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La Sampdoria Primavera gioca in Alsazia (Francia)

La stagione della squadra Primavera della Sampdoria Women non si è ancora conclusa: le ragazze blucerchiate, che lo ricordiamo sono state protagoniste di una bellissima galoppata nel campionato Primavera 1 (soprattutto nella seconda parte di stagione, dove hanno retto il passo delle migliori in classifica) sono partite per l’Alsazia (Francia) dove affronteranno un torneo internazionale, la ‘Coppa femminile dell’Alsazia’, che le vede impegnate contro alcune delle formazioni di categoria più forti d’Europa, fra le quali anche il PSG. E proprio dietro alle parigine, le genovesi hanno concluso la prima fase: contro le prime della classe hanno dovuto arrendersi per 2-0, ma contro il Racing di Strasburgo sono riuscite a prevalere (1-0), mentre hanno pareggiato (1-1) contro l’altra pretendente del girone, il Molsheim Ernolsheim.

Al di là dei risultati puramente sportivi, che stimolano sempre l’impegno, l’occasione è molto importante per acquisire esperienza, senza ovviamente farsi intimorire dal blasone e dalle capacità altrui, ma può anche essere considerata, dalle ragazze genovesi, una sorta di ‘premio’ per il bel campionato disputato.

Giorgia Berveglieri, Juventus Women, è professionista:” Dedico questo traguardo alla mia famiglia!”

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Giorgia Berveglieri, attaccante sinistra classe 2005, dall’Etrusca Ferrara a Torino a vestire la maglia della Juventus Women, la nostra redazione ha avuto l’onore di conoscerla meglio e fare due parole su questo suo primo grande traguardo: la firma da professionista.

Giulia ci racconti un po’ la tua storia?Beh allora, io sono nata a Ferrara, da una famiglia che è già abbastanza sportiva, perché mio fratello ha sempre giocato calcio, anche nella Spal, quindi anche a livelli sempre abbastanza alti mentre mio papà ha sempre allenato, già a quattro anni mi portavano a vedere le partite di mio fratello, e anche se avevo il borsone del nuovo, a forza di paleggiare lì, a fianco, l’allenatore di mio fratello mi ha detto perché non giochi a calcio? E mi ha messo in campo, anche se a quattro anni non è che potevo, poi dopo invece l’anno dopo, mi hanno iscritto ufficialmente, con grande rammarico di mia madre che si è dovuta rassegnare di non potermi più vedere in costume e occhialini ma in pantaloncini e scarpini, e mi sono trovata nella mia prima squadra di calcio, che è l’ Etrusca, che era nata proprio in quell’ anno, dove sono rimasta 8 anni a giocare con i maschi, poiché ero l’unica è ragazza di Ferrara, che giocava a calcio.

Dopo ho fatto un anno di calcio femminile sempre lì, nell’ Etrusca, alternando partite con i maschi e con le femmine, per poi giungere al Bologna.

Qui sono stati anni difficili: a causa del Covid, e purtroppo non l’ho vissuta a pieno questa esperienza, dei tre anni di Bologna, di cui un primo anno, in Under 15, sono o meglio siamo riuscite ad arrivare alle “Final four” per lo scudetto di categoria, contro anche la Juventus, poi purtroppo il Covid, ha interrotto un po’ tutte le nostre esperienze, e dopo la pandemia mi sono trasferita un anno a San Marino.

Qui militando in categoria primavera, ho fatto bene, perché ho fatto tanti gol, e mi sono messa in mostra per la Nazionale, e poi anche per la Juventus”.

Sei già, da due anni Juventina nelle file della Primavera, da pochi giorni hai firmato un “contratto da professionista”, ed ovviamente occorrerà ancora tanto lavoro, da parte tua, per questa crescita; quali sono state le tue emozioni per questo grande traguardo? A chi vuoi dedicare tutto questo?

