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Cinta Rodriguez prima di Sporting Huelva-Granadilla Tenerife: “Tutto può succedere in una partita secca”

Cinta Rodriguez, Sporting Huelva
Cinta Rodriguez, Sporting Huelva

Oggi inizia la fase finale della Coppa della Regina di calcio femminile ad Alcorcón. Stasera si affronteranno il Granadilla Tenerife contro lo Sporting Huelva, la sorpresa del torneo.
Una delle Capitane dello Sporting, Cinta Rodríguez ha dichiarato alla vigilia dell’incontro: “Sono di Huelva e sono molto orgogliosa perché la città ci sta appoggiando, speriamo di riuscire ad arrivare in finale”. Si tratta di un difensore di 22 anni che sta giocando molto bene in questa stagione, chiusa in crescendo. “Ogni cosa può succedere in una partita secca. Speriamo che la fortuna sia dalla nostra parte e che domani abbiamo il pass per la finale”. Anche l’allenatore Antonio Toledo dichiara: “So che a Huelva viene in menta ciò che abbiamo fatto nel 2015 quando vincemmo la Coppa. Ma le circostanze sono cambiate e ora c’è un gigante come il Barcellona. Possono stare tranquilli perché le calciatrici daranno tutto”.
Penso che questa partita non abbiano bisogno di motivazione extra, dato che la competizione te le genera. Dico alle mie compagne di squadra che si divertano” dichiara Pisco, capitana del Granadilla Tenerife. L’allenatore Francis Diaz prosegue: “Questo non è il campionato normale, ci sono fattori incontrollabili ma su quelli che possiamo tenere in considerazione li abbiamo lavorato tanto con il nostro corpo tecnico ed il dipartimento di psicologia”. Il tecnico del Granadilla ha affermato che: “Se vogliamo crescere, come tutti sbandieriamo nei social media, è il momento di dimostrarlo. Non importa quale squadra sia. Bisogna dimostrare che il calcio femminile spagnolo è al livello di quelli migliori, il tifoso può avvicinarsi al campo e dimostreremo al mondo che il nostro calcio è molto potente”.

Credit Photo: Sporting Huelva, Twitter

Serie A Femminile, il Falconara la chiude ancora in due. E’ la prima finalista

Percorso netto. Il Città di Falconara non sbaglia un colpo, chiude un’altra serie in due partite ed è la prima finalista scudetto della Serie A Femminile. Come era accaduto già a Montesilvano, la solita Vanin sblocca risultato anche al PalaBadiali. Come era accaduto in gara-1 delle semi, la reazione delle Citizens è immediata: Dibiase e Fifò ribaltano tutto, Sgravo fa 2-2, ma Janice manda il Falconara avanti di un gol. E’ lei il match winner, si ripete nella ripresa per il definitivo 4-2. Ora bisogna stabilire l’altra finalista: di nuovo il Futsal Pescara o la sorpresa Lazio.

CITTÀ DI FALCONARA-TIKITAKA FRANCAVILLA 4-2

SERIE A FEMMINILE – PLAYOFF SCUDETTO
QUARTI DI FINALE
1) CITTÀ DI FALCONARA-BISCEGLIE FEMMINILE 6-1 (gara-1 6-1)
2) MARBEL BITONTO-TIKITAKA FRANCAVILLA 5-5 (4-5)
3) LAZIO-ITALCAVE REAL STATTE 6-2 (1-4)
4) FUTSAL PESCARA FEMMINILE-GRANZETTE 6-0 (2-0)

SEMIFINALI – GARA 2 (ev. gara-3 29/05)
X) CITTÀ DI FALCONARA-TIKITAKA FRANCAVILLA 4-2 (7-1)
Y) FUTSAL PESCARA FEMMINILE-LAZIO 4-0 (1-4)

FINALE (gara-1 04/06, gara-2 10/06, ev. gara-3 12/06)
CITTÀ DI FALCONARA-VINCENTE Y

Credit Photo: https://www.divisionecalcioa5.it/

Selma Bacha è la miglior giovane della UEFA Women’s Champions League 2021/22

Gli osservatori tecnici UEFA hanno nominato Selma Bacha miglior giovane della UEFA Women’s Champions League 2021/22.

