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Marta Cardona all’Atlético Madrid fino al 2023

Marta Cardona, Atlético Madrid
Credit Photo: Atlético Madrid femminile, Twitter

Marta Cardona, 25 anni, ha firmato con l’Atlético Madrid. Avevamo parlato di lei poco tempo fa quando aveva dichiarato di lasciare il Real Madrid dopo una stagione difficile in cui ha giocato poco a causa di un infortunio. Dopo avere giocato nel Saragozza con cui ha debuttato nella Primera Iberdrola a soli 15 anni e nel Levante nel 2017, ecco il passaggio alla Real Sociedad con cui ha conquistato la Coppa della Regina. Nel 2020-21 la firma con il Real Madrid con cui ha giocato la Women’s Champions League e ha partecipato all’ultimo Europeo.
Marta ha firmato anche il goal qualificazione contro la Danimarca con un bel colpo di testa e ha giocato tutte e quattro le partite prima dell’eliminazione contro l’Inghilterra. La centrocampista nata a Saragozza è veloce ed ha un ottimo dribbling, caratteristiche che le permetteranno di ritagliarsi uno spazio importante nella squadra colchonera. “Mi sento molto contenta e con molta voglia di iniziare. E’ un club pioniere nel calcio femminile e ho molta voglia di iniziare a lavorare con lo Staff tecnico, le compagne di squadra e che inizi già tutto”.
La calciatrice ha superato le visite mediche e ha firmato un contratto fino a giugno 2023. Buona fortuna Marta, speriamo la salute quest’anno sia benevola con te in questa nuova esperienza!

Francesca Blasoni, Sassari Torres: “Mi piacerebbe militare nel massimo campionato con i colori rossoblù addosso”

Credit Photo: Beatrice Cirronis

Con l’avvio dei nuovi acquisti di mercato anche per la Torres sono già arrivate le prime conferme: da Janssens e Siejka a Costantini, fino ad arrivare a Congia e Blasoni; abbiamo intervistato proprio quest’ultima che ci ha parlato della situazione del club e del suo futuro in un orizzonte tutto rossoblù:

La stagione si è chiusa per voi in bellezza: quali erano le aspettative iniziali della squadra? E le tue?
Da quadra neopromossa l’obiettivo principale era sicuramente quello di salvarsi e cercare di stabilizzarsi in un campionato molto più competitivo rispetto a quello affrontato nella stagione precedente. A livello personale c’era la volontà di ripetere quanto di buono fatto alla prima esperienza in terra sarda, contribuendo alla salvezza della società“.

La prima parte di stagione è stata tra alti e bassi. Quali difficoltà avete trovato dopo il salto di categoria?
Rispetto alla serie C, tutte le 14 squadre del campionato erano molto competitive e la classifica è stata molto corta per diverse giornate, quindi tutte le partite dovevano essere affrontate con il massimo dell’attenzione, senza distrazioni. A inizio stagione eravamo una squadra molto giovane, con tante ragazze di talento ma con poca esperienza, e c’era quindi bisogno di trovare i giusti equilibri in campo“.

Poi avete fatto una seconda parte di campionato totalmente diversa: cosa è cambiato?
Nel corso dei mesi, grazie ad alcuni acquisti mirati, ad una graduale presa di coscienza delle proprie potenzialità ed alla aumentata capacità di gestione delle partite, siamo riuscite a trasformare una stagione iniziata male in una da ricordare. Abbiamo cambiato più volte allenatore e siamo state brave a rimanere unite come gruppo e ad immagazzinare tutti gli insegnamenti che ognuno di essi ci ha dato, riuscendo a trarre il meglio da questa esperienza che ci ha fatte sicuramente crescere“.

Quanto conta per voi il quinto posto che siete riuscite a raggiungere? Soddisfatte per come è andata la stagione? Nel complesso che campionato di B hai visto?
Il quinto posto conta tantissimo, mentirei se dicessi che credevamo di poter dare una svolta alla stagione e raggiungere una posizione di classifica più consona rispetto a quelle che erano le nostre potenzialità, però probabilmente nessuno si sarebbe aspettato un finale di campionato così ricco di punti e soddisfazioni. Come detto, un torneo molto competitivo ed equilibrato, con le eccezioni principalmente di Como e Brescia; ero stata impressionata dalla squadra comasca già al girone di andata ed a quello di ritorno ho avuto la conferma: molto organizzate a livello tattico, con giocatrici di altissimo valore guidate da un allenatore di livello“.

