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Ashraf Seleman: “Allenare per me è passione, ma vorrei tornare con un vero progetto. Lazio merita la A, a Brescia mi sono sentito a casa”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Ashraf Seleman è un allenatore di calcio che, in passato, ha guidato formazioni come Roma Calcio Femminile, Lazio e Brescia, sua ultima squadra da tecnico, ma ora si sta prendendo un periodo di “vacanza” nell’attesa che arrivi una proposta da un club che possa farlo tornare in panchina. La nostra Redazione l’ha raggiunto per risponderci ad alcune domande.

Ashraf cosa significa per te allenare una squadra di calcio?
«Per me allenare è passione, emozione. Sono quelle cose che uno fa col cuore quando ti piace una cosa che sin da un bambino amo, il calcio. Ho giocato a calcio a buoni livelli e ho avuto la fortuna di far parte di squadre professioniste e soprattutto dilettanti. Ed è lì che nasce la passione per questo sport e, una volta smessa la carriera da calciatore, ho iniziato ad allenare. Devo sentire qualcosa che mi piace, devo sentire un progetto che sia nelle mie corde e che possa regalarmi emozioni».

Cosa ti ha portato ad entrare nel mondo femminile del pallone?
«Allenare le femmine è stato un caso. Avevo da poco finito l’esperienza con una squadra di Promozione maschile a Roma. Avevo avuto delle proposte, ma volevo aspettare. Per caso mi chiama un mio amico e mi dice che ha bisogno di una mano per una squadra femminile, perché erano due squadre, una aveva perso l’allenatore, avevano bisogno di qualcuno che guidasse una squadra giovane. E niente, tornando andai lì a dare una mano a questa squadra: era la Lazio della vecchia gestione che aveva una squadra in Serie A, ma aveva anche una fuori classifica in C. Ebbene, io fui chiamato ad allenare quella squadra lì, ma da lì in poi è nata un amore grande il calcio femminile».

Tuttavia, per te non c’è stato solo il femminile, visto che passato hai avuto un periodo anche con le giovanili maschili della Roma.
«È stato favoloso, trovo che sia una delle poche società organizzate, si lavora bene e in modo sereno, poi hanno l’eccellenza in tutte le categorie. Per quanto riguarda la mia esperienza alla Roma, bellissima, ho lasciato tanti ricordi, tanti amici. L’unico motivo per cui sono andato via non è perché stavo male, anzi, semplicemente perché avevo talmente tanta voglia di allenare il femminile Ricordo che quando ero lì era appena iniziato il progetto femminile con Betty Bavagnoli e già si capiva che le intenzioni erano serie e che nel giro di qualche anno sarebbero diventati migliori in Italia. Approfitto per fare gli auguri per il secondo scudetto consecutivo conquistato, perché lo hanno meritato e fatto loro».

Le tue esperienze da allenatore sono legate a quelle della Roma Calcio Femminile e della Lazio. Che esperienze ti hanno lasciato?
«Con la Lazio l’ho vissuta in due proprietà diverse. Nella prima gestione ho avuto la possibilità di capire il mondo del calcio femminile: da lì è partito tutto, mi sono innamorato di questo mondo e non l’ho lasciato più. La seconda mi ha lasciato il grande rammarico di non aver potuto finire la stagione, di vincere e di andare in Serie A, ma mi ha lasciato comunque tanto. Per quanto riguarda la Roma Calcio Femminile ho fatto un’esperienza bellissima. Abbiamo fatto due cavalcate fenomenali: nel primo anno perdemmo lo sconto diretto all’ultima giornata di campionato col Chieti che poi andò in Serie A, finì uno a zero per loro al termine di una partita rocambolesca dove il loro portiere fu la migliore in campo. Mi ricordo che, nella partita col Chieti, ci fu uno stadio pieno, erano 5000 persone: un’esperienza veramente bella. Il secondo anno è stato ancora più emozionante, anche se poi alla fine non siamo riusciti per il secondo anno consecutivo ad andare in Serie A perdendola ai play-off e ai calci di rigore. Mi ricordo ancora che quell’anno abbiamo fatto un record, che penso che in B ancora esista: abbiamo vinto dalla prima alla ventunesima giornata consecutivamente. Penso che ancora oggi non siano riusciti a battere questo record; quindi, anche lì è stata un’emozione grande, un’esperienza importantissima che mi ha regalato tanta consapevolezza a me e alle ragazze».

