B ma anche il patentino da preparatore dei portieri perché la sento mia questa passione e sento di poterlo fare. Mai dire mai però ecco preferirei la strada che conosco e che penso di saper gestire, anche perché non sono famosa per la pazienza. Quindi meglio potermi occupare di 2,3 portieri anziché di una squadra intera. Ora ho più pazienza di quando ero giovane infatti Roberta (Aprile ndr) mi ricorda me qualche anno fa e questo mi piace perché siamo molto in sintonia. Siamo un bel gruppo anche con Piero (l’allenatore dei portieri ndr), che invece al contrario di noi è una persona molto paziente, quindi si riesce a lavorare bene”.

“Sto cucinando molto in questo periodo, anche dolci. Infatti sono quasi diventata esperta di torta di mele. Mi piace cucinare, lo facevo anche prima, ma in questo periodo mi diletto di più anche perché ho ritmi diversi e più tempo per sperimentare anche altre ricette. Il soprannome Brontolo? Mi è stato affidato quando ero giovane perché ero spesso e volentieri una brontolona, non mi facevo andare bene tutto e sono testarda..Ora mi sono ammorbidita, mantenendo comunque quello spirito. Ma il soprannome si sa, resta!”

“Con Roberta Dadda ci conosciamo da tantissimi anni perché abbiamo giocato nel Monza insieme, vincendo anche uno Scudetto e poi ci siamo ritrovate negli anni a Brescia dove c’erano anche Elisa Alborghetti e Stefania Tarenzi quindi è stato bellissimo ritrovarle quest’anno. Anche perché a Brescia abbiamo condiviso una parentesi molto bella a livello professionale. Abbiamo vinto tutto quello che si poteva vincere e loro sono due persone eccezionali. Chiunque vorrebbe averle come compagne di squadra. Regi (Regina Baresi ndr) è stata una bella scoperta, è una bella persona, un’atleta professionista e un buon capitano. Sempre a disposizione delle proprie compagne”.

“A distanza di tantissimi anni mi ricordo dov’ero e cosa stavo facendo nel momento in cui ho ricevuto la notizia della prima convocazione in Nazionale maggiore. E’ una cosa che Roberta (Aprile ndr) ricorderà per il resto della vita. Indossare la maglia della Nazionale è una grande responsabilità perché rappresenti il tuo paese e tutte le ragazze che in Italia giocano a calcio. E’ da tenere sempre a mente anche che con quella maglia bisogna dare il massimo. Come con il proprio club, perché è grazie a quello che indossi la maglia della Nazionale”. 

Credit Photo: Facebook FC Internazionale Milano

Perugia Calcio Femminile, la Serie B è appesa a un filo

La squadra femminile del Perugia sbarca per la prima volta in Serie B, dopo che la Divisione Calcio Femminile della FIGC ha ufficializzato il suo ripescaggio in seguito alla mancata iscrizione del Milan Ladies, e fino a questo momento è stato davvero difficoltosa.

Partiamo dai risultati fatti fino a qui: l’unica vittoria è arrivata in trasferta, alla decima giornata, contro la Novese, poi i pareggi contro Cesena, Lady Granata Cittadella, Roma Calcio Femminile e Permac Vittorio Veneto, e undici sconfitte; poi passiamo alle reti fatte dalle grifoncelle che sono undici, di cui tre sono ad opera della sua top scorer delle perugine Susanna Federiconi, mentre quelle subite sono trentasei, rendendola così come la seconda peggior difesa del campionato, al quale è costata la panchina a Paolo Damiani, sostituito dall’ottava giornata da Valeriano Recchi.

Forse la società del presidente Massimiliano Santopadre poteva fare qualche investimento in più sul rafforzamento di alcune giocatrici che conoscano la categoria, ma non è ancora finita, poiché è vero che il Perugia è ultimo con sette punti, ma i punti sulla terz’ultima, ossia la Roma CF (colei che occupa quel piazzamento per accedere ai playout), è distante sei punti, quindi le grifoncelle possono ancora sperare nella salvezza. Ma le prime a crederci devono essere proprio loro.

