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Greta Ghilardi e l’amore per il futsal: “Tre anni fa non sapevo cosa fosse questo sport, poi con la pandemia…”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Greta Ghilardi, giocatrice della Kick Off e della Nazionale di futsal femminile, è una sorpresa. Quasi non la vedi arrivare, sorride composta, si guarda in giro con gli occhi curiosi dei suoi 21 anni. Poi, quando inizia a parlare lo fa con una maturità incredibile, spalancando le porte della sua vita con una loquacità che ti investe. Accade qualcosa di magico quando racconta delle sue prime volte ed è in quei momenti che capisci che in lei c’è qualcosa di diverso. La sua unicità è la stessa che mette in campo. Quella che nelle ultime amichevoli delle Azzurre a Taranto con l’Ucraina ha fatto strabuzzare gli occhi a tutti, alla Ct Francesca Salvatore in primis: Greta gioca con una leggerezza violenta. Sembra che corra in punta di piedi, fa cose col pallone che sembrano non poterle appartenere. Pensi sia timida, ma picchia duro. La sua presenza fisica e tecnica sul 40×20, il suo controllo emotivo della partita, delle giocate, il suo pensiero rapido e intuitivo, la rendono un diamante purissimo. Un talento che ha incrociato il futsal sulla sua strada quasi per caso, paradossalmente grazie alla pandemia: tre anni fa non sapeva cosa fosse il calcio a 5, oggi è la miglior classe 2003 d’Italia.

GLI INIZI E LA SERIE A. “Ho iniziato a giocare a calcio a 11 all’età di 6 anni – ricorda -, nella squadra del mio paese, Caravaggio, alle porte di Bergamo. Giocavo all’oratorio, nel classico campo di ‘patate’ come piace chiamarlo a me. Dopo poco sono passata alle giovanili dell’Atalanta, una realtà organizzatissima, grazie alla quale sono crescita tanto. Poi è arrivata la pandemia e la mia vita sportiva è arrivata a un bivio”. Bergamo è infatti in zona rossa, l’attività femminile atalantina viene stoppata e Ghilardi sposa il progetto dell’Accademia Calcio Bergamo che, dopo una breve parentesi di calcio a 11, iscrive la squadra al campionato nazionale U19 di futsal: “Non avevo neanche idea di che sport fosse – sorride la bergamasca –. Poi, dopo qualche allenamento, ho potuto capire le grandi differenze che ci sono fra i due sport e me ne sono innamorata”. La scalata è stata rapida e immediata. Dopo pochi mesi, a stagione conclusa, arriva la Kick Off, storica realtà del futsal femminile di San Donato Milanese e Ghilardi fa il grande salto in Serie A. “Mi si è letteralmente aperto un mondo, entrando a contatto con una qualità tecnica e tattica di altissimo livello e sin dal primo anno mi è stata data la possibilità di avere minuti, di mettermi in mostra e questo mi ha dato consapevolezze e maggiori responsabilità”. Tanto che a giugno arriva la prima convocazione in Nazionale, a 19 anni. “Non me l’aspettavo, è stato incredibile, avevo cominciato a giocare a futsal da così poco. Il bello è che l’ho saputo dai miei genitori, perché sono loro i primi a scrivermi e a interessarsi rispetto a tutto quello che faccio quando gioco”.