Restando in tema Lazio, le biancocelesti sono attualmente al comando della Serie B. Pensi che possano centrare, quest’anno, la promozione?
«La Lazio ha probabilmente la squadra più forte, con un allenatore molto attento al dettaglio che, in questo campionato, fa la differenza. Ho visto una squadra veramente con grande consapevolezza e matura, che è convinta di portare sempre a casa il risultato ogni settimana. Magari nei primi tempi non riesce a sbloccare o va sotto, poi nel secondo tempo con grande tranquillità e serenità riesce a ribaltare e a gestire bene il risultato. Certo, sotto ci sono un paio di squadre che stanno facendo comunque un bel cammino, ma credo sia giusto che la Lazio debba andare in Serie A».

La tua ultima panchina è stata al momento quella del Brescia. Un’avventura molto diversa per te, dato che si è trattata della tua prima squadra che hai allenato fuori dalla Capitale. Cosa ti ha dato l’annata da tecnico delle Leonesse?
«È stata un’esperienza diversa dal solito, perché di solito sei abituato ad allenarti e tornare a casa dalla famiglia. No, questa è stata un’esperienza nuova, diversa. Che mi ha fatto crescere molto. L’ho vissuta con l’obiettivo iniziale, ovvero quello di stare tanti anni a Brescia e cercare di costruire un qualcosa d’importante, ma alla fine della stagione, in accordo con la proprietà, ci siamo separati. Mi è dispiaciuto tanto, perché si era creato un bel rapporto con l’ambiente e con le ragazze, però fa parte del calcio. È stata un’esperienza favolosa, ho conosciuto gente che mi ha accolto, che mi ha fatto sentire a casa loro. Di questo ne sono molto felice, è un qualcosa che porto dentro con me e che sicuramente quando avrò altre occasioni di lavorare fuori regione. Brescia è una società storica che in passato ha vinto tanto e gli auguro che, in futuro, possa tornare a calcare palcoscenici importanti».

Parlando ancora del Brescia, le biancazzurre sono all’ottavo posto del torneo cadetto e ha da poco centrato la salvezza…
«Sinceramente non credo che l’obiettivo del Brescia sia stata la salvezza, penso che l’intento fosse quello di fare un campionato tranquillo».

Adesso, sei per il momento in “vacanza”. Come lo stai passando questo periodo di pausa?
«Ho visto praticamente tutte le partite di serie B delle squadre che venivano a giocare a Roma soprattutto quelle della Res Roma VIII, visto che il campo è vicino a casa mi, ma vado a vedere anche quelle della Roma in Serie A. Andando a vedere qualche partita mi tiene aggiornato, perché è un mondo che mi piace e che non vorrei mollare. Fare. Quest’anno sì, è stato un anno diciamo di pausa, ma anche una pausa voluta, ho avuto proposte. Ho avuto il piacere di parlare con alcune squadre, anche se poi non si è concretizzato niente, ma le voglio comunque ringraziare perché mi hanno cercato. Ora aspettiamo la fine della stagione e vediamo se ci sarà qualcosa d’importante».

Secondo te, quali sono i passi per far crescere ancora di più il calcio femminile italiano?
«Secondo me, la cosa importante che deve far muovere qualcosa al movimento è quello di riuscire a portare le giovani al livello che hanno oggi le calciatrici straniere. Perché sì, è vero, è cresciuto molto il livello, ma si è riempito di tantissime straniere che oggi sono più pronte per affrontare un campionato di Serie A o una Champions League. Quindi, squadre come Roma, Milan, e Inter devono essere brave a tirar fuori giocatrici pronte per affrontare stagioni di vertice, in modo che possano andare anche in Nazionale. Inoltre, credo sia doveroso cambiare l’attuale format della Serie A, perché non funziona, secondo me bisogna portarla almeno a dodici squadre».

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
«Ovviamente è quello di tornare ad allenare, che sia una A, una B o una C, ma che ci sia una progettualità reale, vera, che mi permetta di stare almeno due anni a lavorare con le ragazze. Non sono tipo di allenatore che gli piace lavorare meno di un anno. L’obiettivo è quello rientrare con una squadra femminile, perché è quello che vorrei fare, ma da quest’anno inizierò anche a guardarmi intorno al calcio maschile. Dal punto di vista personale, la mia famiglia è favolosa e ringrazio sempre, mia moglie mi regala gioia tutti i giorni».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Ashraf Seleman per la disponibilità.

Sebastian de la Fuente, Fiorentina Femminile: “Sapevamo che saremmo scese in campo a dar battaglia alle avversarie in un campo difficile e contro una squadra che sta facendo molto bene”

Screenshot

Il turno infrasettimanale di poule scudetto ha visto la Fiorentina giocare in trasferta contro l’Inter allo stadio Arena Civica di Milano. La partita, tanto fondamentale quanto combattuta da entrambe le squadre che certo non si sono tirate indietro, è terminata sullo 2-2.
Questo pareggio, unitamente alla vittoria della Roma contro il Sassuolo, ha assicurato il terzo posto in classifica di serie A della Fiorentina e la conseguente qualificazione alla prossima Champions League.