Il terzino sinistro del Lione, 21 anni, ha coronato un’ottima stagione contribuendo alla vittoria per 3-1 contro il Barcellona a Torino e all’ottavo titolo per la squadra francese. Nonostante la sua giovane età, Bacha ha collezionato la terza presenza in finale dopo quelle nel 2018 e 2019. Tuttavia, è stata questa la stagione in cui ha davvero raggiunto la maturità imponendosi sulla fascia sinistra.

La sua stagione è riassunta perfettamente da due episodi nel primo tempo in finale. Dopo il vantaggio a sorpresa del Lione, Bacha ha impedito a Jenni Hermoso di segnare con un intervento decisivo. Pochi minuti dopo, con una sua tipica sovrapposizione, Bacha ha servito un cross spiovente per il raddoppio di Ada Hegerberg.

È stato il nono assist di Bacha della stagione (dalla fase a gironi alla finale), tre in più di qualsiasi altra giocatrice impegnata nel torneo. Quattro assist sono stati per Hegerberg.

Sonia Bompastor, allenatrice del Lione, ha commentato: “Selma ha giocato un’ottima gara. Sappiamo che ha le qualità e la mentalità giuste, ma anche che in queste partite è capace di fare un passo in più.

Le statistiche di Selma Bacha in Women’s Champions League 2021/22 (dalla fase a gironi alla finale)
Presenze: 10
Gol: 0
Assist: 9
Cross completati: 44
Palloni recuperati: 58

Credit Photo: https://it.uefa.com/womenschampionsleague/

Serie B, la Top 11 della 26a giornata: nella formazione Luana Merli, Valentina Boni e Greta Di Luzio

La ventiseiesima e ultima giornata di Serie B ha emesso la Top 11 di questo turno conclusivo.

MODULO: 4-2-4

PORTIERE

Giorgia Bettineschi (Como)
Una delle artefici della promozione in Serie A con la maglia del Como. Giorgia lo ha confermato, guidando la difesa delle lariane a mantenere, ancora un volta la porta inviolata. La vittoria della Serie B è passata anche dalle sue parate.

DIFENSORI

Carlotta Masu (Cittadella)
Seconda rete stagionale per Carlotta con la maglia del Cittadella, ma è un gol pesante, perché consente di dare alle padovane il successo in rimonta sul Cesena.

Giulia Rizzon (Como)
La capitana del Como ha saputo metterci, ancora una volta lo zampino, sulla partita contro la Roma Calcio Femminile: non a caso a segnato il rigore che vale il raddoppio lariano sulle giallorosse e il quinto centro in campionato.

Elena Gervasi (Cortefranca)
Il Cortefranca chiude sesto cedendo il passo al Chievo Verona, ma di certo non può che essere stata una gare semplice per le cortefranchesi, perché diranno addio ad una delle pilastre del gruppo. Elena ha dato tanto alla squadra, non a caso ha indossato la fascia di capitana. Auguriamo al difensore rossoblù una buona fortuna per il suo futuro.

Valentina Congia (Torres)
Valentina finisce il campionato con la Torres nel migliore dei modi, trascinando la retroguardia sassarese ad evitare le incursioni offensive della Pink Bari, permettendo alle rossoblù non solo di battere le baresi, ma anche di chiudere la stagione con la porta immacolata.

CENTROCAMPISTE

Valentina Boni (Chievo Verona)
Una leggenda del calcio femminile appende gli scarpini al chiodo. Non è riuscita a segnare su rigore, ma ha

Sofieke Jansen (San Marino Academy)
Il San Marino Academy sta perdendo, ad un minuto dal novantesimo, per 1-2 contro il Tavagnacco, ma in quattro minuti Sofieke decide di salire in cattedra, realizzando una doppietta che vale la vittoria delle sanmarinesi sulle friulane, e il terzo posto delle titane in cadetteria.

