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La magica Italia accende il Gradski Stadion: azzurra la cooperativa del goal

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Un’Italia consapevole delle proprie potenzialità vince sulla Serbia con un finale largo e pulito trovato in una gara dal valore inestimabile in ottica Brasile 2027. 90+3 minuti tutt’altro che da comparsa per la compagine guidata da Soncin, forte di vantaggio già all’intervallo (3-0) ed iconica nel prosieguo, chiuso con tre reti in aggiunta.

La buona intenzione della Nazionale in avanti si vede tutta al quarto d’ora del secondo tempo, quando è la stessa a convalidare la propria imbattibilità con il quarto segno firmato Caruso: imprendibile la proposta dalla distanza della attaccante del Bayern. Continua a faticare la difesa serba che non silenzia l’agguato opposto; sotto i riflettori, poi, l’unica possibilità locale evidenziata al 78’, intuita sul nascere da Giuliani.

D’altro canto, l’ospite è in totale pressing e schiera una Piemonte agguerrita che non le manda a dire, peccato, però, per la deviazione subita che facilita a Kostic una importante murata. Sul finale ci pensano Caruso e Greggi a rendere il clean sheet ancora più corposo: letale il 6-0 che manda definitivamente a tappeto la Serbia.

Ora è testa alla Danimarca, poi ancora Serbia e Svezia per il sogno qualificazione. Intanto è festa per una grande performance tutta made in Italy e per la vetta del gruppo appartenente raggiunta. Lo scenario attuale evidenzia un ruolo da quota 4 per le atlete dello stivale, seguite direttamente (a pari punteggio) proprio dalle danesi e dalle scandinave; messo da parte, quindi, il rammarico per la lunga assenza di trionfo, ottimo anche il risultato ottenuto per una differenza reti necessaria all’obiettivo puntato.

Girelli-Oliviero-Lenzini manifesti di Serbia-Italia: le azzurre mordono nei primi 45’

Photo Credit: Francesco Farina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Attenzione, sacrificio, grande anima e grande cuore aveva richiesto il CT Andrea Soncin pochi giorni prima del fischio d’inizio della gara tra Serbia ed Italia, caratteristiche ben percepite sul campo nel primo tempo appena archiviato.

Lo sprint è tutto italiano con una porta quasi stregata per enormi occasioni non sfociate in uno scenario sblocca tabellino. Il goal a favore arriva poco prima del 20’, quando è Giugliano a proporre a Girelli, ma è fuorigioco (mal interpretato). Sembra quasi un destino chiamato, però: repentina la reazione della capitana odierna che spiazza Kostic con un tiro da formula “nonchalance”. 1-0 Italia.

Inizia a farsi pericolosa la “white” di giornata, che costringe Giuliani all’uscita, nonostante una mezz’ora flebile in termini di costruzione. Nulla che possa apportare modifiche alla fame tricolore, però, che farà da trampolino per il raddoppio. Stavolta il merito è tutto di Oliviero che non sbaglia sul tap in firmato Caruso.

Una solidità che pare non voler scemare nel prosieguo del faccia a faccia in corso: il terzo segno (sinonimo di una incontentabile ed incontenibile squadra dipinta di azzurro) che porta il nome di Oliviero (al suo primo in maglia Nazionale), sancisce un naturale epilogo di una fase segnata da una sola ed unica padrona. All’intervallo è tris per l’Italia, Serbia, invece, momentaneamente a bocca asciutta.

Ora tutta una seconda metà da giocare con in testa la chance di conferma dell’acquisizione di un pieno bottino dal peso notevole in vista della prossima tappa di qualificazione ai mondiali 2027. Come andrà a finire la disputa attuale?

La denuncia di Maria Caciotto: “Consumato l’atto più antisportivo possibile. Un uomo, un allenatore, che usa la violenza fisica verso una calciatrice”

Quello che è successo domenica durante il match di campionato dell’Eva Milano è stato vergognoso”. Parte cosi il commento di disgusto firmato dalla presidentessa Maria Cacciotto, al timone dell’ Eva Milano. La gara, valida per il girone B di Promozione femminile lombarda sul risultato di 3-3, tra il Gropello San Giorgio e l’Eva Milano FC ha fatto scalpore, purtroppo, per attimi che non hanno assolutamente a che fare con lo sport. Dopo un fallo di gioco, commesso dalla squadra locale sulla linea laterale all’altezza delle panchine, gli animi si riscaldano. Alcune calciatrici battibeccano poi il mister della formazione di casa, un uomo, spintona vistosamente una delle calciatrici avversaria, una donna.