FAMIGLIA. La famiglia, una costante nelle parole di Ghilardi, come pilastro incrollabile. Anche se all’inizio la calciatrice azzurra ha dovuto vincere le resistenze dei genitori: “C’era un po’ di pregiudizio, ovviamente, che per fortuna ora il mondo del calcio femminile sta iniziando a sdoganare. Ho provato a giocare a basket, ma anche lì colpivo il pallone con i piedi – sorride –. Poi mia madre si è convinta, mi ha portato a giocare a 11, facendolo in un giorno di pioggia, con un campo fangoso, convinta che avrei mollato la presa. In realtà mi sono divertita così tanto che non hanno potuto far altro che assecondarmi. Hanno capito che questa cosa mi rendeva felice e da quel momento sono diventati i miei primi sostenitori, spingendomi sempre a continuare”. Una passione per il pallone che nasce dal fratello di tre anni più grande: “Volevo imitarlo, giocare sempre con lui. Alla fine ora è un po’ geloso del fatto che io sia arrivata in Nazionale – prosegue scherzando –. In realtà è il primo a seguirmi alle partite, è fiero di me. Ma d’altronde senza la mia famiglia non sarei dove sono ora, innanzitutto perché, per esempio, durante il primo anno di Serie A si sobbarcavano il viaggio da Bergamo a Milano tutti i giorni andata e ritorno, senza di loro nulla di tutto questo sarebbe potuto accadere”. Da questa stagione Greta abita a Milano e questo le ha cambiato la vita: “Sono molto felice, sono molto più indipendente e quando riesco a tornare a casa è ancora più speciale, riesco a godermi di più questi momenti”. Quelli con la famiglia, gli amici e il fidanzato, che vive a Bergamo, ma non si perde una partita: “Mi segue in casa e anche fuori, è stato uno dei primi a credere nelle mie possibilità, a spingermi a scegliere di giocare a futsal, anche perché dopo l’Atalanta avevo l’opportunità di andare al Brescia, ma non ho rimpianti, è stata la scelta giusta”.

MONDIALE. Un percorso, quello di Ghilardi, che va di pari passo con l’Università: “Sto studiando Scienze Motorie. Portare avanti studio e sport non è facile, ma fra un anno conto di laurearmi e in futuro mi piacerebbe fare un corso di massoterapia per continuare a restare nel mondo sportivo anche sul piano lavorativo”. Anche se il futuro imminente si chiama Mondiale di futsal femminile, il primo della storia nel 2025. Proprio il 15 maggio la FIFA ha annunciato la sede, le Filippine: “Non avrei mai potuto pensare di sognare una cosa così importante. Non sono una persona che pensa spesso al futuro, cerco di dare il massimo tutti i giorni, ma è chiaro che all’annuncio di un Mondiale non ho potuto pensare ad altro. È un’opportunità grandissima, una grande vetrina, per tutte noi, per tutto il movimento”. Lo è anche e soprattutto per quella bambina che a 6 anni dava calci al pallone in un campo fangoso, sotto la pioggia, che ora illumina il parquet indossando la maglia della Nazionale.

Annalucia Braccia, PSB Irpinia: “Ogni stagione mi lascia tanti pezzi dentro, questa più delle altre”

Annalucia Braccia
Credit: Irpinia

Nel girone D di Serie B di futsal femminile a guadagnarsi l’accesso ai play-off, dopo la regular season, è stata anche la PSB Irpinia che però ha abbandonato i sogni promozione con il passo falso contro la Woman Napoli. A parlare in casa campana della stagione appena conclusa è stata Annalucia Braccia, classe ’99, che sulla sfida conclusiva della loro annata ha sottolineato:

“Abbiamo affrontato l’ultima partita consapevoli del percorso fatto durante tutta la stagione, ma anche della delicatezza tipica delle gare da dentro o fuori. Siamo state brave nell’imporre il nostro gioco, ma è mancato il cinismo e si sa che se non colpisci prima o poi verrai colpito”.

Sulla stagione, poi, la calcettista aggiunge:
“Il nostro girone si è dimostrato ben attrezzato, anche se per noi è stato quasi tutto in discesa. Credo che il livello della serie B sia in aumento, ma c’è bisogno di maggiori incentivi. Nonostante i risultati positivi, il nostro non è stato un cammino semplice. La stagione è iniziata in salita, ma siamo state brave ad affrontarla e a trovare un sentiero meno ripido. Questo percorso è stato ricco in termini di esperienze, pertanto ha contribuito alla crescita di tutti noi”.