“Sicuramente è una grande emozione, perché, come detto prima, non è neanche finita la seconda stagione, e se prima venivo qui a Vinovo a vedere il centro sportivo per meglio conosce la società, adesso è realtà, ed in così pochi anni sono riuscita a guadagnami un posto, per me un grande obiettivo, anzi un traguardo molto importante per me.

Tutto questo lo dedico sicuramente alla mia famiglia, perché, come ho già affermato, se non mi avessero portato a giocare a calcio 4 anni, non ci sarei mai riuscita, inoltre mi hanno sempre sostenuto, anche quando era Bologna e facevo tutti i giorni da pendolare, con tantissimi kilometri da Ferrare a Bologna, sia mio papà, che mia mamma mi portavano agli allenamenti e stavano via, con me, tutto il pomeriggio”.

Raccontaci il primo giorno, le curiosità, i retroscena con le tue compagne e tutto ciò che apparentemente resterà nel tuo cuore per questo giorno, crediamo, indimenticabile.

“Nello specifico era un lunedì, pertanto qui al centro sportivo della Juve non c’era quasi nessuno poichè era il giorno libero della settimana, in ogni caso i miei genitori mi hanno raggiunto a Torino, la domenica sera, ed abbiamo festeggiato e mangiato in una pizzeria, e poi il giorno successivo, sono venuta a firmare, e niente dopo, in realtà sono sempre andata a pranzo con i miei genitori, e stato un momento conviviale, ed anche in video-chiamata con mio fratello, perché purtroppo era rimasta a Ferrara per lavoro, e non riusciva ad esserci. Il giorno successivo, con le mie compagne, è stato ancora più bello: tutte loro si sono complimentate con me, sono state molto gentili e molto carine”.

La Juve in questa stagione stà regolarizzando le giovani per portarle a crescere ed a fare carriera, cosa ne pensi?

“Certamente, penso che la Juventus abbia sempre puntato molto sulle giovani, si vede anche con tutte le ragazze che sono attualmente in imprestito, molti nomi, molto importanti, che stanno facendo molto bene, e che sono sicura in un futuro torneranno presto a giocare con la Juventus. Giocatrici molto forti, dove anche noi abbiamo avuto la possibilità, in quest’ anno di fare qualche settimana, di allenamento con la prima squadra, che sicuramente è un grande onore tutto questo, perché allenarsi con figure così importanti del calcio femminile italiano, è davvero importante, perché provi ad apprendere qualsiasi cosa, e ad ispirarti a loro. Ultimamente, i contratti lo dimostrano, la Juventus ha puntato molto sulle giovani, poiché già tre di noi hanno firmato un contratto da professionista, quindi penso che sia molto importante puntare sulle giovani”.

Credi che il tuo apporto, la tua grinta e le tue caratteristiche potranno un giorno rimpiazzare le grandi stelle bianco-nere del calibro di Cristiana Girelli e Barbara Bonansea?

Rimpiazzarle è difficile, perché comunque sono figuri importanti, però penso di impegnarmi tutti i giorni per raggiungere questi livelli, spero un giorno di poterli raggiungere, non so se sarò in grado di esserlo, perché ripeto figure davvero importanti, che hanno fatto un pezzo di storia, però ce la metterò tutta!”.

  A chi ti ispiri di più, tra le big, nel tuo gioco?

 “Mi piace prendere un po’ di tutto da ogni una di loro: mi piacerebbe prendere il colpo di testa e l’attacco alla porta di Girelli e la velocità il dribbling di Bonansea, però allo stesso tempo, anche, non mi vedo proprio come un attaccante da vero numero 9, quindi mi piace anche un po’ la visione gioco di Caruso. Quel gioco per intenderci un po’ più arretrato, un po’ più tre quartista o mediana. Invece a livello mondiale, come inspirazione, nel calcio femminile, sicuramente è Aitana Bonmati, perché è una calciatrice impressionante, invece a calcio maschile guardo molto, come ho detto, i tre quartisti mediani che sono Luca Modric, Tony Kross oppure Bruno Fernandes”

Ti sei diplomata al JCollege ed ora frequenti in presenza l’Università a Torino, hai quindi una doppia carriera? Pone spontanea la domanda cosa vuoi fare da grande?