Le immagini hanno fatto il giro del web lasciando davvero poco spazio alle parole.  “La nostra missione è sempre stata chiara promuovere la bellezza del calcio femminile- a continuato nello sfogo post gara la presidentessa Maria Caciotto – Usiamo i social per dare luce alle nostre atlete, per mostrare i sacrifici, i sorrisi e la crescita di un movimento che merita rispetto. Vogliamo far vedere quanto è bello questo sport”.
Poi tornando sulla partita, che ha visto lo stesso allenatore mancare di rispetto alle avversarie, ha evidenziato: “Domenica, però, abbiamo assistito a una scena che con il calcio non ha nulla a che fare. Mentre venivamo derise perché “squadra social”, sul campo si consumava l’atto più antisportivo possibile: un uomo, un allenatore, che usa la violenza fisica verso il nostro Capitano”. 

La massima dirigente dell’Eva Milano ha poi aggiunto: “Mettere le mani addosso a una ragazza non è agonismo, è un fallimento umano e professionale. Voglio essere chiara: non esiste dinamica di gioco, provocazione o tensione agonistica che possa giustificare la violenza. Nulla giustifica le mani addosso”.
L’ex direttore di gara ha quindi concluso evidenziando sull’accaduto: “Se essere una ‘squadra social’ significa denunciare questa vergogna affinché non resti nell’ombra, allora alzeremo il volume ancora di più. lo sto con il mio Capitano. lo sto con la mia Squadra”.

Serbia vs Italia, le formazioni ufficiali: Soffia dal primo minuto, davanti tocca a Girelli

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Crocevia importantissimo per le Qualificazioni ai prossimi Mondiali in Brasile, Serbia vs Italia è il terzo match valevole per le Azzurre per staccare un pass atteso che coronerebbe il percorso luminoso portato avanti durante tutto l’Europeo dello scorso anno. Dopo i pareggi contro la Svezia e la Danimarca, con il secondo dei quali che ha lasciato l’amaro in bocca e un pizzico di stizza, le ragazze di Mister Soncin devono rifarsi contro una squadra che al momento ha mancato l’appuntamento con i tre punti, ma che avrà modo di scendere in campo davanti ai propri tifosi.

Per evitare il “pericolo playoff”, le Azzurre dovranno sperare di risalire la classifica, perciò contro le balcaniche la vittoria è quasi un imperativo per non vedersi tagliate fuori dalla corsa al primo posto del girone con ancora tre gare da disputare, due delle quali in trasferta e una, contro la Serbia, in programma a giugno in Italia. A dirigere la gara, che avrà luogo allo Stadio “Gradski stadion Dubočica” di Leskovac, sarà l’arbitra tedesca Eleni Antoniou, supportata dall’greca Maria Detsi e dalla cipriota Angeliki Athanasopoullou; quarta ufficiale Glykeria Papakonstantinou.

Mister Soncin ha reso note quelle che sono le sue scelte in vista del faccia a faccia con la Serbia a poco meno di un’ora dal fischio d’inizio. Tra i pali gioca Giuliani coperta da una linea difensiva a quattro che prevede Soffia e Oliviero sui binari esterni e Lenzini e Salvai nel cuore della difesa. A centrocampo giocano dal primo minuto Caruso, Giugliano e Greggi con Dragoni a supporto di Glionna e Girelli, unico vero riferimento avanzato.

