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Renatinha, Bitonto C5: “Non vedo l’ora di segnare davanti le centinaia di tifosi che seguiranno le nostre partite”

Credit Photo: Bitonto
La nuova Serie A di calcio a 5 vede ormai sempre più vicina la ripresa degli allenamenti per tutte le squadre.
In casa Bitonto, tra le novità, Renata Adamatti per tutti Renatinha che ha parlato ai microfoni del club pugliese:
“Quando ho conosciuto il presidente Intini mi ha subito colpito molto, la passione con cui mi ha raccontato la sua idea, il suo progetto, le sue ambizioni. Credo nel progetto di questa società e penso che possa crescere molto e, mettendocela tutta, possiamo anche vincere qualcosa. Il futsal per me è tutto. E’ la mia vita. Gioco con un pallone da quando ero piccolissima. Penso di essere nata con il futsal dentro il mio dna. Non penso avrei potuto fare altro nella mia vita. Ed è per questo che non mi stanco mai di allenarmi, di migliorarmi. Per cercare di dare sempre il massimo e di puntare a fare crescere sempre di più la qualità e l’efficacia del mio gioco.
Penso sempre che il massimo lo devo ancora raggiungere. Non so fin dove posso arrivare. Nessuno di noi lo sa. Per questo mi alleno ogni giorno duramente, per stare sempre bene fisicamente e regalarmi la possibilità di crescere ogni giorno e spingere sempre più in là i miei limiti.
Ci sono grandi aspettative su di noi, sicuramente vogliamo fare una bella stagione. Io tornerò in Italia con la voglia di mettermi subito a disposizione della società ed iniziare a preparare al meglio il campionato. Poi da ogni posto in cui sono stata ho imparato qualcosa, sono sicura che anche Bitonto mi darà tanto e mi insegnerà qualcosa. Confesso che non vedo l’ora di segnare qualche gol davanti alle centinaia di tifosi che seguiranno le nostre partite. Ecco quella è una sensazione che non vedo l’ora di provare.
Giocare per la nazionale italiana è un grande orgoglio per me che ho origini italiane. Vestire la maglia azzurra è una grande emozione. Tra qualche settimana ci aspetta un appuntamento importante con il girone di qualificazione agli europei. La speranza e il nostro obiettivo è fare meglio dell’ultima volta e qualificarci alla Final Four
E si, ancora qualche giorno qua a casa, poi a Ferragosto mi aspetta il volo verso l’Italia. Sta per iniziare la nuova stagione. Non vedo l’ora di ricominciare a giocare”.

L’Aurora Pro Patria 1919 è sempre più donna: la prima squadra femminile diventa realtà

Un sogno che diventa realtà, perché la Pro Patria ha visto nascere la prima squadra femminile, che parteciperà al prossimo campionato di Promozione.
Ecco il comunicato:
“La Pro Patria è sempre più donna.
La sezione femminile bianco-blu è realtà.
Aurora Pro Patria 1919 (Pro Patria Pink) comunica che la Prima Squadra Femminile parteciperà al Campionato di Promozione.
Le Gare casalinghe delle nostre tigrotte si disputeranno a Busto Arsizio, Campo Sportivo di Beata Giuliana, in Via Cascina dei Poveri 2.
In parallelo, è iniziato anche il tesseramento delle giovani tigrotte.
Domani, sabato 3 settembre, e il sabato successivo, 10 settembre, sempre dalle 17.00 alle 19.00 si svolgeranno due Open Day Femminili presso il Campo Sportivo di Via Cascina dei Poveri 2.
Un ringraziamento speciale alle Pink Stripes di Busto Arsizio che, avendo creduto fin dal primo momento nel progetto, saranno al nostro fianco in questa nuova e ambiziosa avventura!”.

Speciale Strength & Conditioning: i pesi e la calciatrice

In Italia incontriamo spesso preparatori, calciatrici e tifosi che dicono “no, i pesi non troppo perché mi legano, mi appesantiscono”, scommetto  che anche tra voi lettori ci sono persone convinte di questa frase!

Tranquilli, non c’è frase più falsa di questa. Ve lo garantisco, e, se non vi fidate di me, ci sono studi specifici di “strenght and conditioning”, ricerche scientifiche ed esperimenti americani che confermano la correlazione tra esplosività (salto verticale, sprint, cambi di direzione, ecc) e l’aumento della forza massima!