ATTACCANTI

Luana Merli (Brescia)
Il Brescia avrà chiuso al secondo posto, anche se gridano ancora vendetta gli otto punti di vantaggio gettati al vento, ma può avere la soddisfazione di avere con sé la miglior capocannoniere della Serie B. Anche se ha 35 anni Luana ha ancora la verve realizzativa, non a caso ha segnato tre gol al Palermo e diciannove reti in campionato.

Greta Di Luzio (Como)
Sedici gol in campionato al suo primo vero anno con la maglia del Como, e due gol messi a referto nel match contro la Roma Calcio Femminile. Greta ha fatto una grande stagione in B, e per lei questo è il salto di qualità che l’attaccante lariana ha aspettato da tanto tempo. Speriamo che il Como possa confermare Greta il prossimo anno in Serie A.

Simona Cimatti (Ravenna)
Se ne va una delle bandiere del Ravenna Women, prima San Zaccaria, e chiude la sua carriera trascinando le ravennati al successo sulla Pro Sesto. Speriamo che Simona possa aiutare il movimento anche dietro le quinte.

Beatrice Zorzan (Cittadella)
Chiudere un’avventura calcistica vincendo una partita è bello, ma segnare un gol nel match ancora meglio. Deve essere stato questo il pensiero dell’attaccante del Cittadella Beatrice Zorzan, la quale realizza il gol che apre la strada del successo padovano sul Cesena. Un’apoteosi che Beatriche se lo ricorderà per tanto tempo.

Maria Cusmà, Palermo: si ritira dal calcio giocato il capitano delle rosanero

palermo-femminile-maria-cusma

Il campionato di Serie B si è da poco concluso: stagione tra alti e bassi per il Palermo che dopo il successo nel girone D di Serie C non è riuscito a mantenere la cadetteria tornando cosi in terza serie.
Non sono bastati alle rosanero i 17 punti raccolti in 26 gare, con il terzultimo posto che ha costretto alla retrocessione in C le isolane.
Non giocherà più con le sicule Maria Cusmà, che con la fine della stagione 2022-2023 abbandona il calcio giocato.
La centrocampista messinese classe ’87 nelle settimane scorse, infatti, ha rilasciato qualche battuta a riguardo salutando cosi la compagine palermitana:
Anche se siamo retrocesse e abbiamo perso, io sceglierei sempre voi. Mi avete dato la forza che non avevo più, la forza di andare avanti: ognuna di voi è stata parte del percorso, ognuna di voi ha corso per me anche quando io non ce la facevo. Sono fiera di essere stata al vostro fianco”. 

Pink Bari: finale di campionato con sconfitta

Per l’ultima di campionato la Pink Bari scende in campo con qualche modifica rispetto all’ultimo incontro. Capitanelli spostata in posizione più offensiva mentre a comporre lo scacchiere ci sono quasi tutte le titolari eccezion fatta per Lamacchia e Larenza che trovano spazio per questi ultimi novanta minuti di campionato.

Il racconto della paritita.

Arriva il fischio dell’arbitro che dà il via alla gara e dopo nemmeno quattro minuti di gioco la Pink passa in svantaggio. Pallone spazzato male dalla difesa biancorossa, su quest’ultimo si avventa Bassano che con un tiro da fuori pizzica l’incrocio dei pali e porta in vantaggio le rossoblù. Sette minuti dopo è sempre Bassano ad impensierire la difesa pugliese, passaggio filtrante per Gomez che però tira alto sulla traversa. Al minuto 27 sugli sviluppi di calcio d’angolo arriva l’illusorio pareggio della Pink con Nefrou. La posizione della numero ventitré era irregolare secondo l’assistente e dunque gol annullato. Finiscono con il risultato di 1 a 0 i primi 45 minuti. Inizia il secondo tempo e superato il quarto d’ora è il Sassari a rendersi pericoloso. Calcio d’angolo battuto da Bassano e Blasoni va a centimetri dal due a zero. Passano altri quindi minuti e le sassaresi raddoppiano. Tiro ad incrociare di Marenic su cui Lamacchia non può far nulla. Al 37esimo arriva il tris della Torres. Il cross di Marenic è perfetto e trova Iannazzo, colpo di testa che a tu per tu con Lamacchia insacca con freddezza. Arriva il triplice fischio del direttore che pone fine sia alla gara che alla stagione.