Quale è il match più bello che avete giocato? E quello che non dimenticherai?
Ci sono state diverse partite importanti: la prima vittoria col mister Ardizzone in casa col Cittadella alla fine della quale è esplosa la prima delle numerose feste che hanno seguito le partite successive o la vittoria che ha sancito la salvezza, sul campo di Cortefranca. Tra quelle che non dimenticherò mai c’è sicuramente la partita di Coppa Italia giocata sotto la guida di mister Marino contro la Sampdoria dove, nonostante il risultato finale di 1 a 1, ci siamo tutte divertite ed abbiamo dimostrato sul campo il nostro valore attraverso una prestazione di qualità e personalità“.

Cosa vi augurate per la prossima stagione? Come vedi il prossimo torneo di serie B?
L’auspicio è quello di riprendere da dove si è lasciato, portando avanti quanto di buono fatto negli ultimi mesi continuando a crescere come squadra. L’aumento del numero delle società e la presenza di club di valore renderà sicuramente molto divertente il prossimo campionato le cui sorti credo si decideranno nelle ultimissime giornate e premieranno la società che riuscirà ad essere più costante, soprattutto mentalmente, nel corso della stagione“.

Quali sono i sogni che ancora vorresti raggiungere nel mondo del calcio?
Mi piacerebbe tornare a militare nel massimo campionato, magari con addosso i colori rossoblù che mi hanno accompagnata nell’ultima stagione e mezza, società che ha creduto in me fin dal primo giorno ed alla quale devo tanto“.

Due nuove figure nell’organigramma bianconero

Credit Photo: Juventus Women

A partire dalla stagione 2022/23 l’organigramma bianconero si amplia con due nuove figure professionali che andranno a operare dalle Prime Squadre al Settore Giovanile:

Giovanni Andreini – Head of Performance
Il ruolo dell’Head of Performance, nella sua essenza, è quello di supervisionare le diverse aree di performance del Club – scienze dello sport, medicina, forza e condizionamento, nutrizione e analisi – e di garantire le migliori performance di tutti i giocatori per affrontare gli sforzi richiesti dal gioco. Opererà verticalmente dalle Prime Squadre al Settore Giovanile.

Luca Maggiani – Club Referee Manager
Juventus introduce all’interno del proprio staff una persona specializzata, che ha appena concluso il primo corso proposto dalla FIGC per tale figura, che svilupperà un progetto formativo a 360° dalle Prime Squadre alle Giovanili.

Juventus dà il benvenuto e augura buon lavoro.

Noemie Carage: innesto francese per il Milan di Maurizio Ganz

Photo Credit: Ac Milan
Ancora una nuova ufficialità di mercato in casa Milan.
La squadra guidata da Maurizio Ganz, infatti, ha reso noto nelle ore scorso l’arrivo di Noemie Carage. La calciatrice francese ha siglato un accordio biennale che la legherà al rossonero sino al 30 giugno 2024.
Il difensore, classe 1996,  ha disputato le ultime stagioni al Digione FCO.
La mancina, che ha vestito le maglie delle selezioni giovanili della Francia, è cresciuta nel Lione ed ha vestito anche le casacce di Guingamp e Sant’Etienne.
In precedenza il Milan aveva reso noto gli arrivi di Marta Mascarello, Małgorzata Mesjasz, Valery Vigilucci, Silvia Rubio Avilia, Angelica Soffia, Kosovare Asllani, Kamila e Michaela Dubcová.

Angela Biella, Responsabile Lesmo Femminile: “Puntiamo a migliorare il quarto posto dello scorso anno”

Photo Credit: Angela Biella

La FC Lesmo, prima MGM Calcio e Football Leon, ha presentato, qualche giorno fa, la squadra che parteciperà al campionato lombardo di Eccellenza. Ma dove vuole arrivare questo gruppo? Riuscirà a migliorare il quarto posto ottenuto lo scorso anno? A queste, e a molte altre domande, ci siamo rivolti alla Responsabile Settore Femminile del Lesmo Angela Biella che, peraltro, è anche la moglie del Presidente della società brianzola Michele Coccimiglio.

