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NWSL: 6 esordienti da non perdere d’occhio

Il campionato d’oltreoceano è quasi arrivato al giro di boa: per la precisione, il weekend tra il 24 e il 26 maggio ha visto disputarsi la giornata numero 11 sulle 26 previste; tra i principali verdetti si evincono la profonda crisi dello Utah Royals, ancora bloccato a 4 punti e a un passivo di ben 14 reti, e un tentativo di fuga dell’Orlando Pride, stabile a due lunghezze dal Kansas City Current. Un’altra conclusione che è stata tratta riguarda le debuttanti che hanno calpestato il terreno di gioco negli ultimi due mesi e mezzo, il cui esito è più che positivo. Tra le tante, 6 sono quelle che hanno dimostrato un maggior attaccamento alla maglia e al desiderio di portare la propria squadra a un livello superiore.

La prima calciatrice ad aver destato interesse sia nei tifosi sia negli appassionati di calcio femminile è la centrocampista offensiva del Washington Spirit Croix Bethune, statunitense classe 2001 che si è già distinta al college con gli USC Trojans e i Georgia Bulldogs; è stata anche ritenuta la terza migliore calciatrice per il NWSL Draft del 2024, vale a dire una serata organizzata dalle formazioni che disputano il campionato di NWSL per selezionare le migliori calciatrici che hanno compiuto il diciottesimo anno di età e militano nelle formazioni calcistiche femminili studentesche.
Il fatto che questa giovane abbia fatto un salto di qualità giocando da professionista non ha però stupito quei tifosi che avevano già avuto occasione di saggiarne la bravura a livello universitario: Bethune può già annoverare riconoscimenti ottenuti mentre giocava per l’USC e poi per la University of Georgia, vale a dire tre premi consecutivi per aver giocato in prima squadra nella serata dell’All-Pac 12 Conference (una competizione collegiale nella parte ovest degli Stati Uniti) tra 2020 e 2022, un Second Team All-SEC recognition nel 2023, è stata semifinalista al MAC Hermann nel 2021, la Centrocampista dell’Anno sempre del Pac-12 nella stagione 2021-2022 e, infine, la Miglior Giocatrice del SEC Tournament nel 2023.
Dopo essersi distinta al college, è stata selezionata dallo Spirit: ha segnato il goal decisivo in casa contro il Bay FC mettendo a segno la sua seconda rete da professionista, ha segnato contro le campionesse in carica ed è anche stata l’artefice di ben quattro assist in due partite. La strada per continuare a dare il massimo e a distinguersi sembra spianata, considerate le veterane in squadra che potrebbero di sicuro aiutarla nel suo percorso di crescita.

La seconda a essere nominata, anche lei attualmente in forza al Washington Spirit, è la californiana Hal Hershfelt, classe 2002 e dapprima militante nella squadra di Clemson Tigers. Alla serata dell’All-Pac 12 Conference è stata scelta per quinta, e l’elenco di riconoscimenti che ha già ottenuto parla da sé. Hershfelt ha infatti giocato ben 99 partite per la sua università, in ben 97 di queste è stata schierata titolare e in 28 occasioni ha contribuito a al goal. Ha continuato a essere così fondamentale anche allo Spirit, seguendo la compagna Bethune in termini di prestazioni e segnando due goal che ne certificano l’esperienza pur essendo tanto giovane. Non si possono ancora trarre conclusioni su come sarà il suo futuro, ma il lavoro di Jonatan Giráldez, che al Barcellona ha già allenato alcune tra le migliori centrocampiste in circolazione e sta per raggiungere il Washington Spirit nel campionato statunitense, potrebbe sicuramente aiutarla a consolidare ulteriormente il suo talento.