Esistono studi che hanno dimostrato che per ottimizzare l’esplosività, bisogna avere certi livelli di forza in certi esercizi.

Gli esercizi principi che andiamo a vedere sono lo squat, il deadlidt e la panca piana.

Una calciatrice quanto deve essere forte per ottimizzare la proprio esplosività?

Dovrebbe sollevare 2 volte il proprio peso corporeo sullo squat, 2,5 volte il proprio peso corporeo nel deadlift e 1 volte il proprio peso corporeo in panca piana. Si parla ovviamente di massimali, il massimale non è altro che il massimo peso che sollevi in una è unica alzata.

Facciamo un esempio numerico. Abbiamo una calciatrice che pesa 60kg, quali massimali dovrebbe avere?sullo squat dovrebbe avere un 1RM di 120kg, di deadlift un 1RM di 150kg mentre di panca piana 1RM di 60kg.

I fattori che influiscono sulla forza e sulla potenza sono diversi: reclutamento delle unità motorie, frequenza di scarica, sincronizzazione e ipertrofia muscolare.

Nel calcio è comune avere una calciatrice con una buona velocity ma è raro trovare calciatrici davvero forti.

Ma l’obiettivo principale per la calciatrice è di essere potente, cioè saltare più in alto, avere un’accelerazione e decelerazione molto notevole, sprintare più rapidamente, essere più rapido, agile quindi bisogna diventare più potenti.

Facciamo un ripasso della formula fisica della potenza: P = forza * velocità

Quindi, una ragazza già veloce per diventare più potente dovrà diventare più forte, mentre una persona già forte dovrà diventare più forte. Quindi bisogna migliorare quei due parametri, facendo un salto indietro e andando a guardare la formula fisica della forza: F = massa * accelerazione, dove la massa sono i kg che vai a spostare.

È molto raro vedere una calciatrice di 65kg lavorare con squat di 70/90kg ma è davvero troppo comune vedere calciatrici che vengono allenate con circuiti a corpo libero o con carichi bassi, convinti di allenare la forza ma in realtà non è così.

L’allenamento della forza dovrebbe durare almeno 3 mesi per avere i primi risultati, non deve  essere trascurata ma deve essere continuamente allenata per tutto l’anno!

Abbiamo tanti tipi di forza e tutti vanno allenati, esiste la forza massima, forza esplosiva, forza veloce, forza elastica e forza resistente. Se andiamo a guardare gli allenamenti in palestra delle calciatrici di serie A, noteremmo che tendono ad allenare prevalentemente la forza resistente e l’esplosività.

Tralasciando specialmente la forza massima ed è l’errore più grave che si commette.

Senza forza massima non si migliora l’esplosività, non si migliora la rapidità, la velocità, il salto e tutto ciò che ne segue.

Continuare a fare gli stessi allenamenti, gli stessi circuiti, utilizzare costantemente la scaletta agility non porta dei miglioramenti, anzi, rischia di portare la calciatrice a un deallenamento. Se prendiamo a confronto due atleti, atleta A pesa 60kg e atleta B pesa 70kg, l’atleta A ha 1RM di back squat pari a 120kg mentre l’atleta B ha 1RM pari a 100kg. Li facciamo fare il test del salto verticale, secondo voi chi dei due atleti staccherà il maggior spazio con i piedi da terra?molto probabilmente sarà l’atleta A in quanto ha una forza massima nettamente superiore all’atleta B in relazione al proprio peso corporeo.

Inoltre un allenamento ben programmato, periodizzato e serio con i pesi, aiuta a prevenire infortuni muscolari (stiramento, strappi) e traumatici (menisco, crociato, tendini) da soli. Un allenamento ben fatto con i pesi, aiuta inoltre moltissimo anche l’elasticità e la mobilità. Per far capire quanto l’allenamento serio con i sovraccarichi aiuti a prevenire gli infortuni, mi piace tantissimo usare l’esempio del tronco di un albero. Immaginate che la corteccia sia il muscolo mentre il tronco sia il crociato, il menisco, i tendini e tutto il resto. Più la corteccia è spessa e dura, più è difficile rompere il tronco, viceversa più la corteccia è sottile e delicata, più è facile rompere il tronco.