Il mister De La Fuente, intervistato alla fine della gara, ha parlato dei 95 minuti di pressione vissuti dalla squadra in cui le Viola hanno saputo somatizzare nel modo giusto i momenti di difficoltà, culminati ad inizio secondo tempo. I due gol, poi, hanno fatto il resto.
L’emozione durante tutto il match è stata tanta, ma al triplice fischio finale questo sentimento è stato sostituito dalla gioia per aver raggiunto l’obiettivo.
I ringraziamenti dell’allenatore e il suo pensiero sono andati immediatamente al direttore Barone, scomparso a marzo, al Presidente Commisso e a sua moglie.
Qui di seguito, nello specifico, le sue parole:

“Sapevamo che saremmo scese in campo a dar battaglia alle avversarie in un campo difficile e contro una squadra che sta facendo molto bene. Avevamo chiesto alle ragazze di essere in partita fino alla fine. Dopo il 2-0, subito appena dopo l’inizio del secondo tempo, avremmo potuto farci tagliare le gambe ma le ragazze hanno dimostrato di aver passione da vendere e di mettere il cuore in campo. 
L’emozione, i momenti e gli episodi che determinano queste partite rendono fanno si che si vivano alti e bassi, però la cosa più importante è che le ragazze siano sempre state in partita. 
Come ha detto anche l’arbitro, la partita è finita dopo il calcio di rigore, non c’è stata neanche la respinta del portiere. Ho detto ‘mi metto dietro per vedere che succede’ perché davvero, la tensione era tanta. Sarebbe stato un peccato se non si fosse arrivati al pareggio perchè penso che noi, come l’Inter, abbiamo fatto una buona partita: entrambi abbiamo giocato a viso aperto.
Quindi, si, c’era molta emozione visto che il traguardo l’avevamo già accarezzato settimana scorsa; non era facile riprendersi dai quei quindici minuti e questa squadra ha dimostrato ancora che è brava a tirare fuori qualcosa in più nei momenti di difficoltà. 
Se devo dedicare questo traguardo a qualcuno, se devo pensare a tutto l’anno, non posso che dedicarlo al nostro direttore Joe Barone che è ancora con noi. Penso che nella palla che abbiamo salvato sulla linea, poi nel gol al 95′ ci sia qualcosa di mistico. Se devo fare una dedica personale, la faccio alla mia famiglia che è sempre con me.
Un ringraziamento particolare va, inoltre, a queste giocatrici che non mollano mai e con umiltà e determinazione hanno raggiunto l’obbiettivo, alla società, al presidente Commisso e a sua moglie Katherine che hanno creduto in me.
Ad ultimo, ma non per importanza, non poso dimenticare coloro che mi hanno accompagnato in questo anno con alti e bassi: lo staff tecnico, che è di altissimo livello.”

Genoa, nulla da fare contro il Parma: genoane battute 3-1 dalle crociate

Photo Credit: Pagina Instagram Genoa CFC Women

Il Genoa cade per l’undicesima volta in questa stagione, cedendo il passo in trasferta contro il Parma per 3-1.

Le parmensi passano in vantaggio alla mezz’ora del primo tempo col colpo di testa di Kelly Gago su angolo battuto da Beil; passano tre minuti dopo ed è ancora Gago, la quale approfitta di un cross di Peruzzo, che sigla doppietta e raddoppio gialloblù. Le genoane non ci stanno e al 76′ Giulia Parodi, su un lancio lungo di Giles, consente alle rossoblù di accorciare le distanze, ma un minuto più tardi il Parma chiude i conti grazie a Sofia Kongouli.

In classifica, la squadra di Antonio Filippini resta al settimo posto con 38 punti. Domenica il Genoa tornerà in casa ospitando il Ravenna già retrocesso in Serie C e che ieri ha perso 3-1 contro il Bologna.

PARMA: Capelletti, Rizza, Ambrosi, Masu, Peruzzo (75′ Corazzi), Silvioni, Benedetti (75′ Williams), Beil, Ferin, Gago, Di Stefano (60′ Kongouli). A disp: Frigotto, Nozzi, Perin, Ploner, Marchetti, Di Luzio. All: Colantuono.
GENOA: Forcinella, Oliva, Parolo, Giles, Mele (75′ Rossi), Bettalli (75′ Fernandez), Tardini (68′ Abate), Scuratti (57′ Campora), Acuti, Ferrato, Bargi (57′ Parodi). A disp: Repetti, Macera, Lucafò. All: Filippini.
ARBITRO: Marra di Mantova.
MARCATRICI: 30′ e 33′ Gago (PAR), 76′ Parodi (GEN), 77′ Kongouli (PAR).
AMMONITA: Silvioni (PAR).