Sul sua annata, invece, la giocatrice delle irpine ci dice:
“Ho vissuto intensamente ogni passo di questa stagione, ho dato tanto, tutto, perché la voglia di riscatto per la retrocessione dello scorso anno è sempre stata forte. I numeri suggeriscono che la mia è stata una buona annata, anche se non è stato raggiunto l’obiettivo prefissato e le difficoltà non sono mancate. Alla fine ciò che conta è stato aver aggiunto molte cose alla mia cassetta degli attrezzi, un dettaglio essenziale per la mia crescita personale e professionale”.

Sui ricordi lasciati da questo torneo Annalucia confessa:
“Ogni stagione mi lascia tanti pezzi dentro, questa più delle altre. L’abbraccio di inizio stagione lo custodirò con cura, perché nello sport, come nella vita, vale sempre la pena tentare anche quando abbiamo soltanto l’1% di probabilità di farcela”.

La chiusura è per un messaggio ai tifosi e alla compagne di squadra:
“Grazie ai tifosi per averci accompagnato durante questo cammino, per aver creduto sempre in ognuna di noi. Non è mai scontato.
Alle mie compagne dico che bisogna essere consapevoli che quando mettiamo piede sul campo, accettiamo la possibilità di venir sconfitti, ma lo facciamo semplicemente perchè amiamo farlo. La passione ci rende vivi e anche se la sconfitta sembra spegnerci un po’, in realtà ci accende ancora di più. Auguro ad ognuna di loro di tentare sempre qualcosa, perché è quella la chiave del successo. Punto e a capo Branco”.

Fiorentina Femminile: tutti i nomi delle ragazze Viola convocate in Nazionale

Credit Photo: Paolo Comba, Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Con la finale di Coppa Italia tenutasi lo scorso venerdì, la stagione 2023/2024 ha raggiunto il suo termine. Le atlete, dunque, saranno impegnate con le Nazionali.
In relazione a ciò, è stato diramato nelle ultime ore il comunicato che mette al corrente i tifosi della Fiorentina dei nomi delle calciatrici coinvolte.
Molte tra le gigliate, infatti, sono state convocate per vestire la maglia del proprio paese di origine in vista delle qualificazioni agli Europei Femminili, che si giocheranno in Svizzera nel 2025.

ITALIA:  
BALDI Rachele
CATENA Michela
SCHROFFENEGER Katja
SEVERINI Emma
Le atlete saranno a disposizione del Mister Andrea Soncin dal 26 maggio al 5 giugno 2024 e giocheranno per la qualificazione agli Europei contro la Norvegia.
La partita d’andata si terrà venerdì 31 maggio alle 18:00 presso lo stadio Ullevaal di Oslo, mentre al ritorno Ferrara si tingerà nuovamente d’azzurro. Il ‘Paolo Mazza’ ospiterà la gara, con calcio d’inizio alle ore 18:15.
La Nazionale Femminile giocherà a Ferrara per la settima volta: l’ultima, cronologicamente parlando, è stata l’amichevole contro il Marocco terminata 0-0. Sempre lo stesso sfondo si è avuto a settembre 2022 quando l’Italia vinse contro la Romania e si qualificò alla fase finale dei Mondiali 2023.
La Norvegia è una vecchia conoscenza dell’Italia: a febbraio 2022, durante l’Algarve Cup, le azzurre vinsero per 2-1 (gol di Giacinti e Caruso).

SLOVENIA: 27 maggio – 5 giugno 2024 (Qual. Europei, andata e ritorno contro la Lettonia)
ERZEN Kaja

DANIMARCA: 27 maggio – 5 giugno 2024 (Qual. Europei, andata e ritorno contro la Spagna)
FAERGE Emma

AUSTRIA: 27 maggio – 5 giugno 2024 (Qual. Europei, andata e ritorno contro l’Islanda)
GEORGIEVA Marina

ISLANDA: 27 maggio – 5 giugno 2024 (Qual. Europei, andata e ritorno contro l’Austria)
JOHANNSDOTTIR Alexandra