Michela Rodella: “Professionismo punto di partenza, spero di tornare presto con una veste diversa”

Per la rubrica “A pranzo con l’Ospite” abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Michela Rodella.
L’ex calciatrice si è ritirata lo scorso anno con la speranza di intraprendere a breve un nuovo percorso professionale e a riguardo ci dice:
“Ho fatto una scelta, volendomi formare come team manager. Volevo cogliere l’opportunità dell’arrivo del professionismo cominciando un percorso fuori dal campo. Su questo canale l’Aic sta dando ai suoi tesserati molte possibilità di seguire corsi per poter far il dirigente, il direttore sportivo, il team manager e non solo”.
L’ex difensore nato a Rovigo si è riavvicinata, poi, al mondo del calcio dopo pochi mesi di lontananza:
“Dopo il ritiro con la scomparsa della Florentia San Gimignano ho cominciato un’esperienza diversa. Da settembre, infatti, collaboro con il Siena dove seguo il settore giovanile con l’under 12 e l’under 15. Stare a contatto con tante ragazzine mi ha portato a provare nuove emozioni e tanti stimoli. Per me è stata una ripartenza professionale visto che vorrei essere comunque parte attiva di questo movimento che è in continua crescita”.

La classe ’89 sull’arrivo del professionismo poi aggiunge:
La mia generazione è una di quelle che ha fatto tanto per arrivare a questo. Sembrava quasi irraggiungibile. A pensare che quando abbiamo iniziato il calcio femminile era quasi sconosciuto ai più, con il tempo si sono fatti passa in avanti e i sacrifici hanno dato il loro frutti. Spero questo sia un punto di partenza visto che oggi una bambina potrà dire sul serio che vuole fare la calciatrice. 
Oltre certezze economiche diverse ci saranno diritti e tutele, con la possibilità di pensione e futuro più solido a differenza di chi come me ha giocato ad una vita ad alti livelli senza avere niente in mano”.
La Rodella sulla prestazione delle Azzurre in Inghilterra ammette:
“Qualcosina in più probabilmente si poteva fare. La Francia si è dimostrata superiore, Belgio ed Islanda sulla carta erano più alla portata. Iniziare con cinque reti subite è stata una mazzata, poi è difficile giudicare da fuori ma qualcosa non è andato. Forse sotto l’aspetto fisico, dopo una lunga stagione, lo stato di forma delle nostre non era brillantissimo. Con l’Islanda, poi, il gol subito a freddo ha portato subito a dover rincorrere ed una partita che si poteva portare ha visto una partenza in salita  che ha complicato tutto. Con il Belgio abbiamo creato e davanti siamo state un po’ sfortunate”.

Sulla rassegna continentale l’ex di Tavagnacco, Verona, Fiorentina e Venezia, tra le altre, continua:
“Ho visto gare  su ritmi pazzeschi. Le semifinali e la finale sono stato un biglietto da visita di cui essere fieri e la gara tra Inghilterra-Germania, con uno stato pieno, mi ha fatto venire i brividi. Questo rende omaggio a chi lavora da  tanti anni ed investite nel settore femminile”.
La chiusura è sui ricordi di una carriera di primo livello:
“Una delle emozioni più forti resterà indubbiamente il Mondiale U19 vinto in Francia. Con la Nazionale maggiore anche ho passato bei momenti con tante persone conosciute e calciatrici importanti con cui ho avuto la fortuna di giocare.
Anche con i club resteranno immagini impresse per sempre come la Champions League con il Tavagnacco lo scudetto vinto con il Bardolino Verona, le Coppe Italia alzate al cielo.
Poi è arrivato l’addio del 22 maggio 2021 con il San Gimignano, peccato non aver salutato dal campo i tifosi e gli amici di sempre viste le restrizioni causa Covid”.

 

 

Dall’esordio in Women’s Champions League con lo ŽNK Pomurje Beltinci alla Fiorentina: signore e signori, ecco a voi Kaja Eržen

Photo Credit: Bruno Fontanarosa

Continua il viaggio alla scoperta del calcio femminile sloveno e delle sue principali protagoniste firmato Calciofemminileitaliano. L’ospite del giorno è Kaja Eržen, nuovo terzino classe ’94 della Fiorentina Women. L’ex numero 11 del Napoli, oltre alle tre importanti avventure professionali finora accumulate in Serie A tra Tavagnacco, Roma e le partenopee, ha infatti vestito la maglia delle due principali compagini slovene: ŽNK Pomurje Beltinci e Olimpija Ljubljana. Degna di nota anche la sua notevole esperienza in nazionale, arricchita da 4 reti messe a segno in 59 presenze.