Angela cosa ti ha portato a diventare dirigente di una società di calcio?
«Premetto che ho una figlia, Michela Coccimiglio, che quest’anno ha smesso di giocare, e, quando la seguivo, sono entrata a diventare dirigente del Fiammamonza, Dreamers, Bicocca, e infine sono arrivata a Lesmo, e qui mi ha portato per una seri di circostanze, perché noi crediamo nel calcio femminile, e, nella FC Lesmo, cercheremo di andare in questa direzione».

Perché la Football Leon è diventata FC Lesmo?
«Noi abbiamo avuto una collaborazione con l’AC Leon, ma, nonostante siamo rimasti con loro in buoni rapporti, volevamo dare risalto al territorio di Lesmo, e quindi ci siamo identificati con un nome, FC Lesmo. e colore diverso che è il neroceleste, simboleggiando il passato della MGM e quello del Football Leon».

Il Lesmo Femminile sarà in Eccellenza: dove vuole arrivare quest’anno?
«Noi veniamo da un quarto posto, e noi vogliamo puntare a migliorare quello che abbiamo fatto lo scorso anno».

Per farlo si è preso un allenatore e giocatrici di livello…
«Abbiamo preso calciatrici come Carlucci, Pirovano Rotini e Possenti, e poi è arrivato come tecnico Andrea Ruggeri perché volevamo mantenere il nostro gruppo dal punto di vista umano, quindi lo abbiamo portato qui per tenere unita la squadra».

Nel Lesmo 2002/23 ci saranno anche tre calciatrici promosse dalla Juniores.
«Questa è una cosa molto importante, ma allo stesso tempo siamo anche amareggiate, perché non avremo la Juniores il prossimo anno. Purtroppo, ci troviamo in una posizione non molto fortunata, dato che, nella nostra zona ci sono società come Fiammamonza e Agrate».

Il professionismo può aiutare a far crescere il calcio femminile italiano?
«Sinceramente non siamo ancora pronti per il passaggio al professionismo. Credo che la cosa andasse gestita meglio. Prima andava strutturato l’intero Settore Femminile, perché facendo così si crea un divario tra le società professionistiche e dilettantistiche».

Che aspettative hai sul calcio femminile in Lombardia?
«Quest’approdo al professionismo creerà problemi alle società presenti in Lombardia, e ciò avrà ripercussioni verso le società piccole».

Qual è il sogno che vorresti dare al Lesmo Femminile?
«Prima di tutto creare una filiera che va dalle piccole alla Prima Squadra, e poi sperare in una promozione».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la FC Lesmo e Angela Biella per la disponibilità.

Doppio colpo per il Cesena: Maria Vittoria Nano e Alice Rossi sono bianconere

Nano - Rossi
Photo Credit M.V. Nano: AC Milan Femminile; Photo Credit A. Rossi: Sassuolo Femminile

Doppio colpo per il Cesena Femminile, che durante la stagione potrà contare sulle prestazioni di Maria Vittoria Nano e Alice Rossi.

Maria Vittoria Nano arriva a parametro zero: la classe 2003 è cresciuta nel Milan tra Under 17 e Primavera, di cui ne è diventata capitano. Esterno sinistro talentuoso, le sue doti vengono notate anche in Prima Squadra con cui esordisce in Serie A nell’ottobre del 2020 durante il derby vinto contro l’Inter, mentre un mese dopo ha giocato in Coppa Italia proprio contro il Cavalluccio. 

Alice Rossi, classe 2002 è di proprietà del Sassuolo e approda in Romagna con la formula del prestito: proprio con la squadra emiliana ha esordito in Serie A durante la stagione 2020/2021. Al fine di continuare il suo percorso di crescita, lo scorso anno ha vestito la maglia del Tavagnacco, con cui ha giocato 21 partite da titolare. Non solo: è stata convocata anche in Under 15 Nazionale e successivamente in Under 19.