SVEZIA: 27 maggio – 5 giugno 2024 (Qual. Europei, andata e ritorno contro l’Irlanda)
JANOGY Madelen
HAMMARLUND Pauline

SERBIA: 27 maggio – 5 giugno 2024 (Qual. Europei, andata e ritorno contro la Slovacchia)
MIJATOVIC Milica

Aitana Bonmatí nominata Giocatrice della Stagione della UEFA Women’s Champions League 2023/24

Il panel degli Osservatori Tecnici della UEFA ha nominato Aitana Bonmatí del Barcellona Giocatrice della Stagione della UEFA Women’s Champions League 2023/24 per la seconda stagione consecutiva.

Con sei gol e sei assist, la 26enne ha segnato 12 reti – più di ogni altra giocatrice in questa stagione – ed è stata nominata Giocatrice della Partita dopo aver segnato nella finale vinta 2-0 dal Barcellona contro il Lione. “Ha influenzato il gioco su tutto il campo dentro e fuori dal possesso palla. Passaggi alti e progressivi, recuperi alti di palla e ha segnato un grande gol” ha spiegato il pannello degli Osservatori Tecnici della UEFA.

Intervenendo dopo la partita, Bonmatí ha detto: “Chi mi conosce ti dirà: ‘Non ne avrà mai abbastanza’. Sono una persona così ambiziosa, non sono quasi mai soddisfatta del mio lavoro e voglio sempre di più, ma cerco di far tesoro di questi momenti sempre di più e questa stagione mi è piaciuta di più”.

Con Bonmatí che ha vinto il premio 2022/23 e la compagna di squadra Alexia Putellas che ha vinto il premio inaugurale nel 2021/22, tutte e tre le giocatrici della stagione della Women’s Champions League finora sono state giocatrici del Barcellona.

 

Le statistiche di Aitana Bonmatí nella Women’s Champions League 2023/24

Presenze : 11
Gol : 6
Assist : 6
Distanza percorsa (fase a eliminazione diretta) : 52,88 km
Velocità massima (fase a eliminazione diretta) : 30,7 km/h

Lazio promossa in Serie A, domenica sera all’Olimpico le biancocelesti premiate dalla presidente Tinari

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

La stagione della Lazio si è chiusa in maniera trionfale, con la promozione in Serie A. Dopo aver già ricevuto il tributo dei tifosi biancocelesti nel giorno successivo al successo di Ravenna che aveva sancito l’aritmetica vittoria del campionato di Serie B, domani sera nel corso dell’intervallo di Lazio-Sassuolo (Serie A maschile) la squadra e lo staff guidato dall’allenatore Gianluca Grassadonia saranno premiati all’Olimpico dalla presidente della Divisione Serie B Femminile Laura Tinari e dal segretario Francesca Sanzone.

Una cerimonia che celebrerà una squadra capace di stravincere il campionato di Serie B, con una sola sconfitta in 30 partite, e che il prossimo anno tornerà a giocare nella massima serie dopo due stagioni.

Damallsvenskan, 8a giornata: l’Häcken si riprende il secondo posto

L’8a giornata di Damallsvenskan metteva in scena lo scontro diretto tra Häcken ed Hammarby per il secondo posto. La sfida, che lo scorso anno si è protratta sia in Svenska Cupen sia in Campionato, l’hanno vinta per 2-0 le Giallonere. Fossaldá e Schröder, entrambe nel secondo tempo, lanciano la squadra di Göteborg al secondo posto all’inseguimento di uno straripante Rosengård. La formazione di Malmö si impone 4-0 anche sul Piteå (Holdt, Seger, Larsson, Schough) e ora comanda con ben 5 punti di vantaggio sulla piazza d’onore.