Nazionale U19 Femminile – La qualificazione all’Europeo si complica, Azzurrine ko 5-1 con i Paesi Bassi nella seconda gara del Round 2

 

Si fa duro il percorso di qualificazione per la Nazionale Under 19 femminile nel Round 2 che porta al prossimo Europeo di categoria (in Bosnia ed Erzegovina dal 27 giugno al 10 luglio). Dopo aver vinto all’esordio contro l’Ucraina con un secco 2-0, le ragazze di Matteucci sono costrette ad alzare bandiera bianca contro i Paesi Bassi che, all’Arena di Boras in Svezia, si impongono con un netto 5-1. Con questo risultato le oranje – battute 2-1 dalle svedesi all’esordio – raggiungono in classifica proprio le Azzurrine piazzando un colpo importante in ottica qualificazione. Per passare il turno (in Bosnia ed Erzegovina va solo la prima) ora l’Italia sarà costretta a vincere l’ultimo match del girone (possibilmente con una goleada), in programma venerdì 17 alle ore 18 contro le padrone di casa, sempre alla Boras Arena. Le ridotte speranze di andare all’Europeo sono inoltre legate al risultato di questo pomeriggio, con le svedesi impegnate contro l’Ucraina.

LA PARTITA. Rispetto alla prima e vittoriosa uscita contro l’Ucraina, Matteucci cambia 5 giocatrici nell’11 di partenza: c’è Bucci per Mazzocchi fra i pali, in difesa Consolini e Bertola prendono il posto di Bonanomi e Tosello, mentre in mezzo al campo Appiah e Giudici sono preferite a Vitale e Bedini. Davanti confermata la coppia di attacco formata da Ventriglia e Galli. L’avvio di partita è però molto complicato e l’Italia si trova subito a inseguire quando Ivens al 10’ porta avanti i Paesi Bassi. Neanche il tempo di riorganizzarsi e Pennock segna il raddoppio oranje 4’ più tardi. La prima mezz’ora ‘nera’ delle Azzurrine si completa a cavallo fra il 21’ e il 33’ quando capitan Van Dijk segna la doppietta che spinge i Paesi Bassi avanti 4-0. Nel finale di frazione la squadra di Matteucci accorcia le distanze con Galli (42’) e nella ripresa non si disunisce, anche se la differenza di risultato complica la rincorsa. Il tecnico azzurro getta nella mischia prima Tosello e poi Ferraresi (escono Lombardi e Consolini) e a metà secondo tempo entrano anche Bedini per Langella e Vitale al posto di Cherubini. Alla mezz’ora, però, segna ancora la squadra di Van Lieshout con Gelevert, allargando il risultato fino al definitivo 5-1.

 

 

Analisi sulle prestazioni della UEFA Women’s Champions League: il derby londinese Chelsea vs Arsenal sotto il microscopio

Photo Credit: Marco Montrone

L’osservatore tecnico UEFA Lluís Cortés esamina come il Chelsea abbia strutturato il proprio gioco offensivo dentro e fuori dal possesso palla, e come l’Arsenal sia riuscito a sostenere questi attacchi nei quarti di finale della Women’s Champions League. Nel ritorno del derby londinese della UEFA Women’s Champions League, la risposta tardiva del Chelsea si è rivelata insufficiente, poiché la difesa disciplinata dell’Arsenal ha infine negato ai padroni di casa una rimonta e ha posto fine alla loro sfida nei quarti di finale.

“Il Chelsea ha affrontato la partita con un chiaro senso di controllo e pazienza, pienamente consapevole che un gioco emotivo o caotico avrebbe potuto aumentare il vantaggio dell’Arsenal”, afferma Lluís Cortés, osservatore tecnico UEFA. “In possesso palla, il Chelsea ha mostrato un impegno costante nel progredire nelle fasce, spesso impegnando più giocatori in avanti nelle prime fasi degli attacchi. Il loro obiettivo era chiaro: arrivare nell’ultimo terzo con numeri e portare spesso in area. Molte delle loro occasioni sono arrivate da cross o ritenzioni.” “In difesa, il Chelsea è stato altrettanto disciplinato. Senza impegnare troppo i giocatori fuori posizione, si sono concentrati nel negare agli attaccanti dell’Arsenal tempo e spazio tra le linee, vincendo duelli e recuperando rapidamente il possesso. Giocatrici come Lucy Bronze sono state particolarmente efficaci in questi momenti, interrompendo ripetutamente i tentativi dell’Arsenal di avanzare.”