Due giovani di talento, futuro del calcio italiano: entrambe hanno espresso il loro entusiasmo nel vestire la maglia bianconera, convinte da una Società ben strutturata e dai progetti di crescita posti alla loro attenzione. Un bellissimo segnale per il Cesena, che dimostra di essere attenta a creare un ambiente competitivo e in cui si possa migliorare.

Nuovo rinforzo offensivo per il Como Women: presa Matilde Pavan

Photo Credit: Como Women
Il Como Women prosegue la sua campagna di rafforzamento in vista della Serie A, proseguendo sulla linea verde.
La società ha annunciato di aver preso l’attaccante Matilde Pavan. Nata nel 2004, la calciatrice originaria di Venezia ha iniziato la sua carriera nelle giovanili di Venezia ed Hellas Verona, arrivando anche ad esordire in Serie A 2018/19, all’età quattrodici anni, contro il Tavagnacco. Nella stagione successiva passa all’Inter, giocando tra la Primavera e la Prima Squadra. Matilde arriva a Como, proprio dalla squadra nerazzurra, con la formula del prestito.
Sono molto felice di essere qui – ha dichiarato Pavan sui canali ufficiali del club lariano – ho deciso di accettare questa sfida per mettere me stessa alla prova, sarà un’ottima occasione per crescere e migliorarmi. Conoscevo già il mister De La Fuente e appena è arrivata l’ufficialità mi ha chiamato per dirmi che era molto contento di avermi in rosa. Io sono molto entusiasta di tornare a lavorare con lui, abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto e sono sicura che sarà una stagione ricca di emozioni“.

Daniela Tavalazzi: “Nazionale? Sembrava svanita quella magia che spesso ha permesso di giocarcela con i team più forti”

Per la rubrica “A pranzo con l’Ospite” abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva  Daniela Tavalazzi.
L’ex calciatrice con 95 presenze in Nazionale, che ha partecipato in carriera agli Europei del ’97 e ai Mondiali ’99, apre sulla recente partecipazione Azzurra in Inghilterra:
“Contro la Francia ma, in generale per tutte e tre le partite viste, ho notato un’Italia in difficoltà: Mi è sembrato di percepire che qualcosa non andasse a pieno da un punto di vista atletico e dell’intensità del gioco espresso”.
Sulla prova della truppa di Milena Bertolini l’ex giocatrice, tra le altre di Reggiana, Torres, Milan e Verona, aggiunge:
È mancata lucidità mentale, evidenziata da una certa confusione anche tattica, nonché la vera forza che contraddistingue la nostra Nazionale ovvero il collettivo.
Sembrava non esserci quel gioco di squadra che spesso ci ha permesso di sopperire, per quanto possibile, al gap che abbiamo nei confronti delle altre Nazionali europee più blasonate, di Paesi che da diverso tempo hanno investito con progetti chiari e importanti sul calcio femminile, oltre ad avere già campionati professionistici”.

L’ex difensore, con un trascorso anche da tecnico del settore giovanile del Bologna, sui propri ricordi in Nazionale, invece, ci racconta:
“Vestire la maglia Azzurra è sempre stato un grande orgoglio che mi ha permesso di vivere, ai massimi livelli, grandi emozioni e partecipare ad eventi spettacolari come Europei e Mondiali. Come ricordo speciale dico lo spogliatoio, la condivisione con le mie compagne per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo. Ricordo con piacere la particolarità dei nostri sguardi, delle nostre incitazioni e della forza che si percepiva”.
La chiusura della bolognese classe ’72 è sul passaggio al professionismo:
“Con il professionismo cambia tanto, soprattutto dal punto di vista delle tutele.
Ci vorrà, poi, ancora tempo per crescere sul campo ed anche nella mentalità, non solo delle atlete, ma della società e di come viene percepito il calcio femminile.
Il professionismo è un traguardo importante che ha comportato certamente tanti sacrifici da parte delle calciatrici, sacrifici che riguardano, comunque, tutte le atlete che praticano sport e, per questo, spero un giorno tutto lo sport al femminile possa diventare professionistico”.