L’Hammarby invece, penalizzato anche da aver colpito due traverse ed essersi visto strozzare in gola l’urlo del gol da una serie di salvataggi di Falk e della difesa, viene raggiunto dal Kristianstads. Tryggvadóttir, Person e Tindell ribaltano l’iniziale rete di Hjelm-Rönnlund e permettono alle Arancioni di vincere 3-1 sul campo del Brommapojkarna. A tre lunghezze dal secondo posto c’è anche il Norrköping, che vince il derby con il Linköping per 1-0 (Cary al 49′) e ora può sognare l’assalto alla Champions League, almeno in linea teorica.

Per la salvezza, l’AIK Solna supera 1-0 l’ÖrebroFamili all’82’ – e guadagna terreno su Piteå e Linköping, che sono partite davvero male, e sono in zona playout. A far compagnia all’Örebro vi è il Trelleborgs, schiantato 3-0 dal Vittsjö con i gol di Adamek, Ayers e Boychuk. 1-1 infine tra Växjö e Djurgården. Apre al 49′ Augustsdóttir, pareggia all’89’ Almqvist.

Classifica: Rosengård 24, Häcken 19, Kristianstads ed Hammarby 18, Norrköping 16, Djurgården 14, Vittsjö 12, Brommapojkarna 11, Växjö 10, AIK Solna e Piteå 6, Linköping 5, Trelleborgs ed Örebro 1.

Tinja-Riikka Korpela, AS Roma, saluta le compagne ed il tifo: “Grazie, adorabili tifosi dell’AS Roma, vi amo e ho sempre voluto darvi il massimo. Daje”

Tinja-Riikka Korpela, secondo portiere della AS Roma Femminile, ha voluto ringraziare le sue compagne attraverso un lungo post pubblicato sul suo profilo Instagram.
Dopo la comunicazione dell’addio di Stefanie Ohrstrom, della scorsa settimana, adesso anche Korpela (dopo la vittoria dello scudetto e della Coppa Italia) è giunta questa decisione inaspettata.
Ad oggi il Club giallo-rosso non ha ancora ufficializzato il suo saluto ma resta certo che dopo la comunicazione del neo acquisto, classe 2001, dallo Slavia Praga: Lukasoua lo spazio tra i pali del “Tre Fontane” era sempre più stretto.

Ecco quanto ha scritto la calciatrice: “Mi sono subito innamorata di questa città e di questo club, l’AS Roma resterà per sempre nel mio cuore. Sono così incredibilmente grata per il tempo trascorso qui, per tutti i ricordi meravigliosi e soprattutto per tutte le belle persone che ho incontrato, non vi dimenticherò mai!! Grazie alle mie compagne di squadra, allenatori e staff, voi ragazzi siete diventati molto importanti e speciali per me e mi avete reso una giocatrice e una persona migliore. Grazie, adorabili tifosi dell’AS Roma, vi amo e ho sempre voluto darvi il massimo. Daje”.

Giulia Dragoni orgoglio azzurro: è la prima italiana a vincere la UEFA Women’s Champions League

Giulia Dragoni è diventata la prima giocatrice italiana a vincere la UEFA Women’s Champions League. La giovane promessa del calcio femminile italiano non ha fatto il suo ingresso in campo nella finale di sabato a Bilbao contro il Lione, ma ciononostante ha stabilito un nuovo primato.

Nata a Milano il 7 novembre 2006 (sì, la talentuosa centrocampista azzurra ha solo 17 anni e gioca nel Barcellona), mostra fin dall’infanzia una precoce interesse per il calcio. Fin da piccola, infatti, ha iniziato a giocare nei campetti della sua città, dimostrando subito un’attitudine fuori dal comune. La sua passione per il calcio l’ha portata a iscriversi a diverse squadre giovanili locali (Franco Scarioni 1925 e Cimiano), dove ha iniziato a farsi notare per le sue abilità tecniche e tattiche.

La Pro Sesto è una delle prime società a individuare in Giulia enormi qualità calcistiche, così nel 2015 entra nel settore giovanile della società sestese, dove si mette in luce competendo con maschi più grandi e grossi di lei. “Di solito gioca esterno alto di fascia ma capita anche che giochi in attacco o da centrocampista centrale” affermava papà Massimo, da sempre il suo primo sostenitore. Controllo di palla, passaggi precisi e capacità di leggere il gioco emergono da subito e, non a caso, le fanno guadagnare il prestigioso soprannome di “piccola Messi”.