Le considerazioni.

È una Pink Bari che scende spaesata e a tratti confusionaria nella gestione della palla. I tre gol subiti ne sono purtroppo la dimostrazione. Il cammino delle biancorosse termina con una sconfitta e chiude il campionato al decimo posto in classifica. Un finale amaro per ciò che ci si auspicava ad inizio stagione.

Risultato finale                                                                                                      Sassari Torres 3 – Pink Bari 0                                                                                        5’ Bassano (Sassari)                                                                                                    32’ Marenic (Sassari)                                                                                                  83’ Iannazzo (Sassari)

Credit photo: Facebook-Pink Bari Calcio Femminile

Dagný Brynjarsdóttir, centrocampista del West Ham United Women, prolunga il contratto fino al 2024

Il West Ham United Women, sui suoi canali istituzionali,  annuncia che Dagný Brynjarsdóttir ha firmato un nuovo contratto con il Club.

Il centrocampista islandese ha firmato un accordo per rimanere con i londinesi fino all’estate del 2024.

Ci sono stati molti momenti salienti per Brynjarsdóttir durante la stagione 2021/22, dove ha collezionato 28 presenze con la squadra di Olli Harder, la seconda più alta di qualsiasi giocatore della rosa.

Brynjarsdóttir ha concluso la stagione come capocannoniere insieme a Claudia Walker con sei gol, segnando gol chiave contro Reading, Everton e Tottenham Hotspur durante questo campionato nella FA Super League.

Dagny è la seconda giocatrice a firmare sulla linea tratteggiata per gli Irons quest’estate, dopo che Kate Longhurst ha esteso il suo contratto con il Club la scorsa settimana.

La centrocampista, dopo la firma ha dichiarato: “ che è stato un gioco da ragazzi continuare la sua permanenza nell’est di Londra con il Club che ama e tifa. Sono felice di poter rimanere con il West Ham United“. Mi è piaciuto molto l’ultimo anno e mezzo qui e non vedo l’ora di creare altri ricordi in Claret and Blue.

Calcio+15: la Selezione Territoriale Ticino si qualifica alla fase finale del torneo

La Selezione Territoriale Ticino è la prima finalista del torneo Calcio+15, la manifestazione legata al progetto di sviluppo del calcio femminile rivolta alla categoria Under 15. Nella tappa disputata a Torino in occasione della UEFA Women’s Champions League, le giovani atlete hanno avuto la meglio sulle coetanee di Ligurnova e Taurinense, qualificandosi alla fase finale in programma dal 3 al 9 luglio.

Risultati Gare
Ligurnova-ticino 1-6
Taurinense-ligurnova 5-0
Ticino-taurinense 2-1

Classifica
Ticino 6
Taurinense 3
Ligurnova 0

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Perché il calcio femminile in Italia è indietro?

Extra time Negli ultimi mesi il calcio femminile sta ottenendo ottimi riscontri e sta collezionando sempre più spettatori, complice, senza alcun dubbio, lo spettacolo andato in scena in Spagna, dove il Barcellona femminile, al Camp Nou, ha registrato oltre 91mila persone in occasione del Clásico Femenino contro il Real Madrid per il ritorno dei quarti di finale della Women’s Champions League. L’iconico stadio catalano strapieno ha spinto le padrone di casa anche in occasione della semifinale della competizione più prestigiosa d’Europa contro il Wolfsburg, aggiudicandosi altresì il record mondiale di spettatori. La Juventus, invece, principale squadra italiana, è stata eliminata dal Lione, il club più titolato di Francia e d’Europa. Nelle persone che da poco hanno cominciato ad appassionarsi a questo meraviglioso mondo è sorta una domanda: “perché il livello del calcio femminile in Italia è cosi inferiore rispetto ad altre realtà?” Secondo quanto riportato da Sport del Sud, le ragioni sono molteplici.