Federica Di Criscio, Ternana: “Abbiamo fatto una grande prestazione di squadra”

Credit Photo: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana si conferma ancora una volta seconda forza di categoria: un’altra vittoria importante (la quarta consecutiva) quella ottenuta mercoledì tra le mura domestiche, davanti al Cesena.
Il risultato finale? 2-0! Trascinatrici al trionfo Sara Tui da dischetto al 10′ del secondo tempo e Francesca Quazzico al 35′.

Tre punti intascati e un bilancio stagionale fortemente positivo: a sottoscrivere tale affermazione una ottima striscia di traguardi, interrotta a fatica tra prima e seconda fase di campionato.

Ecco le parole post gara dell’apporto difensivo della formazione rossoverde Federica Di Criscio:Era una partita fondamentale da giocare, abbiamo cercato di seguire nei minimi particolari ciò che chiedeva il mister che voleva fare qualcosa di diverso anche perché le squadre ci conoscono e ci hanno studiato.

All’andata non è stata una partita valutabile visto che abbiamo giocato più a pallanuoto che a calcio (si ricorda il 2-1 a favore delle stesse); eravamo consapevoli che venivano col coltello tra i denti per fare risultato ma le motivazioni le avevamo anche noi.
Vogliamo rimanere in corsa per questo campionato e credo che oggi abbiamo fatto una grande prestazione da squadra“.

Prossimo appuntamento il 5 maggio per la sfida in trasferta contro la capolista Lazio. Il gruppo umbro proverà a riscattare la parità sancita nella prima parte del percorso.

Hellas Verona, al “Sinergy” vince il Chievo 0-2

Photo Credit: Hellas Verona FC

Si è conclusa 0-2 Hellas Verona-Chievo, 27a giornata di Serie B Femminile 2023/24.

Venendo alla cronaca, al 6′ Shore a tu per tu con Landa è brava a restare in piedi fino all’ultimo secondo utile e a contrastare con il corpo la conclusione della numero 9 ospite lanciata in campo aperto a rete. Cinque minuti più tardi le ospiti passano in vantaggio con la stessa Landa, che sfrutta un retropassaggio corto di Ledri, recupera palla e con il destro batte Shore.

Al 21′ l’Hellas sfiora l’1-1 con Rognoni: la numero 23 in azione personale si defila sulla sinistra, salta un’avversaria e prova la conclusione ma Soggiu in volo respinge la conclusione in corner. Un minuto più tardi altra occasione per il Verona: calcio d’angolo battuto verso il centro da SarduMeneghini impatta il pallone che termina sulla testa di Sondergaard, la numero 9 sfiora ma non riesce a spedire in rete.

Al 23′ ancora è Rognoni ad impensierire Soggiu, ma il suo sinistro questa volta è centrale e viene controllato dal portiere ospite. Al 25′ viene fischiato un calcio di rigore per il Chievo per fallo di Mancuso – che viene ammonita – su Picchi. Dal dischetto si presenta Landa che realizza.

Al 32′ il Verona resta in 10 per l’espulsione di Mancuso, che già ammonita riceve un altro cartellino giallo per un fallo commesso a centrocampo. Al 38′ le ospiti sfiorano il terzo gol con Pizzolato, che dal limite dell’area con il destro colpisce la traversa.

Nella ripresa il Verona prova a reagire con i cambi e inizia il secondo tempo in maniera più offensiva e aggressiva. Al 52′ Sardu riceve da Zanni e prova il destro da posizione defilata sul fondo, ma il pallone termina tra le braccia di Soggiu.

Al 66′ Shore è ancora reattiva sul colpo di testa da distanza ravvicinata di Merli e in tuffo respinge la conclusione. Al 72′ l’Hellas ha l’occasione per riaprire il match con Sondergaard, che dal cuore dell’area salta un’avversaria e prova il destro, ma il suo tiro viene respinto dalla difesa ospite.

All’81’ altra chance per riaprire il finale di partita, ancora da calcio piazzato: Sardu batte verso il centro, Sondergaard in spaccata sfiora l’impatto con il pallone che termina tra le braccia di Soggiu.

Al 90′ ultima occasione per il Chievo con Poli, che in contropiede si invola verso la porta di Shore e prova la conclusione, ma la numero 1 gialloblù devia il tiro sul palo che poi termina fuori. Con quattro minuti di recupero termina il match.