Non soltanto le centrocampiste giocano un ruolo chiave in una squadra: come si può vincere una partita, se la difesa è carente? A tal proposito, è opportuno menzionare la giovane Savy King, difensore del Bay classe 2005 proveniente dalla squadra universitaria di UNC. Pur avendo trascorso un anno soltanto nel campionato collegiale, King è stata scelta alcuni minuti dopo la compagna di squadra universitaria Ally Sentnor. Da quel momento in avanti, si è convertita in un polo fondamentale della sua squadra, aiutando le compagne a vincere in casa contro il Reign, la prima vittoria casalinga della formazione, e si è inoltre conquistata ben 8 partite giocate su 11, di cui 6 da titolare. Un grande vantaggio della giovane californiana è la presenza in squadra di difensori di esperienza del calibro di Jennifer Beattie, che l’aiuteranno di certo a migliorare ancora di più le sue qualità; non da meno è l’allenatore Albertin Montoya, che ha gestito e guidato team di giovani talenti per molti anni. Non è da escludere che il nome di Savy King possa apparire, nei prossimi anni, tra i pilastri della nuova nazionale degli Stati Uniti, ancora in costruzione e in cerca dello svecchiamento.

La già nominata Ally Sentnor, attaccante dell’Utah Royals, giocava insieme a King nell’UNC. La classe 2004 ha giocato un’ottima stagione fino a questo momento, trovando due volte il goal e, in entrambe le occasioni, questi sono arrivati da fuori area; ha inoltre fornito un assist a un’altra esordiente, Olivia Smith Griffits, per il suo primo goal, così come per Dana Foederer nel suo primo goal in NWSL. La sua costante presenza nella formazione titolare sottolinea non soltanto il suo ruolo indispensabile nella giovane squadra dello Utah, bensì anche le sue abilità di puntare in alto. Al Tar Heels, la formazione universitaria in cui ha militato, ha segnato ben 21 reti e confezionato 9 assist in appena due anni. L’allenatrice Amy Rodriguez potrà certamente sfruttarla al meglio per provare a uscire dalla crisi.

Un’altra attaccante da tenere sotto la lente è Reilyn Turner, la classe 2002 attualmente nella rosa del Racing Louisville dopo aver militato tra le file dell’UCLA Bruins di Los Angeles. Nata e cresciuta in California, Turner si è laureata capocannoniere nel 2023 e si è piazzata al secondo posto per numero di assist, e ha guadagnato ancora più prestigio dopo il suo primo Pac 12 Forward dell’anno. Nel 2022, ha segnato il goal che ha determinato le sorti del campionato quando mancavano appena 16 secondi al triplice fischio. Dopo sette partite per il Racing, di cui quattro cominciate da titolare, Turner è diventata la calciatrice della sua squadra ad aver fornito più assist, e ha anche segnato i suoi primi due goal da professionista.

La sesta calciatrice a trovare spazio è Madi Curry, difensore dell’Angel City in arrivo dalla squadra del Princeton. Classe 2001, è stata scelta dalla squadra della città in cui è nata e cresciuta. Aveva da subito catturato l’attenzione del Manager dell’Angel City, Angela Hucles Mangano, per la sua determinazione, per la sua forza e per le sue abilità dimostrate durante la fase di preparazione pre-campionato. Queste qualità sono poi emerse anche in campionato: fin dal suo debutto, Curry ha giocato un ruolo chiave per le retrovie dell’Angel City, segnando al suo debutto e aiutando le compagne di squadra a difendere il risultato contro alcune tra le migliori attaccanti.

In questo contesto, è bene anche riportare alcune menzioni d’onore. In primis, nell’Angel City va ricordato il formidabile trio di U-18: Kennedy Fuller, Gisele Thompson e Casey Phair, a dimostrazione del desiderio del club di provare a ringiovanire la rosa. Per lo Houston Dash, Avery Patterson ha dato prova della sua bravura nel centrocampo, guadagnandosi quattro partite da titolare; sempre nel Dash, va ricordata l’attaccante di Pittsburgh Amanda West. In ultimo, un’altra U-18: Alex Pfeiffer del Kansas City Current, che ha segnato al suo debutto alla prima di campionato.

Primo contratto da professionista per Giulia Bison

Un giorno da ricordare per Giulia Bison. La giocatrice della Juventus Women ha firmato il primo contratto da professionista della sua carriera.

L’attaccante classe 2005 ha difatti sottoscritto un accordo fino al 2027 con il Club bianconero.