La struttura posizionale del Chelsea nelle costruzioni ha avuto un ruolo chiave nell’organizzazione offensiva. “I difensori centrali erano posizionati molto larghi, creando una grande prima linea che metteva in tensione la forma difensiva dell’Arsenal”, spiega Cortés. “Allo stesso tempo, i terzini sono rimasti alti e larghi, bloccando i giocatori esterni dell’Arsenal e aprendo le linee di passaggio. “Spesso, le ali del Chelsea si spostavano verso l’interno, attirando i terzini dell’Arsenal nelle aree centrali. Questo ha creato spazio all’esterno per corse sovrapposte, in particolare da Ellie Carpenter.” “Il ruolo di Lauren James è stato particolarmente importante,” aggiunge Cortés. “A volte si è posizionata quasi come una centrocampista aggiuntiva, occupando tasche centrali per creare sovraccarichi e ricevere tra le linee. Questa flessibilità ha permesso al Chelsea di collegare le fasi di gioco e destabilizzare la struttura del centrocampo dell’Arsenal. Nel complesso, il centrocampo del Chelsea ha mostrato forti movimenti complementari, cambiando costantemente le posizioni per creare spazio o occuparli efficacemente; La loro minaccia offensiva derivava da una combinazione di movimento, ampiezza e varietà nelle azioni dell’ultimo terzo.
“La minaccia offensiva del Chelsea derivava da una combinazione di movimento, ampiezza e varietà nelle azioni dell’ultimo terzo.”

Osservatore tecnico UEFA Lluís Cortés

“Tuttavia, lo strumento più costante e pericoloso del Chelsea è stata la varietà di cross in area. Hanno risposto da diverse zone e situazioni: cross precoci, passaggi indietro e palloni più profondi, puntando a una forte presenza aerea in giocatori come Sam Kerr, oltre a corse tardive di centrocampisti come Sjoeke Nüsken. Il gol vittoria stesso rifletteva questo approccio, evidenziando la perseveranza del Chelsea nell’attaccare le aree larghe e nel servire in spazi pericolosi.”

Per quanto riguarda i pattern, Cortés osserva: “Le situazioni di cross del Chelsea hanno mostrato una chiara struttura e ripetizione, ma anche abbastanza varietà da rimanere imprevedibili e difficili da difendere. “All’interno della scatola, c’era un chiaro impegno ad arrivare con i numeri. Il Chelsea ha regolarmente garantito un minimo di tre giocatori ad attaccare i cross – tipicamente l’attaccante, un centrocampista offensivo e l’ala sul lato opposto. “Altrettanto importante era la loro occupazione dei diversi spazi all’interno della scatola. I giocatori offensivi hanno mostrato una buona coordinazione per evitare di attaccare la stessa zona. “Un modello particolarmente interessante era il tempismo e l’origine dei movimenti degli attaccanti. In diverse situazioni, la finalizzatrice iniziava la sua corsa dal lato cieco della difensora, posizionandosi dietro la linea difensiva, dove era più difficile da seguire. Da lì, ha attaccato la palla con un’accelerazione tardiva, guadagnando un vantaggio posizionale sulla sua marcatrice.

“Infine, il Chelsea ha mostrato varietà nei tipi di cross lanciati. Questa variabilità ha impedito all’Arsenal di anticipare il tipo di servizio e di adattare il proprio comportamento difensivo, aumentando l’efficacia complessiva del gioco largo del Chelsea.” Per neutralizzare il Chelsea, l’approccio difensivo dell’Arsenal era chiaramente costruito sulla compattezza e sul controllo degli spazi centrali. “La loro priorità era ridurre la distanza tra le linee, negando al Chelsea la possibilità di avanzare al centro e costringendoli verso aree più ampie,” spiega Cortés. “Mantenendo questo blocco compatto, l’Arsenal ha efficacemente guidato gli attacchi del Chelsea sulle fasce, dove i cross diventavano la minaccia principale, piuttosto che le penetrazioni centrali.