Il prossimo impegno delle gialloblù sarà quello di domenica 5 maggio (ore 15) quando il Verona sfiderà la San Marino Academy fuori casa, match valido per la 28a giornata di Serie B Femminile 2023/24.

LA CRONACA

1′ Inizia il derby al ‘Sinergy Stadium’, forza ragazze!
6′ SHORE! Perfetta la numero 1 gialloblù che resta in piedi fino all’ultimo secondo e intercetta la conclusione da distanza ravvicinata di Landa
11′ GOL. Landa recupera palla sfruttando un retropassaggio corto di Ledri, anticipa l’uscita di Shore e porta in vantaggio il Chievo
16′ Colpo di testa di Picchi dal cuore dell’area di rigore: Shore para
21′ Rognoni sfiora il pari! Si isola sulla sinistra, salta un’avversaria e calcia con il sinistro: tiro deviato in corner da Soggiu
22′ Che occasione per il Verona! Calcio d’angolo battuto verso il centro da Sardu, Meneghini gira Sondergaard la sfiora ma non riesce a spedire il pallone in rete
23′ Ancora Rognoni, sempre dal fondo di sinistra: salta un’avversaria e prova il tiro, ma questa volta Soggiu riesce a trattenere il pallone
25′ Calcio di rigore per il Chievo, per un fallo commesso da Mancuso su Picchi
26′ GOL. Landa dal dischetto trasforma il calcio di rigore
27′ Marengoni prova la conclusione dal limite dell’area: Shore in volo respinge in corner
32′ ESPULSIONE. Hellas in 10 giocatrici per l’espulsione di Mancuso per doppia ammonizione
38′ Traversa colpita da Pizzolato con il destro dal limite dell’area
45′ Un minuto di recupero
45’+1′ Peretti prova un cross verso il centro dell’area per Sondergaard, ma Soggiu in uscita fa suo il pallone
45’+1′ Shore in tuffo respinge la conclusione dal limite dell’area di Marengoni
45’+1′ Termina il primo tempo

46′ Inizia la ripresa al ‘Sinergy Stadium’
52′ Occasione per il Verona con Sardu che riceve da Zanni e prova il destro defilata sul fondo: pallone che termina tra le braccia di Soggiu
66′ Ancora un ottimo intervento di Shore, reattiva sul colpo di testa da distanza ravvicinata di Merli sullo sviluppo di un calcio d’angolo
72′ Grande occasione per il Verona con Sondergaard che dal cuore dell’area salta un’avversaria e prova il destro, ma il suo tiro viene respinto dalla difesa ospite
77′ Calcio di punizione per il Verona: Sardu prova la conclusione direttamente verso la porta, tiro che termina alto
81′ Occasione per riaprire il match per il Verona, ancora da calcio piazzato: Sardu batte verso il centro, Sondergaard in spaccata sfiora l’impatto con il pallone che termina tra le braccia di Soggiu
90′ Occasione per il Chievo con Poli che in contropiede si invola verso la porta di Shore e prova la conclusione: la numero 1 devia il tiro sul palo che poi termina fuori
90′ Quattro minuti di recupero
90’+4′ Termina la sfida tra Verona e Chievo

HELLAS VERONA (4-3-3): Shore; Dallagiacoma, Meneghini, Ledri, Requirez; Zanni (70′ Bursi), Sardu, Mancuso; Peretti (45′ Lotti), Sondergaard, Rognoni (45′ Kiamou)
A disp: Valzolgher, Datres, Totolo, Veronese, Mariani, Corsi. All: Pachera.
CHIEVO (4-3-3): Soggiu; Saggion, Barro, Micciarelli, Pizzolato; Merli (86′ Montemezzo), Ketis, Marengoni (92′ Tonelli); Begal (86′ Poli), Picchi, Landa (78′ Peddio). A disp: Polonio, Congia, Pasquali, Rosolen, Trevisan. All: Ulderici.
ARBITRO: Kovacevic di Arco Riva.
MARCATRICI: 11′ e 25′ (rigore) Landa (CHI).
AMMONITE: Begal (CHI), Landa (CHI), Merli (CHI), Micciarelli (CHI), Sondergaard (HV), Zanni (HV).
ESPULSA: Mancuso (HV, per doppia ammonizione).