La giovane promessa, arrivata a titolo definitivo dall’Hellas Verona – con la quale è stata protagonista nella serie cadetta nella stagione 2022/2023 – lo scorso gennaio, è rientrata in campo con l’Under 19, dopo aver totalmente recuperato da un infortunio alla caviglia, trovando anche la gioia del gol in bianconero.

E ora il primo contratto da professionista, complimenti Giulia!

Il sindaco di Barcellona e la gaffe con Alexia Putellas

Jaume Collboni, sindaco di Barcellona, è stato protagonista di un controverso episodio durante i festeggiamenti della squadra di Jonatan Giráldez. Lo staff e le giocatrici, infatti, si sono recate il giorno successivo alla vittoria della UEFA Women’s Champions contro il Lione presso il municipio della capitale catalana.

A riceverle vi era proprio la più alta carica politica della città che, durante le foto di rito, era accanto al presidente del Barcellona Joan Laporta e la capitana Alexia Putellas. E fin qui nulla di anomalo. Se non fosse che Collboni ha letteralmente tirato a sè la maglia blaugrana, personalizzata con il suo cognome, con la quale i tre soggetti stavano posando simultaneamente. Il gesto, seppur innocente, ha messo in imbarazzo Putellas che, senza scomporsi, ha continuato a sorridere.

Il fatto ha scatenato le polemiche reazioni dei media quando il video ha cominciato a girare sul web. Jaume Collboni è subito corso ai ripari, pubblicando attraverso il suo profilo Twitter le sue più sincere scuse: “È stato un onore condividere questo fine settimana con le campionesse della Champions League a Barcellona e Bilbao. Tutto il protagonismo dovrebbe andare alle donne che da tempo fanno la storia. Le mie scuse ad Alexia Putellas. Sempre insieme all’uguaglianza, al femminismo e allo sport femminile. Sempre al tuo fianco, Barcellona”.

Coppa del Mondo Femminile U17: tutte le vincitrici della Scarpa d’Oro

La Coppa del Mondo Femminile FIFA 17, in programma dal 16 ottobre al 3 novembre in Repubblica Dominicana, offre ad alcune delle più talentuose marcatrici emergenti di questo sport la possibilità di mostrare la loro abilità sotto porta in un palcoscenico mondiale.

Sin dalla prima edizione del torneo nel 2008, giocatrici del calibro di Deyna Castellanos e Lorena Navarro sono state premiate per la loro bravura nel segnare. La FIFA ripercorre tutte le vincitrici della Scarpa d’Oro adidas nelle 8 edizioni della manifestazione.

Nuova Zelanda 2008

Vincitrice della Scarpa d’Oro: Dzsenifer Marozsan (Germania)

Gol segnati: 6

Vincitore: Corea del Nord

La prima vincitrice della Scarpa d’Oro adidas è stata la stella tedesca Marozsan, i cui sei gol, arrivati ​​in tre doppiette separate, hanno aiutato la sua nazione a raggiungere il terzo posto. Quattro anni dopo avrebbe vinto il Pallone d’Oro adidas alla Coppa del Mondo Femminile FIFA Under 20.

Trinidad e Tobago 2010

Vincitrice della Scarpa d’Oro: Yeo Minji (Corea del Sud)

Gol segnati: 8

Vincitore: Corea del Sud

L’attaccante coreana Minji ha ottenuto la doppietta Scarpa d’Oro-Pallone d’Oro adidas nell’edizione del 2010 dopo aver segnato otto gol da record del torneo contribuendo a portare a casa l’unico titolo della nazione fino ad oggi.

Azerbaigian 2012

Vincitrice della Scarpa d’Oro: Ru Un-sim (Corea del Nord)

Gol segnati: 8

Vincitore: Francia

Un-sim si unì a Minji nel club degli otto gol due anni dopo. Tuttavia, partecipò senza la medaglia del vincitore, poiché la Francia vinse la partita decisiva a Baku.