POSIZIONE IN CLASSIFICA
12a.

PUNTI ATTUALI
7 (4 in casa e 3 in trasferta).

RISULTATI
1 vittoria, 4 pareggi e 11 sconfitte.

GOL FATTI
11 (7 in casa e 4 in trasferta).

GOL SUBITI
36 (18 in casa e 18 in trasferta).

MIGLIOR TOP SCORER
Susanna Federiconi (3 reti).

GIOCATRICE CON PIU’ PRESENZE
5 giocatrici (16).

Valentina Giacinti, AC Milan: “Le parole di Gazidis? Sono state fondamentali per noi: ci ha trasmesso positività e motivazione”

Valentina Giacinti, giocatrice del AC Milan, ha parlato in diretta su Instagram insieme a Carlo Pellegatti, raccontando della sua passione per il calcio e dei suoi idoli: 

“Perché il calcio? Non c’è una motivazione, da piccola ricevevo tanti regali come bambole di ogni tipo alle quali staccavo la testa e con la testa giocavo a calcio nel corridioio. Vedevo le partite con papà e quando era ormai palese che volessi giocare i miei hanno deciso di farmi iniziare questo sport. Avevo 6 anni”.

“Bobo Vieri è sempre stato il mio giocatore preferito. In realtà mi piaceva in tutto, anche fisicamente, né ero infatuata. Lo seguivo in ogni squadra andasse. Mi ha fatto appassionare al calcio, tifavo tutte le squadre in cui giocava, volevo diventare come lui. Michele Zunca invece, ex allenatore dell’Atalanta, mi ha dato la possibilità di andare a giocare al Napoli in Serie A. Mi ha insegnato tanto”.

“Quando ho capito che il calcio poteva essere il mio futuro? Dopo un campionato estivo in USA. Ho capito la potenza de calcio femminile ed ho capito che anche in Italia sarebbe diventato una possibilità”.

“I miei hobby? Ne ho tanti, non amo andare in discoteca come tante ragazze. Mi piace il cinema, leggere e sto imparando a suonare la chitarra. E gioco alla play. Amo i film storici, specialmente quelli che parlano del periodo nazista. Il mio film preferito è ‘La vita è bella’, lo conosco a memoria, lo avrò visto almeno 25 volte. Mi piacciono molto questo genere di film perché ti trasmettono tanto. Non ho un chitarrista preferito, mi diletto a strimpellare davanti ad un falò. Ma come ho detto sto imparando. Sto leggendo la biografia di Van basten. Mi rispecchio molto in quello che leggo perché spesso mi pongo delle domande calcisticamente parlando, e sto riscontrando di non essere l’unica”.

“Quando ho conosciuto Van Basten ero emozionantissima. Mi sono sentita una privilegiata perché chiunque vorrebbe conoscerlo. È un ricordo che mi porterò dentro per sempre. È una persona genuina, leggera.. ecco perché ho voluto leggere il suo libro. Ho conversato pochi minuti con lui ma ho capito che grande uomo è oltre al grande giocatore che è stato”.

“Le parole di Gazidis? Sono state fondamentali per noi. È stato un messaggio importante che ci ha trasmesso positività e motivazione. Sappiamo quanto creda nel calcio femminile. Siamo state molto contente di averle ascoltate e ci hanno motivato ancor di più”.

Credit Photo: Alessio Boschi

Evelina Christillin, membro UEFA nel consiglio FIFA: “Noi seguiremo quel che diranno istituzioni sanitarie e governi”

Evelina Christillin, membro UEFA nel consiglio FIFA, ha parlato a RaiNews24 delle ipotesi di ripartenza dei campionati di calcio:

“In prima istanza c’è la salute di tutti, l’ha detto Infantino nel messaggio che ha inviato a tutte le federazioni FIFA e l’ha ribadito Ceferin. Noi seguiremo quel che diranno istituzioni sanitarie e governi. La UEFA sta lavorando solo su delle ipotesi, poiché per prima cosa viene la salute”.