“Si è vero mi  diplomata lo scorso anno, adesso sto facendo un’università di Torino in presenza, ed è molto difficile convogliare le due professioni, perché comunque tutti i giorni c’è allenamento, e tutti i giorni devo anche andare a lezione, attualmente ho una sessione molto tosta, però, comunque, il corso di scienze motorie (che ho scelto) me lo permette, anche perché vorrei proseguire con queste mie passioni, quindi il calcio, è per l’ appunto una di queste: la professione per i dati, che ci sono dietro al calcio, quindi mi piacerebbe studiare tutto questo per poi utilizzarlo sul campo, quindi mi piacerebbe unire queste due passioni, per il futuro della mia carriera. Lo studio universitario, credo e penso, è molto importante!”.

 Con le numerose iniziative di “doppia carriera” che l’Aic e la Figc, offrono attualmente alle calciatrici, pensi che questo potrebbe essere nel tuo futuro?

“Beh, sì, comunque, è davvero importante per noi atleti, parlo di atleti in generale, perché questi programmi sono pensati per tutti gli atleti, ed è davvero importante per noi che abbiamo allenamento alla mattina ed al pomeriggio e magari riuscire a svolgere esami e lezioni, quindi l’avere da parte delle università in generale, un occhio di riguardo, resta un aiuto, per poter garantire due carriere contemporaneamente.

Tutte noi, abbiamo fatto qualche incontro con la Associazione Italiana Calciatori e calciatrici, sull’adoppia carriera, e penso che sia davvero bello, ed importante più che stimolare che le ragazze giovani, riescano a portare avanti la scuola, di non concentrarsi soltanto sul gioco del calcio, lo studio ti apre tutta la mente, e ripeto studiare resta molto importante”.

Anche se pare scontato, che obbiettivi ti poni? Quanto potrà crescere Giorgia e dove vuole arrivare?

“Mi piace pensare e pormi, anno per anno, oppure partita per partita, i mei obbiettivi: mi alleno ogni giorno perché credo e penso ad essere focalizzata sul momento, e preferisco non guardare nè troppo avanti nè troppo indietro, ma vorrei continuare a fare gol e assist, partita dopo partita: come quest’anno per essere stimolata ancor di più a fare tanti gol e tanti assist, per essere sempre utile alla mia squadra!”.

In Nazionale U17 ed U19 hai già dato segno di grandi potenzialità, sebbene hai tempo per dimostrare i tuoi valori sul campo, che limiti temporali ti assegni per l’esordio nella Nazionale maggiore?

“E’ stato un onore di indossare una maglia azzurra, non nascondo che è stata una emozione enorme, cantare l’inno o comunque vivere il mondo della Nazionale, è normale che da calciatrice italiana mi piacerebbe un giorno rindossarla, e continuare indossarla, però come ho detto prima non mi piace guardare troppo in là, come obiettivo vivo anno per anno: il resto rimane sicuramente un bel sogno, che è nel cassetto, ma mi piace restare con i piedi a terra ed impegnarmi al massimo, poi si vedrà!”.

La nostra Redazione vuole ringraziale, l’Ufficio Stampa della Juventus Women, ed in particolare Giorgia Berveglieri per il tempo a noi dedicato con l’augurio di riaverla ancora con noi nell’ambito della sua lunga carriera in bianco-nera.