Giocatrice abile nel dribbling e negli spazi stretti, decisa nei contrasti, precisa e rapida nel recupero del possesso, la Eržen controbilancia la solidità difensiva con pregevoli doti da incursore e assistman. Grazie a queste caratteristiche che da terzino di spinta di razza, la freccia slovena saprà sicuramente rivelarsi un importante asso nella manica di mister Patrizia Panico nel corso della stagione con la Viola. La nostra redazione ha avuto il piacere di intervistarla in esclusiva, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua carriera e analizzando insieme la condizione del calcio femminile sloveno negli ultimi anni, tra crescenti aspirazioni internazionali e l’avvento di una nuova generazione di giovani talenti determinata a portare in alto l’onore della Slovenia in Europa e nel mondo.

Com’è nata la tua passione per il calcio e, soprattutto, come e quando hai iniziato a giocare?
Ho iniziato quando ero piccolina perché anche mio fratello giocava a calcio. Mi è piaciuto subito, stavo sempre insieme a lui e, una volta iniziato, non ho più smesso.

Qual è il tuo ruolo preferito e, in totale sincerità, in quale squadra pensi di essere riuscita ad esprimere al meglio il tuo potenziale in questa posizione?
Il mio ruolo preferito è il terzino destro ma, avendo ricoperto più posizioni durante la mia carriera, mi trovo bene ovunque, soprattutto sulla fascia. Ho sempre dato il 100% in ogni squadra e non sta a me dire dove ho giocato meglio.

La tua carriera professionistica è iniziata in Slovenia. Come si chiamava la tua prima squadra e cosa ricordi della stagione in cui debuttasti?
In Slovenia il mio primo club è stato lo ŽNK Velesovo di cui, però, non ho ricordi particolari. L’emozione derivata dal poter giocare a calcio era infatti superiore a tutto il resto.

Com’è cambiata la condizione del calcio femminile sloveno da allora ad oggi?
La situazione sta cambiando e, anno dopo anno, noto dei miglioramenti. Adesso, però, il numero di calciatrici tesserate è ancora troppo basso e ci sarebbe bisogno di molte più persone che spingano per attuare un cambiamento. Nonostante il panorama sloveno si stia comunque evolvendo, attualmente questa trasformazione è infatti più lenta rispetto agli altri paesi.

Secondo te, quante e quali opportunità ha una giovane ragazza per iniziare a giocare a calcio nel tuo paese? Pensi che siano aumentate rispetto a quando iniziasti tu, oppure no?
Al giorno d’oggi, secondo me, ci sono più opportunità rispetto a quando iniziai a giocare io. Infatti, mentre all’epoca dovevo giocare contro i maschi, facendo parte delle giovanili maschili fino ai 14 anni, adesso tanti club del nostro massimo campionato hanno un settore giovanile femminile. Proprio questo aspetto rappresenta dunque un notevole passo in avanti rispetto al passato e gioca un ruolo fondamentale per la crescita delle nuove generazioni.

Cosa pensi dei numerosi giovani astri nascenti del calcio femminile sloveno che si stanno ritagliando autorevolmente il loro spazio sia in SŽNL sia in nazionale?
Penso sia merito del maggiore coefficiente di difficoltà della competizione che devono affrontare, sfidando giocatrici più grandi ed esperte e raggiungendo così la maturità calcistica già a 15 anni . Per questo motivo, molte di loro possono giocare in prima squadra nonostante la giovanissima età.

Una tua connazionale, Zala Kuštrin, si è recentemente trasferita dallo ŽNK Radomlje al Brescia dopo una straordinaria stagione in Slovenia. Cosa le consiglieresti per ambientarsi velocemente e al meglio in Serie A e in Italia?
In primis, per essere pronta a crescere in un ambiente nuovo dev’essere mentalmente aperta e preparata ad accettare nuove sfide. Accettare le regole e i cambiamenti è fondamentale perché, senza alcun dubbio, c’è un’importante differenza tra la Serie B italiana e la Slovenska Ženska Nogometna Liga. Detto ciò, sono sicura che piano piano si ambienterà da sola.