Costa Rica 2014

Vincitrice della Scarpa d’Oro: Deyna Castellanos e Gabriela Garcia (Venezuela) Gol segnati: 6 Vincitore: Giappone

Sei gol ciascuno della coppia venezuelana Castellanos e Garcia hanno assicurato che la Scarpa d’Oro sarebbe stata condivisa per la prima volta. Castellanos, che all’epoca aveva solo 15 anni, tornò alla competizione due anni dopo vincendo la Scarpa di Bronzo adidas con cinque gol.

Giordania 2016

Vincitrice della Scarpa d’Oro: Lorena Navarro (Spagna)

Gol segnati: 8

Vincitore: Corea del Nord

Una finale intensa ha portato la stella spagnola Navarro al premio in Medio Oriente. È diventata solo la seconda giocatrice a segnare cinque gol in una partita del torneo, sconfiggendo i padroni di casa nella giornata di apertura, prima di segnare una tripletta nella partita per il terzo posto.

Uruguay 2018

Vincitrice della Scarpa d’Oro: Mukarama Abdulai (Ghana) Gol segnati: 7 Vincitore: Spagna

L’unica africana a segnare più gol nel torneo è stata la ghanese Abdulai. Ha segnato sei gol nel girone, ma non è riuscita a impedire di essere eliminata dal Messico ai quarti di finale.

India 2022

Vincitrice della Scarpa d’Oro: Loreen Bender Gol segnati: 4 Vincitore: Spagna

L’aggiunta più recente al club della Scarpa d’Oro ha avuto bisogno di segnare solo quattro volte, poiché Bender ha segnato il suo bottino in meno minuti di Momoko Tanikawa e Linda Caicedo per aggiudicarsi il premio.

Melchie Dumornay nominata migliore Giovane della UEFA Women’s Champions League 2023/24

Il panel degli Osservatori Tecnici della UEFA ha nominato Melchie Dumornay migliore Giovane Giocatrice della stagione della UEFA Women’s Champions League 2023/24.

La 20enne attaccante haitiana del Lione, arrivata nel club dal Reims l’anno scorso, ha segnato due gol e realizzato tre assist in cinque presenze nel torneo in questa stagione, aiutando la sua squadra a raggiungere la finale, dove alla fine è stata battuta 2-0 dal Barcellona.

Intervistata da UEFA TV prima della finale, Dumornay aveva dichiarato: “Il calcio è qualcosa di molto speciale in Haiti, lo amano tutti. Noi haitiani siamo pazzi di questo sport e dei fan sfegatati. Se dovessi descrivere che cosa sia il calcio per una ragazza di Haiti come me direi che è una sfida. Per il fatto che sono una ragazza, all’inizio è stata dura, ma poi ho capito di voler combattere per quello che volevo e per l’approvazione”. 

“E stato molto speciale partecipare alla mia prima finale di Uefa Women’s Champions League – ha concluso l’haitiana -. Sono davvero onorata di rappresentare il mio Paese a questi livelli”.

Dumornay ha vinto il premio di Giocatrice della Partita in entrambe le gare della semifinale vinta complessivamente per 5-3 dal Lione ai deanni del Paris Saint-Germain.

La ventenne segue la vincitrice della scorsa stagione Lena Oberdorf del Wolfsburg e la vincitrice inaugurale del premio nel 2021/22, Selma Bacha del Lione.

 

Statistiche di Dumornay nella Women’s Champions League 2023/24

Presenze : 5
Gol : 2
Assist : 3
Distanza percorsa (fase a eliminazione diretta) : 41,89 km
Velocità massima (fase a eliminazione diretta) : 32,71 km/h

Bologna, s’interrompe il rapporto professionale con mister Bragantini

Photo Credit: Schicchi - Bologna FC 1909

Bologna FC 1909 e l’allenatore della prima squadra femminile, Simone Bragantini, non proseguiranno il rapporto professionale nella stagione 2024/25.

Il Club desidera ringraziare il tecnico per le due stagioni alla guida della squadra rossoblù, con cui è stata centrata la promozione in Serie B il 30 aprile 2023, toccando quota 25 vittorie consecutive in 26 partite e un totale di 83 punti su 90 disponibili. Lo scorso 1° maggio, invece, il Bologna ha centrato la salvezza in categoria con tre turni d’anticipo e si è classificato all’ottavo posto.