I gol, la laurea in medicina e una vita al servizio degli altri. L’emozione di Nadim: “Premiati i miei valori”

Credit Photo: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Con il pallone tra i piedi ha dato forma e sostanza ai propri sogni e a quelli di milioni di bambine. Quella di Nadia Nadim, attaccante classe 1988 del Milan, è una storia di libertà che vince sulla repressione, di coraggio che vince sulla paura. Il calcio, il suo ‘luogo sicuro’, le ha permesso di ripartire dopo l’uccisione del padre, gli orrori della guerra e la fuga dall’Afghanistan. A 12 anni l’arrivo in un campo profughi della Danimarca, il suo Paese d’adozione, e l’inizio di una nuova vita, che con il passare del tempo l’ha resa una delle giocatrici più forti e influenti del mondo, come evidenziato da Forbes nel 2018.

Nella sua carriera, iniziata proprio in Danimarca e proseguita tra Inghilterra, Francia e Stati Uniti, ha vinto tanto e segnato anche di più (oltre 100 reti tra club e Nazionale), ma il suo trofeo più prestigioso è quello di aver ispirato le nuove generazioni, dimostrando con il suo esempio che nulla è impossibile. “Quando sognate, sognate in grande”, disse anni fa al termine di un evento di fronte a una platea di giovanissimi. Sono questi solo alcuni dei motivi – impossibile elencarli tutti – che hanno portato la giuria ad assegnarle il terzo eBay Values Award della stagione, dopo quelli vinti da Paola Di Marino (Napoli Femminile) e Stefania Tarenzi (Sampdoria).

“Il calcio mi ha insegnato a comunicare con gli altri pur non parlando la stessa lingua – ha dichiarato – questo riconoscimento mi emoziona perché riguarda i miei valori. Sono loro a rappresentare ‘quello che sei’ e se vengo premiata significa che qualcosa di buono l’ho fatto”. La 36enne di Herat, arrivata a Milano a gennaio, ha utilizzato lo sport e lo studio come strumenti per crescere e imparare a conoscere l’ambiente che la circonda. Essere una giocatrice professionista non le bastava, voleva fare qualcosa di più e, per aiutare il prossimo e salvare vite umane, si è laureata in medicina ed è diventata chirurgo.

Il suo impegno per l’empowerment femminile, dentro e fuori dal rettangolo di gioco, le ha anche permesso di essere nominata ambasciatrice Unesco per l’educazione delle ragazze e delle donne. “La possibilità di avere una vita fantastica diminuisce se si ha un’istruzione limitata. È questo il motivo per cui reputo la scuola così importante”. Le attenzioni della numero 8 rossonera sono rivolte anche alle calciatrici del futuro, a cui consiglia: “Devono avere fiducia in sè stesse ed essere disponibili tra di loro e con gli altri – ha concluso – la vita non sarà sempre facile, ma è fondamentale continuare a lottare per affermare ciò in cui si crede”.

Nadia ha scelto l’A.C.D. Sedriano come settore giovanile femminile del territorio a cui destinare il kit di materiale tecnico e sportivo previsto da ogni eBay Values Award. Questo perché l’obiettivo dello speciale riconoscimento assegnato da eBay, Title Partner della Serie A Femminile, con il supporto della FIGC, è proprio quello di supportare concretamente le società giovanili per promuovere l’attività calcistica tra le nuove generazioni.

Questa la motivazione che ha portato la giuria ad assegnare l’eBay Values Award a Nadia Nadim:

“Prima ancora di essere una calciatrice, Nadia Nadim è una donna che ha lottato per la sua vita, per la libertà e per un futuro migliore.
Nata in Afghanistan nel 1988, Nadim ha dovuto ben presto fare i conti con un destino che nulla risparmia alle persone nate in un luogo del mondo ricco di conflitti e violenza.
L’uccisione del padre, la fuga dal suo paese natìo, l’Italia come primo approdo del lungo viaggio verso la Danimarca, poi i primi calci a un pallone in un campo profughi.
Quella di Nadim è una storia di vita che vince sulla morte, di libertà che vince sulla repressione, di coraggio che vince sulla paura; ma è anche una storia di sofferenza e dolore, speranza e rinascita.
Nel corso della sua carriera sportiva Nadim ha giocato in alcuni dei migliori club europei e americani, portando avanti parallelamente gli studi in medicina e un consistente impegno in attività umanitarie, per questo ad oggi è possibile considerarla una delle personalità più influenti del panorama sportivo mondiale.
La sua storia incarna i valori del coraggio, dell’impegno civile, della libertà”.