Giulia compie un balzo fondamentale e rapido nel 2020 quando a soli 14 anni, dopo essere passata all’Inter, viene promossa nella squadra Under 19. Brucia ancora una volta le tappe guadagnandosi un posto in Prima Squadra con la quale esordisce in Serie A a 16 il 20 novembre 2022 contro la Fiorentina.

Difficile trattenere un astro nascente e altrettanto impossibile rinunciare alla chiamata del Barcellona nel 2023, squadra con cui è tutt’ora legata fino al 2025. Ogni professionista conosce il valore di un’occasione unica da cogliere, per continuare a coltivare la propria passione e per far ardere la fiamma del proprio talento.

La sua partecipazione alla finale di Champions League, seppur da non protagonista, rappresenta un simbolo importante per il futuro del calcio italiano. Dopo Sara Gama con il PSG nel 2015, è la seconda italiana ad aver raggiunto la finale di UEFA Women’s Champions League.

Il futuro di Giulia Dragoni appare luminoso. Con il supporto e l’allenamento che continuerà a ricevere al Barcellona, ha tutte le potenzialità per diventare una delle migliori centrocampiste del panorama calcistico femminile internazionale. La sua carriera sarà sicuramente seguita con grande interesse sia dagli appassionati di calcio che dagli addetti ai lavori. Giulia rappresenta un esempio di come talento, dedizione e opportunità possano confluire per costruire una carriera promettente nel calcio professionistico.

Apre Diana Santos, chiude Mansueto: il Bitonto scappa in extremis, 6-3 al Montesilvano in gara-1 delle semi

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Colpo su colpo fino al 3-3, poi l’allungo decisivo del Bitonto che dimostra ancora una volta di volersi tener stretto il tricolore che ha cucito sul petto. Al PalaRoma, il Montesilvano ce la mette tutta per fermare le leonesse, ma deve arrendersi negli ultimi tre minuti di gara-1 delle semi.
Sfida tattica, proprio come quella vista in occasione delle semi di Coppa Italia, che non delude le aspettative soprattutto nel primo tempo: Belli risponde a Diana Santos e la sfortunata autorete di Mansueto vale il 2-2 biancazzurro dopo il gol di Renatinha, mentre è Lucilèia a mandare le sue a riposo sul +1, centrando la porta dalla distanza. Manieri rimette tutto in parità a metà della ripresa, ma alla fine sono le pugliesi ad averne di più: Tampa, Jozi Oliveira (dalla propria porta) e Mansueto chiudono la contesa sul 3-6. Ora appuntamento a gara -2, possibile match point della squadra di Marzuoli che deve ancora fare i conti però con la resilienza del Montesilvano.

SERIE A FEMMINILE – PLAYOFF – QUARTI DI FINALE
1) BITONTO-KICK OFF 9-1 (gara-1 2-4, gara-2 8-1)
2) GTM MONTESILVANO-FEMMINILE MOLFETTA 7-3 (9-0)
3) TIKITAKA FRANCAVILLA-LAZIO 7-1 (4-1)
4) STILCASA COSTRUZIONI FALCONARA-VIP 4-0 (7-5 d.t.s.)

SEMIFINALI (gara-1 25/05, gara-2 30/05, ev. gara-3 01/06)
X) GTM MONTESILVANO-BITONTO 3-6
Y) TIKITAKA FRANCAVILLA-STILCASA COSTRUZIONI FALCONARA 2-1

FINALE – GARA UNICA – 09/06
VINCENTE X-VINCENTE Y

Sara Rufin, Team Manager Meran Women: “Il sogno è diventato realtà: ci godiamo il momento e restiamo concentrati per la fine del campionato

credit photo: Meran Women

La stagione 2023/2024 del Meran Women è stata costellata di successi al punto da vincere con merito e con tre giornate d’anticipo il campionato nel girone B di serie C.