Davide Corti, AC Milan Women: “La motivazione deve essere quella di chiudere il campionato con onore”

Contro il Pomigliano non è arrivata la settima vittoria consecutiva in campionato. Alla fine le rossonere si sono arrese e Iris Rabot ha firmato il definitivo 2-2. Una gara in controllo per le ragazze allenate da Davide Corti, che ai microfoni dei canali ufficiali del club ha dichiarato:

“Mi è piaciuto molto l’atteggiamento del primo tempo e mi è piaciuto meno quello del secondo dove abbiamo avuto alcuni momenti di flessione. Siamo state punite su due occasioni che hanno avuto loro. Avremmo dovuto chiudere la partita con diverse occasioni che abbiamo avuto sia nel rimo tempo che nel secondo però non siamo riuscite a farlo. E quando non si riesce, anche le avversarie ultime in classifica possono diventare pericolose”.

La pioggia ha bagnato il terreno di gioco prima dell’inizio della partita. Il pallone ha risentito delle condizioni del campo, ma questo non costituisce un’alibi come sottolineato da Corti:

“Prima della partita ha piovuto, per cui la palla schizzava in maniera diversa rispetto a quello che è successo nel secondo tempo. Però il campo è l’ultima cosa su cui possiamo recriminare soprattutto per quello che riguarda le loro marcature. Ci siamo presentate tante volte davanti alla porta, ma non siamo riuscite a fare i gol che facciamo in altre occasioni e purtroppo non è stata una partita gestita in maniera giusta”.

“L’aspettativa è sempre la stessa – conclude Corti – dobbiamo chiudere al sesto posto e fare più punti possibili. La motivazione deve essere quella di chiudere il campionato con onore perchè c’è l’obbligo di onorare la maglia e rispettare la società in cui si gioca”.

 

 

Bologna, vittoria a Ravenna e salvezza matematica

Photo Credit: Schicchi - Bologna FC 1909

Mercoledì perfetto per il Bologna, concreto nel vincere 3-1 sul campo del Ravenna centrando così la matematica salvezza. I tre punti, conquistati grazie alla tripletta di Pinna, consentono alle rossoblù di scavalcare il Brescia all’ottavo posto, avvicinandosi anche al Genoa settimo, ora a sole tre lunghezze di distanza.

Mister Bragantini opta per Lucia Sassi tra i pali, linea a quattro composta da RaggiGradisekRossi Sciarrone; in mediana Fuganti con Farina De Biase; in avanti Colombo dietro aPinna e Gelmetti.

Il primo tentativo è delle rossoblù con Farina, ma il suo sinistro in seguito a un recupero alto di Pinna termina di poco a lato. Al 14’ è invece la stessa Pinna a segnare il gol del vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo da lei guadagnata, con l’attaccante rossoblù bravissima nel realizzare con il destro sul precedente colpo di testa di Colombo. Passano cinque minuti e il Bologna raddoppia ancora con Pinnaperfetta nel concludere un fantastico scambio con Gelmetti. Al 23’ le rossoblù conquistano un calcio di rigore ma Pinna questa volta non riesce a superare Martinoli, brava nel respingere il pallone con il piede. La scatenata attaccante del Bologna non riesce poi a segnare al 27’ di mancino dopo un perfetto lancio in profondità di Sciarrone. Al 39’ il Ravenna si fa vedere con Fancellu, ma la risposta di Sassi è puntuale. Due minuti dopo le padrone di casa riescono ad accorciare le distanze con il destro ravvicinato di Costantini in seguito a un’azione insistita.

Al decimo minuto della ripresa Gelmetti colpisce la traversa direttamente da calcio di punizione. Al 59’, invece, una bella azione delle rossoblù non viene conclusa al meglio da Colombo, ben controllata dalla retroguardia ravennate. Al 72’ Pinna è imprecisa con il destro in area di rigore dopo una bella azione di Gelmetti, mentre è quest’ultima all’86’ a costringere Martinoli agli straordinari. Al 92’ Mele mette paura al Bologna dopo un’azione sulla sinistra, ma sul ribaltamento di fronte è ancora Pinna ad andare in rete chiudendo la sfida sul 3-1.

Prossimo appuntamento domenica 5 maggio, ore 15:00, in casa contro il Brescia.

Note:
Sestosettimo ottavo gol di Romina Pinna in maglia rossoblù, l’undicesimo in campionato.
Settimo rigore a favore del Bologna in stagione, il terzo sbagliato.