Soraja Caser, Meran Women: “Come ho comunicato in queste ore alla società a cui appartengo, è arrivato il momento di lasciare il calcio giocato”

Credit Photo: Meran Women

Soraja Caser lascia il calcio femminile giocato. Il portiere del Meran Women ha scelto di interrompere la sua carriera da giocatrice dopo aver conquistato insieme alla sue compagne una storica promozione in Serie B con tre giornate d’anticipo.

Caser ha condiviso sul suo profilo Facebook la sua scelta con una lungo e sincero pensiero:

“Ho fatto tutte le categorie, l’eccellenza, la C, la B, la A con il meraviglioso ricordo a 16 anni dell’esordio a Sassari.
Ho avuto anche la fortuna di calcare i campi di Coverciano.
È stato un percorso bellissimo, ho iniziato a 5 anni a difendere la porta con grande passione e per 25 anni non ho mai smesso di farlo.
Ma….come ho comunicato in queste ore alla società a cui appartengo, è arrivato il momento di lasciare il calcio giocato.
Non è certamente una decisione facile ma ritengo la migliore che potessi prendere in questo momento, oltretutto dopo la vittoria di questo campionato, tanto estenuante quanto entusiasmante.
Lascio un “mondo” che mi ha dato la possibilità di crescere come atleta, ma soprattutto come persona, ho fatto parte di tante società, ho avuto tanti allenatori, preparatori, compagne di squadra e tutti hanno contribuito alla mia crescita personale e professionale e per questo ho solo ringraziamenti da fare ad ognuno di loro.
Finisce una storia e ne inizia un’altra, a breve, altrettanto stimolante.
Sempre in campo, ma a cercare di insegnare io qualcosa ai più piccoli e anche in questo ruolo cercherò di metterci tutta me stessa.

Voglio concludere ringraziando soprattutto LA MIA FAMIGLIA che mi ha sempre supportato”.

Alice Virdis, Mediterranea C5: “Indescrivibile l’emozione provata nel salire in Serie A”

Credit: Mediterranea C5

Nel girone A di Serie B di futsal femminile a guadagnarsi l’accesso ai play-off, dopo la regular season, è stata anche la Mediterranea C5 che ha centrato il salto in Serie A grazie alla vittoria sulla Roma C5. A parlare in casa sarda della stagione appena conclusa è stata Alice Virdis, classe 2008, che sulla sfida conclusiva della loro annata ha sottolineato:

“Siamo arrivate a questo match molto cariche e motivate, per quanto mi riguarda era un sogno e non vedevo l’ora di giocare. È stata una gara molto combattuta, anche le avversarie erano molto motivate e ce l’hanno messa tutta per cercare di vincere. Una parola non basta per descrivere l’emozione provata nel salire in serie A: gioia, euforia e senso di appartenenza ad un gruppo fantastico che è riuscito a compiere un’impresa”.

Sulla squadra che disputerà la prossima stagione in massima Serie la calcettista aggiunge:
“Più che un quintetto parlerei dell’intera squadra. Tutte, sia chi ha giocato di più sia chi ha giocato di meno, hanno portato a questo magnifico risultato. Provengo dal calcio a 11 e sono approdata al calcio a 5 a settembre solo con l’idea di migliorare la mia tecnica”.

Virdis a riguardo continua: “Ho avuto invece la fortuna di entrare a far parte di una grande società, un grande gruppo che mi ha fatto crescere, appassionare a questo sport e provare la grande soddisfazione, non solo di vincere il campionato, ma anche di salire nella massima serie”.