“Un altro aspetto chiave era il ruolo dei giocatori di fascia. Le ali dell’Arsenal venivano spesso viste scendere in profondità per supportare i terzini, specialmente contro le corse sovrapposte del Chelsea. Questo creò temporanee sovraccarichi difensivi ai lati, aiutando a controllare una delle principali armi offensive del Chelsea. “Curiosamente, questo approccio difensivo creava anche opportunità di contrattacco. Con il Chelsea che schiera molti giocatori in avanti e spesso perdeva possesso nelle zone avanzate con la squadra libera, l’Arsenal ha potuto sfruttare i momenti di transizione.”

Il Chelsea è stato chiaramente in grado di creare occasioni, ma l’Arsenal ha fatto abbastanza da ritardare la rimonta e sopravvivere a momenti di pressione. L’allenatrice dell’Arsenal Renée Slegers ha detto all’UEFA dopo la partita: “Parliamo di ‘azioni di accumulo’ importanti per la squadra, grandi e piccole, e può essere un piccolo passo a sinistra o a destra,” con ogni piccola azione che contribuisce alla prestazione della squadra.

“La capacità dell’Arsenal di proteggere il proprio vantaggio è dovuta in gran parte alla loro disciplina ed efficacia nei momenti chiave della difesa, in particolare nel terzo di campo difensivo”, osserva Cortés. Con l’Arsenal che limitava le opportunità centrali, difendere i cross era molto importante. Il Chelsea è riuscito a creare occasioni, ma l’Arsenal ha cercato con successo di minimizzare questa minaccia. “Un aspetto che spicca è stato l’uso di azioni difensive individuali per interrompere le corse dentro l’area,” dice Cortés. “Invece di limitarsi a monitorare i movimenti, i difensori applicavano spesso il concetto di ‘rallentare la corsa dell’avversario’, usando il corpo per interferire con il percorso dell’attaccante. Questo dettaglio sottile ma cruciale ha ridotto la qualità delle occasioni di conclusione del Chelsea. “Oltre al numero, il loro obiettivo era chiaro: se non avessero vinto il primo contatto, miravano a rendere il finale il più scomodo possibile. Questo significava pressione costante sull’attaccante, limitando tempo, spazio e orientamento del corpo quando si tentava di concludere. Grazie alla compattezza, al posizionamento intelligente e a interventi individuali efficaci, sono riusciti a resistere a una pressione sostenuta e a proteggere il loro vantaggio aggregato.”

Focus sull’allenamento: Principi dei comportamenti difensivi

“Questi tipi di comportamenti difensivi (come ritardare le corse, proteggere lo spazio in area o interrompere le azioni finali) sono chiaramente radicati nei principi di gioco, non solo nelle strategie specifiche della partita”, dice Cortés. “Per questo motivo, devono essere allenati continuamente durante tutta la stagione, non solo introdotti in pre-stagione. “La pre-stagione è importante per stabilire le basi: definire l’identità difensiva della squadra, introdurre concetti chiave (compattezza, equilibrio pressione-copertura, difesa dell’area) e allineare i giocatori con una comprensione condivisa. Tuttavia, se questi principi non vengono costantemente rafforzati, perdono rapidamente efficacia sotto la pressione della partita. Poi, durante la stagione, la sfida non è insegnare di nuovo, ma mantenere e perfezionare questi comportamenti all’interno di un programma affollato.

Piuttosto che esercitazioni isolate, i principi dovrebbero essere incorporati in:

  • Partite a squadre ridotte e posizionali, dove i giocatori affrontano ripetutamente scenari difensivi realistici.
  • Esercizi basati sul gioco con vincoli, come premiare azioni difensive riuscite nell’area o limitare il tempo necessario agli attaccanti per concludere.
  • Interventi brevi e mirati, dove dettagli specifici come la posizione del corpo vengono messi in evidenza senza sovraccaricare i giocatori.