RAVENNA: Martinoli, Greppi, Tugnoli, Ventura (46’ Petralia); Croin (36’ Campi), Georgiou, Catalano, Mele; Costantini, Fancellu (46’ Papaleo), Lattanzio (62’ Tengattini). A disp: Pignagnoli, Melis, Bonacci, Diversi, Puntoni. AllLorenzini.
BOLOGNALucia Sassi; Raggi, Gradisek, Rossi, Sciarrone; De Biase (70’ Ripamonti), Fuganti (70’ Antolini), Farina; Pinna; Colombo (70’ Zanetti), Gelmetti. A disp: Lauria, Larocca, Barbaresi, Arcamone, Spallanzani, Marcanti. All: Bragantini.
ARBITROLena di Treviso
MARCATRICI: 14’19’ e 93’ Pinna (BOL), 41’ Costantini (RAV).

Brescia-Res Roma: 0-1 al Rigamonti di Buffalora

Photo Credit: Acf Brescia Calcio Femminile

Finisce 0-1 la sfida tra Brescia Calcio Femminile e Res Roma al Centro Sportivo “Mario Rigamonti” di via Serenissima a Buffalora, valida per la 27esima giornata del campionato di Serie B 2023/24.  

Il primo assalto lo compie la Res Roma al 4′ con un colpo di testa della 27 sul corner battuto dalla compagna che Tasselli devia in calcio d’angolo. La formazione romana batte 3 corner nel giro di pochi istanti, l’ultimo dei tre arriva direttamente in porta ma il numero 46 bresciano respinge con decisione al 6′. Naydenova al 14′ dalla distanza tira direttamente tra le braccia di Tasselli che interviene senza troppi problemi. La prima occasione del Brescia si presenta al 16′ al termine di un’ottima azione corale a tutto campo che vede Menassi di testa cercare la porta con poca decisione. La conclusione di Boldrini al 29′ in area di rigore finisce sul fondo. Nella prima mezzora di gioco il Brescia si vede poco e, per la maggior parte del tempo, si trova costretto nella propria metà campo. La Res Roma passa in vantaggio al 38′ con la rete di Duchnowska che sfrutta l’uscita di Tasselli e gonfia la rete con un pallonetto. Atanasov non concede minuti di recupero e allo scadere dei 45′ le squadre tornano negli spogliatoi sul risultato di 0-1.

Dopo 2′ dalla ripresa Brayda firma la prima vera conclusione della Leonessa con un tiro dal lato corto dell’area sul secondo palo che esce di poco. Maurilli è chiamata a intervenire al 4′ sul cross di Zazzera dalla fascia sinistra per Menassi che però viene anticipata proprio dal numero 1 romano. Ottima l’uscita di Tasselli al 15′ che anticipa Duchnowska. Al 16′ Pasquali dal vertice destro dell’area scocca un tiro deciso in porta che arriva dritto nelle braccia di Maurilli, senza metterla in difficoltà. La bella idea di Zazzera che batte la punizione dal limite direttamente in porta non intimorisce, però, la Res il cui estremo difensore interviene senza problemi. La grande parata di Maurilli al 29′ impedisce al tiro deciso di Boglioni, servita da un ottimo passaggio di Zazzera, di gonfiare la rete. Al 35′ Atanasov estrae il rosso per mister Nicolini. La panchina bresciana, temporaneamente guidata dal vice allenatore Francesco Castellani, effettua un doppio cambio al 41′: Fracas e Tunoaia sostituiscono Zazzera e Boglioni. Poco dopo, al 44′, viene richiamata in panchina anche Brayda che lascia il campo a favore di Celestini. Lodevole ma troppo debole la conclusione di Celestini al 49′ dalla trequarti che esce di poco sul secondo palo. A nulla servono gli sprint finali del Brescia che torna negli spogliatoi sconfitta al termine dei 7′ di recupero.

BRESCIA: Tasselli, Boglioni (40′ st Tunoaia), Ludovica Nicolini, Zanoletti, Menassi (12′ st Pedrini). Ghisi (1′ st Pasquali), Magri, Zazzera (40′ st Fracas), Morreale, Brayda (44′ st Celestini), Hjohlman. A disp. Bettineschi, Larenza, Corbetta, Raccagni, Seneci All. Aldo Nicolini.
RES ROMA VIII: Maurilli, Liberati, Fracassi, Boldrini, Duchnowska, Simeone, Clemente, Pezzi (dal 23′ Massimi), Montesi, Naydenova, Petrova. A disp. De Bona, Ridolfi, Coluccini, Massimi, Ciccone, Antonelli, Comodi. All. Galletti.
Arbitro: Atanasov di Verona.
Reti: 38’ pt Duchnowska.
Note. Ammonite: Boldrini, Hjohlman, Montesi, Morreale. Espulso: Aldo Nicolini (allenatore Brescia).