Sui ricordi del 2023/2024 da poco concluso poi la giovane giocatrice confessa:
“Sicuramente porterò sempre dentro di me i bei momenti passati insieme alle mie compagne e ai miei mister e al di là delle decisioni future e della strada che faremo lì porterò sempre nel cuore. Abbiamo incontrato squadre di livello e quindi è stato ancora più bello per noi riuscire a vincerle quasi tutte”.

La chiusura è per un messaggio a compagne e tifosi:
“Vorrei dire grazie a tutti partendo dalla società per passare a tifosi, mister e compagne per la splendida ed indimenticabile esperienza vissuta insieme”.

La generazione dorata della Colombia non si pone limiti

La Colombia ha sicuramente fatto scalpore alla Coppa del Mondo Femminile FIFA 2023, non solo per aver raggiunto i quarti di finale, ma anche per ciò che le sue prestazioni hanno rappresentato. Durante la fase a gironi, ha battuto la Germania in uno dei momenti più incredibili dell’evento, in una partita in cui il formidabile talento di Linda Caicedo ha anche segnato lo Hyundai Goal of the Tournament.

Se c’è una cosa che ha unito Las Cafeteras durante il torneo, è stato il desiderio di puntare in alto e di non tirarsi indietro di fronte a grandi obiettivi. “Vogliamo essere campioni” era il mantra della squadra allenata all’epoca da Nelson Abadia. Questo obiettivo non cambierà a Parigi 2024, dove sogneranno di nuovo in grande grazie a una squadra talentuosissima che include vere star del calibro di Catalina Usme e Daniela Montoya, giocatrici internazionali esperte come Leicy Santos e giovani professioniste con una notevole esperienza già maturata, come Ana Maria Guzman e la stellina Caicedo.

Impegni Gruppo A Colombia

Tutti gli orari in ora locale

Giovedì, 25 luglio Francia-Colombia | 21:00| Stadio di Lione

Domenica, 28 luglio Nuova Zelanda-Colombia | 17:00| Stadio di Lione

Mercoledì, 31 luglio Colombia-Canada | 21:00| Stadio di Nizza

 

L’allenatore: Angelo Marsiglia

Nominato nell’ottobre 2023, subito dopo la fine della Coppa del Mondo, ha sostituito Abadia, alla guida dal 2014.

Marsiglia, 38 anni, faceva parte dello staff tecnico di Abadia, prendendo addirittura il suo posto in panchina per due partite ad Australia e Nuova Zelanda 2023 a causa della squalifica dell’allenatore.

Parlando alla FIFA dell’impatto di Marsiglia, l’attaccante colombiana Manuela Pavi ha spiegato: “È molto intelligente, sa come spiegarci le cose e concentrarsi sui nostri punti di forza. È molto bravo, ci capisce e ci dà sicurezza. È fondamentale per un allenatore conoscere le proprie giocatrici penso che darà alla Colombia un vero vantaggio quest’anno”.

Precedenti olimpici

Partecipazioni: 2 (Londra 2012 e Rio 2016) Miglior piazzamento: 11esima posizione (Londra 2012 e Rio 2016)

La Colombia ha raccolto solo un punto nei due precedenti Tornei Olimpici di Calcio. A Londra 2012, non è riuscita a segnare e ha subito tre sconfitte pesanti, mentre al secondo tentativo, il suo unico punto è arrivato sorprendentemente contro gli USA. Las Cafeteras hanno pareggiato quella partita 2-2, con la migliore marcatrice di sempre Usme autrice di una doppietta.

Sampdoria Women: chi potrebbe essere il nuovo allenatore?