A Simone va il sincero augurio per un soddisfacente prosieguo di carriera.

Valentina De Risi, Salernitana Women: “Pari giusto dopo una buona prestazione”

Credit: Stefania Bisogno Photoagency Calcio Femminile Italiano

“Una volta raggiunto l’obiettivo è chiaro che le motivazioni un po’ mancano. Abbiamo fatto comunque una buona prestazione restando unite fino alla fine e provando a vincere questa sfida giocata contro una squadra importante come l’Independent. Peccato non averla vinta ma il pari è il risultato più giusto. Questa stagione è quasi giunta al termine, rinnovo i complimenti alle ragazze per il lavoro svolto e per il raggiungimento della permanenza in categoria. Sono orgogliosa di loro, domenica concluderemo questo campionato che abbiamo onorato al meglio sudando sempre la maglia”.

Vis Mediterranea Soccer: Destinazione Serie B!!!!

È qui la festa! La Vis Mediterranea conquista, con novanta minuti d’anticipo, la promozione in serie B. Serviva un punto per staccare il passaporto per la serie B, invece, la squadra di Montoro ne conquista tre sul terreno di Mugnano di Napoli superando agevolmente la squadra di casa il Villaricca Calcio con un sonoro 7-0. Sblocca il risultato Kristiana Karaivanova che trascina la squadra, tre le reti personali, insieme con Laura Basile, doppietta personale per lei, completano lo score del risultato Cecilia Gino e Yasmine Klai.

Una prestazione maiuscola della squadra irpina, al 90, scatta la tanta attesa festa, tra le lacrime e gioia in campo come sugli spalti dove erano arrivati diversi tifosi della squadra montorese al ritorno la squadra ha trovato la propria festa ad aspettarli in un abbraccio collettivo. “Grazie a tutte le calciatrici, allo staff tecnico tutto e ai tifosi -commenta la società-per averci regalato questo importante risultato che rimarrà nella storia di Montoro, dell’Irpinia e della Campania calcistica. Orgogliosi di tutti coloro che hanno dato il proprio contributo per una vittoria che ora ci godiamo insieme a tutta la tifoseria”.

Una cavalcata vincente: 74 punti conquistate frutto di 23 vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta subita contro il Frosinone alla prima giornata di ritorno. La difesa meno perforata del girone con solo 10 reti subite, secondo attacco più prolifico del campionato con 91 reti fatte. Se le statistiche sono importanti dicono che la squadra irpina ha fatto un’impresa straordinaria conquistando ben 41 punti dei 74 lontano dal terreno amico ritornando a casa senza sconfitte, unica squadra a non capitolare in trasferta.

Domenica la grande festa, davanti al pubblico amico, con la consegna ufficiale della coppa.

 

Greta Ghilardi e l’amore per il futsal: “Tre anni fa non sapevo cosa fosse questo sport, poi con la pandemia…”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Greta Ghilardi, giocatrice della Kick Off e della Nazionale di futsal femminile, è una sorpresa. Quasi non la vedi arrivare, sorride composta, si guarda in giro con gli occhi curiosi dei suoi 21 anni. Poi, quando inizia a parlare lo fa con una maturità incredibile, spalancando le porte della sua vita con una loquacità che ti investe. Accade qualcosa di magico quando racconta delle sue prime volte ed è in quei momenti che capisci che in lei c’è qualcosa di diverso. La sua unicità è la stessa che mette in campo. Quella che nelle ultime amichevoli delle Azzurre a Taranto con l’Ucraina ha fatto strabuzzare gli occhi a tutti, alla Ct Francesca Salvatore in primis: Greta gioca con una leggerezza violenta. Sembra che corra in punta di piedi, fa cose col pallone che sembrano non poterle appartenere. Pensi sia timida, ma picchia duro. La sua presenza fisica e tecnica sul 40×20, il suo controllo emotivo della partita, delle giocate, il suo pensiero rapido e intuitivo, la rendono un diamante purissimo. Un talento che ha incrociato il futsal sulla sua strada quasi per caso, paradossalmente grazie alla pandemia: tre anni fa non sapeva cosa fosse il calcio a 5, oggi è la miglior classe 2003 d’Italia.