Forte dell’esperienza di veterane come te e dell’entusiasmo dei nuovi giovani talenti, a cosa potrà puntare la nazionale slovena nei prossimi anni?
Il primo obiettivo della nazionale è qualificarsi al prossimo mondiale. Questo gruppo, caratterizzato dal giusto mix di giocatrici esperte e giovani, può arrivare lontano. Anno dopo anno stiamo scalando posizioni anche nel ranking UEFA e, anche se la strada è ancora lunga, stiamo andando nella direzione giusta.

Ripercorriamo insieme la tua carriera. Raccontami brevemente le tue prime due esperienze professionali in Slovenia, dallo ŽNK Velesovo Kamen Jerič al Pomurje.
In Slovenia, la mia prima esperienza professionale è stata con il Pomurje, club con cui ho debuttato nella fase di qualificazione alla Women’s Champions League. Con questi colori ho vinto anche la Ženski Pokal (Coppa nazionale slovena) e il campionato, portando con me un bagaglio di esperienze ed emozioni molto grande. E’ stato grazie a questa esperienza, inoltre, che mi sono convinta a proseguire la mia carriera calcistica.

Quali sono stati invece i momenti più importanti delle tre stagioni in Austria?
In Austria, la corsa salvezza con il Carinthians è stata molto formativa per me, insegnandomi a lottare in ogni partita e a non mollare mai. A fine stagione, infatti, ci siamo salvate e si è trattato di una grandissima soddisfazione. In seguito, mi sono trasferita al LUV Graz, subendo però un brutto infortunio che ha significato la fine della mia esperienza calcistica austriaca.

Cosa ti ha poi spinto a ritornare nel tuo paese e, più precisamente, all’Olimpija Ljubljana? 
Dopo infortunio avevo bisogno di tornare nel mio paese; l’Olimpija Ljubljana era inoltre molto forte e lì avrei ritrovato anche alcune mie vecchie compagne con cui avevo giocato in Austria, per cui conoscevo già in parte l’ambiente biancoverde. L’obbiettivo al mio arrivo era vincere il Campionato e, alla fine, lo abbiamo raggiunto.

A che livello pensi sia arrivata la Slovenska Ženska Nogometna Liga? Cosa si potrebbe fare per alzare ulteriormente l’asticella e rendere il campionato femminile sloveno maggiormente appetibile anche all’estero?
Il numero di persone interessate al calcio femminile in Slovenia è ancora troppo basso, mentre in Italia è la situazione è completamente diversa, con la gente che vive letteralmente per il calcio. Aumentare gli investimenti in questo settore potrebbe essere una soluzione, così come perfezionare la strategia promozionale e pubblicitaria per far appassionare sempre più persone. Anche le strutture sono da migliorare. In Slovenia, infatti, esistono solo due club forti e dotati di impianti adatti, mentre le altre sono ancora un passo indietro.

Parlando dell’esperienza accumulata in Italia, come avvenne il passaggio al Tavagnacco e cosa ti hanno lasciato le due annate con le friulane?
Poco prima del trasferimento, disputammo un torneo contro il Tavagnacco, durante il quale fui notata dal club friulano che, in seguito, mi contattò per offrirmi un posto in squadra. Ciò che mi spinse ad accettare fu il fascino di un’altra esperienza all’estero che mi avrebbe ulteriormente formata e aiutato a crescere. Ero infatti già stata in Austria ma non in Italia, un paese dalla profonda cultura calcistica in cui anche il calcio femminile stava pian piano crescendo.

Nel 2019 passasti invece alla Roma, venendo impiegata da mister Bavagnoli anche in posizione più avanzata. In cosa pensi di essere migliorata durante l’avventura giallorossa e quali sono state le differenze, sia a livello di allenamenti sia per quanto riguarda lo stile di gioco, rispetto alla tua precedente squadra in Serie A?
Roma era un mondo diverso: c’erano strutture condivise con la squadra maschile e l’organizzazione della squadra era tutta un’altra cosa. Tavagnacco era più un club a dimensione familiare, mentre la Roma era una realtà decisamente più professionale. Durante l’avventura in giallorosso sono migliorata sotto tutti i punti di vista, anche tatticamente, svolgendo sessioni di allenamento individuali incentrate soprattuto sul posizionamento in campo, aspetto su cui in passato non avevo lavorato particolarmente.

Dopo due anni nella capitale ti sei poi trasferita al Napoli, affrontando una stagione complicata a livello collettivo. Cosa pensi sia mancato per evitare la retrocessione e quali sono invece i momenti che porti nel cuore?
A Napoli è mancata un po’ la grinta e la determinazione nel finale di stagione e, ovviamente, anche quella giusta dose di fortuna. Contro Milan e Fiorentina giocammo due partite che avevano riacceso le nostre speranze, tuttavia il campionato non si è concluso come avrei voluto, nonostante il grande lavoro e gli sforzi fatti dalla prima all’ultima giornata.