 

 

Lettera aperta a ”Il Foglio”: ”Quando la misoginia insulta un movimento intero”

Sui gruppi Facebook che parlano di calcio femminile sta rimbalzando un articolo al quanto discutibile. Non solo, è proprio svilente e a tratti misogino verso il movimento e tutte le donne.

Non mi sono ancora presentato, caro ”Il Foglio”, il mio nome è Andrea Amato e sono il direttore responsabile di Calcio Femminile Italiano. Testata giornalistica, che indovinate un po’, tratta proprio la categoria dello sport in rosa. Lo so, immagino il vostro stupore nel scoprire che il calcio femminile è seguito da giornalisti, professionisti, fotografi ed esperti del settore, però è bene che voi sappiate che si, noi ci siamo e amiamo ciò che facciamo.

Ho letto l’articolo ”il calcio femminile è un’insopportabile operazione di marketing” del vostro redattore Jack O’Malley. Non sono qui a giudicare il lavoro ma è bene che qualcuno metta ordine in quel miscuglio di imprecisioni, voglia di svilire e misoginia.

Partiamo subito con la bellissima intro che riporterò per intero: ”Fanno bene le donne a giocare e a pretendere il professionismo, ma basta ma è ora di finirla di far finta che non ci siano differenze con il calcio maschile. Ora una calciatrice è finita addirittura nella copertina dell’ultima edizione del videogioco Fifa 23”.

Innanzitutto mi permetto di dire che non siamo noi singoli a dover giudicare se una persona, uomo o donna che sia, decida di prendere una determinata scelta per il proprio percorso di vita. Il professionismo non è stato preteso, ma bensì era d’obbligo. In questi anni non si è lottato per lo status ”professioniste” ma per guadagnare tutti i diritti e le tutele che esso ne concerne, tra l’altro non sono loro le prime ad averlo chiesto ma bensì uno dei presidenti delle nostre federazioni.

Le differenze ci sono, è vero, le ragazze hanno i capelli lunghi e legati, indossano una maglia più stretta e anche pantaloncini che molte volte non arrivano al ginocchio… ma questo, è perché la tintoria ha sbagliato a lavarli oppure perché ci si ostina ancora a voler mettere in mostra il fisico di una donna e spettacolarizzarlo, piuttosto che valutarla per come gioca e si allena?
Ovviamente so che Jack non si riferisce a questo, però è talmente una frase generalista che mi provoca questa domanda.

Poi Jack si è giustamente arrabbiato perché una donna è finita su FIFA 23! Ma scherziamo? ma da quando in qua le donne possono diventare sponsor di un videogioco per tutti?
Ebbene, è giusto che vi metta al corrente che il calcio femminile esiste su Fifa già dal 2017 con le nazionali. era presente anche la nazionale Italiana, poi rimossa perché Dilettanti.
Sam Kerr è la figura che più in questo momento testimonia la lotta, il sacrificio, la rivalsa su una società ferma al medioevo che vede la donna utile solo in cucina.

Andiamo avanti.

Jack scrive: ”Vi invidio, amici italiani. E non è l’alcol a farmi parlare. Non più del solito almeno. Per una volta, sinceramente vi invidio. La vostra Nazionale femminile ha fatto una figura ridicola all’Europeo che si gioca nei campi di allenamento delle giovanili delle squadre inglesi ed è stata eliminata. Invidio soprattutto i miei colleghi dei giornali sportivi, costretti fino a qualche giorno fa a fingere che gli fregasse qualcosa di un torneo con le stesse qualità tecniche di un campionato della vostra Eccellenza, a mettere in prima pagina partite di cui non fregava granché a nessuno, pena l’accusa di sessismo.”