Roberto Cau, presidente Caprera: “Unica squadra isola nell’isola. Trasferte lunghe e massacranti”

Credit Photo: Caprera

Il Caprera femminile procede la propria corsa nel campionato di serie C 2023/24: a meno quattro giornate dalla chiusura definitiva, la squadra allenata da mister Cossu deve fare i conti con una continuità assente in termini di risultato, che la vedono attualmente in zona retrocessione.

Dopo l’approdo in categoria, la formazione maddalenina ha trovato subito difficoltà a rapportarsi con opposte di gran portata (sopratutto nel caso dei gruppi già navigati in tale serie e, perciò, con una certa attitudine abitudinaria in tal senso); non concede tregua il girone A occupato, piuttosto ostico e formato da club che puntano ad unico obiettivo: la serie B! Le problematiche interne, però, si estendono anche ad un altro settore.

Il Presidente della squadra Roberto Cau (con un bagaglio pluriennale alle spalle), infatti, attraverso un’intervista a Tag24, è entrato nei dettagli e ha denunciato una situazione, a parer suo, poco piacevole in termini di risorsa societaria: “Presiedo la società da 36 anni, mi occupo di calcio femminile da 42. Più che una passione, lo sport è per me una malattiaha fatto sapereVado avanti nonostante non ci siano miglioramenti; le atlete di serie B e C, come tutte le lavoratrici, non ricevono i contributi, a differenza di quelle di serie A. Si sacrificano, ma non sono agevolate, e più passa il tempo più si trovano a fare i conti coi disagi”.

Si ricorda la rosa variegata a comporre la formazione tutta sarda: “In squadra arrivano atlete da tutto il mondoha poi riferito lo stessotunisine, marocchine, svedesi, brasiliane, argentine, portoghesi, calabresi, piemontesi, liguri, sicule“.

Abbiamo affrontato un campionato nazionale difficile, siamo stati ripescati all’ultimo momento e, abbiamo potuto fare pochissimo, anzi niente: non c’è stato tempo per la preparazione. Ci siamo trovati in difficoltàha aggiunto il presidentesiamo l’unica squadra isola nell’isola. Ogni volta che dobbiamo andare a giocare a Torino, Roma, dobbiamo fare i conti con trasferte lunghe e massacranti“.

1. Liga Žen, 2ª giornata playoff/playout: derby allo Slavia, titolo vicino; che colpo il Baník Ostrava!

La 2ª giornata di 1. Liga Žen segna probabilmente la svolta decisiva nella lotta scudetto. Lo Slavia Praga infatti, nell’eterno derby, schianta 4-1 le rivali dello Sparta e allunga a +10. Il titolo è vicinissimo. Una partita che avrebbe potuto svoltare subito per le Spart’anky, che conquistano un rigore con l’ex Kožárová, ma Martínková spara alle stelle, cosicché l’1-0 di Veselá al 15′ possa indirizzare già la sfida. La vera protagonista poi è Szewieczková, che coglie un palo nel finale del primo tempo, e raddoppia al 49′ vincendo un paio di rimpalli.

Šurnovská al 65′ piazza di destro la palla del 3-0, e il risultato pare ormai deciso. Al 77′, un tocco di Bertholdová sugli sviluppi di un angolo da sinistra prova ad addolcire la giornata allo Sparta Praga, ma all’85’, ancora Szewieczková – stavolta con uno stacco di testa su angolo dalla destra, fissa il punteggio sul 4-1. Fondamentale il dato sugli spettatori: 6216, a segnare un record a livello nazionale.

Nell’altra sfida dei playoff, 1-1 tra Slovan Liberec e Slovácko. Per le Biancoblù padroni di casa apre Ducháčková al 76′. Per le Biancoblù ospiti, pareggia Nyby all’83’.

Nei playout invece, sabato 27/04 alle 16:00, importante e pesante 5-0 del Baník Ostrava nello scontro salvezza con il Pardubice, che ricaccia le Biancorossoblù a -6 e quindi in piena retrocessione. A decidere, il gol in apertura di Korvasová, seguito dal 2-0 nel recupero di Vojtková. Nella ripresa, immediato il tris di Korvasová, prima di altre due reti di Vojtková (67′ e 81′) che fissano il punteggio sul pokerissimo. Nel positivo domenicale invece, sempre alle ore 16:00, colpaccio del Lokomotiva Brno a Plzeň, grazie alla marcatura di Dianišková. Tre punti pesantissimi per portarsi a +11 sull’ultimo posto, che avvicina la squadra di Horní Heršpice alla permanenza matematica.

CLASSIFICA

Playoff: Slavia Praga 46, Sparta Praga 36, Slovácko 26, Slovan Liberec 22.

Playout: Viktoria Plzeň 20, Lokomotiva Brno 16, Baník Ostrava 11, Pardubice 5.

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