“Anche l’analisi video gioca un ruolo chiave,” aggiunge Cortés. “Usare situazioni reali di partita aiuta i giocatori a capire che una buona difesa spesso consiste nel ridurre l’efficacia dell’avversario, non solo nel piazzare placcaggi o intercetti chiari. “In definitiva, i principi difensivi dovrebbero essere trattati come non negoziabili all’interno del modello di squadra. Sebbene i piani tattici possano cambiare a seconda dell’avversario, questi comportamenti sottostanti devono rimanere coerenti. Le migliori squadre sono quelle che possono eseguire questi principi automaticamente, anche sotto stanchezza o pressione, cosa che può essere ottenuta solo attraverso una ripetizione continua e contestualizzata per tutta la stagione.”

Balon Mundial a Coverciano: una giornata di sport e inclusione con la Nazionale Femminile

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Squadra della settimana della Women’s Champions League: gara di ritorno dei quarti di finale

Lucy Bronze, Barcellona, UWCL

La Squadra della Settimana è scelta dal Gruppo Osservatori Tecnici UEFA, che dispone di un osservatore esperto che segue ogni partita ed è supportato nelle sue selezioni dall’unità Game Insights di Nyon, Svizzera.

Daphne van Domselaar (Arsenal)

Ha offerto una prestazione eccezionale contro il Chelsea, realizzando una serie di parate di alta qualità, inclusi interventi decisivi nel finale che si sono rivelati cruciali per assicurare il progresso dell’Arsenal.

Lucy Bronze (Chelsea)

Una presenza dominante in difesa, guidava la spinta del Chelsea verso la rimonta, contribuendo in avanti con passaggi chiave ed eccellendo in difesa attraverso quattro muri, quattro liberazioni e la maggior parte dei duelli difensivi vinti.

Glódís Viggósdóttir (Bayern Monaco)

Forte e affidabile nei duelli difensivi per tutta la partita, oltre a farsi avanti con un colpo di testa vitale che ha spostato il momento a favore del Bayern nella sfida contro il Manchester United.

Irene Paredes (Barcellona)

Ha avuto un ruolo chiave in una prestazione difensiva dominante per assicurarsi la porta inviolata contro il Real Madrid, contribuendo anche in attacco con il suo terzo gol stagionale.

Linda Dallmann (Bayern Monaco)

Vivace e creativa per tutta la partita, trovando costantemente spazi e generando momenti offensivi, con la sua influenza che cresce nel secondo tempo grazie a un gol, passaggi chiave e pericolose situazioni di 1 contro 1.

Melchie Dumornay (OL Lyonnes)

Ha prodotto un momento cruciale con un gol decisivo in una partita ad alto rischio contro il Wolfsburg, mettendo in evidenza la sua qualità e compostezza al massimo livello.

Alexia Putellas (Barcellona)

Ha segnato con stile la sua 500ª apparizione al Barcellona, aprendo le marcature contro il Madrid e fornendo due assist, mentre stimolava costantemente la creatività con diversi passaggi chiave.

Selma Bacha (OL Lyonnes)

Eccezionale nelle azioni ferme, creando otto occasioni (incluse cinque da corner) e registrando anche sei tiri e 15 recuperi di palla (il numero più alto di questa settimana).

Ewa Pajor (Barcellona)

Una minaccia costante grazie ai suoi movimenti intelligenti e alle sue corse dietro la difesa, coronata da un altro gol aggiunto al suo totale stagionale.

Tabitha Chawinga (OL Lyonnes)

Ha avuto un forte impatto dalla panchina, segnando nel finale mentre minacciava costantemente il possesso palla e creando molte occasioni per i compagni di squadra.

Caroline Graham Hansen (Barcellona)

Influente su entrambe le estremità del campo, combinando lavoro difensivo con qualità offensiva, segnando due volte, fornendo assist e rappresentando una minaccia costante in situazioni 1 contro 1.