Com’è cambiato il tuo ruolo in campo e il tuo stile di gioco con le partenopee rispetto alla tua precedente esperienza alla Roma?
Rispetto all’esperienza in giallorosso, con la maglia del Napoli ho giocato più da esterno alto. L’aspetto in cui sono cresciuta di più durante la stagione in azzurro, tuttavia, è stata la mentalità. Sono infatti maturata molto e ho imparato ad affrontare le partite con maggiore personalità.

Dulcis in fundo, quest’anno difenderai i colori della Viola nella tua sesta stagione in Serie A. Secondo te, che tipo di contributo che darai alla squadra e a cosa potrete puntare quest’anno?
Innanzitutto voglio dare alla squadra tutto il carisma e l’aggressività che ho, sperando di riuscire a trasmettere sicurezza quando giocherò. Detto ciò, sarà ovviamente coach Panico a decidere le undici titolari. Gli obiettivi, inoltre, sono chiari: fare il meglio possibile in questa prima parte di stagione, affrontando poi i playoff al massimo delle nostre capacità.

Per concludere, lancia un messaggio ai tifosi della Fiorentina per caricarli in vista dell’inizio del campionato, invitandoli tutti a venire allo stadio a supportarvi.
I tifosi della Fiorentina sono tra i più appassionati d’Italia, ci seguono sempre e, infatti, sono anche venuti a Moena a trovarci durante il ritiro. Mi aspetto di vederli allo stadio e sicuramente non mancheranno di farci sentire il loro calore.

Calcio Femminile Italiano x Panini: in arrivo un modo completamente inedito di raccontare il calcio femminile

La nuova stagione è quasi alle porte e, mentre le squadre di Serie A e Serie B continuano la loro preparazione in vista dell’inizio delle rispettive competizioni, anche la redazione di Calcio Femminile Italiano si prepara a stupire il proprio pubblico con una grande novità.

Grazie ad un accordo esclusivo e alla preziosa collaborazione con Panini Editore, saremo infatti in grado di raccontare partite e campionati come non è mai stato fatto prima d’ora. Le analisi tattiche e le statistiche approfondite permetteranno dunque di destrutturare ogni azione e situazione di gioco, offrendo ai lettori una panoramica completa di ogni incontro e raccontando ciascun evento sportivo con la massima oggettività.

Immaginate, ad esempio, di guardare una partita dagli occhi di un match analyst, vivendola e comprendendola appieno senza inciampare nelle immancabili e fallaci chiacchiere da bar o nei falsi miti da spettatore occasionale e inesperto. Certo è che si tratterà, almeno nelle fasi iniziali, di un progetto sperimentale che con il tempo verrà perfezionato e arricchito da nuovi contenuti che sveleranno ogni segreto di questo meraviglioso sport. Il futuro della narrazione giornalistica in materia di calcio femminile è ormai alle porte e il nostro giornale è orgoglioso di essere tra i promotori di una simile evoluzione.

Dunque, nell’attesa che inizi la stagione sportiva 2022/23, continuate a seguirci e siate pronti alle novità che arriveranno presto.

Nazionale Under 17: in Romagna la prima fase di qualificazione all’Europeo esordio con l’Islanda

Credit Photo: Andrea Amato

Sarà la Riviera Romagnola ad ospitare le gare del girone della Nazionale Under 17 Femminile, impegnata dal 4 al 10 ottobre nella prima fase di qualificazione al Campionato Europeo di categoria. Inserite in un gruppo ostico con Francia, Svizzera e Islanda, le Azzurrine avranno il vantaggio di iniziare davanti al proprio pubblico il cammino nel torneo continentale, che avrà il suo epilogo nell’estate del 2023 in Estonia.

L’Italia, che lo scorso marzo si è assicurata la permanenza nella Lega A arrivando terza nel girone della seconda fase, avrà il suo quartier generale a Cesenatico e farà il suo esordio nel torneo martedì 4 ottobre (ore 15) con l’Islanda allo Stadio Comunale ‘Giuseppe Capanni’ di Savignano sul Rubicone per poi affrontare la Francia (venerdì 7 ottobre, ore 15) e la Svizzera (lunedì 10 ottobre, ore 15) allo Stadio ‘Tullio Morgagni’ di Forlì. Le altre sedi di gara saranno Cervia e Santarcangelo di Romagna.