Abbiamo raggiunto Sara Rufin, Team Manager della società alto atesina, per un’intervista in esclusiva in cui si parlerà non solo dell’ottima stagione che volge al termine ma anche di futuro.
Con lei abbiamo ripercorso le tappe di questo viaggio che è stato il Campionato del Meran. Un viaggio bellissimo, ma non per questo privo di difficoltà superate grazie alla coesione di un gruppo che si considera ormai una famiglia, oltre che (come ovvio) grazie ad una mentalità vincente e alla giusta preparazione psicofisica:

La stagione del Meran, nonostante le difficoltà incontrate, ha raggiunto l’obiettivo delineato prima dell’inizio del campionato.
Quale è stata la “ricetta” che ha portato ad un tale risultato?
“La ricetta che ci ha portato li dove siamo adesso è data dal fatto che non siamo solo una squadra ma siamo una famiglia; ad ogni partita le ragazze hanno cercato di dare il meglio che potevano lanciando letteralmente ‘il cuore oltre l’ostacolo’ “.
Il risultato non lascia dubbi: statistiche alla mano 19 vittorie, 6 pareggi ed una sola sconfitta. Come sono stati vissuti da lei e dalle ragazze questi mesi?

“⁠Le difficoltà che abbiamo affrontato a dicembre ci hanno unito ancora di piú. Le ragazze, lo staff e la dirigenza sono venuti agli allenamenti e alle partite senza mai mollare, affrontando giorno per giorno qualsiasi problema.
Nonostante tutto, ogni allenamento e ogni partita per noi era una festa”.

Vittoria dopo vittoria il sogno si è fatto sempre più concreto e crederci diventava sempre più facile, ma il vero momento in cui il Meran ha realizzato che tutto dipendeva da loro è stato contro il Riccione. Ora, ad obiettivo raggiunto e festeggiamenti a parte, il pensiero va alle ultime due partite da giocare e alla prossima stagione in Serie B.
Partendo da una solida base, formata dalle ragazze che hanno militato nel Meran quest’anno, per affrontare la serie B sarà necessario rafforzarsi con nuovi innesti su cui la società è già al lavoro.

C’è stato un momento in cui avete davvero preso coscienza che l’obiettivo serie B stava diventando realtà?
“Ad ogni vittoria realizzavamo sempre di più che la vittoria di questo campionato era alla nostra portata e contro il Riccione abbiamo veramente capito che tutto dipendeva da noi.
Ora il sogno è diventato realtà: ci godiamo il momento e restiamo concentrati per l’ultima gara di campionato”

Cosa si aspetta dalla prossima stagione?
“⁠Nella prossima stagione il nostro desiderio è quello di continuare con tutte le ragazze che hanno contribuito alla vittoria di questo campionato.
Sicuramente la squadra va rinforzata per affrontare una categoria completamente diversa dalla serie C ma la dirigenza è già al lavoro per questo”. 
Un occhio di riguardo va anche alle giovanili che rappresentano il futuro di una società sempre più prolifica ed in crescita.
Come le piacerebbe si evolvesse il progetto Meran Women?

“Il nostro obbiettivo principale è quello di far crescere il settore giovanile perché senza le giovani calciatrici che si avvicinano a questa realtà non c’é futuro”.

Che risposta si aspetta dai vostri tifosi, che messaggio vorrebbe lasciare loro?
“⁠Voglio, o meglio vogliamo, ringraziare tutti i tifosi. Sopratutto i genitori delle ragazze che sono venuti ad ogni partita a guardarci e sostenerci… questa vittoria è anche merito loro”.

La Redazione di Calcio Femminile Italiano, ringrazia la Società del Meran Femminile (il suo Presidente Pietro Di Benedetto) per la disponibilità ed il tempo dedicato per questa nostra “intervista in esclusiva”.

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