Motivazioni storiche

La storia del calcio femminile affonda le sue radici in Gran Bretagna. Oltremanica iniziarono a formarsi team di calcio femminile già negli ultimi due decenni del XIX secolo e il primo incontro ufficiale di cui si ha notizia è datato 1895In Italia, invece, fa il suo esordio nel 1933, quando a Milano viene fondato il Gruppo Femminile Calcistico, ma ben presto il CONI bloccò le sue attività. Le donne avranno il permesso di giocare circa trent’anni dopo, quando nasce la Federazione Italiana Calcio Femminile, FIC, nel 1968, anno del primo campionato nazionale, vinto dal Genova.

Motivi economici

Per descrivere, poi, l’attuale divario economico e di opportunità del calcio femminile italiano rispetto ai suoi pari nel mondo, con tutti gli effetti sul suo mancato sviluppo, basta attuare un confronto di questo con la National Women’s Soccer League (NWSL) americana, l’esempio di calcio femminile più sviluppato nel mondo in questo momento. Il campionato italiano femminile produce ricavi intorno ai 10 milioni di euro, mentre il calcio femminile americano ha un introito totale di 50,8 milioni di euro annui. Le nostre calciatrici guadagnano di meno di quelle americane: una professionista negli USA guadagna circa 5000$ a match, per un totale di 100.000$ all’anno mentre, poiché il calcio femminile in Italia non è ancora (fino al prossimo anno) considerato professionistico, l’unica regola salariale vigente stabilisce che le calciatrici nostrane debbano guadagnare meno di 30000 euro annui. Queste “piccole” evidenze ci permettono di capire quanto una più adeguata incentivazione contribuirebbe allo sviluppo del calcio femminile europeo. Durante il Mondiale del 2019 l’UNICEF ha pubblicato un tweet in cui notava che 1.693 calciatrici messe insieme non arrivano a guadagnare neanche la metà di quanto guadagna (da solo) Lionel Messi.

Questione di mentalità

Non mancano certo i pregiudizi nei confronti di questo sport, perennemente paragonato in ogni particolare a quello maschile. La tendenza a considerare il calcio una attività prettamente da uomini è ancora troppo radicata nel tessuto sociale italiano. Carolina Morace, allenatrice di calcio ed ex calciatrice italiana, in un’intervista affermò: “Mi si risparmino le ca****e del confronto tra maschi e femmine. Nessuno paragona Serena Williams a Nadal”. E se in Italia gli stadi non si riempiono così come avviene in Germania, in Olanda o in Spagna è perché molto probabilmente il pubblico non è ancora pronto ad aprire le porte al calcio femminile che per ovvie motivazioni è differente ma che mostra tanto altro: gesti tecnici esaltanti, organizzazioni tattiche precise, sistemi di gioco perfettamente studiati, ma, soprattutto, passione e valori. Per avvicinare i fan al calcio femminile, alcune società estere hanno optato per disputare le gare più importanti negli stadi utilizzati dalla selezione maschile. Il 17 marzo 2019 l’Atletico Madrid ha permesso alla sua selezione femminile, ad esempio, di scendere in campo al Wanda Metropolitano per la sfida che avrebbe deciso il campionato contro il Barcellona. In quella occasione sugli spalti c’erano 60.379 persone. Il match fece registrare la più alta audience televisiva per una partita di calcio femminile in Spagna, con picchi di 413 mila spettatori e share del 5,5%. Gli Stati Uniti detengono il premio di maggior presenza media allo stadio: le Portland Thorns sono seguite da circa 17 mila spettatori a partita.