Il format del Campionato Europeo, entrato in vigore nella passata edizione, vede le nazionali partecipanti suddivise in due leghe, con un sistema di promozioni e retrocessioni. L’ultima classificata del girone retrocederà in Lega B, mentre le prime tre si qualificheranno per la seconda fase.

Prima Fase di qualificazione al Campionato Europeo Under 17 Femminile 2022/2023

Lega A

Gruppo 4: Francia, Islanda, ITALIA, Svizzera

Prima giornata (4 ottobre)
Ore 12: Francia-Svizzera (Cervia – Stadio ‘Germano Todoli’)
Ore 15: ITALIA-Islanda (Savignano sul Rubicone – Stadio Comunale ‘Giuseppe Capanni’)

Seconda giornata (7 ottobre)
Ore 12: Islanda-Svizzera (Santarcangelo di Romagna – Stadio ‘Valentino Mazzola’)
Ore 15: ITALIA-Francia (Forlì – Stadio ‘Tullio Morgagni’)

Terza giornata (10 ottobre)
Ore 15: ITALIA-Svizzera (Forlì – Stadio ‘Tullio Morgagni’)
Ore 15: Islanda-Francia (Santarcangelo di Romagna – Stadio ‘Valentino Mazzola’)

Fabio Ulderici, Parma: “Inter? Siamo sulla strada giusta, abbiamo fatto una buona partita”

Credit Photo: Parma Calcio, Fabio Ulderici

Dopo l’amichevole tra Inter e Parma, finito 2-0 per le nerazzurre, a parlare in casa crociata è stato il tecnico Fabio Ulderici. Lo stesso trainer ex Empoli ha parlato ai microfoni ducali, questo un estratto delle parole dell’allenatore gialloblù:
“Le ragazze hanno fatto quello che avevamo chiesto: secondo me abbiamo fatto una buona partita, sia in fase di possesso che di non possesso, soprattutto dalla seconda parte del primo tempo in poi, quando abbiamo iniziato a palleggiare maggiormente, riuscendo ad occupare meglio lo spazio. Io sono soddisfatto, abbiamo fatto dei passi avanti rispetto alla prima amichevole: sono contento di tutte le ragazze e di aver dato la possibilità a delle giovani del 2003-2004 di giocare che sono entrate molto bene, ma tutte quelle che hanno giocato si sono fatte trovare pronte. Siamo sulla giusta strada: giocavamo contro una grande squadra che ha già dall’anno scorso un percorso di un certo tipo. Sono soddisfatto: dobbiamo ripartire da qui, cercando di fare ulteriori passi avanti prima delle prossime amichevoli.
Nella fase di possesso ho visto una squadra che ha palleggiato maggiormente, una squadra che ha lavorato maggiormente per il campionato, dobbiamo ancora migliorare gli aspetti collegati alla ricerca dell’attaccante: dobbiamo giocare molto di più con gli attaccanti invece giochiamo tanto in ampiezza, però rispetto alla prima gara ho visto dei miglioramenti anche da quel punto di vista lì. Per quanto riguarda la fase di non possesso ho visto una squadra applicata, che ha lavorato insieme compatta, che ha capito quando doveva uscire esternamente, quando era più in difficoltà fisica – visto che faceva molto caldo, dunque con un po’ di stanchezza arrivata nel breve – ha capito che doveva difendere al centro, dunque sono soddisfatto anche da questo punto di vista. I miglioramenti principali sono questi…Questa era una amichevole estiva, per cui era diversa da quella che sarà la partita sempre con l’Inter che giocheremo tra una ventina di giorni, durante i quali cercheremo di migliorare ancora. Ma il nostro percorso non è solo in questi venti giorni: il nostro percorso dovrà durare mesi, questa squadra dovrà lavorare negli anni e tutto nasce dalla base. Noi, ogni giorno, mettiamo un mattoncino. Tra venti giorni sarà una partita differente, però avremo il tempo per arrivare ancora più pronti”.