Caro Jack, ti consiglio di passare all’acqua minerale, perché in queste affermazioni non c’è solo il sessismo ma anche l’insulto diretto verso le calciatrici, i professionisti a seguito e tutti gli inviati che hanno lavorato al meglio per trasmettere a più persone possibili questo europeo, compreso me.
Non discuto sui campi dove le azzurre hanno giocato, sono rimasto male anche io su questo, ma non permetto di poter giudicare la prestazione della nostra nazionale da chi sicuramente ha visto solo ed esclusivamente le tre partite del girone.
Ti invito caldamente a venire in Italia a trovarmi cosicché io ti possa presentare una ad una le ragazze.
Hanno storie diverse e tutte dedite all’impegno e al sacrificio. Quando c’era una federazione che non le ascoltava, loro hanno fatto di tutto, girando anche l’Europa, per poter vivere il sogno di giocare a calcio.
Prima dell’europeo le azzurre hanno dominato il proprio girone di qualificazione, hanno scritto la storia nel mondiale del 2019 e stanno per replicare in quello futuro del 2023. E’ inoltre, sono arrivate in finale all’Algarve cup, Storico torneo ad inviti che si gioca in Portogallo.
Il nostro livello è in crescita e ci vorranno anni per essere al pari di Francia, Germania, Spagna e USA. L’importante è partire, giocare e alle volte anche perdere.

Per non parlare di chi le ha seguite notte e giorno lì sul campo, i giornalisti che menzioni ti posso assicurare che hanno a cuore il movimento femminile e per esprimere al meglio in tv il concetto di calcio femminile Sky e Rai hanno preso direttamente ex calciatrici, come Serra, Morace e Bavagnoli, accompagnate da giornaliste professioniste e vicine al mondo dello sport. Però tu screditi anche questo tipo di lavoro, come se tu fossi di un livello superiore. Fidati che non è così.

Jack continua scrivendo: ”Qua da noi, col fatto che le nostre ragazze se la cavano, tranne che per l’inconveniente del colore della divisa, e che ospitiamo noi questo torneo parrocchiale che è l’Europeo femminile, ancora siamo costretti a vedere aperture di pagine sportive dedicate alle imprese non memorabili delle calciatrici. Io ve lo giuro, con una più che degna scorta di brandy ci ho provato, ma i tiri al rallentatore verso porte difese da sagome cartonate coi capelli lunghi non fanno per me.”

Se le linee editoriali del tuo paese scrivono delle imprese, o meno, delle calciatrici vorrà dire che forse è tempo di evolversi. Sono stato nel tuo paese, ho vissuto 10 giorni tra allenamenti e partite, ma ho anche visitato e visto molte cose, posso assicurarti che i club tengono molto al loro settore femminile, Liverpool a parte, con annesse maglie in vendita presso i propri store. Anche la pubblicità non manca, infatti mi sono ritrovato molte volte difronte a cartelloni pubblicitari con le principali calciatrici, e calciatori, inglesi. Dunque la domanda è: Saranno gli altri fuori luogo e del tutto impazziti?

Il disprezzo verso un torneo riconosciuto dalla UEFA non ti aiuta e sulla tecnica e i ”tiri lenti” posso dirti che ho visto molta più qualità in Francia-Olanda e Inghilterra-Spagna, piuttosto che in certe partite della Premier League. O forse, quando si è dentro allo stadio si è talmente ubriachi che sembrano tutti Messi e Ronaldo.

Però, battute a parte, sia calcio maschile che femminile godono di squadre di livello top e altre meno. Anche i colleghi maschi nella storia del calcio erano lenti, sbagliavano e sbagliano tutt’oggi gol sottoporta, faticavano nel creare il gioco (anche oggi alle volte è così). tutto ciò si riduce quando ci si allena, si è seguiti da professionisti, si imparano le tecniche individuali e non, sta a quello che hanno a disposizione i calciatori e le calciatrici.

Il calcio femminile in Italia è enormemente in ritardo, ma grazie alle società come Juventus, Inter, Milan, Roma, Sassuolo ecc il gap tra calcio giocato di livello dilettantistico e calcio di livello professionistico pian piano si riduce, arrivando un giorno ad essere totalmente scomparso.

Il redattore de ”Il Foglio” prosegue: ”Quello che non sopporto è l’operazione di marketing che c’è attorno al movimento calcistico femminile, che in nome di una parità fisica e tattica inesistente pretende di venderci come uguale un surrogato dello sport di cui ci siamo innamorati. Sono due sport diversi, e chi vuole seguire quello più lento e acuto dei due ha tutto il diritto di farlo, eppure cercano di spacciarli come identici”.