Cento gol con le nazionali: tre italiane presenti nel ristretto club, c’è anche Tessa Wullaert

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La capitana belga Tessa Wullaert è diventata la settima giocatrice europea a segnare 100 gol internazionali. La Wullaert aveva recentemente raggiunto i 98 gol, nella vittoria del Belgio nelle qualificazioni europee femminili contro Israele. Una tripletta contro le stesse avversarie a marzo, nella sua 154ª apparizione con i Red Flames, ha poi portato la trentaduenne oltre il suo secolo. “Ci è voluto molto tempo, ma raggiungere finalmente quel traguardo è fantastico,” ha detto Wullaert. “Non posso ringraziare abbastanza i miei compagni di squadra per avermi aiutato.” Superando i 100 gol, Wullaert ha emulato la tedesca Birgit Prinz (il cui totale di 128 è il record europeo), la scozzese Julie Fleeting, il trio italiano Patrizia Panico, Elisabetta Vignotto e Carolina Morace, e la olandese Vivianne Miedema, che ha raggiunto i 100 gol durante l’UEFA Women’s EURO 2025. Christine Sinclair del Canada detiene il record mondiale con 190 gol internazionali senior.

Dopo aver giocato al Campionato Europeo UEFA Femminile Under-19 2011, Wullaert ha debuttato con la nazionale senior belga quell’agosto contro la Russia, segnando per vincere 1-0. Da allora ha segnato almeno due gol con il Belgio in ogni anno e nel 2016 aveva superato Aline Zeler come miglior marcatrice di sempre dei Red Flames, prima di raggiungere i 50 gol nel 2020 contro la Svizzera. Wullaert ha ottenuto la sua 100ª presenza nel 2021 e ha superato le 150 lo scorso anno, il suo bilancio di presenze il secondo più alto per il Belgio dopo quello di Janice Cayman. Ha partecipato agli ultimi tre tornei finali UEFA Women’s EURO, segnando nel 2017 contro i Paesi Bassi e lo scorso anno contro il Portogallo.

Il club europeo dei 100 gol

128 Birgit Prinz (Germania)
116 Julie Fleeting (Scozia)
110 Patrizia Panico (Italia)
107 Elisabetta Vignotto (Italia)
105 Carolina Morace (Italia)
104 Vivianne Miedema (Paesi Bassi)*
101 Tessa Wullaert (Belgio)*

*ancora attivo

Aggiornato al 7 marzo 2026

Sport e Pace: linguaggio universale di unità. Castiglia: “Il futuro si costruisce oggi, garantendo opportunità a tutti, senza distinzioni”

Credit: Divisione Calcio a 5

 

CASTIGLIA – “Un saluto al Presidente Bonfiglio, ogni volta che ci troviamo in questa sala, accade qualcosa di unico. Un ringraziamento alle istituzioni presenti, che con il loro patrocinio e la loro vicinanza danno valore e forza a questo evento – continua Stefano Castiglia, Presidente della Divisione Calcio a 5, presente alla conferenza insieme a Leonardo TodaroVice Presidente Vicario della Divisione Calcio a 5– è un grande piacere essere qui oggi e condividere con voi il lavoro e la visione della Divisione Calcio a 5. Oggi non siamo qui soltanto per parlare di sport. Siamo qui per affermare una responsabilità: quella di usare lo sport come strumento concreto di coesione, inclusione e costruzione di pace La collaborazione con PROMET IMPRESA SOCIALE va esattamente in questa direzione: creare progetti che abbiano un impatto reale su inclusione, parità di genere, educazione e benessere. Ma questi valori non possono restare enunciazioni: devono tradursi in scelte, investimenti e azioni continuative. La presenza delle scuole e delle associazioni ci ricorda una cosa molto chiara: il futuro si costruisce oggi. E si costruisce garantendo opportunità, diritti e accesso allo sport a tutti, senza distinzioni. Il tema centrale di oggi è chiaro: lo sport come veicolo di pace. Lo sport è un linguaggio universale, capace di unire, abbattere barriere e costruire relazioni fondate sul rispetto. Come Divisione Calcio a 5 siamo profondamente impegnati in questa direzione: lavoriamo per creare ambienti inclusivi, dove ogni persona possa sentirsi accolta e valorizzata. Abbiamo scelto di esserci, con iniziative concrete, anche nei contesti più fragili, come le visite ai bambini negli ospedali. Perché crediamo che lo sport non debba limitarsi ai risultati, ma debba assumersi una funzione sociale. Oggi il messaggio è semplice ma forte: lo sport può essere un motore di cambiamento, ma solo se tutti noi istituzioni, scuola, associazioni e sistema sportivo lavoriamo insieme con responsabilità e visione.

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