GLI INIZI E LA SERIE A. “Ho iniziato a giocare a calcio a 11 all’età di 6 anni – ricorda -, nella squadra del mio paese, Caravaggio, alle porte di Bergamo. Giocavo all’oratorio, nel classico campo di ‘patate’ come piace chiamarlo a me. Dopo poco sono passata alle giovanili dell’Atalanta, una realtà organizzatissima, grazie alla quale sono crescita tanto. Poi è arrivata la pandemia e la mia vita sportiva è arrivata a un bivio”. Bergamo è infatti in zona rossa, l’attività femminile atalantina viene stoppata e Ghilardi sposa il progetto dell’Accademia Calcio Bergamo che, dopo una breve parentesi di calcio a 11, iscrive la squadra al campionato nazionale U19 di futsal: “Non avevo neanche idea di che sport fosse – sorride la bergamasca –. Poi, dopo qualche allenamento, ho potuto capire le grandi differenze che ci sono fra i due sport e me ne sono innamorata”. La scalata è stata rapida e immediata. Dopo pochi mesi, a stagione conclusa, arriva la Kick Off, storica realtà del futsal femminile di San Donato Milanese e Ghilardi fa il grande salto in Serie A. “Mi si è letteralmente aperto un mondo, entrando a contatto con una qualità tecnica e tattica di altissimo livello e sin dal primo anno mi è stata data la possibilità di avere minuti, di mettermi in mostra e questo mi ha dato consapevolezze e maggiori responsabilità”. Tanto che a giugno arriva la prima convocazione in Nazionale, a 19 anni. “Non me l’aspettavo, è stato incredibile, avevo cominciato a giocare a futsal da così poco. Il bello è che l’ho saputo dai miei genitori, perché sono loro i primi a scrivermi e a interessarsi rispetto a tutto quello che faccio quando gioco”.

FAMIGLIA. La famiglia, una costante nelle parole di Ghilardi, come pilastro incrollabile. Anche se all’inizio la calciatrice azzurra ha dovuto vincere le resistenze dei genitori: “C’era un po’ di pregiudizio, ovviamente, che per fortuna ora il mondo del calcio femminile sta iniziando a sdoganare. Ho provato a giocare a basket, ma anche lì colpivo il pallone con i piedi – sorride –. Poi mia madre si è convinta, mi ha portato a giocare a 11, facendolo in un giorno di pioggia, con un campo fangoso, convinta che avrei mollato la presa. In realtà mi sono divertita così tanto che non hanno potuto far altro che assecondarmi. Hanno capito che questa cosa mi rendeva felice e da quel momento sono diventati i miei primi sostenitori, spingendomi sempre a continuare”. Una passione per il pallone che nasce dal fratello di tre anni più grande: “Volevo imitarlo, giocare sempre con lui. Alla fine ora è un po’ geloso del fatto che io sia arrivata in Nazionale – prosegue scherzando –. In realtà è il primo a seguirmi alle partite, è fiero di me. Ma d’altronde senza la mia famiglia non sarei dove sono ora, innanzitutto perché, per esempio, durante il primo anno di Serie A si sobbarcavano il viaggio da Bergamo a Milano tutti i giorni andata e ritorno, senza di loro nulla di tutto questo sarebbe potuto accadere”. Da questa stagione Greta abita a Milano e questo le ha cambiato la vita: “Sono molto felice, sono molto più indipendente e quando riesco a tornare a casa è ancora più speciale, riesco a godermi di più questi momenti”. Quelli con la famiglia, gli amici e il fidanzato, che vive a Bergamo, ma non si perde una partita: “Mi segue in casa e anche fuori, è stato uno dei primi a credere nelle mie possibilità, a spingermi a scegliere di giocare a futsal, anche perché dopo l’Atalanta avevo l’opportunità di andare al Brescia, ma non ho rimpianti, è stata la scelta giusta”.