Ti da fastidio il fatto che finalmente le donne possono guadagnare dalla loro passione? che esistono aziende che vedono in loro, e non in te, un futuro?
Le operazioni di marketing avvengono quando delle aziende vedono un futuro in qualsiasi progetto, c’è chi investe di più e chi di meno. Non si sta cercando di vendere il calcio femminile come pari del calcio maschile, perché non lo è.
Io non mi venderei mai come il calcio maschile, fatto di simulazioni pietose, risse, giocatori che per un pelo incarnito non giocano, che rescindono il contratto solo perché il giardiniere non ha tagliato bene l’erba e via dicendo.
Io vendo il calcio femminile come un movimento dove c’è rispetto, dove nei prossimi anni verranno effettuati investimenti importanti per fare in modo da poter preparare al meglio le atlete per giocare ad un calcio più veloce e con tattiche ben studiate (come tra l’alto avviene già nei grandi club), ma dove soprattutto il progetto è un mondo in cui nessuno viene lasciato in disparte.
Il calcio femminile è diverso da quello maschile, le ragazze tendono a voler giostrare di più il pallone, si costruisce un’azione cercando di arrivare in porta con più passaggi possibili anche per cercare di aprire spazi nella difesa avversaria.
La velocità ad alcune di loro non manca proprio e la tecnica si impara strada facendo, ma ti assicuro che se i maschi hanno la forza e la velocità, loro hanno l’intelligenza e la compattezza.

Infine, Jack arriva al collo della bottiglia con queste affermazioni: ”L’ultima novità è la copertina di Fifa 23, il videogioco di calcio che ha cresciuto generazioni di lobotomizzati che preferiscono i trick virtuali all’odore del campo e che dall’anno prossimo se Dio vuole non ci sarà più.“Fifa 23 sarà l’ultimo. E punta a essere il più bello e inclusivo di sempre”, titolava non a caso Repubblica giovedì. In copertina c’è Kylian Mbappé, e con lui Sam Kerr. Anche io come voi ho pensato “e chi cazzo è?”. Sam Kerr è una calciatrice australiana che gioca nel Chelsea. Ora io sono contento che Kerr giochi a calcio in Inghilterra, ma cosa se non un’operazione di marketing ideologica l’ha fatta finire sulla copertina di Fifa 23? Ripetere una bugia cento, mille volte non la fa diventare una verità. Con buona pace dell’Università americana della Pennsylvania che ha nominato come donna dell’anno la nuotatrice trangender Lia Thomas. Un insulto alle atlete donne che nuotano e vengono regolarmente battute da questo corpaccione che per il 95 per cento della sua vita è stato un uomo, e che oggi grazie al suo vantaggio fisico vince tutte le gare femminili a cui partecipa. Inutile che vi dica che spero non vinca lei: il prossimo passo qual è, premiare una birra analcolica come birra dell’anno? Io mi tengo stretto la mia bionda alcolica, voi fate come volete.

Grazie che mi hai definito un lobotomizzato, ma oltre al calcio virtuale ho giocato per parecchi anni anche a calcio normalmente su un campo d’erba. Sicuramente, la tua generalizzazione è per acchiappare più like e lettori possibili, diciamo quelli compresi nella fascia 50-80 anni, in sostanza i riconoscibili come ”si stava bene quando si stava peggio” ”noi giocavamo tutto il giorno e non avevamo bisogno di nulla” e via discorrendo.
Permettimi di dire che sono tutte scemenze.
Il caro FIFA 23 non sarà l’ultimo, cambierà solamente denominazione e avrà sempre milioni di fan, tra maschi e femmine, che ci giocheranno e che proveranno a imitare i Tick anche in campo. Lo so che le novità spaventano, d’altronde il nostro mondo cambia continuamente e tu forse non sei aggiornato o neghi la possibilità di un cambiamento.

Sul discorso dei Transgender è meglio non mettere parola perché in tutto a questo delirio è la ciliegina sulla torta, una torta piena di stigmatizzazione, pregiudizio e discriminatoria.