Calcio Femminile Italiano, in un precedente editoriale, aveva provato ad anticipare le mosse di mercato della Sampdoria Women. A circa tre settimane dall’inizio della sessione estiva, non giungono ancora notizie né rumors dai canali del club Blucerchiato. Pertanto, la nostra redazione ne vuole approfittare per ipotizzare quale guida tecnica cercherà di condurre la squadra verso la quarta salvezza consecutiva.

Prima ipotesi: un ritorno inatteso

Una prima ipotesi, potrebbe essere Antonio Cincotta. Il tecnico già fautore della prima storica salvezza, mai peraltro in discussione con il sesto posto della stagione 2021-22, potrebbe essere forse anche il primo vero profilo sondato dal club. ZeroaZero.org lo aveva dato vicino al Sassuolo, pertanto l’ex allenatore della Fiorentina è pronto a tornare in Serie A con un club importante.

Seconda ipotesi: Napoli crocevia importante

Napoli è un nome caldo nei rumors del mercato allenatori. La giornalista de IlBianconero.com e di Lfootball Miriana Cardinale, aveva lanciato in esclusiva la vicinanza di Mango (ex Sampdoria) verso il club partenopeo. Sarebbe improbabile vista la separazione anticipata di quest’anno, però il mercato ci ha abituato anche a questi colpi di scena. Specialmente nel caso in cui le parti abbiano riflettuto a lungo sul futuro.

Luca Maninetti, giornalista di MilanNews24, lancia invece la sua esclusiva, parlando di Patrizia Panico a sua volta interessata a sedere sulla panchina Campana. Nel caso in cui non si trovasse l’accordo, potrebbe essere lei eventualmente la nuova candidata alla squadra Blucerchiata.

Terza ipotesi: gli esempi di Juventus e forse Como

Ultima strada percorribile, come già fatto la Juventus per Canzi (ed eventualmente dal Como, segnalato da più fonti, con Stefano Sottili, per ora non ufficiale comunque), pescare nel calcio maschile – nella Terza Divisione – una figura interessata ad allenare un Club di Serie A Femminile. I nomi accostati in estate alla Nazionale sembrano fuori portata, anche se Donadoni e Stramaccioni porterebbero ulteriore visibilità al massimo campionato. Più probabile un allenatore che abbia disputato un buon percorso nei playoff, come Michele Zeoli del Catania, che ha vinto anche la Coppa Italia di categoria. Un’ultima ipotesi, un ex calciatore, come fece il Verona con Bonazzoli.

Mister Marco Galletti saluta la Res Roma dopo un viaggio triennale alla guida della Prima Squadra

Credit Photo: Res Roma

In data odierna, la società Res Roma, mediante i propri canali social, ha comunicato la scissione consensuale dell’accordo tra la stessa ed il mister della Prima Squadra Marco Galletti.

Quest’ultimo è reduce da una importante stagione in serie B che ha visto la squadra capitolina chiudere all’undicesimo posto a quota 35 e raggiungere la salvezza con due giornate d’anticipo: per questo motivo potrà, infatti, continuare a sognare nella medesima categoria (fondamentali i risultati ottenuti sul rettangolo verde davanti ad Arezzo, Brescia e Chievo Verona, decisiva, però, la sconfitta subita dal Pavia in campo parmigiano).

Si conferma determinante il percorso 2019/20 di Galletti durante il quale lo stesso si affacciò per la primissima volta al mondo del calcio femminile trovando spazio come tecnico della Roma Calcio; tre, invece, gli anni più recenti che l’ormai l’ex guida giallorossa archivierà, di cui due in terza serie negli stessi colori.
Indubbiamente tale figura non sarà dimenticata facilmente da Nagni e company: un viaggio da ricordare, iniziato in serie C e che ora proseguirà in B, sempre con gli stessi ideali, principi ed obiettivi.

Tutta la società (incluso il Presidente Francesco Sortino ed i dirigenti) hanno voluto ringraziare il tecnico per la competenza, la serietà e l’impegno profuso in questi anni, augurandogli un prosieguo di carriera ricco di soddisfazioni.