“Quando potremo ripartire lo faremo, ma ovviamente dovremo farci trovare pronti con piani A, B e C. Tutti quanti dobbiamo seguire le regole mediche, però diciamo che dall’inizio di giugno in poi forse si potrà ricominciare a porte chiuse. Intanto dobbiamo capire quando si potranno ricominciare gli allenamenti: in Italia fino a inizio maggio è escluso, poi si vedrà”.

“Vorrei solo dire che non si può pensare che alcuni settori i quali normalmente vengono considerati di divertimento, come turismo, cultura e sport, siano economicamente residuali. Il turismo e la cultura fanno insieme il 15% del PIL italiano, così come lo sport contribuisce in modo importante. Quindi non vorrei che si pensasse solo ai calciatori, che guadagnano milioni e milioni, e non a tutti gli altri”.

“Ci sarà una riunione UEFA il 22 aprile con tutti i 55 segretari delle federazioni che ne fanno parte. Il giorno seguente avremo il comitato esecutivo, in cui saranno comunicate le ultime decisioni. Ci sono anche delle task force che fanno ipotesi in base agli sviluppi sanitari”.

“Quella di rinviare l’Europeo di un anno è stata la prima decisione del comitato esecutivo UEFA. Ma ci sono tanti campionati che sono stati rinviati, anche quello femminile a cui tengo molto. Bisognerà riorganizzare tutto. Infatti ci sono due gruppi di lavoro: uno pensa alle questioni sportive, l’altro a quelle finanziarie e legali. Per esempio è stato già procrastinato il limite dei contratti dei giocatori, che dovevano concludersi con la fine dei campionati”.

Credit Photo: FIFA – Fédération Internationale de Football Association

James Johnson, CEO Federcalcio Australiana: “Australia e Nuova Zelanda sono la sicurezza di cui la Coppa del Mondo ha bisogno”

Il Chief Executive Officer della FFA (Federcalcio Australiana) James Johnson è fiducioso che l’Australia si sia dimostrata insieme alla Nuova Zelanda una “coppia di mani sicure” per ospitare la prossima Coppa del Mondo femminile.

L’ex dirigente della FIFA afferma che intervenire per ospitare le qualificazioni olimpiche che non si sono potute svolgere in Cina a causa del coronavirus ha ulteriormente migliorato la loro offerta congiunta. E Johnson crede che questo “salvataggio dell’ultimo minuto” non passerà inosservato nella sede della FIFA.

“Quello che ho imparato è che siamo in grado di offrire una competizione efficiente, in breve tempo e anche in condizioni estreme” ha aggiunto.

“Penso che se sei seduto a Zurigo e vedi che un possibile futuro paese ospitante, sia in grado di organizzarsi in maniera così veloce e funzionale nonostante si trattasse di una decisione dell’ultimo secondo, è davvero un buon biglietto da visita. A parer mio ciò che abbiamo fatto fornirà alla FIFA molta fiducia nei nostri confronti”.

“Se siamo in grado di organizzare un torneo come le qualificazioni olimpiche in breve tempo quando abbiamo problemi come il coronavirus che circonda la competizione, penso che possiamo offrire qualsiasi competizione e consegnarla bene”.

Il difensore Alanna Kennedy, che ha partecipato all’ultima partita della nazionale australiana che si è potuta giocare (la vittoria per 6-0 sulla Thailandia), ha dichiarato che la qualificazione ha dato alle Matildas un assaggio di come potrebbe essere una Coppa del Mondo in casa.

“Essere in grado di ospitare un torneo così grande sarebbe fantastico per noi qui in Australia e per il nostro gioco” ha detto “Incrociamo le dita e speriamo che la nostra sia un’offerta vincente”.

Photo Credit: foxsports.com.au

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