MONDIALE. Un percorso, quello di Ghilardi, che va di pari passo con l’Università: “Sto studiando Scienze Motorie. Portare avanti studio e sport non è facile, ma fra un anno conto di laurearmi e in futuro mi piacerebbe fare un corso di massoterapia per continuare a restare nel mondo sportivo anche sul piano lavorativo”. Anche se il futuro imminente si chiama Mondiale di futsal femminile, il primo della storia nel 2025. Proprio il 15 maggio la FIFA ha annunciato la sede, le Filippine: “Non avrei mai potuto pensare di sognare una cosa così importante. Non sono una persona che pensa spesso al futuro, cerco di dare il massimo tutti i giorni, ma è chiaro che all’annuncio di un Mondiale non ho potuto pensare ad altro. È un’opportunità grandissima, una grande vetrina, per tutte noi, per tutto il movimento”. Lo è anche e soprattutto per quella bambina che a 6 anni dava calci al pallone in un campo fangoso, sotto la pioggia, che ora illumina il parquet indossando la maglia della Nazionale.

Annalucia Braccia, PSB Irpinia: “Ogni stagione mi lascia tanti pezzi dentro, questa più delle altre”

Annalucia Braccia
Credit: Irpinia

Nel girone D di Serie B di futsal femminile a guadagnarsi l’accesso ai play-off, dopo la regular season, è stata anche la PSB Irpinia che però ha abbandonato i sogni promozione con il passo falso contro la Woman Napoli. A parlare in casa campana della stagione appena conclusa è stata Annalucia Braccia, classe ’99, che sulla sfida conclusiva della loro annata ha sottolineato:

“Abbiamo affrontato l’ultima partita consapevoli del percorso fatto durante tutta la stagione, ma anche della delicatezza tipica delle gare da dentro o fuori. Siamo state brave nell’imporre il nostro gioco, ma è mancato il cinismo e si sa che se non colpisci prima o poi verrai colpito”.

Sulla stagione, poi, la calcettista aggiunge:
“Il nostro girone si è dimostrato ben attrezzato, anche se per noi è stato quasi tutto in discesa. Credo che il livello della serie B sia in aumento, ma c’è bisogno di maggiori incentivi. Nonostante i risultati positivi, il nostro non è stato un cammino semplice. La stagione è iniziata in salita, ma siamo state brave ad affrontarla e a trovare un sentiero meno ripido. Questo percorso è stato ricco in termini di esperienze, pertanto ha contribuito alla crescita di tutti noi”.

Sul sua annata, invece, la giocatrice delle irpine ci dice:
“Ho vissuto intensamente ogni passo di questa stagione, ho dato tanto, tutto, perché la voglia di riscatto per la retrocessione dello scorso anno è sempre stata forte. I numeri suggeriscono che la mia è stata una buona annata, anche se non è stato raggiunto l’obiettivo prefissato e le difficoltà non sono mancate. Alla fine ciò che conta è stato aver aggiunto molte cose alla mia cassetta degli attrezzi, un dettaglio essenziale per la mia crescita personale e professionale”.

Sui ricordi lasciati da questo torneo Annalucia confessa:
“Ogni stagione mi lascia tanti pezzi dentro, questa più delle altre. L’abbraccio di inizio stagione lo custodirò con cura, perché nello sport, come nella vita, vale sempre la pena tentare anche quando abbiamo soltanto l’1% di probabilità di farcela”.

La chiusura è per un messaggio ai tifosi e alla compagne di squadra:
“Grazie ai tifosi per averci accompagnato durante questo cammino, per aver creduto sempre in ognuna di noi. Non è mai scontato.
Alle mie compagne dico che bisogna essere consapevoli che quando mettiamo piede sul campo, accettiamo la possibilità di venir sconfitti, ma lo facciamo semplicemente perchè amiamo farlo. La passione ci rende vivi e anche se la sconfitta sembra spegnerci un po’, in realtà ci accende ancora di più. Auguro ad ognuna di loro di tentare sempre qualcosa, perché è quella la chiave del successo. Punto e a capo Branco”.

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