I club italiani non investono nel calcio femminile

La crescita del calcio femminile a livello di club è molto importante, e in questo senso le squadre maschili giocano per forza di cose un ruolo fondamentale. La grande maggioranza degli appassionati segue le partite per tifare la propria squadra, e il tifo conosce solo i colori del club, al di là dell’andirivieni di presidenti, giocatori e allenatori e, chissà, magari anche al di là delle differenze di genere. Molte società italiane, tra cui il Napoli e la Lazio non investono nel settore femminile diversamente dalla Juventus ad esempio, attualmente in vetta alla classifica di Serie A Femminile 2021/2022. Ciò nonostante, come riportato da A Bola, nelle ultime settimane è stato approvato un nuovo regolamento UEFA per licenze e sostenibilità finanziaria, che entrerà in vigore dal 1° giugno. All’articolo 21 del documento troviamo che le proprietà debbano supportare l’aspetto femminile con una delle tre possibilità: la creazione di una squadra, senior o in formazione, per partecipare a competizioni ufficiali, sostenere un club o l’organizzazione di iniziative che saranno definite dalla federazione.

Scarsa esposizione mediatica

Nei paesi del Nord Europa l’attenzione che viene data al calcio femminile è elevatissima. Televisioni, giornali e internet garantiscono un’ampia copertura e il seguito di pubblico negli stadi è notevole. In Germania il numero delle tesserate ha raggiunto il milione, in Canada sono 350mila, in Francia 90mila, in Inghilterra 80mila, per non parlare degli Stati Uniti dove le ragazze che giocano a calcio sono più di 15 milioni. In Italia le sole atlete tesserate con la FIGC sono appena 11mila; si raggiungono le 23mila unità se aggiungiamo il settore giovanile e scolastico e gli enti di promozione sportiva.

Recentemente però, grazie all’abbattimento di alcuni stereotipi, ma soprattutto all’aumento della sensibilità nei confronti della situazione precaria delle calciatrici, le cose stanno iniziando a cambiare. Già nel 2019 i mondiali di calcio femminile avevano ottenuto dei numeri altissimi in termini di copertura e visibilità mediatica in tutto il mondo, con un totale di 1,12 miliardi di utenti televisivi e digitali. In Italia la partita Italia-Brasile, trasmessa dalla RAI, aveva registrato il 29,3% di share, sfatando quindi ancora una volta il mito dello “sport che non interessa a nessuno”. Il nostro auspicio è che a partire dalla prossima stagione con il professionismo che farà capolino nella Serie A, le giocatrici avranno finalmente il riconoscimento che gli spetta e se una bambina sognerà di fare la calciatrice – o di lavorare in ambito calcistico – non avrà problemi a trovare delle strutture idonee che saranno pronte ad accoglierla per aiutarla a perseguire il suo desiderio e la sua passione.

Alfredo Pala, Sassari Torres: “Il segreto di questo cambiamento è stato mister Ardizzone”

Dopo l’ultima giornata di Serie B e la vittoria sulla Pink Bari a parlare in casa Sassari Torres è stato il Direttore Generale Alfredo Pala che ha dichiarato ai microfoni del club sardo: “Analizzando con attenzione tutta l’annata ci sarebbe da dire che forse abbiamo perso un’occasione. Voglio fare un grande plauso alla società e a tutto lo staff per l’enorme lavoro che è stato fatto. Questa era una squadra costruita per arrivare in queste zone del campionato, magari non dall’inizio, però da gennaio quando abbiamo consegnato la squadra al mister Marino, i risultati non sono stati gli stessi ottenuti da Mauro Ardizzone. Lui ha portato entusiasmo e competenze tecniche permettendo alla squadra di ottenere questi risultati di cui oggi stiamo parlando, che erano tra l’altro nelle nostre corde. L’aspetto fondamentale di questa rinascita è stata la capacità che ha avuto il nuovo mister di fare gruppo dal giorno del suo arrivo. Lui è riuscito a ottenere qualcosa in più da ogni giocatrice, trasformando attaccanti in centrocampisti a dimostrazione delle sue competenze. Il vero segreto di questo grande cambiamento è stato mister Ardizzone”

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