 

Nuovo rinforzo per il centrocampo della Sampdoria Women: presa Rachel Cuschieri dalla Lazio

Photo Credit: U.S. Sampdoria

Dopo le ultime ufficialità di Panzeri e Cedeño, la Sampdoria Women si è assicurata un’altra importante calciatrice che andrà a rinforzare il centrocampo. Grazie alla sua esperienza internazionale e in Serie A, in particolare quelle con l’Anderlecht, il PSV Eindhoven e la Lazio, Rachel Cuschieri è infatti il profilo ideale per alzare l’asticella in un reparto già caratterizzato da giocatrici di assoluto livello. Ciò che sicuramente farà comodo a mister Cincotta è la sua notevole capacità di vedere la porta e di trovare il goal, come dimostrato dalle 5 marcature complessive in 42 presenze nelle ultime due stagioni biancocelesti.

Una delle reti più rappresentative della classe ’92 maltese è, a mio avviso, quella messa a segno contro il Napoli lo scorso 7 novembre, valevole per il momentaneo 2-1 delle laziali. In quell’occasione, dopo aver sapientemente accompagnato la manovra offensiva, la numero 8 infilò l’estremo difensore partenopeo con un delizioso destro a giro di prima dal limite dell’area. Degna di nota è anche la sua grande freddezza sottoporta mostrata più volte in carriera, specialmente con la maglia della nazionale.

A tal proposito, è indispensabile ricordare il suo goal dell’1-0 contro la Georgia il 5 marzo 2020, segnato a pochi metri dal portiere avversario con un destro micidiale, rigorosamente al volo, insaccatosi dopo aver scheggiato la traversa interna. L’hype per la sua nuova avventura in blucerchiato è quindi già alto, ma la Cuschieri si farà trovare pronta e non si lascerà di certo scappare la prima occasione disponibile per diventare la beniamina della tifoseria doriana.

Sonja Kiem è una nuova giocatrice del Chievo Women: “Metto la mia disponibilità ad aiutare le compagne”

Photo Credit: Chievo Verona Women FM

Il Chievo Verona Women FM è lieto di annunciare l’arrivo a titolo definitivo di Sonja Kiem, proveniente dal Cortefranca, dove ha disputato l’ultima stagione.
Centrocampista classe 1996, sa creare e cucire il gioco, fornendo sempre un costante aiuto per le sue compagne. Ha già accumulato una diversa esperienza sia in Serie C, con la maglia del Brixen, che in Serie B. Nella scorsa stagione è stata presente in tutte le partite, dimostrandosi una giocatrice molto affidabile dal punto di vista fisico. Ha anche un buon fiuto del gol visto che con la maglia della squadra bresciana ha messo a referto sei reti. Un nuova alternativa quindi per mister Venturi, che potrà contare su un centrocampo di tutto rispetto. Infatti, la zona nevralgica del campo è fondamentale per dominare le partite, oltre a garantire il corretto filtro alla fase difensiva, che nello scorso anno è stato uno dei punti di forza delle gialloblù.

Quali sono state le loro motivazioni che ti hanno spinto ad accettare la corte del Chievo Women?
L’anno scorso ho giocato contro il Chievo e mi ha colpito il modo di costruire azioni in maniera manovrata nelle varie sfide. Infatti, tutte e due le partite sono state combattute, ma sono rimasta molto impressionata dal livello espresso dalle gialloblù. Proprio per questo, penso che la società della Diga rappresenti per me la possibilità di migliorare dal punto di vista personale e dei risultati, conciliando il giocare bene a calcio. Come caratteristiche principali, sicuramente metto la disponibilità ad aiutare le mie compagne, oltre alla possibilità di ricevere tanti palloni, che mi consentono di ricevere e poi smistare la sfera nella miglior maniera possibile“.

A livello personale, quale scopo ti poni per questa stagione? Mentre a livello di squadra, quale secondo te sarà l’obiettivo da raggiungerà?
Il mio scopo è quello di migliorarmi costantemente e ritengo di avere moltissime cose tante cose da imparare. Proprio qui al Chievo, ritengo di avere la possibilità, ma anche e soprattutto il sostegno, per crescere ancora. Comunque, vorrei cercare di aiutare sempre la squadra ad ottenere i tre punti in ogni partita, cercando di divertirci assieme, combattendo e remando nella stessa direzione, per far felici coloro che verranno a vederci“.

Vuoi fare un saluto ai tifosi?
Sisi, assolutamente! Saluto tutti i tifosi del Chievo Verona Women e spero di vedervi presto alle partite della nostra squadra a darci un grande sostegno“.

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