Ma lascia che concluda dicendo questo: Le nuove generazioni, compresa la mia, saranno quelle che porteranno il rispetto e la parità, la tolleranza e dove nessuno verrà lasciato indietro. Siamo cresciuti così, in mezzo ad un mondo multietnico e multi culturale dove abbiamo appreso fin da piccoli l’esistenza di vari e svariati mondi. Abbiamo conosciuto la disabilità, abbiamo studiato il cambiamento dei popoli e della loro integrazione, abbiamo fatto conoscenza delle evoluzioni tecnologiche e abbiamo imparato ad aprire la nostra mente. Certo, esisteranno sempre ignoranza, razzismo e pensieri come il tuo, ma saranno ignorati e annichiliti, perché noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere la cultura, che è il dono che muoverà sempre il mondo.

Cordiali saluti
Andrea

UEFA Women’s EURO: le osservate speciali in semifinale

Photo Credit: Andrea Amato

Martedì, l’Inghilterra affronta la Svezia a Sheffield nella prima semifinale di UEFA Women’s EURO 2022, mentre il giorno dopo sarà la volta di Germania-Francia.

UEFA.com seleziona una giocatrice per squadra che potrebbe essere protagonista in semifinale.

Giocatrici da seguire

Georgia Stanway (Inghilterra)
Stanway è stata nominata per il premio Young Sports Personality of the Year della BBC nel 2016 dopo le ottime prestazioni con l’Inghilterra a UEFA Women’s EURO Under 17 e in Coppa del Mondo FIFA Under 17, ripetendosi nella Coppa del Mondo Under 20 del 2018. Anche se normalmente gioca trequartista o attaccante, nell’Inghilterra è una delle due centrocampiste difensive insieme a Keira Walsh.

Ingaggiata dal Bayern München poco prima di questo torneo, Stanway è stata Player of the Match contro l’Austria nella gara di apertura all’Old Trafford, mentre ai quarti contro la Spagna ha segnato il gol decisivo ai supplementari e dimostrato che il suo istinto offensivo non è mai domo.

Stina Blackstenius (Svezia)
Blackstenius è arrivata al torneo dopo un’ottima prima metà di stagione all’Arsenal ma era anche alle prese con un infortunio. Con il bel gol nell’ultima partita del girone contro il Portogallo, ha dimostrato che stava tornando a pieno regime, mentre ai quarti di finale contro il Belgio è stata fermata solo dalla bandierina del fuorigioco e dalle prodezze di Nicky Evrard tra i pali.

Blackstenius ha sempre apprezzato le occasioni che contano. Alle Olimpiadi del 2016 ha segnato nella vittoria a sorpresa contro gli Stati Uniti ai quarti e in finale contro la Germania. Cinque anni dopo, è andata a segno nella finale contro il Canada, mentre agli ottavi e ai quarti di Coppa del Mondo 2019 ha segnato contro Canada e Germania.

Alex Popp (Germania)
Il solo fatto di giocare a Women’s EURO è importante per Popp, che ha saltato le fasi finali del 2013 e 2017 per infortunio. La sua emozione è stata evidente dopo l’ingresso dalla panchina contro la Danimarca e il gol che suggellato il definitivo 4-0.

Da allora, l’attaccante si è imposta nell’undici titolare e ha segnato in tutte e quattro le partite della Germania, diventando la prima giocatrice a segno in quattro gare consecutive di un singolo Women’s EURO. Sempre dinamica e stimolante per le compagne, Popp guida la squadra verso uno dei pochissimi titoli che non ha ancora vinto a livello personale.

Kadidiatou Diani (Francia)
Data l’assenza di Marie-Antoinette Katoto per infortunio, Diani è diventata la punta di diamante dell’attacco francese. Ai quarti contro i Paesi Bassi è stata spostata dalla fascia destra al centro per mettere in difficoltà le campionesse in carica.

Veloce e forte tecnicamente, Diani è sempre disposta a puntare i difensori e a trasformare una situazione poco promettente in una chiara occasione da gol, per sé o per un compagna. Vedere la 27enne in piena velocità, con la lunga chioma a fare da strascico, è tanto spettacolare per il pubblico quanto preoccupante per le avversarie.

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