Lisa Alborghetti, Inter Women: “Ci vediamo tra poco per un’altra stagione, lottando per difendere questi colori”

Credit Photo: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Quinta stagione all’Inter Women per Lisa Alborghetti. La capitana nerazzurra ha tagliato le 100 presenze con il club proprio a maggio nell’ultima gara di Poule Scudetto contro il Sassuolo, consolidando la sua figura di leader. Attraverso il suo profilo Instagram, Alborghetti dedica un messaggio ai tifosi e alla ormai ex compagna di squadra Marta Pandini:

“Altro anno, altra esperienza, altre emozioni.
La tua persona e il tuo essere atlete mancheranno, Marta Pandini, ti auguro tutto il meglio dalla vita perché è quello che ti meriti.
Ora un po’ di vacanza e ci vediamo tra poco per un’altra stagione, lottando per difendere questi colori. A presto”.

Juventus Women, le prime parole di Chiara Beccari

Chiara Beccari rientra dal prestito al Sassuolo e prolunga il suo legame con la Juventus fino al 30 giugno 2027.

L’attaccante classe 2004 torna a Torino dopo due stagioni in prestito che ne hanno accresciuto ancor di più il bagaglio di esperienza, come ci ha raccontato attraverso le sue prime parole:

«È un ritorno che ho atteso a lungo in questi due anni, sono tanto emozionata di tornare a vestire questa maglia e anche molto orgogliosa di esserci riuscita in così poco tempo. Dopo questi due anni lontano dalla Juventus Women sono più consapevole di quelle che sono le mie capacità e proverò ad aiutare la squadra a vincere trofei».

Sei anni dopo il primo ingresso al centro sportivo di Vinovo, le sensazioni per Chiara sono sempre le stesse.

«Quando sono arrivata qui avevo 14 anni, ero piena di ambizioni e di sogni nel cassetto. La Chiara di adesso ha gli stessi sogni, è sempre la stessa bambina che ha varcato quei cancelli e che vuole realizzare tutti i suoi desideri. E qualcuno è anche già stato raggiunto come tornare a vestire questa maglia».

A soli 16 anni l’esordio in Prima Squadra prima di dar vita al percorso in prestito per due stagioni: al Como Women prima e al Sassuolo poi.

«È stato un percorso formativo e sotto alcuni punti di vista non semplice considerato qualche problema fisico che ho dovuto fronteggiare. Sono cresciuta sotto tanti aspetti riguardanti il campo ma anche a livello umano e mentale; in questi due anni ho conosciuto tante persone diverse, di età differenti, che mi hanno aiutato tanto calcisticamente e a livello personale».

Chiara Beccari è la seconda giocatrice più giovane in Europa ad aver realizzato 5 reti e 5 assist la scorsa stagione mettendo in mostra senso del gol ma anche doti di rifinitura per le compagne.

«Nella mia breve carriera ho sempre fatto l’attaccante centrale e mi sono trovata molto bene. Ultimamente ho giocato più da esterno, posizione in cui sono particolarmente a mio agio quando gioco con un’altra centravanti potendo dar spazio alla mia velocità nel confronto diretto con l’avversaria. Mi piace essere sempre utile per la squadra ma fra gol e assist preferisco comunque sempre fare gol (sorride n.d.r.)».

Stefano Braghin, Women’s Football Director, un anno fa ha definito Chiara Beccari la centravanti più forte d’Italia assieme a Cristiana Girelli. Un confronto che inorgoglisce la giovane attaccante rientrata alla Juventus Women.

«Girelli è sempre stata un mio punto di riferimento, sentirlo pronunciare quelle parole per me è sempre stato motivo d’orgoglio. Il mio obiettivo è provare ad avvicinarmi il più possibile alla grandissima carriera che sta facendo lei, ovviamente secondo le mie caratteristiche che penso siano diverse dalle sue».

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